BADOLATO (CZ) – Al via i percorsi enogastronomici identitari “Catoja e Cocipana”

Al via i percorsi enogastronomici identitari “Catoja e Cocipana”: primo appuntamento il 19 novembre nel borgo, secondo appuntamento il 10 dicembre in Marina.

Nelle prossime settimane, il calendario degli eventi autunnali di Badolato (Cz) – nato da un coordinamento tra il Comune di Badolato, le Associazioni locali, le Parrocchie e le Confraternite Religiose – si arricchirà di due importanti percorsi enogastronomici identitari denominati “Catoja e Cocipana” (due luoghi-simbolo per e della comunità locale e della cultura popolare). Il primo appuntamento si svolgerà Domenica 19 Novembre nell’antico borgo, luogo ricco di antichi “catoja”; il secondo appuntamento è in fase di programmazione per Domenica 10 Dicembre a Badolato Marina (con le collaborazioni di cittadini, commercianti ed operatori turistici locali ed altre importanti organizzazioni del territorio come ad esempio l’Associazione Provinciale Cuochi Catanzaresi). Un percorso tra i rioni storici della frazione Marina – in cui sono presenti ed ancora attivi forni a legna pubblici, detti appunto “cocipana” – ufficialmente nata nel Marzo del 1952 a seguito della consegna dei primi alloggi popolari ai badolatesi dopo il terremoto del 1947 e l’alluvione del 1951.

Le due manifestazioni, co-promosse dal Comune di Badolato e dalla Pro Loco Badolato Aps/Unpli Calabria, sono organizzate nel contesto del piano regionale di iniziative di promozione turistica sostenibile 2023 (L.R. 13/1985 – Pac – Funt) della Regione Calabria / Dipartimento Turismo – Calabria Straordinaria. Entrambe le manifestazioni rientrano in un programma strategico più ampio di promozione turistico-culturale e di internazionalizzazione denominato “Badolato nel Mondo – Il Mondo a Badolato” in vista del 2024 “Anno del Turismo delle Radici” (così formalmente deciso dal Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale e dal Ministero del Turismo). Un lungo ed intenso percorso strategico di eventi ed attività promozionali, il cui avvio ufficiale verrà sancito Domenica 19 Novembre con un interessante evento che si articolerà, tra pomeriggio e sera, nell’antico borgo di Badolato col seguente programma: Ore 16.00 c/o Sala Consiliare del Municipio (C.so Umberto I n.192) “Mediterraneo da gustare e vivere”, presentazione del libro “Maramenti – Viaggio tra i ricordi della cucina tipica calabrese” con: Barbara Froio, autrice; Rossana Tropea, consulente alimentare; Lidia Cipriani, docente e chef; Pia Russo, assessora e Daniela Trapasso, moderatrice.

A seguire, tra le vie del centro storico, si terrà un itinerario storico-culturale ed enogastronomico alla scoperta del borgo con visita e degustazione finale presso “catojo” locale. Il primo appuntamento sarà, altresì, caratterizzato dalla presentazione del progetto artistico-culturale “Un giorno all’improvviso” a cura di Armonie d’Arte, Nastro di Mobius e L’Altro Teatro. (rcz)

BADOLATO (CZ) – Giornata nazionale del veicolo d’epoca il 24 settembre

Il 24 settembre è la giornata nazionale del veicolo d’epoca, iniziativa promossa da Asi per divulgare il patrimonio del motorismo storico italiano e tutelarlo. In questa giornata si organizzano raduni in tutte le piazze italiane per far conoscere la bellezza e la storia di questa cultura.

