Il concerto di Arisa a CatonaTeatro con l’Ortica Live Tour

Stasera (martedì 17 agosto) il concerto di Arisa a CatonaTeatro, che presenta il suo Ortica Live Tour.

Arisa, voce e personalità da vendere non ha bisogno di presentazioni. Dopo importanti esperienze televisive, le ultime tra Amici e Sanremo, sente forte il desiderio di tornare sui grandi palchi estivi e di sentire la vicinanza del suo pubblico. Finalmente ascolteremo, accompagnata dal pianista Giuseppe “Gioni Barbera” e dal poliedrico Jason Rooney alla consolle, i nuovi singoli “Potevi fare di più” e “Ortica”, oltre a tanti altri pezzi storici con nuovi arrangiamenti. Il titolo del tour riprende appunto quello del singolo “Ortica” una canzone che parla d’amore attraverso un intimo e poetico testo in napoletano e in italiano. Un amore intenso che quando finisce si lascia dietro un dolore che ricorda il bruciore provocato dal contatto con le foglie dell’ortica. Un sound intimo e delicato. Un mix di suoni che crea un’atmosfera sensuale e avvolge l’inconfondibile voce di Arisa, rendendo questa raffinata rivisitazione un viaggio tra sogno e realtà. (rs)

A CatonaTeatro annullato il concerto di Eddy Napoli per i 70 anni di “Luna Rossa”

Annullato a Reggio a CatonaTeatro lo spettacolo Buon compleanno Luna Rossa scritto e diretto da Eduardo De Crescenzo (in arte Eddy Napoli),  per celebrare i 70 anni di vita del famosissimo brano “Luna Rossa”, scritto dal padre Vincenzo De Crescenzo e pubblicato nel 1950. L’evento è stato cancellato dopo che è stata riscontrata la positività al covid di un componente dell’orchestra. I biglietti possono essere rimborsati o sostituiti con un buono per altro spettacolo. Le richieste andranno fatte a Polis Cultura entro il 19 agosto.

Eddy Napoli è stato a lungo il solista de “L’Orchestra Italiana” di Renzo Arbore e la sua voce ha contribuito alla grande popolarità che vanta oggi l’orchestra nel mondo, nonché autore e compositore di musiche per opere teatrali e cinematografiche per grandi artisti quali Pupella Maggio, Nunzio Gallo, Mario Merola, Roberto Murolo. Oggi  ha pensato di omaggiare il padre con il progetto “Luna rossa”,  canzone simbolo di Napoli nel mondo, accreditata nella tradizione culturale partenopea da talmente tanto tempo che, a volte, si dimentica che abbia essa stessa una storia. Non tutti sanno, afferma l’artista, che la storia raccontata all’interno del brano è autobiografica: mio padre si rese conto della fine della sua grande storia d’amore nel momento in cui la propria amata non si affacciò più al balcone ad attenderlo. Così, quel vuoto ed una luna rossastra lo ispirarono a buttare giù, su un pacchetto di sigarette e una scatola di cerini, una frase che sarebbe diventata famosa: “ccà nun ce sta nisciuno“. A questa ne susseguirono altre di contorno e fu così che gli venne in mente anche una bozza di melodia che per quei tempi risultò essere poi troppo moderno, tanto che in molti lo criticarono, qualcuno, addirittura, tuonò dicendo che era stato tradito lo spirito della canzone classica napoletana, senza sapere che “Luna rossa” sarebbe diventata a sua volta parte di quella tradizione musicale. (rs)

Catonateatro, domani il concerto “Le mie regine” con Silvia Mezzanotte

Domani sera, alle 21.15, all’Arena Alberto Neri di Catona, il concerto Le mie regine con Silvia Mezzanotte e l’Orchestra Filarmonica della Calabria, diretta dal Maestro Filippo Arlia.

L’evento rientra nell’ambito del cartellone di eventi della 36esima edizione di Catonateatro, organizzato dalla Polis Cutura e la direzione artistica di Lillo Chilà.

«Gli artisti non amano raccontare le loro fragilità – confida Silvia Mezzanotte – ‘Regine’, invece, nasce dalla voglia di condividere il mio viaggio artistico e umano: la timidezza innata che ha accompagnato la mia infanzia, la mia ferrea volontà di cantare che si è scontrata con un forte senso di inadeguatezza nell’affrontare la vita. La musica mi ha salvata, l’ascolto delle più grandi voci femminili che già da bambina erano parte della mia esistenza mi ha aperto nuovi spiragli sul mondo. Per questo ‘Regine’ rappresenta più di ogni altra cosa il percorso che mi ha permesso di trasformare le mie debolezze nella mia forza».

Ecco allora che brani celeberrimi di Mina, Ornella Vanoni, Anna Oxa, Patty Pravo, si spogliano della loro classicità per entrare a pieno titolo nella modernità di nuovi arrangiamenti, oppure  rinascono in una sorprendente versione tradotta in una lingua diversa dall’originale. 

Mentre alcune perle più intime e raccolte del repertorio di Mimì o Giuni Russo si vestono di nuova popolarità, viaggiando in parallelo con le voci che hanno segnato la scena internazionale come Annie Lennox, Kate Bush, Noa e molte altre.

