Aceto (Coldiretti Calabria): È il momento giusto di riattivare corso di laurea in medicina veterinaria

Per Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria, è il momento giusto per la riattivazione del corso di laurea magistrale in Medicina Veterinaria all’Università Magna Graecia di Catanzaro.

Il corso, infatti, era stato autorizzato nel 2003, per poi essere stato disattivato nel 2010. Recentemente, il Senato Accademico dell’Umg ha deliberato per l’avvio delle procedure per la riattivazione del corso, incaricando il prof. Domenico Britti, presidente della Scuola di Farmacia e Nutraceutica all’Umg e laureato in Medicina Veterinaria.

Così, il presidente Aceto ha ritenuto opportuno incontrare il Rettore dell’Umg, Giovambattista De Sarro, e il prof. Britti, sottolineando che «l’Università di Catanzaro ha fatto una  precisa e autorevole scelta didattica e organizzativa, che soddisfa la ricerca di qualità, la trasmissione del sapere agli studenti e quindi agli imprenditori zootecnici, e garantisce per i nostri giovani l’equità di accesso».

«È evidente che la riattivazione del corso – ha evidenziato Aceto – non può essere un fatto estemporaneo o solo socio-culturale bensì il coronamento, in pianta stabile, di profonde aspirazioni economiche e politiche del nostro settore agro-zootecnico. E adesso alla luce di quanto accaduto e sta accadendo è il momento giusto! Il corso, è stato convenuto, serve a sostenere gli interessi produttivi della Regione Calabria e quindi formare professionisti, medici veterinari, che possono portare valore alla filiera zootecnica e alle sue produzioni».

«La sanità veterinaria pubblica, è un cordone ombelicale che garantisce la qualità degli allevamenti dal latte alla carne e non solo e come stiamo assistendo, il cibo ha un impatto strategico sulla popolazione – ha proseguito –. La Calabria è una regione a vocazione agro-zootecnica e quindi abbiamo necessità di formare professionisti che possano seguire l’intero percorso che va dall’alimentazione al confezionamento dei prodotti».

«Negli anni dell’operatività del corso di laurea – è stato sottolineato – sono stati formati validi professionisti che oggi svolgono la loro attività in prestigiose università e/o aziende. Questo che vogliamo sostenere ad ogni costo è un messaggio ai nostri giovani affinché siano protagonisti del proprio futuro, e possano trarre ispirazione ed incitamento dallo studio e dalla ricerca per conservare, potenziandolo ed innovando, un patrimonio produttivo; questo è uno dei compiti dell’offerta formativa del Corso di laurea in veterinaria».

«Faremo con la massima determinazione – ha aggiunto Aceto – tutto quanto possibile per raggiungere questo risultato coinvolgendo le istituzioni ad ogni livello di rappresentanza anche perché questo significa un riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del Paese per  inaugurare una stagione di innovazioni istituzionali e di nuovi investimenti nella ricerca e formazione».

«Voglio ricordare – ha concluso Aceto – che quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado dei territori soprattutto in zone svantaggiate». (rcz)

CATANZARO – Gli studenti dell’Umg presentano i project work al Centro Calabrese di Solidarietà

Gli studenti di Organizzazione e Gestione del Personale del Corso di Laurea Specialistica in Economia Aziendale e Management dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, al Centro calabrese di Solidarietà per illustrare l’esito delle attività di studio e ricerca che hanno avuto ad oggetto l’Ente no profit che dal 1986 opera nel campo dell’emarginazione giovanile, del recupero delle dipendenza patologiche e della protezione delle donne.

Il progetto svolto dagli studenti dell’Umg, rientra nell’ambito della 14esima edizione dei “Percorsi di Management, realizzato in collaborazione tra l’Associazione degli Industriali della provincia di Catanzaro e l’Università Magna Graecia, coordinato dal professor Rocco Reina, ordinario di Organizzazione aziendale, nell’ambito delle attività didattiche della Cattedra di Comportamento Organizzativo e Gestione del Personale del Corso di Laurea Specialistica in Economia Aziendale e Management.