Domenica 24 settembre, Badolato ospiterà tre club calabresi: Nausicaa Veteran Car Club di Soverato, Catanzaro Corse di Catanzaro e Accademia Cosentina di Cosenza nel suo meraviglioso borgo, dove ci sarà il raduno delle auto d’epoca, con un’interessante giornata alla scoperta del patrimonio artistico, culturale e culinario badolatese. (rcz)

A Badolato il documentario di Aleo e Mottola co-prodotto dall’Accademia di Belle Arti di CZ

Domani sera, a Badolato, alle 21, a Piazza San Nicola, sarà proiettato, in anteprima il documentario dal titolo Le voci dentro, realizzato dagli studenti Antonio Aleo e Maurizio Gallella Mottola e co-prodotto dall’Accademia.

Oltre ai registi e al direttore Piccari, l’incontro vedrà la partecipazione di Amelia Lasaponara, coordinatrice del Dipartimento di Didattica dell’Arte dell’Accademia, e del sindaco di Badolato, Giuseppe Nicola Parretta.

«L’Accademia è entusiasta del lavoro di Aleo e Gallella Mottola. Quando, poco più di un anno fa, abbiamo scelto Badolato per la nostra Summer School, lo abbiamo fatto con l’intento di costruire un dialogo serrato con il territorio che portasse a riflessioni e quindi ad azioni votate a contribuire allo sviluppo del paese. Il documentario dei due studenti dell’Accademia è esattamente ciò che ci aspettavamo di realizzare, ciò per cui abbiamo avviato il percorso di apertura dell’Aba all’esterno, al mondo che la circonda. È proprio questo tipo di azioni quello a cui ci riferiamo quando parliamo di “Spop-art”, arte contro lo spopolamento dei centri storici», ha spiegato Virgilio Piccari, direttore dell’Accademia catanzarese. 

Il reportage, che è un’analisi demo-etno-antropologica su Badolato, sullo spirito di accoglienza che ne pervade i vicoli e sulla tenacia nel resistere e contrastare le migrazioni che generano lo spopolamento delle aree interne, sarà proiettato per la sezione cinema “Ciak, si beve!” del progetto di residenze artistiche “MigraMenti” curato dal Teatro del Carro “Pino Michienzi”, che organizza lo SPAc Festival.

«Teatro del Carro condivide in pieno lo spirito che è alla base della riflessione “Spop – art” – ha spiegato Luca Michienzi, direttore artistico della Compagnia –. Siamo infatti convinti che attraverso l’arte sia possibile preservare in modo creativo e innovativo l’identità e la vitalità dei nostri centri storici in cittadine e paesi periferici, utilizzando l’arte come strumento di riqualificazione e attrazione culturale. Operazione che con la residenza artistica MigraMenti realizziamo dal lontano 2012. Ben vengano pertanto collaborazioni come questa con l’Accademia delle Belle arti di Catanzaro che possano contribuire a riportare la vita e l’energia in questi luoghi meravigliosi che hanno ancora tanto da dirci, creando nuove opportunità per la comunità locale». (rcz)

BADOLATO (CZ) – Calabria prima Italia chiede una fiera di formaggi e un caciocavallo di nome “Re Italo”

I più antichi storici affermano che il nome Italia sia nato, circa 3500 anni fa, nell’attuale territorio della Calabria e che significhi “terra dei vitelli”. Il primo re di questo popolo è stato Italo, uomo buono e saggio, il quale ha istituito i “sissizi” (cioé i pasti comuni) per avere la pace tra le sue genti e celebrò con il “bue di pane” gli animali domestici per ringraziarli del loro aiuto nei lavori agricoli.

Essendo terra di vitelli, la Calabria fin dalle più remote antichità ha sempre prodotto ottimi formaggi tanto è che oggi il caciocavallo più emblematico è detto proprio “silano”.

Traendo spunto da questi dati storici, l’associazione culturale “Calabria Prima Italia” (fondata nell’aprile 1982 da Domenico Lanciano, allora bibliotecario comunale di Badolato) esorta le istituzioni locali e regionali, i caseifici e tutte le aziende attinenti alla produzione e lavorazione del latte ad esaminare la possibilità di realizzare in Calabria una vera e propria “Fiera dei formaggi” per promuovere meglio e di più i prodotti tipici della nostra regione. Le località dove effettuare tale manifestazione potrebbero essere tante: dalla Sila alle Serre, dal Pollino all’Aspromonte, dal crotonese al lametino, dalla zona di Soverato a quelle a vocazione più pastorale e commerciale.

