I sindacati a Occhiuto: Non trascuri impegni presi su Vertenza Calabria

«Il governatore Roberto Occhiuto non trascuri gli impegni assunti con le lavoratrici e i lavoratori calabresi in merito alle questioni ancora aperte della Vertenza Calabria». È quanto hanno chiesto i segretari generali di Cgil Calabria, Cisl Calabria e Uil Calabria, rispettivamente Angelo Sposato, Tonino Russo e Mariaelena Senese, sottolineando come «ad oggi, infatti, non abbiamo riscontro del promesso incontro con il ministro per l’esame e la risoluzione della vertenza Abramo ricacciando i mille operatori ed operatrici del call center, insieme alle loro famiglie, in uno stato di totale incertezza rispetto al proprio futuro. Un futuro che ancora oggi, dopo anni di attese, risulta contrassegnato da insostenibili incertezze».

«Nessuna risposta, poi – hanno proseguito i sindacalisti – abbiamo ricevuto per quanto riguarda il prossimo futuro dei tirocinanti di inclusione sociale per i quali avevamo chiesto l’attivazione di tavoli di confronto a Roma con un’attenzione mirata su queste vicende, nella convinzione che non si possa continuare con le proroghe, dobbiamo avviare la contrattualizzazione per la quale servono 60 milioni di euro, 5 non bastano».

«Torniamo a ribadirlo – hanno aggiunto – se non si trovano risposte anzitutto sui tavoli nazionali, avremo un’emergenza che si chiama emergenza occupazionale perché parliamo di un bacino di quasi 6.000 lavoratori.
Sul tavolo della Cittadella, però, sono rimaste aperte altre problematiche: da quella legata alla bonifica del Sin di Crotone a quella inerente il trasporto pubblico locale».

«E proprio quello del ritardo infrastrutturale – hanno proseguito – vero e propria tara che pesa sulle spalle dei calabresi e delle loro richieste di mobilitò, potrebbe diventare un freno allo sviluppo della Calabria ed un’arma a doppio taglio per una stagione turistica che si prevede di grande respiro per il territorio regionale».

«Quando, però, per giorni la Calabria rimane isolata lungo la tratta ferroviaria rispetto al resto del Paese – hanno detto ancora – quando gli aeroporti stentano a decollare e quelli che si sono aperti a nuove esperienze trasportistiche appaiono frenate per il rincaro dei prezzi dei biglietti, quello che pare concretizzarsi è il rischio di isolare questa regione finendo per assestarle un colpo mortale economico e sociale. Non vorremmo che, in questo settore, il passaggio di deleghe in giunta possa rappresentare un rallentamento sul piano pratico e degli interventi programmati».

«Un mese è passato dall’ultimo incontro a Catanzaro – hanno concluso –, un mese durante il quale le lavoratrici ed i lavoratori calabresi interessati da vertenze senza fine sono ricaduti, in maniera inaccettabile, nel limbo delle incertezze. Il tempo delle proroghe non è procrastinabile, adesso è giunto il momento di dare risposte concrete a questi lavoratori e alle loro famiglie al fine di evitare l’esplosione di una vera e propria bomba sociale». (rcz)

Cgil, Cisl e Uil chiedono a Occhiuto un incontro per affrontare le Vertenze lavorative

I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria, rispettivamente Angelo SposatoTonino RussoMariaelena Senese, hanno chiesto al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, un incontro urgente «al fine di affrontare alcune delle principali vertenze lavorative ancora irrisolte nella nostra regione».

Un incontro necessario per «discutere e concordare azioni concrete e tempestive», hanno detto i sindacati, «certi che, con il suo intervento, sarà possibile individuare percorsi condivisi che possano portare a soluzioni stabili e durature».

«La situazione è diventata insostenibile – hanno detto – e le Segreterie unitarie richiedono un intervento immediato e risolutivo da parte delle istituzioni regionali e nazionali».

