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Matteo Salvini e Nino SPirlì

Nini Spirlì, il sogno (o piano) segreto del presidente ff: arrivare a settembre?

Nino Spirlì, il vice di Jole Santelli assurto alla più alta carica della Calabria, avrebbe un sogno (un piano?) segreto: spostare progressivamente le elezioni regionali fino a settembre e allungare più che possibile la sua permanenza al decimo piano della Cittadella. Un piano che vanta solidi e inaspettati alleati. Il più forte di tutti è il Covid che continua ad espandersi al punto da avere sconsigliato il voto il 14 febbraio. Inconsciamente, Spirlì “fa il tifo” per il virus. Una battuta malevola che circola nei corridoi della politica calabrese narra di un vicepresidente che ogni giorno scruta con ansia il bollettino dei nuovi contagi, augurandosi che non calino e semmai aumentino. Cattiverie gratuite.

I veri alleati di Spirlì in questo piano segreto sono il ministro degli affari regionali, Francesco Boccia, e il ministro della salute, Roberto Speranza, con i quali il vicepresidente calabrese ha stretto ottimi rapporti, al punto da eseguire ogni decisione del governo in tema di lotta alla pandemia, limitandosi a deboli proteste formali.

Il parere del Comitato Tecnico che ha sconsigliato le elezioni per il 14 febbraio – posizione oggettivamente non contestabile, visto l’andamento della curva epidemiologica – è sembrato un elemento “concordato” tra lo scaltro vicepresidente calabrese ed il governo.

Che Spirlì ci abbia preso gusto a governare, senza peraltro doverne rendere conto a nessuno, ci vuole poco per capirlo. Uno che si è occupato di comunicazione, non può non apprezzare un’occasione unica e irripetibile di essere invitato ai talk show nazionali. L’esercizio del potere supera perfino l’appagamento sessuale, recita un vecchio e inelegante adagio.

Ma non è solo una questione di vanità. C’è anche qualcosa di più concreto e solido. Spirlì governa col piglio di un presidente eletto e soprattutto di un presidente che ancora ha un cammino lungo davanti a sé. Effettua nomine, emana decreti, indirizza risorse. Il Covid non sparirà tanto presto e questo aiuta il progetto segreto. Anche la data dell’11 aprile traballa e c’è chi dà per certo un nuovo “patto” tra il vicepresidente calabrese ed il governo per allungare i tempi e arrivare quanto meno a giugno, anche se il vero obiettivo è scavallare l’estate e arriva all’autunno.

Chi beneficerà, ovviamente oltre l’interessato, di questo inconfessabile piano? Sicuramente il centrosinistra e la compagine di governo che punta, magari con la punta di diamante De Magistris, a replicarsi in Calabria.

Un leghista che appoggia il governo e favorisce gli avversari, dunque. Cosa non si farebbe per qualche mese in più alla Cittadella? (rp)