PORTIGLIOLA (RC) – Il 6 settembre la consegna del Premio Tessalo

Il 6 settembre, a Portigliola, è in programma la cerimonia di consegna del Premio Tessalo, giunto alla quarta edizione, che sarà consegnato a Pamela Villoresi.

L’evento chiuderà la sesta edizione del Festival del Teatro Classico Tra Mito e Storia e si terrà al Palatium Romano di Quote San Francesco.

La manifestazione quest’anno curata dal Gal Terre Locridee e dell’Aps Cultura e Territorio di Portigliola, inserita nel programma di promozione della Locride per la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2025 e che vanta la direzione artistica di Elisabetta Pozzi, sarà la cerimonia di consegna del Premio Tèssalo, serata di gala che ripercorrerà la carriera di un artista che ha saputo, attraverso il proprio impegno, farsi ambasciatore della cultura italiana nel mondo, accrescendone la fama e l’importanza.

E il riconoscimento, nelle scorse edizioni conferito a Mariano Rigillo, Antonio Calenda e Lino Patruno, anche quest’anno sponsorizzato dalla più grande collecting italiana che gestisce i diritti degli artisti, il Nuovo Imaie (Istituto Mutualistico per la tutela degli Artisti Interpreti ed Esecutori), sarà consegnato all’immensa Pamela Villoresi, interprete di Prato, con padre toscano e madre tedesca che, nell’arco della sua carriera, che proprio quest’anno raggiunge l’invidiabile traguardo delle cinquanta primavere, ha recitato in ben 5 lingue. Formatasi, tra gli altri, con il grande Giorgio Strehler (che considera il suo padre teatrale), Villoresi ha partecipato con Jack Lang alla fondazione dell’Unione dei Teatri d’Europa e recitato in più di 60 spettacoli collaborando con grandi nomi del teatro italiano, tra cui  Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Mario Missiroli, Giancarlo Cobelli e Maurizio Panici.

Specializzata nell’interpretazione della poesia (di cui ha in repertorio 23 recital) è stata voce recitante in 5 melologhi, ha diretto 28 spettacoli e lavorato in 36 film con grandi maestri come Marco Bellocchio, i fratelli Taviani, Giuseppe Ferrara, Michele Placido e Paolo Sorrentino, che l’ha diretta ne La Grande Bellezza, Premio Oscar 2014 come miglior film straniero.

Ma Villoresi ha messo la sua recitazione al servizio anche di otto sceneggiati televisivi nei quali è stata diretta, tra gli altri, da Anton Giulio Majano e Mario Ferrero ed è stata il volto della trasmissione Milleunadonna, oltre che docente di recitazione e poesia a Prato, Reggio Calabria, Lugano, Guastalla e Orbetello. È stata inoltre direttore artistico di quattro diversi Festival e nel consiglio d’Amministrazione dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, e vinto numerosi premi tra cui due Maschere d’Oro, due Grolle D’oro, due premi Ubu (uno alla carriera e uno per la Pace) e la Medaglia d’Oro del Vaticano tra i cento artisti del mondo che favoriscono il dialogo con la Spiritualità.

Si tratta di solo alcune delle tante qualità di questa eccezionale interprete che sarà graditissima ospite della nostra manifestazione e che ci onorerà con la sua presenza permettendoci di chiudere al meglio questa straordinaria edizione del Festival e di congedarci dal nostro amato pubblico nel migliore dei modi. (rrc)

Successo per lo spettacolo di Scena Nuda “Elegia per la principessa barbara”

Ha conquistato il numeroso pubblico Elegia per la principessa barbara. A proposito di Medea, lo spettacolo prodotto dalla Compagnia Scena Nuda diretta da Teresa Timpano, andato in scena a Portigliola.

Il pubblico, infatti, è rimasto affascinato dalla intensità interpretativa del cast – diretto da due nomi importantissimi del teatro contemporaneo, come Marco Sgrosso ed Elena Bucci -, che ha trasportato la platea nel Mito. 

