PORTIGLIOLA (RC) – Giovedì la prima nazionale de “La festa delle donne”

Giovedì 19 agosto, a Portigliola, alle 21.30, al Teatro Greco Romano, in scena, in prima nazionale, lo spettacolo La festa delle donne, diretto da Elisabetta Pozzi e prodotto da Scena Nuda.

Lo spettacolo, in replica venerdì 20 agosto, rientra nell’ambito del Festival del Teatro Classico “Tra Mito e Storia”.

La festa delle Donne, prima produzione teatrale interamente realizzata a Portigliola, frutto della collaborazione della Compagnia teatrale reggina Scena Nuda e di Fatti non foste con Elisabetta Pozzi, che curerà la regia dello spettacolo, è l’adattamento, realizzato dall’autrice Maria Pia Battaglia, di Tesmoforiazuse di Aristofane e rappresenta la fase conclusiva di un progetto che ruota attorno alla sempre attuale tematica dell’uguaglianza di genere.

Prendendo spunto da una ricerca scientifica condotta dall’associazione Arpa di Firenze, che ha intervistato un campione di cittadini calabresi sul tema, la produzione ha realizzato un lavoro di drammaturgia originale che, nel mese di luglio, si è sviluppato attraverso un laboratorio con 14 allievi del territorio, tra i quali ne sono stati selezionati quattro (Adriana Cuzzocrea, Lucia Femia, Giulia Lombardo e Nicole Strangio) che andranno a comporre il coro.

Ma La festa delle Donne sarà portato in scena da un cast corale, composto da grandi nomi del panorama teatrale italiano quali Francesco Migliaccio, Filippo Gessi, Elisabetta Femiano, Silvia Salvatori, Gabriele Rametta, Francesco Godina, Andrea Pacelli, Andrea di Falco, Nicola Pighetti, Barbara Esposito, Teresa Timpano, Miryam Chilà e Giuseppe Nitti, che sfoggeranno i costumi di Silvia Salvatori, Anna Marzano e Maria Antonietta Irilli per farci immergere appieno nella storia di un gruppo di donne che, riunitesi in occasione delle Tesmoforie (le feste in onore di Demetra e Persefone) decidono di mettere a morte Euripide, colpevole di aver parlato male di loro nelle sue tragedie.

Le tragicomiche gesta del grande poeta che dovrà usare ogni astuzia per salvare la pelle saranno rese ancora più affascinanti dalle musiche originali e dalle luci di Daniele d’Angelo, oltre che dalla messa in scena di Nicola Pighetti e Roberto Piazzolla. Francesca Ciocchetti e Francesco Biagetti completeranno lo staff tecnico di questa eccezionale messa in scena, che vanta il Ministero della Cultura, la Regione Calabria, la Città Metropolitana di Reggio Calabria e il Comune di Portigliola in qualità di partner istituzionali.

Un lavoro collettivo che, recuperando un’opera classica ingiustamente dimenticata, racconta la coesione di un gruppo di donne riunito per combattere il pregiudizio e allo stesso tempo lo sgretolamento progressivo, sorprendente e rocambolesco, di tutti gli stereotipi legati al sesso, al genere e all’identità dell’individuo.

Una messa in scena assolutamente imperdibile che, non a caso, sarà replicata anche venerdì 20 agosto, sempre alle ore 21:30, sempre presso il Teatro Greco Romano di Portigliola.

A causa delle norme imposte dalla pandemia, l’accesso al pubblico sarà limitato. È consigliato pertanto l’acquisto dei biglietti in prevendita. (rrc)

 

Festival del Teatro Classico, domenica in scena “Il carro di Dionisio”

Domenica 8 agosto, a Portigliola, alle 21.30, al Teatro Greco Romano, in scena lo spettacolo Il carro di Dionisio di Vito Cesaro.

L’evento rientra nell’ambito del Festival del Teatro Classico Tra Mito e Storia.