“Naturalmente – sottolinea Silvia Mezzanotte – ho riservato in questo spettacolo un posto speciale per il percorso artistico che mi ha portato ad essere per 10 anni la voce dei Matia Bazar. da ‘Brivido caldo’ a ‘Messaggio d’amore’. (rrc)

Catonateatro, lo spettacolo “Tartassati dalle tasse” con Biaggio Izzo

Domani sera, all’Arena Alberto Neri di Catonateatro, alle 21.15, lo spettacolo Tartassati dalle tasse, scritto e diretto da Eduardo Tartaglia e con Biagio Izzo.

Lo spettacolo fa parte del cartellone della 36esima edizione di Catonateatro, organizzato dalla Polis Cultura.

Quante volte anche la nostra coscienza di pur buoni ed onesti cittadini ha segretamente partorito concetti del genere? “Io le tasse le pagherei. Ed anche volentieri! Se solo però poi le cose funzionassero veramente!…”  Il problema, però, è che se poi davvero ragionassimo tutti quanti sempre così, come e perché mai le cose potrebbero veramente funzionare?

arà costretto improvvisamente a domandarselo anche Innocenzo Tarallo, imprenditore napoletano nel settore della ristorazione: il classico “self made man”, che da nipote e figlio di baccalaiuolo si ritrova ora proprietario orgoglioso di un ristorante internazionale di sushi all’ultima moda. Si ritroverà in balia di mille peripezie e problemi. Soprattutto costretto a risolvere il quesito che angustia la stragrande maggioranza di noi: come è possibile che due parole che da sole evocano così tanta bellezza: “Equità” e “Italia”, quando si uniscono si contraggono dolorosamente come chi è in preda alla più dolorosa delle coliche addominali.

Valori, attualità e comicità: è questo il sunto di “Tartassati dalle tasse”. L’educazione alla legalità e all’onestà, va in controtendenza con l’aspetto umano delle reazioni che possono avere le persone messe alle strette di fronte ai problemi quotidiani della vita. (rrc)

Catonateatro, in scena “Storia di una Capinera”

Domani sera, a Catona, alle 21.15, all’Arena Alberto Neri, in scena Storia di una Capinera di Giovanni Verga con Nadia De Luca e la regia di Rosario Minardi.

Lo spettacolo rientra nell’ambito della 36esima edizione di Catonateatro, con la direzione artistica di Lillo Chilà.

Quando Giovanni Verga vide una piccola capinera, rinchiusa in gabbia, lasciarsi morire per aver perduto la sua libertà, trasse ispirazione per raccontare la propria “storia di una capinera” che sarà presentata, nel riadattamento teatrale di Rosario Minardi, il 3 agosto nell’ambito del Festival Catonateatro.

Maria, giovane novizia, come un uccellino ferito si vede privata della sua vita e della sua libertà, quando, allontanatasi momentaneamente dal convento a causa di un’epidemia di colera, assapora l’amore verso l’amico di famiglia Nino e per questo motivo viene costretta dalla sua matrigna a tornare tra le sue consorelle e a prendere i voti. Morirà pazza nei sotterranei del convento, dopo il tocco freddo di quelle forbici che le recisero i capelli, con quell’amore in corpo per il suo Nino, che avrà già sposato sua sorella Giuditta, sempre per volere dell’algida matrigna.

“Storia di una capinera” è un romanzo che si snoda nelle lettere che Maria indirizza all’amica fidata Marianna, dove racconta la scoperta di questi suoi nuovi sentimenti per Nino e tutto il suo dolore per aver dovuto rinunciare alla vita.  Nella trasposizione teatrale, la scansione epistolare tra le due diventa azione scenica con personaggi che prendono vita e si muovono all’interno della narrazione e intorno alla protagonista.

E’ a tutti gli effetti una denuncia alla condizione delle donne nella società siciliana dell’800, dove dignità e libertà venivano regolarmente calpestate in un contesto familiare che imponeva loro ogni scelta di vita. Restrizioni che riscontriamo in vicissitudini del nostro tempo che ne dettano la contemporaneità dell’opera. (rrc)

Al via la 36esima edizione di Catonateatro: Si parte con “Dante delle marionette”

Domani, giovedì 29 luglio, all’Arena “Alberto Neri” di Catona, prende il via la 36esima edizione di Catonateatro, organizzato dalla Polis Cultura, con la direzione artistica di Lillo Chilà, che promette un programma ricco, all’insegna dell’ottimismo e della ripartenza.

Tante le serate a cui il pubblico reggino potrà assistere questa estate, spettacoli di grande qualità con alcune chicche come la straordinaria apertura del 29 luglio, affidata alla storica Compagnia Carlo Colla & figli, con Dante delle marionette, spettacolo dal grande impatto visivo che fa parte del progetto Dante 700, che la famosa Compagnia marionettistica sta portando in giro per il mondo in occasione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri.

Lo spettacolo unirà la tradizione del Teatro di Figura Italiano e la poetica Dantesca. Nel repertorio del Teatro di Figura, l’immaginifico Dantesco ha sempre avuto una parte di primaria importanza. I personaggi dell’opera di Dante, siano essi storici o fantastici, compaiono nei repertori delle compagnie di marionette, burattini e pupi in tutta Italia e diventano spesso caratteri essenziali per lo svolgimento della trama.

