Rai Calabria: visita del prefetto Ciaramella e del generale Salzano

Visita ufficiale a Cosenza nella Sede della RAI da parte dei vertici dell’Ordine pubblico nella Regione, il Comandante della Legione dei CC Pietro Salsano e il Prefetto della città di Cosenza Vittoria Ciaramella.

Finalmente di nuovo “Porte aperte” in casa Rai dopo due anni di pandemia e di isolamento dal resto del mondo. In una nota ufficiale diffusa oggi dalla Direzione della Sede RAI della Calabria si legge: “Il direttore della sede Rai per la Calabria, Massimo Fedele, in nome e per conto dell’azienda che ha l’onore ed il privilegio di rappresentare, ringrazia S.E. il Prefetto di Cosenza Vittoria Ciaramella, il generale della Legione Carabinieri della Calabria Pietro Salsano ed il comandante provinciale dei Carabinieri del Gruppo di Cosenza Agatino Spoto per la visita istituzionale resa alla sede regionale Rai di Cosenza”. 

Una visita istituzionale quasi solenne, dopo anni di chiusura per via del Covid, che per Massimo Fedele rappresenta per la vita aziendale della RAI calabrese un momento di grande attenzione da parte dei vertici dell’Ordine Pubblico nella Regione, e soprattutto sancisce un rapporto di collaborazione tra il Comando Generale dei Carabinieri e il Ministero dell’Interno che con la RAI non è mai venuto meno, anzi che negli anni si è rafforzato sempre di più. 

Aggiunge ancora testualmente il direttore di Sede “La vicinanza delle forze dell’ordine, la loro presenza diretta sul territorio, è fondamentale quando si parla di temi importanti e delicati come la sicurezza e la legalità, e questo aiuta molto a non far sentire soli e lontani istituzioni e cittadini. Un ringraziamento sincero – aggiunge Massimo Fedele- va al Prefetto della città di Cosenza Vittoria Ciaramella, per aver voluto incontrare le donne e gli uomini di questa nostra azienda che ogni giorno sono al lavoro per raccontare la vita e la storia del territorio”.

Ma un grazie del tutto speciale- sottolinea ancora Massimo Fedele- va al Generale Pietro Salsano e a tutta l’Arma dei Carabinieri per il ruolo delicatissimo, fondamentale e insostituibile che l’Arma dei Carabinieri svolge nella nostra regione, contro ogni forma di criminalità e per garantire alla nostra comunità un’elevata qualità della vita”.

Nel saluto reso alle autorità in visita presso la sede Rai di Viale Marconi, il Direttore di Sede ha ribadito che “se ancora oggi continuiamo ad essere la principale azienda culturale del paese tutto questo è dovuto proprio alla “fiducia” che giornalmente riscuotiamo nel Paese, in special modo in questa regione, tra i cittadini calabresi a cui ogni giorno anche noi ci rivolgiamo con costante impegno e rigore, per poter continuare a essere il punto di riferimento delle esigenze di tutti per gli anni che verranno”. Un arrivederci, pare di capire, che si ripeterà presto nei mesi che verranno, e che è sempre stata una tradizione storica dell’azienda di Stato. (rcs)

Addio a Emanuele Giacoia, una colonna del giornalismo calabrese

Cordoglio e commozione in Calabria per la scomparsa del giornalista Emanuele Giacoia, morto ieri sera a 93 anni, nella sua casa di Cosenza. Per anni è stata voce popolarissima per i calabresi, ma in realtà era ormai un compagno fisso di viaggio degli ascoltatori radiofonici di Tutto il calcio minuto per minuto e poi di tante trasmisisoni sportive. Lucano di nascita, era arrivato a Rai Calabria nel 1958 e aveva fatto di Cosenza la sua seconda patria, tanto da diventare più calabrese dei colleghi locali.

Da sinistra: Pino Nano, Emanuele Giacoia, Giovanni Scarinci e Pasqualino Pandullo

La storia di Emanuele Giacoia è quella del giornalismo calabrese, soprattutto del giornalismo radiotelevisivo. Giacoia è stato un  grande cronista sportivo, ma anche scrupolosissimo direttore del TG regionale che ha guidato con esemplare professionalità formando decine di giornalisti, un vero testimone del nostro tempo.

