Giornata del Mare, Arpacal: Il mare è un trattato di pace

In occasione della Giornata nazionale del Mare e della cultura marinara, Arpacal ha aderito alle iniziative promosse dalla Lega Navale Italiana, in collaborazione col ministero dell’Istruzione e del Merito, Marina Militare, le Capitanerie di Porto-Guardia Costiera,  le associazioni e le istituzioni locali.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di mettere il mare al centro dell’attenzione della popolazione generale ed in particolare dei giovani, avvicinandoli alla cultura e alle attività che in mare svolgono.

Per l’occasione, Arpacal sarà presente allo stand della Lega navale e parteciperà con il biologo marino Francesco Cicero, a un focus scientifico promosso dalla Lega Navale Italiana di Reggio Calabria, per riflettere sul ruolo del mare come risorsa naturale di primario valore in una regione come la Calabria, a vocazione marittima.

Nel corso della sessione dedicata ai fondali del mare nell’area dello Stretto, saranno illustrate le attività di monitoraggio dell’Arpacal, con particolare richiamo alla Posidonia oceanica che svolge una funzione protettiva dei fondali e per la biodiversità. L’attenzione inoltre verrà rivolta ai monitoraggi svolti nel periodo estivo sulla presenza di microalghe potenzialmente tossiche nella matrice acque e macroalghe, con uno sguardo sulla scoperta di specie non indigene nelle coste calabresi.
Allo stand della LNI, per Arpacal saranno presenti il Commissario straordinario Michelangelo Iannone con la direttrice Francesca Pedullà con i tecnici del Servizio Acque del Dipartimento Arpacal di Reggio Calabria, Stefano Morabito e Emanuela Caloiero.
All’evento che avrà inizio alle ore 11.00 nell’Arena dello Stretto, si svolgerà, inoltre, la premiazione del concorso nazionale “La cittadinanza del Mare” con il Ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara e il Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto-Guardia Costiera, Amm. Isp. Capo Nicola Carlone. (rrc)

LE AMMINISTRAZIONI CALABRESI AGISCANO
PER UNA MAGGIORE TUTELA DELLA NATURA

di ANTONIETTA MARIA STRATI – Oggi, più che mai, è fondamentale «agire per tutelare l’ambiente muovendosi nel quadro legislativo vigente nell’interesse della collettività», oltre che «è indispensabile uno stop deciso delle capitozzature, delle potature drastiche e dei tagli ingiustificati delle alberature».  È imperativo l’appello lanciato da Legambiente Calabria, chiedendo alle amministrazioni una «maggiore tutela e rispetto della natura».

«Nell’epoca dei cambiamenti climatici e degli eventi meteorici estremi –  ha spiegato l’Associazione – è ancora più doveroso e sensato che le amministrazioni comunali effettuino la gestione del verde urbano ed in particolare le potature degli alberi  in maniera corretta. Il rispetto della Natura dovrebbe essere la base della civiltà umana e dovrebbe anche apparire evidente che solo un albero ben curato fornisce adeguati servizi ecosistemici ed è in grado di resistere a situazioni climatiche estreme, evitando ad esempio le rotture delle ramificazioni a seguito di forti venti, nevicate o violenti temporali. Purtroppo assistiamo ogni anno ad una devastazione del verde pubblico che, in molti comuni calabresi, sembra essere gestito con superficialità e incompetenza».

«Negli ultimi giorni – viene spiegato – i circoli di Legambiente Calabria hanno ricevuto diverse segnalazioni, l’ultima in ordine di arrivo da parte della minoranza consiliare del Comune di Jacurso (Cz), in merito alla capitozzatura ed alla potatura drastica delle alberature. Riteniamo quindi necessario ribadire la necessità ed importanza dell’adozione, da parte delle amministrazioni, delle giuste regole di potatura e gestione degli alberi, così come importante è “la comunicazione mediatica e l’educazione di amministratori e residenti per ridare dignità all’albero e al suo valore ambientale e sociale” da inserire nei regolamenti del verde pubblico e privato e da far osservare in maniera rigorosa».