Dramma satiresco riconducibile alla sfera del culto del dio Dioniso, dio dell’estasi, del vino, dell’ebbrezza e della liberazione dei sensi, Il Carro di Dioniso narra di Cèrilo, ricco signore siciliano innamorato della figlia del Principe di Gela, Asteria, tanto bella quanto altera. Quando Cèrilo sentirà la sua amata giurare: «solo di un Nume io sarò oppure diventerò sacerdotessa», il principe si rivolgerà a Fliace, direttore di una compagnia di comici girovaghi che lo aiuterà a realizzare un piano che, basato su un’antica credenza popolare, lo vedrà impersonare nientemeno che il dio Dioniso per rapirla.

L’opera, che presenta la struttura della tragedia e il colorito farsesco della commedia, può essere intesa come un esempio di messa in scena di elementi burleschi e grotteschi. Originariamente scritta in versi, è andata in scena per la prima volta a Siracusa nel 1914, scritta da Ettore Romagnoli, grecista e docente universitario a Catania, Roma e Milano. Romagnoli divenne celebre come saggista e critico letterario traducendo con grande perizia critica varie opere greche, tra cui le tragedie di Euripide, Eschilo e Sofocle, le commedie di Aristofane, l’Iliade e l’Odissea di Omero, divenendo un conoscitore così attento della cultura classica da aver prodotto una vera e propria perla teatrale, facilmente assimilabile a una rappresentazione antica.

La versione messa in scena domenica, adattata e diretta da Vito Cesaro, presenta invece una versione più scorrevole e scoppiettante dell’opera, che diviene così rappresentazione comica grazie anche ai suoi personaggi particolari, divertenti, per certi versi surreali. A dare corpo e voce ai protagonisti ci penseranno lo stesso Vito Cesaro, l’ex miss Italia Denny Mendez, Massimo Pagano, Claudio Lardo, Christian Salicone e Filippo D’Amato, vecchie conoscenze del Festival che sapranno come valorizzare al meglio la scena essenziale, sfavillante e colorata ideata dal team creativo di Assoteatro.

Un appuntamento imperdibile che, al netto delle tante risate che ci strapperà, non mancherà certo di arricchirci e farci riflettere.

A causa delle norme imposte dalla pandemia, l’accesso al pubblico sarà limitato. È consigliato pertanto l’acquisto dei biglietti in prevendita. (rrc)

A Locri e a Portigliola il 5 e 6 agosto Lo spettacolo “Ulisse Contemporaneo”

Giovedì 5 agosto, a Locri, alle 21, al Tempio di Marasà del Parco Archeologico di Locri Epizephiri, in scena lo spettacolo Ulisse Contemporaneo. La parola, il verso, il mare con Elisabetta Pozzi, promosso e prodotto da Q Academy con la direzione artistica di Piero Maccarinelli, regista e direttore artistico e il coordinamento di Giovanna Marinelli.

Lo spettacolo rientra nell’ambito del Festival del Teatro Classico Tra Mito e Storia.

Ulisse Contemporaneo. La parola, il verso, il mare rievocherà l’Ulisse di James Joyce, Konstantinos Kavafis, Derek Walcott, Giovanni Pascoli, Salvatore Quasimodo, Umberto Saba, Ghiannis Ritsos e Primo Levi, ma citerà anche Francesco Guccini e Guido Gozzano prima di concludere con il breve e magnifico passo di Dante. Le voci di Elisabetta Pozzi e Francesco Migliaccio saranno accompagnate dalle musiche dei QuartAumentata, con Paolo Sofia alla voce, Salvatore Gullace alla chitarra e al mandolino, Peppe Platani al basso e Massimo Cusato alle percussioni. Commento di Giuseppe Manfridi.

«Ulisse è sempre stato un contemporaneo , io credo. – ha dichiarato Elisabetta Pozzi –. Scrittori di  tutte le epoche hanno attinto dalla sua storia  l’ispirazione per parlare delle vicende umane, dell’inquietudine  dell’ essere umano. Non c’è  stata epoca che lo abbia potuto dimenticare. Ulisse è colui che non si affida al destino,  ma trova in sé e nelle proprie facoltà intellettuali la forza vitale, la volontà di affrontare il grande viaggio, il bisogno  di non smettere di cercare. In  questa figura di uomo esule,  nella perpetua ricerca di sé  e nella sua inquietudine  ci siamo senz’altro potuti   riconoscere per secoli. Oggi forse Ulisse non riesce più a rappresentarci ma rimane un riferimento alto immenso che bisogna ad ogni costo continuare ad evocare».