Così lo ricorda Pino Nano su Giornalisttalia «Un uomo tutto di un pezzo, avvolgente, ironico, istrionico, straordinariamente ed eternamente affabile, giornalista di razza, cronista severo, scrupolosissimo, rispettoso della notizia, ma soprattutto un inviato alla vecchia maniera, profondamente rispettoso dei sentimenti e dell’umanità della gente che ha incontrato nel corso della sua vita. Così lo si vedeva in televisione quando lui ancora lavorava alla Rai, ma così Emanuele è sempre stato per tutti noi nella vita di ogni giorno. Per noi poi è stato, e rimarrà per sempre nella nostra vita, un indimenticabile e meraviglioso Direttore».

Dopo la sua lunga esperienza in Rai era stato per anni anche direttore del Quotidiano della Calabria.

A figli Riccardo, Valerio, Sergio, Antonella, Arianna le condoglianze di Calabria.Live.

Sede Rai Catanzaro, Capellupo: Il consiglio comunale deve essere al fianco del sindaco Fiorita

Vincenzo Capellupo, consigliere comunale di Catanzaro, sostenendo l’istanza del sindaco Nicola Fiorita, in merito alla scarsa o nulla copertura mediatica da parte del Tgr Calabria degli avvenimenti della nostra città, ha evidenziato come «il suo intendimento debba essere accolto e condiviso unanimemente dall’intero Consiglio comunale anche con uno specifico atto politico formale».

«Il problema della scarsa attenzione da parte della redazione di Tgr Calabria – ha spiegato – nei confronti della città Capoluogo di regione è ormai  noto e strutturale, dura da lunghi anni. In passato un’associazione cittadina aveva, anche, promosso la raccolta di migliaia di firme per chiedere l’istituzione di una redazione del Tg Regione a Catanzaro, purtroppo queste iniziative, seppur lodevoli e meritorie, non hanno prodotto risultati concreti».
«L’atteggiamento della Rai regionale nei confronti della nostra città è inqualificabile – ha ribadito –. Città che, tra l’altro, è sede della Presidenza e della Giunta regionale ospitate all’interno della Casa dei calabresi la Cittadella Regionale, dell’unico teatro della regione con un apposito cartellone, dell’unica Facoltà di medicina della Calabria, di una prestigiosa Accademia di Belle Arti e che nel complesso ospita quotidianamente eventi e manifestazioni di tipo scientifico, culturale, accademico, musicale, artistico di caratura nazionale».
«È pur vero che questi eventi – ha spiegato – in considerazione della loro rilevanza, attirano spesso l’attenzione della stampa nazionale ed internazionale, come da ultimo verificatosi per il Magna Grecia Film Festival, superando perciò i confini regionali e rendendo del tutto inutile l’attenzione della sede regionale della Rai. Ed è, anche, vero che il proliferare delle testate on line locali e regionali, che in molti casi dedicano ampia attenzione agli avvenimenti della nostra città e che sono oramai utilizzate in maniera quasi esclusiva dal cittadino per informarsi, ha marginalizzato l’importanza di un servizio televisivo di dubbia qualità».
«Ma di servizio pubblico stiamo parlando – ha detto – e questo è il punto strategico della questione perché è l’assenza della funzione pubblica che i cittadini di Catanzaro lamentano rispetto all’operato del TGR Calabria. Non si può tacere sull’anomalia tutta calabrese per la quale non solo il Capoluogo è privo di una sede della tv pubblica, quanto lo stesso organo di stampa, ignora sistematicamente la città che è centro politico, amministrativo e culturale della regione».
«Auspico, inoltre – ha concluso – che la nostra deputazione parlamentare, anche se giunta alla fine di una legislatura nella quale purtroppo ha prodotto ben poco per la nostra città, possa sostenere nelle sedi opportune tale necessaria rivendicazione al fianco del Sindaco e dell’intero Consiglio comunale». (rcz)

Gennaro Cosentino, nuovo capo dell’informazione Rai in Basilicata

Volto Rai noto e amato dai calabresi, il giornalista Gennaro Cosentino, attualmente vice del caporedattore di Rai Calabria Pasqualino Pandullo, è stato nominato caporedattore della sede Rai di Potenza. In pratica, diventa il capo dell’informazione regionale Rai della Basilicata. Un incarico importante e meritato, dopo anni di gavetta e tantissimi di professionismo di alta classe.