Il Mito, in questo caso, è quello di Medea: una storia ripercorsa attraverso le varie letture che si sono susseguite nel tempo, da Euripide, a Seneca, a Grillparzer. Cosa dice al nostro tempo questa figura? Quali domande ancora pone la sua storia? Da qui si è partiti  per affrontare la complessità di questo personaggio, evidenziando, tra l’altro, l’aspetto di Medea “straniera in terra straniera”, una donna potente che, per seguire il suo uomo, lascia tutto e approda in un luogo dove non è riconosciuta, “guardata come una barbara selvatica, io che ero la prima”: “essere privati della patria”, rimarca il coro, come la maggiore delle sofferenze.  

Una Medea di grande intensità, quella portata in scena da Francesca Ciocchetti, che conquista il pubblico, incarnando il personaggio, tra forza, rabbia, dolore: al centro del palco, affiancata dagli altri protagonisti, in un alternarsi di personaggi che – in una metaforica presenza-assenza – volgono le spalle, di volti che si celano, che distolgono lo sguardo, davanti all’inconcepibile e allo stesso dolore. Quel dolore, quei sentimenti che ogni attore del cast fa rivivere e, con sapienza scenica, restituisce la storia del Mito, nelle sue sfaccettature: da Teresa Timpano, nel ruolo della nutrice, a Filippo Gessi, in quello di Giasone, Alfonso Paola (Creonte/Messaggero), Miryam Chilà e Francesca Pica (coro di donne corinzie).

Il tutto in una forma artistica che unisce l’interpretazione alla parte musicale, che non è sottofondo, ma anzi è centrale, diviene tutt’uno con le parole, strumento per entrare nella storia, modulandosi insieme all’evoluzione dei personaggi e ai loro sentimenti; diviene racconto, evoca, grazie alla partitura musicale eseguita dal vivo dal Maestro Alessandro Calcaramo e alla splendida voce di Caterina Verduci, e con strumenti, come tamburelli, utilizzati anche dagli attori, a cadenzare, sottolineare: suoni e canti che riportano all’antichità, echi della Magna Grecia, della storia, del Mito, appunto.   

Ancora un’importante progetto, dunque, di Scena Nuda Impresa di produzione teatrale (co-finanziato dal Mic, nell’ambito del Fus- Fondo Unico per lo Spettacolo), quello proposto a Portigliola, nel cartellone del Festival del Teatro Classico, diretto da Elisabetta Pozzi(rrc)

 

PORTIGLIOLA (RC) – Domenica in scena “3 storie di Donne”

Domenica 28 agosto, a Portigliola, alle 21.15, al Palatium Romano di Quote San Francesco, in scena 3 storie di donne della Compagnia LocriTeatro.

Lo spettacolo chiude la settima edizione del Festival del Teatro Classico Tra Mito e Storia, quest’anno curata dal Gal Terre Locridee e dell’Aps Cultura e Territorio di Portigliola, inserita nel programma di promozione della Locride in qualità di Capitale Italiana della Cultura 2025 e che vanta la direzione artistica di Elisabetta Pozzi.

Nello spettacolo diretto da Bernardo Migliaccio Spina, assisteremo alle confessioni di tre donne che sono, in maniera diversa, alla spasmodica ricerca della libertà. Accompagnata dalla musiche eseguite dal vivo da Marco De Leo, infatti, Giulia Palmisano interpreterà Beatrice, Clitemnestra e “la vecchiaccia”, tre donne molto diverse tra loro, che rappresentano le diverse fasi della vita e che cercheranno rispettivamente di liberarsi dai vincoli di una società gretta e meschina, si faranno sopraffare da una gelosia così accecante da perdere il lume della ragione e faranno un bilancio della propria esistenza osservando il mondo con lo sguardo disincantato di chi è stato rinchiuso tra le quattro mura di un’ospizio.

Una messa in scena che costituirà una grande sfida per la sua interprete, chiamata in pochi istanti a mutare gestualità e modello interpretativo, e per la regia, impegnata a dare un motore organico ai tre straordinari monologhi culminanti con un testo di Stefano Benni che promette di shockare e far riflettere il pubblico.

