Convenzione tra Metrocity RC e Arpacal per monitorare l’impianto di Melicuccà

La Città Metropolitana di Reggio Calabria ha firmato una convenzione con Arpacal per l’avvio del monitoraggio sull’impianto di Melicuccà.

Un passaggio considerato centrale nell’ambito della strategia che la Città metropolitana di Reggio Calabria sta portando avanti per il settore rifiuti, e che era stato già ampiamente previsto prima in Conferenza metropolitana e poi in Consiglio, quale atto di indirizzo condiviso dall’assemblea di Palazzo Alvaro.

Lo ha reso noto il consigliere metropolitano delegato al Ciclo integrato dei rifiuti, Salvatore Fuda, il quale ribadisce ancora una volta che «tutta l’attività si sta svolgendo secondo criteri di massima sicurezza che vanno ben al di sopra degli standard richiesti per impianti di questo tipo, poiché l’obiettivo è quello di condurre tutto l’iter nel miglior modo possibile».

«Dispiace che fino ad oggi – ha evidenziato Fuda – non si sia parlato del vecchio impianto che era già esistente mentre oggi, nel momento in cui viene avviata una seria e rigorosa attività di bonifica, la stessa struttura diventa oggetto di discussione pubblica. Ciò in effetti è qualcosa di paradossale poiché in passato nulla è stato detto rispetto ad un sito che in precedenza presentava condizioni di rischio e di criticità».

«Rischi che, tuttavia – ha proseguito – non hanno determinato nel tempo alcuna condizione di inquinamento nei confronti del territorio, dunque non si capisce perché adesso, il nuovo impianto che è realizzato secondo i più moderni standard e che viene utilizzato solo come sito di stoccaggio per rifiuti che sono imballati e messi in sicurezza, debba rappresentare una minaccia per l’ambiente».

Il monitoraggio condotto dall’Arpacal «per un intero anno sarà seguito da vicino dallo stesso Ente metropolitano – assicurato il consigliere Fuda – con l’obiettivo di osservare con grande attenzione tutte le evidenze e le indicazioni che da tale lavoro emergeranno. La Città metropolitana, sin dall’inizio di questa vicenda, ha agito con grande senso di responsabilità, ponendo al centro di tutto la tutela della salute dei cittadini e la sicurezza dell’ambiente. Lo dimostra ampiamente il fatto che l’Ente si sia preso tutto il tempo necessario prima di compiere ogni passo, operando nel quadro di una strategia complessiva che guarda alla normalizzazione e alla sostenibilità dell’intero ciclo integrato dei rifiuti».

«Questo lavoro che la Metrocity sta conducendo – ha proseguito – è bene ricordarlo sempre, determina un ingente risparmio di risorse pubbliche grazie al mancato conferimento fuori regione che incide in modo pesante sulle casse dei Comuni. Adesso – conclude Fuda – occorre che tutti gli attori istituzionali e anche la cittadinanza, facciano la loro parte. A cominciare dai territori e dai cittadini, affinché rafforzino l’impegno sul fronte della differenziata che rimane sempre la stella polare da seguire per rendere funzionale ed efficiente il settore rifiuti».

«Ma è necessario – ha concluso – anche un approccio diverso a tale problematica ragionando in forma coesa, come comunità, poiché solo così riusciremo a restituire normalità ad un settore delicatissimo da cui dipendono il benessere e la qualità della vita di tutte le comunità del territorio metropolitano di Reggio Calabria».

LA LUNGA STRADA PER UN MARE PULITO
IN CALABRIA, LA SINERGIA È LA CHIAVE

Il mare non è solo una questione della Calabria, ma anche – e soprattutto – dei calabresi. Il problema dell’inquinamento e della maladepurazione, infatti, è un problema atavico a cui si è iniziato a lavorare seriamente solo di recente, con l’elezione di Roberto Occhiuto a presidente della Regione.

Non che prima non fosse stato fatto nulla ma, con dati e fatti alla mano, il presidente Occhiuto è riuscito a creare quelle sinergie – forse prima irrealizzabili – tra Enti, Associazioni e autorità che potrebbero dare davvero la svolta di cui il nostro mare ha decisamente bisogno.