Cosentino, è originario di Aieta, in provincia di Cosenza, un paesino al confine tra Calabria e Basilicata. Appena diciassettenne comincia la collaborazione a quotidiani e periodici, avviando, così, un’attività che diventerà professione dopo la laurea in Scienze Politiche, conseguita presso l’Università di Messina e dopo l’esame di abilitazione seguito ad una parentesi lavorativa presso la pubblica amministrazione, che chiude volontariamente per assecondare la passione per il giornalismo, pur essendo risultato primo assoluto in un concorso per la carriera direttiva. 

Arriva alla Rai dopo un lungo periodo di precariato e dopo una vasta esperienza nelle televisioni private e nella carta stampata. Tra il 1990 e il 2002 pubblica una decina di libri, a cominciare da Calabria ri-flessa, a cui seguirà I primi dell’ultima (un profilo di personaggi col metodo dell’intervista).

I primi significativi riconoscimenti arrivano con Mucho Gusto – viaggio di un giornalista nell’Uruguay del corazón (un racconto sui calabresi nel mondo che ha avuto successo in Italia ed in Sud America ed è stato adottato per anni nelle scuole), poi L’articolo di giornale (manuale per il giornalismo); I rifugi dell’anima-Luoghi di culto nel Parco del Pollino; Sapori e Memoria- Cibo, letteratura, tradizioni, cultura alimentare in Calabria. 

Appassionato di glottologia, ha collaborato ad alcune opere del celebre filologo tedesco Gerhard Rohlfs. Ma è con la pubblicazione de La voci lu cori che si fa conoscere come poeta dialettale e studioso di lingua e tradizioni popolari e, con una silloge omonima, risulta vincitore del primo Concorso Nazionale “Figlinepoesia”.

Nel corso degli anni gli vengono conferiti alcuni riconoscimenti tra cui il Premio “Omaggio alla Cultura” 1998 e il “Cilea” nel 2001 per la saggistica, successivamente il Premio Solidarietà per i servizi su temi sociali e il Città di Scalea per il giornalismo.

A Cosentino sono pervenute le congratulazioni e il benvenuto del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e del Presidente del Consiglio regionale lucano Carmine Cicala.

«Sono certo – ha detto Bardi – che, con la sua lunga esperienza professionale e nel segno della continuità, saprà garantire ai lucani un’informazione pubblica di qualità. Viviamo tempi in cui il ruolo dei giornalisti è sempre più importante, un ruolo “sociale” per dare ai cittadini il sacrosanto diritto a essere informati, un diritto sempre più prezioso. Il servizio pubblico è uno strumento importante sia per tenere unita la Basilicata, data la diffusione capillare, e perchè garantisce la corretta informazione non solo sull’attività amministrativa della Regione, ma anche di tutti i Comuni lucani, uniti nelle loro diversità. Il TGR è dunque un elemento di democrazia, pluralismo e rappresentanza del nostro territorio».

«È chiamato –– ha detto il presidente Cicala – a guidare la redazione lucana della Tgr Rai in un momento in cui ancor più fondamentale è il ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo. Sono certo che, con la sua passione per la scrittura, saprà raccontare al meglio la nostra regione, una terra geograficamente piccola ma piena di eccellenze umane, culturali e ambientali. Il nostro Tg pubblico regionale rappresenta da sempre un punto di riferimento fondamentale per la nostra comunità, un presidio di informazione libera e attenta alla vita della nostra regione e delle sue istituzioni democratiche e questo grazie al lavoro dei giornalisti tutti e degli altri lavoratori della sede Rai Basilicata. A Gennaro Cosentino il benvenuto nella nostra amata Basilicata». 

Il reggino Massimo Fedele nuovo Direttore sede Rai Calabria

È il reggino Massimo Fedele il nuovo direttore della sede Rai Calabria. Sarà operativo nel pieno delle sue finzioni dal prossimo 1° febbraio e prende il posto dell’Ing. Demetrio Crucitti da mesi ormai in pensione per limiti di età.