Le marionette della Carlo Colla & Figli illustreranno alcune fasi della Commedia, fornendo un esempio concreto di come l’immaginifico Dantesco abbia contribuito all’evoluzione di una delle eccellenze e delle tradizioni storiche del teatro italiano, unione di arti applicate e drammaturgia.

L’evento performativo così strutturato porterà il pubblico ad immergersi in un mondo fantastico in cui l’opera del Grande Maestro e il linguaggio delle marionette si fonderanno per affascinare gli spettatori.

La formula scenica utilizzata prevede il movimento delle marionette a fili corti, con il marionettista a vista che porterà a conoscere i segreti delle marionette, dei burattini, dei pupazzi e delle ombre, sarà possibile osservare le abili dita del marionettista che, come un provetto musicista, “solletica” i fili del personaggio.

In questo contesto sarà possibile un ritorno all’essenza della marionetta, al rapporto diretto fra marionettista, marionetta e pubblico, che porterà ad evidenziare i significati estetici e filosofici puri che sottendono al nostro teatro. La marionetta, spogliata delle strutture scenotecniche di origine barocca che l’accompagnano da sempre, ritornerà alla pura essenza di “attore virtuale” ante litteram diventando un tutt’uno con il marionettista che la muove, portando così lo spettatore ad immergersi in un immaginifico in cui poesia, arte e cultura contribuiscono a creare un’esperienza teatrale unica al mondo.

La kermesse, poi, entrerà nel vivo nel mese di agosto, con Storia di una capinera, da Giovanni Verga, con Nadia De Luca e la regia di Rosario Minardi, in programma il 3 agosto. Il 5 agosto, sarà la volta di Biagio Izzo in Tartassati dalle tasse, scritto e diretto da Eduardo Tartaglia.

Il 7 agosto, Le mie regine con Silvia Mezzanotte e l’Orchestra Filarmonica della Calabria, diretta dal Maestro Filippo Arlia. Il 9 agosto, lo spettacolo L’uomo, la bestia e la virtù di Luigi Pirandello con Giorgio Colangeli e la regia di Giancarlo Nicoletti.

Il 12 agosto, Buon compleanno Luna Rossa, con Eddy NapoliLuna Rossa Orchestra. Il 17 agosto, il concerto Ortica con Arisa. Il 19 agosto, La Scuola delle mogli di Molière con Enrico Guarneri e la regia di Guglielmo Ferro.

Il 24 agosto, A letto dopo il carosello con Michela Andreozzi e la regia di Paola Tiziana Cruciani. Chiude la rassegna, il 27 agosto, Romeo e Giulietta, di William Shakeaspeare, con Simone Coppo ed Eleonora De Luca, con la regia di Nicasio Anzelmo(rrc)

Dal 25 luglio torna con la 36esima edizione Catonateatro

Dal 25 luglio al 27 agosto, l’Arena Alberto Neri di Catona torna a essere palcoscenico di Catonateatro, uno dei Festival estivi più longevi d’Italia giunto alla 36esima edizione e organizzato dalla Polis Cultura.

«La Polis Cultura – viene spiegato in una nota – prosegue il suo percorso artistico cercando di mantenere sempre la barra diritta sulla qualità delle proposte e dei servizi da offrire al suo pubblico, come è avvenuto la scorsa estate in piena pandemia. Anche quest’anno ci saranno le stesse condizioni della scorsa stagione con posti alternati, pertanto capienza dimezzata, per garantire distanza consigliata evitando assembramenti».

Un cartellone tra i più coraggiosi fatti in Italia questa estate, una Polis Cultura che ha voluto osare di comune accordo con le varie produzioni, che in questo momento si sono messi in gioco per la voglia di ricominciare, anche se questo è il momento r(esistere).

A conclusione del progetto Dante 2021, per le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, dopo una tre giorni di incontri letterari con la prof. Francesca Neri che approfondirà alcune tematiche della grande opera del Sommo Poeta attraverso anche la recitazione di vari canti, il 29 luglio, in esclusiva assoluta, sarà presentata dalla compagnia internazionale Carlo Colla & figli l’opera marionettistica Dante delle marionette. La storica famiglia porta a Catona, subito dopo le date al Piccolo Teatro di Milano, uno spettacolo che unisce la tradizione del Teatro di Figura Italiano e la poetica dantesca. Le marionette ripercorrono alcuni momenti forti delle tre cantiche della Commedia, con la regia di Franco Citterio e Giovanni Schiavolin e il soggetto e sceneggiatura di Eugenio Monti Colla.

Il 3 Agosto è protagonista la grande prosa con l’adattamento teatrale di Storia di una Capinera, regia di Rosario Minardi con Nadia De Luca, uno dei romanzi più celebri di Verga con al centro la storia e i tormenti interiori di una ragazza costretta a farsi monaca; attenzione verso gli umili e i vinti che il Verga svilupperà nella sua narrativa successiva.