Come già ribadito dal direttore dell’ArpacalDomenico Pappaterra, c’è stata «una nuova consapevolezza nell’affrontare le criticità causate da decenni di incuria e abusi di ogni genere; penso alle iniziative dell’Associazione Mare Pulito Bruno Giordano nel vibonese, al recente incontro dell’associazione Mare Pulito (con la quale Arpacal ha sottoscritto un protocollo di collaborazione) con il presidente della Regione Calabria e le altre istituzioni, all’uscita del rapporto Mare Monstrum di Legambiente, alle proposte di Alleanza Ecologica per l’Italia e alle diverse iniziative di controllo ambientale delle associazioni ambientaliste dell’alto tirreno cosentino e del medio tirreno lametino».

«Questo fermento denota un cambio di passo che va nella giusta direzione, ovvero – ha detto Pappaterra – quella di unire tutte le forze in una sfida quasi impossibile ma che si potrà vincere se tutti quanti remeremo dalla stessa parte».

Ne è l’esempio del Protocollo d’intesa per la Salvaguardia e la Tutela del Mare, sottoscritto nel 2021 tra l’Associazione Mare Pulito e i Comuni dell’Alto Tirreno Cosentino, che sono continuamente vittime di casi di maladepurazione.

Una situazione, che è stata continuamente denunciata da Italia Nostra Alto Tirreno Cosentino, e che, in risposta alle dichiarazioni rilasciate da Occhiuto, secondo cui «per 20 anni non si è parlato di depurazione; quindi ora stiamo cercando di rimediare a 20 anni di inerzia. Non sarà facile avere un mare cristallino già questa estate. Confidiamo di risolvere il problema della depurazione in due anni, ma se quest’anno lo risolvessimo al 40% non sarebbe male», ha chiesto di «vedere prima i fatti», oltre che «più serietà e responsabilità da parte di tutti».

Detto fatto. Il Governatore ha avviato una serie di iniziative per il Mare Pulito, come l’ordinanza del 16 giugno per interventi urgenti sui depuratori di 13 Comuni della fascia Tirrenica e sugli scarichi abusivi, la collaborazione con il direttore della Stazione Zoologica “Anthon Dorn”, Silvio Greco e, per ultimo, un’azione di monitoraggio sperimentale del mare, che si svolge utilizzando elicotteri e droni. Importante, poi l’attivazione di un tavolo regionale con Procure, Prefetture, Capitanerie di Porto, Guardia di Finanza e Carabinieri per le attività di verifiche degli scarichi abusivi e delle anomalie presenti.

Tutte azioni che sicuramente non risolveranno il problema immediatamente ma che porteranno, nel tempo, ai risultati tanto sperati. Tuttavia, anche se Arpacal ha rilevato che quasi il 90% della nostra costa con acque in qualità eccellente, solo il 2,3% è da considerare in qualità scarsa, il problema del mare sporco, purtroppo, sarà un tema continuo nell’estate dei calabresi.

Proprio nella giornata di domenica, a Marina di San Lorenzo, in provincia di Reggio, è arrivata la denuncia da residenti e turisti per il mare inquinato.

«Prendere un’infezione dovuta al mare inquinato nel 2022 è davvero inaccettabile. Come possiamo definire questo un paese civile quando mancano anche le cose più basilari? Tutto questo, poi, è aggravato dal fatto che il cittadino non ha un punto di riferimento nelle istituzioni con cui interfacciarsi, a cui chiedere risposte. La rassegnazione regna sovrana», hanno denunciato i bagnanti, che hanno chiesto a Occhiuto di «”toccare con mano” la gravità della situazione nella costa jonica reggina. Servono soluzioni concrete, basta a quelle tampone che non fanno altro che peggiorare la situazione. Questa terra ha bisogno di riscatto, mentre cittadini e turisti meritano di vivere in serenità i pochi giorni di ferie di cui possono godere». (rrm)

 

L’OPINIONE / Domenico Pappaterra: Occorre un’azione corale nella lotta all’inquinamento del mare

di DOMENICO PAPPATERRA – In questi giorni si stanno susseguendo incontri, dibattiti e prese di posizione del mondo politico istituzionale e associativo sullo stato di salute del mare calabrese che segnalano indubbiamente una nuova consapevolezza nell’affrontare le criticità causate da decenni di incuria e abusi di ogni genere.