Accompagnati dal professor Rocco Reina, docente di Organizzazione aziendale e dai giovani colleghi Anna Maria Melina e Walter Vesperi di UMG, gli studenti e le studentesse – che hanno lavorato divisi in tre gruppi – hanno illustrato l’esito degli studi, offrendo importanti ed interessanti riflessioni su punti di forza, opportunità ma anche criticità dell’operatività dell’Ente, alla presenza della presidente del Centro Calabrese di solidarietà, Isolina Mantelli, e di alcuni componenti del Comitato direttivo, oltre che del direttore amministrativo Vittoria Scarpino e di Assunta Cardamone che si occupa della Casa Rifugio “Mondo Rosa” oltre che della responsabile del Centro studi, Katia Vitale. Presente anche Pierluigi Monteverdi che si occupa di Tutoraggio e Consulenza economica per i giocatori d’azzardo.

L’obiettivo della comakership tra UMG e Confindustria Catanzaro – con l’input del presidente Aldo Ferrara e del direttore generale Dario Lamanna – è quello di avvicinare il mondo delle conoscenze e delle competenze sviluppate all’interno dei percorsi formativi universitari in campo economico-aziendale con quello esperienziale delle imprese del territorio.

La particolarità dell’edizione di quest’anno è stata proprio quella di aver scelto il Centro Calabrese di solidarietà – con il placet di Confindustria – quale oggetto dell’analisi selettiva sollecitata dal percorso progettuale di una “azienda-non azienda”, nel senso classico di organismo composto di persone e beni, diretto al raggiungimento di un fine economico.

«Questo progetto ha permesso agli studenti di passare dalla formazione d’aula alla vita reale: hanno potuto mettersi in gioco, si sono potuti confrontare con realtà concrete, come quella del Centro Calabrese di Solidarietà e, quindi, sono riusciti a focalizzare gli sforzi cognitivi del Corso in aula. È questo un dato imprescindibile per ogni Università, per ogni Ente che faccia della formazione e dell’apprendimento dei giovani la propria missione», ha affermato il professore Reina.

Importante, quindi, la collaborazione del Centro Calabrese di solidarietà che – come sottolinea ancora il professore Reina – «non si è voluto nascondere, ha voluto essere se stesso, permettendo che l’analisi degli studenti fosse libera, indipendente, come è giusto che sia e capace di dare un supporto e uno spunto di riflessione agli studenti e alle studentesse del corso».

Un risultato formativo importante, quindi, che potrebbe avere anche sbocchi lavorativi nel difficile contesto sociale ed economico locale, il cui esito rappresenta un invito concreto all’Università ed al sistema economico ed imprenditoriale nello sforzo che dovrebbe fare per assicurare ai ragazzi delle opportunità nella terra in cui studiano.

«Credo che l’Università dovrebbe ripensare non l’offerta didattica ma la modalità rispetto all’apprendimento e alla formazione dei giovani – ha concluso Reina – e fare più attività di questo tipo potrebbe essere un valore aggiunto per il territorio».

La presidente Mantelli, il direttivo, operatori e responsabili hanno accolto con gratitudine i suggerimenti offerti dagli studenti. «Hanno saputo cogliere lo spirito di servizio con cui lavoriamo sul territorio, tra difficoltà economiche e operative che non ci impediscono di mettere al centro della nostra mission la persona, uomini e donne, giovani e meno giovani che arrivano da noi perché si sono smarriti e hanno bisogno di essere sostenuti, risollevati – ha affermato la presidente Mantelli –. Ogni suggerimento volto a migliorare e finalizzare le nostre attività alla crescita del contesto in cui operiamo è una opportunità in più che offriamo alle persone a cui vogliamo stare vicini. Ringraziamo questi splendidi giovani, ragazze e ragazzi appassionati e volenterosi, oltre che preparati e competenti, che ci fanno ben sperare per il futuro». (rcz)

Si è insediato il Consiglio d’amministrazione dell’Hub dell’Ecosistema dell’Innovazione di Calabria e Basilicata

Si è insediato il Consiglio d’amministrazione dell’Hub dell’Ecosistema dell’Innovazione di Calabria e Basilicata, soggetto attuatore del progetto Technologies for climate change adaptation and quality of life improvement”, coordinato dal prof. Maurizio Muzzupappa.

