BADOLATO (CZ) – La proposta di Lanciano: portare il la festa del nome Italia nelle scuole

Nel 1983 l’associazione culturale “Calabria Prima Italia” di Badolato (Cz) in una indagine scritta in 40 scuole superiori italiane (due per regione) ha appurato che soltanto il 2% degli studenti ed il 5% dei docenti erano a conoscenza del fatto che il nome Italia fosse nato in Calabria, più o meno in che periodo e cosa potesse significare.

Nonostante siano passati da allora ben 41 anni, Domenico Lanciano, fondatore e responsabile del sodalizio, ipotizza che siano ancora troppi gli studenti e i docenti non in grado di rispondere a tali quesiti che sono importanti per l’identità nazionale. Propone perciò al Ministro della Pubblica Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e a tutti i dirigenti scolastici di realizzare una “Festa del Nome Italia” in qualsiasi periodo dell’anno scolastico oppure attorno ad alcune date significative per l’italianità pure per appianare una simile disinformazione che nuoce appunto alla coesione nazionale.

Ad esempio, le date più significative per celebrare il nome Italia potrebbero essere il 4 ottobre (giorno dedicato a San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia), il 4 novembre (Festa dell’Unità d’Italia e delle Forze Armate), il 7 gennaio (Festa del tricolore), il 17 marzo (anniversario dell’avvenuta Unità d’Italia) oppure il 2 giugno (Festa della Repubblica).

Inoltre, lo stesso Lanciano propone di far festeggiare il nome Italia a tutti coloro i quali portano tale nome-emblema negli eventi anche internazionali come le stesse Forze Armate, il Coni (comitato olimpico nazionale italiano) tramite lo sport e persino presso i nostri emigrati all’estero. Urge, quindi, una vera e propria campagna di sensibilizzazione nazionale, magari pure tramite la stampa cartacea e web e tutte le reti televisive italiane (in particolare la Rai in quanto ente pubblico).

Ed afferma: «Noi italiani dovremmo essere fieri ed orgogliosi del nome Italia nato 3500 anni fa, non soltanto per ciò che significa e rappresenta, ma pure perché è uno dei più antichi del mondo. Un motivo in più affinché la stessa Regione Calabria non soltanto moltiplichi il suo impegno nella valorizzazione di tale preziosità unica ma decida come Ente di denominarsi ufficialmente “Calabria Prima Italia”. Avessero tutto ciò in un qualsiasi Paese estero, non avrebbero esitato tanto!».

Tutto ciò aveva sollecitato, recentemente (mercoledì 21 giugno), l’associazione “Calabria Prima Italia” (che è attiva dall’aprile 1982) realizzando con vero successo di pubblico e di mass-media la prima “Festa del nome Italia” (con il patrocino gratuito della Biblioteca Pubblica e del Comune di Davoli, nonché della Presidenza della Regione Calabria) con il conseguente “Premio Prima Italia 2023” destinato ad 84 tra istituzioni, enti, aziende, associazioni e personalità.

Intanto si sta lavorando per organizzare varie altre iniziative, tra cui il Raduno di coloro che si chiamano Italo e Italia, nonché la “Maratona Italia” nell’Istmo di Catanzaro (tra il golfo di Lamezia e il golfo di Squillace) che, come affermano i più antichi scrittori, è il luogo dove è nato il nome Italia da Re Italo attorno al 1500 avanti Cristo. (rcz)

BADOLATO (CZ) – Continuano le visite guidate de “Le Città visibili”

Ancora in viaggio con Le Città visibili per raggiungere un altro dei borghi più belli d’Italia: Badolato e per l’occasione ci sarà Beatrice Marano, una guida davvero carica d’amore per tutto ciò che può rendere grande la sua terra. Anche Badolato è stato centro basiliano, ha un panorama mozzafiato e tanto verde intorno.

La prima sosta è per la visita alla chiesa, con annesso convento secentesco, di Santa Maria degli Angeli, che si erge poco lontano dal centro abitato e che custodisce una imponente statua lignea della Madonna con il Bambino e tanti angeli intorno, ricavata da un grande tronco d’ulivo e scolpita da Fra’ Diego da Careri con la stessa tecnica utilizzata per il meraviglioso Crocefisso, che si trova in una cappella dell’attiguo convento. Questo luogo è bello per il senso di fede che vi aleggia ma soprattutto perché custodisce, nelle celle affrescate e sotto i portici, un mondo di lungimirante benevolenza, quello della comunità Mondo X, che supporta persone fragili emotivamente affinché, attraverso lavori artigianali e senso del dovere, riescano a riscattarsi e vivere una vita migliore.