Venerdì 6 agosto, a Portigliola, a Teatro Greco Romano, in scena Ulisse Contemporaneo. La Grecia, durante la quale l’Odissea di Omero e quella suggestiva di Derek Walcott saranno messe a confronto con Odisea di Nikos Kazanzatkis, che prende le mosse proprio dalla fine del poema omerico. In questo sequel (sempre per utilizzare un termine moderno a noi ormai familiare) Ulisse è costretto a ripartire da Itaca per un complotto che minaccia di ucciderlo. A Sparta rapisce Elena, ancora bellissima, e raggiunge prima Creta e poi l’Egitto. Combatte e quindi incontra la Morte, con cui trascorre un’intera giornata. Qui, il suo viaggio si trasformerà in un percorso attraverso il tempo in cui «tutto svanisce come bruma e soltanto un grido resta sospeso per brevi istanti sulle calme acque notturne».

La recitazione e il commento, anche in questo caso affidati rispettivamente a Elisabetta Pozzi e Francesco Migliaccio e a Giuseppe Manfridi, saranno per l’occasione accompagnati dalle musiche del Trio Francesco Scaramuzzino composto, oltre che dallo straordinario pianista che rappresenta uno dei più importanti talenti musicali del panorama jazzistico internazionale, da Pino Delfino al contrabbasso e Fabio Tropea alla batteria.

Due appuntamenti che, permettendo una volta di più al pubblico di sognare, potranno non solo sottolineare la bellezza dei nostri luoghi, ma anche dimostrare l’interesse da loro suscitato negli operatori provenienti da fuori regione, attratti dalla presenza costante nel Parco Archeologico di Locri Epizephiri di importanti personalità dello spettacolo come il direttore artistico delle scorse edizioni del Festival Tra Mito e Storia Edoardo Siravo e l’attrice Elisabetta Pozzi, che consideriamo ormai un’amica sempre pronta a sostenere la nostra kermesse. Un passaggio che dimostra il ruolo sempre più importante ricoperto dalla nostra rassegna a livello nazionale grazie all’incessante e proficuo lavoro relazionale condotto dal sindaco di Portigliola Rocco Luglio, che ha saputo far incontrare i grandi del teatro italiano con i più brillanti artisti del territorio. (rrc)

PORTIGLIOLA (RC) – Domenica in scena l’Orestea

Domenica 25 luglio, a Portigliola, alle 21.30, al Teatro Greco Romano, in scena l’Orestea di Eschilo adattata, diretta e interpretata da Cinzia Maccagnano per la Bottega del Pane.

Lo spettacolo è il terzo appuntamento del Festival del Teatro Classico tra Mito e Storia.

Lo spettacolo (o forse dovremmo dire gli spettacoli) vedrà gli interpreti  Marta Cirello, Raffaele Gangale, Dario Garofalo, Cinzia Maccagnano, Luna Marongiu e Cristina Putignano indossare delle maschere d’ispirazione espressionista create da Luna Marongiu, che porteranno lo spettatore ora allo stupore, ora allo sgomento, consentendogli di comprenderne il significato totemico solo una volta che saranno dismesse per rivelare i personaggi di Clitennestra, Agamennone, Cassandra ed Egisto.

Grazie a questo cambio di registro ci renderemo conto di essere entrati nelle sezione dedicata alle Coefore, dove i giovani Oreste, Elettra e Pilade, non nascosti dalle maschere ma con indosso solo i costumi di Monica Mancini si mostreranno deformati unicamente dal furore. Un cambio di messa in scena che, pur continuandosi a muovere sulle scenografie di Freezer09_Lab, sarà scandito dal cambio di ritmo, reso ulteriormente incisivo dalle musiche di Marco Schiavoni.