Il 5 Agosto, sarà la volta del grande mattatore napoletano Biagio Izzo con una commedia tutta da ridere dove non mancano i risvolti sociali, Tartassati dalle tasse, spettacolo che viene recuperato dalla Polis Cultura dopo l’annullamento a causa dello scoppio della pandemia della stagione invernale 2020 de Le Maschere e i Volti presso il Teatro Cilea.

Il 7 Agosto, l’Orchestra Filarmonica della Calabria, diretta dal Maestro Filippo Arlia, accompagnerà, in prima nazionale, in  Le mie Regine, la splendida voce di Silvia Mezzanotte che spazierà in un viaggio musicale a 360° da Mina a Mia Martini, da Alice a Giuni Russo, rivisitando in chiave pop-rock grandi classici di Nina Simone, Gloria Gaynor e molte altre. Naturalmente, un posto speciale viene dedicato a quei testi musicali che per anni l’hanno vista quale voce dei Matia Bazar.

Ritorna la grande prosa il 9 Agosto con L’uomo, la Bestia e la Virtù di Luigi Pirandello, uno dei testi più rappresentati del drammaturgo siciliano, adattato in chiave comica dal regista Giancarlo Nicoletti, ad interpretarlo, nel ruolo del professor Paolino, Giorgio Colangeli, premio David di Donatello, attore dalla lunga carriera teatrale, oggi volto noto di cinema e fiction.

Torna la grande tradizione della musica napoletana a Catonateatro il 12 Agosto, con Eduardo De Crescenzo (in arte Eddy Napoli) e la Luna Rossa Orchestra in Buon compleanno Luna Rossa. Voce storica dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, Eddy Napoli rende omaggio al padre che è stato l’autore della splendida canzone che dà il titolo allo show, in un concerto che ripercorre in chiave moderna i grandi standard napoletani.

Il 14 una serata all’insegna della comicità sfrenata con Salvo La Rosa e Enrico Guarneri che ripresentano, sulla linea del format televisivo, Di nuovo insieme.

 Il 17 Agosto, approda  all’Arena Alberto Neri il tour “Ortica” di Arisa, voce e personalità da vendere e che non ha bisogno di presentazioni. Arisa, dopo le ultime esperienze televisive, di Sanremo ed Amici, sente forte il desiderio di tornare sui grandi palchi estivi e di sentire la vicinanza del pubblico dal vivo.

Il 19 Agosto si torna alla prosa con un autore immortale, Molière con La scuola delle mogli, una commedia che vede il ritorno dell’attore siciliano Enrico Guarneri a proprio agio nei panni di Arnolfo, spaccone misogino che, fa crescere la sua Agnese rinchiusa in casa e la educa ai doveri della “buona sposa”. La vivace trama consente a Guarneri e alla sua compagnia di divertire il pubblico tra fraintendimenti e scenette comiche generata dalla gelosia di Arnolfo.

Il 21 Agosto ancora di scena la grande musica, unica tappa in Calabria, con un omaggio a Lucio Battisti alla presenza del grande autore di testi della musica italiana, Mogol, che accompagnato da un‘orchestra, renderà il concerto un racconto unico nel suo genere, infatti durante la serata Mogol racconterà i vari aneddoti e gli importanti significati legati ad ogni brano, magistralmente interpretato dalla splendida voce del solista Gianmarco Carroccia.

Penultimo appuntamento, in esclusiva per Catonateatro, il 24 Agosto, una serata dai toni nostalgici e brillanti, all’insegna della grande comicità. Sarà infatti Michela Andreozzi a riportarci nella magnifica stagione degli anni 70’ con A letto dopo Carosello, un esilarante viaggio interattivo accompagnato dalle musiche, atmosfere e i colori dell’epoca. Michela Andreozzi, con la sapiente regia di Paola Tiziana Cruciani, dà il suo personale omaggio alle icone di quegli anni, da Franca Valeri a Gabriella Ferri, a Raffaella Carrà, passando dal bianco e nero al colore, dalla comicità leggendaria del sabato sera al sinistro fascino degli sceneggiati, dai motivetti delle pubblicità alle sigle dei telefilm, dalle rubriche ai varietà che hanno reso indimenticabile la nostra televisione.

E siamo al gran finale con uno dei testi immortali del Teatro di ogni tempo, Romeo e Giulietta di William Shakespeare. Un grande sforzo produttivo della compagnia calabrese Ctm di Domenico Pantano, con la regia di Nicasio Anzelmo che ne cura anche l’adattamento e un gruppo di attori professionisti, tra giovani talenti ed attori più esperti, che debutterà a Segesta e subito dopo sarà a Catonateatro per la serata di chiusura del 27 Agosto.

«Un’opera complessa e per niente banale – ha spiegato il regista – piena di fascino poetico nel raccontare quello che nei secoli è diventato l’inno dell’amore impossibile. O forse amore non è, e se non lo è, che cos’è quindi?». (rrc)

Torna il Festival cinematrografico “Verso Sud” di Catonateatro

Dal 24 luglio, torna la rassegna cinematografica Verso Sud di Catonateatro, giunta alla 12esima edizione, che è pronta ad offrire ai suoi spettatori il meglio della produzione cinematografica ambientata a Sud in questi due anni tanto complicati, con la direzione artistica di Luciano Pensabene della Polis Cultura.