Dopo un’eccellente lezione di vita, il gruppo lascia la chiesa per raggiungere il centro abitato e, tra suoni di campane a festa, di banda e stendardi religiosi, si assiste alla processione della Madonna della Provvidenza portata a spalla per le vie affollate del borgo. Emozioni profonde hanno accomunato il gruppo in nome di quella fede che dovrebbe renderci migliori. Dopo aver visitato il borgo e qualche chiesa, è toccato al “Tipico gastromania” per verificare la bontà delle gustose pitte. Sul viso di Beatrice si nota un velo di tristezza quando il gruppo partedal borgo, vorrebbe regalare ancora parole tra entusiasmo e sorrisi ma è tardi per poter sostare ancora.

Tra il suo «a una prossima volta» e i ringraziamenti per tanta dedizione, si riparte verso Lamezia. Un ringraziamento particolare a Cosimo Lentini, volontario della Pro Loco di Badolato, per aver accompagnato il gruppo per le vie di questo borgo meraviglioso in un’atmosfera surreale. (rrc)

BOLATO (CZ) – Il 1° luglio torna la Notte Romantica dei Borghi più belli d’Italia

Il 1° luglio, a Badolato, torna La Notte romantica de “I Borghi più belli d’Italia”, uno degli eventi più interessanti del panorama nazionale delle manifestazioni turistico-culturali e di intrattenimento, registrando grandi consensi e grande partecipazione di pubblico con una media di 1 milione di visitatori su tutta la rete di borghi italiani.

Nel borgo di Badolato, per l’occasione, sono previsti appuntamenti culturali, musicali, eno-gastronomici, itinerari di visita, un contest fotografico e tante belle sorprese.

Dopo una serie di incontri pubblici, il Comune di Badolato ed un coordinamento operativo di associazioni del territorio, confraternite religiose e musicisti locali, sono al lavoro per proporre un evento dedicato all’amore ed al romanticismo con l’dea di contribuire sinergicamente al rilancio turistico-culturale di Badolato, con una mirata strategia promozionale volta ad attrarre qualificati flussi turistici regionali e di prossimità.

Tra fantasia, cultura, musica itinerante e creatività… la comunità locale – con le antiche chiese aperte e visitabili, con location e viuzze caratteristiche allestite a festa come la famosa “Pietra dell’Innamorato” – sarà pronta ad ospitare visitatori di ogni angolo d’Italia e Calabria per celebrare amore e romanticismo in una serata magica, dove riscoprirsi “romantici” nell’atmosfera dell’Italia dei Borghi. 

Non mancheranno certamente i momenti ed i luoghi per gustare il meglio della cucina locale, grazie all’apertura di tanti ristoranti e bar che proporranno ai visitatori anche la degustazione di un delizioso dessert: il dolce “Torta Bella Italia”, ideato dal noto maestro dei pasticceri italiani Iginio Massari.

La “Notte Romantica” di Badolato – uno dei Borghi più belli d’Italia, unico in Provincia di Catanzaro tra i 16 calabresi – vedrà protagonisti musicisti ed artisti del territorio che prima del consueto bacio della mezzanotte allieteranno la serata con musica unplugged tra piazzette e viuzze dell’antico borgo. Suggellerà la chiusura dell’evento una sorta di flash-mob con la tradizionale “marcia de zziti” (marcia degli sposi) da Piazza Castello a Piazza Santa Barbara, luogo in cui si terrà una serenata d’amore di cui cantori e musicisti badolatesi sono maestri riconosciuti da sempre. (rcz)

Dal convegno di Badolato presto una monografia su Fra’ Diego da Careri

Nei giorni scorsi, a Badolato, si è svolto il convegno Nel segno di Fra’ Diego da Careri – Protagonista della scultura lignea del Seicento, organizzato e promosso dalla Pro Loco Badolato Aps in collaborazione con l’Associazione Culturale “La Radice” e l’A. Opt. Riviera e Borghi degli Angeli e col patrocinio del Comune di Badolato e della Regione.