Agamennone uccide Ifigenia e, per questo motivo, sarà ucciso da Clitennestra che, per questo motivo, sarà a sua volta uccisa da Oreste… Ma nessuno uccide Oreste che, pure, sembra destinato a pagare il prezzo più alto di tutti. Atena, che gli si presenta come incarnazione della Ragione, gli offre una chiave di salvezza sostituendo il tribunale degli uomini alla teodicea, ma questa soluzione gli toglie il fiato esattamente come accade a un bambino quando nasce, che si sente soffocare per l’eccesso d’aria e, per questo, piange. E anche Oreste, dentro cui scalpita una realtà che è impreparato ad affrontare, piange rendendosi conto di non essere. Né com’era, né come avrebbe dovuto.

L’accesso al pubblico sarà limitato. È consigliato, pertanto, l’acquisto dei biglietti in prevendita. (rrc)

PORTIGLIOLA (RC) – Lunedì lo spettacolo “I Giganti della montagna”

Lunedì 19 luglio, a Portigliola, alle 21.30, al Teatro Greco Romano, in scena I giganti della montagna, dramma di Luigi Pirandello adattato e diretto dal regista locrese Bernardo Migliaccio Spina.

L’evento rientra nell’ambito della rassegna teatrale 2021 del Festival del Teatro Classico Tra Mito e Storia.

L’evocativa rappresentazione, interpretata da Francesco Origlia, Marilena Futia, Annalisa Giannotta, Giuseppe Sgambellone, Rinaldo Marzano, Fabiola Schirripa, Salvatore Galluzzo, Mariachiara Spadari e Yonoris Marizan, sarà resa ulteriormente suggestiva dalle scenografie ideate da Kelevra e dalle musiche originali di Carlo Frascà, due elementi in grado di valorizzare al meglio l’estro del regista di Malanova – storia di amore e magia, L’uomo del gas e del docu-film Uvafragola, che ha scelto per il terzo anno il nostro Festival per la prima della sua nuova opera teatrale.

I giganti della Montagna racconta di un gruppo di disadattati troverà rifugio in una villa chiamata La Scalogna, all’interno della quale incontrerà la compagnia della contessa, gruppo di attori in procinto di mettere in scena la pièce teatrale (anch’essa di Pirandello), La favola del figlio cambiato. Il mago Cotrone suggerirà allora alla contessa che guida la compagnia di attori dandole il nome, di andare a rappresentare l’opera dinanzi ai giganti della montagna, uomini dal potere immenso presso i quali sarà richiamato il principio di metateatro usato da Pirandello in diverse sue opere.

I personaggi de I giganti della montagna si lasceranno trasportare come bambini dalle parole del mago Cotrone, che regala spremute di concetti e delinea la consistenza delle maschere facendo vivere la poesia nelle emozioni degli spettatori. La villa della Scalogna, dunque, rappresenterà un contenitore di Umanità, il dietro le quinte in cui i personaggi potranno finalmente raccontarsi all’autore con tutte le loro loro fragilità e paure. I personaggi porteranno in scena l’energia che si esprime nella trasformazione, quel passaggio tra l’infanzia e l’età adulta in cui la vita inizia a chiedere il conto e a mostrarsi definitiva, il punto mediano tra religione e bellezza. (rrc)

PORTIGLIOLA (RC) – Lo spettacolo “Sorelle di Sangue”

Sabato 10 luglio, a Portigliola, alle 21.30, al Teatro Greco Romano, in scena lo spettacolo Sorelle di Sangue di e con Elisabetta Pozzi.

Lo spettacolo apre, in anteprima, la nuova stagione del Festival del Teatro Classico “Tra Mito e Storia”, che vedrà la magnifica Elisabetta Pozzi dare corpo e voce a Crisotemi, sorella dimenticata di Elettra, nella rappresentazione Sorelle di sangue, opera ispirata al poeta greco Ghiannis Ritsos.