Per quanto riguarda la cinematografia internazionale, quest’anno tocca al Medio Oriente, una regione che affronta da sempre questioni spinose, tra queste quella decisiva della libertà delle donne e del coraggio delle loro scelte, tematiche presenti nei tre film selezionati: Un divano a Tunisi, Dio è donna e si chiama Petrunya e Crescendo, che chiude la rassegna, un inno alla pace tra israeliani e palestinesi auspicato attraverso il linguaggio alto della Musica. Il Sud del nostro paese è ben rappresentato da 7 opere che ancora una volta ci fanno capire quanto il Cinema italiano sia vivo e di grande qualità, con storie pervase di umanità e coraggio, raccontate con un linguaggio forte e spesso innovativo.

Ritorna in molti di questi film la figura femminile come protagonista: storie di adolescenti e di donne in cerca di riscatto, costrette a lottare in contesti di degrado urbano e morale (Nevia, Picciridda, Semina il vento, Le sorelle Macaluso); ma anche storie di padri e di figli alla ricerca di un rapporto perduto da recuperare (Tutto il mio folle amore, Padrenostro, Regina). Stimoli visivi e narrazioni che ci giungono come sempre da Sicilia, Calabria, Puglia, Campania ma anche dai Balcani, Palestina e Israele, Tunisia e che ci aiutano a ridisegnare una geografia dell’anima e un paesaggio umano in grado di farci riflettere sui tempi che stiamo vivendo”.

Calabria che ritorna anche in questa dodicesima edizione del Premio, che verrà assegnato al film Regina del catanzarese Alessandro Grande, anch’esso cofinanziato dalla Calabria Film Commission e magnificamente ambientato in Sila. Il 16 Agosto, presso l’Arena Alberto Neri di Catona, verrà proiettato il film vincitore durante la serata di premiazione che prevede anche una presentazione delle opere del Maestro orafo Michele Affidato, che consegnerà di sua mano il Premio alla presenza del regista.

In apertura, sarà anche proiettato il cortometraggio Bismillah dello stesso Grande, opera vincitrice del prestigioso David di Donatello nel 2018 quale miglior film breve. Nell’anno della scomparsa del grande mattatore romano, ci piace ricordare che il Premio Verso Sud è andato anche a Gigi Proietti, in una delle prime edizioni del Festival.

In seguito premiati anche Carlo Buccirosso, Ficarra e Picone e i giovani talenti calabresi che negli ultimi anni hanno avuto l’attenzione della stampa nazionale per la loro bravura: Fabio Mollo, Daniela Marra, Alessio Praticò, Marcello Fonte e Paolo Tripodi(rrc)

TEATRO, REGIONE E METROCITY DISTRATTE
E SERVONO RISORSE PER POTER RIPARTIRE

di ANTONIETTA MARIA STRATI – In Calabria, i festival musicali e teatrali «non s’hanno da fa’». Ma non per mancanza di volontà da parte degli organizzatori, ma da parte di chi, invece, dovrebbe, in questo periodo di pandemia, aiutare tutti coloro che, negli anni, hanno organizzato rassegne che hanno permesso a personalità, attori, registi e performer nazionali e internazionali, di venire in Calabria e innamorarsi di una terra che ha da offrire tantissimo in tutti gli ambiti, soprattutto in quello culturale.

Di sicuro, non aiuta la situazione in cui si trova la nostra regione – è ancora in zona arancione, e chissà se diventerà gialla, permettendo, così, altre riaperture importanti, come quelle dei musei – ma non aiuta, sopratutto, la mancanza di aiuti da parte della Regione che si è limitata, nel mese di marzo, di avviare un bando per finanziare con 700 mila euro in totale, «progetti che ne valorizzino l’interconnessione con il vasto patrimonio artistico del territorio e facciano da spinta alla promozione del turismo culturale». Poi il nulla. Eppure, il presidente f.f. della Regione, Nino Spirlì, ha ribadito la necessità di «sostenere il teatro calabrese che, assieme a tutto il mondo della cultura, è stato travolto e soffocato dall’emergenza, dalle chiusure e dai necessari distanziamenti» e che «fosse necessario dare impulso a una diversa distribuzione degli eventi che guardi al digitale, e alle nuove tecnologie, come a un modo nuovo di incontrare il pubblico e far rinascere un settore che è custode di storia, conoscenza, emozioni».

Spirlì, parlando di questo bando, ha parlato di una sfida «che questa amministrazione regionale intende cogliere assieme agli operatori del settore per far rialzare il sipario» ma che, probabilmente, non è stata colta con le dovute attenzioni, dato che, dopo questo bando, non si è più parlato di teatro o di rassegne culturali. Eppure, la stagione estiva è alle porte e, con essa, anche tutti gli eventi culturali che, ogni anno, vengono organizzati e che animano tutta la Calabria, da nord a sud. Purtroppo, non ci saranno tutte le rassegne che, ogni anno, hanno ‘colorato’ la Calabria ma, almeno quelle storiche o che comunque sono ritenute importanti, dovrebbero essere confermate esattamente come l’anno scorso ma, purtroppo, pare non essere così.

