Cgil, Cisl e Uil Calabria: Si crei un tavolo permanente sul Servizio Idrico Integrato Calabrese

«È necessario dare vita ad un tavolo permanente sul Servizio Idrico Integrato Calabrese che coinvolga  tutti i soggetti responsabili sul tema, a partire dalla Regione e l’AIC, con il pieno coinvolgimento delle parti sociali». È quanto hanno chiesto le Segreterie di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil Calabria.

«Il ritardo che registra la rete idrica Calabrese – viene spiegato in una nota – in termini di efficienza e di qualità impone atti concreti, segnali tangibili.  Al Presidente Roberto Occhiuto chiediamo un atto fortemente significativo. Istituisca un tavolo di confronto sul  Servizio Idrico Integrato Calabrese. Il Sindacato è pronto ad assumersi le proprie responsabilità ed a  fornire proposte concrete».

I segretari regionali di categoria, rispettivamente, Francesco Gatto, Pompeo Greco e  Vincenzo Celi hanno accolto l’appello dei lavoratori della Sorical, lanciato nel corso dell’assemblea dei Lavoratori svoltasi nei giorni scorsi alla presenza delle Segreterie Regionali  di Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec Uil.

Un’assemblea unitaria e partecipata tenutasi all’Hotel Grand Paradiso di Catanzaro indetta per  l’approvazione dell’ipotesi di piattaforma di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale Gas-Acqua, che  ha dato l’opportunità alle Organizzazioni Sindacali di categoria, di confrontarsi con i lavoratori sul  presente della società rispetto alla complicata fase di discussione che i soci, pubblico – la Regione  Calabria – e privato – Acque di Calabria Spa – stanno affrontando al fine di dirimere le controversie su  Sorical. Confronto i cui esiti incideranno evidentemente sul futuro stesso della società e dei lavoratori  che potrebbero indirizzare anche percorsi importanti sul riordino del Servizio Idrico Integrato  Calabrese.  

Preoccupazione e incertezza dei Lavoratori in qualche modo mitigata dalla recente sottoscrizione di  un Protocollo di intesa, avvenuta nel mese di febbraio tra la Regione Calabria, il management di Sorical, Filctem, Femca, Uiltec a salvaguardia sia degli attuali livelli occupazionali di Sorical, e sia al  mantenimento delle attuali condizioni contrattuali esistenti. Un atto di fondamentale importanza  politica e di chiarezza, per le OO.SS. quello assunto dalla Regione Calabria con la firma del protocollo  d’intesa, in un contesto in cui la confusione è tanta, seppur nella oggettiva complessità della fase che  sta attraversando il riordino del servizio idrico Calabrese anche alla luce dei costi dell’energia che  rischia di indebolire enormemente il già fragile sistema. 

L’impegno dell’ente Regionale verso la direzione della pubblicizzazione di Sorical e la tutela  occupazionale, pur essendo un evidente, tangibile riconoscimento di attenzione nonché valorizzaione  delle professionalità e del know how della forza lavoro attualmente operante in Sorical, non può  considerarsi un segnale pieno di certezza rispetto all’idea che l’ente ha del Servizio Idrico Integrato Calabrese. 

Tanti sono i dubbi che si celano dietro alla dichiarata volontà Regionale di voler fare della Sorical pubblica piuttosto che del nuovo soggetto che si costituirebbe, qualora non si dovesse sbloccare la  trattativa per l’acquisizione delle quote del socio privato, una multiutility capace di unire alla gestione  del servizio idrico anche quello relativo ai rifiuti.  

 Inoltre, è evidente che anche l’accelerazione impressa dall’Autorità Idrica Calabrese nello scorso  dicembre che ha previsto l’affidamento “temporaneo” della gestione del servizio a valle della  fornitura all’ingrosso dell’acqua potabile, che rimarrebbe in capo a Sorical o all’eventuale nuovo  soggetto, alla ex Cosenza Acque trasformata in Acque Pubbliche della Calabria,pone per noi non  pochi ulteriori interrogativi. 