«La crisi che ha colpito l’Abramo Customer Center – viene ribadito – rischia seriamente di avere ripercussioni gravissime sui lavoratori e sulle loro famiglie. I dipendenti, che per anni hanno garantito servizi essenziali con professionalità e dedizione, si trovano ora a fronteggiare incertezze lavorative e salariali. È necessario discutere delle possibili soluzioni per garantire la continuità occupazionale e salvaguardare i posti di lavoro. Chiediamo che vengano esplorate tutte le opzioni possibili, incluse misure di sostegno e interventi per attrarre nuovi investimenti nel settore».

«Il settore del trasporto pubblico locale in Calabria – hanno continuato i sindacalisti – affronta problematiche croniche che minano la qualità del servizio e la sicurezza dei lavoratori. Un esempio evidente di queste difficoltà è l’azienda Amaco, che dopo il fallimento ha lasciato 120 famiglie nel limbo di un futuro incerto. È cruciale costruire una soluzione condivisa che salvaguardi i livelli occupazionali, garantendo al contempo una mobilità cittadina di qualità».

«La carenza di risorse, la vetustà dei mezzi e le difficoltà gestionali stanno portando il settore al collasso – hanno sottolineato –. È urgente un piano di intervento che preveda investimenti mirati al rinnovo del parco mezzi, alla formazione del personale e alla riorganizzazione del servizio per rispondere alle reali esigenze dei cittadini calabresi».

«Inoltre, la questione della bonifica dei siti inquinati nel crotonese da parte di Eni – hanno ribadito – è di fondamentale importanza. La situazione ambientale in queste aree rappresenta una seria minaccia per la salute dei cittadini e per l’ecosistema locale».

«È essenziale – hanno proseguito – che Eni acceleri le operazioni di bonifica, garantendo al contempo il rispetto delle normative ambientali e la sicurezza dei lavoratori coinvolti. Chiediamo un confronto per monitorare lo stato dei lavori e discutere delle possibili misure per mitigare gli impatti ambientali e sociali derivanti dall’inquinamento».

«Infine, la questione dei tirocinanti di inclusione sociale – hanno rimarcato Sposato, Russo e Senese – necessita di un approfondimento particolare. Questi lavoratori rappresentano una risorsa fondamentale per la nostra regione, impegnati in attività che spaziano dal supporto nelle scuole ai servizi di assistenza sociale. Tuttavia, la precarietà delle loro condizioni contrattuali e la mancanza di prospettive future rendono il loro impegno insostenibile. Chiediamo di esaminare la possibilità di stabilizzare questi rapporti di lavoro, riconoscendo il valore sociale ed economico del loro operato». (rcz)

Uil lancia la nuova campagna di sensibilizzazione per la Vertenza Calabria

È a bordo di un treno regionale della tratta Reggio-Catanzaro Lido, che prenderà il via, sabato 25 maggio, la nuova campagna di sensibilizzazione di Uil Calabria per la Vertenza Calabria.

«La nostra iniziativa prenderà il via – ha spiegato Maria Elena Senese, segretaria generale Uil Calabria – affrontando la questione infrastrutturale, un problema cronico per la nostra regione. Partiremo a bordo di uno dei tanti treni regionali che servono i pendolari lungo la tratta ferrata jonica».

«Questo viaggio simbolico – ha detto ancora – partirà da Reggio Calabria, su doppio binario e con rete elettrificata, per poi proseguire su corsia unica e senza elettrificazione da Melito Porto Salvo verso Catanzaro Lido».

«Durante il viaggio – ha spiegato – ascolteremo i pendolari, raccogliendo le loro opinioni sullo stato delle infrastrutture e le proposte di correttivi necessari. Questa iniziativa sarà replicata in altre aree, per coprire tutte le tematiche che alimentano la Vertenza Calabria, ampliandosi ai settori di competenza dei componenti della segreteria e delle categorie sindacali».

La Vertenza Calabria è «una battaglia – ha spiegato – che il nostro Segretario generale, Pierpaolo Bombardieri, ha più volte richiamato come urgente e necessaria».

«Dal 2021, quando abbiamo mobilitato l’opinione pubblica nella piazza di Siderno insieme ai vertici delle Organizzazioni sindacali confederali – ha ricordato – le questioni critiche del nostro territorio sono rimaste al centro della nostra agenda».