Da questo convegno, che rientra nell’ambito del progetto Badolato Cuore di Calabria del Comune e che è stato realizzato grazie al bando regionale “Progetto Strategico per la Valorizzazione dei Borghi della Calabria ed il Potenziamento dell’offerta turistica e culturale” con fondi a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2000-2006, è emersa la volontà di realizzare una monografia su uno dei protagonisti della scultura lignea del Seicento.

«Questo importante progetto e giornata di studio – ha dichiarato in una breve intervista il noto restauratore Pino Mantella, curatore del convegno – ha avuto il suo incipit nel 2019/2020 grazie al progetto “Arte e Fede” della Diocesi di Locri-Gerace, alla quale appartiene il piccolo paese di Careri, fortemente voluto da Sua Eccellenza mons. Francesco Oliva, vescovo di Locri – Gerace (RC). Un progetto che aveva già visto protagonista Badolato, il Convento degli Angeli e la sua macchina barocca della “Madonna degli Angeli Musicanti” di Fra’ Diego da Careri durante un importante intervento di restauro conservativo e di una mostra in quel di Gerace (RC) nel contesto delle attività progettuali “Arte e Fede”».

«Da 8 anni, infatti – ha aggiunto – giovani studenti, professionisti, archivisti, restauratori, diagnosti, storici dell’arte, architetti, provenienti da diversi centri di ricerca, quali Università ed Accademie di Belle Arti (Università di Trento e Verona, Università Pontificia Gregoriana di Roma, Università Roma Tre, Università della Calabria, Università di Chieti, Università di Malta, Accademia Belle arti di Napoli, Catanzaro e Reggio Calabria) si occupano dello studio, restauro e valorizzazione di opere d’arte provenienti dal territorio regionale e che hanno improcrastinabile bisogno di restauro e valorizzazione».

Il convegno nazionale a Badolato – a cura di Giuseppe Mantella, Vincenzo Squillacioti e Antonella Aricò – è stato pensato per coinvolgere studiosi e professionisti allo studio di un grande protagonista della scultura lignea del Seicento con l’obiettivo di diffondere una conoscenza a tutto tondo delle sue opere sparse su tutto il territorio nazionale.

Hanno, infatti, partecipato i docenti ed esperti provenienti da tutta Italia: Sante Guido, Mariolina Spadaro, Don Nicola Commisso, Maria Saveria Ruga, Fina Serena Barbagallo, Giada Policicchio, Matteo Facchi, Antonella Aricò, Pino Mantella, Sebastiano D’Amico, Vincenzo Squillacioti, Antonio Tropiano, Giuseppe Mirijello.

Partendo, quindi, dal Convento degli Angeli di Badolato (CZ), luogo dove Fra’ Diego da Careri scolpì la “Madonna degli Angeli musicanti” ed uno straordinario crocifisso, ed attraverso il restauro della complessa Macchina Barocca eseguito negli anni 2019/20, si è pensato di avviare uno studio sistematico delle opere dell’artista conservate su tutto il territorio italiano, che prevede lo studio degli archivi presenti nei diversi conventi che hanno ospitato il frate calabrese, archivi diocesani e parrocchiali e l’analisi delle opere da lui realizzate, per giungere ad un’approfondita e consapevole conoscenza e valorizzazione del suo autore. E sono  infatti diversi i gruppi di ricerca attivati in giro per l’Italia, con studenti e dottorandi nelle diverse discipline che, partendo dai significativi lasciti artistici e dai luoghi a lui legati, stanno ricostruendo in maniera analitica un percorso storico-artistico-religioso – per una ricerca monografica e scientifica finale – che inizia dalla Calabria e si sviluppa tra Napoli, Roma, Dongo e la Sicilia.