Quale sia il piano industriale del soggetto gestore, quale siano le modalità di passaggio dalle gestioni  esistenti al nuovo soggetto sono solo alcuni degli interrogativi che aspettano risposte. Dubbi che si  caricano purtroppo di significato se le notizie che giungono rispetto alla capacità amministrativa  dell’Ente di Governo d’Ambito sono quelle che abbiamo recepito nelle scorse ore.

Il mancato accesso – si spera solo momentaneo – ai circa 105 milioni di Euro nell’ambito del bando  Ministeriale del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (Mims) da 313 milioni di euro,  volte ad investire su una infrastruttura fragilissima, quale quella idrica Calabrese, è una di quelle notizie  che impone alle parti coinvolte una approfondita e tempestiva riflessione in vista della scadenza del  prossimo 30 giugno data entro cui formalizzare il soggetto unico pena la perdita delle ulteriori risorse del Pnrr. 

Riflessione che ha come obiettivo di far dialogare i diversi soggetti coinvolti, tra i quali vi è sicuramente  il Sindacato, in qualità di portatore di interessi dei lavoratori del settore e dei cittadini Calabresi, al fine  di affrontare in una discussione concreta, pragmatica, ad ampio spettro, preferibilmente condivisa  nell’obiettivo di dotare la Calabria ed i Calabresi di un servizio idrico di qualità con tariffe adeguate. (rcz)

 

Sanità, Sorical e Pnrr, Occhiuto fa il punto della situazione sui dossier

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha fatto il punto della situazione sui tanti dossier che sta seguendo, tra cui la questione Sacal, Sorical, sanità e emergenza profughi.

Proprio sulla questione Sacal, il Governatore ha reso noto che il volo A/R Reggio Calabria-Milano – che nei piani della compagnia Ita doveva essere soppresso dal 24 marzo – sarà garantito, «se non dal 24 marzo, nei giorni a seguire»

Sempre sul tema degli aeroporti, il Governatore ha ribadito il suo interesse nei confronti degli scali di Reggio Calabria e Crotone, in quanto «è importante – ha spiegato Occhiuto – che questi scali abbiano una loro vocazione».

«Per Reggio – ha spiegato ancora – stiamo lavorando anche nella direzione di rimuovere le limitazioni che impediscono alle compagnie low cost di volare su Reggio».

Spazio poi alla Sanità: «ho scoperto, nei giorni scorsi – ha detto – che ci sono alcuni medici che sono prossimi alla pensione e che non vorrebbero andare in pensione ma restare in servizio. Ho detto ai miei dirigenti “se noi abbiamo bisogno di medici perché non trattenere quelli che vogliono rimanere”. Allora ho fatto fare una circolare ai commissari per dire che i medici che vogliono restare in servizio possono farlo fintantoché non avremo altri medici per sostituirli».

Occhiuto, poi, ha detto di essersi accertato «sullo stato di relazione del Piano Operativo, che è il programma per la sanità» e ha ricordato che «abbiamo aperto tre ospedali che dovranno essere aperti anche dopo l’emergenza», che è stato fatto il Piano dei presidi di assistenza territoriale, che sono in totale 91 e che è stato fatto «nei termini».

«Una volta tanto il governo ha dovuto prolungare i termini per altre Regioni che non erano pronte, la Calabria invece aveva inviato tutte le schede relative a questo investimento del Pnrr» ha detto ancora Occhiuto.

Sul debito Sanitario, il presidente della Regione ha spiegato che ci saranno delle novità, e che «abbiamo messi su una procedura per accertare il debito nella sanità entro il 31 dicembre 2022» e che «faremo un gruppo di lavoro all’interno del Dipartimento e altri gruppi di lavoro, coadiuvati anche dalla Guardia di Finanza grazie un emendamento che riuscii a far passare nel Decreto Fiscale, nelle diverse aziende sanitarie per accertare la quantità del debito, come non è mai stato fatto in dodici anni di commissariamento».