A comporlo, due componenti designati dall’Università della Calabria, alla quale è riservata da statuto la Presidenza, prof. Roberto Musmanno e Maurizio Muzzupappa, un componente designato dalla Magna Graecia di Catanzaro, prof. Gianni Cuda e un membro designato dalla Università della Basilicata, prof.ssa Patrizia Falabella e la prof.ssa Mariateresa Russo, quale rappresentante dell’Università Mediterranea.

Il progetto ha consentito di dare vita ad una progettualità di alto profilo scientifico e di ampio respiro che ha coniugato diversi ambiti di ricerca – dall’energia pulita, al patrimonio culturale, dall’ambiente alla tutela della salute, all’agrifood – con le sfide della transizione digitale nel solco della sostenibilità. Tech4You è articolato nei seguenti 6 Spoke (Soggetti Realizzatori)  tematici,  coordinati, ognuno, da università ed enti pubblici di ricerca vigilati dal MUR che attueranno i progetti pilota.

Tech4You, nell’ambito dell’ampia progettualità sostenuta dal PNRR, acquisita una eccellente valutazione scientifica e un finanziamento totale di 119 milioni di euro, con l’endorsement delle due Regioni ed il supporto della rete dei soggetti pubblici e privati coinvolti nel progetto, metterà al servizio dei territori le competenze dell’intero sistema della ricerca al fine promuovere la nascita di un  modello di sviluppo basato sull’economia sostenibile, in grado di valorizzare le specificità di Calabria e Basilicata conferendo all’intero Mezzogiorno d’Italia una nuova centralità.

L’impatto del progetto riguarderà, altresì, un consistente incremento occupazionale per figure professionali dell’area del management dell’innovazione, della ricerca e del trasferimento tecnologico, il potenziamento del tessuto di start-up e spin-off con l’auspicio che queste possano diventare l’ossatura del sistema economico delle due regioni nei prossimi decenni.

L’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, ha designato la prof.ssa Mariateresa Russo quale rappresentante dell’Ateneo nel CDA dell’HUB Tech4you, in considerazione del suo profilo scientifico, della grande esperienza maturata nella gestione di progetti di ricerca complessi nonché del lavoro svolto nella fasi di progettazione dell’Ecosistema stesso e nel coordinamento del tavolo di lavoro dello Spoke 3 incentrato sulle tecnologie digitali per la sostenibilità delle filiere agroalimentari e delle foreste – di cui il Dipartimento di Agraria è soggetto attuatore – ed al quale hanno partecipato docenti e ricercatori di UNIRC che del Consiglio Nazionale  delle Ricerche, del CREA e di Unical.

La prof.ssa Mariateresa Russo si è detta onorata di rappresentare la Mediterranea in questa sfida ed ha inteso ringraziare il Rettore prof. Feliciantonio Costabile e gli organi accademici per la fiducia.