Il convegno badolatese è stato trasformato in una concreta ed importante giornata di incontro e confronto nazionale, aperta al grande pubblico, che ha visto la libera fruizione e partecipazione da parte dei cittadini, al fine di far conoscere un grande scultore del Seicento figlio della nostra terra che ha lasciato in maniera indelebile il segno della sua arte nei monasteri nei quali ha risieduto durate la sua vita. I tanti ospiti giunti a Badolato hanno avuto, altresì, modo di visitare l’antico convento francescano di Santa Maria degli Angeli, grazie alla straordinaria collaborazione di Mondo X. Al convegno seguiranno altri importanti sviluppi concreti di valorizzazione e conoscenza con la redazione, pubblicazione e diffusione degli atti del convegno stesso e con l’auspicio ambizioso di arrivare a pubblicare una specifica, mai scritta, monografia su Fra’ Diego da Careri. (rcz)

BADOLATO (CZ) – Colorate incursioni di “Spopart” per i bambini

Venerdì 12 Maggio 2023 Badolato si è trasformata nuovamente in un “Borgo didattico” grazie alla visita di un gruppo di bambini e bambine (5 anni) dell’Istituto comprensivo “Soverato 1” – retto dal Dirigente scolastico Renato Daniele – con le Scuole dell’Infanzia “Nicholas Green”, “Soverato superiore” e “Padre Pio”.

Grazie al progetto “I saperi e i sapori de “La Costa degli Aranci”: visita all’antico borgo di Badolato” le scolaresche soveratesi hanno colorato e vivacizzato il paese grazie ad una giornata intensa di attività culturali extra-didattiche.

Con le loro straordinarie maestre è stato esplorato il centro storico… col racconto di una “fiaba” sull’antico castello di Badolato e con l’incontro di cittadini storici e stranieri della nuova comunità multiculturale che sta animando la vita del piccolo borgo ionico.

La lenta passeggiata guidata tra le viuzze, coordinata dall’operatore turistico-culturale Guerino Nisticò e dai volontari Scu della Pro Loco Badolato-Unpli Calabria, si è conclusa con un laboratorio artistico-culturale di “SpopArt” (l’arte contro lo spopolamento).

Le attività ludico-artistiche e laboratoriali sono state curate e coordinate dal pittore Roberto Giglio, supportato dal giovane volontario Scu Cosimo Lentini, assieme alle maestre Assunta Criniti, Di Marti Maria Carmela, Busciacco Giovanna, Cimino Clementina, Riverso Giovanna, Pugliese Patrizia, Loprete Maria.

Nel pomeriggio – dopo un pranzo di gruppo presso il ristorante tipico “Il Castellano” – la scolaresca si è trasferita a visitare il Convento Francescano di Santa Maria degli Angeli, grazie alla collaborazione della Comunità “Mondo X”.

Un’esperienza unica e bellissima per tutti e tutte che ha registrato una straordinaria e positiva soddisfazione da parte delle famiglie dei bambini, dalla dirigenza scolastica soveratese e dai vari soggetti che hanno collaborato alla buona riuscita della giornata. (rcz)

BADOLATO (CZ) – Un’opera di Andreacchio per ricordare i migranti

Si intitola “Mister Badolato” ed è una scultura, in ferro battuto riciclato, realizzata in questi ultimi mesi dal fabbro badolatese Antonio Andreacchio “Lindana”. Una scultura dedicata all’accoglienza, al ricordo dello storico sbarco sulla Costa Ionica della nave Ararat in data 26 Dicembre 1997 ed al successivo progetto di ospitalità proposto e realizzato da Badolato e dai badolatesi coi rifugiati politici kurdi (all’epoca in fuga dalla Turchia, dall’Iraq e dall’Iran).

“Mister Badolato” simboleggia appunto l’accoglienza, l’indole e vocazione storica dei nostri popoli alla “filoxenia” (amore per il forestiero). È raffigurato in una postura specifica, nell’atto dell’eterno benvenuto agli ospiti, del “favorite” badolatese. La scultura è pronta per essere donata al Municipio di Badolato per una sua giusta collocazione sul lungomare cittadino (luogo esatto da concordare e definire), in riva al mare in un luogo-simbolo della Costa Ionica, dove il 26 Dicembre 1997 sbarcò la nave Ararat con circa 850 migranti a bordo. All’epoca tutti i badolatesi, con una straordinaria e spassionata azione comunitaria, si prodigarono a salvare e rifocillare i migranti (iniziativa solidaristica spontanea registrata anche durante un antecedente sbarco, avvenuto nell’agosto del 1997 in zona Gallipari). (rcz)

