Il presidente Occhiuto: La Commissione Europea ha sbloccato 69 mln per la Calabria

È una bella notizia per la nostra regione: La Direzione generale Occupazione, affari sociali e inclusione della Commissione europea ci ha comunicato lo sblocco dei 69 milioni di euro del Fondo sociale europeo per la Calabria. È quanto ha reso noto il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che l’ha definito «un risultato estremamente significativo».

I pagamenti del Fondo, infatti, erano stati congelati in seguito ad alcune incongruenze emerse dopo normali controlli di routine – lo scorso 31 agosto, e che ha portato il Governatore nel mese di novembre ad andare personalmente a Bruxelles per incontrare vertici e capi unità dell’Ue.

«Una missione, quella in Europa – ha spiegato Occhiuto – che ha consegnato alla Commissione l’immagine di una Regione credibile, di un’amministrazione reattiva, di un presidente pronto ad intervenire tempestivamente per risolvere le criticità. Tutti aspetti determinanti. Ringrazio il direttore generale del Dipartimento Programmazione Unitaria della Cittadella, Maurizio Nicolai, per il prezioso contributo datomi in queste settimane, e gli uffici di Germaneto che hanno seguito questo delicato dossier: abbiamo fatto un grande lavoro di squadra».

«Anche attraverso una vicenda di questo tipo – risolta in modo positivo – possiamo costruire la nuova reputazione della nostra Regione e raccontare all’Italia, e in questo caso anche all’Europa, una Calabria che il Paese non si aspetta.
Avanti così» ha concluso. (rcz)

 

LA 106 JONICA NON SARÀ NELLA RETE TEN-T
È L’ENNESIMA SCONFITTA PER LA CALABRIA

La fascia Jonica e la Statale 106 “hanno perso” la partita per essere inserita nella Rete Ten-T Core. È il triste epilogo di una lunghissima e dura battaglia che ha visto in prima linea l’Odv Basta Vittime sulla Strada Statale 106 che ha chiesto, più volte, l’inserimento della Statale 106 Jonica nella Rete Ten-T e l’intervento del Governo che, purtroppo, non è arrivato.

Una battaglia, che non è stata solo dell’Odv: sulla vicenda, era intervenuto anche l’eurodeputato di Fratelli d’ItaliaVincenzo Sofo che aveva chiesto l’inserimento integrale della SS 106 tramite un’interrogazione e a cui il commissario europeo ai Trasporti, Adina Valean, aveva confermato la disponibilità a valutare la proposta, qualora il Governo italiano l’avesse sottoposta entro i termini utili. Proposta che non è mai arrivata e, intanto, la Commissione Europea ha chiuso il processo della revisione, che ha visto inseriti, invece, il Porto di Civitavecchia e la dorsale Adriatica tra Ancona e Foggia, sia stradale che ferroviaria, nella Rete Ten-T Core e Extended Core.

Una vera e propria «colossale sconfitta» ha scritto Basta Vittime «per merito di un Governo che non è stato praticamente mai incalzato dai parlamentari ed europarlamentari calabresi. La Statale 106 resterà, ancora per anni, fino alla prossima revisione della Rete TEN-T, inclusa nella rete Comprehensive (secondaria), tra Taranto e Catanzaro Lido. Resterà praticamente esclusa da Catanzaro Lido fino a Reggio Calabria. Inoltre, anche la parte inclusa nella rete Comprehensive potrà ottenere finanziamenti marginali per la realizzazione di interventi di manutenzione mentre sarà impossibile ottenere risorse per la realizzazione di nuove tratte ammodernate».

«Così – si legge in una nota – mentre la Regione Abruzzo oggi esulta e parla di risultato storico, guardando peraltro con ottimismo al futuro grazie anche ai «5 miliardi di euro per trasformare davvero la linea ferroviaria adriatica» che il Governo ha messo nella manovra di bilancio attraverso i fondi del Recovery Fund la Calabria jonica resta sempre più indietro rispetto all’Italia in termini di collegamenti infrastrutturali strategici per la sicurezza e lo sviluppo economico».