Uno spettacolo forte, che mostrerà senza artifici la natura umana e ciò che si cela nel cuore delle donne facendoci comprendere quanto crudele possa essere la vita, pur sempre pronta donarci scampoli di felicità e bellezza.

Il modo migliore per concludere la “stagione delle rappresentazioni teatrali” e di darvi appuntamento alla prima metà di settembre con la cerimonia di consegna del Premio Tessalo, che anche quest’anno chiuderà la manifestazione per poi salutarvi in vista del prossimo anno. (rrc)

PORTIGLIOLA (RC) – Lunedì “Portiglialba”

Lunedì 15 agosto, alle 5 del mattino, nella suggestiva cornice del Palatium Romano di Quote San Francesco da Portigliola, è in programma Portiglialba, per il Festival Del Teatro Classico “Tra Mito e Storia”.

E, a salire sul palco di questa nuova edizione dello spettacolo più affascinante della manifestazione quest’anno curata dal Gal Terre Locridee e inserita nel programma di promozione della Locride in qualità di Capitale Italiana della Cultura 2025, sarà proprio la direttrice artistica Elisabetta Pozzi che, assieme a Francesco Biagetti, Adriana Cuzzocrea e Roberto Piazzolla, già compagni di viaggio in quella meravigliosa esperienza che, l’anno scorso, ha permesso di portare in scena Tesmoforiazuse – La festa delle donne, accompagnati dalle musiche eseguite dal vivo di Daniele D’Angelo presenteranno una loro personale dissertazione sull’amore e sulla celebrazione del momento più affascinante del giorno, proprio quello in cui la notte cede il testimone al giorno.

Dalla messa in scena di sequenze iconiche di Romeo & Giulietta di William Shakespeare all’interpretazione del grande successo degli Animals House of the Rising Sun, passando attraverso la lettura di brani di Stefano Benni, Italo Calvino e il “nostro” Corrado Alvaro, gli interpreti sul palco realizzeranno uno spettacolo interattivo, invitando di volta in volta il pubblico a diventare un attore aggiunto, che ci faccia scoprire in tempo reale dove può condurre l’improvvisazione teatrale.

Una messa in scena che lascerà spazio a tantissime sorprese e che, come nel caso dell’appuntamento inaugurale con Paolo Rossi, non sarà messo in scena per il pubblico, ma assieme a esso, affinché si possa non soltanto assistere a qualcosa di magico come solo le albe a teatro sanno essere, ma si possa tornare a casa con la consapevolezza di aver condiviso un’esperienza che non si vedrà l’ora di poter replicare. (rrc)

PORTIGLIOLA (RC) – Sabato in scena “Falstaff di Shakespeare

Sabato 13 agosto, a Portigliola, alle 21, al Palatium Romano di Quote San Francesco, in scena lo spettacolo Falstaff e le allegre comari di Windsor con Edoardo Siravo e la regia di Carlo Emilio Lerici.

La pièce rientra nell’ambito della settima edizione del Festival del Teatro Classico Tra Mito e Storia, quest’anno curato dal Gal Terre Locridee e inserita nel programma di promozione della Locride in qualità di Capitale Italiana della Cultura 2025 e che si fregia della direzione artistica di Elisabetta Pozzi.

La leggenda vuole che la regina Elisabetta, conquistata dal personaggio di Falstaff visto nell’Enrico IV e nell’Enrico V, ordinò la stesura di una commedia che lo vedesse protagonista assoluto. Desiderio che Shakespeare si affrettò a esaudire scrivendo Le Allegre Comari di Windsor in appena quattordici giorni, inserendo al suo interno il meglio del proprio repertorio: l’amore contrastato tra giovani, equivoci, scambi, travestimenti e beffe.