Inoltre, Domenico Lanciano chiede al Consorzio del Caciocavallo Silano di intitolare tale prodotto “Re Italo” come omaggio a colui che ha trasformato in stanziale e agropastorale il suo popolo già nomade. Oltre a caratterizzarlo ancora meglio, tale denominazione potrebbe aiutarne molto di più la diffusione nel resto d’Italia e soprattutto all’estero come già avviene per il vino Re Italo e l’amaro Re Italo.

Ricordiamo che il 21 giugno (nel solstizio d’estate) l’associazione “Calabria Prima Italia” ha realizzato in Davoli Marina (Cz) la prima “Festa del nome Italia” (con il conseguente “Premio Prima Italia” 2023) e che a Lamezia Terme, organizzato da Pino Campìsi delle Acli, esiste un “Premio Re Italo” dedicato alle aziende più attive pure nel diffondere le eccellenze del territorio dove è nato il nome Italia.

Inoltre, numerose sono le realtà produttive intitolare a Re Italo che avrebbero bisogno di un proprio Consorzio o Circuito commerciale per ottenere migliori e maggiori vantaggi e visibilità. (rcz)

La Compagnia Teatrale BA17 approda a Badolato e danza il suo Nóstos

La Compagnia teatrale BA17 al Badolato Tarantella Festival ha portato il progetto Nòstos, regalando cinque serate dedicate completamente alla danza popolare, con i suoi misteri, le sue movenze eleganti e ritmate, le sue figure.

Il maestro Francesco Nicastro e la performer Angelica Artemisia Pedatella hanno lavorato con decine di persone provenienti da ogni parte, italiani e stranieri, insegnando i passi della tarantella calabrese originale e spiegandone la dimensione sociologica e misterica. Il progetto Nóstos – Teatro e Danza del Sud è l’ultima creatura del team BA17, nato nel gennaio scorso all’interno della programmazione della compagnia e votato a raccontare ancora una volta la Calabria nella sua totale complessità e bellezza.

Il progetto prevede non solo la divulgazione della danza tradizionale, ma del mondo culturale e sonoro che ruota attorno ad essa. Dopo aver debuttato questa estate, lo scorso 3 agosto con lo spettacolo “Miti e leggende d’Italia” in collaborazione con i Duosfera – Giulio Tampalini e Daniele Fabio – il progetto approdato al festival di Badolato ha lanciato un percorso inedito di formazione, in cui tecnica della danza e cultura si sintetizzano in un insegnamento inedito.

«La cosa più importante – spiega Angelica Artemisia Pedatella – quando si esprime artisticamente se stessi è essere consapevoli dell’intenzione interiore. Il movimento puro non esiste. Gli animali e i bambini quando si muovono sono animati da una intenzione. Non si tratta di un ragionamento razionale, ma di una dimensione interiore che cresce grazie alle suggestioni che si è in grado di raccogliere. Raccontare il mondo culturale popolare mentre si allena il corpo significa trasformare se stessi. Questo è un grande progetto di formazione che abbiamo in mente da tempo e che finalmente è al suo debutto». Saranno infatti attivati da ottobre, con due incontri già nel mese di settembre, i corsi di formazione di danza popolare e di recitazione organizzati e tenuti dagli artisti della Compagnia Teatrale BA17 all’interno del progetto di formazione “Cpa – Centro Per le Arti”, la cui prima sede sarà attiva a Lamezia Terme.

Anche questa iniziativa rientra nel macroprogetto Rinascimento calabrese che ormai da due anni la Compagnia porta avanti, raccontando la Calabria attraverso workshop, spettacoli, opere audiovisive e narrazioni che mirano a ricostruire la vera identità di questa terra.