È il caso della rassegna Fatti di Musica, il festival del promoter Ruggero Pegna e giunto alla 35esima edizione che, ogni anno, grazie ai suoi concerti e spettacoli teatrali, ha reso la Calabria internazionale ma che, quest’anno, è stato escluso dalla graduatoria dei Grandi eventi regionali.

«Valuterò il da farsi con il mio legale Tiziano Lio, in base a quanto verificheremo, innanzitutto dopo il primo accesso agli atti che faremo lunedì. Fatti di Musica è un progetto storicizzato di fatto, oltre che certificato ogni anno dalla stessa Regione Calabria» ha detto Pegna, aggiungendo che «La storia non si cancella per ignoranza. Il suo format di oscar della musica dal vivo, che presenta e premia alcuni dei migliori live d’autore di ogni anno con il Riccio d’Argento di Gerardo Sacco, è unico nel panorama nazionale. È un fatto straordinario già che si svolga in Calabria! Avevo tante opportunità di fare le valigie, ma la mission che mi sono posto 35 anni fa, finiti gli studi di ingegneria, era chiara: organizzare i grandi live nella mia terra, portare le stelle internazionali che qui prima erano fantascienza, accendere i riflettori dei grandi eventi televisivi in Calabria…».

Per Pegna, infatti, «in Calabria  la situazione è ulteriormente peggiorata rispetto al passato, a causa di una gestione disastrosa da parte della Regione Calabria delle linee che, negli anni, hanno accompagnato e sostenuto questo comparto. Gestione caratterizzata da confusione, mancanza di una visione e impreparazione. Basti pensare, ad esempio, che la graduatoria del Bando per Grandi Eventi Storicizzati che si dovevano tenere nel 2020 è arrivata lo scorso 1 aprile, trasformandosi in una farsa per l’evidente incompetenza e incapacità della stessa Commissione che ha valutato i progetti, addirittura con responsabile del procedimento una funzionaria del settore Protezione Civile, esperta di fognature, reti idriche, rifiuti e cose simili».

Nonostante ciò, Pegna ha assicurato che Fatti di Musica, «sarà anche questa un’edizione straordinaria», con due spettacoli in programma a dicembre e maggio 2022:  La Divina Commedia di Andrea Ortis e le musiche di Marco Frisina e Notre Dame De Paris.

E, se da una parte c’è una Regione e una ‘gestione disastrosa’, dall’altra ci sono il Comune e la Città Metropolitana di Reggio Calabria che ‘ignorano’ una delle rassegne più importanti del territorio: CatonaTeatro che, da 35 edizioni, anima l’estate reggina con pièce teatrali di grande spessore ma che, quest’anno, rischia di non andare in scena.

Lillo Chilà, patron di Catonateatro, ha ribadito che «l’obiettivo di Catonateatro è quello di essere presente anche questa estate» aggiungendo che «nel corso della nostra storia, abbiamo sempre denunciato la precarietà con cui la nostra cooperativa deve tristemente convivere e, di recente, il covid-19 non ha fatto che aumentare le difficoltà».

La Polis Cultura, infatti, dal Governo ha ricevuto poco più di 10 mila euro di ristori: «una cifra misera – ha spiegato Chilà – per la nostra cooperativa che, seppure senza scopo di lucro, è a tutti gli effetti un’azienda con costi fissi di fitto, utenze ecc., per un totale di oltre 25mila euro annui».

L’accusa che Chilà ha rivolto alla Città Metropolitana e al Comune, è quella di essere «stati del tutto assenti con noi». «Abbiamo solo ascoltato chiacchiere – ha dichiarato Lillo Chilà e assistito sbalorditi a  dirette su facebook da parte del Sindaco che ha utilizzato la nobile location del teatro Cilea per dare seguito alle proprie consuete manie di protagonismo. E mentre, nella sua diretta social, il primo cittadino annunciava la sua vicinanza ai lavoratori del settore dello spettacolo costretti ad un lungo periodo di inattività, nel frattempo, lo stesso, continuava e continua tutt’ora a lasciare in stand-by la somma complessiva di 175 mila euro messa a disposizione per le 50 associazioni ritenute ammissibili dalla commissione di valutazione dell’avviso 2020. La Polis Cultura rimane, pertanto, ancora ferma in attesa di sapere e ricevere quanto gli sarà assegnato (sorpresa?!) mentre tutte le spese per le attività dell’Estate 2020 organizzata dallo stesso ente sono state liquidate in breve termine per un totale di 263 mila euro». La Polis Cultura, in merito ai contributi a sostegno delle attività svolte nel 2019, «è stata costretta – ha riferito Chilà – a ricorrere al Tar per far valere le proprie ragioni in merito a una riduzione del contributo determinato dall’applicazione del tutto erronea e arbitraria di un regolamento diverso rispetto a quello con cui era stato emanato l’avviso di partecipazione al bando».