A Badolato la Via Crucis più lunga del mondo

di DOMENICO LANCIANO – Si pensa risalga al 1600 il rito della Settimana Santa di Badolato (borgo sull’amena costa jonica calabrese, in provincia di Catanzaro) così come si svolge adesso, sicuramente una delle più intense ed interessanti tra le celebrazioni pasquali che si hanno nel contesto cattolico nei vari continenti. Intanto, esprime la “Via Crucis vivente” più lunga del mondo, nel pomeriggio del Sabato Santo dalle ore 13 alle 20 (spesso fino alle 21). Quindi una Via Crucis lunga anche in termini di tempo (dalle sette alle otto ore).

Si svolge per un percorso misto di circa dieci chilometri, per vie tortuose e scoscese, dal borgo alla valle sottostante e nelle campagne circostanti, fino a salire al Convento francescano degli Angeli, sito sulla collina prospicente. A causa di tale lunghezza e tortuosità, viene cambiato ben tre volte il devoto che impersona il Cristo scalzo sotto la croce. Numerosissimi gli attori e le comparse, che possono raggiungere persino le quattrocento unità tra soldati romani, giudei, flagellanti, addoloratine, appartenenti alle congreghe e gli alabardieri. Dalla Pasqua 1988, su mio input, su queste ultime figure si sta concentrando l’attenzione di alcuni studiosi poiché esse sembrano rappresentare il simbolo dell’androgino, come ho scritto in un primo articolo pubblicato dal settimanale “Il piccolissimo” diretto da Moisé Asta e Vincenzo De Virgilio ed edito da Rubbettino di Soveria Mannelli (Cz).

Infatti, il ruolo degli alabardieri dovrebbe essere riservato unicamente ai fanciulli impuberi. Per tale motivo si pensa che i bambini-alabardieri possano simboleggiare la purezza dell’anima. Pure perché il loro è un abbigliamento misto, femminile e maschile insieme. Vestono sottane, mutandoni lunghi, calze colorate, nastri, pizzi, merletti, guanti bianchi ed hanno al polso il fazzolettino tipico dei cicisbei del Settecento. Il loro elmo è ornato di fiori colorati e non dall’ispido cimiero. Però indossano pure la corazza, il mantello rosso e recano una lancia alabardata come quelle delle guardie svizzere vaticane. La loro presenza sembra essere un’anomalia o una originalità simbolica. I bambini-alabardieri scortano le statue della Madonna addolorata e quella del Cristo morto, mentre i veri e virili soldati romani si occupano del Cristo sotto la croce e dei due ladroni in movimento. Da qualche anno a questa parte, forse per carenza di bambini disposti a fare tanti chilometri per così molte ore, tale ruolo viene assunto ma impropriamente da alcuni adolescenti.
Il percorso (dal borgo al convento francescano sulla collina degli Angeli e ritorno) viene effettuato pure nella processione penitenziale del Venerdì Santo e nella Domenica di Pasqua quando gli stendardi corrono in lungo e in largo per annunciare la Resurrezione del Cristo il quale, a mezzogiorno esatto, in piazza al borgo si incontra con la Madonna che lo cercava per tutto il paese vestita di nero.

Il momento dell’incontro è fortemente emozionante, specialmente quando la statua della Madonna cambia magicamente in festa l’abito alla vista del Cristo. Quindi, le due statue vengono collocate nella vicina chiesa di San Domenico, una delle più grandi della Calabria. Questo incontro qui si chiama “Cunfrunta” o “Cumprunta” mentre in altri paesi calabresi “Affruntata” o in altri modi. A Badolato, per l’esultanza della Resurrezione e dell’Incontro si svolge immediatamente il ballo degli stendardi sui denti dei confratelli più audaci. Altra caratteristica di questa Domenica di Pasqua è la sfida a distanza tra un tamburo e uno stendardo lungo i tanti chilometri del percorso borgo-valle-collina degli Angeli. Se lo stendardo riesce a toccare il tamburo in corsa, gli può rompere la pelle e issarlo in cima allo stendardo come trofeo. Personalmente ho assistito a questa sfida nella Pasqua del 2010 quando il tamburo è stato raggiunto e distrutto proprio davanti ai miei occhi.