Al lavoro, poi, per trovare la copertura «per prorogare i contratti per il personale medico, paramedico e amministrativo che ha lavorato nei centri vaccinali» e che «sto trovando risorse anche per stabilizzare chi ha titolo a essere stabilizzato dopo aver offerto il proprio contributo nell’emergenza».

A seguire, il Governatore ha parlato della questione Sorical e della vicenda dell’Autorità Idrica Calabria, di cui «me ne occuperò nei prossimi giorni», in quanto è «inaccettabile».

Occhiuto ha ricordato di aver detto «sì all’assemblea dei sindaci che volevano utilizzare una società da loro costituita, Cosenza Acqua poi chiamata Calabria Acqua, per gestire la distribuzione dell’acqua, ho detto sì perché c’era un bando, React Eu, al quale potevano partecipare solo le Regioni che avevano un soggetto attuatore, altrimenti avremmo perso delle risorse. Sapete com’è andata a finire? Abbiamo perso lo stesso le risorse perché l’Autorità idrica non è riuscita a fare bene il progetto. È una cosa inaccettabile».

Su Sorical, invece, Occhiuto ha ricordato che «c’è una trattativa col socio privato questa multinazionale francese alla quale abbiamo chiesto di andare via e eccedendo tutte le quote a 1 euro. Ci sono banche tedesche che hanno ignorato le quote di questa multinazionale che non vorrebbero consentirlo» e che «ho detto loro che entro 15 giorni devono dirci qual è la loro opinione rispetto a questa vicenda perché sull’idrico noi dobbiamo avere una società che si occupi sia delle grandi adduzioni sia della rete di distribuzione dell’acqua sia del ciclo integrato, perché stiamo perdendo tante occasioni per ammodernare il nostro sistema idrico anche con fondi del Pnrr e questo la regione non se lo può consentire».

Occhiuto, poi, ha annunciato di aver denunciato che «c’è 1 miliardo e 100 milioni di risorse che vanno ancora rendicontate e ho chiesto ai direttori generali di darmi il quadro delle risorse che vanno riprogrammate», anche perché altrimenti «le perdiamo».  Infatti, «stanno arrivando le prime schede, e sto valutando anche queste perché ho chiesto al governo di poter riprogrammare le risorse che non si riescono a spendere entro il 31 dicembre e potrebbero andare perdute su qualche opera strategica, di cui la Calabria ha grande necessità».

Sull’emergenza rifugiati Ucraini che scappano dalla guerra, Occhiuto ha riferito di essere stato nominato commissari «così come ha fatto per le altre regioni per gestire questa fase di emergenza» e ha ricordato che la Regione ha fatto delle delibere «per ospitare queste persone che scappano dalla guerra nei nostri borghi e anche per le spese di prima necessità».

«Ci sono assessori che sono in continuo contatto con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile per coordinare tutti questi sforzi».

«Mi sono anche – ha proseguito – di iniziative per favorire il microcredito per i disoccupati e per le microaziende. Stiamo preparando una delibera in questa direzione. Del Programma operativo dei fondi comunitari 21-27, su questo dossier siamo avanti rispetto ad altre regioni».

Sulla depurazione, il Governatore ha dichiarato che «la Calabria dovrebbe depurare 134.000 tonnellate all’anno di fanghi – che poi sono quelli che inquinano il mare se non depurati – ma ne depura soltanto 34.000. Anche questo è inaccettabile». (rcz)

Sorical, Lo Schiavo: Le acque calabresi svendute a banche d’affari

Il consigliere regionale di De Magistris Presidente, Antonio Lo Schiavo, ha presentato una interrogazione a risposta immediata per conoscere lo stato di avanzamento dell’iter progettuale per il rifacimento dello schema idrico dell’Alaco; se Sorical Spa, stante lo stato di liquidazione, è nelle condizioni di garantire la distribuzione delle risorse idriche alla città di Vibo Valentia e ai comuni serviti dalle sue reti e quali iniziative la Regione intende assumere per garantire una gestione pubblica delle acque calabresi.

