A Rai Calabria il presidente d’Albania

di PINO NANO – Oggi, sabato 21 ottobre, la Sede Rai della Calabria ha vissuto una delle giornate forse più solenni e più importanti di questi ultimi anni. 

Parliamo dell’arrivo a Cosenza, negli studi di Viale Marconi – che oggi è il palazzo storico della Rai calabrese – del Presidente dell’Albania gen. Bajram Begaj. Una visita ufficiale, che conferma – lo ha detto lo stesso Capo di Stato- quanta attenzione l’Albania abbia nei riguardi della RAI, e in particolare quanta attenzione il Presidente d’Albania voglia dedicare alla sede calabrese che più di altre oggi è chiamata a raccontare le tradizioni del popolo albanese di stanza in Calabria. 

La cerimonia si è svolta nella Sala polifunzionale “Corrado Alvaro”, cerimonia solenne aperta dal saluto, al Presidente dell’Albania, da parte del Direttore di sede Massimo Fedele e dal Capo dei Servizi Giornalisti Riccardo Giacoia, questa la sua prima uscita pubblica da quando è il nuovo Caporedattore della Sede calabrese. Insieme a loro e in rappresentanza dei vertici di Rai Italia anche Antonio Marco Zela, Direttore Relazioni Esterne e Comunicazioni Rai Corporate.

A ricevere ufficialmente il Presidente d’Albania, insieme a Massimo Fedele e Riccardo Giacoia, c’era come delegato del Presidente della Regione l’assessore Gianluca Gallo, che ha sempre seguito in prima persona e in presa diretta le vicende della grande comunità arberëshë di Calabria, e naturalmente il sindaco della città di Cosenza avvocato Franz Caruso. Presente all’incontro c’era anche Ernesto Madeo Commissario della Fondazione Comunità arberëshë della Regione, che ha portato al Presidente d’Albania il saluto ufficiale di tutta la sua comunità. 

È stato il saluto conclusivo del Presidente dell’Albania gen. Bajram Begaj, a chiudere la suggestiva cerimonia, naturalmente dopo un giro istituzionale all’interno degli studi radiofonici e televisivi della Rai di Calabria.

Prima del Presidente Bajram Begaj, vi ricordo, era stato lo stesso Presidente Ilir Meta, suo predecessore, a venire in Calabria a visitare il palazzo Rai e a ringraziare i vertici del tempo di Rai Calabria per l’attenzione rivolta in passato alle tradizioni e alla cultura arberëshë. Per Rai Calabria, insomma, ancora un giorno importante. (pn)

Alla sede Rai Calabria arriva il presidente d’Albania

di PINO NANO – Sabato prossimo 21 ottobre la Sede Rai della Calabria si prepara a vivere una delle giornate forse più solenni e più importanti di questi ultimi mesi.

Parliamo dell’arrivo a Cosenza, negli studi di Viale Marconi che oggi è il palazzo storico della Rai calabrese, del Presidente dell’Albania Gen. Bajram Begaj, una visita ufficiale, che conferma quanta attenzione l’Albania abbia nei riguardi della Rai, e in particolare quanta attenzione il Presidente d’Albania voglia dedicare alla sede calabrese che più di altre oggi è chiamata a raccontare le tradizioni del popolo albanese di stanza in Calabria. E tutto questo alla vigilia dell’approvazione del Piano Industriale della Rai che avrà anche un’attenzione molto speciale alla lingua albanese. Il Piano Rai dei prossimi anni infatti prevede degli spazi di informazione e di approfondimento in lingua arberesche, proprio nel rispetto di una popolo e della sua storia.

Il programma della giornata di sabato (ore 11:45, Sala polifunzionale “Corrado Alvaro”, Rai – Sede regionale per la Calabria – viale Marconi, Cosenza) prevede il saluto ufficiale al Presidente dell’Albania da parte del Direttore di Sede Massimo Fedele, con lui ci sarà il Capo dei Servizi Giornalisti Riccardo Giacoia (è questa la sua prima uscita pubblica da quando è il nuovo Caporedattore della Sede calabrese),e insieme a loro Antonio Marco Zela ,Direttore Relazioni Esterne e Comunicazioni Rai Corporate.

A ricevere ufficialmente il Presidente d’Albania, insieme a Massimo Fedele e Riccardo Giacoia, ci sarà anche il Governatore della Calabria Roberto Occhiuto, che ha sempre seguito in prima persona e in presa diretta le vicende della grande comunità arberesche di Calabria. Poi l’incontro prevede un intervento di Ernesto Madeo Commissario della Fondazione Comunità Arbëreshe della Regione, e il saluto conclusivo del Presidente dell’Albania Gen. Bajram Begaj, una personalità politica di alto spessore internazionale.