«Per rinnovare l’attenzione su questi temi cruciali – ha spiegato – abbiamo deciso di avviare una serie di riunioni itineranti di segreteria. L’obiettivo è riaccendere i riflettori sui ritardi e le esigenze più pressanti della Calabria, ascoltando direttamente i nostri concittadini e le nostre concittadine». (rrc)

 

 

VERTENZA CALABRIA, SPOSATO (CGIL) DÀ
LA SVEGLIA AI PARLAMENTARI CALABRESI

di ANGELO SPOSATO  – Si è svolto l’incontro alla cittadella regionale per le vertenze dei 4000 lavoratori e lavoratrici impegnati nei tirocini di inclusione sociale della Calabria e i mille lavoratori e lavoratrici di Abramo. Con un occhio a quello che sta accadendo a Cutro per la vertenza della centrale a biomasse, del precariato calabrese, degli investimenti.

Vertenze che non posso essere gestite senza una assunzione di responsabilità dell’intera classe dirigente e politica calabrese. In queste ore ci adopereremo con la Prefettura di Catanzaro affinché si possa svolgere un tavolo alla presenza dell’Anci e dei parlamentari calabresi di maggioranza e opposizione perché le due vertenze richiamate devono trovare risposte dal governo e dalle partecipate nazionali.

Un incontro preparatorio a quelli che abbiamo chiesto al Presidente della giunta con il governo ed i ministeri competenti attraverso un apposito tavolo di crisi. Auspichiamo un ruolo attivo della deputazione parlamentare calabrese che ad oggi, sia dalla maggioranza che dall’opposizione, in queste ore non ha mostrato quel giusto interesse a sostegno di migliaia di lavoratori presenti anche nei loro territori di appartenenza. Questo è un fatto che va recuperato al più presto con il giusto impegno nelle prossime settimane prima che si arrivi ai correttivi nel decreto comunemente detto milleproroghe.
Chiediamo un impegno straordinario a tutta la deputazione parlamentare calabrese a sostegno della vertenza Calabria e per le vertenze che si apriranno nelle prossime settimane, così come avvenuto in Consiglio regionale con la risoluzione unitaria di maggioranza e opposizione. Sarà un periodo complesso per la nostra regione sotto il profilo sociale ed occupazionale. La Calabria sta invecchiando velocemente, rischia la desertificazione economica, demografica, con punte alte di emigrazione soprattutto giovanile ed indice di natalità pari allo zero.
Non ci si può permettere di perdere un solo posto di lavoro ed occorre puntare sugli investimenti. Occorre fare attenzione sugli investimenti previsti dal Pnrr e dal fondo di coesione, ultima chiamata per la Calabria. Serve un tavolo di crisi nazionale su alcune vertenze ed una cabina di regia per il monitoraggio degli investimenti con protocolli di tracciabilità che possano favorire la contrattazione d’anticipo sulla qualità della gestione e dell’occupazione.
Occorre altresì, che in taluni casi, li dove sono previsti investimenti privati di una certa qualità e dimensione, dotati di certificazione di compatibilità ambientale e sanitaria, le classi dirigenti, le istituzioni e la politica territoriale assurgono un ruolo alto di responsabilità e competenza, onde evitare atteggiamenti dilatori, ostativi e respingimenti preventivi dettati dalla contingenza elettorale o da interessi corporativi. Auspichiamo, nel rispetto di ruoli e funzioni che ognuno faccia la propria parte. Fino ad ora non è stato così. Il silenzio dei parlamentari sulle vertenze che riguardano migliaia di lavoratori calabresi in queste ultime ore ci preoccupa fortemente.

L’OPINIONE / Angelo Sposato: Vertenza Calabria è stata svuotata

di ANGELO SPOSATOC’è un tema etico che la politica calabrese deve affrontare nella gestione della cosa pubblica. L’etica della responsabilità riguarda tutti. Negli ultimi trent’anni in Calabria il centro destra ha governato per 20 anni e il centro sinistra 10. Nessuno può esimersi dalle responsabilità, ne tantomeno scaricare ad altri responsabilità proprie. Si potrà dare una narrazione diversa della Calabria solo quando le classi dirigenti saranno all’altezza delle potenzialità e bellezze della nostra regione.