Penso alle iniziative dell’associazione Mare Pulito Bruno Giordano nel vibonese, al recente incontro dell’associazione Mare Pulito (con la quale Arpacal ha sottoscritto un protocollo di collaborazione) con il presidente della Regione Calabria e le altre istituzioni, all’uscita del rapporto Mare Monstrum di Legambiente, alle proposte di Alleanza Ecologica per l’Italia e alle diverse iniziative di controllo ambientale delle associazioni ambientaliste dell’alto tirreno cosentino e del medio tirreno lametino.

Questo fermento denota un cambio di passo che va nella giusta direzione, ovvero, quella di unire tutte le forze in una sfida quasi impossibile ma che si potrà vincere se tutti quanti remeremo dalla stessa parte.
La controffensiva lanciata in tempi non sospetti dal Presidente della Regione con l’istituzione di una Cabina di Regia fu accompagnata all’inizio da una sorta di scetticismo che col passare del tempo e l’intensificarsi delle attività è stato gradualmente superato e a oggi in molti riconoscono la bontà di quella scelta strategica.

Fondamentale a mio avviso è stata la creazione di una task force per il mare che ha riunito i Procuratori della Repubblica di Vibo Valentia, Lamezia Terme e Paola, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, il Comandante Generale della Guardia di Finanza, il Comandante Generale della Capitaneria di Porto, il Direttore Generale Arpacal e il Professor Silvio Greco dell’Istituto di Ricerca Anton Dohrn.

Una task force operativa che in funzione dei tempi ristretti ha concentrato le proprie attività di monitoraggio e controllo principalmente sul tratto tirrenico compreso tra Tortora e Nicotera.
I risultati delle operazioni “Deep” hanno portato alla ribalta numerosi scarichi abusivi e alcuni illeciti ambientali di aziende agricole che sversavano direttamente gli scarti di lavorazione nei nostri fiumi o di lavanderie industriali senza alcun collettamento agli impianti di depurazione che spesso erano mal funzionanti.

Nello stesso tempo c’è stata un’azione molto forte delle istituzioni regionali con il Dipartimento Ambiente della Regione e i tecnici Arpacal che insieme a quelli dell’istituto Anton Dohrn hanno monitorato gli impianti di depurazione lungo questo tratto di costa rinvenendo quasi 25.000 tonnellate di fanghi della depurazione che erano stoccati presso gli impianti stessi. Alcuni depuratori presentavano un cattivo funzionamento di molte pompe di sollevamento e addirittura sono stati rinvenuti impianti sprovvisti dei quadri elettrici.

Molto significativa da parte della Regione è stata la volontà di venire incontro alle difficoltà dei comuni facendosi carico di finanziare sia lo smaltimento di questi fanghi sia il ripristino degli impianti.
Grazie al finanziamento che era stato già deliberato in precedenza, Arpacal ha potuto ripristinare in circa 70 impianti costieri i cosiddetti campionatori automatici che consentono da remoto di poter attivare le attività di prelievo e controllo delle acque in uscita dall’impianto.

Nonostante queste criticità che stiamo affrontando, ribadisco ancora una volta la balneabilità del nostro straordinario mare; i dati dell’ultima Campagna di Balneazione Arpacal mostrano quasi il 90% della nostra costa con acque in qualità eccellente, solo il 2,3% è da considerare in qualità scarsa.

In queste criticità però c’è la vera sfida, lavorando tutti verso un obiettivo comune già da quest’anno sarà possibile recuperare una buona parte di questa percentuale e insistendo su questa strada si potranno ottenere risultati concreti e duraturi per godere finalmente di un mare pulito e fruibile da tutti i turisti e i cittadini calabresi. (dp)

[Domenico Pappaterra è direttore generale dell’Arpacal]

A Crotone la mostra con le opere degli studenti realizzate col progetto di Arpacal

Per tutta l’estate, nella sede dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Crotone, sarà possibile ammirare la mostra realizzata con le opere originali elaborate dagli studenti, nell’ambito del Progetto di educazione ambientale Non Abusiamo del Mare promosso da Arpacal in partenariato con Capitaneria di Porto e Gruppo ANMI di Crotone.