«Il Direttivo dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” – prosegue la nota – evidenzia l’ennesima occasione persa per la Statale 106 in Calabria e sottolinea le responsabilità politiche dei parlamentari calabresi a Roma e di quelli presenti a Bruxelles. Noi non rinunceremo ad informare i cittadini calabresi al fine di diffondere la verità e di far nascere una nuova consapevolezza: ogni intervento per la Statale 106 è possibile a patto che la classe dirigente politica calabrese al Governo inizi a fare il proprio lavoro con impegno invece di fare tutt’altro…».

Sulla questione è intervenuto l’europarlamentare Sofo, secondo cui «il Governo ha lasciato scadere i termini per la presentazione della proposta o che questa non sia stata presentata in modo adeguato e dunque sia stata rigettata».

«Una responsabilità – ha scritto Sofo – che ci chiarirà presto il commissario Valean al quale ho subito presentato un’ulteriore interrogazione per avere le motivazioni ufficiali di questa esclusione».

«D’altronde – ha proseguito – i ministri Enrico Giovannini e Mara Carfagna non hanno ancora dato risposta al sollecito fatto dal deputato Wanda Ferro all’indomani della risposta della Commissione europea, affinché Roma intervenisse tempestivamente presentando la richiesta di inclusione della SS106».

«Si tratta di un pesante schiaffo alla Calabria da parte del Governo – ha evidenziato – che lascia questa importante arteria stradale monca, privandola di un’importantissima opportunità, anche economica, per la messa in sicurezza e il potenziamento finalizzato a farne infrastruttura di connessione tra la dorsale ionica calabrese e il resto dItalia e d’Europa».
«Ancora una volta – ha concluso – si decide di condannare questo territorio, facendogli perdere sempre più terreno rispetto al resto della Nazione, come dimostra il fatto che altre aree d’Italia siano state invece inserite nella revisione del Ten-T. Peccato che senza uno sviluppo armonico, coordinato e integrale di tutti i territori meridionali non ci sarà mai uno sviluppo del Sud. E senza di esso, non ci sarà mai un ruolo da protagonista per l’Italia nel Mondo». (rrm)

PRESERVARE LA PESCA NEL MEDITERRANEO
LE ORGANIZZAZIONI CONTRO DECISIONI UE

Bisogna salvare la pesca nel Mediterraneo. È l’appello lanciato dalla Organizzazioni Imprenditoriali e delle Organizzazioni dei Lavoratori dei settori – composto per l’Italia da Agci Agrital, Federcoopesca, Legacoop Agroalimentare, Federpesca, Coldiretti Impresa Pesca, Unci Agroalimentare, Ue.Coop, Unicoop – ai ministri della Pesca di Francia, Italia e Spagna, chiedendo di non sostenere la proposta della Commissione Europea per le possibilità della pesca per il 2022.

Quello che chiedono le Organizzazioni, infatti, è che i rispettivi Governi concedano più tempo alla pesca nel Mediterraneo, valutando gli impatti delle misure già attuate sulle risorse, «sopratutto sul settore, sostenendolo attraverso misure di accompagnamento».

Per il presidente di Unci Agroalimentare, Gennaro Scornamiglio, che ha ribadito di aver sempre sostenuto le ragioni dei nostri pescatori «il regolamento west med si sta rilevando nella sua spettacolare forma anti socioeconomica e nella non sostenibilità sociale».

«Il fattore pesca – ha evidenziato – non è l’unico elemento concorrente alla ripresa ecologica del mare anzi, i nostri pescatori che stanno ripulendo il mare dai rifiuti antropologici sono i primi a volere il loro luogo di lavoro salubre e riproduttivo, al fine di un rilancio serio del settore e contro le lobby dei venditori di pescato esteri, e sostenere il vero pescato fresco di filiera Italia».

