Inaugurati i nuovi locali del Laboratorio Chimico del Dipartimento Arpacal di Catanzaro

Sono stati inaugurati, a Catanzaro, i nuovi locali del laboratorio chimico del Dipartimento provinciale dell’Arpacal, alla presenza del Prefetto di Catanzaro, dr.ssa Maria Teresa Cucinotta, e del Presidente di ISPRA/SNPA, prefetto Stefano Laporta.

Presenti all’incontro – durante il quale sono state intitolate due sale multimediali alla memoria di due tecnici Arpacal scomparsi prematuramente, il dr. Francesco Maria Russo ed il dott. Domenico Curcio –  anche il presidente del Consiglio regionale della Calabria, on.le Filippo Mancuso, il sindaco di Catanzaro, dott. Sergio Abramo, ed il dirigente generale del Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Calabria, ing. Gianfranco Comito.

«I miei primi programmi appena insediato nel luglio del 2019 – ha dichiarato il direttore generale di Arpacal, dott. Domenico Pappaterra, nel presentare l’iniziativa  – furono totalmente stravolti dall’incendio che nella notte tra il 31 luglio e l’1 agosto distrussero gran parte della strumentazione tecnica di alta tecnologia che era presente nel laboratorio chimico di Catanzaro. Da allora non ci siamo fermati un solo attimo, nonostante il covid, per restituire le piene potenzialità di strumentazioni e locali al dipartimento di Catanzaro. Oggi non solo restituiamo nuovi locali, ma forniamo nuove attrezzature altamente evolute che permetteranno sempre maggiori attività d’analisi».

Presenti alla cerimonia di inaugurazione del laboratoio chimico il Direttore Scientifico, dr. Michelangelo Iannone, il Direttore Amministrativo, Avv. Antonio Calli, il direttore del Dipartimento provinciale di Catanzaro, dr.ssa Filomena Casaburi, il dirigente del laboratorio chimico, dr.ssa Domenica Ventrice, nonchè una nutrita rappresentanza di dirigenti e tecinici dell’Agenzia.

«È la prima volta che vengo in Calabria – ha introdotto Stefano Laporta, presidente di ISPRA e del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente – e non soltanto per partecipare ad una cerimonia così importante, ma per testimoniare il lavoro egregio che l’Arpa Calabria sta svolgendo sul suo territorio ma anche su tutti i tavoli nazionali dove sta fattivamente contribuendo ai diversi progetti e programmi che il Sistema sta sviluppando».

«Solo chi è dotato di grande passione, come noi – ha proseguito – può quotidianamente lavorare senza sosta, e noi l’abbiamo fatto anche durante il covid, per garantire il giusto presidio a difesa dell’ambiente, attraverso le attività di monitoraggio e controllo. Sono qui a Catanzaro anche per ufficializzare il finanziamento di due milioni di euro, attraverso programmi paralleli al PNRR, all’Arpa Calabria per il potenziamento della dorsale laboratoristica, in special modo per la sede dipartimentale di Cosenza, al servizio delle attività che l’agenzia svolge su tutto il territorio calabrese».

«Era necessaria la mia presenza – ha dichiarato il Prefetto di Catanzaro, Maria Teresa Cucinotta – per dimostrare la vicinanza della massima autorità rappresentativa dello Stato ad una Agenzia che, colpita duramente da un evento tragico come l’incendio del 2019, ha saputo rialzarsi e diventare più forte di prima. E questo è stato possibile non solo grazie al management guidato dal direttore Pappaterra, ma dalla sinergia di tutti gli enti che hanno creduto in questo progetto, a dimostrazione che, mai come oggi, nessuno si salva da solo».

«Il Consiglio e la Giunta regionale – ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, che ha portato anche i saluti del Presidente della Giunta, Roberto Occhiuto – mai come adesso ha creduto e sta investendo sull’Arpacal, riconoscendo grande importanza alle attività che svolge, ma anche al supporto tecnico scientifico che è chiamata a svolgere per l’intero Sistema Calabria, anche alla luce della centralità della matrice ambiente nel PNRR».