«Troppo spesso, infatti – continua la nota – anche nei Comuni che hanno adottato regolamenti ad hoc, stiamo assistendo a tagli radicali di piante non giustificati da impellenti rischi per le persone e le cose come è accaduto di recente a San Giovanni in Fiore (CS). Molto grave il caso di Rende (CS) dove, con la netta opposizione di diverse associazioni ambientaliste tra cui Legambiente, prosegue da mesi l’abbattimento di alberi ad alto fusto con la motivazione paradossale di “riqualificare” i luoghi».

Legambiente Calabria «ricorda a tutte le amministrazioni calabresi – viene evidenziato – che la redazione dei regolamenti del verde pubblico e privato in ambito urbano è obbligatoria sin dal 2010 e che in caso di taglio per motivi di sicurezza pubblica le relative motivazioni devono essere stabilite da una relazione tecnica che ne attesti l’effettiva necessità».

«La recente Legge regionale 7 febbraio 2024, n. 7 “Norme in materia di valorizzazione delle aree verdi e delle formazioni vegetali in ambito urbano, all’ Art. 6 (Linee operative per gli enti locali. Obblighi e divieti) – ha ricordato l’Associazione – afferma testualmente: “I Comuni sono tenuti ad osservare i seguenti divieti: capitozzare, abbattere, eradicare, danneggiare alberi e siepi”. Il decreto del Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare del 10 marzo 2020 contiene, invece, i criteri ambientali minimi per il servizio di gestione del verde pubblico e la fornitura di prodotti per la cura del verde (Cam)».

«È necessario, in base alla vigente normativa – ha proseguito l’Associazione – “evitare di praticare la capitozzatura, la cimatura e la potatura drastica perché indeboliscono gli alberi e possono creare nel tempo situazioni di instabilità che generano altresì maggiori costi di gestione” intendendosi per “capitozzatura” il “drastico raccorciamento del tronco o delle branche primarie (sbrancatura) fino ad arrivare in prossimità di questi ultimi (Fonte linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile a cura del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare-Comitato per lo sviluppo del verde urbano)».

«A tal fine – ha concluso Legambiente – appare opportuno prevedere requisiti minimi di competenza posseduti dal personale che svolge il servizio e di formazione continuativa degli operatori che garantisca la qualità del servizio nel tempo. Tutti i criteri ambientali minimi, poi, sono improntati alla salvaguardia della fauna selvatica: “Le attività di manutenzione, soprattutto dei parchi suburbani e di aree a forte valenza ambientale, devono essere eseguite creando il minore disturbo e danno alla fauna presente nell’area”».

Un’attenzione che tutti gli amministratori dovrebbero avere, considerando il vasto patrimonio ambientale che la Calabria possiede e le numerose attività di pulizia e tutela operate dalle Associazioni che, tuttavia, da sole non bastano. Sicuramente, il protocollo siglato tra Assocultura, Arpacal e Sigea per la tutela dell’ambiente e della Cultura, è un passo avanti, oltre che il primo del suo genere, dato che unendo le competenze di un’associazione culturale, un’agenzia ambientale e una piattaforma tecnologica, andrà a creare un quadro completo e sinergico per affrontare le sfide attuali legate alla sostenibilità.

Non meno importante, il recente protocollo d’intesa sottoscritto tra Calabria Verde e Arpacal, volto alle verifiche di balneazione e corsi d’acqua.

Un protocollo che vedrà i due Enti impegnati «in un monitoraggio sui tratti costieri calabresi – ha spiegato il dirigente del settore Ambiente, Salvatore Siviglia – per individuare gli elementi di criticità e, contestualmente, affrontare e risolvere le situazioni di inquinamento. Questo esperimento proseguirà ora su tutti i 106 Comuni costieri consentendo al Dipartimento ambiente, all’Arpacal e a Calabria Verde di mettere in piedi un sistema di osservazione e controllo dei potenziali carichi inquinanti che si riversano in mare».

