REGGIO – Al Teatro Cilea “Le Signorine”

Questa sera, a Reggio, alle 21.00, al Teatro Comunale “Francesco Cilea”, in scena Le Signorine di Gianni Clementi.

Lo spettacolo rientra nell’ambito della rassegna Le maschere e i volti di Catonateatro diretta da Lilo Chilà.

La pièce di Gianni Clementi con la regia di Pierpaolo Sepe e con Isa DanieliGiuliana De Sio, è la storia di due sorelle zitelle che trascorrono la propria esistenza in un continuo e scoppiettante scambio di accuse reciproche.

Addolorata, dopo una vita condotta all’insegna del sacrificio e del risparmio, cui è stata obbligata dalla sorella, vuole finalmente godersi la vita. Rosaria, che ha fatto dell’avarizia e dell’accumulo il fine della propria esistenza, non ha nessuna intenzione di intaccare il cospicuo conto bancario, cresciuto esponenzialmente nel corso degli anni. (rrc)

REGGIO – Al Cilea “Miseria e nobiltà”

Questa sera, a Reggio, alle 21.00, al Teatro “Francesco Cilea”, in scena lo spettacolo teatrale Miseria e nobiltà con Lello Arena.

Lo spettacolo, di Eduardo Scarpetta e con la regia di Luciano Melchionna, fa parte della rassegna teatrale Le Maschere e i volti di Catonateatro.

Miseria o nobiltà? Domanda retorica. Tra le ceneri della miseria – “quantità insufficiente, inadeguata ai bisogni o per sé stessa troppo scarsa” – e gli stenti, fa capolino la resilienza e con essa la misura delle proprie forze, il sorriso, la gioia di sentirsi vivi, l’umanità più profonda che non trascende il peggio dell’essere umano ma ne nobilita il meglio… (rrc)

REGGIO – In scena “Così parlò Bellavista”

Questa sera, a Reggio, alle 21.00, al Teatro “Francesco Cilea”, in scena Così parlò Bellavista con l’adattamento teatrale e regia di Geppy Gleijeses.

Lo spettacolo, tratto dal film e romanzo di Luciano De Crescenzo, apre la stagione 2020 Le Maschere e i Volti di Catonateatro con la direzione artistica e organizzativa di Lillo Chilà.

Sul palco, insieme a Geppy Gleijeses, Marisa Laurito, Benedetto Casillo
Nunzia Schiano, Salvatore Misticone, Vittorio Ciorcalo, Patrizia Capuano, Gianluca Ferrato, Elisabetta Mirra, Gregorio De Paola, Agostino Pannone, Gino De Luca, Ester Gatta, Brunella De Feudis.

 

REGGIO – Al Cilea Alessandro Siani in “Felicità Tour”

Domani sera, a Reggio, alle 21.00, al Teatro “Francesco Cilea”, in scena Alessandro Siani in Felicità Tour.

Lo spettacolo, già sold out, è uno dei due eventi in programma che chiudono la stagione estiva di CatonaTeatro.

Uno spettacolo tutto da ridere, scritto e diretto dall’attore e regista partenopeo, accompagnato in questo viaggio straordinario dal maestro e compositore Umberto Scipione che, con le sue musiche, ne sottolineerà le tappe della sua straordinaria carriera.

“Felicità Tour” è innanzitutto lo show che rappresenta il grande ritorno ai monologhi dal vivo per Siani, dopo la tournée de Il principe abusivo a teatro con Christian De Sica.

«La scelta di ritornare sulle tavole del palcoscenico – ha spiegato il comico napoletano – è stata spinta soprattutto dalla voglia di potermi confrontare con il pubblico, perché lo spettatore è l’unico vero metronomo della vita di un’artista. Sentire un applauso, una pausa, guardarsi negli occhi resta ancora l’unico deterrente contro l’incomunicabilità, oggi più che mai accentuata dalle realtà virtuale. In questo viaggio artistico non sarò da solo ma ad accompagnarmi ci sarà il maestro e compositore Umberto Scipione che dal vivo suonerà e segnerà le tappe cinematografiche della mia carriera da Benvenuti al Sud passando per il Principe Abusivo e si Accettano Miracoli, per concludersi con Mister Felicità». (rrc)

A gennaio riparte la stagione invernale “Le Maschere e i Volti” di Catonateatro

Con una stagione estiva che ha registrato uno straordinario successo, il 9 gennaio riparte, a Reggio, la stagione 2020 de Le Maschere e i Volti di Catonateatro.