«Questa inaugurazione, al di là dell’evento positivo – ha dichiarato il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo – è la dimostrazione che quando viene assegnata responsabilità di management a chi ha la competenza per farlo, e mi riferisco al direttore Mimmo Pappaterra, i risultati positivi si vedono, altrimenti il fallimento, e non solo ambientale, è un rischio altamente probabile a queste latitudini. Ma se è vero che Arpacal dimostra la sua bravura ed alta professionalità, è anche vero che merita il sostegno finanziario che anche le altre Arpa ricevono. Anche perché il futuro riserverà a questa Agenzia ancora un ruolo da maggiore protagonista nello scenario regionale di cui non possiamo fare a meno».

Tornando all’incendio che colpì il laboratorio, prontamente domato dal personale dei Vigili del Fuoco accorso, le fiamme furono circoscritte grazie al funzionamento del sistema di protezione attivo e passivo, come le porte tagliafuoco, la compartimentazione dei locali del laboratorio e dei sistemi di rilevamento.

Una volta conclusa l’opera di ristrutturazione e riqualificazione ingegneristica ed impiantistica dei locali, la fase 2 ha interessato l’acquisto di nuova strumentazione ed il revamping, ossia l’aggiornamento e potenziamento tecnologico, dei macchinari di laboratorio.

L’occasione è stata propizia anche per ulteriormente specializzare le linee laboratoristiche di Catanzaro, come quelle dedicate specificamente al progetto SARI dell’Istituto Superiore di Sanità che ha lo scopo di mettere in evidenza l’eventuale presenza di SarsCoV2, agente patogeno della covid-19, nelle acque che giungono ai depuratori. (rcz)

Giovedì s’inaugurano a Catanzaro nuovi locali del Laboratorio Chimico di Arpacal

Giovedì 21 aprile, alle 10.30, a Catanzaro, s’inaugurano i nuovi locali del Laboratorio Chimico dell’Arpacal.

Introduce i lavori il direttore generale dell’Arpacal, Domenico Pappaterra. Partecipano Maria Teresa Cucinotta, prefetto di Catanzaro, Stefano Laporta, presidente Ispra-Snpa, Filippo Mancuso, presidente del Consiglio regionale della Calabria, Sergio Abramo, sindaco di Catanzaro e Gianfranco Comito, dirigente generale Dipartimento Ambiente e Territorio. (rcz)

Potenziato il parco tecnologico del Laboratorio Chimico del Dipartimento Arpacal di Catanzaro

È pronto per la piena operatività il nuovo laboratorio chimico del Dipartimento provinciale Arpacal di Catanzaro che,  nella notte tra il 31 luglio e l’1 agosto del 2019 fu colpito da un incendio che ne distrusse gran parte della strumentazione di alta tecnologia presente e rese impraticabile per diversi mesi un’area dello stabile interessato dalle fiamme.

Il 21 aprile, infatti, saranno inaugurati dei locali del laboratorio chimico del Dipartimento provinciale di Catanzaro, alla presenza del management dell’Arpacal, il Direttore generale Domenico Pappaterra, il Direttore Scientifico Michelangelo Iannone, il Direttore Amministrativo Antonio Calli, il direttore del Dipartimento provinciale di Catanzaro Filomena Casaburi, e delle autorità civili e militari invitate all’evento; hanno confermato la loro presenza il Prefetto di Catanzaro, Maria Teresa Cucinotta, il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, il Presidente di ISPRA ed SNPA Stefano Laporta, ed il Sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo.

Tornando all’incendio che colpì il laboratorio, prontamente domato dal personale dei Vigili del Fuoco accorso, le fiamme furono circoscritte grazie al funzionamento del sistema di protezione attivo e passivo, come le porte tagliafuoco, la compartimentazione dei locali del laboratorio e dei sistemi di rilevamento. Alcune stanze dei locali del laboratorio, però, subirono gravi danni alla stabilità statica della struttura, al punto che i Vigili del Fuoco prescrissero specifiche operazioni di ingegneria perché le stesse tornassero alla loro completa agibilità.

