Pd Calabria: Indirizzare ogni sforzo in difesa del comparto agricolo

«Occorre, indirizzare ogni sforzo verso la difesa del comparto agricolo profondamente colpito dalle crisi climatiche ed energetiche e sostenerne il processo di transizione come per gli altri settori produttivi del Paese al di fuori dalla logica di provvedimenti meramente di elargizione occasionale come sta avvenendo sul Pnrr con i contratti di filiera». È quanto dichiarato dal Pd Calabria, che si schiera dalla parte degli agricoltori.

I dem, infatti, hanno evidenziato come «gli agricoltori, per competenza ed attività, devono essere protagonisti attivi e principali nella fase della transizione ecologica e digitale, per consentire  la strutturazione di un nuovo modello di sviluppo improntato: sulla qualità dei prodotti, sulla sostenibilità ambientale ed economica del sistema e sulla  giustizia sociale».

«Pertanto, accompagnare il comparto agricolo verso la sostenibilità economica e sociale – si legge in una nota – prevedendo misure speciali e straordinarie (con particolare riferimento ad una spinta verso la riorganizzazione dei sistemi di produzione che consenta l’accorciamento della filiera agroalimentare attraverso  investimenti che determinino anche la riduzione dell’uso di pesticidi che risultano impattanti per l’ambiente; e di sostegno ai giovani e alle donne al fine di consentire anche il ricambio generazionale) risulta obiettivo fondamentale e irrinunciabile ed è, a tal fine, indispensabile contrastare le scelte del Governo Meloni operate sul comparto agricolo che per l’effetto della mancata proroga delle norme fiscali e tributarie, hanno determinato conseguenze nefaste per l’intero settore».

«Occorre evidenziare, ulteriormente – hanno spiegato i dem calabresi – che, fino alla legge di Bilancio 2023, la copertura per l’esenzione Irpef era di 250 milioni di euro all’anno, mentre erano i 60 milioni per la copertura dell’esenzione contributiva per circa 10 mila giovani agricoltori under 40: in tutto 310 milioni di nuovi costi per le imprese agricole che si vanno ad aggiungere ai maggiori oneri per le assicurazioni, le bollette dell’energia, del costo del denaro che per effetto dell’aumento dei tassi di interesse ha reso di fatto impraticabile il ricorso al credito per nuovi investimenti necessari per ripristinare impianti e attrezzature devastate dalle calamità naturali, da agenti patogeni e da insetti che hanno messo in ginocchio interi settori soprattutto frutticoli. Ecco perché abbiamo detto e stigmatizzato il fatto che il Governo abbia messo le mani nelle tasche degli agricoltori».

«È stato, inoltre, immotivatamente respinto, nel DL Energia – hanno ricordato – emendamento PD che prevedeva misure finalizzate a includere anche le imprese agricole a forte consumo di energia elettrica nelle misure introdotte per promuovere l’autoproduzione di energia rinnovabile nei settori energivori e che il PD ha anche chiesto, ulteriormente, che venissero valorizzate quelle imprese agricole che svolgono un ruolo importante nel campo della produzione di energie da fonti rinnovabili, e che concorrono in modo rilevante al progetto di transizione ecologica ed energetica e al contrasto al climate change, di inserire nel decreto-legge la produzione di energia elettrica e calorica da fonti agroforestali e fotovoltaiche e di carburanti e prodotti chimici di origine agroforestali mentre è stato respinto l’emendamento che tendeva a individuare con più precisione, anche alla luce dei numerosi impegni che si stanno delineando per le Regioni, la definizione delle aree idonee all’insediamento di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e la necessità di avere dati e supporti indispensabili sia per accelerare lo sviluppo delle rinnovabili, sia per garantire un equilibrato inserimento nel territorio e soprattutto nelle aree agricole».

Cosa fare, allora? In merito il Pd ha avanzato delle proposte per il comparto agricolo.

In particolare, il sostegno ai settori agricoli in grave difficoltà per crisi pandemica, energetica e climatica; approntare un vero e proprio piano straordinario per il rilancio e la rigenerazione di specifici settori che hanno subito ingenti danni a causa degli eventi climatici estremi, e dal conseguente sviluppo incontrollato di fitopatie, anche attraverso la diffusione delle migliori tecnologie disponibili per la gestione digitale dell’impresa, per l’utilizzo di macchine, soluzioni robotiche, sensoristica, piattaforme e infrastrutture 4.0, per il risparmio dell’acqua.