All’inaugurazione, lo scorso 23 giugno, hanno preso parte, oltre al Comandante della Capitaneria di Porto, Giovanni Arcangeli, i soci ANMI- il Presidente dott. De Caro e il dott. Grilletta – gli studenti , tra gli altri ricordiamo quelli dell’Istituto di Strongoli, di Cirò Marina e del Liceo classico di Santa Severina con i relativi docenti.
A illustrare la valenza della mostra, Emilio Cellini, dirigente biologo del Centro Regionale di Strategia Marina di Arpacal, con la biologa Laura Pirrera, i tecnici Alfredo Amoruso, Francesco Megna, Tommaso Ciccopiedi e Cataldo Filippelli in servizio presso lo stesso Centro e Sonia Serra dirigente del Centro di Educazione ambientale con Rosalba Odoguardi.
Realizzati con materiale riciclato, le opere esprimono oltre alla capacità creativa dei ragazzi, la finalità di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di conoscere il patrimonio marino per preservarlo da alcuni comportamenti che provocano un impatto negativo sulla qualità delle acque costiere e sull’ecosistema, sempre più contaminato dalla presenza di microplastiche e frammenti di materiali che, non smaltiti correttamente, finiscono in mare.
La vita e la biodiversità del mare, inoltre, è un’esperienza che attraversa tutta la mostra, attraverso 5 visori 3D che animano la Stella Carlit, di 3.5 mt di raggio, che restituisce in una visione tridimensionale lo straordinario patrimonio delle aree SIC “Siti di Importanza Comunitaria (SIC) Marini della Calabria” e la valenza della Posidonia oceanica, come indicatore di salute dell’ecosistema.
La mostra è inserita nel programma di eventi collaterali alla seconda edizione del Nastro Rosa Tour, regata velica nazionale che ha fatto tappa a Crotone in questi giorni. (rkr)

Il 28 giugno s’inaugura i nuovi locali dell’Area Meteo del Centro Funzionale Multirischi di Arpacal

Martedì 28 giugno, a Cosenza, s’inaugurano i nuovi locali dell’Area Meteo – Servizio Meteorologico Regionale del Centro Funzionale Multirischi dell’Arpacal, ubicati presso la Stazione Ferroviaria di Vaglio Lise e concessi in comodato d’uso da Rete Ferroviaria Italiana.

All’inaugurazione, che avverrà alle 10, saranno presenti il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e il direttore generale dell’Arpacal, Domenico Pappaterra.