«Grazie all’interazione tra questi organismi regionali ci sarà la possibilità di effettuare un monitoraggio puntuale di tutte le aree costiere balneabili della Calabria», ha spiegato il commissario di Arpacal, Michelangelo Iannone.

Un protocollo necessario – ha spiegato il direttore generale di Calabria Verde, Giuseppe Oliva – per proseguire nel processo di riqualificazione del comparto della sorveglianza idraulica. Con il supporto della Regione e di Arpacal lavoreremo per un migliore e più proficuo impiego del nostri lavoratori che, grazie alla delibera di Giunta regionale numero 668, hanno acquisito ulteriori funzionalità all’interno del servizio di sorveglianza idraulica». (ams)

Arpacal: Servizi metereologici, climatici e idrologici importanti per affrontare le sfide

Domani, 23 marzo, è la Giornata mondiale della Meteorologia. Una data fondamentale istituita nel 1961 per ricordare la nascita dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale il 23 marzo 1950, l’occasione vale a tenere presente il contributo che i Servizi Meteorologici e Idrologici delle diverse nazioni offrono per la  sicurezza e benessere dei cittadini.

Per l’occasione, l’Arpacal, la prima Agenzia per la Protezione dell’Ambiente del meridione ad avere  funzioni di  Ente Meteo e, con il suo Centro Regionale Funzionale Multirischi, è il primo anello della catena del Sistema di allertamento meteo-idrogeologico ed idraulico regionale, ha voluto sottolineare l’importanza dei servizi meteorologici, climatici e idrologici, come quelli presenti anche in Calabria al Centro Funzionale dell’Ente, «che ci aiuteranno ad affrontare le sfide associate e a cogliere le opportunità».

Il Centro Funzionale Multirischi dell’agenzia, infatti, elabora le così dette “allerte meteo” h 24 e 365 giorni all’anno, e le invia alla Protezione Civile regionale che le diffonde a tutti gli Enti ed Organizzazioni che compongono il Sistema di protezione civile regionale.

Nel nostro paese il Sistema Meteorologico Nazionale è composto dall’Agenzia ItaliaMeteo, che in raccordo con gli Enti meteo italiani ed in connessione con il mondo della ricerca, la scuola e le associazioni, ha lo scopo di rispondere alle esigenze di soggetti pubblici e privati nel settore della meteo-climatologia e nell’ambito della previsione e del monitoraggio meteo-marino.

Ma di cosa si occupano la meteorologia e la climatologia?

Si occupano dei fenomeni che avvengono in atmosfera e delle interazioni che quest’ultima ha con il suolo e il mare. Ciò che le differenzia sono le scale di tempo: la meteorologia lavora su scale temporali relativamente brevi (dall’ora alla stagione), per le quali studia, monitorizza, analizza e prevede i fenomeni che avvengono in un dato tempo e luogo. La climatologia, invece,opera su scale temporali più lunghe (almeno trent’anni), per le quali valuta l’insieme delle condizioni meteorologiche medie di un territorio, studia i processi dinamici che le modificano e cerca di stimare l’entità di tali modifiche.

Perché la meteorologia è importante?

Il tema della meteorologia e della climatologia, ancora di più alla luce dei cambiamenti climatici in atto, è un tema importantissimo nel quale l’Agenzia ha investito e sta investendo molto. Il nostro tempo, il clima e il ciclo dell’acqua saranno diversi in futuro rispetto al passato. I servizi meteorologici, climatici e idrologici come quelli presenti anche in Calabria, in primis il Centro Funzionale dell’Arpacal, ci aiuteranno ad affrontare le sfide associate e a cogliere le opportunità

Per un’informazione puntuale,  è stato realizzato il nuovo portale AllertaCal rivolto ai cittadini ed agli operatori del settore, che ha lo scopo di diffondere la conoscenza del livello di allerta presente nelle diverse zone della Calabria, mettendo, inoltre, a disposizione il vastissimo patrimonio di dati meteo-climatici giornalmente raccolti dalla vasta rete di monitoraggio regionale.