E ancora, tra le proposte emerge quella di istituire un Fondo Unico per le emergenze fitosanitarie in agricoltura. Anche mediante il finanziamento agli enti di ricerca, per la messa a punto di  nuove molecole a basso impatto e istituire un Fondo per l’indennizzo per le gravi perdite di produzione dovuta ad eventi estremi. L’incremento del Fondo di solidarietà nazionale per garantire l’erogazione dell’aiuto sui premi assicurativi nella percentuale massima.

Per i dem sarebbe opportuno integrare il Fondo Nazionale di solidarietà (qualora il rimborso del premio fosse inferiore al 70% oltre a comportare una inaspettata perdita di liquidità creerebbe una sfiducia da parte delle imprese agricole sul sistema di assicurazioni agevolate con conseguenze negative, in termini numero di imprese assicurate, per le annualità successive); integrazione dotazione finanziaria del Programma nazionale triennale della pesca e della acquacoltura 2022-2024.

Si propone, anche, di sostenere la liquidità delle Pmi agricole colpite dai rincari record dei costi di produzione e dagli incrementi senza precedenti delle tariffe energetiche; si chiede la proroga credito di imposta gasolio utilizzato in agricoltura e pesca. Moratoria al credito che garantisca la possibilità di sospendere per dodici mesi il pagamento delle rate e dei canoni di leasing in scadenza. Sostegno agli agricoltori che attuano la conversione ecologica.

E ancora, è richiesto il rifinanziamento del fondo per il rimboschimento e la tutela ambientale e idrogeologica delle aree interne; la valorizzare le aziende agricole che si occupino di sostenibilità e benessere animale attraverso la stipulazione di accordi di filiera. Favorire investimenti volti a sostenere la realizzazione e lo sviluppo di progetti di innovazione nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura attraverso la diffusione delle migliori tecnologie disponibili per la gestione digitale dell’impresa, per l’utilizzo di macchine, di soluzioni robotiche, di sensoristica e di piattaforme e infrastrutture 4.0, per il risparmio dell’acqua e la riduzione dell’impiego di sostanze chimiche. Sostegno al ricambio generazionale e di genere – Incentivare l’ingresso in agricoltura di giovani con meno di 40 anni di età, rendendo strutturale e stabile la misura dello sgravio contributivo per i giovani agricoltori imprenditori; in questo senso il PD riconferma tutte le proposte avanzate in sede di approvazione della legge sull’imprenditoria giovanile agricola tendente anche a mantenere i 100 milioni destinati alla sua attuazione e ridotti dalla maggioranza a soli 15 milioni di euro, il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, le agevolazioni fiscali per i redditi derivanti da agricoltura multifunzionale ed il recupero delle spese per la riqualificazione di fabbricati rurali.

Favorire l’accesso al credito e al microcredito; favorire la realizzazione di filiere “corte” con la conseguente riduzione dei costi a favore degli agricoltori e dei consumatori; differire al 2025 l’entrata in vigore di sugar tax e plastic tax. Sul ddl sulla “carne coltivata”, “inattivato” dalla commissione UE, nel mentre si sostengono le motivazioni in favore della cultura del cibo di qualità e contro il cibo artificiale e di laboratorio, si riconferma la proposta di istituire, presso i Ministeri della Salute e dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, un tavolo tecnico-scientifico composto da ricercatori, tecnici del settore, rappresentanti delle associazioni di categoria e della filiera alimentare, operatori del settore, nonché da enti del terzo settore specializzati, allo scopo di assicurarsi che le restrizioni imposte dalla legge fossero “necessarie alla tutela della salute e ad essa proporzionate” e di raccordare ruoli e funzioni del Ministero della Salute, prevedendo che sia, comunque, sentita l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) anche al fine di non incorrere in una quasi certa procedure di infrazione. (rcz)

Azione RC: Serve un futuro di giustizia ed equità per gli agricoltori

Il segretario provinciale di Reggio Calabria di Azione, Santo Suraci, propone misure concrete per garantire giustizia e un reddito dignitoso a chi lavora la terra.