Da allora, con i rallentamenti determinati dallo scoppio della pandemia Covid, il lavoro di ristrutturazione dei locali è proseguito con un unico obiettivo: ridare presto piena funzionalità al laboratorio del Dipartimento catanzarese che, nelle more della ristrutturazione, ha fatto comunque leva sul grande spirito di abnegazione dei dipendenti nonché sulla collaborazione degli altri laboratori della rete Arpacal.

Una volta conclusa l’opera di ristrutturazione e riqualificazione ingegneristica ed impiantistica dei locali, la fase 2 ha interessato l’acquisto di nuova strumentazione ed il revamping, ossia l’aggiornamento e potenziamento tecnologico, dei macchinari di laboratorio. L’occasione è stata propizia anche per ulteriormente specializzare le linee laboratoristiche di Catanzaro, come quelle dedicate specificamente al progetto Sari dell’Istituto Superiore di Sanità che ha lo scopo di mettere in evidenza l’eventuale presenza di SarsCoV2, agente patogeno della Covid-19, nelle acque che giungono ai depuratori.

Con l’inaugurazione dei nuovi locali, quindi, il laboratorio chimico, guidato dalla dirigente Domenica Ventrice, può quindi tornare alla sua piena potenzialità, anche se va sottolineato come in questo biennio sia comunque  riuscito a garantire, con il massimo impegno, i carichi di lavoro assegnati ed anche mantenuto gli accreditamenti per diverse linee analitiche, acquisendone anche di nuove, a cura dell’Ente unico di accreditamento Accredia.

A margine della cerimonia, saranno anche intitolate, alla presenza dei familiari, due sale multimediali di recente allestimento nella sede centrale dell’Arpacal, alla memoria di Francesco Maria Russo, già dirigente del laboratorio chimico di Catanzaro nonché direttore del Dipartimento provinciale di Crotone, e di Domenico Curcio, tecnico chimico dipartimento Arpacal di Catanzaro. (rcz)

 

Si è chiuso con successo il progetto “Non abusiamo del mare” dell’Arpacal

Nella storica cornice del Borgo Saverona di Cirò Marina si è svolta la tappa finale del progetto di educazione ambientale Non abusiamo del mare, realizzato dall’Arpacal in partenariato con la Capitaneria di Porto di Crotone e l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia ANMI – Gruppo di Crotone.

Con la partecipazione entusiasta degli studenti, sono stati presentati risultati raggiunti nel percorso formativo e rilanciate le prospettive su cui continuare a investire a favore di una sempre maggiore connessione tra la scuola e le attività che l’agenzia svolge anche attraverso il Centro di Strategia Marina, a tutela dell’immensa risorsa che il mare rappresenta e che nelle zone del cirotano incontra la storia e il tempo in cui il mare era culla di civiltà magnogreca.

Significativa, alla luce dei risultati, la percezione della sostenibilità ambientale espressa nei lavori realizzati dalle classi coinvolte nel progetto e che hanno ricevuto la premiazione dal Direttore Scientifico dell’Arpacal, Michelangelo Iannone insieme alla responsabile delle attività di educazione ambientale, Sonia Serra, al dirigente del CSM, Emilio Cellini e i partner del progetto, la Capitaneria di porto di Crotone, con il Comandante Giovanni Arcangeli e l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia sez. di Crotone  con il dott. Giulio Grilletta.

Gli studenti, nella kermesse conclusiva, hanno offerto un contest fantasioso e originale attraverso opere realizzate con materiali riciclati, video prodotti con l’ausilio di droni e uso attivo degli strumenti multimediali, raggiungendo gli obiettivi del progetto, finanziato con fondi Por Calabria Fesr-Fse 2014-2020, e che ha coinvolto gli studenti degli Istituti scolastici ricadenti nel territorio di riferimento “UPTR 8bc- Valle del Neto e area del Cirò”.

Alla presenza di più di 200 studenti, la giornata si è aperta con il saluto del Direttore Generale Arpacal dott. Domenico Pappaterra, che ha ricordato l’importanza delle azioni di sensibilizzazione verso le giovani generazioni e auspicato  una nuova consapevolezza nelle nostre abitudini quotidiane. Il direttore scientifico, dott. Michelangelo Iannone, ha rivolto l’auspicio agli studenti di intraprendere studi scientifici dai quali la Calabria e le attività dell’agenzia possano attingere, in futuro, per le attività di tutela dell’ambiente marino che hanno “osservato” da vicino, in questo progetto educativo.