Arpacal, inoltre, sta ampliando l’attuale rete di monitoraggio con l’aggiornamento delle attuali 180 stazioni e l’aggiunta di ulteriori 80  che renderanno ancora più capillare il monitoraggio elevando la tutela della sicurezza dei cittadini. (rcz)

Arpacal: Cresce la raccolta differenziata in Calabria

In Calabria si differenzia sempre di più. È quanto emerso dal Report Rifiuti 2023 dell’Arpacal, in cui è emerso che nella nostra regione la percentuale di raccolta differenziata è del 54,4%, con un incremento del 2,40% rispetto all’anno precedente.

Un risultato molto importante che evidenzia come, in tutta la Calabria, si sia compresa l’importanza di differenziare: La provincia di Catanzaro ha raggiunto il 65% di Raccolta Differenziata. A seguire, grazie ad un incremento del 2,44% è la provincia di Vibo Valentia con il 61,03%. La provincia di Cosenza resta stabile con il 60,73%. Le province di Reggio Calabria e Crotone, con un incremento, rispettivamente del 5,22% e del 3,52%, raggiungono il 41,40 ed il 39,42 %. Per quanto riguarda la situazione della percentuale di Raccolta Differenziata dei capoluoghi di provincia, Vibo Valentia si colloca al primo posto con il 69,89%, avendo registrato un incremento del 2,98%, e Catanzaro segue a breve distanza con il 69,23%. Entrambi i Capoluoghi superano l’obiettivo del 65% indicato dalla normativa. Reggio Calabria registra il maggior incremento percentuale (10,20%), che per Crotone risulta essere del 4,39%.

E, tra questi, ci sono cinque Comuni a essere i più virtuosi della Calabria: Soveria Simeri (CZ) (88,45 %), seguito da Frascineto (CS) (86,82%) e poi, in ordine, Tiriolo (86,60%), Jacurso (85,57%) e Curinga (84,92%) (CZ).

per Arpacal, dunque, «esistono rilevanti margini di miglioramento che devono vedere un costante e maggior impegno ambientale allo scopo di mantenere un trend che risulta indubbiamente positivo»: ogni cittadini calabrese differenzia, mediamente, su base provinciale, in un anno, 270,49 Kg (CZ), 244,90 Kg (CS), 387,12 Kg (VV), 174,97 Kg (KR) e 154,70 Kg (RC).

«Dal confronto con le altre regioni del Sud e con la media italiana – si legge – sommando la produzione di Raccolta differenziata ed indifferenziata, emerge che, mediamente, ogni abitante della Regione Calabria produce, ogni anno, quasi 400 Kg di rifiuti: 53 Kg in meno della media che si registra in Sud Italia (453,80 Kg) e ben 93 Kg in meno rispetto alla media italiana (493,60 Kg) (Fonte Ispra)».

Per quanto riguarda la composizione delle frazioni merceologiche su base regionale avviate a raccolta differenziata, la macrocategoria calcolata sul totale della Raccolta Differenziata, che risulta avere maggiore peso, è quella “forsu+verde”, con 510.000 tonnellate annue.

Le altre frazioni merceologiche che hanno una maggiore consistenza sono rappresentate, in ordine, dalla carta e cartone, dal multimateriale e dal vetro. (rcz)

Assocultura, Arpacal e Sigea insieme per la tutela dell’ambiente e della cultura

Mantenere e sviluppare proficui rapporti di collaborazione per lo svolgimento di iniziative e attività di ricerca, formazione e divulgazione per la conoscenza, tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, naturalistico e immateriale della Calabria. È questo l’obiettivo dell’accordo di partenariato siglato tra Assocultura, Arpacal (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria) e Sigea (Sistema Informativo Geografico della Regione Calabria).