Le recenti mobilitazioni degli agricoltori in Calabria, infatti, hanno evidenziato la necessità di un cambiamento radicale nel modo in cui la politica e la società riconoscono e valorizzano il settore agricolo. Proprio per questo «non possiamo ignorare le voci – ha detto Suraci – di chi, ogni giorno, contribuisce in modo fondamentale all’economia e alla cultura del nostro territorio. È essenziale ascoltare e comprendere a fondo le esigenze degli agricoltori, affrontando con coraggio e determinazione le sfide che il settore agricolo sta vivendo».

Soprattutto per il territorio Calabrese parliamo di un settore Determinante e la protesta fatta a Rosarno non è solo una richiesta di aiuto, ma un segnale forte che non possiamo ignorare. Questi lavoratori chiedono rispetto e condizioni eque.

«Come dichiarato dal nostro leader Carlo Calenda, è necessario affrontare la questione del giusto reddito – ha continuato Suraci –. L’introduzione di un salario minimo specifico per il settore agricolo ovvero il non poter andare al di sotto del costo medio di produzione agricolo, rappresenta un passo cruciale verso il riconoscimento del valore del lavoro di tante persone. Garantire un reddito dignitoso agli agricoltori significa promuovere equità sociale e un futuro sostenibile per il nostro territorio».

Sul tema del dialogo con le istituzioni e gli agricoltori, Suraci ha sottolineato la necessità di «promuovere un dialogo aperto e costruttivo è la chiave per trovare soluzioni condivise che rispondano alle reali necessità del settore. Il Partito Azione si impegna a essere ponte tra le istanze degli agricoltori e le politiche a livello regionale e nazionale, per trasformare le proposte in azioni concrete».

Anche sull’Unione Europea è intervenuto il leader Calenda, che ha evidenziato come «l’Europa ha fatto una normativa sull’industria disastrosa. Quando si affronta una grande transizione, si deve spiegare come si fa e quali sono gli impatti. L’Ue invece fa l’opposto».

In questa battaglia per la giustizia sociale e economica, il Partito Azione di Reggio Calabria si pone al fianco degli agricoltori, sostenendo le loro legittime richieste e lavorando per trasformare queste proposte in realtà concrete. (rrc)

La rivoluzione pacifica dei trattori e la sofferenza non vista della terra

di FRANCO CIMINO – Non li vuole nessuno. Tranne la gente. “Lor signori” non li amano. La gente sì. Stanno percorrendo l’Italia, dal basso all’alto. Dalla Sicilia al Trentino. Dai “palazzi” non si affaccia nessuno, dai balconi tutti. Il loro viaggio è lento, volutamente. Vogliono esser visti. E necessariamente, viaggiano sui trattori. Sfrecciano davanti a loro, le auto veloci. Quelle che non si fermano neppure ai semafori e non rallentano ai limiti di velocità. Le auto che non ferma nessuno.

Sono di coloro che le contravvenzioni non pagano. Hanno il blu dell’auto e il giallo della carta oro. Gli stessi colori di chi sta sul trattore. Il blu del cielo, l’oro dei campi di grano. Sono i colori che hanno negli occhi. Bussano alle porte dei palazzi, ma nessuno gliele apre. Chiedono udienza e attenzione. E una tribuna da cui parlare al Paese, nel timore che il popolo non venga informato sulle ragioni di questa nuova corsa che dai campi muove verso le strade. Non c’è alcuno che gliela voglia offrire. Eppure quelli là, dei microfoni sempre davanti alla bocca, parlano per ore. Tutti i giorni. Da qualsiasi posto. Attraverso mille finestre. Tutte a disposizione esclusiva. Ma quelli del trattore non li riceve il presidente del Consiglio, la donna che si dice del popolo, ché dal popolo proviene. Non li riceve il ministro dell’Agricoltura, che ne avrebbe l’obbligo istituzionale. Non li ricevono i capi dei partiti.