L’eccellente lavoro di squadra, coordinato daRosalba Odoguardi, e corroborato dall’apporto del personale arpacal, emerge dai video documentari e videolezioni, ad elevato contenuto tecnico-scientifico,  mirati a diffondere la cultura del consumo responsabile e delle strategie di sviluppo sostenibile e di tutela degli splendidi habitat naturali che contraddistinguono il territorio della Valle del Neto e area del Cirò.  I filmati hanno, infatti, fatto emergere negli studenti la conoscenza di diversi aspetti legati al controllo dell’ambiente marino, approfondendo in modo pratico  il concetto di minaccia alla conservazione delle specie.

In conclusione, il dott. Cataldo Calabretta, vice presidente del Consorzio di tutela e valorizzazione vini Doc Cirò e Melissa  ha spiegato come sia fondamentale mantenere l’equilibrio eco sistemico per un settore che ha una rilevanza economica fondamentale, in particolare per l’area cirotana, mettendo in luce come le aziende locali adottano comportamenti virtuosi quali l’agricoltura biologica, l’attenzione alla filiera corta e la riduzione dei rifiuti a tutela dell’ambiente.

L’intervento della dott.ssa Rosalba Odoguardi, referente di progetto,  ha riassunto le varie tappe, con gli eventi iniziali in presenza e la successiva rimodulazione con azioni “virtuali” e lezioni in modalità “webinar” post-covid. È stato  presentato il concorso Eco-Arte, un’attività di laboratorio creativo strutturato come concorso artistico e curato dagli studenti attraverso la creazione di opere d’arte a tema, esposte in sala durante l’evento. Tutte le opere artistiche sono state  visionate con cura e sono state premiate in base alle tipologie di materiali utilizzati, al loro valore artistico e al significato attributo dagli autori nelle schede descrittive correlate alle opere stesse.

Per quanto concerne i materiali impiegati, sono state predilette quelle fatte esclusivamente utilizzando rifiuti e materiale di recupero. Considerato comunque il valore artistico ed estetico, la commissione ha stabilito di dare una menzione speciale alle opere dell’allieva Carina Pulerà del Liceo Classico Borrelli di Santa Severina.

Dopo la pausa è iniziata la parte più scientifica del progetto con le relazioni dei tecnici Arpacal e quella dedicata agli interventi dei dirigenti degli istituti scolastici aderenti.

I tecnici Arpacal dott. Costantino Crupi e dott. Fabio Scavo hanno relazionato rispettivamente sui pericoli che minacciano la biodiversità dell’area Valle del Neto-Cirò e sui risultati dei test somministrati agli studenti sottolineando la diversità dei feedback degli studenti prima e dopo il progetto. Maggiore consapevolezza ambientale e più numerose  scelte “green” sono i risultati che sono emersi dal report prodotto.

I docenti scolastici, prof. Vincenzo Iorio dell’istituto Omnicomprensivo di Strongoli,  prof. Vincenzo Rota dell’istituto d’Istruzione Superiore G. Gangale di Cirò Marina, prof.ssa Angela Costa del liceo scientifico Lilio di Cirò Superiore oltre che la prof.ssa Daniela Rocca e la prof.ssa Teresa Amoruso dell’istituto Omnicomprensivo Statale “D. Borrelli” di Santa Severina hanno ribadito nei loro interventi il ringraziamento al gruppo di progetto di Arpacal per l’impegno e la professionalità dimostrate nella realizzazione delle attività di progetto e auspicando che tali iniziative possano ripetersi anche in futuro poiché gli studenti hanno partecipato con grande entusiasmo e interesse realizzando opere artistiche e mettendo a frutto quanto appreso con creatività e fantasia.

Durante la mattinata si è svolta quindi la premiazione degli studenti che hanno partecipato al concorso “Eco-Arte”, i primi tre classificati sono stati rivelati tra la gioia e l’euforia degli studenti presenti e sono stati premiati con targhe ricordo di natura simbolica.