Ad ospitare il ricco cartellone di eventi, il Teatro “Francesco Cilea”, che vedrà andare in scena, il 9 gennaio, l’omaggio a Luciano De Crescenzo, il grande scrittore e filosofo scomparso quest’anno con la sua commedia di maggior  successo, diventato anche un film cult, Così parlò Bellavista, con Geppy Glejiesess, Marisa Laurito, Benedetto Casillo e Nunzia Schiano.

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Il 21 gennaio andrà in scena un grande classico della comicità napoletana, Miseria e Nobiltà di Eduardo Scarpetta, con Lello Arena che guiderà una compagnia di attori e caratteristi della grande scuola napoletana diretti da Luciano Melchionna.

Il 16 febbraio sarà la volta di un grande show internazionale, Alice in Wonderland della compagnia francese Elysium. Grandi coreografie, numeri circensi e scene 3D mozzafiato, per uno spettacolo unico al mondo dove trenta atleti acrobati e ballerini professionisti racconteranno la fiaba di Alice nel paese delle meraviglie, in un show sorprendente per grandi e piccini.

Si prosegue il 27 febbraio con due grandi attrici del teatro italiano in uno spettacolo che sta riscuotendo tanto successo, Le Signorine con Giuliana De Sio e Isa Danieli nei panni di due sorelle zitelle che si ritrovano a vivere sotto lo stesso tetto in un rapporto di amore-odio dai risvolti esilaranti.

Il mese di marzo è dedicato alle donne con due spettacoli tutti al femminile: il 4 andrà in scena 8 Donne e un mistero con un grande cast in cui spiccano Paola Gassman, Debora Caprioglio, Caterina Murino e Anna Galiena. Un giallo dove si mescola il thriller alla comicità noir, portato al cinema da Francois Ozon in un film molto amato dal pubblico internazionale con Catherine Deneuve, Isabelle Huppert, Fanny Ardan.

L’11 marzo è la volta di Nancy Brilli e Fioretta Mari in A che servono gli uomini per la regia di Lina Wertmuller, nominata pochi giorni fa dall’Accademy per l’assegnazione dell’Oscar alla carriera nel 2020. Una commedia musicale scritta da Giorgio Gaber ricca di situazioni comiche, ma che offre anche spunti di riflessioni sul ruolo attuale della donna.

Gli ultimi due spettacoli in cartellone sono, infine, all’insegna della grande comicità napoletana con il ritorno, il 20 marzo, di Carlo Buccirosso in La rottamazione di un italiano perfetto e di Biagio Izzo l’8 di aprile con una commedia dal divertimento assicurato, visto anche il tema, Tartassati dalle tasse. (rrc)

 

REGGIO – CatonaTeatro chiude la bella stagione estiva con Siani e Finocchiaro

Dalla chiusura di stagione di CatonaTeatro alla nuova stagione de “Le Maschere e i Volti”: la Polis Cultura “rilancia la sua missione di promozione culturale e teatrale con un’azione che da diversi anni è stata destagionalizzata coprendo l’intero arco annuale”.  Si chiuderà la bella stagione estiva di CatonaTeatro con due eventi al Teatro Cilea: il 29 novembre, sarà di scena Alessandro Siani in Felicità Tour e il 13 dicembre la bravissima Angela Finocchiaro col suo sorprendente spettacolo dal titolo Ho perso il filo. (rrc)