«Rinascimento Calabrese – continua Angelica Artemisia Pedatella, ideatrice del programma – è nato nel momento in cui, realizzando le riprese del nostro primo grande progetto “Mamè”, mi sono resa conto che non sapevo cosa fosse la Calabria, o meglio non riuscivo a mettere insieme in un unico quadro, in una definizione semplice e focalizzata la enorme varietà e la complessità culturale e materiale di questa terra antichissima e misteriosa. La ho sempre vista “selvaggia” ma solo perché nasconde davvero mille segreti. L’aspetto più importante che ho rilevato è che il Rinascimento italiano deve moltissimo alla Calabria ma questo non è scritto da nessuna parte. Lo sappiamo in pochi. Da quel momento il mio obiettivo insieme alla Compagnia BA17 è stato quello di portare in luce, pezzo per pezzo, i frammenti di questo mosaico pazzesco».

«È un lavoro lungo e impegnativo – ha proseguito – ma pieno di straordinarie sorprese. Così raccontiamo la storia drammatizzandola, riprendiamo le pietre lasciando che narrino l’identità dei territori, insegniamo la danza popolare per resuscitare la verità delle movenze antiche e cerchiamo contemporaneamente di indurre nelle persone il desiderio di formazione artistica. Un popolo che si forma e si cura della propria crescita personale è un popolo che riporta sul termometro della bellezza la sua mentalità. Si parla tanto di mentalità dei calabresi ma le iniziative per migliorare anche la parte immateriale di questa regione, la percezione delle persone, è un tema su cui non c’è una pianificazione consapevole e programmata».

«Si fanno miriadi di iniziative in cui la gente partecipa di lato o, ancor peggio, assiste passivamente – ha aggiunto –. Non dico che non ci sia formazione, ma questa non è orientata secondo quelle che sono le esigenze di un risveglio dell’identità culturale della regione. Un’operazione del genere, che noi stiamo cercando di attuare, permetterebbe una reale crescita di tanti settori: se la gente è creativa e consapevole, qualunque sia il campo in cui esercita il proprio ingegno, questo sarà una crescita di tutti e del territorio. Una integrazione tra eventi, opere realizzate e formazione è quello che ci proponiamo di fare. Abbiamo sempre coinvolto i territori, scoperto interazioni straordinarie con altre menti creative».

«Adesso il nostro intento è di implementare al massimo questa nostra vocazione – ha evidenziato –. Il Rinascimento calabrese non è solo l’esecuzione del nostro lavoro di ricerca, ma un dialogo costante con la gente attraverso la condivisione della nostra arte».

I corsi di danza popolare saranno dunque una parte essenziale del programma di formazione.

«Questa nostra antica arte della danza – conclude il maestro Francesco Nicastro – ci ha già messo in contatto ormai da tempo con altre realtà artistiche del sud. Forti legami di amicizia ci legano alla Puglia e non solo. Raccontiamo la nostra storia ballando. La straordinarietà del progetto Nóstos è proprio questo ritorno alle radici. In questi giorni badolatesi tante persone si sono avvicinate alla nostra tarantella e ne hanno scoperto i benefici psicofisici».

«Non si tratta, infatti, del semplice ballare sciolto – ha aggiunto – ma di una danza che fa bene alla colonna vertebrale, alla psiche, che libera il movimento, che dà un ritmo al respiro, che aumenta la consapevolezza del corpo oltre ad educare la mente».

Nóstos è una parola greca, il suo significato di “desiderio sofferto di tornare”, di voglia di casa e di radici riguarda la possibilità di ritrovare se stessi. Fu il grande viaggio di Ulisse nel Mediterraneo e oggi è il grande progetto culturale di questo team di artisti che ritrova le proprie radici e vi conduce gli altri. Sulle pagine social della Compagnia è possibile trovare tutte le informazioni per accedere ai corsi e per partecipare alle diverse iniziative. (rcz)

BADOLATO (CZ) – Prima edizione per “Badolato labour and organization workshop”

Il Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche (Dises) dell’Università “Federico II” di Napoli ha organizzato a Badolato borgo, dal 13 al 15 luglio 2023, un convegno internazionale su temi di economia del lavoro e organizzazione delle imprese.

