IL MINISTERO DELL'ECONOMIA HA DECISO UN TAGLIO DEI FONDI, CHE SARÀ DI 1 MLD E 250 MLN FINO AL 2028;
Il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti

LA “CORSA” CONTRO IL TEMPO DEL SUD
PER SPENDERE IN TEMPO LE RISORSE PNRR

di PIETRO MASSIMO BUSETTA – Si può contemporaneamente invitare a correre dando una scadenza molto precisa per raggiungere l’obiettivo  e poi continuare a mettere ostacoli per evitare il raggiungimento richiesto? Si, se si adotta la massima evangelica che recita che la destra non sappia quello che fa la sinistra. Per cui il ministro dell’economia agisce senza consultarsi con quello del Sud. 

«Il taglio previsto per gli enti locali è di 250 milioni quest’anno, prima tranche di 1 miliardo e 250 milioni fino al 2028, ed è già un duro colpo per tutte le amministrazioni locali – spiega Decaro – ma la cosa più grave è che il Mef vuole ripartire questo taglio colpendo i Comuni in misura direttamente proporzionale ai finanziamenti del Pnrr».

I tagli riguarderanno 6.838 Comuni, 78 province e 13 città metropolitane. Le riflessioni che vengono immediate sono che i tagli sono orizzontali e non mirati. Il che vuol dire che i Comuni del Mezzogiorno, in genere più disastrati, saranno colpiti come quelli che hanno risorse più abbondanti, anzi in misura maggiore se l’assunto che il Pnrr dovrebbe finanziare maggiormente le realtà locali del Mezzogiorno é corretto. 

Ora capisco perfettamente che opporsi ai tagli è l’esercizio più facile, e in particolare per l’opposizione. Ma se il Pnrr si pone l’obiettivo di diminuire i divari esistenti, di avvicinare i livelli essenziali delle prestazioni (Lep), come potrà avvenire se i tagli sono uguali per chi gli asili nido li ha già in un numero vicino alla percentuale richiesta dall’Unione Europea e chi invece ne è lontanissimo? 

E in ogni caso non sarebbe stato opportuno concordare i tagli con il Ministro Raffaele Fitto, che ha consapevolezza delle problematiche del Piano di Ripresa e Resilienza? Anche il Ministro Giancarlo Giorgetti, come molti in questo nostro Paese, si comporta come se il Paese fosse uno e non, come ogni evidenza statistica dimostra, due. 

Se è vero che come ha dimostrato il Dipartimento per le politiche di Coesione, su sollecitazione di Carlo Azeglio Ciampi, ogni anno una spesa pro capite uguale tra Centro Nord e Mezzogiorno prevederebbe una maggiore dotazione a favore del Sud di 60 miliardi non sarebbe stato il caso di provvedimenti articolati e differenziati per provare progressivamente a diminuire tale divario?

D’altra parte il pensiero dominante é chiaro: altro che diminuire la distanza esistente tra le due parti nei diritti di cittadinanza, la si vuole invece costituzionalizzare con l’autonomia differenziata, trattenendo un residuo fiscale che esiste solo nella mente di Luca Zaia, ma anche di Stefano Bonaccini, e dei loro ricercatori di corte.    

Lo stesso Raffaele Fitto non potrà che piegarsi rispetto alle esigenze di un bilancio che impongono alcuni aggiustamenti.

 Purtroppo la centralità del Mezzogiorno, sempre di più é solo una grida, rinnovata periodicamente ma contraddetta nei fatti. Per cui l’esigenza che le regioni meridionali facciano fronte comune diventa sempre più importante. 

Anche se operativamente diventa estremamente complicato mettere insieme amministrazioni regionali che hanno maggioranze diverse, alcune  allineate rispetto alle decisioni  del Governo.  Fare fronte comune per ricorrere,  se necessario, come ha fatto recentemente Vincenzo De Luca per i Fondi di Sviluppo e Coesione, all’ autorità giudiziaria non sarà facile. E si continuerà con un atteggiamento che sembra corretto, perché mette tutti sullo stesso piano, con tagli lineari, ma che alla fine è profondamente ingiusto, considerato che i punti di partenza di ciascuno sono diversi. 

L’effetto sarà quello di far permanere le distanze esistenti e, considerato che i Comuni del Centro Nord in genere hanno una dotazione  di risorse maggiori, probabilmente aumentarle. 

Il tema di un diverso trattamento necessario diventa sempre più dirimente rispetto agli obiettivi previsti. (pmb)

[Courtesy Il Quotidiano del Sud – L’Altravoce dell’Italia]