La lotta alla criminalità organizzata, alla corruzione non si fa solo con le dichiarazioni o i comunicati stampa, ma anche nelle scelte quotidiane sulle politiche, sulle persone e sugli incarichi istituzionali. Non abbiamo scelto noi di svuotare la vertenza Calabria che aveva ben altre priorità rispetto al ponte sullo stretto e l’autonomia differenziata.

Noi abbiamo proposto di fare un grande piano per il lavoro sull’ambiente e la manutenzione del territorio, e nelle aree Zes investimenti su politiche industriali ed il rilancio di Gioia Tauro e delle altre strutture. Chiedevamo assunzioni e stabilizzazioni nella sanità ed abbiamo un aumento vertiginoso delle liste di attesa e lo svuotamento di fatto della sanità pubblica verso il privato. Abbiamo posto il problema infrastrutturale della Ss 106 e della elettrificazione della ferrovia Jonica ed invece sono spariti anche i fondi per l’alta velocità. Il governo risponde con l’autonomia differenziata e il ponte sullo stretto, non ci siamo per niente.

La vertenza Calabria scenderà in Piazza e su questo chiederemo il sostegno ai cittadini ed alle associazioni per la mobilitazione.
Come già abbiamo fatto a Cosenza, torneremo in piazza a Reggio Calabria il 3 di luglio e il 30 settembre con la manifestazione nazionale a Roma. (as)
[Angelo Sposato è segretario generale Cgil Calabria]

Cgil, Cisl e Uil Calabria: Abbandonare Vertenza Calabria errore inaccettabile

I segretari di Cgil Calabria, Cisl Calabria e Uil Calabria, rispettivamente Angelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, hanno lanciato un appello al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto e al presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, affinché dichiarino le loro «reali intenzioni su una vertenza (Calabria ndr) sostenuta dai vertici nazionali dei Sindacati confederali e alla quale si era catalizzato il sostegno di un campo largo di istituzioni e politica».

Per i sindacalisti, infatti, «accantonare questa piattaforma sia un errore madornale, inaccettabile», soprattutto se, il 21 luglio 2020, «i Segretari generali Cgil, Cisl, Uil, dalla piazza di Siderno, hanno coralmente lanciato la vertenza Calabria – hanno ricordato Sposato, Russo e Biondo – mettendo un tratto di evidenziatore su quelle che sono le tante problematiche ancora aperte in questo territorio. L’appello di Bombardieri, Landini e Sbarra è stato raccolto e rilanciato dal Presidente della giunta regionale e dal Consiglio regionale ma, ad oggi, i temi contenuti nella Vertenza Calabria non sembrano essere più al centro dell’agenda politica di chi governa la cosa pubblica in questa regione».

Ma non è solo questo il tema che preme i sindacati. Nei giorni scorsi, infatti, si sono svolte le Segreterie unitarie di Cgil, Cisl, Uil Calabria con l’obiettivo di fare un’analisi di quella che è la situazione del quadro regionale e rilanciare l’azione del Sindacato Confederale  calabrese tenuto conto anche delle tre manifestazioni unitarie di piazza di Milano, Bologna e Napoli che hanno segnato un punto di svolta nell’azione di mobilitazione unitaria delle sigle confederali.

«Manifestazioni che, poi, hanno posto con chiarezza quali sono le proposte di Cgil, Cisl, Uil, nei confronti del governo sui temi del lavoro, del fisco, delle infrastrutture, della sanità, delle pensioni e dello stato sociale – hanno evidenziato –. Cgil, Cisl, Uil Calabria, hanno partecipato, in maniera propositiva e numericamente forte, alla manifestazione di piazza di Napoli, da dove sono stati rilanciati i temi dello sviluppo del Mezzogiorno e chiesto, con forza e determinazione, un deciso cambio di passo al governo nel merito del confronto e delle questioni ancora aperte».

«Durante i lavori delle Segreterie unitarie, ancora – viene spiegato nella nota unitaria – è stato affrontato in maniera specifica il momento in cui si trova lo stato del confronto con la regione Calabria e il contesto che si sta aprendo, alla luce del fatto che la Calabria avrà la possibilità di utilizzare i fondi messi a disposizione dall’Europa attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza e le politiche di coesione sociale. Tutte risorse che, è giusto evidenziarlo ancora una volta, dovranno essere canalizzate nella giusta direzione, puntando alla realizzazione di progetti ben definiti, per evitare che le stesse possano perdersi negli stessi rivoli nei quali è finita una grossa fetta della programmazione europea di questi ultimi anni».