Nella messa in scena ideata e diretta dalla stessa attrice genovese, la quarta figlia di Agamennone e Clitemnestra‚ Crisotemi appunto‚ un non-personaggio appena ricordato dagli autori classici‚ diventa il simbolo dell’ignavia‚ un’antieroina che‚ seppure ricoperta del sangue delle persone a lei più care‚ non partecipa né alla loro salvezza né alla loro condanna. L’interpretazione di Elisabetta Pozzi si ispira all’opera di Ritsos per dare vita a una Crisotemi che ci parla di noi, ma anche all’Elektra di Hugo von Hofmannsthal, dalla quale deriva la visione di un mondo dove il dionisiaco sconfigge la ragione e la meditazione apollinea. Il richiamo del sangue versato dalla famiglia di Crisotemi, infatti, costituisce l’onda attiva che muove passioni e sacrifici.

Una messa in scena evocativa che, come sempre, ci permetterà di scoprire aspetti nuovi del mito riflettendo anche sulla modernità fragile dalla quale ci sentiamo travolti, e che sarà resa ancora più suggestiva dalle musiche di Daniele D’Angelo, dai costumi di Livia Fulvio, dalle scene del Capannone Moliere, dalle luci di Stefano Stacchini e dalle coreografie di Aurelio Gatti, danzate da Valeria Busdraghi, Elisa Carta Carosi, Lucia Cinquegrana e Arianna di Palma.

PORTIGLIOLA (RC) – “Storia di un regista” con Antonio Calenda

L’edizione 2020 del Festival del Teatro Classico “Tra Mito e Storia” giunge al termine, e lo fa con un ospite speciale: questa sera, alle 21.15, al Teatro Greco Romano Antonio Calenda porta in scena Storia di un regista.

Lo spettacolo, curato da Manola Plafoni, riproporrà al pubblico gli estratti più belli di alcune delle moltissime opere che ha diretto con l’aiuto e la complicità di attori e musicisti che lo hanno accompagnato nella sua straordinaria carriera.

A recitare sul palco, Francesca Benedetti, protagonista di più di cento produzioni teatrali in cui è stata al fianco, tra gli altri, di Alberto Lupo, Lilla Brignone e Gigi Proietti, le cui
interpretazioni saranno accompagnate al pianoforte dal compositore Germano Mazzocchetti che, al fianco di Calenda ha avviato la propria prolifica carriera, durante la quale ha collaborato con Vittorio Gassman, Luca Zingaretti, Sergio Rubini, Carlo Vanzina e Cinzia Maccagnano e Massimo Venturiello.

Conclude lo spettacolo Dodo Gagliarde, cultore e interprete del repertorio del Cafè Chantant, cui sarà affidata la splendida sezione dei siparietti di varietà.

Calenda, al termine della serata condotta da Maria Teresa D’Agostino e Filippo Amoroso, sarà insignito del Premio Tèssalo – Ambasciatore di
Cultura Classica, premio sponsorizzato dalla più grande collecting italiana che gestisce i diritti degli artisti, il Nuovo Istituto Mutualistico per la tutela degli Artisti Interpreti ed Esecutori (Nuovo Imaie), ideato lo scorso anno
dalla direzione del Festival per premiare quegli interpreti che, come Mariano Rigillo lo scorso anno e come Antonio Calenda in questa occasione, si sono fatti ambasciatori del teatro classico nel mondo accrescendone la fama e l’importanza. (rrc)

 

PORTIGLIOLA (RC) – In scena “Prometeo”

Questa sera, a Portigliola, alle 21.00, al Teatro Greco Romano, in scena Edoardo Siravo in Prometeo di Eschilo.

L’evento rientra nell’ambito del Festival del Teatro Classico Tra Mito e Storia, propone una rilettura del Prometeo di Patrick Rossi Gastaldi.

Sul palco, insieme a Siravo, che è anche il direttore artistico del Festival, Ruben Rigillo, Silvia Siravo, Gabriella Casali e Alessandro D’Ambrosi, in una rappresentazione resa ulteriormente suggestiva dalle musiche originali di Francesco Verdinelli, che attualizza con sapienza il messaggio del tragediografo greco senza sacrificarne i pensieri aulici e poetici.