«L’interrogazione – ha spiegato il consigliere Lo Schiavo in premessa – prendeva le mosse dalla grave emergenza idrica che aveva colpito la città di Vibo Valentia, nonché diversi comuni della provincia vibonese e della Piana di Gioia Tauro, a seguito di una frana di grave entità ma, nel complesso, intendeva richiamare l’attenzione sullo stato della Sorical e sulla sua effettiva capacità di assolvere alle funzioni cui è chiamata».

Lo Schiavo ha poi richiamato la recente audizione del commissario liquidatore di Sorical, Cataldo Calabretta, in Commissione di vigilanza.

«Il commissario – ha ricordato Lo Schiavo – ha, con molta franchezza, affermato che la società è allo stato incapace di far fronte alle emergenze e che i cittadini sono destinati a subire ancora numerosi disservizi. La società non ha quindi la forza per fare interventi anche perché il socio privato non ha intenzione di ricapitalizzare o intervenire con nuove risorse. È giusto che i calabresi sappiano che Sorical è ostaggio di una banca, con sede in Irlanda, di proprietà di un fondo governativo tedesco e che ogni possibilità di rendere pubbliche le acque calabresi è, di conseguenza, in mano ad una società controllata da un governo estero. Questa è una cosa estremamente grave di cui la politica deve farsi carico anche per accertare le responsabilità di chi ha permesso che l’acqua calabrese venisse svenduta a banche d’affari che oggi condizionano la possibilità di dare seguito alla volontà popolare sancita dal referendum sull’acqua pubblica».

Dopo la risposta del vicepresidente Giusy Princi, che ha elencato una serie di finanziamenti destinati ad interventi di manutenzione della rete adduttrice dell’acquedotto Alaco, è arrivata la controreplica di Lo Schiavo.

«Questi – ha detto riferendosi alle somme citate dalla Princi – sono solamente numeri che non tengono conto del fatto che Sorical è impantanata in una controversia giuridica che la rende incapace di portare avanti qualsivoglia investimento. In più su di essa grava la Spada di Damocle del Sistema integrato delle acque che tante perplessità sta suscitando. Tali numeri – ha concluso Lo Schiavo – non possono pertanto tranquillizzarmi: sono investimenti che al momento esistono solo sulla carta mentre Sorical appare come un gigante paralizzato. La politica ponga al centro il problema della gestione pubblica delle acque in Calabria senza rimandare ulteriormente». (rrc)

 

A Lamezia un focus su Sacal e Sorical

Domani pomeriggio, al Grand Hotel di Lamezia Terme, alle 14.45, è in programma un focus su Sorical e Sacal organizzato dal consigliere regionale del Pd Raffaele Mammoliti, per discutere della difficile fase che stanno attraversando Sacal e Sorical.

La gestione degli aeroporti e dell’acqua in Calabria richiede solerzia e soluzioni adeguate. Si tratta di settori cruciali e fondamentali per il futuro della nostra Regione e soprattutto di grande interesse collettivo, in quanto attengono a diritti fondamentali della persona che, per troppo tempo, in Calabria sono stati poco tutelati e non resi pienamente effettivi. 

Per tale ragione l’incontro si propone, attraverso l’ascolto di attori importanti e di esponenti del mondo sindacale, l’obiettivo di calibrare al meglio l’azione politica e legislativa del gruppo Pd del Consiglio regionale al fine di arrivare a soluzioni concrete, condivise ed efficaci. 