Ritengo che le autorità preposte (ma anche i fedeli, la società civile e gli imprenditori locali) dovrebbero impegnarsi di più a propagandare culturalmente e turisticamente la Settima Santa in Calabria e in tutto il Sud Italia, specialmente dove trova massima espressione. Pure i badolatesi dovrebbero impegnarsi di più, dal momento che hanno una Settimana Santa tra le più belle, scenografiche e interessanti al mondo. In particolare, andrebbe studiata meglio la figura dei bambini-alabardieri anche come simbolo dell’androgino, poiché potrebbe essere un raro residuato mitico-filosofico e antropologico della Magna Grecia che qui è stata presente per ben sei secoli, fino a quando la conquista romana (nel 202 a. C.) ha attenuato quella civiltà, poi comunque ripresa nel periodo bizantino per numerosi altri secoli ancora. (dl)

L’ABA di Catanzaro dona opere al museo diffuso di Badolato

Tra passato recente e futuro prossimo, l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro è tornata a Badolato per donare ufficialmente al Comune le opere realizzate nel corso della summer school del progetto “Ceilings” tenutasi nel paese lo scorso luglio.

Per farlo ha promosso un’intera giornata nel borgo, tra animazione per grandi e piccini e momenti di approfondimento storico e artistico legati, anche, al lavoro condotto durante la summer school da diversi tra studenti e artisti.

Un dipinto, quello di Francesco Sena, un video, quello di Luca Sivelli, e stampe digitali su tela, quelle di Andrea Grosso Ciponte, sono quindi entrate a far parte ufficialmente del museo diffuso cittadino di Badolato. A queste opere, il cui tema principale sono le reti di comunità, lo spopolamento e l’abbandono dei paesi, la “restanza”, si uniscono anche gli output comunicativi realizzati dall’Accademia come la guida turistica illustrata che racconta al pubblico dei giovanissimi Badolato, la sua storia e le sue peculiarità.

Le opere sono state donate al termine di un incontro pubblico al quale hanno partecipato i docenti Aba Simona Caramia, Maria Saveria Ruga, Elena Di Fede, Andrea Grosso Ciponte, Simona Gavioli, Sonia Golemme, Luca Sivelli, Francesco Cuteri, Francesca Giordano. Assieme a loro, Guerino Nisticò, operatore turistico-culturale, Pia Russo, assessora alle Politiche sociali del Comune di Badolato, e Antonella Gioli, docente dell’Università di Pisa, che ha partecipato con un gruppo di suoi studenti alla summer school.

«La nostra vocazione è territoriale, ma vogliamo parlare al territorio cercando di coniugare particolare e universale – ha detto Simona Caramia, curatrice di “Ceilings” -. La sperimentazione che abbiamo portato avanti a Badolato è andata proprio in questa direzione: assieme agli studenti che hanno partecipato alla summer school e agli artisti che hanno realizzato le opere ci siamo interrogati su come l’arte e la sua promozione possano essere un veicolo di valorizzazione del territorio e delle sue caratteristiche. Siamo felici di averlo portato avanti assieme all’Università di Pisa perché ci ha permesso di lavorare fruendo anche di una prospettiva del territorio che fosse nuova, diversa: da questa collaborazione nasceranno quindi un archivio digitale condiviso e un percorso di valorizzazione delle “Pietre parlanti”, il progetto che alcuni artisti badolatesi hanno avviato nel paese nel corso della pandemia e che ha suscitato forte interesse».

L’amministrazione comunale badolatese, nelle parole dell’assessora Russo, si è detta «orgogliosa di questa collaborazione con l’Accademia. Abbiamo iniziato questo percorso comune nel 2022 e siamo lieti di ricevere le meravigliose opere realizzate che per noi sono uno strumento importante per la valorizzazione e la promozione del nostro paese. La sua storia è l’anima di Badolato, la cosa a cui teniamo di più e che vogliamo tramandare: grazie a queste opere possiamo farlo anche attraverso l’arte».