Il Gen. Bajram Begaj è un militare e uomo politico di vecchia tradizione. Nato a Rrogozhinë nel 1967, conseguita la laurea in Medicina nel 1998 presso l’Università di Tirana, ha poi intrapreso una brillante carriera militare che lo ha portato a ricoprire numerosi incarichi istituzionali: comandante dell’unità di addestramento delle forze armate, capo dell’Unità medica militare, direttore dell’Ospedale militare e dell’Ispettorato sanitario, nel luglio 2020 ha ottenuto il grado di generale ed è stato nominato capo di Stato maggiore. Nel giugno 2022, a larghissima maggioranza (78 su 83 voti) e con il sostegno del Partito socialista del primo ministro E. Rama, Begaj è stato eletto dal Parlamento nuovo presidente del Paese, subentrando nella carica al presidente uscente Ilir Meta dal mese successivo.

Ilir Meta è lo stesso Presidente che già in passato era venuto in Calabria a visitare il palazzo Rai e a ringraziare i vertici del tempo di Rai Calabria per l’attenzione rivolta in passato alle tradizioni e alla cultura arberesche. Per Rai Calabria, insomma, un giorno importante. (pn)

“Caro Emanuele Giacoia…”: Un anno dopo la sua morte Cosenza ricorda il grande giornalista Rai

di PINO NANO – È passato un anno, quasi, dal giorno della sua scomparsa. Era il 18 agosto, ed era di pomeriggio, quando si sono svolti nella chiesa di Santa Teresa a Cosenza i funerali del giornalista Emanuele Giacoia, per lunghi anni capo della redazione giornalistica della Rai in Calabria, e per lunghi anni anche direttore del Quotidiano del Sud.

Se io fossi oggi alla guida del Coordinamento Sedi della Rai proporrei alla direzione generale di Viale Mazzini di fare intitolare il grande cortile alberato del nuovo palazzo Rai di Viale Marconi a lui, al giornalista Emanuele Giacoia, perché era quella la sua vera casa. Quella è stata la sua casa per quasi 40 anni consecutivi, e in quella casa sono nati i suoi gioielli migliori, che non sono i suoi figli, Riccardo Sergio Valerio Arianna e Antonella, ma tutti noi altri che allora, ancora ragazzi, pendevamo dalla sue labbra e percorrevano questa regione in lungo e in largo come lui ci aveva chiesto di fare.

Se ne è andato un anno fa Emanuele, all’età di 93 anni, li aveva compiuti il 4 marzo 2022, stremato ormai da una malattia che lo aveva costretto ad una lunga degenza in ospedale. Se ne è andato stringendo la mano a Riccardo, con attorno gli altri suoi figli Valerio, Sergio Antonella e Arianna e ai suoi funerali quel giorno c’erano anche i suoi tanti nipoti, una squadra di ragazzi che aveva avuto in tutti questi anni la fortuna di goderselo come nonno amorevole e sempre pronto a correre da loro.

Quando è morto, Emanuele aveva lasciato la Rai da ormai 25 anni, ma la gente per strada continuava a chiedere di lui. Cordoglio, cordoglio, e ancora cordoglio in tutta la regione per la sua morte. 

La storia di Emanuele Giacoia è in fondo la storia del giornalismo calabrese, soprattutto del giornalismo radiotelevisivo, grande cronista sportivo ma anche scrupolosissimo direttore del TG regionale, un “testimone del nostro tempo”. 

Non a caso forse, a ricordarlo sarà giovedì sera 29 giugno a Villa Rendano Franz Caruso, il sindaco della città di Cosenza, la città che al suo arrivo da Napoli lo aveva accolto e coccolato e che poi diventerà nei fatti la vera città di adozione del grande cronista.

Testimonial della serata del ricordo saranno Francesco Repice, cronista Rai di lunga esperienza e di grande impatto mediatico, forse il più bravo cronista radiofonico di questi ultimi 20 anni di storia della radio. E con lui Patrizia Giancotti, antropologa autrice e conduttrice di RAIRadio3. Ma ci saranno con collegamenti video anche vecchi amici cari del giornalista scomparso, Vincenzo Mollica, Bruno Vespa, Bruno Pizzul, Sergio Cammariere, Massimo Palanca. A moderare l’incontro sarà invece uno dei vecchi “ragazzi” di Emanuele Giacoia, il giornalista Mario Tursi Prato, arrivato in segreteria di redazione quando aveva 20 anni e cresciuto all’ombra di quello che poi diventò il suo e “nostro” Caporedattore. Tra un intervento e l’altro, in programma anche la performance di una grande musicista calabrese, quale è Rosa Martirano. 

Emanuele era stato il mio capo, il mio amico più caro, il mio “principe”. Ho imparato da lui quello che nessun altro avrebbe mai potuto insegnarmi. 

Aveva una grande dote, era la modestia con cui viveva la sua vita quotidiana e questo suo modo sarcastico ironico e gioioso di prendere la vita. Ma forse, la dote più grande e impareggiabile che aveva era la capacità di ascoltarti, dall’inizio fino alla fine, senza mai distrarsi un attimo, lui che apparentemente sembrava un marziano prestato alla professione giornalistica, eternamente sognante, quasi un filosofo dell’ottimismo e della serenità, e che trovava sempre il modo e il tempo per farti sentire al centro del mondo.