REGGIO – L’energia di Edoardo Bennato travolge CatonaTeatro

Come si scrive blues in napoletano? Domanda facile, aggiungeteci la parola rock e firmate il tutto col nome di Edoardo Bennato. Il cantautore napoletano ha conquistato l’affollatissima platea di CatonaTeatro, per l’ultimo appuntamento della stagione all’Arena Neri. Un trionfo che si dava di per sé scontato, ma la cui misura supera ogni aspettativa. Bennato ha un’energia straordinaria e per questo suo tour si è fatto affiancare da un gruppo musicale di prim’ordine. È venuta fuori una jam session che ha entusiasmato l’Arena Neri e ha, piacevolmente, scatenato l’inferno tra gli spettatori, ahimé quasi tutti sopra gli anta, anche se Bennato piace molto ai giovani. Un peccato che le nuove generazioni non abbiano saputo cogliere questa opportunità di ascoltare ottima musica dal vivo, pur nel solco di una serie di brani che ormai fanno parte della storia della musica italiana.

I concerti di Bennato non sono “solo canzonette” – come cantava lui stesso molti anni fa – ma racconti di vita, spezzoni di sociologia da marciapiedi, frammenti di ordinaria quotidianità. Un racconto emozionale che suggerisce suggestioni e ammalia per il ritmo scatenato di un rock-blues napoletano che, in realtà, mostra origini e radici più profonde, senza sfigurare in alcun confronto con la tradizione americana del genere musicale.

Basterebbe A Napoli 55 è ‘a musica per riempire di suggestioni uno spettacolo dove non c’è risparmio: ogni pedina sul palco è una scheggia impazzita, pur tuttavia agli ordini mnemonici del “capitano” rinnegato, sì da offrire momenti di autentica follia musicale che riesce a far dimenticare la crisi di governo, Salvini e le bollette da pagare. Un’autentica, interminabile, meravigliosa, jam session di chitarre che ha letteralmente dominato la scena e la tribuna, quasi un tutt’uno con gli spettatori, rapiti, (allegramente) tramortiti, affascinati. Sorpresi e incantati da una magia rock all’italiana che non ha eguali.

Jamm’ – direbbero a Napoli – e Bennato conduce il suo pubblico divertendolo e coinvolgendolo nel suo fantastico percorso musicale, tra brani storici, indimenticabili, sottolineati dalla sua armonica a bocca che appare e scompare in un pretestuoso gioco di prestigio da palcoscenico. E bello, fortemente bello il brano dedicato, con sincera ammirazione, ad Enzo Tortora e Mia Martini, due vittime del “venticello” di rossiniana memoria: «La calunnia è un venticello, / un’arietta assai gentile / che insensibile, sottile, / leggermente, dolcemente, / incomincia a sussurrar». Due vittime di infami calunnie, che hanno distrutto l’esistenza di due beniamini del pubblico, ma quante altre vittime ancora ci saranno? Come si ferma la calunnia?

Bennato non fa il grillo parlante, non spilla gocce di saggezza, né minimamente è interessare a fare la morale, ma sulle conseguenze della stessa ci ha costruito una fortuna: le sue storie, inclusa l’ultima, divertente, Ho fatto un selfie inducono a ragionare sulla stupidità umana, quando non sull’arroganza e l’inconsistenza di persone e personaggi. È pur sempre musica “leggera”, provocazione sì, ma soprattutto divertimento. Bennato si diverte per oltre due ore e fa divertire, senza risparmio, il suo pubblico, accorso a coprire ogni posto di CatonaTeatro.

Luci, video, musica live: un concerto da ricordare, anche grazie allo straordinario cast: Giuseppe Scarpato (chitarre), Raffaele Lopez (tastiere), Gennaro Porcelli (chitarre), Arduino Lopez (basso), Roberto Perrone (batteria). Il pubblico reggino (e non solo) felice, ringrazia. (mcg)

Il video di Meno male che adesso non c’è Nerone

REGGIO – A CatonaTeatro chiude in bellezza Edoardo Bennato

Tutto pronto per il live di Edoardo Bennato che questa sera chiuderà presso l’Arena Alberto Neri la XXXIV edizione di CatonaTeatro, evento sostenuto dalla Regione Calabria quale  “Evento storicizzato” per la Valorizzazione del Sistema dei Beni Culturali e per la qualificazione e il rafforzamento dell’attuale offerta culturale presente in Calabria.