All’incontro esprimeranno il loro punto di vista Santo Biondo, Segr. Generale Uil Calabria, Nino Costantino Segr. Generale Filt Cgil Calabria, Salvatore Mancuso Segr. Generale Ust Cisl Magna Graecia, Francesco Gatto Segr. Generale Filctem Cgil Calabria.  Interverrà inoltre Ernesto Alecci, Consigliere regionale Pd, mentre concluderà i lavori Nicola Irto, Capigruppo Pd Consiglio regionale della Calabria.     

 

Regione incontra Sorical e sindacati: Nei prossimi giorni protocollo d’intesa per tutelare i posti di lavoro

Nei prossimi giorni, sarà sottoscritto un protocollo d’intesa volto a tutelare e salvaguardare i posti di lavoro. È quanto è emerso dall’incontro tra la Regione, Sorical e i sindacati, che si sono riuniti in Cittadella regionale per affrontare le vicende relative al personale dipendente in forza alla Sorical.

Presenti, il capo di gabinetto del presidente della Regione Calabria, Luciano Vigna, il liquidatore di Sorical, Cataldo Calabretta, il segretario regionale della FilctemCgil Calabria, Francesco Gatto, il segretario regionale della FemcaCisl Calabria, Pompeo Greco, e il segretario regionale della Uiltec Calabria, Vincenzo Celi.

Nella «definizione delle questioni in essere tra Regione Calabria e Acque di Calabria S.p.A. per quanto concerne l’acquisizione delle quote e la pubblicizzazione della So.Ri.Cal S.p.A. – si legge nel documento – è fondamentale non disperdere le professionalità e il know how accumulati in quasi vent’anni di attività da parte del personale da sempre impegnato in ogni fase della gestione operativa quanto di interfaccia amministrativa, rappresentando un patrimonio da salvaguardare in un’ottica di mantenimento nonché rinnovamento del servizio idrico regionale».

«Laddove – continua la nota – si dovesse verificare l’acquisizione e la pubblicizzazione della Sorical con eventuale passaggio della forza lavoro nella costituenda multiutility regionale, le parti firmatarie si sono impegnate a mantenere e garantire senza soluzione di continuità occupazionale per il personale della Sorical, con le attuali condizioni contrattuali, economiche e normative». (rcz)

d’Ippolito (M5S) contesta ipotesi del rientro di Sorical

Il deputato del Movimento 5 Stelle, Giuseppe d’Ippolito, ha contesto l’ipotesi del rientro di Sorical, definendola una «soluzione balorda, come la fusione tra gli ospedali Pugliese e Mater Domini».

«Mi spiace spezzare l’entusiasmo politico che ha accompagnato la recente nascita di Acque Pubbliche della Calabria, che nelle intenzioni dovrebbe fondersi con Sorical, se questa passasse in mano alla Regione»

«Quell’entusiasmo è del tutto ingannevole. Infatti, la cessione delle quote di Veolia, socio privato di Sorical – ha proseguito – ammesso che accetti la banca Depfa che le ha in garanzia, comporterebbe, insieme al saldo dei debiti, un’ulteriore spesa per i cittadini calabresi e il mancato recupero, da parte della Regione, degli importi degli investimenti non eseguiti. Tutto ciò per rianimare una società decotta e prepararla ad assorbire e dilapidare i fondi del Recovery».

«Il metodo delle fusioni per incorporazione – ha osservato il parlamentare del Movimento 5 Stelle – è un classico della Calabria, come abbiamo potuto vedere per il connubio forzato dell’ospedale di Catanzaro con il policlinico universitario Mater Domini, a pieno svantaggio del primo. Per la gestione del servizio idrico regionale si vuol copiare lo stesso schema, in modo da far uscire Sorical dalla porta e consentirle di entrare dalla finestra, sostenendo i relativi costi con parte delle risorse pubbliche finalizzate, invece, a garantire l’acqua a tutti i calabresi».