Ricordo che entrava in redazione alle otto del mattino e alle nove della sera era ancora lì alla sua scrivania, al terzo piano di Via Montesanto, intento alle sue mille telefonate. Ho trascorso con lui anni nella sua stessa stanza, lui aveva la scrivania accanto a quella di Elio Fata, e io di fronte alla sua, e lui che non faceva altro che parlare con tutto il mondo, di calcio e della sua squadra più amata che era il “Catanzaro Calcio” di Ceravolo, Palanca, Ranieri, Silipo.

La cosa che mi emozionava era sentirlo alla radio, in collegamento dalla Spagna per i mondiali di calcio di quell’anno, una classe, una perfezione, un rigore e una chiarezza che era tipica di un grande maestro del giornalismo parlato. 

In redazione era un capo meraviglioso, mai uno screzio, mai un conflitto, conosceva l’arte della mediazione come nessun altro, e quando doveva dire di no non conosceva remore. Preciso, informatissimo, sempre perfettamente al suo posto. Impeccabile, garbato, soprattutto curioso come ogni cronista di razza dovrebbe esserlo.

Conosceva la Calabria come le sue tasche. L’aveva vissuta e attraversata da cima a fondo quando per andare da Cosenza a Reggio Calabria servivano almeno 5 ore di viaggio in macchina, quando la Calabria era davvero l’ultimo fanalino di coda del mondo. «Eppure, lui in televisione o alla radio riusciva a raccontare questa terra meglio di tutti noi – mi raccontava quel leone della carta stampata che era Franco Martelli – una terra che alla fine era diventata anche la sua, con una dolcezza e un senso di umanità davvero impareggiabili».

Caro Emanuele, lavorare con te è stato molto bello, ma questo te lo riconoscono tutti i nostri vecchi compagni di gioco e di lavoro. Dico “compagni di gioco” perché, quando tu eri a lavoro sembrava si giocasse tutti insieme al più bel gioco del mondo.

Risentivo l’altro ieri in televisione l’ultimo saluto che Alberto Angela aveva dedicato a suo padre, e vorrei dirti che, come Piero Angela aveva fatto con il figlio, anche tu alla fine ci avevi abituato a crederti immortale. Ma mentre Piero Angela aveva spiegato al figlio Alberto che il mistero della morte in realtà è la cosa più scontata e più naturale della vita, tu invece continuavi a tenerci per la corda dandoci sempre appuntamento al tuo prossimo compleanno.

Ricordo l’ultima torta che Riccardo ti aveva fatto preparare per i tuoi 90 anni aveva questa scritta “Arrivederci ai prossimi dieci”. E tutti noi eravamo convinti che tu avessi suggellato con la morte un patto segreto, e invece te ne sei andato via in silenzio in piena estate, senza dare fastidio a nessuno, per come avevi vissuto tutto il resto della tua vita.

Il dolore degli ultimi, la solitudine della gente comune, gli ammalati abbandonati in ospedale, i senza tetto e i senza nome, i relitti della società, i paesi e i quartieri più poveri, i diseredati: solo a quello Emanuele sapeva pensare al mattino quando doveva mettere in piedi la scaletta del suo telegiornale. 

E così ha fatto quando dopo la Rai è andato a dirigere Il Quotidiano del Sud. Anche lì la stessa classe, lo stesso stile, lo stesso rigore, e soprattutto il rispetto assoluto per la società 

Una cosa da dirti ce l’ho ancora: il 18 agosto di un anno fa non sono venuto ai tuoi funerali, ma non perché io fossi quel giorno a migliaia di chilometri lontano da lì. Ma mi piaceva ricordarti come ti ho sempre conosciuto e vissuto, con questa tuo sorriso ironico e questa tua aria bamboleggiante, da perfetto compagno di strada e di vita, geniale e visionario, poeta e filosofo: Venendo da te quel giorno avrei trovato solo una semplice bara di legno, senz’anima, senza storia, senza nessun legame con le poesie che invece amavi scrivere. Non potevo accettarlo. Tu avevi un’anima che credo non morirà mai, almeno per me, e voglio portarti dentro di me sorridente e sereno come lo sei in questa foto che Santo Strati ha scelto per questo giorno del ricordo, accanto a tuo figlio Riccardo nello stesso studio televisivo che hai visto nascere, e che insieme a Franco Martelli e a Enzo Arcuri hai tenuto a battesimo. (pn)

 

L’Arcivescovo di Cosenza in visita alla Rai

di PINO NANO – Sorridente come è sua tradizione antica, aperto, innovativo, moderno, intellettuale dalle mille sfaccettature, si è presentato così stamattina a Cosenza nei locali della Sede Rai di Viale Marconi il nuovo Arcivescovo della Diocesi di Cosenza Bisignano, Mons. Giovanni Checchinato.