E proprio a partire da questa leggenda si svilupperà il Falstaff che vedremo in scena, frutto di un adattamento di Roberto Lerici, che reimmagina il gentiluomo in qualità di reduce dalla Prima Guerra Mondiale, mentre raccoglie e commenta la più belle pagine che il drammaturgo di Stratford-Upon-Avon ha scritto su di lui. L’interpretazione di Edoardo Siravo, accanto al lato dichiaratamente brillante di Falstaff, aggiungerà uno spessore, una profondità e un’umanità che lo renderanno nostro contemporaneo, in grado di riflette su un mondo comandato da un’idea di successo fagocitante e bombardato da false notizie e false calunnie. (rrc)

PORTIGLIOLA (RC) – In scena “Pasolini – In qualche luogo dell’anima”

Domani sera, a Portigliola, alle 21.30, al Palatium Romano di Quote San Francesco, in scena Antonio Tallura con Pasolini – In qualche luogo dell’anima, nell’ambito della settima edizione del Festival del Teatro Classico “Tra Mito e Storia”.

Con il terzo appuntamento della manifestazione quest’anno curata dal Gal Terre Locridee e inserita nel programma di promozione della Locride in qualità di Capitale Italiana della Cultura 2025 e che si fregia della direzione artistica di Elisabetta Pozzi, tornerà a calcare il palco del Festival uno dei suoi più cari amici, l’attore locrese Antonio Tallura che, riproponendo la collaborazione con il regista Giuseppe Foderaro che l’anno scorso ci ha regalato un singolarissimo inferno dantesco in dialetto calabrese, celebra in questa occasione un’altra ricorrenza, quella dei 100 anni dalla nascita del regista e poeta Pier Paolo Pasolini, al quale rende omaggio con uno spettacolo costruito sulle parole di Oriana Fallaci, Franco Citti e Ninetto Davoli.

Una grande testimonianza che ci aiuterà a conoscere meglio un Pasolini la cui anima, strappata via con violenza dal suo corpo, si muoverà sulla scena ritrovando tra i suoi oggetti più cari una lettera a lui indirizzata. Grazie all’impianto scenico di Foderaro e alle luci di Daniele D’Angelo, il pubblico vedrà scorrere immagini che rievocheranno i momenti più importanti della vita del drammaturgo, le cui emozioni saranno trasformate in musica dal violoncello di Cecilia Caminiti e dalla chitarra di Giovanni Tallura.

Assieme ad Antonio Tallura, si muoveranno sulla scena giovani speranze del panorama attoriale locale come Marco De Leo, Federico Fimognari, Domenico Morabito, che renderanno con i loro interventi ancora più iconica ed emozionante la messa in scena.

Uno spettacolo unico nel suo genere, che indagherà una parentesi drammatica della storia del nostro Paese, rendendo giustizia a uno suoi figli più illustri in uno dei luoghi più incantevoli che il nostro territorio possa offrire. (rrc)

PORTIGLIOLA (RC) – Sabato in scena l’Edipo a Colono

Sabato 6 agosto, a Portigliola, tra le rovine del Palatium romano di Quote San Francesco, alle 21.30, in scena l’Edipo a Colono con Mamadou Dioume.

Lo spettacolo è il secondo appuntamento del Festival del Teatro Classico “Tra Mito e Storia”, quest’anno curata dal GAL Terre Locridee e inserita nel programma di promozione della Locride in qualità di Capitale Italiana della Cultura 2025 e che si fregia della direzione artistica di Elisabetta Pozzi.

L’opera di Sofocle, adattata e diretta da Gina Merulla e con protagonista Mamadou Dioume promette di trasformare in una messa in scena moderna, arricchita da musica barocca in versione elettronica l’antico dramma greco, lasciandone tuttavia intatto il viaggio psicologico nel dolore, quello della fine verso gli inferi, della violenza, del tradimento anche tra fratelli e delle scelte sbagliate senza ritorno. Sul palco, dei ballerini interpreteranno con il linguaggio del corpo le vicende del protagonista, mentre gli attori catalizzeranno le attenzioni dello spettatore rappresentando il cuore palpitante di questa grandiosa tragedia.