La creatività, quell’arte, pregio di pochi, che appartiene da sempre ad Edoardo Bennato torna live dopo lo strepitoso successo del tour invernale. Bennato continua il suo viaggio, di città in città, parlando di un mondo fatto di buoni e cattivi, dove sbeffeggiare i potenti, inneggiando alla forza umana del popolo e passando per il più classico tra i sentimenti ispiratori dei poeti della canzone: l’amore.

Pochi giorni fa, a quattro anni di distanza dalla pubblicazione del suo ultimo album “Pronti a salpare”, Edoardo Bennato, rompe il suo silenzio discografico lanciando il singolo “Ho fatto un selfie”,  brano ironico e altamente rappresentativo della poetica dell’artista partenopeo, che racconta di come un semplice gesto possa tramutarsi in un chiodo fisso, portandoci a correre il pericolo di perdere il contatto con la realtà.

D’altronde nelle sue “canzonette” Edoardo Bennato è riuscito sempre a contestualizzare le epoche, le tendenze e le inclinazioni della società, senza mai puntare il dito o giudicare il prossimo, bensì esponendo i fatti come un abile menestrello, suggerendo al massimo una morale come nella migliore tradizione delle favole.

Si preannunciano, dunque, a Catonateatro oltre due ore di musica con brani storici e più recenti, video colorati e coinvolgenti ed interazione con il pubblico per rendere il live con Bennato non una semplice esibizione, ma una vera e propria esperienza emozionale.

Intanto, CatonaTeatro prepara al Teatro Cilea due ulteriori appuntamenti che metteranno a confronto la comicità tra Sud e Nord: 29 novembre Alessandro Siani in Felicità tour e 13 dicembre Angela Finocchiaro in Ho perso il Filo. (rs)

Ultima sera della stagione per CatonaTeatro, un successo, ma serve attrarre i giovani

Ci sono ancora biglietti disponibili per il concerto-spettacolo di martedì sera di Edoardo Bennato che chiuderà la stagione estiva di CatonaTeatro. Intanto, è tutto pronto perché ai reggini (e non solo, vengono da tutta la provincia e dalla dirimpettaia Messina) sia offerto un grande evento di musica che sottolinei la chiusura di una stagione importante, malgrado un certo calo registrato nelle presenze della stagione.

Perché i reggini non vanno a frotte a CatonaTeatro? Non sappiamo quante città pagherebbero per avere la magnifica Arena Neri che, sotto il cielo dello Stretto, offre una ribalta magnifica per qualsiasi spettacolo. Eppure, il calo di presenze si avverte: occorrerà studiare qualcosa per coinvolgere i giovani, far scoprire a quanti (troppi!) non conoscono il piacere del teatro e delle scene, non conoscono i classici e non si fanno attrarre dalle commedie brillanti. È una questione di educazione alla cultura che, evidentemente, manca e che mette sotto accusa la scuola. Non servono matinée per colmare budget diversamente modesti, bensì è necessario che gli insegnanti, gli operatori culturali, le teste pensanti della città, offrano stimoli al dibattito culturale, suscitino interesse allo spettacolo dal vivo, creino aspettative. Servono nomi di sicuro richiamo per attrarre le masse giovanili? Bene, ci pensi, per la prossima stagione, il buon Lillo Chilà che con i suoi collaboratori, primo fra tutti Luciano Pensabene, ha fatto e continua a fare da 34 anni il “miracolo” di CatonaTeatro, regalando mille emozioni all’area dello Stretto, offrendo novità e provocazioni, risate e suggestioni drammatiche, musica leggera o opere liriche.

Gli spettacoli, però, costano e serve il pubblico perché si possano offrire grandi produzioni e interessanti novità. Dunque, occorre investire sui giovani, coinvolgere l’Università, le scuole (va fatto prima della stagione estiva), creare attenzione e interesse, che diventeranno inevitabilmente consenso. Abbonamenti a prezzo agevolato per gli under 21, serate ad hoc, incontri ravvicinati con attori, registi, cantanti, produttori di musica, teatro, spettacolo. Insomma, bisogna suscitare interesse, soprattutto tra le nuove generazioni, che poi, quasi certamente, si trasforma in sicura presenza agli spettacoli.