Una visita di cortesia sollecitata da un invito formale del Direttore di Sede Massimo Fedele, e che nei fatti riapre ufficialmente le porte della Sede RAI alle Istituzioni e al pubblico dopo questi ultimi due anni di pandemia che ha di fatto bloccato ogni forma di ingresso ai locali di Viale Marconi. Ad accogliere mons. Checchinato c’erano insieme al direttore di sede Massimo Fedele anche il Capo della Redazione Giornalistica Pasqualino Pandullo e il gotha al completo della redazione, i due Vice Capiredattori Riccardo Giacoia e Livia Blasi, i capi servizi e il resto della redazione giornalistica. 

Accompagnato dal direttore di sede Massimo Fedele, l’Arcivescovo ha visitato i locali della Sede, la regia Televisiva, la regia radiofonica, si è fermato nelle salette di montaggio con i tecnici presenti, e poi ha avuto modo di salutare le tante maestranze della Sede, una vera e propria festa in suo onore come vuole la tradizione della TV di Stato. Qui c’è ancora chi ricorda la visita ufficiale fatta anche allora in maniera solenne e ufficiale dall’allora Arcivescovo don Salvatore Nunnari per i 60 anni della Rai.

Ad accompagnare mons. Checchinato c’erano mons. Enzo Gabrieli, delegato della Curia per il mondo della comunicazione, e da don Salvatore Fuscaldo parroco della parrocchia territoriale di Sant’Aniello di Cosenza, che è nei fatti la parrocchia di riferimento della Sede. C’è anche da dire che la giornata di ieri è stata per la redazione giornalistica una giornata “dura”, alle prese con altri cinque cadaveri recuperati nel mare di Cutro dopo il naufragio della settimana scorsa e questo “dettaglio di lavoro” ha in parte condizionato anche il tenore e l’entusiasmo con cui era nata l’idea di questa vista eccellente.

Alla fine il direttore Massimo Fedele e il Capo della Redazione Giornalistica della Rai calabrese Pasqualino Pandullo hanno consegnato all’Arcivescovo una targa ricordo perché questo giorno e questo nostro incontro- ha detto il direttore all’arcivescovo- rimanga cristallizzato nella storia di questa azienda e di questo palazzo.

Il Delegato regionale di Rai Senior Giampiero Mazza ha invece manifestato alla delegazione presente in Sede l’apprezzamento e il saluto formale del Presidente Nazionale di Rai Senior Antonio Calajò che da Torino “ci guarda in rete e ci segue da sempre”. Nulla ancora di ufficiale, ma mons. Checchinato potrebbe tornare in Rai prima di quanto non si immagini, forse per la Settimana Santa, per la celebrazione del precetto pasquale di tutta la Sede. Vedremo. (pn)

Bellantino, Meliadò e Carlino i tre nuovi inviati di Rai Calabria

di PINO NANO – Gran festa alla redazione giornalistica della sede calabrese della Rai, dove sono appena arrivate nuove energie e nuovi inviati da mandare sul campo e per il territorio, a raccontare la cronaca e gli avvenimenti dell’intera regione. Sono tre nuovi cronisti selezionati dalla Direzione Generale della Rai e vincitori dell’ultimo concorso pubblico bandito dall’Azienda in tutta Italia. 

I giornalisti appena assunti, e che da qualche settimana sono già in video e a lavoro, sono Pietro Bellantoni, Michele Carlino e Mario Meliadò. A loro va il benvenuto di Calabria Live e, soprattutto, a loro vanno gli auguri di tutti noi per il ruolo complesso difficile e affascinante insieme che li aspetta. 

A riceverli ufficialmente in redazione nei giorni scorsi sono stati i vertici della redazione giornalistica calabrese, il Caporedattore Pasqualino Pandullo, e i due Vice Capiredattori in carica Livia Blasi e Riccardo Giacoia. Un messaggio di saluto e di benvenuto è arrivato loro anche da parte del Direttore di Sede Massimo Fedele, e naturalmente dal direttore della testata giornalistica Rai, Alessandro Casarin che ha tanto creduto e ha tanto lottato perché l’ultimo concorso pubblico in Rai potesse portare in azienda nuove risorse e soprattutto il meglio del mercato nazionale. 

Nel caso della redazione giornalistica Calabria, si tratta di tre nuovi giornalisti che hanno alle spalle un background importante, maturato e vissuto in varie altre redazioni giornalistiche, portatori ognuno di loro di varie esperienze professionali specifiche, il che vuol dire valore aggiunto a quanto già c’era all’intero della redazione giornalistica di Rai Calabria. 

Ma chi sono nello specifico gli ultimi arrivati?

Pietro Bellantoni. 42 anni, nato a Scilla e residente a Reggio Calabria. Laureato in Filosofia, ha conseguito un master in Giornalismo all’Università Iulm di Milano. Giornalista professionista dal 2009, ha avuto esperienze professionali a La Stampa di Torino, Repubblica Torino e, per la tv, a Studio Aperto di Mediaset. Redattore per circa 10 anni del Corriere della Calabria, ha lavorato per Lactv ed è stato corrispondente dalla Calabria della trasmissione Tagadà di La7. È stato direttore responsabile de Ilreggino.it e coordinatore dell’Ufficio stampa della Giunta regionale della Calabria.