«Il confronto avviato con la Regione Calabria nel 2022 è stato positivo – hanno ricordato –, sono state tante le problematiche affrontare con chi ha la responsabilità di governare questa regionale, ma tante sono ancora quelle da affrontare e portare a risoluzione. Adesso, dopo una prima fase di stabilizzazione dell’azione amministrativa che ha ricevuto la nostra ampia disponibilità all’analisi ed al confronto nel merito delle questioni sempre scevro da condizionamenti politici o di partito, è necessario un cambio di passo radicale che sia in grado di produrre, nell’anno in corso, quei risultati tanti attesi dalle calabresi e dai calabresi».

«Quello che ci preoccupa – hanno sottolineato – in questa fase storica sono i rallentamenti che si stanno registrando nella gestione, nella programmazione e nella trasformazione in opere concrete dei fondi messi a disposizione con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. I rallentamenti a livello nazionale, purtroppo, si riflettono pesantemente anche in ambito regionale e locale, per questo è necessario dare operatività a quella cabina di regia che è stata istituita un anno e mezzo fa per la verifica di questi finanziamenti».

«Solo un’attenta ed informata azione di controllo, infatti – hanno rilanciato – può portare al corretto investimento di queste risorse che rappresentano l’ultima occasione per cambiare il volto di questa regione e rendere operativi e funzionali quei settori, a partire dalla sanità, che sono sempre stati i punti più dolenti per chi ha scelto di vivere in questo territorio. Lo strumento della sorveglianza sociale, lo ribadiamo ancora una volta, è di fondamentale importanza per verificare gli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza e le sue ricadute su comparti, quale quello sanitario, che aspetta di vedere realizzata la medicina del territorio, resi operativi i nuovi ospedali e aperte quelle case della comunità che, ad oggi, sono rappresentate solo nei documenti progettuali».

«Ma non solo. Applicare lo strumento della sorveglianza sociale all’investimento di questi fondi – hanno evidenziato Sposato, Russo e Sposato – vuole dire mettere al riparo gli stessi dalle attenzioni poco meritorie della criminalità organizzata. Purtroppo, poi, siamo stati costretti a registrare un rallentamento del confronto sul tema del lavoro. Ad oggi, fra le altre cose risultano trascurate le istanze provenienti dal bacino del precariato storico, nei confronti del quale il governo regionale aveva assunto una serie di impegni che, ancora oggi, risultano disattesi».

«Per noi vincere le sfide aperte sul lavoro – hanno proseguito i segretari generali – vuol dire sapere mettere insieme il piano Gol – sul quale purtroppo dobbiamo segnalare la totale assenza di confronto con la giunta regionale – al fine di evitare che le politiche attive si realizzino in contrasto con le reali necessità del territorio e con lo sviluppo delle attività produttive attraverso l’atteso potenziamento della Zes».

«Proprio sul futuro della Zona economica speciale, poi – hanno aggiunto –  non possiamo non segnalare l’incomprensibile rallentamento della marcia del governo sulla concreta applicazione di questo strumento indispensabile, insieme ad un corretto ripensamento sulla gestione delle politiche attive per il lavoro, come sostanziale leva di sviluppo per la Calabria. Per questo, ancora una volta ed unitariamente, chiediamo alla Regione Calabria di mettere mano ad un Piano per lavoro, per il lavoro di qualità ed in sicurezza, che riesca a dare concretezza a tutti gli investimenti messi a disposizione dall’Europa e dalla Nazione e, segnando un tratto di discontinuità reale con il passato, siano in grado di evidenziare impatti occupazionali positivi, mettendo al centro il merito, puntando sulle qualità dei giovani calabresi e ricercando quella parità di genere che, sino ad oggi, è stata troppo spesso accantonata».