«L’inaugurazione dei nuovi locali area meteo – si legge in una nota – non rappresenta solo un fatto simbolico ma permetterà ancora di più ad Arpacal ed al suo Centro Funzionale di essere parte integrante del sistema nazionale di previsione e prevenzione dei rischi meteo-idrogeologici ed idraulici finalizzato alla salvaguardia della pubblica incolumità. Arpacal, a seguito del DPR 186/2020, sarà l’unica Agenzia per l’Ambiente del sud Italia a divenire Ente Meteo del Servizio Meteorologico Nazionale e nodo per la Calabria di Italia Meteo, l’Agenzia Nazionale per la Meteorologia e la Climatologia, nata per svolgere a livello nazionale il coordinamento della gestione delle attività in materia di meteorologia e climatologia».
«Tutto ciò – continua la nota – sarà possibile grazie alle nuove attrezzature altamente evolute presenti nell’area meteo che permetteranno sempre maggiori attività d’analisi. Come direttore generale sono orgoglioso di poter offrire ai cittadini calabresi questa importante risorsa; spero possa contribuire a fronteggiare gli effetti purtroppo già visibili del cambiamento climatico in corso soprattutto in una regione fragile come la Calabria».
Il Centro Funzionale Multirischi è parte essenziale del Sistema nazionale e regionale di protezione civile, costituendo infatti il nodo calabrese della Rete nazionale dei Centri Funzionali, coordinata da Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, e svolgendo i compiti istituzionali di allertamento del rischio meteo idrogeologico ed idraulico
Il Centro Funzionale effettua, in tale ambito, il monitoraggio dei fenomeni meteo-idrogeologici ed idraulici: la struttura è infatti operativa h24 tutti i giorni dell’anno, garantendo le proprie attività volte a preservare la vita umana, sia in fase previsionale che in corso d’evento.
Con l’inaugurazione dei locali potrà dirsi oggi compiuto il lungo percorso che ha portato all’attuazione dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 e dalla Direttiva Regionale sul sistema di allertamento regionale per il rischio meteo idrogeologico ed idraulico in Calabria, approvata con deliberazione di Giunta Regionale n. 535 del 15 novembre 2017, che prevedeva che il Centro Funzionale Multirischi dell’Arpacal fosse costituito, oltre che dall’Area-Idro, oggi già esistente ed operativa, anche dal Servizio Meteorologico Regionale – Area Meteo, finalizzata a garantire, per l’intero territorio regionale e per 365 giorni all’anno, le attività autonome di elaborazione delle previsioni meteorologiche, propedeutiche alla valutazione degli scenari di criticità meteo-idrogeologica ed idraulica regionali a salvaguardia della pubblica incolumità, che a tutt’oggi per la Calabria vengono effettuate, in regime di assistenza, dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile.
L’Area Meteo del Centro Funzionale Multirischi viene realizzata nell’ambito del progetto più complessivo “Centro Funzionale Multirischi 2.0, a valere sul POR Calabria FESR FSE 2014-2020, con una dotazione finanziaria di circa 11.000.000 euro. Tale progetto si prefigge lo scopo di sviluppare ed implementare le capacità di previsione e prevenzione dei rischi meteo-idrogeologici ed idraulici finalizzata alla salvaguardia della pubblica incolumità.
La realizzazione dell’Area Meteo, sollecitata anche da apposita Mozione approvata dal Consiglio Regionale nel 2018, assume inoltre oggi ancora maggior importanza per il coordinamento della gestione delle attività in materia di meteorologia e climatologia, al fine di supportare le autorità statali e regionali preposte alle funzioni di protezione civile, di tutela della salute e dell’ambiente, di politica agricola, del sistema di allerta nazionale per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico e delle misure di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici.
Nel corso dell’evento saranno mostrati al pubblico anche i mezzi e parte della strumentazione acquisita con il progetto, tra i quali due droni con sensoristica di elevata tecnologia (un drone multi rotore esacottero ed un drone multi rotore quadricottero), per il monitoraggio ed il rilevamento degli stati di rischio sul territorio, un radar meteorologico mobile in banda X, che consentirà una stima accurata dei campi di precipitazione nelle varie porzioni di territorio, una sala operativa mobile che fungerà anche da centro di comando e stazione di controllo e pilotaggio degli aeromobili, due fuoristrada da utilizzare per il trasporto. (rcs)

Presentato il tirocinio universitario sulle “Tecniche di misura ambientale” dell’Arpacal

È stato presentato, a Catanzaro, nella sede dell’Arpacal, l’attività di tirocinio universitario dal titolo Tecniche di misura ambientale: radiazioni ionizzanti e non ionizzanti.

La presentazione è avvenuta alla presenza del direttore scientifico Michelangelo Iannone, del direttore di Dipartimento, Filomena Casaburi e della professoressa Anna Mastrobernardino.

Si tratta di un lavoro tecnico pratico, sviluppato dalla studentessa Eleonora Ragozzino con il supporto del tecnico Salvatore Procopio. Il tirocinio è stato reso possibile dalla comune intesa, formalizzata tramite convenzione, tra Arpacal e Università della Calabria e, nello specifico, tra il dipartimento di Fisica ed il Laboratorio specialistico del Dipartimento di Catanzaro, per realizzare opportunità di reciproco accrescimento attraverso percorsi formativi che di fatto consentono allo studio e alla ricerca, che caratterizza il percorso universitario, di avvalersi dell’applicazione pratica della rete agenziale.
Le numerose campagne di misura delle radiazioni, effettuate negli anni in centinaia di ambienti sparsi sull’intero territorio regionale, attraverso il laboratorio di Fisica “Ettore Majorana” dell’Arpacal costituiscono una significatività statistica e una capacità di elaborazione dei risultati che hanno consentito alla Ragozzino di integrare sul piano pratico le competenze scientifiche.
La qualità del tirocinio formativo, grazie all’iniziativa condivisa tra gli enti, ha trasformato un’attività curriculare in una vera e propria occasione di confronto particolarmente stimolante anche grazie alla presenza di un gruppo di studenti dello stesso corso di laurea che nell’occasione ha potuto visitare la sede centrale dell’Agenzia e “vedere” il mondo in cui, completati gli studi, è possibile applicare le competenze per le attività di monitoraggio ambientale. (rcz)