Michele Carlino. Calabrese di Cinquefrondi, laurea in Scienze politiche. Primo articolo nel 1983 sulle pagine regionali de l’Unità, poi collaborazioni intense con Calabria (mensile del Consiglio regionale) e Avvenimenti. Primi passi in tv collaborando a Samarcanda e agli altri programmi di Michele Santoro. Da free-lance ha realizzato documentari in Iraq, in Bosnia e altri paesi del Mediterraneo. Ha prodotto corrispondenze dalla Calabria per agenzie internazionali, tg Rai e Mediaset e reti locali. Dal 2001 ha vissuto e lavorato in Francia e per Euronews ha realizzato numerosi reportages in Europa e nel mondo. Dal 2023, dopo un concorso, è redattore alla Tgr Rai di Cosenza.

Mario Meliadò. 53 anni, reggino di nascita, giornalista professionista dal 1996. Dopo alcune esperienze in vari periodici locali, nei primi anni Novanta ha frequentato l’Istituto per la formazione al giornalismo “Carlo De Martino” di Milano. Votato al giornalismo politico ed economico, nei suoi 31 anni di professione fin qui ha esplorato quasi ogni angolo del “mestiere”, dal nazionale (Tg5, Studio aperto, il Giornale, La Notte, Il Sole 24 Ore, Panorama, ilNuovo.it etc.) al locale (il Domani della Calabria, La Provincia cosentina, Rtv, Ten, Antenna Febea, Tempostretto.it e molto altro), dalle cronache sportive alla cucina redazionale agli spettacoli, dalla carta stampata alla radio passando per il web e, naturalmente, per il grande amore di sempre: la tv.…Beh, ci sarebbe anche quello per il tennis, il basket, il pianoforte e la musica jazz… Ma non ditelo in giro.

Questo invece è oggi il corpo completo della redazione giornalistica, in ordine rigorosamente alfabetico: Alessandro Banfo, Claudia Bellieni, Lorenzo Bertolucci, Livia Blasi, Paolo Bozzo, Rita Campanaro, Iacopo Catarsi, Antonio Condò, Gabriella D’Atri, Marco Innocente Furina, Davide Gangale, Dino Gardi, Emanuela Gemelli, Riccardo Giacoia, Lorenzo Gottardo, Pino Guglielmo, Antonio Liotta, Antonio Lopez, Mara Martelli, Carla Monaco, Fabio Nicolò, Pasqualino Pandullo, Francesco Paravati, Marco Procopio, Ilaria Raffaele, Ugo Rendace, Maria Teresa Santaguida, Francesco Salvatore, Viviana Spinelli, Francesco Straticò. In segreteria di redazione ci sono invece, Antonella Filice, Adriana Manna, Marilena Sirangelo, Luca Francesco Lucanto, Francesca Pecora, Mario Tursi Prato. 

La novità dell’ultima ora è che Lorenzo Bertolucci e Marco Procopio sono stati intanto trasferiti a Torino. È invece appena andato in pensione lo storico responsabile della Teca Giuseppe Nocito, e al suo posto oggi c’è Luca Arena. Buon lavoro a tutti loro. (pn)

 

Rai Calabria riapre le porte alle Scuole

“Protagonisti per un giorno”, ospiti della sede Rai della Calabria di Viale Marconi sono stati ieri gli alunni della Scuola Primaria Paritaria “Il Grillo Parlante” di Cosenza, accolti con grande entusiasmo dai referenti di sede Sara Dente e Giampiero Mazza.

Dopo una breve presentazione dei locali e degli studi, e dopo la consegna dei badge ad ognuno di loro, gli alunni della scuola “Il Grillo Parlante” sono stati accompagnati a visitare la regia e lo studio tv della Tgr.

A fare da padroni di casa e da guide del palazzo sono stati i tecnici della produzione Gianluca Fazio e Franco De Cario. I ragazzi hanno avuto così modo di conoscere tutta la fase della preparazione tecnica utile per la buona riuscita di un TG e di un Giornale Radio.

La visita è poi proseguita nei vari ambienti della Sede, soprattutto nelle salette di montaggio, nella regia del radiofonica e si è conclusa con il saluto e la consegna degli attestati d’onore da parte del direttore di sede Massimo Fedele e dal Caporedattore Pasqualino Pandullo.

Entusiasta il direttore di Sede Massimo fedele: «Gli alunni di V elementare presenti in visita presso la sede sono rimasti entusiasti, euforici e si sono divertiti tantissimo, curiosi e desiderosi di apprendere e conoscere tutto quello che circonda il mondo della comunicazione e della informazione, che è poi il lavoro che viene svolto giornalmente dalla sede Rai per la Calabria, impegnata da sempre su questi temi d’inclusione sociale e delle buone pratiche di governance. Mi auguro solo che queste visite possano proseguire in futuro, perché il contatto con il mondo della scuola avvicina sempre di più il mondo della comunicazione alla società civile e alle tradizioni millenarie di questa regione». (pn)

Storico accordo tra Rai e Corecom Calabria: Ripartono i programmi dell’accesso

di PINO NANO – Giornata importante per la sede Rai per la Calabria, il direttore di Sede Massimo Fedele usa il termine «Giornata storica».