L’accordo, promosso dal dott. Gaetano Osso, che ha svolto funzioni di trait d’union, è stato firmato dal presidente di Assocultura Confcommercio Cosenza Mariano Marchese, dal Commissario Straordinario Arpacal, Michelangelo Iannone e dal Presidente di Sigea, Antonio Fiore, rappresenta un passo significativo verso un impegno concreto per la tutela dell’ambiente e della cultura nella regione.

Un punto di partenza fondamentale anche in virtù delle sfide lanciate dal PNRR e da Agenda 2030 in materia di ambiente, cultura e sviluppo sostenibile.

Per il Presidente di Assocultura, Mariano Marchese, «la firma del protocollo rappresenta un passo avanti nella collaborazione tra Assocultura e le istituzioni ambientali, evidenziando la connessione profonda tra la conservazione del patrimonio culturale e la tutela dell’ambiente. La cultura, intesa come espressione della identità di un territorio, diventa così un elemento chiave nel promuovere pratiche sostenibili e responsabili».

Arpacal, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria, gioca un ruolo cruciale nella salvaguardia del territorio regionale. La sua competenza nel monitorare l’ambiente, nella gestione dei rifiuti e nella tutela degli ecosistemi naturali si traduce in un impegno costante per garantire uno sviluppo sostenibile. Per il Commissario Straordinario Iannone «la tutela del territorio passa anche da accordi come questo. È in questa prospettiva che diventa un atto di responsabilità nei confronti delle generazioni presenti e future, preservando non solo gli equilibri naturali ma anche le radici culturali che ne fanno parte integrante».

Il protocollo coinvolge anche Sigea, il cui compito sarà quello di far comprendere il ruolo della tutela ambientale e la consapevolezza per la protezione della salute e della sicurezza dell’uomo, nella salvaguardia della qualità dell’ambiente naturale ed antropizzato e nell’utilizzo più responsabile del territorio e delle sue risorse.

Per il Presidente Fiore, «la sottoscrizione di questo accordo rappresenta un punto di svolta nella nostra missione di tutela dell’ambiente e promuovere la sostenibilità. Collaborare con Assocultura e Arpacal ci consente di unire le forze per affrontare in modo più efficace le questioni ambientali e culturali che riguardano la nostra amata Calabria».

L’accordo tra Assocultura, Arpacal e Sigea è il primo del suo genere non solo a livello regionale ma anche a livello nazionale. Unendo le competenze di un’associazione culturale, un’agenzia ambientale e una piattaforma tecnologica, andrà a creare un quadro completo e sinergico per affrontare le sfide attuali legate alla sostenibilità.

«Oggi, più che mai, bisogna far comprendere l’importanza di cercare di contribuire fattivamente alla realizzazione dei progetti degli interventi mirati e strategici, previsti dai principi del Green Deal e da Agenda 2030, ma ancor di più con la consapevolezza di orientare le scelte strategiche verso uno sviluppo rispettoso, equo, etico, di generale e duraturo benessere – ha concluso Osso – poiché è quanto mai opportuno unire le forze buone della società civile per mirare all’unico obiettivo possibile ovvero quello di costruire un futuro ecologicamente sostenibile per le prossime generazioni per garantire un minimo di sopravvivenza al Pianeta». (rcz)

Arpacal presenta la piattaforma #AllertaCAL per monitorare i cambiamenti climatici

In Calabria, per il 2023, Arpacal mette in evidenza che il valore medio della precipitazione regionale è stato il più basso degli ultimi 10 anni e le temperature superano quelle dell’ultimo trentennio con la media di +2°C nella stagione estiva ed autunnale.