«L’eccellente risultato ottenuto nella valutazione da parte di esperti anonimi sia italiani che stranieri – ha dichiarato – che ha collocato il progettoTech4you al secondo posto nella graduatoria nazionale generale ed il migliore in assoluto per il punteggio relativo al  criterio della qualità scientifica, è un segnale forte e chiaro che va sottolineato. Il dato dimostra inequivocabilmente ed oggettivamente che nelle nostre università opera un capitale umano di altissimo profilo scientifico e in grado di mettere in campo idee e modelli vincenti, in grado di competere ad armi pari con il resto di Italia e del mondo soprattutto quando la competizione è oggettivamente basata sul merito e libera da ogni condizionamento e/o pregiudizio. E dimostra che, nel rispetto di tutte le specificità che caratterizzano le diverse università, l’unica strategia vincente è quella di mettere a sistema tutte le energie su obiettivi comuni  che, nel caso di specie è quello di concorrere con spirito di servizio, a dare alle due regioni Calabria e Basilicata,  strumenti in grado di supportare un nuovo modello di sviluppo che abbia quali pilastri la sostenibilità nel paradigma delle Key Enabling Technologies (KETs)».

«In ultimo, mi auguro – ha concluso – e con questo so di interpretare il pensiero della nostra accademia, che tale risultato con le potenziali ricadute, possa dare fiducia alle famiglie ed ai giovani contribuendo a porre un freno al costante esodo verso altre mete universitarie nella consapevolezza che la qualità della ricerca e formazione delle nostre università è in grado di esprimere i migliori  livelli di qualità». (rrm)

In copertina, la prof.ssa Russo

Protocollo tra Umg e Dipartimento della Funzione Pubblica per l’iniziativa “PA 110 e lode”

L’Università Magna Graecia di Catanzaro ha firmato un protocollo d’intesa con il Dipartimento della Funzione Pubblica per l’avvio dell’iniziativa PA 110 e lode, che consentirà a tutti i dipendenti pubblici che lo vorranno di usufruire di un incentivo per l’accesso all’istruzione terziaria – corsi di laurea di I e II livello, master e corsi di alta formazione erogati dall’Università.

«L’Università di Catanzaro – si legge in una nota – risponderà alle esigenze formative dei dipendenti pubblici con percorsi specifici finalizzati che consentiranno ai dipendenti pubblici di accedere ad una ampia selezione dei corsi di laurea triennale e magistrale e a ciclo unico, dei master di I e II livello e dei corsi alta formazione previsti dall’offerta formativa dell’ateneo a partire dall’anno accademico 2022/2023. Grazie alla riduzione dei costi della contribuzione, alle lezioni in modalità e-learning, all’affiancamento didattico e amministrativo, i dipendenti pubblici potranno laurearsi e specializzarsi seguendo percorsi dedicati e flessibili e conciliando lavoro e studio».

In particolare, il protocollo di intesa siglato dall’Ateneo di Catanzaro con il Dipartimento della Funzione Pubblica prevede una serie di semplificazioni e agevolazioni per i dipendenti pubblici, tra le quali: l’importo del contributo annuale per l’iscrizione ai corsi di laurea a carico dello studente dipendente pubblico è pari a 500 euro, indipendentemente dal valore ISEE;  l’importo della tassa regionale per l’anno accademico 2022-2023, tributo imposto dalla Regione Calabria, è fissato in 130,00 euro; a tali importi va aggiunto il pagamento dell’imposta di bollo pari ad 16,00 euro; è possibile ottenere il riconoscimento di crediti formativi per chi è in possesso di specifici titoli già acquisiti;  sono previste ulteriori agevolazioni, tra le quali la possibilità di ottenere una abbreviazione di corso e il cosiddetto tempo parziale.

Lo studente dipendente pubblico che intende immatricolarsi ad uno dei corsi di cui al protocollo di intesa e riassunti di seguito, sarà tenuto a seguire le indicazioni riportate nella pagina web dedicata che sarà resa disponibile a breve. Ogni ulteriore utile elemento relativo alla immatricolazione sarà comunque dettagliato nell’apposito Decreto del Direttore Generale di avvio delle immatricolazioni per l’a.a. 2022/2023.