Specialmente, quelli che, probabilmente, hanno vinto le elezioni anche per il loro voto. Voto largamente concesso a seguito delle promesse ricevute. In particolare, a sostegno del mondo agricolo e, finalmente, dei lavoratori della terra. Non li ricevono, come dovrebbero, neppure i capi degli altri partiti che si accorgono di loro oggi che protestano contro il governo. Il governo in carica, però. Sono gli stessi del governo di ieri, che non sapeva nulla di loro. Poco della terra. Poco ancora dell’agricoltura. Non li riceve, non li vuole, non gli porge neanche il microfono, neppure Amadeus. Gli avevano chiesto un piccolo spazio sul palco dell’Ariston. Non ce n’è per i viaggiatori lenti, per i ribelli al potere, per i lottatori disarmati. Non c’è tempo in un festival che oltre agli altri record sta battendo anche quello dell’orologio. Si arriva ogni serata, delle cinque previste, oltre le due di notte. Ma non ci sono dieci minuti per loro.

Disponibile Amadeus a leggere il loro comunicato, ma indisponibile a farlo leggere a un “trattorista” dei tre, quattro, che potrebbero salire sul palco. Quel palco difronte al quale, continuamente ripresi in primo piano, siedono, al centro della primissima fila, con l’eleganza e la postazione di una regina e di un principe, la moglie e il figlio adolescente del conduttore e direttore artistico del Festival. Non li vuole nessuno, quei “contadini”. Eppure sono parte dell’ossatura del Paese. Sono metà della sua colonna vertebrale. Metà della sua ricchezza. Metà di quella che ancora l’Italia potrebbe costruire, nella modernità anche tecnologica, che farebbe dell’agricoltura la forza trainante del nuovo sviluppo economico. E in un sistema che sembra sempre più orientato a rinunciare al lavoro dell’industria e di quei lavoratori. Gli agricoltori sono metà della storia italiana, che è storia di uomini che nascono, oltre che dal mare, dalla terra e la terra fertilizzano con il loro sudore. Sudore caldo, fatto di sangue e di dolore. Di canti e di poesia. Di albe lunghe sul cangiante rosso di un cielo che arriva fino al tramonto. E taglia le notti del riposo, per lasciare solo lo spazio del sogno. Il loro è anche quello di fare della terra quel paradiso che dona frutti sani e fiori belli. Per tutti, non per coloro che possono comprare i prodotti che, dal mercato drogato dal mercato globale, arrivano a prezzi folli. E delinquenziali, se si considerato il furto perpetrato ai danni dei primi produttori di quei beni. Quelli che si ammazzano di fatica sui campi ricevendo la misera paga degli struttati. Sono moltissimi questi lavoratori, anche imprenditori di sé stessi e delle aziende familiari di appartenenza. Ogni giorno sulla strada della protesta crescono a dismisura.

Sono partiti a decina. Si sono raccolti a centinaia. Sono già diventati migliaia. Hanno il sostegno del popolo italiano, che, molto più intelligente di chi lo governa, ha capito che da quella loro battaglia passa il futuro di tutti gli italiani. E anche dell’Europa, che per crescere ha bisogno di due cose essenziali, economia forte(settori di essa trainanti), e giustizia nell’applicazione di leggi che favoriscano il buon lavoro, e la più equa condizione per realizzarlo. I trattoristi in marcia per la Democrazia, sono tantissimi. Sono pacifici. Tutti intelligenti e buoni, parlano con sensibilità e buona lingua. Hanno la luce nello sguardo e la serenità nel cuore. Non sono aggressivi e alcuna forma di disordine e vivacità espressiva hanno finora dimostrato. Eppure, qualcuno vorrebbe pensarli, ovvero che fossero pensati, quali esposti ad atteggiamenti estremistici.

È la scusa di paperino con il becco lungo al posto del naso del bugiardo. Sono forti, i soldati su quel atipico carro armato. Del coraggio. E della dignità. Potrebbero fare “la rivoluzione”, mettere sottosopra il Paese, costituirsi, alla viglia delle europee, come forza elettorale e politica. Fare di ogni capoluogo, e della capitale, ciò che Parigi è stata per mesi sotto l’assedio dei gilet gialli. Potrebbero, rompete con una spallata il muro militarizzato costruito davanti alla larga porta a vetro del teatro del Festival, e salire a centinaia su quel grandissimo e luminosissimo palco, spegnere la musica, trasformare l’ipocrisia che ha invaso le tematiche sulle diverse sofferenze mandate in scena per fare ascolti facili, e denunciare quella che si istituzionalizza nei palazzi del potere, dove gli interessi di parti già forti e di partiti che più forti vogliono diventare, occupano interamente lo spazio della giustizia e delle libertà, dei diritti e dei talenti. Lo spazio in cui l’eguaglianza sia il frutto delle capacità abbinate alle difficoltà. Il merito con le necessità.