Questi alcuni dei dati emersi alla presentazione della nuova piattaforma #AllertaCAL che rende disponibile su mappa interattive dati e informazioni scientificamente solide per affrontare i cambiamenti climatici.

Grazie a questa piattaforma vengono rese disponibili agli utenti, attraverso mappe interattive cui si accede senza che sia necessaria alcuna registrazione, informazioni puntuali ed aggiornate sulle eventuali criticità idrogeologiche ed idrauliche su tutto il territorio regionale e le previsioni meteo del breve periodo che vengono costantemente aggiornate (24 ore su 24) dai tecnici del Centro funzionale multirischi di Arpacal.

Grazie a questo gruppo di tecnici esperti, che operano sotto la guida del direttore del Centro, l’ing. Eugenio Filice, Arpacal raggiunge l’obiettivo di implementare le sue attività e rendere disponibili conoscenze e strumenti che consentono sia ai singoli cittadini che agli enti pubblici ed alle aziende private, di affrontare le questioni ambientali sulla base di dati e informazioni scientificamente solide.

In occasione del lancio della piattaforma #allertaCAL sul sito istituzionale, Arpacal pubblica, inoltre, il Rapporto sull’andamento meteoclimatico nell’anno 2023.

Elaborato dall’ing. Loredana Marsico e dall’ing. Roberta Rotundo del Centro funzionale, il Rapporto affronta il tema dei cambiamenti climatici mettendo in evidenza come anche in Calabria, le medie climatiche del 2023 subiscano le variazioni tipiche di un clima in rapido cambiamento i cui effetti sono particolarmente evidenti sulle temperature e le precipitazioni.

Secondo i dati Arpacal, la temperatura media annuale registrata in Calabria nell’ultimo anno 2023 è infatti ben più elevata rispetto alle medie del trentennio di riferimento (1991-2020).

Un aumento delle temperature che risulta ancora più evidente se si considera la media stagionale registrata nella stagione estiva ed in quella autunnale: il riscaldamento di questo ultimo anno, rispetto alla media di riferimento, risulta infatti essere stato di ben 2 gradi centigradi.

Per quanto riguarda le piogge, il cambiamento più evidente, secondo i tecnici dell’Arpacal, si rileva, oltre che nella diminuzione delle piogge estive, anche nella frequenza con cui le precipitazioni si sono presentate su base mensile durante tutto l’anno.

Le condizioni climatiche locali, come quelle globali, saranno la conseguenza delle scelte che facciamo oggi: ridurre rapidamente e drasticamente le emissioni climalteranti. Se le emissioni continueranno ad aumentare, ci aspetta un futuro climatico difficilmente sostenibile, con effetti negativi sia sul piano ambientale che su quello economico. (rcz)

Il Commissario Arpacal cambia i vertici dei Dipartimenti

L’Arpacal, dopo 12 anni, con delibere del commissario straordinario Michelangelo Iannone, ha modificato gli assetti della propria dirigenza, assegnando dal 1° gennaio 2024, nuovi incarichi alla guida dei Dipartimenti, strutture complesse che operano su scala provinciale in tutto il territorio regionale.

Il Dipartimento di Cosenza verrà diretto da Giacinto Ciappetta, ingegnere Civile, dirigente tecnico con esperienza pluriennale alla direzione dei settori tecnico ambientali sia di enti locali che all’Ufficio del Commissario delegato per l’emergenza ambientale nella Regione Calabria.

A guidare il Dipartimento di Vibo Valentia è stata chiamata Domenica Ventrice, laureata in Chimica e Farmacia, dirigente con esperienza pluriennale nelle attività laboratoristiche con specializzazione nei contaminanti emergenti.

Al Dipartimento di Reggio Calabria, invece, è stata incaricata Francesca Pedullà, biologa esperta e dirigente con esperienza decennale nei programmi nazionali e regionali di monitoraggio delle acque marino-costiere e dei corpi idrici fluviali, coordinatrice del gruppo di lavoro per l’attuazione della Direttiva Marine Strategy e referente Arpacal per la biodiversità.