Con grande soddisfazione dei vertici dell’intera Sede calabrese della Rai infatti – il direttore Massimo Fedele e il Capo della redazione giornalistica Pasqualino Pandullo – è stato infatti sottoscritto con il Presidente del Corecom Fulvio Scarpino il nuovo Protocollo d’intesa, e relativo Vademecum, tra Corecom Calabria e sede Rai Calabria in tema di Programmi dell’accesso.

Il testo ufficiale firmato da Massimo Fedele e Fulvio Scarpino, è stato riaggiornato rispetto al passato, sia sotto l’aspetto “tecnico” – con i nuovi standard produttivi richiesti – e sia sotto l’aspetto delle “risorse” impiegate per la realizzazione dei programmi per l’accesso. 

Direttore Fedele, ma di cosa parliamo? 

«Vede, in ottemperanza alla legge 14 aprile 1975, n. 103 “Nuove norme in materia di diffusione radiofonica e televisiva”, tutti i soggetti collettivi organizzati possono presentare domanda al Co.Re.Com. Calabria per poter partecipare ai programmi radiotelevisivi Rai a diffusione regionale, e svolgere attività di comunicazione attraverso le trasmissioni autogestite».

Quando lei parla di soggetti collettivi organizzati a chi fa riferimento?

«Il diritto a programmi per l’accesso è riservato “alle organizzazioni associative delle autonomie locali, ai sindacati nazionali, alle confessioni religiose, agli enti e alle associazioni politiche e culturali, alle associazioni nazionali del movimento cooperativo giuridicamente riconosciute, ai gruppi etnici e linguistici e ad altri gruppi di rilevante interesse sociale” che ne facciano richiesta».

Cosa realmente queste associazioni possono proporre alla Rai?

«Le trasmissioni dell’accesso consistono in programmi della durata massima di cinque minuti, realizzati integralmente o parzialmente con mezzi propri o con il supporto tecnico gratuito della sede regionale della Rai. La procedura per l’accesso alle trasmissioni radiofoniche e televisive della RAI regionale è espletata dal Co.Re.Com. con la collaborazione della stessa Rai in virtù di questo Protocollo d’Intesa sottoscritto oggi 22 febbraio 2023 e relativo Vademecum».

Direttore quanti programmi per volta si possono proporre alla Rai?

«Ciascun accedente, intendo dire ciascun ente interessato, può presentare una sola domanda per ogni trimestre, ma questo è già per noi un risultato importantissimo».

Pieno di entusiasmo anche il giudizio finale che ne dà il Presidente del Corecom, Fulvio Scarpino: «Con la firma di questo Protocollo si sottolinea un passaggio importante che è dato dallo sforzo fatto da Rai Calabria e dal Corecom Calabria di rendere tutti visibili e accessibili on demand i video e gli audio – che verranno trasmessi negli spazi di Rai Tre il sabato dalle ore 07.30 alle ore 08.00 e per la Radiofonia sulla rete Radiouno il sabato dalle ore 23.30 alle ore 23.50 – con la possibilità dunque di poterli rivedere in qualunque momento della giornata da qualsiasi posto, e non solo in Italia».

«Questo per noi – aggiunge Fulvio Scarpino – è il contributo più importante che si potesse fare, per far sì che questi video di alto profilo, fatti da queste associazioni, e che hanno temi valori e soggetti importanti e riconosciuti da tutti, abbiamo la loro migliore destinazione mediatica».

Presidente come avverrà il tutto?

«Il Corecom  esamina le richieste che arriveranno da noi, ne valuta l’ammissibilità e vigila sul rispetto degli impegni assunti dai soggetti ammessi e sull’esecuzione dei piani di messa in onda».

Seguendo quali tempi Presidente?

«Il Co.Re.Com., dopo aver accolto le domande che rivestono i requisiti previsti dalla vigente normativa, redige il piano trimestrale di messa in onda delle trasmissioni e comunica alla Rai l’elenco delle trasmissioni degli accedenti che hanno fatto richiesta. Da qui si parte». 

Guai a sottovalutare questo accordo, perché grazie ad accordi come questi, posso assicurarvelo per aver lavorato alla Rai tantissimi anni, si realizza di fatto quel giornalismo “local” che diventa poi nei fatti giornalismo “globale e sovranazionale”. Chi è dunque interessato a proporre delle cose, legate ai propri territori e alle proprie tradizioni, non si faccia scappare questa straordinaria occasione. E per chi volesse saperne di più vi suggerisco di cliccare sul link qui di seguito. (pn)

https://www.rainews.it/tgr/calabria/video/2023/02/accordo-rai-corecom-programmi-accesso-779c3491-c0fb-493c-8d9f-ea16932c8db6.html?wt_mc=2.www.wzp.rainews24

Lascia Rai Calabria il “re” delle Teche, Giuseppe Nocito

di PINO NANO –  Va in pensione Giuseppe Nocito, che dopo 35 anni lascia la Sede Rai di Viale Marconi, quella che è stata la sua seconda casa.