L’avvenire dei giovani con la dignità della vita di chi sta coraggiosamente a vigilare, sulla trincea più difficile, affinché il più bel paese del mondo non degradi verso la sua ultima linea di confine. Potrebbero fare almeno una cosa di tutto questo. Ma non la fanno. Sono gli uomini della terra. Portano la Pace della Terra. C’è da sperare,invece, in un atto di utile intelligenza e di fine sensibilità da parte del mondo dello spettacolo, che, volendo trattenere quel tanto del valore dell’arte per dimostrarsi indipendente dai poteri e dall’influenza della politica, consenta a una delegazione degli uomini sul trattore, di parlare in diretta e in mondovisione dei loro problemi e delle ragioni di una lotta, che è lotta per la democrazia.

Se così non fosse, domani dovremmo tutti noi associarci concretamente alla protesta, divenuta, in quella assurda negazione, più vasta, e spegnere il televisore sul Festival o cambiare canale. Una protesta che dovrebbe proseguire nei supermercati, boicottando per anche soltanto due giorni, rinunciando all’acquisto, gli scaffali della vendita dei prodotti agricoli a prezzi assurdi. Ingiusti. Facciamoci tutti per almeno questa sera, contadini e agricoltori. Ché siamo italiani ed europei. Figli belli della civiltà umana. (fc)

Talerico (Noi Moderati): Unirsi a battaglia degli agricoltori per tutelare l’economia della Calabria

Antonello Talerico, coordinatore regionale di Noi Moderati, ha evidenziato come «la battaglia degli agricoltori è una battaglia che deve interessare l’intera Calabria a tutela dell’economia calabrese e della qualità dei prodotti alimentari».

«Occorrono misure governative che proteggano il settore agricolo, che per alcune regioni come la Calabria, vuol dire anche evitare una grande crisi economica e sociale, che rischia di incidere sull’ulteriore spopolamento del nostro territorio», ha evidenziato, ricordando come «gli agricoltori hanno chiesto una risposta al Governo rispetto ai bassi redditi, all’aumento dei costi e alla proliferazione di norme italiane e dell’Ue per soddisfare gli obiettivi ambientali, sollecitando l’adozione di misure concrete e a breve termine. Occorre rivedere le politiche europee in tema di green deal (pura esaltazione di un ambientalismo sempre più estremo privo di un impatto concreto) che pongono condizioni e tempistiche impossibili per un settore già in crisi e che ha accumulato troppi ritardi».

«Vanno adottate misure – ha detto – che siano in grado di vietare o perlomeno limitare la commercializzazione in Italia di quei prodotti agricoli provenienti da altri Paesi dove non trovano applicazione norme e restrizioni come quelle italiane sotto il profilo produttivo e sanitario. Vanno abolitetutte quelle norme che prevedono incentivi e vincoli rispetto alla naturale coltivazione dei campi, quindi dobbiamo incentivare la produzione e non disincentivarla o peggio ancora distruggere i prodotti agricoli! Sarebbe necessario adottare politiche economiche e fiscali adeguate e tenuto conto dell’aumento esponenziale dei costi di produzione e la flessione dei mercati dei prodotti agricoli».

«Occorre un regime fiscale – ha ribadito – che prenda in considerazione la riduzione di tasse ed imposte e che preveda agevolazioni sul carburante agricolo o comunque una calmierazione dei costi, per rilanciare un settore che rimane e può essere ancora strategico, non solo per la Calabria ma per l’intera Italia. In tale quadro si potrebbe pensare di ridurre l’aliquota iva su alcuni prodotti alimentari primari. Per tutelare gli imprenditori agricoli occorre altresì limitare ed aumentare i controlli sugli alimenti sintetici o di dubbi provenienza e di cui non siano chiari i processi produttivi specie se provenienti da altri Paesi».