«Nel silenzio generale, soltanto il Movimento 5 Stelle – ha concluso D’Ippolito – da tempo batte il chiodo su questo problema, su queste operazioni balorde, suggerendo la strada della gestione pubblica del servizio idrico tramite società partecipata dai Comuni e dalla Regione, ma senza la zavorra di Sorical». (rp)

I sindaci Aic scrivono a Occhiuto: Serve incontro per scongiurare pericolo di perdere i finanziamenti Eu

I sindaci dell’Autorità Idrica della Calabria, guidata da Marcello Manna, ha scritto al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, affinché convochi un incontro per impedire che siano persi i finanziamenti europei per rendere il servizio idrico efficiente.

Con il voto unanime dell’assemblea dei Sindaci, la Cosenza Acque S.p.A. è divenuta Azienda Speciale Consortile alla quale è stato dato il nome di Acque Pubbliche della Calabria (A.P.C. a.s.c.). Grazie alla sua istituzione, infatti, la Calabria ha potuto accedere ai finanziamenti messi a disposizione dal Programma React-Eu.

«La Calabria, dunque – ha reso noto Manna – si candida, oggi, non solo a ricevere la consistente mole di finanziamenti dedicati alla distribuzione della risorsa idrica, ma a rendersi parte attiva e proattiva del generale processo europeo di transizione ecologica e ambientale».

Acque Pubbliche della Calabria, partecipata, ad oggi, dai Soci della ex Cosenza Acque S.p.A. e nella quale dovranno confluire tutti i Comuni della Calabria in fasi successive e rapide, si candida a gestire, a nome e per conto dei Comuni che la detengono, i segmenti del Servizio Idrico Integrato a valle della grande adduzione, condotto da So.Ri.Cal. S.p.A., in attesa che quest’ultima sia resa completamente pubblica, da parte della Regione, così da concludere il processo di creazione dell’Azienda Unica Regionale attraverso la fusione per incorporazione dei due enti.

«Nelle prossime settimane – ha informato il presidente Aic – partirà una capillare campagna di informazione territoriale attraverso la quale il complesso processo appena innescato sarà dettagliatamente comunicato a tutti gli stakeholder e alla popolazione calabrese. Per questo abbiamo inviato i 404 sindaci calabresi ad aderire ad A.P.C. così da accelerare il percorso che porterà la nostra regione ad avere finalmente un Gestore Unico per il servizio idrico integrato regionale moderno, sostenibile».

Il presidente AIC ha poi sottolineato come: «il processo non può dirsi concluso finché tutti i segmenti del servizio saranno gestiti da un solo soggetto, che inglobi ogni singola attività relazionata alla gestione del servizio, compreso il segmento della grande adduzione gestito da So.Ri.Cal. S.p.A. il cui compimento è allo studio degli uffici regionali. Nonostante gli sforzi profusi, però, continua a perdurare la criticità connessa allo stato di liquidazione della So.Ri.Cal. S.p.A., in capo alla quale rimane la conduzione del segmento di captazione e grande adduzione che, se non revocato in tempi brevi, potrebbe generare il mancato accesso alla dotazione finanziaria».

«Sebbene la gestione del processo di ripubblicizzazione della So.Ri.Cal. S.p.A. – ha aggiunto – sia appannaggio del solo Ente Regione e del Socio privato, noi sindaci AIC abbiamo manifestato al presidente della Regione la completa disponibilità della struttura tecnica dell’Autorità Idrica della Calabria, per pianificare ed attuare la strategia finalizzata alla fusione della So.Ri.Cal. S.p.A., una volta resa pubblica, con Acque Pubbliche della Calabria in modo da scongiurare definitivamente il mancato accesso alla dotazione finanziaria disponibile e di implementare la capacità tecnica di A.P.C con il preziosissimo know-how maturato da So.Ri.Cal. S.p.A. negli anni».

«Il Governo Centrale, i Ministeri competenti e tutti i player coinvolti nella gestione delle risorse idriche a livello nazionale – ha detto ancora – guardano alla Calabria con rinnovata fiducia in relazione allo storico processo di riorganizzazione del servizio che sta avvenendo, il quale, tuttavia, necessita di un’azione collettiva e trasparente tra tutti i Comuni e l’Ente regionale finalizzata a concorrere al rinnovamento generale che la politica deve attivare nel rispetto dell’interesse della collettività».