Al fine di fornire il supporto necessario nella fase di immatricolazione/iscrizione sarà organizzato un servizio di assistenza telefonica tramite il contact center di ateneo – numero 800 453 444 (servizio attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle ore 18:00 e sabato dalle ore 9:00 alle ore 13:00). Inoltre, per informazioni relative all’offerta formativa di primo e secondo livello (Lauree di I e II livello e a ciclo unico) e a quella relativa ai corsi di alta formazione (Master di I e II livello e corsi di alta formazione), la suddetta pagina web dedicata riporterà i contatti telefonici ed email da contattare per ogni singolo corso.

La Dermatologia dell’Università Magna Graecia conquista Dubai

La Dermatologia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro ha partecipato, a Dubai, al congresso internazionale DubaiDerma, grazie alla partecipazione in veste di speakers del professor Steven Nisticò, Ordinario e Direttore dell’unità di Dermatologia e Venereologia, del dottor Luigi Bennardo, specialista in Dermatologia e ricercatore in formazione, e del dottor Simone Amato, specializzando della scuola.

I tre speakers hanno esposto dei lavori scientifici sulla laserterapia dermatologica, in qualità di esperti del settore in ambito internazionale, focalizzandosi sull’utilizzo di nuove tecnologie laser in ambito clinico nel trattamento di varie patologie dermatologiche, nella sessione Laser del 28 Febbraio.

È stata data l’opportunità anche a giovani medici, che hanno effettuato il loro lavoro di tesi in laserterapia dermatologica, di presentare i loro risultati in ambito scientifico, come nel caso della neolaureata dott.ssa Elena Zappia.

Nella stessa sessione  hanno partecipato anche il professor Giovanni Pellacani, Ordinario e Direttore della scuola di Dermatologia e Venereologia dell’Università La Sapienza di Roma, la dottoressa Annunziata Dattola, ex allieva UMG, ad oggi ricercatrice presso l’università La Sapienza di Roma, la professoressa Jean Bolognia dell’Università di Yale, la professoressa Nellie Konnikov dell’Università di Harvard e il professore Hassan Galadari, padrone di casa, Direttore della scuola di Dermatologia degli Emirati Arabi Uniti. (rrm)

All’Università Magna Graecia il seminario “Il prossimo futuro dell’Italia e della Calabria” con Ricciardi

Domani pomeriggio, all’Auditorium dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, alle 15.30, si terrà il seminario dal titolo Il prossimo futuro dell’Italia e della Calabria: sfide e opportunità per la salute a cui prenderà parte il prof. Walter Ricciardi, Ordinario di Igiene Generale e Applicata alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica.

Il seminario, organizzato dall’Ateneo di Catanzaro con il patrocinio della Regione Calabria, sarà un’occasione importante per la comunità universitaria catanzarese per mostrare quanto fatto, in questi due anni di pandemia, per la ricerca, l’assistenza dei pazienti, la formazione dei medici, e per tracciare la futura azione nel raccogliere le sfide che ora si aprono nell’ambito della salute. In  ottemperanza alle disposizioni vigenti, considerato che nell’Auditorium potranno essere occupati solo metà dei posti disponibili, la partecipazione al seminario è garantita anche in modalità streaming, collegandosi direttamente sul sito istituzionale www.unicz.it.

 

L’Università Magna Graecia tra le prime 10 in Italia per la quota di donne Stem

Catanzaro è tra le prime 10 università in Italia per la quota di donne STEM – discipline Science (Scienze), Technology (Tecnologia), Engineering (Ingegneria), Mathematics (Matematica) presenti nell’Ateneo sul totale degli iscritti. È quanto è emerso dallo studio Stem in Action – Osservatorio Talents Venture, Unindustria e Camera di Commercio di Roma.

Tale studio è stato realizzato al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno del gender gap all’interno dei percorsi formativi STEM sia all’Università che negli istituti tecnici superiori, che negli stessi ambiti lavorativi ed è «un dato significativo e incoraggiante», come spiegato dal Rettore, Giovambattista De Sarro, che l’Università calabrese sia tra le prime dieci in Italia.