«Devono – ha proseguito Talerico – essere previste maggiori tutele rispetto agli eventi climatici, ai costi di produzione, alle epidemie e alla concorrenza sleale ed alla fauna selvatica. Ma prima ancora dobbiamo prevedere un coinvolgimento degli imprenditori agricoli anche nelle operazioni di bonifica e gestione del territorio (pulizia dei torrenti e fossi, ecc…), inserirli nella “filiera” della tutela ambientale per far generare loro nuovo fatturato e per tutelare i territori anche rispetto al pericolo del dissesto idrogeologico». 

«La politica calabrese ed i cittadini calabresi – ha concluso – devono sostenere questa battaglia avviata dagli agricoltori poiché la Calabria è di tutti noi, ed il settore agricolo e zootecnico ha un ruolo fondamentale nella nostra Regione, se non primario nell’economia e per la qualità di vita». (rcz)

 

COSENZA – Il sindaco Caruso incontra una delegazione di agricoltori

Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha incontrato una delegazione di agricoltori che hanno condotto i loro trattori fino a Piazza dei Bruzi per portare all’attenzione della massima istituzione cittadina la protesta che hanno intrapreso da più giorni, oltre che un pacchetto di rivendicazioni nei confronti del governo nazionale e dell’Europa.

Il sindaco Caruso ha espresso apprezzamento per la civiltà della protesta che hanno messo in campo, tant’è che ha lasciato la sua stanza al primo piano di Palazzo dei Bruzi scendendo in piazza ad ascoltare dalla viva voce dei manifestanti le loro ragioni.

«Sono al vostro fianco e accanto al mondo dell’agricoltura che è una risorsa per il Paese, ma soprattutto per noi in Calabria», ha detto Franz Caruso. Il primo cittadino è stato favorevolmente colpito dalla presenza tra gli agricoltori di molti giovani.

«Voi che siete la nostra risorsa economica e produttiva siete il futuro e quindi non potete non avere il sostegno delle istituzioni. Cosenza – ha aggiunto – è una provincia che vive soprattutto di agricoltura e quindi non può non tenere conto di una importante risorsa del suo territorio. Quel che possiamo fare noi è poco perché è tutta materia nazionale ed europea. L’Europa ha adottato dei provvedimenti che risultano essere restrittivi per la vostra attività».

Il sindaco si è detto, però, fiducioso della possibilità che il Paese possa e debba interloquire con l’Europa per trovare soluzioni alle legittime richieste che provengono dal comparto.

«Se perdiamo un settore così importante come l’agricoltura – ha detto ancora Franz Caruso parlando ai manifestanti – è tutta l’economia del territorio a soffrirne. Non possiamo restare indifferenti di fronte ad una protesta che per tanti versi è condivisibile». E il primo cittadino si è detto convinto che non c’è colore politico che tenga di fronte ad una azione come quella posta in essere dagli agricoltori.

«Quando si conducono battaglie per la collettività non c’è colore politico che possa differenziare o distinguere. È sulla base di sinergie istituzionali che va costruito un sostegno concreto alle vostre aspettative».

Franz Caruso ha ribadito, inoltre, che «se viene meno questa risorsa, è un Paese intero che ne paga il prezzo ed il prezzo potrebbe essere la desertificazione della Calabria perché saranno in molti ad abbandonare il nostro territorio. Noi dobbiamo, invece, aiutare il comparto a crescere e a svilupparsi, ascoltando quelle che sono, in gran parte, richieste legittime. L’agricoltura è un pilastro dell’economia europea e quindi bisogna essere molto concreti e meno ideologizzati, cercando di contemperare le esigenze di un settore importante di sviluppo del territorio con esigenze che riguardano la tutela dell’ambiente, ma bisogna trovare il giusto equilibrio».

Un particolare ringraziamento per la sensibilità dimostrata è stato rivolto al Sindaco Franz Caruso dalla delegazione degli agricoltori, soprattutto dai rappresentanti degli agricoltori riuniti silani, Andrea Paese e Vittorio Pingitore che hanno salutato il primo cittadino con un omaggio particolare: un sacchetto di patate, rigorosamente silane. (rcs)

Protesta trattori, Occhiuto: Subito un tavolo Regione-Agricoltori

«Sono disponibile a promuovere un tavolo Regione-agricoltori, nel quale mi farò affiancare dall’assessore Gianluca Gallo, per ascoltare le vostre proposte e per valutare in modo concreto quali interventi possiamo mettere in campo come Regione per venire incontro alle vostre richieste». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, incontrando gli agricoltori in protesta con i loro trattori a Rosarno.