«Inoltre – ha concluso – la possibilità di accesso alle dotazioni finanziarie del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, circa 2 miliardi di euro, è possibilità che i sindaci non vogliono farsi certamente sfuggire». (rcs)

Acqua, d’Ippolito (M5S): Noi abbiamo soluzione possibile

Il deputato del Movimento 5 Stelle, Giuseppe d’Ippolito, in merito al servizio idrico integrato, ha attaccato il centrodestra di Occhiuto, sottolineando che «pubblicizzare Sorical è una fantasia» e che «noi abbiamo soluzione possibile».

«L’unica via d’uscita è, invece – ha spiegato d’Ippolito – che a Sorical si affidi la sola captazione dell’acqua e ad un gestore dei Comuni si facciano gestire la distribuzione, le reti e la depurazione. Il futuro è segnato dalla guerra per l’acqua e perciò la Calabria non può più essere cieca, presa in giro e depredata».

«Sul servizio idrico integrato – ha spiegato il deputato – la Regione Calabria e il presidente dell’Autorità idrica calabrese, Marcello Manna, stanno inscenando una nuova versione, in salsa nostrana, di Aspettando Godot. Dal maggio scorso il sostituto presidente della Regione, Nino Spirlì, e l’assessore regionale all’Ambiente, Sergio De Caprio, sono rimasti immobili come statue di cera, il classico annuncio a vanvera, senza fatti».

«Nulla abbiamo visto – ha aggiunto – dopo il loro strombazzamento della pubblicizzazione di Sorical e della nascita di una multiutility per acqua, rifiuti ed energia in Calabria».

«A noi – ha spiegato ancora – era chiaro sin da subito che Spirlì e De Caprio stavano recitando e anche molto male, perché Sorical è in liquidazione e sulle sue azioni esiste un diritto di pegno vantato da un Fondo governativo tedesco, come abbiamo denunciato in grande solitudine. Il punto è che il tempo perso non si può recuperare e che, senza soluzioni reali e veloci, il rischio è che si possano perdere i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza destinati alle opere infrastrutturali da realizzare per garantire l’acqua ai calabresi».

«Nell’estate scorsa – ha proseguito – abbiamo subito per l’ennesima volta la grave inefficienza della Sorical, che, per bocca del commissario leghista Cataldo Calabretta, ha provato a scaricare le proprie responsabilità, gravi e datate, sui Comuni della Calabria».

«È fin troppo chiaro– ha concluso – che sulle risorse del Pnrr sono puntati del centrodestra calabrese, il cui candidato presidente, Roberto Occhiuto, ha dichiarato di voler indebitare ulteriormente i cittadini con prestiti pubblici che servano a salvare la decotta Sorical, monumento, prossimo al crollo, di un potere rovinoso e inconcludente». (rp)

Sorical ha approvato il Bilancio d’esercizio 2020: Si registra un utile di 595 mila euro

È stato approvato, dall’assemblea dei soci della Sorical, su proposta dei Commissari Liquidatori, avv. Cataldo Calabretta per la Regione, avv Mario Ferri per il socio Veolià, il Bilancio d’esercizio 2020, con un utile di 595 mila euro, in aumento rispetto all’esercizio precedente.

Nel bilancio approvato, infatti, si registra un Margine Operativo Lordo di 31,7 milioni di euro e ricavi delle vendite pari a 83,7 milioni di euro; l’utile di 595 mila euro, interamente accantonato ad incremento del Patrimonio aziendale e dopo aver effettuato operazioni di ammortamento, svalutazioni e accantonamenti per  22,7 milioni di euro.  I ricavi hanno fatto registrare un decremento di 7,4 milioni di euro per effetto della riduzione della tariffa del 7% nonostante l’aumento dei volumi erogati di circa il 3%.