«Adesso, poi – hanno continuato – sono maturi i tempi per avviare un confronto costruttivo e di merito sulla programmazione del Por 2021/2027 – strumento determinante per consentire alla nostra regione di agganciare senza ritardi le politiche di transizione che provengono dall’Europa – mettendo come solida base dello stesso la discussione con il partenariato economico e sociale. Transizioni, soprattutto quella ambientale, che non possono discostarsi da interventi urgenti e mirati al potenziamento del settore della forestazione, per il quale siamo scesi in piazza lo scorso dodici maggio, che necessita di un potenziamento assunzionale, rispetto al quale la Regione si è impegnata, indirizzato alla cura dell’ambiente, al contenimento del dissesto idrogeologico e, come sintesi di questi due interventi, al rilancio delle aree interne della nostra regione».

«Non possiamo, poi, dimenticare che in Calabria è ancora viva un’emergenza sanitaria fatta di ritardi, omissioni e inadempienze. Noi siamo convinti che, anche su questo settore, sia necessario e non più rinviabile un confronto serio ed approfondito, aperto ai responsabili di Aziende sanitarie provinciali e Aziende ospedaliere – hanno concluso – per stabilire quali debbano essere le linee di indirizzo applicabili per realizzare, finalmente, la medicina del territorio; procedere alla stabilizzazione del personale precario, individuare le risorse necessarie alla creazione di nuovi posti di lavoro e, in ultimo ma non per ultimo, realizzare un’attenta ricognizione, propedeutica ad un’azione di razionalizzazione, degli accreditamenti del settore privato». (rcz)

Sposato (Cgil): Il Sud è sparito dall’agenda politica

«Il Sud è sparito dall’agenda politica, si parla di Ponte sullo Stretto insistentemente senza porre l’attenzione alle strade e le infrastrutture della Calabria», ha dichiarato il segretario generale di Cgil Calabria, Angelo Sposato, nel corso della riunione dell’esecutivo della Cgil Calabria, nel corso del quale si è deciso di sostenere e partecipare alla manifestazione regionale del comparto della forestazione, in programma il 12 maggio.

Quella della forestazione, per Sposato, è «una delle vertenze più importanti che riguardano il lavoro, visto che il numero di lavoratori forestali è di quattromila circa, contro le decine di migliaia di qualche anno fa e tra le nostre rivendicazioni c’è proprio quella di un piano straordinario per il lavoro per la manutenzione del territorio e la tutela ambientale».

Il segretario, poi, punta il dito contro il Governo, che non parla del crollo del viadotto a Longobucco, così come «anche i tavoli che sono stati convocati non hanno avuto un seguito».

Nell’esecutivo sono state poi discusse le tematiche della piattaforma delle manifestazioni nazionali unitarie. La Cgil Calabria porterà in piazza il prossimo 20 maggio a Napoli anche il tema dell’autonomia differenziata continuando nel suo percorso di sensibilizzazione e attenzione verso un disegno di legge che non può passare in sordina ed essere trascurato visti i gravi rischi ai quali esporrebbe il Sud in particolare, senza risparmiare rovinosi effetti boomerang alle regioni del Nord.

«Il Paese rischia una vera e propria involuzione – ha denunciato Sposato – con un ceto medio che si avvia a diventare povero e un governo che non vuole affrontare in modo serio e strutturato il tema dei salari e delle pensioni, della diminuzione del potere d’acquisto e quello del lavoro povero e precario. Anche il taglio del cuneo fiscale, nonostante i toni roboanti con i quali è stato annunciato, non è che una sorta di bonus di pochi mesi che certamente non può invertire la direzione».

Per queste ragioni, e non solo, Cgil Calabria si sta preparando alla manifestazione di Napoli predisponendo quanti più mezzi possibile per rispondere alle richieste di centinaia di lavoratori che il prossimo 20 maggio vogliono chiedere un’inversione di rotta a questo governo. (rcz)

 

Irto (PD): Questioni poste con Vertenza Calabria vanno rilanciate con forza

Il senatore e segretario regionale del Pd, Nicola Irto, ha ribadito come «il grido d’allarme lanciato da Cgil e Uil, in ordine ai ritardi che stanno arenando il percorso della cosiddetta “Vertenza Calabria” merita grande attenzione e pronto ascolto».