«Sono venuto volentieri per attestare la solidarietà della Regione nella battaglia che voi state conducendo – ha detto –. È chiaro che io sono il presidente della Regione e la solidarietà di chi governa si deve tradurre in atti concreti. La maggior parte delle vostre rivendicazioni riguardano l’Europa, il governo nazionale, però anche noi come Regione dobbiamo essere impegnati a rendere il vostro lavoro più semplice».

«Inoltre sono impegnato, come governatore – ha sottolineato – a chiedere al Governo che risolva alcune questioni che sono oggetto della vostra rivendicazione, non solo del mondo agricolo calabrese, ma di tutti quelli che stanno protestando in tutta Italia, come ad esempio la proroga dello sgravio Irpef».

«Ritengo che su questo il Governo interverrà nei prossimi giorni – ha aggiunto – attraverso il decreto Milleproroghe. Credo che quello che avete fatto è servito a far capire all’Europa che l’agricoltura va rispettata perché rappresenta un settore che aiuta l’ambiente».

«Io governo una Regione, la Calabria – ha ricordato –, che è esposta continuamente a pericoli alluvionali, di dissesto idrogeologico, anche perché purtroppo in molti luoghi non c’è più la presenza dell’uomo. Se ci fosse l’agricoltura di montagna, di prossimità, molte zone della nostra Regione sarebbero presidiate dall’uomo e probabilmente avremmo meno problemi legati al dissesto e alle alluvioni.
Quindi, l’atteggiamento dell’Europa di contrastare l’esercizio dell’agricoltura per rispettare l’ambiente, rischia di generare l’effetto opposto perché provoca lo spopolamento dei nostri Comuni e la mancanza di coltivazione dei terreni, generando appunto fenomeni di dissesto idrogeologico».

«Per cui io credo che voi svolgiate una funzione importante non solo nell’agricoltura, ma per il rispetto dell’ambiente calabrese – ha concluso –. Noi non ci possiamo consentire di spopolare ancora di più i nostri Comuni, perché altrimenti non ci sarà nessuno a prendersi cura del nostro territorio. Voi, lavorando la terra, vi prendete cura del vostro territorio e in qualche modo ci aiutate a prevenire che si verifichino dei problemi ambientali. Per questo secondo me avete un ruolo molto importante e delicato». (rrc) 

La sindaca di Filadelfia Bartucca: Ue riveda politiche del settore agricolo

«L’Europa riveda le politiche del settore agricolo». È l’appello lanciato da Anna Bartucca, sindaca di Filadelfia, nel corso delpacifico presidio di protesta messo in piedi dagli agricoltori sull’A2 allo svincolo di Pizzo.

«Una protesta che non investe solo il mondo dell’agricoltura ma che riguarda tutti gli italiani», ha detto la sindaca, rimardando come le politiche agricole stiano causando notevoli danni al settore.

«Essere al fianco degli agricoltori – ha aggiunto – significa rafforzare l’idea che la protesta vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sulle questioni irrisolte del comparto senza pretendere elemosine aiuti o contributi e sul principio secondo cui i prodotti del lavoro agricolo vengano retribuiti  per il loro reale e giusto prezzo. Non intendiamo lasciarli soli perché non vogliamo che la nostra generazione e le generazioni future paghino scelte folli da parte dell’Europa».

«Gli agricoltori vanno tutelati senza se e senza ma – ha ribadito –. Ricordiamoci sempre che parliamo di un settore fondamentale e di primo piano nella  filiera alimentare e produttiva che contribuisce  in maniera determinante alla tenuta dell’economia nazionale e, in particolare, locale. Non dimentichiamo, infatti, la risalente vocazione agreste della maggior parte delle comunità calabresi».