Un dato, dunque, «a dimostrazione dell’impegno dell’Ateneo a promuovere una formazione, di qualità, sempre più inclusiva, che trova, oggi, nelle donne grande dedizione e passione per la ricerca e la scienza. Il sostegno dell’Ateneo sarà, per questo, massimo per garantire, sempre, pari opportunità e uguaglianza di genere nei nostri percorsi formativi» ha proseguito De Sarro.

I dati dello studio che approfondiscono la situazione nell’Università di Catanzaro riportano, infatti, che sono il 59% le donne sul totale delle iscrizioni (sia uomini che donne) nei percorsi formativi STEM. La presenza di ragazze nelle Scienze è pari al 73%, con un dato che fa posizionare l’Ateneo di Catanzaro al 4° posto su 58 Università, oggetto dello studio, in Italia. La presenza di ragazze nei corsi di Ingegneria è pari al 50%, con un posizionamento ragguardevole al 2° in Italia. (rcz)

SibaTer e Sociologia Umg insieme per sviluppo di progetti comunali su terreni e fabbricati abbandonati

Importante accordo è stato siglato tra il progetto SibaTer – il progetto di «Supporto istituzionale all’attuazione della Banca delle Terre» – e Sociologia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, che punta allo sviluppo di progetti comunali sui terreni e fabbricati abbandonati a Pentone, Magisano e Davoli.

In particolare, all’interno del corso di Progettazione sociale, studenti dei vari anni di studio costruiranno percorsi di co-progettazione di interventi sociali per la valorizzazione dei beni collettivi (terreni abbandonati e fabbricati in disuso) a favore di attività di giovani e non (fino a 40 anni) e di concerto con le amministrazioni comunali di Davoli, Magisano e Pentone i quali sono stati individuati – tra i 120 comuni che hanno aderito a SIBaTer – come “progetti bandiera”, ossia come esperienze pilota a livello nazionale.

Il ruolo degli studenti sarà quello di osservatori delle dinamiche territoriali e della raccolta di dati utili che poi si tradurranno in processi di co-progettazione per la gestione e valorizzazione dei beni di proprietà comunale.

Dopo la prima fase già realizzata di censimento dei beni di proprietà comunale, che ha portato ad una puntuale georeferenziazione degli stessi (cosa non semplice), nelle aree citate si avvieranno delle ipotesi di nascita di nuove attività d’impresa, sia in forma singola che associata, attraverso lo strumento innovativo della Cooperativa di Comunità vista come strumento aperto il cui fine è l’occupazione in una chiave strettamente legata però all’utilizzo dei beni e nell’ottica di apportare benefici alla comunità.

Dopo l’incontro dello scorso luglio con la popolazione di Davoli, la sperimentazione si sposta ora a Pentone. Nel comune presilano, sarà infatti organizzata il prossimo 3 novembre una cosiddetta City talk con gli attori locali e con chiunque sia interessato ad accogliere l’invito a far parte di un processo strategico di sviluppo locale.

All’incontro parteciperanno il coordinatore nazionale Simona Elmo e il referente per la Calabria di SIBaTer Rosetta Alberto, gli amministratori comunali e il Sindaco Vincenzo Marino, Legacoop Calabria e il gruppo di ricerca e progettazione di Sociologia coordinato dal Prof. Massimo Fotino.

Nei giorni scorsi, si sono svolti a Sociologia alcuni incontri preparatori alla City talk con esperti di georeferenziazione, con il referente regionale del progetto e il sindaco di Pentone, finalizzati a individuare le caratteristiche del territorio, le sue risorse naturali, le sue problematiche economiche e sociali e alcune concrete ipotesi di lavoro da sottoporre al vaglio dei cittadini. (rcz)

Successo per il Corso di Dipendenze comportamentali e tecnologie dell’Università Magna Graecia

Ha suscitato grande richiamo e interesse  il corso Dipendenze comportamentali e tecnologie, organizzato nei giorni scorsi all’Università Magna Graecia di Catanzaro dalla sezione calabrese della Sitd – Società Italiana di Tossicodipendenze.