CatonaTeatro – è bene sottolinearlo – è una felice intuizione culturale e un’invenzione di cui andare largamente fieri. Non va trascurata da parte degli amministratori locali, non va messa da parte lasciando alla capacità e all’instancabile impegno di Chilà e del suo staff di creare emozioni e insieme soffrire per i numeri del botteghino. Questa meravigliosa realtà, a due passi dallo Stretto, è una grande fabbrica di suggestioni di teatro, di musica, di cinema (anche la rassegna VersoSud di Nicola Petrolino soffre il mal di botteghino…) e merita l’attenzione della Città Metropolitana, che deve sentire il bisogno di garantire un sostanziale aiuto per le proposte di programmazione, le quali, ahimè, fanno più di una volta i conti con le troppe poltrone che restano vuote.

Con questo non bisogna pensare che sia mancato o manchi il successo a CatonaTeatro: ha il suo pubblico di affezionati, continua a riscuotere largo consenso, e si rivela un magnifico contenitore di eventi di spettacolo di prim’ordine. Ha bisogno, però, questa iniziativa culturale di essere sostenuta, difesa, e incentivata. Il pubblico farà la sua parte, gli spettatori possono comprare gli abbonamenti a scatola chiusa, sicuri di un cartellone di grandi emozioni, ma ci permettiamo di suggerire l’intervento anche “pubblico”, ovvero l’impegno della Città Metropolitana: significa fare cultura, favorire l’accrescimento culturale, offrire la possibilità, soprattutto ai giovani di fare il pieno di conoscenza e cultura. In una città (e in un’area metropolitana) che della cultura può (e deve) fare il suo appeal n. 1. (s)

 

 

CatonaTeatro, la grande maestria di Enrico Guarneri, l’ironia di Salvo La Rosa

L’attore è terribilmente, tremendamente, solo. Una solitudine che solo gli applausi e il palcoscenico riescono ad attenuare o, temporaneamente a far scomparire. Più passano gli anni, più scorrono centinaia di personaggi e cresce la sinergia col pubblico: non importa se si tratti di tragedie, drammi o commedie, ma il feeling rimane immutato e sulla pelle dell’attore tutto scorre per restare, in realtà, attaccato come una medusa però dagli assalti gentili. È sulla solitudine dell’attore e sulla grande capacità di assorbire tutto e ridare sempre tutto con nuovo smalto al proprio pubblico, ogni sera, che il grande Enrico Guarneri costruisce il suo Io sono l’altro 2.0, con l’ironia e gli “scossoni” di un Salvo La Rosa in grande spolvero. Guarneri immedesima l’attore “vecchio”, ovvero interpreta se stesso, ricordando, a sprazzi, momenti di grande intensità teatrale, con monologhi che incantano il pubblico e si prendono la scena (bellissimo il pezzo da Mastro don Gesualdo), per giocare, gtra sogno e realtà, al cazzeggio usuale del dopo spettacolo, quando si commentano gli applausi e si pesano i fischi.

Accanto alla parte seria, dedicata ai ricordi di scena da un attore di grande talento qual è Guarneri (amatissimo dal pubblico di CatonaTeatro), s’innesta poi la comicità di don Litterio, un personaggio che sprizza simpatia da tutti i pori, stuzzicato e ripreso amorevolmente da La Rosa, quasi un intervistatore curioso ma in realtà un provocatore della risata, uno stimolatore dell’irriverenza. I non-sense, le allusioni, gli ammiccamenti strappano risate autentiche e il pubblico si diverte: a teatro – dice il Guarneri personaggio, ma sono parole dell’attore consumato – si preferisce ridere. E così in questa contaminazione tra sacro e profano, tra dramma e risata, Guarneri si prende il meritato successo che condivide con La Rosa e la regia di Antonello Capodici. Uno spettacolo che lascia il dolce in bocca, il penultimo del cartellone estivo. (mcg)