Il sindaco, nel ribadire la propria solidarietà ai manifestanti, ha concluso che «dal Governo devono giungere risposte immediate e concrete, così come è necessario che le politiche agricole dell’Unione Europea debbano essere profondamente riviste. E tutto questo deve avvenire guardano anche ai giovani agricoltori che sono il futuro dei nostri  territori e che vogliono continuare a lavorare la propria terra oltre che continuare a portare avanti la tradizione dell’azienda di famiglia». (rvv)

Gemoli (Lega): Governo trovi soluzioni concrete per gli agricoltori

Franco Gemoli, Responsabile comunicazione della Lega, ha chiesto al Governo di «impegnarsi attivamente per trovare soluzioni concrete che possano affrontare le difficoltà che gli agricoltori stanno affrontando».

«Il partito sostiene la richiesta di maggiore attenzione e azione da parte delle autorità per proteggere il tessuto economico e sociale della regione», ha aggiunto Gemoli, ribadendo come la Lega Calabria «si schiera al fianco degli agricoltori che stanno protestando in tutta la regione contro le politiche agricole dell’Unione europea e le difficoltà economiche che stanno affrontando. La protesta, che ha visto i produttori agricoli bloccare strade e manifestare con i loro trattori, è stata accolta con solidarietà e sostegno da parte del partito politico».

«La Lega Calabria – ha proseguito – comprende le preoccupazioni degli agricoltori riguardo ai costi di produzione insostenibili, all’aumento del prezzo del gasolio agricolo e delle materie prime, alla concorrenza sleale dei produttori esteri e alla mancanza di supporto al credito in agricoltura. Il partito riconosce che queste sfide mettono a rischio la sostenibilità e la prosperità del settore agricolo e dell’intera comunità calabrese».

«La Lega Calabria si impegna a portare avanti la causa degli agricoltori e a lavorare per garantire che le loro voci vengano ascoltate e che si trovino soluzioni efficaci per sostenere il settore agricolo e l’intera comunità calabrese – ha concluso –. Il partito si impegna a lavorare in collaborazione con le associazioni di categoria e le istituzioni per affrontare le sfide e promuovere lo sviluppo sostenibile dell’agricoltura in Calabria». (rcz)

Bevacqua (PD): Affrontare immediatamente la vertenza degli agricoltori calabresi

Il consigliere regionale e capogruppo del Pd, Mimmo Bevacqua, ha chiesto all’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, di affrontare immediatamente la vertenza degli agricoltori calabresi, mettendo in campo «una programmazione rinnovata dopo un confronto con i lavoratori e i loro rappresentanti».

È necessario, anche, fare «luce anche sulle denunce che sono state veicolate dalla stampa in ordine alla lentezza degli uffici preposti al rilascio di autorizzazioni e rimborsi e a presunti episodi di corruzione per accelerare le pratiche».

«Il malessere che stiamo registrando – scrive Bevacqua in una nota – è profondo ed è figlio di una cattiva gestione complessiva, nazionale e locale, che non ha tenuto nella giusta considerazione le necessità degli agricoltori, messi a dura prova dalla pandemia, dalla guerra e una crisi economica che ha visto lievitare i costi per la gestione delle imprese, con aumenti inconcepibili per carburanti e materie prime».

«Per non parlare, poi – ha aggiunto – della crisi che hanno dovuto gli agricoltori a causa delle continue incursioni dei cinghiali e i danni con cui sono stati costretti a confrontarsi i produttori vitivinicoli per l’effetto dei cambiamenti climatici. Inevitabile che, prima o poi, questa situazione scoppiasse in tutta la sua gravità, specialmente in una fase in cui ci si aspettava, invece, un’iniezione di risorse dai fondi europei e dal Pnrr. La mancanza di programmazione di provvedimenti in grado di valorizzare le nostre eccellenze e introdurre le indispensabili innovazioni tecnologiche nel comparto hanno fatto il resto».

È necessario, anche, fare «luce anche sulle denunce che sono state veicolate dalla stampa in ordine alla lentezza degli uffici preposti al rilascio di autorizzazioni e rimborsi e a presunti episodi di corruzione per accelerare le pratiche».

«Come gruppo del Pd – ha concluso – siamo pronti a fornire il nostro contributo fattivo per dare ossigeno a un settore nevralgico per l’economia calabrese». (rcz)