La gestione del Dipartimento di Catanzaro è stata riassegnata alla biologa Filomena Casaburi, con esperienza pluriennale sulla protezione della salute dai rischi biologici legati all’inquinamento ambientale.

 Al Dipartimento di Crotone, infine, è stata valorizzata l’esperienza di Rosario Aloisio, chimico impegnato nel monitoraggio dei siti inquinati.

Il cambiamento, avviato dopo la nomina, a fine ottobre, del nuovo Commissario Straordinario Michelangelo Iannone, da parte della Giunta regionale, persegue l’obbiettivo di rafforzare l’Agenzia puntando sul lavoro di squadra e valorizzando l’esperienza tecnica e direttiva del personale interno, premiando il merito e la competenza.

Il nuovo impegno, su cui in particolare i direttori ed i dirigenti dei Centri sono chiamati ad organizzare i servizi, è quello di perseguire le sinergie tra discipline differenti, ad essere attenti alle esigenze della società e dei cittadini, ad essere pronti al fianco degli enti di governo del territorio facendo rete con il Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale.  (rcz)

Arpacal alla ricerca di meteorologi

Sono aperti da oggi, sulla piattaforma inPA della Pubblica Amministrazione, i bandi relativi al reclutamento per un posto da Funzionario-Collaboratore Tecnico Professionale Meteorologo (Fisico) ed un posto da Funzionario-Collaboratore Tecnico Professionale Meteorologo (Ingegnere).

La selezione di personale specializzato al Servizio Meteorologico Regionale rappresenta il completamento di investimenti programmati attraverso i Fondi Por 2014-2020, che hanno consentito di attrezzare la sede con infrastrutture tecnologiche avanzate nei locali di Vaglio Lise, a Cosenza.

Le nuove assunzioni, allineate ai bandi del Sistema Nazionale delle Agenzie per la protezione
ambientale (Snpa) di cui Arpacal fa parte, permetteranno il necessario salto di qualità del sistema regionale di allertamento gestito dal Centro Funzionale Multirischi dell’Arpacal.

Le competenze tecniche che andranno a operare nelle attività dell’area Meteo consentiranno di elevare le capacità del sistema di allertamento regionale tramite previsioni meteorologiche più accurate su scala locale.

Arpacal è l’unica Agenzia ambientale nel Meridione che, a seguito del DPR 186/2020, è diventata Ente Meteo del Servizio Meteorologico Nazionale e nodo per la Calabria di Italia Meteo, l’Agenzia Nazionale per la Meteorologia e la Climatologia preposta a svolgere, nel Paese, il coordinamento della gestione delle attività in materia di meteorologia e climatologia, al fine di supportare le autorità statali e regionali di protezione civile, di tutela della salute e dell’ambiente, di politica agricola, del sistema di allerta per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico e delle misure di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici.

Sopralluogo di Corecom e Arpacal per rispetto dei tetti di radiofrequenza

È all’Istituto Comprensivo Mater Domini di Catanzaro che il Corecom, insieme all’Arpacal, ha effettuato il sopralluogo per il rispetto dei tetti di radiofrequenza.

Con questo, il Corecom  ha dato seguito concreto all’accordo siglato con Arpacal e Anci, lo scorso 17 luglio, passando alla disamina delle segnalazioni dei cittadini preoccupati dalla presenza di antenne vicine alle aree residenziali.

I risultati hanno confermato che i livelli di campi elettromagnetici sono completamente conformi ai limiti stabiliti dalla legge, garantendo così la sicurezza e il benessere della comunità. Gli strumenti saranno comunque lasciati per una settimana H24 a continuare il monitoraggio.