A intervenire sulla questione, il consigliere delegato alla Cultura della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Filippo Quartuccio, specificando che Chilà, «sa bene come il Tar, relativamente al ricorso promosso dalla sua stessa cooperativa, abbia dichiarato “cessata la materia del contendere” in quanto la Città Metropolitana, con l’adozione della procedura ripartizione delle economie di spesa generatasi a seguito delle liquidazioni dei contributi 2019, ha interamente soddisfatto quanto richiesto in sede di ricorso, prima della definizione dello stesso, così come ha provveduto a ripartire le somme su tutti gli aventi diritto. La Città Metropolitana, dunque, si è semplicemente e perfettamente attenuta ai rigidi vincoli del regolamento».

E per quanto riguarda i nuovi bandi, Quartuccio ha specificato che si tratta di «un Avviso esplorativo per i servizi di spettacolo. In questo caso, attesa la recente scadenza del termine per la presentazione delle istanze, non so se la Polis Cultura vi abbia partecipato, o se abbia i requisiti previsti per prenderne parte».

«Infine – ha aggiunto – corre l’obbligo specificare che l’istituzionalizzazione di specifici eventi segue un iter ben preciso, supportato da relazioni e istruttorie, tenendo conto del fatto che, l’evento in questione, deve essere consolidato nel tempo, e cioè da più di 10 anni, con una grande rilevanza culturale e turistica, oltre alla presenza di artisti e personaggi di fama nazionale e internazionale. Soltanto dopo, il Consiglio metropolitano si può pronunciare su ogni eventuale istituzionalizzazione. Tuttavia, non risulta alcuna richiesta in tal senso da parte della Polis Cultura che, diversamente, ha inoltrato un’istanza, nel 2019, quando personalmente non mi occupavo ancora direttamente delle delega allo spettacolo, per la creazione di un capitolo di spesa per le attività svolte, in generale, dalla cooperativa, non riferito a un evento specifico. Una cosa, insomma, ben diversa e che il regolamento, in tema di contributi, non contempla».

Alle dichiarazione del consigliere metropolitano Quartuccio ha replicato il responsabile di CatonaTeatro Lillo Chilà: «Dopo la nostra denuncia della scorsa estate, dove attaccavamo il Sindaco per il taglio del contributo per l’anno 2019 con l’applicazione di un regolamento diverso rispetto a quello  con cui è stato emanato il bando, siamo stati pazienti nell’attesa del giudizio del TAR. Ma, per distrarre l’attenzione sul vizio operato e a pochi giorni dalla pronuncia a cura del TAR Calabria, i funzionari di Palazzo Alvaro, con una velocità mai vista negli ultimi due anni, hanno pensato bene di ripartire il residuo generato dalle mancate rendicontazioni, inducendo così il TAR a non pronunciarsi in merito essendo “cessata la materia del contendere in ragione del risultato raggiunto con il versamento dell’importo ulteriore” poiché il “contributo economico complessivo di poco superiore a quello assegnabile applicava gli invocati criteri stabiliti dal Regolamento del 2018”. Esito che sicuramente ci gratifica avendo lottato per far applicare il giusto regolamento. Quartuccio poteva fornire un riscontro alla denuncia cautelativa da noi inoltrata all’Ente in merito alla ripartizione di quelle somme che non tengono in considerazione il regolamento del 2018 e i parametri di valutazione del progetto, che avrebbero consentito equa e proporzionale ripartizione. Infatti Polis Cultura con un punteggio di valutazione di 53 punti ottiene un incremento di 1000 euro, mentre altri con una valutazione di 31 punti ed un valore di progetto inferiore di quasi 40.000 euro ottiene un aumento di contributo di oltre 13.000 euro. Per cui Polis Cultura è stata costretta ad aderire per una seconda volta al TAR».

Per quanto riguarda i bandi esplorativi, «il primo incontro avuto con Quartuccio – dice Chilà – era proprio su questo argomento. Abbiamo manifestato che gli avvisi emanati non erano attinenti alla nostra attività, poiché la Città Metropolitana intende acquisire manifestazioni per l’anno 2021 “da svolgere in luoghi e date da stabilire a cura dell’Ente, anche sulla base delle eventuali richieste avanzate dai Comuni del territorio metropolitano”.  L’attività svolta da Polis Cultura ha una sede ben precisa ed una propria autonomia e non è certo alla mercè della Città Metropolitana per questa o quella piazza. Quindi come potrà notare Catonateatro, come altre attività dello stesso genere, sono fuori da questi avvisi. Avremmo gradito un riscontro più incisivo con azioni che mirassero a sostenere, soprattutto in questo periodo, il settore culturale a 360°, non solo chi vende spettacoli e concerti. Ne prendiamo atto e continueremo a vigilare».

La replica a Quartuccio non finisce qui: rispetto ai ritardi delle attività 2020,  un riscontro – dice Chilà –, anche se Quartuccio non aveva la nomina, ce la poteva dare considerato che per altri argomenti lo ha fatto. Invece è un argomento sul quale glissa e non affronta. Fondi per 175 mila euro per il settore cultura ancora fermi. A tal riguardo invito i colleghi in graduatoria a non chiamarmi per avere informazioni, ma a svegliarsi e scendere in campo». (ams)

(foto di copertina: courtesy CatonaTeatro / Antonio Sollazzo)

‘Catonateatro non si tocca’: l’appello di Davi, Marcianò e Minicuci per Polis Cultura

Un appello, che era già stato lanciato precedentemente da Klaus Davi, e che è stato ribadito anche da Antonino Minicuci e da Angela Marcianò: «CatonaTeatro non si tocca».