PD Calabria: Occhiuto chiarisca perché ha affidato incarico balneabilità a Stazione Zoologica Dhorn

I consiglieri regionali del Partito Democratico, Domenico Bevacqua, Ernesto Alecci,  Franco Iacucci, Nicola Irto e Raffaele Mammoliti, hanno chiesto al Governatore Occhiuto di chiarire in merito all’affidamento, per oltre 1 milione di euro, alla stazione zoologica Dhorn della verifica sulla balneabilità di alcuni tratti della costa calabrese invece che all’Arpacal.

«Lungi da noi mettere in discussione le professionalità, le competenze presenti e riconosciute all’interno della stazione zoologica Dhorne, ma ci pare strano che tali prestazioni invece di essere aggiuntive alle competenze presenti in Arpacal, vadano  a cancellarle o a ridimensionarle nella migliore delle ipotesi», hanno aggiunto.

«Bene ha fatto dunque la Funzione Pubblica della Cgil – hanno detto ancora i consiglieri del gruppo Pd di Palazzo Campanella – a porre con forza il problema che come gruppo rilanceremo in Consiglio regionale chiedendo al presidente Occhiuto di rendere un’immediata informativa».

«L’Arpacal ha le competenze necessarie – hanno concluso i consiglieri regionali del Pd – per effettuare al meglio le verifiche necessarie grazie ai professionisti che operano al suo interno e anche grazie ai data base in suo possesso che consentirebbero confronti e valutazioni immediate. Ricorrere a professionisti esterni dunque, oltre a provocare un esborso ingiustificato per le casse regionali è incomprensibile, nonché non funzionale allo stesso obiettivo che si vuole raggiungere». (rrc)

Inaugurati i nuovi locali del Laboratorio Chimico del Dipartimento Arpacal di Catanzaro

Sono stati inaugurati, a Catanzaro, i nuovi locali del laboratorio chimico del Dipartimento provinciale dell’Arpacal, alla presenza del Prefetto di Catanzaro, dr.ssa Maria Teresa Cucinotta, e del Presidente di ISPRA/SNPA, prefetto Stefano Laporta.

Presenti all’incontro – durante il quale sono state intitolate due sale multimediali alla memoria di due tecnici Arpacal scomparsi prematuramente, il dr. Francesco Maria Russo ed il dott. Domenico Curcio –  anche il presidente del Consiglio regionale della Calabria, on.le Filippo Mancuso, il sindaco di Catanzaro, dott. Sergio Abramo, ed il dirigente generale del Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Calabria, ing. Gianfranco Comito.

«I miei primi programmi appena insediato nel luglio del 2019 – ha dichiarato il direttore generale di Arpacal, dott. Domenico Pappaterra, nel presentare l’iniziativa  – furono totalmente stravolti dall’incendio che nella notte tra il 31 luglio e l’1 agosto distrussero gran parte della strumentazione tecnica di alta tecnologia che era presente nel laboratorio chimico di Catanzaro. Da allora non ci siamo fermati un solo attimo, nonostante il covid, per restituire le piene potenzialità di strumentazioni e locali al dipartimento di Catanzaro. Oggi non solo restituiamo nuovi locali, ma forniamo nuove attrezzature altamente evolute che permetteranno sempre maggiori attività d’analisi».