«Infrastrutture, sanità, Zes, ambiente, politiche di sviluppo industriale, la statale 106, l’elettrificazione della linea Ionica e l’alta velocità erano le priorità indicate per la Calabria nella vertenza – ha spiegato Irto – insieme al piano per il lavoro che acquista ancora più importanza con l’aggravarsi della crisi economica e  in relazione agli ultimi dati relativi alla disoccupazione nella nostra Regione. E’ molto grave che il presidente Roberto Occhiuto si sia completamente tirato fuori da ogni impegno, dopo essersi reso promotore dell’iniziativa volta a chiedere interventi immediati al governo nazionale».

«In realtà – ha detto – il passo indietro che i sindacati denunciano con forza oggi, il governatore lo aveva compiuto con chiarezza estrema nel momento stesso in cui ha dato il suo avallo al progetto di autonomia differenziata voluto dal ministro leghista Roberto Calderoli. Un progetto che cela maldestramente l’antica idea secessionista del Carroccio e che finirà per l’affossare definitivamente le speranza di sviluppo delle Regioni meridionali. Il sì all’autonomia differenziata, così come strutturata, di per sé è un colpo di spugna sulla “Vertenza Calabria” e dimostra, ancora una volta, quanto sia lontana dagli interessi dei calabresi l’azione del governo regionale nonostante i continui spot».

«Facilissimo – ha proseguito – sposare iniziative soltanto sulla carta per poi piegarsi agli interessi di partito e di coalizione. Come Pd abbiamo sostenuto la “Vertenza Calabria” fin dall’inizio, senza badare a colore politico o a primogeniture, e la nostra posizione rimane identica».

«Le questioni che vengono sollevate dai sindacati, oggi come allora – ha concluso – meritano di essere rilanciate e poste all’attenzione del governo nazionale che ha il dovere di programmare interventi straordinari per lo sviluppo della nostra Regione che non può continuare ad essere presa in considerazione soltanto in prossimità delle tornate elettorali come mero bacino di voti». (rp)

Sposato (Cgil): Nella Vertenza Calabria serve un grande piano per il Lavoro

«Nella Vertenza Calabria serve un grande Piano per il Lavoro a partire dalla manutenzione del territorio dal rischio idrogeologico, sismico e incendi». È quanto ha dichiarato il segretario generale di Cgil Calabria, Angelo Sposato, nel corso dell’ottavo congresso di Flai Cgil Calabria, in cui è stata eletta come segretaria generale Caterina Vaiti.

«Va istituito un Ufficio Unico del Piano tra Calabria Verde, Consorzi di bonifica e Protezione Civile. Non si può fare il Piano solo con i volontari della Protezione Civile provenienti da altre regioni. Serve un piano di assunzioni di giovani, uomini e donne calabresi.Occorre fare presto, non si può inseguire l’emergenza!», ha evidenziato Sposato.

Caterina Vaiti, nuovo segretario Flai Cgil Calabria
Caterina Vaiti, nuovo segretario generale Flai Cgil Calabria

«Le politiche agricole e forestali – ha concluso – vanno pianificate per tempo, non si può pensare solo ai contributi da dare a pioggia senza chiedere alle aziende la responsabilità sociale di applicare i contratti regolari di lavoro».

Caterina Vaiti, che succede a Bruno Costa,  proviene dalla Segreteria Generale Cgil Calabria nella quale è entrata nel 2019 mantenendo il ruolo di responsabile Organizzazione di Flai Cgil Calabria.

Tante le sfide che dovrà affrontare la sigla: dalla lotta al caporalato alla crisi economica dei consorzi di bonifica, fino alla vicenda dei Forestali, la lotta al dissesto idrogeologico, il contrasto al precariato.

«Serve un sindacato che rimetta al centro la battaglia per aumentare il salario contrattuale contro l’inflazione, una legge sul salario minimo per consentire ai lavoratori una vita dignitosa, tenendo conto del costo della vita – ha dichiarato la neo Segretaria –. È necessario un grande passo per realizzare la piena occupazione, la lotta alla precarizzazione, un nuovo Stato sociale pubblico e universalistico».