Rimarrà indimenticabile il suo impegno nella costruzione della grande Teca Rai calabrese, un progetto in cui inizialmente ha creduto solo lui e che oggi è diventata la vera cassaforte della storia di una regione.

Alla cerimonia del commiato finale insieme al direttore della Sede Massimo Fedele c’era anche il vice caporedattore di Rai Calabria Livia Blasi e il Responsabile di Rai Senior Giampiero Mazza, che ha portato a Nocito il grazie e il saluto del Presidente Nazionale Antonio Calajò.

Tutti insieme gli hanno poi consegnato una pergamena ricordo come si faceva un tempo, prima ancora che la pandemia stravolgesse i riti e i ritmi tradizionali dell’azienda.

Classe1956, scenografo, documentatore, grande appassionato di cinema e di comunicazione nel 1984 Giuseppe Nocito diventa Assistente ai Programmi, dal 1984 al 1991 è assistente di Redazione, e dal 1992 è invece ufficialmente e a tutti gli effetti il vero solo Responsabile della Grande Audiovideoteca della Sede Rai della Calabria. 

Fino a qualche giorno fa, e cioè fino al giorno in cui il direttore di Sede Massimo Fedele non lo ha salutato ufficialmente e lo ha ringraziato a nome di tutta l’Azienda Rai per il lavoro certosino svolto dal suo primo giorno di Rai, Giuseppe Nocito ha gestito nei fatti un patrimonio di immagini e di documenti filmati unico nel suo genere, certamente unico in Calabria.

Certamente l’uomo ha il grande merito storico di aver recuperato nei vecchi archivi di Via Montesanto, la prima sede fisica della Rai calabrese, decine e decine di documenti e di bobine cinematografiche di immenso valore antropologico e sociale, di averli salvati e archiviati in maniera scientifica, e che oggi per fortuna sono disponibili a chiunque, studiosi e appassionati, fosse interessato a visionarle nella nuova Sede di Viale Marconi.

Ma di cosa parliamo? Bene, parliamo – riconosce Giuseppe Nocito – del Patrimonio Audiovideoteca della Sede Rai della Calabria e che è tra i più interessanti del Paese, se non altro perché interamente “dedicato” all’informazione calabrese e alla storia sociale della Calabria di questi anni. 

21.000 sono solo i Supporti magnetici; 10.000 le ore di trasmissione conservate; 300.000 le schede elettroniche di documentazione, e l’ 80% del Patrimonio Informatizzato nelle Banche Dati della Rai ricordiamo è fruibile attraverso il Catalogo MultiMediale (CMM), consultabile anche per gli utenti esterni attraverso “Teche Aperte”. 

La suddivisione che Giuseppe Nocito ci fornisce di questo suo mondo così apparentemente “inaccessibile” ci dice molto di più. 

Per la Testata Giornalista Regionale la Teca conserva: Tutti i Telegiornali andati in onda fino ad oggi (Edizione, meridiana, serale e notturna); Tutte le Rubriche, a partire da Cinsedo, Regione7 e Regioni Italia; Tutte le Tribune elettorali, Tutti gli Speciali e Tutti i Fuori Spazio trasmessi, naturalmente Tutti i numeri de “il Settimanale” e tutte le puntate di “Buongiorno Regione”.

«Fino al 16 dicembre 2015 – ricorda l’Uomo della Teca calabrese – ogni forma di archiviazione avveniva a mano e il tutto si conservava come documento cartaceo. Poi dal 2015 in poi è  subentrato il Sistema Digitale con Archivio Elettronico TMAM che naturalmente agevola molto il lavoro della redazione.A questo natualmente si aggiunga l’eneorme mole di Materiale Grezzo legato ai servizi esterni e ai grandi eventi di tutti questi anni”. Mentre per la Struttura Programmazione invece, in Teca si possono reperire tutti i Programmi Televisivi  dal 1979  al 1987, e tutti i programmi radiofonici della  Rete Regionale dal 1979 al 1992.

Questo della Teca Rai è un mondo del tutto immaginifico, complesso, quasi fantastico, che prende vita ogni qualvolta si cerca un documento, o anche lo spezzone o il frammento di uno speciale o di un telegiornale, e se oggi la Teca che ci lascia in eredità Giuseppe Nocito è la grande realtà che in realtà è, il merito è davvero solo suo, per il grande lavoro certosino che questo giovane documentatore della Rai, perché in Rai è arrivato appena ragazzo, ha costruito per tutti noi. 