Dopo la rivolta di Zeus contro il padre Crono, il re degli dei si insedia al potere e annienta i propri oppositori. Anche Prometeo, reo di aver donato il fuoco agli uomini, subisce la sua collera e viene incatenato ai confini della Terra, dove il suo fegato sarà divorato in eterno da una famelica aquila. (rrc)

 

PORTIGLIOLA (RC) – Lo spettacolo “Emozioni. Tra Maschere Cappelli e Canzoni”

È lo spettacolo clou del Festival del Teatro Classico “Tra Mito e Storia, e andrà in scena alle 5 di mattina di domani, sabato 15 agosto al Teatro Greco Romano di Portigliola: si tratta dello spettacolo di Vito Cesaro e Claudio Lardo dal titolo Emozioni. Tra Maschere, Cappelli e Canzoni.

A fare da cornice alla messa in scena sarà la storia e la tradizione teatrale del meridione, ripercorsa attraverso i più affascinanti brani di Enrico Caruso, Salvatore Di Giacomo, Antonio Ghirelli, Raffaele Viviani e del grande Totò. La poliedricità e la versatilità artistica del trio in scena non ha bisogno di presentazioni.

Vito Cesaro, regista e ideatore dello spettacolo, porterà in scena la migliore versione della commedia dell’arte, accompagnato da un Claudio Lardo di cui impareremo a conoscere anche le doti musicali. Carmine Monaco, infine, affermato nell’ambito dell’opera lirica, saprà distinguersi anche durante i passaggi recitativi, caratterizzando lo spettacolo di un dinamismo e una fluidità che renderanno l’alba del Ferragosto 2020 divertente, oltre che affascinante. Tra attimi di comicità, canzoni, poesie e monologhi riflessivi, verrà lanciato al pubblico un messaggio sociale, politico e umano in grado di farci riflettere sulla nostra contemporaneità. (rrc)

PORTIGLIOLA (RC) – Al Teatro Greco Romano “Aulularia” di Plauto

Oggi pomeriggio, a Portigliola, alle 18.30, al Teatro Greco Romano, in scena la pirotecnica commedia Aulularia di Plauto.

Lo spettacolo, che rientra nell’ambito del Festival del Teatro Classico “Tra Mito e Storia”, è con Massimo Venturiello, Massimo Boncompagni, Simone Càstano, Fabrizio Careddu e Ludovico Röhl per la regia di Cristiano Roccamo.

Aulularia è una delle commedie che più ha influenzato il teatro seicentesco e il cinema moderno, un’opera straordinaria alla quale devono moltissimo L’Avaro di Molière e il film di Totò 47 morto che parla.

È la storia di Euclione, anziano ateniese che trova una pentola d’oro dalla quale non vuole più separarsi per timore che qualcuno gliela possa sottrarre proprio nelle stesse ore in cui il ricco Megadoro gli chiede in sposa la figlia Fedria. L’affare tra i due anziani sembra cosa fatta, se non fosse che il destino beffardo e la forza dell’amore si mettono di traverso rispetto all’accordo dei due, inserendo a forza nell’equazione il nipote di Megadoro, Liconide, segretamente innamorato di Fedria all’insaputa dello zio. 

L’Aulularia messa in scena dalla rilettura di Roccamo, che gode dei costumi di Gloria Fabbri e della scenografia di Matteo Soltanto, è un omaggio alla storia della commedia occidentale, in cui gli uomini interpretano anche anche i personaggi femminili e in cui all’Euclione plautino si mescoleranno i caratteri dello Shylock di Shakespeare, dell’Arpagone di Molière, del Fazio dell’Ariosto e di tanti altri avari del mondo antico.

Una messa in scena senza tempo nella quale si muoveranno intrecci comici e il cinismo tipico della moderna “stand up comedy” che assicureranno al pubblico il più sano dei divertimenti. (rrc)