Il forte impatto musicale, tratto, tra gli altri, da Antonio Vivaldi, Tommaso Albinoni e Johann Sebastian Bach, accompagnerà la platea per tutta la durata dello spettacolo, sottolineando ogni grido di sofferenza, ogni azione umana anche violenta e predatoria, fino alla successiva ricerca dell’espiazione di ogni colpa, che giunge spesso tardiva, come l’accettazione di sé stesso.

Uno spettacolo a suo modo sperimentale che ci trasformerà tutti in un Edipo alla disperata ricerca della propria identità.

Una messa in scena che saprà unire con sapienza antichità e modernità senza scordare lo scopo primigenio delle antiche rappresentazioni teatrali greche, quella catarsi tanto decantata da Aristotele che ci farà certamente uscire dal teatro con animo leggero e arricchiti nella mente e nello spirito. (rrc)

PORTIGLIOLA (RC) – Riparte il Festival del Teatro Classico “Tra mito e storia”

È con Per un futuro immenso Repertorio con Paolo Rossi, che si apre il 26 luglio la settima edizione stagione del Festival del Teatro Classico Tra Mito e Storia organizzata dal Gal Terre Locridee e la direzione artistica di Elisabetta Pozzi.

Questa edizione intende dare risalto al Palatium Romano di Quote San Francesco presso il Parco Archeologico Urbano di Portigliola, luogo suggestivo, immerso nella natura.

Sito poco lontano dal tratto sud dalla cinta muraria dell’antica Locri, a 500 metri dal bivio per Portigliola dalla SS106, il Palatium di contrada Quote San Francesco risale a un periodo compreso tra il V e il VII secolo ed è stato aperto al pubblico durante le giornate d’autunno 2022 del FAI. Si tratta di un complesso eccezionalmente ben conservato di cui facevano parte un edificio termale e un nucleo residenziale, forse articolato originariamente su due piani, un tempo creduto una chiesa paleocristiana. Residenza fortificata di un potente dominus, forse al centro di un’ampia proprietà terriera, il Palatium è stato regolarmente abitato fino alle incursioni arabe del VII secolo e alla conseguente ondata di malaria che obbligò i residenti a trasferirsi nella vicina Gerace.

Per un futuro immenso Repertorio è un vero e proprio laboratorio di idee in cui l’artista di Monfalcone mette in scena in maniera unica e irripetibile la sua idea di teatro. Il filo conduttore è l’incontro con i personaggi che hanno maggiormente segnato la sua carriera e la sua ironia, folgorandolo sulla “via di Damasco”: Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Fabrizio De Andrè, Dario Fo, il fantasma di Maria Callas, ma anche l’eroe Ulisse i comici del Derby Club, i personaggi classici di William Shakespeare, Molière, Bertolt Brecht e Omero.

Facendo leva sull’improvvisazione e sul coinvolgimento del pubblico, Rossi si allontanerà dalle tradizionali rappresentazioni per creare qualcosa che accade in maniera irripetibile durante la serata, presentandoci un “menu teatrale” che non sarà mai più riproposto allo stesso modo: imprevisti, giochi, scherzi, improvvisazioni e un “immenso futuro repertorio” che sarà creando sul momento con il pubblico e non solo per il pubblico.

Una ricetta dal sicuro successo che garantirà un avvio folgorante per questa attesissima nuova edizione del Festival che, grazie alla collaborazione del Parco Archeologico Nazionale di Locri Epzephiri nella persona della direttrice Elena Rita Trunfio, ci permetterà per questa prima sera di (ri) scoprire un meraviglioso e poco conosciuto reperto della gloriosa storia del nostro comprensorio prima di tornare presso il Teatro Greco Romano di Locri Epizephiri, “casa dolce casa” della manifestazione che freme per riabbracciare il suo amato pubblico.