Cgil, Cisl e Uil: Vogliamo far diventare quella della Calabria una vertenza nazionale

«Vogliamo far diventare questa vertenza nazionale ecco perché nei prossimi giorni questo Tavolo verrà riaggiornato a Roma con i segretari nazionali». È quanto ha dichiarato il segretario generale di Cgil Calabria, Angelo Sposato, nel corso dell’incontro dei sindacati con i parlamentari calabresi.

Un incontro a cui, tuttavia, hanno risposto solo il senatore del Pd, Nicola Irto e la sottosegretaria all’Interno, Wanda Ferro. Degli altri parlamentari nemmeno l’ombra. Un’assenza che è stata stigmatizzata da Sposato: «Mi sarei aspettato una maggiore sensibilità».

Il segretario ha poi espresso parere negativo sulla manovra finanziaria, a partire dal cuneo fiscale, fino alla questione reddito di cittadinanza «che rischia nel Sud di avere un effetto dirompente» e,ricordando i cinque punti della Vertenza (Statale 106, Zes di Gioia Tauro, Alta Velocità, Sanità e Lavoro), ha auspicato, rivolgendosi al Sottosegretario, che il governo Meloni sia nelle condizioni di supportarli.

Santo Biondo, segretario generale di Uil Calabria, ha ricordato che «abbiamo ribadito le nostre ragioni sulla Vertenza Calabria anche al Presidente della giunta regionale, Roberto Occhiuto. L’obiettivo condiviso è quello di fare della Vertenza Calabria una Vertenza nazionale».

Sulla Statale 106 il Segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo, ha ribadito ai parlamentari che hanno partecipato all’incontro di Lamezia Terme, la posizione del sindacato.
«Occorre, da parte del Governo, un Piano operativo di intervento su tutta la Strada statale 106. I primi tre miliardi stanziati nella bozza della Legge di bilancio possono essere considerati un primo punto di partenza, ma non bastano per ottenere quello che vogliamo: l’intera realizzazione di questa importante opera infrastrutturale sino a Reggio Calabria. In questa fase, ancora, è determinante approfondire il testo della norma sugli aspetti procedurali e attuativi del finanziamento».
«A questa azione, poi, il Governo deve agire su Anas – ha spiegato Biondo – per sostenere tutte quelle attività che sono necessarie per il completamento della Strada statale 106. E’ necessario, infine, chiedere al Governo di stilare un crono programma dettagliato degli interventi, con tempi di esecuzione e tratti stradali interessati dallo stanziamento governativo. Occorre, infine, la predisposizione da parte dell’esecutivo Meloni di una legge speciale che disponga, negli anni, un finanziamento fisso per la Statale 106, fino al totale completamento dell’opera».
Anche l’Alta velocità preoccupa Biondo: «lo abbiamo ribadito al Senatore Nicola Irto e al Sottosegretario Wanda Ferro, che hanno risposto prontamente al nostro invito, durante l’incontro che abbiamo avuto a Lamezia Terme».
«Le notizie che ci giungono da Roma non ci confortano – ha proseguito – il rischio concreto è quello di perdere il finanziamento previsto attraverso il Fondo complementare che, davanti ai ritardi che si stanno accumulando sulla progettazione e la cantierizzazione dell’opera, questo importante stanziamento possa essere destinato alla copertura di emergenze contingenti. Riteniamo sia fondamentale esercitare una forte pressione parlamentare, anche attraverso la predisposizione di una interrogazione, direttamente sul ministero delle Infrastrutture sulla realizzazione di quella che è un’opera strategica per aprire la Calabria ai corridoi europei di spostamento delle merci e delle persone».
Tonino Russo, segretario generale di Cisl Calabria, ha ribadito l’urgenza di «intervenire unitamente a sostegno del superamento delle tante vertenze e problematiche della nostra regione, dal superamento del precariato, per ridare dignità al lavoro, alla devastata sanità, alle infrastrutture, al dissesto idrogeologico. Servono riforme e risorse indispensabili per la crescita e lo sviluppo della Calabria, occorre una strategia nazionale più efficace per la valorizzazione delle aree interne, partendo dal ripristino dei finanziamenti storici per la forestazione». (rcz)