L’evento ha fornito utili indicazioni relative ai rischi e alle problematiche legate all’uso delle risorse tecno-digitaliche, alle possibili azioni di prevenzione del fenomeno oltre che di diagnosi e cura dei soggetti affetti da tali dipendenze patologiche.
Grande soddisfazione da parte del Comitato scientifico del Corso composto da: il professor Giovambattista De Sarro, il professor Antonio Leo – anche responsabile scientifico – il dottor Attilio Maria Insardà e il dottor Franco Montesano.

«La scienza delle dipendenze – ha affermato Giovambattista De Sarro – è molto trascurata ma sta diventando sempre più importante perché responsabile di alcune patologie delle quali risultano affette la maggior parte della popolazione. C’è una grande carenza di formazione professionale degli operatori addetti alla prevenzione e cura di queste malattie. Per questa ragione, un appuntamento del genere era indispensabile. Abbiamo messo in correlazione le vecchie dipendenze patologiche con quelle comportamentali senza sostanze che si sono venute a create ai nostri giorni, come quella da gioco d’azzardo e dalle tecnologie digitali. Un problema che sta crescendo a 360° perché stiamo diventando sempre più pigri e meno disposti alla socializzazione».
«I SerD – ha spiegato Franco Montesano – sono i servizi deputati a tale funzione per vocazione istituzionale. E’ necessario che diano risposte agli utenti e alle loro famiglie, organizzando al loro interno i percorsi di cura più idonei e garantendo la formazione e l’aggiornamento specifico dei propri operatori. Altresì, sono coinvolti tutti gli altri servizi sociosanitari e, principalmente, le unità operative della saluta mentale, la neuropsichiatria infantile, i servizi sociali e le strutture territoriali di recupero, ecc. Per questo, durante l’evento abbiamo affrontato argomenti di rilievo con esperti del settore e relatori che ne hanno discusso alla luce delle loro stesse esperienze».
Giovanni Biggio, professore emerito di neuropsicofarmacologia all’Università degli Studi di Cagliari, ha tenuto una lezione magistrale su “L’adolescente e la dipendenza digitale”: «Il periodo dell’adolescenza è considerato uno dei momenti critici per lo sviluppo del cervello perché è in una fase in cui è anatomicamente più vulnerabile».
«È fondamentale – ha spiegato – il ruolo e la presenza dei genitori. I ragazzi non vanno lasciati soli. Molti di loro giocano ai videogiochi e al cellulare anche di notte e al mattino dormono sui banchi di scuola. Durante la pandemia è aumentato l’utilizzo dei mezzi digitali ed è stato registrato un incremento del 40% del fenomeno del cyberbullismo. Dal 2011 al 2020, l’escalation della tecnologia ha provato come i bambini, che utilizzano precocemente e senza controlli questi strumenti, vadano sempre più incontro a problemi di socializzazione: preferiscono non uscire, non mangiare, perché presi da questo tipo di giochi».
«C’è molto confusione e disinformazione – ha dichiarato Onofrio Casciani, dirigente psicologo Asl Roma 1, referente dell’ambulatorio del disturbo del gioco d’azzardo –. Per parlare di dipendenza ci sono dei criteri ben precisi: l’abitudine deve diventare così centrale da mettere da parte tutto il resto; il desiderio irrefrenabile di mettere in atto questo comportamento e nervosismo e irritabilità quando non è possibile farlo; il tentativo di diminuire queste azioni senza riuscirci».
«Per aiutare gli assistiti – ha concluso – spesso si utilizza una terapia cognitivo-comportamentale che tende a realizzare una diminuzione del comportamento “esagerato” attraverso la ricerca di gratificazioni alternative. Importantissimo è lavorare sull’autostima del soggetto e farlo pensare in modo più aderente alla realtà».
Piergiovanni Mazzoli, responsabile del Servizio per le Dipendenze Patologiche a Fano, nelle Marche, ha descritto “Il rapporto uomo-macchina”, tra rischi e vantaggi, evidenziando, «Non dobbiamo temere che la macchina diventi così potente da fare a meno dell’uomo ma, piuttosto, che l’uomo voglia diventare come le macchine».
Gaetano De Chiara, professore emerito di farmacologia all’Università degli Studi di Cagliari ha sottolineato di come le dipendenze patologiche si stiano diffondendo sempre più tra le donne, in particolare, l’alcolismo, il gioco d’azzardo e l’utilizzo di analgesici e ansiolitici, e l’importanza di farsi aiutare per uscire dal tunnel. (rcz)