Curriculum da primo della classe quello del nuovo Direttore di Sede della RAI in Calabria, grande esperto di innovazione tecnologica e di sistemi complessi di trasmissione moderna. Cinquant’anni compiuti, nato a Reggio Calabria il 17 giugno 1972, studente del Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci, si laurea in Scienze Politiche all’Università di Messina nel 1996 e viene assunto in Rai nel 1998. Primo incarico legato alla sua qualificazione professionale a Roma, in Direzione Amministrazione Finanza e Controllo della sede di Via Teulada, sede storica dell’a TV di Stato. Dopo aver svolto diversi altri incarichi, sempre a Roma, prima in Rai- fino al 2000, e poi in Rai Way dal 1° febbraio del 2000 viene assegnato alla Direzione Marketing.  Arriva in Calabria, nella sede Rai di Cosenza nell’ aprile del 2004, e viene assegnato presso la sede regionale di Rai Way di Cosenza, dove ricopre il ruolo di funzionario responsabile di zona a partire dal 2011 fino ad oggi.

Uno degli aspetti forse più qualificanti della sua esperienza professionale – dicono quelli che lo conoscono bene e da tanti anni- è innanzitutto aver ricoperto il ruolo di P.M.O. Gruppo “Spinoff” per atto di Conferimento Rai – Rai Way del 29.02.2000 per gli impianti di Trasmissione e Diffusione, ruolo abbastanza delicato e di eccellenza tecnica, e successivamente l’aver coordinato in Calabria nel 2012 lo Switch OFF per il passaggio al digitale terrestre della regione, anche questo impegno di non poco conto e di alta responsabilità manageriale. Attualmente ricopre il ruolo di responsabile per il refarming digitale in Calabria, processo che avverrà in primavera di quest’anno. Dal primo febbraio invece entrerà nel pieno delle sue funzioni come nuovo Direttore della Sede Regionale della RAI calabrese.

Al neodirettore della Sede RAI calabrese gli auguri della direzione e della redazione di Calabria Live. (pn)

Rai Calabria: il saluto a Demetrio Crucitti, ex direttore da oggi in pensione

Grande festa in Calabria per il saluto ufficiale di Demetrio Crucitti Direttore della Sede Rai della Calabria per quasi dieci anni, e che oggi va definitivamente in pensione lasciandosi dietro un’azienda matura e piena di energie e di soggetti positivi.Un bilancio per lui degno di un dirigente di grande tradizione aziendale e che oggi dice Grazie alla Rai”.

Erano in tantissimi ieri sera a salutare Demetrio Crucitti, che dopo dieci anni alla guida della Sede Rai della Calabria va oggi definitivamente in pensione. Sono venuti in tantissimi a salutarlo, e soprattutto a ringraziarlo per il metodo e lo stile da lui usato per “parlare ai calabresi”, un dirigente che oggi magari si preparara ad altri traguardi, magari più prestigiosi, ma che lascia ai calabrese il segno e la testimonianza di un uomo al servizio della regione.

Del resto, la tradizione della sede RAI della Calabria è una tradizione illustre di rango, a cui lo stesso direttore Demetrio crucitti ha rivolto il suo paluso e il suo grazie. Crucitti ha raccontato questi suoi dieci anni di esperienza calabrese, lui veniva dai ranghi tecnici di Viale Mazzini, ma in Calabria- dice “ho trovato una squadra meravigliosa, fatta di tecnici, impiegati, amministrativi, e soprattutto giornalisti di grande qualità.

Grazie a questa squadra siamo riusciti a realizzare cose importanti che ora rimarranno pietra miliare di questa azienda.Dopo aver ricordato uno per uno tutti i suoi collaboratori, la sua segreteria, il suo staff, la struttura tecnica, il mondo della produzione, la redazione giornalistica e i capiredattori che in tutti questi anni si sono succeduti, Crucitti ha augurato alla Calabria “grande fortuna e grandi orizzonti”, perché- ha aggiunto- “quando tanti anni fa mi chiesero di tornare nella mia terra di origine non esitai un solo momento a farlo, perché sapevo che in qualche modo avrei poturo contribuire alla crescita della mia terra e della mia gente, e di questo sono fiero”.