Presenti alla cerimonia di inaugurazione del laboratoio chimico il Direttore Scientifico, dr. Michelangelo Iannone, il Direttore Amministrativo, Avv. Antonio Calli, il direttore del Dipartimento provinciale di Catanzaro, dr.ssa Filomena Casaburi, il dirigente del laboratorio chimico, dr.ssa Domenica Ventrice, nonchè una nutrita rappresentanza di dirigenti e tecinici dell’Agenzia.

«È la prima volta che vengo in Calabria – ha introdotto Stefano Laporta, presidente di ISPRA e del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente – e non soltanto per partecipare ad una cerimonia così importante, ma per testimoniare il lavoro egregio che l’Arpa Calabria sta svolgendo sul suo territorio ma anche su tutti i tavoli nazionali dove sta fattivamente contribuendo ai diversi progetti e programmi che il Sistema sta sviluppando».

«Solo chi è dotato di grande passione, come noi – ha proseguito – può quotidianamente lavorare senza sosta, e noi l’abbiamo fatto anche durante il covid, per garantire il giusto presidio a difesa dell’ambiente, attraverso le attività di monitoraggio e controllo. Sono qui a Catanzaro anche per ufficializzare il finanziamento di due milioni di euro, attraverso programmi paralleli al PNRR, all’Arpa Calabria per il potenziamento della dorsale laboratoristica, in special modo per la sede dipartimentale di Cosenza, al servizio delle attività che l’agenzia svolge su tutto il territorio calabrese».

«Era necessaria la mia presenza – ha dichiarato il Prefetto di Catanzaro, Maria Teresa Cucinotta – per dimostrare la vicinanza della massima autorità rappresentativa dello Stato ad una Agenzia che, colpita duramente da un evento tragico come l’incendio del 2019, ha saputo rialzarsi e diventare più forte di prima. E questo è stato possibile non solo grazie al management guidato dal direttore Pappaterra, ma dalla sinergia di tutti gli enti che hanno creduto in questo progetto, a dimostrazione che, mai come oggi, nessuno si salva da solo».

«Il Consiglio e la Giunta regionale – ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, che ha portato anche i saluti del Presidente della Giunta, Roberto Occhiuto – mai come adesso ha creduto e sta investendo sull’Arpacal, riconoscendo grande importanza alle attività che svolge, ma anche al supporto tecnico scientifico che è chiamata a svolgere per l’intero Sistema Calabria, anche alla luce della centralità della matrice ambiente nel PNRR».

«Questa inaugurazione, al di là dell’evento positivo – ha dichiarato il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo – è la dimostrazione che quando viene assegnata responsabilità di management a chi ha la competenza per farlo, e mi riferisco al direttore Mimmo Pappaterra, i risultati positivi si vedono, altrimenti il fallimento, e non solo ambientale, è un rischio altamente probabile a queste latitudini. Ma se è vero che Arpacal dimostra la sua bravura ed alta professionalità, è anche vero che merita il sostegno finanziario che anche le altre Arpa ricevono. Anche perché il futuro riserverà a questa Agenzia ancora un ruolo da maggiore protagonista nello scenario regionale di cui non possiamo fare a meno».

Tornando all’incendio che colpì il laboratorio, prontamente domato dal personale dei Vigili del Fuoco accorso, le fiamme furono circoscritte grazie al funzionamento del sistema di protezione attivo e passivo, come le porte tagliafuoco, la compartimentazione dei locali del laboratorio e dei sistemi di rilevamento.

Una volta conclusa l’opera di ristrutturazione e riqualificazione ingegneristica ed impiantistica dei locali, la fase 2 ha interessato l’acquisto di nuova strumentazione ed il revamping, ossia l’aggiornamento e potenziamento tecnologico, dei macchinari di laboratorio.

L’occasione è stata propizia anche per ulteriormente specializzare le linee laboratoristiche di Catanzaro, come quelle dedicate specificamente al progetto SARI dell’Istituto Superiore di Sanità che ha lo scopo di mettere in evidenza l’eventuale presenza di SarsCoV2, agente patogeno della covid-19, nelle acque che giungono ai depuratori. (rcz)

Giovedì s’inaugurano a Catanzaro nuovi locali del Laboratorio Chimico di Arpacal

Giovedì 21 aprile, alle 10.30, a Catanzaro, s’inaugurano i nuovi locali del Laboratorio Chimico dell’Arpacal.