Al sopralluogo hanno preso parte il presidente del Co.Re.Com. Fulvio Scarpino, l’assessore comunale all’Istruzione, Nunzio Belcaro, il presidente del consiglio comunale di Catanzaro, Gianmichele Bosco, i funzionari del Comitato che si occupano del settore, e l’ingegnere Francesco Suraci dell’Arpacal, in rappresentanza del commissario straordinario Michelangelo Iannone.

«La Calabria è la prima regione d’Italia a rendere concreta e operativa la legge 36, anche alla luce delle evoluzioni scientifiche e dell’importanza di conciliare e favorire il miglioramento delle connessioni con la tutela della salute – ha sottolineato il presidente Scarpino –. Con questo accordo quadro, a cui seguiranno le circolari applicative, veniamo incontro sia alle esigenze dei comuni, che vanno sostenuti istituzionalmente, sia a quello primario dei cittadini, la cui tutela è imprescindibile – ha ricordato il presidente Scarpino -. Il nostro compito non è solo quello di tutelare la salute dei cittadini, ma prioritariamente dei minori. I dati che emergono dal primo controllo ci lasciano abbastanza tranquilli».

L’ingegnere Suraci ha spiegato che per effettuare le misurazioni è stato acquistato di recente uno strumento a larga banda che misura il segnale in 24 ore.

«Facendo una media di 6 minuti, e quindi in una durata complessiva di 7 giorni, ci fa avere un dato più preciso. Con lo strumento che avevamo in dotazione abbiamo già effettuato rilevamenti in questa scuola – spiega ancora –. Abbiamo riscontrato  che i valori sono nella norma, abbastanza al di sotto del massimo consentito e anche se ci sono impianti abbastanza vicini alla scuola i valori sono ottimali».

«Abbiamo risposto volentieri all’invito di Corecom e Arpacal per avere la certezza immediata dei risultati e avere rassicurazioni sui dati emersi – ha aggiunto l’assessore comunale Belcaro –. È stato importante rilevare che i dati sono nella norma, il diritto alla salute e allo studio in questo caso sono direttamente coinvolti».

A fare eco, il presidente del consiglio comunale Bosco: «Siamo in prima linea per garantire il diritto alla salute, a partire dalle scuole. Dai primi risultati che abbiamo emerge che i dati sono nella norma ma noi proseguiremo insieme al contributo del Corecom e Arpacal con altri controlli, affinché venga sempre garantita la salute di tutti». (rcz)

Rispetto dei tetti di radiofrequenza, domani sopralluogo di Corecom e Arpacal

Il Comitato per le Comunicazioni della Calabria, guidato dal presidente Fulvio Scarpino, terrà un sopralluogo lunedì 30 ottobre, a partire dalle 10, per effettuare delle verifiche con la strumentazione a banda larga nei pressi dell’Istituto Comprensivo “Mater Domini” in via Tommaso Campanella, alla presenza del commissario straordinario dell’Arpacal, Michelangelo Iannone.

L’attività di controllo, infatti, è conseguente alla sottoscrizione del Protocollo d’intesa siglato il 27 luglio 2023 tra Corecom – Arpacal (Agenzia Regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria) ed Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) con cui il Comitato ha voluto dare un nuovo corso alle attività di vigilanza sul territorio, ponendo grande attenzione nel monitoraggio di siti particolarmente sensibili, perché allocati nei centri abitati e/o nelle vicinanze delle scuole e degli ospedali.

La Calabria è la prima regione d’Italia a rendere concreta e operativa la legge 36, anche alla luce delle evoluzioni scientifiche e dell’importanza di conciliare e favorire il miglioramento delle connessioni con la tutela della salute.

«Con questo accordo quadro, a cui seguiranno le circolari applicative, veniamo incontro sia alle esigenze dei comuni, che vanno sostenuti istituzionalmente, sia a quello primario dei cittadini, la cui tutela è imprescindibile», ha ricordato il presidente Scarpino. (rrc)