Alla fine champagne per tutti, in una festa corale che difficilmente la Rai Calabrese potrà dimenticare. Intanto è già scattato il toto-nomine sulla sua successione, ma non è questo il momento di anticipare nomi e situazioni che potrebbero alla fine nuocere ai diretti interessati. Importante – ripete Demetrio Crucitti con questo suo sorriso disarmante- è che vinca il migliore. Mai come in questo momento la Calabria ha bisogno di numeri uno.

Attestazione di amicizia e di saluto sono arrivati al direttore Crucitti da ogni parte della regione da parte delle massime autorità istituzionali calabresi come segno di riconoscimento dell’impegno e del lavoro da lui profuso in favore della crescita generale della sede Rai della Calabria. Crucitti ha ringraziato tutti uno per uno, rivolgendo poi un saluto cordiale al Capo della redazione giornalistica della sede calabrese Pasqualino Pandullo per il lavoro e il percorso affrontato isieme.

[courtesy PrimaPaginaNews]

Il Tg regionale diventa inclusivo: Nell’edizione del mattino ‘parlerà’ la lingua dei segni

«Finalmente siamo all’inclusione totale, all’inclusione di tutti i calabresi» ha dichiarato il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, nel corso della presentazione del progetto per il servizio di traduzione nella lingua dei segni del notiziario mattutino inserito nel programma Buongiorno Regione, in onda su Raitre.

All’evento sono intervenuti anche il direttore della sede regionale della Rai, Demetrio Crucitti, e il presidente regionale dell’associazione Ente nazionale sordi, Antonio Mirijello.

L’affidamento del servizio di interpretariato della lingua dei segni italiana sarà affidato all’interprete Teresa Colonna, per il periodo che va dal 25 gennaio al 25 giugno 2021, come da palinsesto Rai. L’obiettivo del progetto, realizzato in seguito a numerose interlocuzioni tra l’Ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi, la Regione e la sede Rai della Calabria, è favorire l’accesso ai servizi pubblici per promuovere conoscenze allargate e approfondite sui temi di rilevante interesse pubblico e sociale, consentendo la massima diffusione delle informazioni regionali a tutta la popolazione calabrese.

«È una iniziativa molto importante – ha detto Spirlì – perché essere informati significa essere presenti, esistere, esserci. Tengo particolarmente a questo progetto, che è solo l’inizio di un lunghissimo percorso che faremo insieme alle persone non udenti. È necessario che siano inserite al 100% nel godimento di tutta la Calabria: dall’informazione, ai luoghi della cultura, a quelli dello sport. Le persone sorde devono essere aiutate e non devono mancare di nulla, allo stesso modo di chi possiede quella presunta normodotazione sulla quale, veramente, ho seri dubbi. Per me tutte le persone sono normodotate, credo nell’uguaglianza nella differenza».

«Oggi – ha commentato il direttore Crucitti – è una giornata importantissima, da ricordare, perché finalmente si mette in pratica il diritto costituzionale all’informazione per tutti, previsto dall’articolo 21. Con questa iniziativa abbattiamo le barriere della comunicazione, tra i principi fondamentali del servizio pubblico. Una regione che ha questa attenzione è il posto dove voglio vivere».

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal presidente Mirijello: «Si tratta di un progetto inclusivo, per il quale ringraziamo fortemente il presidente Spirlì, che ha voluto appoggiare l’iniziativa. Erano nove anni che attendevamo un segnale preciso in questa direzione».

«La Regione Calabria – ha aggiunto – consentirà a tanti suoi concittadini non udenti di poter aprire una finestra nella partecipazione, elemento fondamentale di un percorso di integrazione. Andiamo verso un’inclusione sociale delle persone sorde che, per tanti anni, non hanno avuto l’occasione di essere presenti nell’informazione e che, da oggi, possono contare su un contributo prezioso per il loro vivere quotidiano». (rcz)

Rai Calabria: il doc sull’Eparchia di Lungro nella versione in lingua arbëreshë

Da non perdere, domattina, sabato 9 gennaio, alle 7.30, su Rai Calabria il bellissimo documentario sul centenario dell’Eparchia di Lungro, che per la prima volta viene riproposto in lingua arbëreshë. È un esperimento rivoluzionario, nell’ottica della valorizzazione delle tre minoranze linguistiche presenti in Calabria, che apre il campo a molteplici utilizzi del mezzo televisivo in ambito regionale e delle straordinarie risorse presenti nelle teche di Rai Calabria.