Le giornate di studio e confronto si sono tenute all’interno del restaurato “Palazzo Gallelli”, grazie al patrocinio istituzionale del Comune di Badolato.

Al convegno hanno partecipato più di 30 esperti economisti nazionali e internazionali con contributi di ricerca su temi inerenti alle recenti riforme e agli sviluppi del mercato del lavoro, nonché del loro impatto sulle imprese e le famiglie. Tra le tematiche trattate, hanno spiccato temi di forte attualità quali l’impatto della regolamentazione del lavoro sulle scelte di fertilità e di investimento nell’istruzione dei figli, e il ruolo delle distorsioni del mercato del lavoro sulla produttività delle imprese.

Tra i relatori presenti, riconosciuti esperti internazionali quali: Sonia Bhalotra (University of Warwick – Inghilterra), Francis Kramarz (Crest-Ensae – Francia) e Marco Pagano (Università di Napoli Federico II – Italia).

Il convegno è stato promosso ed organizzato dai professori Roberto Nisticò, Tommaso Oliviero e Annalisa Scognamiglio dell’Università “Federico II” di Napoli, con il sostegno finanziario del progetto Fra (Finanziamento della Ricerca di Ateneo) intitolato “Towards a Comprehensive Assessment of Labour Market Reforms” e finanziato dalla stessa Università “Federico II” di Napoli, e con il supporto logistico del Polo di Badolato dell’Associazione degli Operatori Turistici “Riviera e Borghi degli Angeli”.

Gli ospiti hanno avuto modo di godersi anche una vacanza lenta e rigenerante, tra borgo e mare, con esperienze eco-culturali e culinarie autentiche e con un tour guidato alla scoperta del centro storico di Badolato con visita alla Chiesa di Santa Caterina V.M. d’Alessandria e con diverse degustazioni di piatti e prodotti tipici in antiche cantine (“catoja”) e ristoranti locali.

Per tutti gli ospiti presenti – diversi accompagnati dai propri partner e figli – si è trattato di giornate uniche ed indimenticabili, caratterizzate dal forte senso di accoglienza ed ospitalità della comunità turistica del luogo che continua a lavorare e credere in un pro-positivo processo di internazionalizzazione del territorio. (rcz)

BADOLATO (CZ) – La proposta di Lanciano: portare il la festa del nome Italia nelle scuole

Nel 1983 l’associazione culturale “Calabria Prima Italia” di Badolato (Cz) in una indagine scritta in 40 scuole superiori italiane (due per regione) ha appurato che soltanto il 2% degli studenti ed il 5% dei docenti erano a conoscenza del fatto che il nome Italia fosse nato in Calabria, più o meno in che periodo e cosa potesse significare.

Nonostante siano passati da allora ben 41 anni, Domenico Lanciano, fondatore e responsabile del sodalizio, ipotizza che siano ancora troppi gli studenti e i docenti non in grado di rispondere a tali quesiti che sono importanti per l’identità nazionale. Propone perciò al Ministro della Pubblica Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e a tutti i dirigenti scolastici di realizzare una “Festa del Nome Italia” in qualsiasi periodo dell’anno scolastico oppure attorno ad alcune date significative per l’italianità pure per appianare una simile disinformazione che nuoce appunto alla coesione nazionale.

Ad esempio, le date più significative per celebrare il nome Italia potrebbero essere il 4 ottobre (giorno dedicato a San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia), il 4 novembre (Festa dell’Unità d’Italia e delle Forze Armate), il 7 gennaio (Festa del tricolore), il 17 marzo (anniversario dell’avvenuta Unità d’Italia) oppure il 2 giugno (Festa della Repubblica).