L’Università Magna Graecia sviluppa l’anticorpo monoclonale ‘sentinella’ contro la leucemia

Un grandissimo passo avanti, nella battaglia contro la leucemia linfoblastica arriva dall’Università Magna Graecia di Catanzaro, che ha sviluppato un nuovo anticorpo monoclonale umanizzato in grado di riconoscere un particolare sottogruppo di leucemia linfoblastica acuta, quella di tipo T, e di attivare la risposta immunitaria dell’organismo per contrastare la malattia.

È quanto riporta l’Adnkronos, spiegando che questa ricerca, condotta dall’Università calabrese in collaborazione con il bCentro di ricerca Tettamanti di Monza e con vari altri centri italiani e internazionali, è stata pubblicata sul Journal for ImmunoTherapy of Cancer.

«Il lavoro – riporta ancora l’Adnkronos – è stato supportato dall’acceleratore di progetti biotech italiani BiovelocIta, dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (progetto cofinanziato Airc/Carical), dalla Fondazione Alessandro Maria Zancan Onlus ‘GrandeAle Onlus’ e da Transcan-2 Fondazione regionale per la ricerca biomedica».

«Diversi anni fa, nei nostri laboratori – ha spiegato Pierfrancesco Tassone, responsabile dell’Unità di Oncologia medica traslazionale dell’università di Catanzaro – abbiamo scoperto un nuovo bersaglio antigenico specificamente espresso da cellule di leucemia acuta di tipo T (T-All), e su di esso abbiamo generato un nuovo anticorpo monoclonale umanizzato e un suo derivato ingegnerizzato bi-specifico, chiamato Bispecific T Cell Engager (Btce), capace di attivare una potente risposta immunitaria citotossica. È un nuovo agente terapeutico molto promettente per il trattamento di leucemie pediatriche e dell’adulto del tipo T, meritevole di sviluppo clinico a tempi brevi».

«Nel caratterizzare l’anticorpo monoclonale, chiamato ahuUmg1, generato nei laboratori dell’università di Catanzaro – ha riferito Giuseppe Gaipa, responsabile dell’Unità di Citometria e Terapia molecolare del Centro di ricerca Tettamanti – abbiamo scoperto che quest’ultimo riconosce in modo specifico più dell’80% dei pazienti con un particolare sottotipo di leucemia linfoblastica acuta di tipo T (T-All)».

«Questa proprietà ‘sentinella’ – ha spiegato ancora l’Adnkronos – una sorta di ‘capacità diagnostica’, si associa inoltre a “una funzione terapeutica di uccisione delle cellule leucemiche, grazie alla collaborazione dell’anticorpo con le cellule Natural killer presenti nel nostro sistema immunitario”. La leucemia linfoblastica acuta è il tumore più frequente in età pediatrica, costituendo in questa fascia di età l’80% delle leucemie e circa il 25% di tutti i tumori diagnosticati tra 0 e 14 anni. La massima incidenza si registra tra i 2 e i 5 anni, per poi calare con l’aumentare dell’età». (rrm)