La Calabria diventa una regione pilota per un percorso ancora più incisivo del servizio pubblico: per la seconda volta nel giro di un mese i vertici della Sede Rai calabrese (l’ing. Demetrio Crucitti, direttore di Sede, e Pasqualino Pandullo, Caporedattore Responsabile della Tgr) fanno sì che la Rai possa trasmettere uno “speciale televisivo” di grande interesse sociale proprio nella lingua originale arberesch.

Un esperimento tutto calabrese, di grande interesse e fascino culturale, che oggi ripropone e rilancia, e mai come in questa occasione, il ruolo strategico della comunicazione e dell’approfondimento storico e antropologico in una regione così spesso lontana dal resto del mondo. «Una vera e propria conquista aziendale – afferma il direttore Crucitti, che da anni, instancabilmente, ha dato un grande impulso alle potenzialità della sede di Cosenza, anche aprendo alle minoranze linguistiche al fine di valorizzarne tradizioni e cultura –. Lo speciale che mandiamo in onda sabato in lingua originale è un omaggio che Rai Calabria ha voluto dedicare al Centenario dell’Eparchia di Lungro,  scritto e tradotto in lingua arbëreschë». Il documentario è stato realizzato in collaborazione con la direzione della Tgr, del Centro Televisivo Vaticano, di Rai Quirinale, di Rai Vaticano e della struttura di produzione della stessa Sede Rai calabrese. «La nostra Sede – aggiunge ancora l’ing. Crucitti – ha dedicato mesi e mesi di preparazione e di lavoro per questo docufilm interamente dedicato alla storia degli italo albanesi di Calabria».

La voce narrante dello speciale in lingua italiana era di Francesca Pecora. I testi del documentario sono firmati da Brunella Eugenii e dal Vicario dell’Eparchia di Lungro mons. Pietro Lanza.
Per la versione in lingua albanese è stata invece scelta una delle interpreti più moderne e più affidabili della lingua albanese, Saverina Bavasso, arbëreshë doc, e che lo scorso anno era già stata l’interprete ufficiale della comunità albanese allo storico incontro tra il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e il Presidente dell’Albania Ilir Meta a San Demetrio Corone.

Responsabile della produzione tv/rf della Sede Antonio Gatto. Il Coordinamento tecnico e la regia dello speciale sono di Andrea Recchia. Le immagini sono invece firmate da Emanuele Franzese, Carlo Spadafora, Massimiliano De Lio, Antonio Vacante, Gianluca Fazio, Pietro Bianco, Specializzati di ripresa Pino Manzo, Franco De Cario, e Aldo Morrone. Tecnico della produzione Mauro Tedesco. Fondamentale è stata invece la ricerca d’archivio, e nessuno meglio di Giuseppe Nocito, memoria storica della Rai calabrese di questi ultimi 40 anni, avrebbe potuto farlo meglio.

Lo speciale spiega con grande chiarezza – aggiunge il Direttore Demetrio Crucitti – come siano passati ormai cento anni dalla istituzione dell’Eparchia di Lungro e «oggi essa è più che mai impegnata nella grande questione della ricomposizione dell’unità dei cristiani e nella salvaguardia del principio della legittima diversità nell’unità della fede».

Il docu-film ricostruisce il lungo processo storico che è stato necessario per arrivare alla istituzione della Eparchia di Lungro, oltre quattrocento anni dal momento in cui gli albanesi giunsero in Calabria, Basilicata, Puglia e in Sicilia. Lo speciale ripropone infine anche le tante cerimonie solenni celebrate per il Centenario della nascita dell’Eparchia, partendo dalla delegazione ricevuta ufficialmente il 24 maggio 2019 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale. Il pomeriggio di quello stesso giorno – ricordiamo – una folta rappresentanza di pellegrini provenienti da tutti i paesi dell’Eparchia ha poi partecipato alla Divina Liturgia, celebrata all’Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro dall’eparca mons. Donato Oliverio.