Vincitrici sono state le opere dell’Istituto Omnicomprensivo Statale di Strongoli con “After starry night”, riproduzione della celebre opera di Van Gogh e “Machine” un robot realizzato con materiale da riciclo che vuol trasmettere all’uomo l’idea di mettersi al lavoro per ridurre l’inquinamento.

Secondo classificato l’Istituto Omnicomprensivo Statale “D. Borrelli” di Santa Severina con le opere “Is this the future?”, lampada realizzata con bicchieri di plastica e “Recycle boat”, una riproduzione di una barca fatta con bottiglie di plastica.

Alle opere “Tuffi in un mare di plastica” e “La tartaruga”, realizzate con tappi e bottiglie di plastica del Liceo Scientifico “Lilio” di Cirò Superiore, è assegnato Il terzo posto.

La giornata si è poi conclusa con la proiezione dei video tematici prodotti dai ragazzi. (rkr)

CIRÒ MARINA (KR) – Venerdì l’evento conclusivo del progetto “Non abusiamo del Mare”

Venerdì 8 aprile, a Cirò Marina, dalle 9.30, è in programma la presentazione dei risultati raggiunti con Non abusiamo del mare, il progetto di educazione ambientale  realizzato dall’Arpacal in partenariato con la Capitaneria di Porto di Crotone e l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia ANMI – Gruppo di Crotone.

Come è noto il progetto è stato finanziato con fondi Por Calabria Fesr/Fse 2014-2020, Piano di Azione 6 – Azione 6.5.A1 – SUB-Azione 4″, e si è rivolto agli studenti degli Istituti scolastici ricadenti nel territorio di riferimento “UPTR 8bc- Valle del Neto e area del Cirò”, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza del valore della biodiversità e del paesaggio, sostenendo nelle scuole azioni di informazione, comunicazione e sensibilizzazione sui temi ambientali.

La giornata è stata strutturata in due momenti: una prima fase dedicata ai saluti istituzionali e agli interventi di presentazione del progetto da parte dei tecnici responsabili; una seconda parte, invece, in cui si entrerà nel dettaglio scientifico del progetto con le relazioni dei tecnici Arpacal, dei dirigenti degli istituti scolastici aderenti e con il contributo di alcuni studenti che hanno partecipato al progetto.

I saluti istituzionali saranno a cura di Luciano Finati, Dirigente Ufficio Educazione e formazione ambientale del Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Calabria, Domenico Pappaterra, Direttore Generale Arpacal, Michelangelo Iannone, Direttore Scientifico Arpacal, e Rosario Aloisio, Direttore del Dipartimento Arpacal di Crotone.

Il progetto è la risultante della collaborazione tra il Centro Regionale Sistemi di Gestione Integrati Qualità e Ambiente diretto da Sonia Serra ed il Centro Regionale Strategia Marina diretto da Emilio Cellini, e ha coinvolto il personale Arpacal delle sedi di Cosenza, Crotone e Catanzaro.

La giornata conclusiva vedrà anche la premiazione degli studenti che hanno partecipato ad “Eco-Arte”, attività di laboratorio creativo strutturato come un concorso artistico, curato dagli studenti attraverso la creazione di opere d’arte a tema, che saranno anche esposte nel corso della prossima estate 2022 nella sede ANMI di Crotone.

«La sensibilizzazione anche delle giovani generazioni – ha dichiarato Pappaterra – è uno dei capisaldi della nostra azione; la tutela dell’ambiente, infatti, non può prescindere dalla conoscenza e dalla consapevolezza per poter agire proattivamente nelle nostre abitudini quotidiane». (rkr)

A Torano Castello sopralluogo e misurazione per i campi magnetici di Arpacal

Nei giorni scorsi, i tecnici del Servizio tematico Radiazioni e Rumore del Dipartimento provinciale Arpacal di Cosenza, diretto da Teresa Oranges, un sopralluogo in località Piano Maione del comune di Torano Castello al fine di misurare i valori dei campi elettromagnetici emessi da un impianto di telefonia mobile.