Di lui ho un ricordo netto, ben definito: tu lo cercavi? Bene, lo trovavi sempre ed eternamente chiuso nella sua stanza, seduto alla sua scrivania, a centellinare esaminare e selezionare frame dopo frame, immagine dopo immagine, che regolarmente immagazzinava poi dentro il suo mega computer. Oggi tutto questo lavoro ha prodotto una sorta di “memoriale delle immagini della regione”, un patrimonio davvero immenso. (pn)

A Cosenza la mostra sulla storia fotografica della Rai Calabria

di PINO NANO – Parte da Cosenza la prima rassegna nazionale di Rai Senior dedicata alla memoria storica delle sedi regionali. Un progetto-pilota destinato a coinvolgere altre realtà periferiche del Paese.

Parliamo oggi di una raccolta di fotografie dei vari periodi della Sede Calabrese della Rai, una sorta di grande album fotografico che raccoglie dettagli momenti location e ricordi comuni. In Calabria la rassegna è già un evento. Alla fine, una volta completata, sarà la grande memoria storica per immagini di Rai Calabria.

asce con questo spirito la rassegna fotografica che Massimo Fedele, il direttore della Sede Rai della Calabria ha permesso ai vertici di Rai Senior nei locali del palazzo di Viale Marconi. 

«L’area espositiva delle foto – chiarisce Giampiero Mazza, che è l’ideatore e l’uomo-macchina di questa operazione di recupero della memoria – è al piano terra del nostro palazzo, proprio accanto alla grande regia televisiva e allo studio da cui vanno in onda i TG regionali e gli approfondimenti di rete. Questo permetterà a tutti i nostri ospiti esterni di assaporare il nostro mondo e la nostra storia, in attesa magari di essere chiamati nello studio di registrazione». 

Questa di Cosenza è una iniziativa unica in Italia, ma che presto potrebbe essere imitata copiata e riproposta sede per sede anche nelle altre regioni italiane, proprio per via del grande interesse che eventi come questi suscitano nella grande famiglia Rai.

«È inutile ripeterlo – dice Giampiero Mazza – aspettiamo ora di poter incrementare la nostra rassegna giorno per giorno, e chiunque abbia del materiale fotografico interessante da mandarci avrà da tutti noi la garanzia assoluta che il materiale sarà custodito con la massima attenzione possibile, e il massimo rigore scientifico».

Sulle pareti del piano terra della Sede di Viale Marconi c’è già tantissimo materiale utile per capire cosa sia stata questa grande famiglia in Calabria, con tutto quello che di bello e di comune è passato da queste mura. Sono fotografie in bianco e nero per una parte, e fotografie a colori per l’altra, e ogni foto racconta un fatto, un evento, una manifestazione, un personaggio, un’occasione di incontro dunque che ha visto in qualche modo protagonisti le donne e gli uomini della Rai calabrese, da Via Montesanto a Viale Marconi, una umanità che sembrava essersi dissolta per sempre nel silenzio di questi anni di pandemia, e che invece ha ripreso qui a vivere attraverso gli scatti del tempo. 

Va riconosciuto a Rai Senior detto che non si poteva davvero immaginare una iniziativa più bella di questa, se non altro per aiutare i più giovani, penso per esempio agli ultimi arrivati in Rai, a ritrovare in questi documenti e in questi scatti la memoria storica di quella che per i prossimi anni sarà la loro nuova casa.

Mai come in questa occasione vale il principio che la “memoria è vita”, e il recupero della memoria è la “costruzione del nostro futuro”, una indimenticabile lezione di vita che ci ha lasciato uno dei più grandi antropologi di tutti i tempi, Luigi Maria Lombardi Satriani. (pn)

Gli auguri di Rai Calabria ai calabresi

di PINO NANO – Festa grande ieri sera a Cosenza al Top Fly per il tradizionale scambio di auguri di Rai Senior, una tradizione che si ripete dal giorno in cui la Rai è nata, quindi dal 12 dicembre del 1958, e che oggi Giampiero Mazza fa rivivere con lo stesso entusiasmo di un tempo.

Alla cerimonia di ieri sera per il tradizionale taglio della torta c’erano insieme ai vertici tutti di Rai Senior, il direttore di Sede Massimo Fedele , il Capo della Redazione Giornalistica Pasqualino Pandullo e lo storico Direttore Amministrativo della Sede calabrese della Rai Tonino Serafini, quasi a suggellare il passaggio di consegne tra i vecchio e il nuovo, con la consapevolezza che solo «ritrovandoci insieme- ripete a nome di Rai Senior Giampiero Mazza – continueremo a dare di questo nostro gruppo professionale l’immagine di una grande famiglia». 

L’occasione è servita al Direttore di Sede Massimo Fedele e allo stesso Capo della Redazione Giornalistica Pasqualino Pandullo per rivolgere un pensiero augurale alla Calabria e ai calabresi che ancora vedono nella Rai uno dei punti di riferimento importanti del mondo della comunicazione in Calabria. Per tutta la serata colleghi di ogni età e di ogni esperienza professionale si sono avvicendati e ritrovati in questa festa che sembra non voler morire mai, ma forse è anche questo il bello di una Sede Rai che nei momenti canonici e più tradizionali si ferma per un attimo e si concede la magia di un brindisi insieme, da condividere questa volta con una intera regione. (pn)