 

Infine, uno sguardo alle prossime iniziative della quinta edizione di “Ceilings”: «Finora, la quinta edizione si è concretizzata nelle mostre partite a novembre scorso al Bocs Museum di Cosenza. Ce ne saranno altre due nei prossimi mesi, mentre il cuore dell’edizione sarà la summer school che si terrà in estate a Stilo. Da febbraio siamo al lavoro con l’amministrazione comunale su un tema legato al futuro tra natura e intelligenza artificiale che saranno legate, chiaramente, dall’arte», ha concluso Caramia.

A Badolato si prepara la Via Crucis con il mistero dell’androgino

Una figura androgina nella Via Crucis di Badolato. Badolato, borgo jonico calabrese nella bassa provincia di Catanzaro, è in Italia uno dei borghi più belli ma sicuramente pure una delle comunità più interessanti e più ricche nei riti della Settimana Santa che quest’anno inizia il 2 aprile nell’imminente Domenica delle Palme. Ad impressionare sono soprattutto le processioni per quante sono lunghe, raggiungendo persino il sito extra-urbano del Convento francescano posto su una collina prospicente l’abitato. Così, ad esempio, la Via Crucis del Sabato Santo si snoda su un percorso assai tortuoso tra sali e scendi, tra urbano e rurale, misurando circa dodici chilometri, utilizzando oltre quattrocento tra attori e comparse, ininterrottamente dalle ore 13 fino alle ore 21 e a volte si protrae fino alle 22.

Per dare l’idea delle difficoltà di percorrenza e dell’enorme distanza l’ignoto attore o devoto che rappresenta il Gesù sotto la croce viene cambiato per ben tre volte. La “Via Crucis” vivente badolatese del Sabato Santo, oltre a svolgersi in uno scenario davvero ameno, unico e spettacolare, è ricca di contenuti religiosi e devozionali. A seguire il Cristo, irriso e fustigato dai giudei, numerosi soldati romani scortano anche i due ladroni cui si aggiungono le pie donne vestite di nero e gli auto-flagellanti incappucciati vestiti di bianco, mentre la statua della Madonna addolorata e la statua del Cristo morto vengono scortati dagli alabardieri, un drappello di bambini vestiti con sottane, guanti, pizzi, nastri e merletti, sotto una corazza militare, con elmi infiorati, alla mano un’alabarda e al polso un fazzolettino tipico dei cicisbei del Settecento.

Un aspetto più femminile o effeminato e delicato piuttosto che virile e militaresco. Comunque un misto maschio-femmina che nasconde un significato o una simbologia antica che ancora non si riesce a decriptare, nonostante i vari tentativi che ancora però non convincono. Infatti, sono decenni che si dibatte su tale figura dei bambini alabardieri, un po’ donna e un po’ uomo, tanto è che qualcuno ha pensato fossero il simbolo dell’androgino, un residuato della filosofia o della fantasia, della mitologia o delle allusioni della Magna Grecia che in questi luoghi è perdurata per quasi sei secoli prima che i romani ponessero fine ad un sogno e ad un’epopea nel 202 avanti Cristo. Man mano che si alternano i tentativi di interpretazione, s’infittisce il mistero dell’androgino badolatese.

E, attratti da tale curiosità, finora sono stati tanti i giornalisti e le troupe televisive che hanno cercato di venire a capo di tale stranezza. E, probabilmente, avendo dimostrato interesse, il prossimo Sabato Santo sarà a Badolato pure la Rai con una sua telecamera per documentare i tanti bambini alabardieri-androgini, cercando forse di dare una risposta che sembra sempre più difficile trovare. O forse è bene che il mistero resti tale? Come sostiene l’Università delle Generazioni che paradossalmente è stata la prima a scoprire e ad evidenziare tale androginìa nel 1987 con un articolo su “il piccolissimo” di Catanzaro.

BADOLATO (CZ) – L’11 febbraio si presenta il libro “Ce la fai?”

L’11 febbraio, a Badolato, alle 18, nella Sala Consiliare del Comune, si presenta il libro Ce la fai? di Giangiacomo Tedeschi.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione Il sorriso – Insieme si può col patrocinio del Comune.

Intervengo l’autore, Pia Russo, assessore comunale alle Politiche Sociali, Antonella Gallelli, presidente dell’Associazione Il Sorriso. Modera Marianna Monterosso, giornalista responsabile della rubrica Diritti e Diversi de Il Quotidiano del Sud – Calabria. (rcz)