Alla presenza del sindaco di Torano Castello, Franco Raimondo, gli ingegneri dell’Arpacal Antonella De Rango e Lucia Imbrogno, hanno proceduto alla misurazione nei pressi della stazione radio base della società Telecom Italia.

La popolazione che abita nei pressi dell’antenna, infatti, aveva manifestato più volte al primo cittadino le proprie preoccupazioni sui valori emessi dall’impianto. Eseguito il sopralluogo e le misurazioni di rito, i tecnici Arpacal del servizio radiazioni e rumore, diretto da Francesca Tarsia, hanno attestato che i valori rilevati sono ampiamente al di sotto dei limiti imposti dalla normativa vigente.

Il Comune di Vibo presenta il progetto di monitoraggio del gas radon con Arpacal

È stato presentato, al Comune di Vibo Valentia, il progetto di monitoraggio del gas radon in locali dell’amministrazione comunale ed in immobili di privati cittadini che hanno aderito all’iniziativa che sarà effettuato dall’Arpacal e durerà due cicli di misurazione di sei mesi ciascuno.

«Abbiamo avviato questo progetto grazie all’Arpacal con i suoi dipartimenti di Catanzaro e Vibo Valentia – ha dichiarato l’assessore comunale all’Ambiente Vincenzo Bruni – ed una  delle note positive è che l’Agenzia apre anche al monitoraggio negli immobili dei privati cittadini che aderiranno all’iniziativa e che presto sorteggeremo. Questo è uno dei tasselli della azione di governo ambientale del territorio a 360 gradi, in cui uno dei nostri primi obiettivi è stato quello di superare la vecchia logica, una volta molto radicata, di pensare all’ambiente solo come problematica dei rifiuti. Ringrazio anche la Presidente della Commissione Ambiente e i Consiglieri perché grazie al loro stimolo propositivo e  costruttivo le attività dell’Assessorato risultano efficaci nei risultati».

Secondo il direttore scientifico dell’Arpacal Michelangelo Iannone, che ha voluto essere presente all’iniziativa per testimoniare l’impegno di Arpacal sul territorio, attraverso un dialogo fitto con le istituzioni, il monitoraggio nel territorio comunale di Vibo Valentia favorirà sia il popolamento dei dati sulla diffusione del gas radon, e sia l’eventuale programmazione ed adozione di interventi di mitigazione del rischio.

Ad illustrare tecnicamente le fasi del monitoraggio il fisico del Dipartimento di Catanzaro, Salvatore Procopio, e l’ingegnere del dipartimento di Vibo Valentia Pietro Capone.

Come noto, il radon proviene principalmente dal suolo e si accumula nei luoghi chiusi, raggiungendo in alcuni casi concentrazioni tali da comportare un eccessivo rischio per la salute. Dopo il tabacco, infatti, questo gas radioattivo è il secondo fattore cancerogeno in Italia per neoplasie ai polmoni.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, attraverso l’International Agency for Research on Cancer (IARC) ha valutato la cancerogenicità del radon fin dal 1988 e lo ha inserito nel Gruppo 1: “agenti in grado di indurre il tumore polmonare”. Stime consolidate da decenni a livello mondiale attribuiscono al radon la seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo di tabacco con un rischio proporzionale alla concentrazione. In Italia si stima che, su circa 30.000 casi di tumore polmonare che si registrano ogni anno, oltre 3.000 siano da attribuire al radon, la maggior parte dei quali tra fumatori ed ex-fumatori. (rvv)

 

Visita del Comandante regionale Carabinieri Forestali al Dipartimento di Arpacal di Crotone

Il comandante regionale Carabinieri Forestali Colonnello Giorgio Maria Borrelli, ha fatto visita al Dipartimento Provinciale di Crotone dell’Arpacal. Borrelli è stato accolto dal direttore generale dell’Arpacal, Domenico Pappaterra. Presenti all’incontro anche il direttore del dipartimento crotonese, Rosario Aloisio, il direttore del centro regionale strategia marina Emilio Cellini ed il Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Crotone Col. Salvatore Spanò.