Inoltre, lo stesso Lanciano propone di far festeggiare il nome Italia a tutti coloro i quali portano tale nome-emblema negli eventi anche internazionali come le stesse Forze Armate, il Coni (comitato olimpico nazionale italiano) tramite lo sport e persino presso i nostri emigrati all’estero. Urge, quindi, una vera e propria campagna di sensibilizzazione nazionale, magari pure tramite la stampa cartacea e web e tutte le reti televisive italiane (in particolare la Rai in quanto ente pubblico).

Ed afferma: «Noi italiani dovremmo essere fieri ed orgogliosi del nome Italia nato 3500 anni fa, non soltanto per ciò che significa e rappresenta, ma pure perché è uno dei più antichi del mondo. Un motivo in più affinché la stessa Regione Calabria non soltanto moltiplichi il suo impegno nella valorizzazione di tale preziosità unica ma decida come Ente di denominarsi ufficialmente “Calabria Prima Italia”. Avessero tutto ciò in un qualsiasi Paese estero, non avrebbero esitato tanto!».

Tutto ciò aveva sollecitato, recentemente (mercoledì 21 giugno), l’associazione “Calabria Prima Italia” (che è attiva dall’aprile 1982) realizzando con vero successo di pubblico e di mass-media la prima “Festa del nome Italia” (con il patrocino gratuito della Biblioteca Pubblica e del Comune di Davoli, nonché della Presidenza della Regione Calabria) con il conseguente “Premio Prima Italia 2023” destinato ad 84 tra istituzioni, enti, aziende, associazioni e personalità.

Intanto si sta lavorando per organizzare varie altre iniziative, tra cui il Raduno di coloro che si chiamano Italo e Italia, nonché la “Maratona Italia” nell’Istmo di Catanzaro (tra il golfo di Lamezia e il golfo di Squillace) che, come affermano i più antichi scrittori, è il luogo dove è nato il nome Italia da Re Italo attorno al 1500 avanti Cristo. (rcz)

BADOLATO (CZ) – Continuano le visite guidate de “Le Città visibili”

Ancora in viaggio con Le Città visibili per raggiungere un altro dei borghi più belli d’Italia: Badolato e per l’occasione ci sarà Beatrice Marano, una guida davvero carica d’amore per tutto ciò che può rendere grande la sua terra. Anche Badolato è stato centro basiliano, ha un panorama mozzafiato e tanto verde intorno.

La prima sosta è per la visita alla chiesa, con annesso convento secentesco, di Santa Maria degli Angeli, che si erge poco lontano dal centro abitato e che custodisce una imponente statua lignea della Madonna con il Bambino e tanti angeli intorno, ricavata da un grande tronco d’ulivo e scolpita da Fra’ Diego da Careri con la stessa tecnica utilizzata per il meraviglioso Crocefisso, che si trova in una cappella dell’attiguo convento. Questo luogo è bello per il senso di fede che vi aleggia ma soprattutto perché custodisce, nelle celle affrescate e sotto i portici, un mondo di lungimirante benevolenza, quello della comunità Mondo X, che supporta persone fragili emotivamente affinché, attraverso lavori artigianali e senso del dovere, riescano a riscattarsi e vivere una vita migliore.

Dopo un’eccellente lezione di vita, il gruppo lascia la chiesa per raggiungere il centro abitato e, tra suoni di campane a festa, di banda e stendardi religiosi, si assiste alla processione della Madonna della Provvidenza portata a spalla per le vie affollate del borgo. Emozioni profonde hanno accomunato il gruppo in nome di quella fede che dovrebbe renderci migliori. Dopo aver visitato il borgo e qualche chiesa, è toccato al “Tipico gastromania” per verificare la bontà delle gustose pitte. Sul viso di Beatrice si nota un velo di tristezza quando il gruppo partedal borgo, vorrebbe regalare ancora parole tra entusiasmo e sorrisi ma è tardi per poter sostare ancora.