Come ogni anno, sarà possibile acquistare il biglietto all’ingresso degli spettacoli, ma resta consigliato l’acquisto in prevendita presso l’Agenzia Persefone Viaggi, il Bar Scocchieri, il Bar Riviera o l’Edicola Mondadori di Locri. (rrc)

PORTIGLIOLA (RC) – Festival del Teatro Classico, lunedì 13 la consegna del Premio Tèssalo

È con la consegna del Premio Tèssalo all’artista Lino Patruno, che si chiuderà il Festival del Teatro Classico di Portigliola.

L’appuntamento è per le 19.30, al Teatro Greco Romano, con una serata dedicata alla carriera di un artista che ha saputo, attraverso il proprio impegno, farsi ambasciatore della cultura italiana nel mondo, accrescendone la fama e l’importanza.

Una serata imperdibile, condotta da Manuela Cricelli e Filippo Amoroso, che ci darà l’opportunità di riscoprire un talento a tutto tondo della nostra amata Calabria, a cui si è deciso di consegnare il prestigioso Premio Tèssalo, oltre che per le sue già citate straordinarie qualità, anche per rispettare quella celebrazione del territorio che il Festival ha deciso di adottare in qualità di fil rouge dell’indimenticabile edizione 2021, che anche quest’anno ha saputo centrare l’obiettivo di innovare e migliorare ulteriormente la qualità della già splendida offerta culturale estiva del comprensorio della Locride.

Nato a Crotone nel 1935, Patruno è cresciuto tra Roma e Milano, dove ha iniziato una carriera artistica spesa tra il jazz, la televisione, il cabaret e il cinema. Ha composto indimenticabili musiche per il per il teatro e sceneggiato e prodotto pellicole proiettate in tutto il mondo costituendo, assieme a Roberto Brivio, Gianni Magni e Nanni Svampa, l’indimenticato Teatrino Dei Gufi, primo esempio di cabaret italiano ispirato a quello francese.

Ha recitato in Pellegrin che vai a Roma con Svampa, Capitan Fracassa di Teophile Gauthier con Giancarlo Zanetti ed Edoardo Siravo e La Signora in Blues per la regia di Bruno Maccallini, con Cristina Aubry. Ha realizzato serie televisive di grande successo, fra le quali Portobello, che gli rende una meritata fama nel mondo della televisione non in grado comunque di intaccare la sua passione per il jazz, nell’ambito del quale , invece, ha inciso dischi con talenti del calibro di Albert Nicholas, Joe Venuti, Bill Coleman, Wingy Manone, Bud Freeman, Teddy Wilson, Peanuts Hucko, Bob Haggart, Dick Cary, Jimmy McPartland, Eddie Miller, Yank Lawson, Billy Butterfield, Bob Wilber, Spiegle Willcox, Dick Wellstood, Tony Scott, Bucky Pizzarelli, Wild Bill Davison, Kenny Davern, Barney Bigard e Pee Wee Erwin.

Ha collaborato con Pupi Avati nello sceneggiare il film Bix e recitato in produzioni di prestigio come Amarcord di Federico Fellini e Mussolini, ultimo atto di Carlo Lizzani. Ha preso parte al Festival di Sanremo del 1963 ed è stato direttore artistico dei Festival del Jazz di San Marino, Crotone, Mosciano Sant’Angelo e di Etna Jazz, oltre che consigliere del Festival di Ascona. Ha ricevuto l’investitura di Accademico della Musica conferitogli dall’Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali, è membro della Giuria del David di Donatello e, oltre ad aver scritto due libri autobiografici editi da Pantheon Editore, in cui racconta i suoi innumerevoli incontri con i grandi musicisti della storia del jazz, è l’unico chitarrista di jazz italiano che appare nel libro dello scrittore californiano Scott Yanow dal titolo The Great Jazz Guitarists, pubblicato dalla Backbeast Books di Milwaukee (Wisconsin).