L’occasione è servita per un reciproco scambio di intendimenti sulle problematiche ambientali presenti sul territorio crotonese, ampliando lo sguardo all’intera Calabria, nonché per gettare le basi di una implementazione della collaborazione istituzionale tra l’Arma e l’Agenzia ambientale calabrese.

A tal proposito, Pappaterra ha illustrato al colonnello Borrelli la proposta, che sarà formalizzata nei modi e tempi opportuni, con cui l’Arpacal offrirà all’Arma dei Carabinieri di ospitare nella propria sede dipartimentale crotonese il Gruppo Carabinieri Forestale e la locale Stazione; segnale di forte collaborazione, ma anche concreta sinergia nelle azioni quotidiane fianco a fianco.

«Questa nostra chiacchierata – ha dichiarato a margine dell’incontro Pappaterra– rappresenta uno dei tanti tasselli che compongono la stretta sinergia che abbiamo con l’Arma dei Carabinieri, cui va il nostro ringraziamento anche per il sostegno strumentale fornitoci recentemente con la consegna di un drone di alta tecnologia. Sarebbe efficace, e dal grande valore comunicativo per l’intera Calabria, che nella nostra sede venisse aperta una stazione dei Carabinieri, a dimostrazione concreta che la strada della lotta alle illiceità ambientali viene fatta insieme». (rkr)

Inquinamento acustico, nuova dotazione strumentale per i Dipartimenti Arpacal

Sono stati consegnati, nella sede di Castrolibero (CS) dell’Arpacal, tre fonometri modello Fusion 01dB, con relativi accessori, appunto per potenziare la strumentazione tecnologica in dotazione all’Agenzia.

In considerazione della peculiare importanza che riveste il monitoraggio ambientale, ed in particolare modo quello dell’inquinamento acustico, il direttore scientifico dell’Arpacal, Michelangelo Iannone, ha promosso l’investimento per il potenziamento dei Servizi Radiazioni e Rumore dei dipartimenti provinciali Arpacal, incaricando per le fasi procedurali tecniche Nicola Miglino, funzionario tecnico del Servizio Radiazioni e Rumore di Cosenza, diretto da Francesca Tarsia.

I Servizi tematici Radiazioni e Rumore dell’Agenzia, al fine di poter svolgere i propri compiti d’istituto e nello specifico la misurazione di eventuale inquinamento acustico, devono infatti  utilizzare strumentazione scientifica adeguata all’evolversi della normativa di settore e della tecnologia disponibile. Negli anni, l’aggiornamento della strumentazione in dotazione ai Servizi Radiazioni e Rumore dei vari Dipartimenti Arpacal è stata una necessità sempre più importante in quanto, di fatto, tale strumentazione essendo “da campo”, ossia usata nelle attività all’esterno sul territorio, è soggetta ad usura aggiuntiva e sicuramente accelerata rispetto ad altre tipologie di strumentazioni tecniche di settore.

La consegna dei fonometri è avvenuta da parte Piertoni Cambiaggio, Responsabile Tecnico dell’Area Centro-Sud di Aesse Ambiente, che ha illustrato negli uffici del dipartimento Arpacal di Cosenza il funzionamento della strumentazione acquisita, alla presenza del Dirigente, Francesca Tarsia, e dei funzionari del Servizio stesso nonché del Servizio Radiazioni e Rumore del Dipartimento di Reggio Calabria.
Nello specifico con la strumentazione acquisita si potranno effettuare analisi più approfondite e di dettaglio delle varie sorgenti di rumore che di volta in volta sono oggetto delle varie indagini acustiche effettuate dall’Arpacal.

Il beneficio di poter utilizzare questa tipologia di fonometri sta anche nel fatto che molte Arpa italiane, nell’ambito di un costante e continuo scambio di “best practice” nel Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, utilizzano la stessa strumentazione e, pertanto, l’acquisto effettuato dall’Arpacal determinerà non solo evidenti vantaggi nell’utilizzo quotidiano dell’hardware e del software, perfezionati dalle molteplici esperienze pregresse delle altre ARPA, ma anche ottimizzerà il confronto e la collaborazione fra le Agenzie. (rcz)

Le donne, la scienza e l’ambiente: un’opportunità vista da Arpacal

Se si tengono presenti le statistiche relative all’occupazione delle donne nelle attività scientifiche, dove si registra una fortissima sperequazione tra i generi, merita mettere in luce una realtà del tutto incoraggiante all’interno dell’agenzia Regionale per la protezione del l’ambiente, in Calabria.