Tra il suo «a una prossima volta» e i ringraziamenti per tanta dedizione, si riparte verso Lamezia. Un ringraziamento particolare a Cosimo Lentini, volontario della Pro Loco di Badolato, per aver accompagnato il gruppo per le vie di questo borgo meraviglioso in un’atmosfera surreale. (rrc)

BOLATO (CZ) – Il 1° luglio torna la Notte Romantica dei Borghi più belli d’Italia

Il 1° luglio, a Badolato, torna La Notte romantica de “I Borghi più belli d’Italia”, uno degli eventi più interessanti del panorama nazionale delle manifestazioni turistico-culturali e di intrattenimento, registrando grandi consensi e grande partecipazione di pubblico con una media di 1 milione di visitatori su tutta la rete di borghi italiani.

Nel borgo di Badolato, per l’occasione, sono previsti appuntamenti culturali, musicali, eno-gastronomici, itinerari di visita, un contest fotografico e tante belle sorprese.

Dopo una serie di incontri pubblici, il Comune di Badolato ed un coordinamento operativo di associazioni del territorio, confraternite religiose e musicisti locali, sono al lavoro per proporre un evento dedicato all’amore ed al romanticismo con l’dea di contribuire sinergicamente al rilancio turistico-culturale di Badolato, con una mirata strategia promozionale volta ad attrarre qualificati flussi turistici regionali e di prossimità.

Tra fantasia, cultura, musica itinerante e creatività… la comunità locale – con le antiche chiese aperte e visitabili, con location e viuzze caratteristiche allestite a festa come la famosa “Pietra dell’Innamorato” – sarà pronta ad ospitare visitatori di ogni angolo d’Italia e Calabria per celebrare amore e romanticismo in una serata magica, dove riscoprirsi “romantici” nell’atmosfera dell’Italia dei Borghi. 

Non mancheranno certamente i momenti ed i luoghi per gustare il meglio della cucina locale, grazie all’apertura di tanti ristoranti e bar che proporranno ai visitatori anche la degustazione di un delizioso dessert: il dolce “Torta Bella Italia”, ideato dal noto maestro dei pasticceri italiani Iginio Massari.

La “Notte Romantica” di Badolato – uno dei Borghi più belli d’Italia, unico in Provincia di Catanzaro tra i 16 calabresi – vedrà protagonisti musicisti ed artisti del territorio che prima del consueto bacio della mezzanotte allieteranno la serata con musica unplugged tra piazzette e viuzze dell’antico borgo. Suggellerà la chiusura dell’evento una sorta di flash-mob con la tradizionale “marcia de zziti” (marcia degli sposi) da Piazza Castello a Piazza Santa Barbara, luogo in cui si terrà una serenata d’amore di cui cantori e musicisti badolatesi sono maestri riconosciuti da sempre. (rcz)

Dal convegno di Badolato presto una monografia su Fra’ Diego da Careri

Nei giorni scorsi, a Badolato, si è svolto il convegno Nel segno di Fra’ Diego da Careri – Protagonista della scultura lignea del Seicento, organizzato e promosso dalla Pro Loco Badolato Aps in collaborazione con l’Associazione Culturale “La Radice” e l’A. Opt. Riviera e Borghi degli Angeli e col patrocinio del Comune di Badolato e della Regione.

Da questo convegno, che rientra nell’ambito del progetto Badolato Cuore di Calabria del Comune e che è stato realizzato grazie al bando regionale “Progetto Strategico per la Valorizzazione dei Borghi della Calabria ed il Potenziamento dell’offerta turistica e culturale” con fondi a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2000-2006, è emersa la volontà di realizzare una monografia su uno dei protagonisti della scultura lignea del Seicento.