Sul fronte dei costi  della produzione si è registrato un decremento di 10,6 milioni di euro di cui 2,6 milioni è riconducibile al costo dell’energia elettrica  e 889 mila euro per minor consulenze esterne. I costi per la manutenzione ordinaria sono pari a 8,2 milioni di euro.

Nel corso del 2020 sono stati effettuati investimenti per 3,9 milioni di euro, di cui 1,6 milioni con contributi pubblici. Pertanto gli investimenti complessivi realizzati dall’avvio della gestione di Sorical sugli acquedotti regionali, al 31 dicembre 2020 ammontano a 282 milioni di euro di cui 116 milioni con risorse private e 166 con fondi pubblici.

L’indebitamento netto verso le banche è calato di 1,9 milioni di euro, mentre il debito di verso i fornitori è ridotto di 8,2 milioni.

Soddisfazione è stata espressa dalla consigliera regionale Tilde Minasi, che ha rivolto i suoi complimenti al commissario Calabretta, «che ha dimostrato come con abnegazione, professionalità ed un lavoro mirato e continuativo si possano raggiungere risultati importanti, consentendo così alla Sorical, pur in un anno particolarmente difficile a causa della pandemia, di impegnarsi per un bene prezioso quale l’acqua, appunto, e divenire una realtà solida all’interno della regione Calabria». (rcz)

Molinaro (Lega): La Sorical va sostenuta nel nuovo corso che ha avviato Calabretta

Il consigliere regionale Pietro Molinaro, ha sottolineato come la «ora che la Sorical sta attuando una nuova strategia di gestione va sostenuta ed incoraggiata, piuttosto che criticata, soprattutto da parte di chi è corresponsabile del funzionamento del sistema idrico» e, che quindi, «tutte le istituzioni dovrebbero sostenere il nuovo corso avviato da Cataldo Calabretta».

«La Sorical – ha spiegato Molinaro – presa in carico dal commissario Calabretta, si trovava in liquidazione da 9 anni, con un rapporto ingessato e conflittuale tra il socio pubblico, la Regione Calabria, ed il socio privato di minoranza, la Veolia S.p.A. Sorical, fino a settembre 2020, era stata tenuta in un limbo che la rendeva inutile e lasciava la Calabria priva di un soggetto industriale capace di organizzare il servizio idrico integrato, in conformità al quadro normativo nazionale».

«In dieci mesi di gestione – ha proseguito – Calabretta ha messo le basi per la “nuova Sorical” e per strutturare il sistema idrico calabrese in modo da sfruttare le potenzialità esistenti, in termini di risorse idriche locali e di risorse finanziarie provenienti dall’Ue. Ed avendo chiaro come affrontare alla radice le criticità esistenti, prima tra tutte, la morosità dei comuni calabresi nei confronti di Sorical».

«Il percorso che è stato costruito, di concerto con la Giunta regionale – ha detto ancora – in modo tenace e non scontato, prevede l’acquisizione, a prezzo simbolico, da parte della Regione Calabria delle quote del soggetto privato. Successivamente,si procederà con la revoca dello stato di liquidazione e l’approvazione del nuovo piano industriale già predisposto dai tecnici incaricati. Passaggi amministrativi ed operativi complessi, e propedeutici alla realizzazione degli investimenti per la modernizzazione della rete idrica calabrese. Chi pretende di far credere che in dieci mesi si potesse fare di più, non sa di cosa parla o è in malafede».

«Per questo motivo – ha concluso – se la protesta per la carenza idrica è comprensibile quando proviene dai cittadini, lo è molto menoquando proviene da chi dovrebbe conoscere la complessità della situazione. Dopo anni di trascuratezza, finalmentec’è un rinnovato impegno da parte di Sorical, rivolto acittadini e turisti, affinché dai rubinetti calabresi esca tutta l’acqua che serve e la depurazione funzioni costantemente». (rcz)