COSA ATTENDERSi DOPO L'EVENTO "VERSO SUD" PROMOSSO E VOLUTO DALLA MINISTRA MARA CARFAGNA ;
La ministra Mara Carfagna

LE CHIACCHIERE AL SUD E I SOLDI AL NORD
L’ITALIA RISCOPRE IL NODO MEZZOGIORNO

di GIOVANNI MOLLICA – Un marziano di passaggio sulla Terra, assistendo al Forum di Sorrento sul futuro del Sud, si sarebbe convinto che il Governo Draghi sta preparando per il Mezzogiorno un radioso avvenire.

Lo stesso Libro Bianco redatto con grande cura dallo Studio Ambrosetti spiega che gli imprevedibili eventi degli ultimi anni – dalla pandemia alla guerra in Ucraina, dalla crisi energetica a quella del grano – hanno ulteriormente accresciuto la valenza “mediterranea” dell’Italia, rendendo strategiche (anche per l’Europa) le estreme regioni meridionali. Dal punto di vista mercantile come da quello militare.

Senza limitarsi a quelle che sono “convenienze” per Italia e Ue, il documento ammette che «…cambiare il paradigma di sviluppo strategico del Sud: non una macro-area in perenne conflitto con il Nord e “fanalino di coda” d’Europa, ma baricentro delle strategie di crescita, competitività e cooperazione del Mediterraneo…» è un obbligo dettato dalle gravi difficoltà economiche e sociali nelle quali versano quelle popolazioni.

Ma se al Forum, invece di un marziano appena arrivato, avesse partecipato una persona che conosce la Questione meridionale, probabilmente le sue reazioni sarebbero state diverse.

Per prima cosa si sarebbe chiesta perché il documento che serviva di base al Forum “Verso Sud” era stato commissionato ad Ambrosetti e non a Svimez o a Università come Federico II che al prestigioso Istituto milanese non hanno nulla da invidiare e si occupano di Sud da decenni. Inoltre, al di là di queste volgarità da bottegai – ma della serie “chiacchiere a Sud e soldi a Nord” -, questa persona sarebbe rimasta basita ascoltando il Ministro dell’Economia dire che «… dagli anni ’80 non sono stati fatti sostanziali progressi: il Pil pro capite al Sud è il 55% di quello del Nord…».

Un’affermazione di una gravità incredibile per chi è “del mestiere” da quasi 30 anni – Franco è stato Consigliere economico presso la Commissione europea, direttore del Servizio Studi della Banca d’Italia, Ragioniere generale dello Stato, direttore generale della Banca d’Italia e Ministro da più di un anno -, perché bolla di infamia i governi di quasi mezzo secolo che nulla hanno fatto per cambiare concretamente una vergogna europea.

C’è stato bisogno della Sars e della tragedia ucraina per rendersi conto dello spopolamento delle Regioni meridionali, del loro tasso di disoccupazione, delle diseguaglianze, della mancata applicazione dei Lep, delle carenze infrastrutturali, sanitarie e formative che affliggono da decenni milioni di cittadini italiani di serie B?

Certo, un marziano non è tenuto a sapere che il 40% del PNRR che Draghi, Franco e Carfagna rivendicano trionfalmente come strumento decisivo per il rilancio del Meridione è, in realtà, ampiamente sovrastimato e che è la metà di quanto l’Ue aveva destinato alla parte più derelitta d’Italia col Next Generation Plan EU.

Veniamo ai fatti. Siamo onorati che il Libro Bianco (pag. 25) auspichi la costituzione di un prestigioso “Advisory Board” per studiare i provvedimenti da adottare ma, insieme a questa “splendida” notizia, desidereremmo sapere quando saranno completati l’AV/AC SA-RC-PA/CT e la BA-TA/LE, il Ponte sullo Stretto, la 106 Jonica, i nodi logistici interportuali e, infine, quando saranno affrontate seriamente le bombe sociali derivanti dalle crisi in atto e imminenti a sud di Eboli, descritte con la solita documentata acutezza da Ercole Incalza. A tutt’oggi, Forum compreso, ci sono solo chiacchiere. (gm)