La Gazzetta del Sud, infatti, nel mese di agosto aveva riportato dichiarazioni allarmanti da parte di Lillo Chilà, direttore del Festival che, chiusa la 35esima edizione, ha paventato una probabile chiusura dell’importantissimo evento, per il mancato arrivo dei fondi che dovevano venire dall’Amministrazione comunale.

Anche Angela Marcianò, candidata a sindaco, ha ribadito che CatonaTeatro è «un’istituzione che non possiamo permetterci il lusso di perdere».

Lillo Chilà e Angela Marcianò

«Conosco personalmente Lillo Chilà – ha aggiunto la Marcianò – e riconosco soprattutto gli sforzi fisici ed economici profusi in questi decenni per mantenere sempre ad alti livelli Catona Teatro, la sua “creatura” diventata nel frattempo punto di riferimento nel panorama culturale di tutta la Provincia di Reggio Calabria».

«Nei giorni scorsi – ha proseguito – ho voluto incontrarlo, insieme alla mia squadra, non soltanto per esprimere la nostra semplice vicinanza, piuttosto per farlo sentire parte integrante del nostro programma politico rispetto al problema (che ogni anno puntuale si ripresenta) dei fondi pubblici destinati all’arte ed alla cultura. Noi non elargiamo promesse, noi parliamo di concretezza e piani di rilancio».

Klaus Davi

«Teniamo a sottolineare – ha dichiarato il candidato a sindaco di Reggio Klaus Davi – che, da parte mia e di tutti i candidati della lista che rappresento, emerge un deciso no alla chiusura di un così importante evento, che rappresenta ormai da decenni una pietra miliare della cultura reggina». Davi è stato il primo a raccogliere lo sfogo di Lillo Chilà sul rischio chiusura e a chiedere la mobilitazione della città per salvaguardare un evento che è ormai parte importante della storia culturale di Reggio.

Nei giorni scorsi, è stato Minicuci ad incontrare il patron di CatonaTeatro, Chilà, per farsi spiegare, in maniera dettagliata, le difficoltà che CatonaTeatro sta vivendo. 

«La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande. Ho pensato immediatamente  – ha dichiarato Minicuci – a questo celebre aforisma una volta terminato il cordiale incontro con Lillo Chilà, patron di CatonaTeatro. Ascoltando le sue parole, la rabbia e lo sconforto, ho capito una volta di più perchè Reggio Calabria necessita di un cambiamento radicale a trecentosessanta gradi».

«Non si può affossare la cultura – ha aggiunto – mettendo in seria difficoltà chi da quasi mezzo secolo si spende con passione e sudore per offrire ai reggini un servizio essenziale. Sì, perché la cultura è un bene primario: come l’acqua, l’aria, il tetto che abbiamo sopra la testa nelle nostre case. Non si può vivere senza abbeverarsi dal pozzo inesausto della cultura. La coscienza, che sia individuale o collettiva, ha assoluto bisogno di continui stimoli culturali per formarsi ed espandersi».

«CatonaTatro – ha proseguito il candidato a sindaco Minicuci – è una splendida realtà che da decenni porta in riva allo Stretto il meglio del panorama culturale nazionale e internazionale. È un patrimonio da preservare, custodire con cura al pari di tutte le altre realtà culturali presenti in città. L’attuale amministrazione invece, con le solite prese in giro secondo quanto dettomi da Chilà, sta rischiando seriamente di far chiudere i battenti ad una realtà forgiata e fatta crescere nel migliore dei modi nel corso degli anni».

Nino Minicuci e Lillo Chilà

«Il programma che abbiamo stilato per rilanciare Reggio Calabria  – ha spiegato Minicuci – vede la cultura e l’arte in genere al centro delle nostre idee. Perché significa sviluppo non solo sociale ma anche economico e turistico. Per queste ragioni sono numerosi i progetti che abbiamo in mente per dare un impulso importante al settore artistico-culturale del nostro territorio».

«Catonateatro, assieme a tutte le espressioni culturali di Reggio Calabria – ha continuato – con il centrodestra al governo cittadino saranno salvaguardate e valorizzate. Seppur di proprietà privata, con noi uno dei principali e storici templi  artistici della città, il Teatro Siracusa, non sarebbe mai diventato una paninoteca».

Lillo Chilà, al termine dell’incontro, ha ribadito l’amarezza per la situazione che CatonaTeatro sta attraversando.

«Falcomatà ci ha affossato – ha dichiarato Chilà –. Ha fatto delle promesse sul cartellone del 2019 che non sono state mantenute. È una vergogna, questa amministrazione ha compromesso 35 anni di attività dell Polis Cultura. Ancora una volta, certifichiamo il mancato riconoscimento da parte degli Enti della nostra attività».

«Abbiamo sempre lottato per la cultura – ha concluso il patron di CatonaTeatro – ma da due anni non prendiamo alcun contributo e, adesso, siamo con l’acqua alla gola. Viviamo con i prestiti delle banche, i nostri amministratori non possono spendere i soldi destinati alla cultura per altro». (rrm)