La speranza è che ora questo programma in lingua originale arbëreschë possa finire da domani in poi sulla piattaforma di Rai Play come è accaduto in passato per la versione in lingua italiana. (Pino Nano) 

Il ritorno in Calabria dell’artista Franco Azzinari: ad Altomonte i colori d’Amazzonia

di FRANCO BARTUCCI – L’artista Franco Azzinari ritorna in Calabria con l’esposizione di un nuovo progetto dedicato all’Amazzonia e ai suoi ragazzi. Definito il grande “pittore del vento” dal compianto Sergio Zavoli, Azzinari si appresta a dare lustro al suo lavoro degli ultimi tempi, in giro per il mondo, alla ricerca di sempre nuovi stimoli per la sua arte dedicata in fondo alla bellezza della natura e degli uomini, che appartengono all’universalismo del patrimonio culturale ed antropologico. Le sue mete, oltre alle nostre meravigliose regioni, paesi come la Francia, Germania, Russia, Svizzera, Grecia, Albania, Cuba,  Stati Uniti, Africa in Kenia, Amazzonia in Brasile ed altri ancora, per appropriarsi di radici e culture tali da farne oggetto di progetti e lavori esplicativi.

Lavorare su progetto è stata la caratteristica di Franco Azzinari per entrare nella storia e nella conoscenza degli uomini per meditare sulle loro peculiarità e dimensione sociale e culturale dentro un contesto ambientale. Vale la pena ricordarne alcuni: Venti anni con la natura calabrese, I luoghi del mito, Cuba, Cercando Hemingway, Gabriel Garcia Marquez, Fidel Castro, Il pittore del vento, ed ecco il prossimo dedicato ai bambini indios dell’Amazonia, che verrà alla luce a giorni.

Infatti il prossimo 25  gennaio Franco Azzinari  presenterà ad Altomonte  il lavoro del suo ultimo progetto iniziato all’incirca due anni fa. Sarà una  grande Rassegna Internazionale dedicata ai “Bimbi Indios dell’Amazzonia”, con il titolo “Eyes in Color” o meglio “Gli occhi nel colore”, ovvero il racconto dei bambini dell’Amazzonia, e ancora di più: l’Amazzonia vista attraverso i ritratti dei bambini indios.

Una rassegna internazionale patrocinata dalla Sede RAI della Calabria, grazie all’impegno personale del suo Direttore Demetrio Crucitti. Un lavoro che il grande paesaggista italiano dedica oggi a Papa Francesco e all’Unicef per il lavoro che l’Unicef svolge da sempre al servizio dell’infanzia nel mondo.

Questa mostra di Azzinari coincide quest’anno con il suo settantaduesimo compleanno e per certi aspetti festeggia il suo rientro in Calabria dopo alcuni anni di vita trascorsi in America.  Avrà come madrina d’eccezione una icona della poesia mondiale, Marcia Theòfilo,  antropologa, nata a Fortaleza in Brasile, famosissima poetessa Indios candidata al Premio Nobel del 2005,  che ha di fatto “cantato” l’Amazzonia in ogni parte del mondo.  Attualmente rappresenta l’Unione Brasiliana di Scittori in Italia, una intellettuale brasiliana che ha pubblicato decine di poemi dedicati all’Amazzonia, tradotti in varie lingue fra cui si segnalano alcune edizioni italiane, con note di poeti come Rafael Alberti e Mario Luzi.

La RAI ha concesso, invece, il suo patrocinio morale per l’alto valore culturale della manifestazione, che dal 25 gennaio sarà ospitata nel Museo dell’Alimentazione di Altomonte. Poi da qui, in giro per il mondo, questa l’intenzione espressa dall’autore.

Il Maestro Franco Azzinari, per lunghissimi anni ritrattista ufficiale di Gabriel Garcia Marquez, Premio Nobel per la Letteratura, e amico personale di Fidel Castro, a cui ha dedicato una delle sue rassegne più belle della storia dei ritratti in bianco e nero, torna dunque ora in Italia ad Altomonte  con una rassegna interamente dedicata ai “Bambini dell’Amazzonia” .  Lo fa in uno dei borghi più suggestivi della Calabria settentrionale, e che per il grande paesaggista è una sorta anche di “paese ombra”, perché Altomonte – dice il sindaco Giampiero Coppola- in tutti questi anni ha adottato Franco Azzinari come fosse figlio naturale di questa comunità.