«Questo importante progetto e giornata di studio – ha dichiarato in una breve intervista il noto restauratore Pino Mantella, curatore del convegno – ha avuto il suo incipit nel 2019/2020 grazie al progetto “Arte e Fede” della Diocesi di Locri-Gerace, alla quale appartiene il piccolo paese di Careri, fortemente voluto da Sua Eccellenza mons. Francesco Oliva, vescovo di Locri – Gerace (RC). Un progetto che aveva già visto protagonista Badolato, il Convento degli Angeli e la sua macchina barocca della “Madonna degli Angeli Musicanti” di Fra’ Diego da Careri durante un importante intervento di restauro conservativo e di una mostra in quel di Gerace (RC) nel contesto delle attività progettuali “Arte e Fede”».

«Da 8 anni, infatti – ha aggiunto – giovani studenti, professionisti, archivisti, restauratori, diagnosti, storici dell’arte, architetti, provenienti da diversi centri di ricerca, quali Università ed Accademie di Belle Arti (Università di Trento e Verona, Università Pontificia Gregoriana di Roma, Università Roma Tre, Università della Calabria, Università di Chieti, Università di Malta, Accademia Belle arti di Napoli, Catanzaro e Reggio Calabria) si occupano dello studio, restauro e valorizzazione di opere d’arte provenienti dal territorio regionale e che hanno improcrastinabile bisogno di restauro e valorizzazione».

Il convegno nazionale a Badolato – a cura di Giuseppe Mantella, Vincenzo Squillacioti e Antonella Aricò – è stato pensato per coinvolgere studiosi e professionisti allo studio di un grande protagonista della scultura lignea del Seicento con l’obiettivo di diffondere una conoscenza a tutto tondo delle sue opere sparse su tutto il territorio nazionale.

Hanno, infatti, partecipato i docenti ed esperti provenienti da tutta Italia: Sante Guido, Mariolina Spadaro, Don Nicola Commisso, Maria Saveria Ruga, Fina Serena Barbagallo, Giada Policicchio, Matteo Facchi, Antonella Aricò, Pino Mantella, Sebastiano D’Amico, Vincenzo Squillacioti, Antonio Tropiano, Giuseppe Mirijello.

Partendo, quindi, dal Convento degli Angeli di Badolato (CZ), luogo dove Fra’ Diego da Careri scolpì la “Madonna degli Angeli musicanti” ed uno straordinario crocifisso, ed attraverso il restauro della complessa Macchina Barocca eseguito negli anni 2019/20, si è pensato di avviare uno studio sistematico delle opere dell’artista conservate su tutto il territorio italiano, che prevede lo studio degli archivi presenti nei diversi conventi che hanno ospitato il frate calabrese, archivi diocesani e parrocchiali e l’analisi delle opere da lui realizzate, per giungere ad un’approfondita e consapevole conoscenza e valorizzazione del suo autore. E sono  infatti diversi i gruppi di ricerca attivati in giro per l’Italia, con studenti e dottorandi nelle diverse discipline che, partendo dai significativi lasciti artistici e dai luoghi a lui legati, stanno ricostruendo in maniera analitica un percorso storico-artistico-religioso – per una ricerca monografica e scientifica finale – che inizia dalla Calabria e si sviluppa tra Napoli, Roma, Dongo e la Sicilia.


Il convegno badolatese è stato trasformato in una concreta ed importante giornata di incontro e confronto nazionale, aperta al grande pubblico, che ha visto la libera fruizione e partecipazione da parte dei cittadini, al fine di far conoscere un grande scultore del Seicento figlio della nostra terra che ha lasciato in maniera indelebile il segno della sua arte nei monasteri nei quali ha risieduto durate la sua vita. I tanti ospiti giunti a Badolato hanno avuto, altresì, modo di visitare l’antico convento francescano di Santa Maria degli Angeli, grazie alla straordinaria collaborazione di Mondo X. Al convegno seguiranno altri importanti sviluppi concreti di valorizzazione e conoscenza con la redazione, pubblicazione e diffusione degli atti del convegno stesso e con l’auspicio ambizioso di arrivare a pubblicare una specifica, mai scritta, monografia su Fra’ Diego da Careri. (rcz)