I ruoli ricoperti dalle donne sono meritocraticamente valorizzati, a dimostrazione che la visione stereotipata che precluderebbe alle donne l’impegno negli studi e nelle ricerche scientifiche non trova riscontro laddove l’accesso e la carriera delle donne alle attività scientifiche è regolato dal merito.

La riflessione vale soprattutto nell’ambito delle ‘scienze dure’, quali la fisica, chimica, la biologia, ecc. che, nel loro sviluppo storico, si può dire che siano state considerate esclusivamente appannaggio degli uomini. La riflessione sulla questione di genere nell’ambito delle attività scientifiche mette in luce una realtà positiva all’interno dell’Arpacal. Soprattutto se si considera la presenza femminile nei ruoli dirigenziali, presenza veramente preponderante, come risulta per la direzione dei dipartimenti: tre su cinque sono donne (Reggio Calabria, Cosenza e Catanzaro).

Donne sono anche la maggioranza dei biologi; due chimiche, Filomena Casaburi Mimma Ventrice dirigono i laboratori (bio naturalistico e chimico) del Dipartimento di Catanzaro. Al Dipartimento di Reggio, diretto da Giovanna Belmusto, chimico, è donna anche il dirigente del servizio tematico acqua, Francesca Pedullà, biologa. A Cosenza, Giuliana Spadafora, chimica, è dirigente del Laboratorio Chimico mentre Francesca Tarsia, fisico ambientale, è dirigente del Servizio Radiazioni e Rumore.

Inoltre, sono donne a guidare attualmente le cosiddette strutture strategiche dell’agenzia: Rosaria Chiappetta, dirigente chimico, per la Rete Laboratoristica, Sonia Serra, dirigente chimico, al Controllo Qualità, Teresa Oranges, dirigente geologa, al Centro di Geologia e Amianto, Claudia Tuoto, dirigente chimico, alla Rete di Qualità dell’aria.
La presenza delle donne nell’ambito di un’istituzione scientifica come Arpacal, e in particolare nei ruoli dirigenziali, è la prova di come l’ingegno femminile abbia una proiezione concreta nel lavoro e sia capace di aggiungere valore alle attività in cui è richiesta capacità di attenzione e coordinamento.

La riflessione vuole andare oltre la giornata dell’8 marzo per segnalare alle giovani donne, in particolare, l’opportunità di compiere scelte studi scientifici, libere da visioni stereotipate in cui la donna appare meno adatta degli uomini a sviluppare le sue capacità.

Ancora oggi, nonostante le evidenze presenti in ambito scientifico ed i traguardi raggiunti, il lavoro delle donne nelle attività scientifiche sia riconosciuto e il lavoro apprezzato, il binomio Donne e Scienza necessita di ulteriori passi per abbattere gli stereotipi e recuperare i ritardi che vedono le donne laureate in discipline Stem al 16,2% contro il 37,3% tra gli uomini. Ed è una necessità che le sfide ambientali della transizione ecologica mettono ancora di più in evidenza. Non è solo un’esigenza culturale presente ma anche economica che riguarda il futuro e la sostenibilità perché l’esperienza, all’interno dell’agenzia e nelle realtà lavorative in genere, evidenziano che le donne nel lavoro sono portatrici di perseveranza e immensa passione per il proprio lavoro.

Per ridurre il gap e far crescere la passione e la curiosità scientifica sin dalla giovanissima età, l’Arpacal ha acceso molte convenzioni con scuole e università. Perché rendere la scienza sempre più inclusiva per giovani, uomini e donne, è lo strumento essenziale per affrontare adeguatamente le sfide ambientali e porre le basi di uno sviluppo sostenibile. (DG Domenico Pappaterra, DS Michelangelo Iannone e DA Antonio Calli)