Per queste e tante altre ragioni, nella consegna del Premio Tèssalo a Lino Patruno, gli organizzatori del Festival del Teatro Classico Tra Mito e Storia, hanno coinvolto Vincenzo Staiano, direttore artistico del Festival Jazz Rumori Mediterranei, del quale si è da poco conclusa la XLI edizione a Roccella Jonica, la cui amministrazione sarà presente alla cerimonia con una sua rappresentanza per rendere omaggio al grande artista.

Ricordiamo che, a causa delle norme imposte dalla pandemia, l’accesso al pubblico sarà limitato. È consigliato pertanto l’acquisto dei biglietti in prevendita. (rrc)

PORTIGLIOLA (RC) – Giovedì la prima nazionale de “La festa delle donne”

Giovedì 19 agosto, a Portigliola, alle 21.30, al Teatro Greco Romano, in scena, in prima nazionale, lo spettacolo La festa delle donne, diretto da Elisabetta Pozzi e prodotto da Scena Nuda.

Lo spettacolo, in replica venerdì 20 agosto, rientra nell’ambito del Festival del Teatro Classico “Tra Mito e Storia”.

La festa delle Donne, prima produzione teatrale interamente realizzata a Portigliola, frutto della collaborazione della Compagnia teatrale reggina Scena Nuda e di Fatti non foste con Elisabetta Pozzi, che curerà la regia dello spettacolo, è l’adattamento, realizzato dall’autrice Maria Pia Battaglia, di Tesmoforiazuse di Aristofane e rappresenta la fase conclusiva di un progetto che ruota attorno alla sempre attuale tematica dell’uguaglianza di genere.

Prendendo spunto da una ricerca scientifica condotta dall’associazione Arpa di Firenze, che ha intervistato un campione di cittadini calabresi sul tema, la produzione ha realizzato un lavoro di drammaturgia originale che, nel mese di luglio, si è sviluppato attraverso un laboratorio con 14 allievi del territorio, tra i quali ne sono stati selezionati quattro (Adriana Cuzzocrea, Lucia Femia, Giulia Lombardo e Nicole Strangio) che andranno a comporre il coro.

Ma La festa delle Donne sarà portato in scena da un cast corale, composto da grandi nomi del panorama teatrale italiano quali Francesco Migliaccio, Filippo Gessi, Elisabetta Femiano, Silvia Salvatori, Gabriele Rametta, Francesco Godina, Andrea Pacelli, Andrea di Falco, Nicola Pighetti, Barbara Esposito, Teresa Timpano, Miryam Chilà e Giuseppe Nitti, che sfoggeranno i costumi di Silvia Salvatori, Anna Marzano e Maria Antonietta Irilli per farci immergere appieno nella storia di un gruppo di donne che, riunitesi in occasione delle Tesmoforie (le feste in onore di Demetra e Persefone) decidono di mettere a morte Euripide, colpevole di aver parlato male di loro nelle sue tragedie.

Le tragicomiche gesta del grande poeta che dovrà usare ogni astuzia per salvare la pelle saranno rese ancora più affascinanti dalle musiche originali e dalle luci di Daniele d’Angelo, oltre che dalla messa in scena di Nicola Pighetti e Roberto Piazzolla. Francesca Ciocchetti e Francesco Biagetti completeranno lo staff tecnico di questa eccezionale messa in scena, che vanta il Ministero della Cultura, la Regione Calabria, la Città Metropolitana di Reggio Calabria e il Comune di Portigliola in qualità di partner istituzionali.

Un lavoro collettivo che, recuperando un’opera classica ingiustamente dimenticata, racconta la coesione di un gruppo di donne riunito per combattere il pregiudizio e allo stesso tempo lo sgretolamento progressivo, sorprendente e rocambolesco, di tutti gli stereotipi legati al sesso, al genere e all’identità dell’individuo.

Una messa in scena assolutamente imperdibile che, non a caso, sarà replicata anche venerdì 20 agosto, sempre alle ore 21:30, sempre presso il Teatro Greco Romano di Portigliola.

A causa delle norme imposte dalla pandemia, l’accesso al pubblico sarà limitato. È consigliato pertanto l’acquisto dei biglietti in prevendita. (rrc)