Per il “Pittore del Vento”, così lo chiamava e lo raccontava il grande Sergio Zavoli, sarà dunque un rientro trionfale in patria, a casa sua, perché Altomonte è a due passi soltanto dal paese dove Franco Azzinari è nato, San Demetrio Corone, e da dove poi poverissimo e ancora adolescente è partito in giro per il mondo per ritornarci solo dopo essere diventato un protagonista famoso della storia dell’arte moderna.

Bambini dell’Amazzonia for ever”. Questa rassegna di Franzo Azzinari è un inno meraviglioso a questa terra dove le foreste devastate dall’uomo sono forse il segno più evidente della violenza dei tempi moderni, della industrializzazione a tutti  i costi, della rapina sistematica del territorio, della modernità, e dove i bambini sono ancora i testimoni privilegiati dei colori dell’Amazzonia, e delle meraviglie paesaggistiche di questa lingua di terra ai margini del mondo.

Un lavoro che Franco Azzinari ha avviato ispirato dalle parole di Papa Francesco, attraverso i suoi tanti messaggi dedicati ai bambini dell’Amazzonia, ultimi del mondo. Lo hanno  convinto ad  affrontare un lungo viaggio in queste lande inesplorate alla ricerca di nuove emozioni oltre che di colori. E qui, nel cuore dell’America Latina, Azzinari ha preso casa, ha imparato a vivere sulle barche, ai margini della foresta, lungo i fiumi, sotto le sequoie, dove ha condiviso per lunghissimi mesi la sua vita con quella degli indios, ha sposato la loro causa, e alla fine ha scelto di dipingere i volti dei bambini indios per farne un manifesto-denuncia sulla fame nel mondo, manifesto simbolico della immensa miseria dell’Amazzonia, dove il senso della ribellione e della protesta contro il resto del mondo civile lo si coglie nella luce e negli sguardi di questi bambini ritratti dal grande artista italiano.

«Il mio primo grazie va alla RAI – dice oggi Azzinari – va al Direttore della Sede RAI della Calabria Demetrio Crucitti, per aver fortemente creduto nel mio “manifesto in difesa dell’Amazzonia”, e va al sindaco di Altomonte Giampiero Coppola che ha sposato il mio progetto, e che dopo Altomonte approderà poi nelle grandi capitali straniere. Perché il tema dell’Amazzonia che muore è un tema di interesse mondiale.

«Spero – aggiunge Azzinari – che i bambini da me ritratti possano col tempo diventare anche un manifesto ufficiale dell’UNICEF, a cui non chiederò nulla in cambio, se non di divulgare le facce sorridenti di questi piccoli eroi della foresta, che nascono in mezzo ai colori più disparati della natura e che da grandi muoiono, senza mai aver conosciuto il grigio. È questa la cosa che arrivato in Amazzonia mi ha fatto di più impazzire. C’è un popolo nel mondo, che non conosce cosa sia il grigio, tanti sono i colori accecanti e bellissimi che sono la loro casa e il loro mondo naturale» (fb)

 

 

 

Calabria 80: su Rai Calabria domattina la seconda parte del reportage di Tonino Perna

Seconda parte dell’inchiesta-reportage di Tonino Perna Calabria ’80. Un’iniziativa della sede Rai di Cosenza che intende proseguire nell’intento di attingere al vastissimo patrimonio delle teche regionali per finalità di divulgazione e informazione. Sono documenti d’epoca che acquistano un grande valore visti con gli occhi dell’oggi. Bisogna riconoscere a Rai Calabria e al suo direttore ing. Demetrio Crucitti l’incessante impegno per valorizzare il preziosissimo materiale custodito in archivio e da cui è possibile ricostruire una storia della regione con contributi ai più misconosciuti o dimenticati. L’inchiesta era originariamente di sette puntate ed è stata realizzata nel 1980 dal prof. Tonino Perna, apprezzato sociologo, oggi vicesindaco di Reggio Calabria, con la regia di Annarosa Macrì e la fotografia di Tonino Arena. Rai Calabria ne ripropone due: la prima è andata in onda il 26 dicembre scorso, l’altra andrà in onda sempre alle 7.30 domani 2 gennaio. (rcs)

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