Introduce i lavori il direttore generale dell’Arpacal, Domenico Pappaterra. Partecipano Maria Teresa Cucinotta, prefetto di Catanzaro, Stefano Laporta, presidente Ispra-Snpa, Filippo Mancuso, presidente del Consiglio regionale della Calabria, Sergio Abramo, sindaco di Catanzaro e Gianfranco Comito, dirigente generale Dipartimento Ambiente e Territorio. (rcz)

Potenziato il parco tecnologico del Laboratorio Chimico del Dipartimento Arpacal di Catanzaro

È pronto per la piena operatività il nuovo laboratorio chimico del Dipartimento provinciale Arpacal di Catanzaro che,  nella notte tra il 31 luglio e l’1 agosto del 2019 fu colpito da un incendio che ne distrusse gran parte della strumentazione di alta tecnologia presente e rese impraticabile per diversi mesi un’area dello stabile interessato dalle fiamme.

Il 21 aprile, infatti, saranno inaugurati dei locali del laboratorio chimico del Dipartimento provinciale di Catanzaro, alla presenza del management dell’Arpacal, il Direttore generale Domenico Pappaterra, il Direttore Scientifico Michelangelo Iannone, il Direttore Amministrativo Antonio Calli, il direttore del Dipartimento provinciale di Catanzaro Filomena Casaburi, e delle autorità civili e militari invitate all’evento; hanno confermato la loro presenza il Prefetto di Catanzaro, Maria Teresa Cucinotta, il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, il Presidente di ISPRA ed SNPA Stefano Laporta, ed il Sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo.

Tornando all’incendio che colpì il laboratorio, prontamente domato dal personale dei Vigili del Fuoco accorso, le fiamme furono circoscritte grazie al funzionamento del sistema di protezione attivo e passivo, come le porte tagliafuoco, la compartimentazione dei locali del laboratorio e dei sistemi di rilevamento. Alcune stanze dei locali del laboratorio, però, subirono gravi danni alla stabilità statica della struttura, al punto che i Vigili del Fuoco prescrissero specifiche operazioni di ingegneria perché le stesse tornassero alla loro completa agibilità.

Da allora, con i rallentamenti determinati dallo scoppio della pandemia Covid, il lavoro di ristrutturazione dei locali è proseguito con un unico obiettivo: ridare presto piena funzionalità al laboratorio del Dipartimento catanzarese che, nelle more della ristrutturazione, ha fatto comunque leva sul grande spirito di abnegazione dei dipendenti nonché sulla collaborazione degli altri laboratori della rete Arpacal.

Una volta conclusa l’opera di ristrutturazione e riqualificazione ingegneristica ed impiantistica dei locali, la fase 2 ha interessato l’acquisto di nuova strumentazione ed il revamping, ossia l’aggiornamento e potenziamento tecnologico, dei macchinari di laboratorio. L’occasione è stata propizia anche per ulteriormente specializzare le linee laboratoristiche di Catanzaro, come quelle dedicate specificamente al progetto Sari dell’Istituto Superiore di Sanità che ha lo scopo di mettere in evidenza l’eventuale presenza di SarsCoV2, agente patogeno della Covid-19, nelle acque che giungono ai depuratori.

Con l’inaugurazione dei nuovi locali, quindi, il laboratorio chimico, guidato dalla dirigente Domenica Ventrice, può quindi tornare alla sua piena potenzialità, anche se va sottolineato come in questo biennio sia comunque  riuscito a garantire, con il massimo impegno, i carichi di lavoro assegnati ed anche mantenuto gli accreditamenti per diverse linee analitiche, acquisendone anche di nuove, a cura dell’Ente unico di accreditamento Accredia.

A margine della cerimonia, saranno anche intitolate, alla presenza dei familiari, due sale multimediali di recente allestimento nella sede centrale dell’Arpacal, alla memoria di Francesco Maria Russo, già dirigente del laboratorio chimico di Catanzaro nonché direttore del Dipartimento provinciale di Crotone, e di Domenico Curcio, tecnico chimico dipartimento Arpacal di Catanzaro. (rcz)