La Ue, infatti, ha adottato la proposta che «promuove la gestione sostenibile degli stock ittici nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero, rispetta gli impegni politici assunti nelle dichiarazioni MedFish4Ever e di Sofia e tiene fede all’obiettivo ambizioso della Commissione di conseguire una pesca sostenibile in questi due bacini marittimi, in linea con la strategia della Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM) per il 2030 adottata di recente».

Come dichiarato dal Commissario Ue per l’Ambiente,  gli oceani e la pesca, Virginijus Sinkevičius, «Nonostante i miglioramenti registrati negli ultimi anni nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero – riporta il sito Greenreport.it – siamo ancora lontani dal raggiungere livelli di sostenibilità e sono necessari ulteriori sforzi per raggiungere questo obiettivo. La proposta che presentiamo oggi sulla pesca in questi due bacini marittimi si basa, quindi, integralmente sui pareri scientifici».

Come riportato da Greenreport.it, «per il Mare Adriatico la proposta della Commissione attua il piano di gestione pluriennale della CGPM per gli stock demersali nel Mediterraneo con l’obiettivo di conseguire la sostenibilità di tali stock entro il 2026 attraverso una riduzione dello sforzo di pesca. La proposta odierna comprende anche svariate misure di gestione per gli stock di anguilla, corallo rosso, lampuga, occhialone e gambero rosa mediterraneo nel Mar Ionio, nel Mar di Levante e nel Canale di Sicilia, in linea con le decisioni della CGPM».

«La proposta di oggi – si legge – attua, inoltre, il piano di gestione pluriennale per gli stock demersali nel Mediterraneo occidentale nell’intento di ridurre ulteriormente la pesca, sulla base dei pareri scientifici. La Commissione Ue ha detto che “Questa parte della proposta sarà completata non appena, quest’anno, saranno disponibili i pareri scientifici pertinenti. L’obiettivo finale è raggiungere, entro il 1o gennaio 2025, il rendimento massimo sostenibile (MSY), vale a dire la quantità massima di pesce che i pescatori possono prelevare dal mare senza compromettere la rigenerazione e la produttività futura dello stock”».

Per le organizzazioni, tuttavia, «l’ostinata applicazione del piano di gestione pluriennale nel Mediterraneo occidentale, che ha già ridotto l’attività di pesca con reti a strascico del 17,5% negli ultimi due anni (superando in realtà il 20%) accompagnata da nuove misure tecniche, porta la maggior parte delle imprese al di sotto del punto di pareggio. A fronte di ulteriori riduzioni, potranno solo fermare e sbarcare gli equipaggi, con gravi conseguenze su tutta la filiera e sulla filiera».

L’Organizzazione, infatti, ha ricordato come «il settore Pesca del Mediterraneo applica, di propria iniziativa e da anni, misure di sostenibilità, ricercando sempre la collaborazione e il sostegno delle Amministrazioni responsabili e degli scienziati, ed esprime la volontà di continuare a collaborare in una gestione che permetta di garantire la sostenibilità del risorsa e, anche, della pesca professionale e di tutte le attività connesse che da essa dipendono».

«Le sottoscritte Organizzazioni – si legge in una nota – ricordano inoltre i notevoli sforzi compiuti per applicare le misure del piano di gestione (riduzione dello sforzo di pesca dei pescherecci da traino, chiusure spazio-temporali). Ci sono anche incoraggianti primi segnali di ripresa degli stock ittici. Ad esempio, le chiusure spazio-temporali attuate nel Golfo del Leone, abbinate ad un’iniziale riduzione dello sforzo di pesca dei pescherecci da traino del 10%, hanno dimostrato la loro efficacia con una diminuzione delle catture di novellame fino di nasello al 55% realizzata nel 2020 rispetto alla media del periodo 2015-2017, per un obiettivo iniziale del 20%. Risultati positivi si osservano anche per le chiusure spazio-temporali intorno alle coste italiane». (rrm)

 

L’eurodeputata Ferrara (M5S) su inclusione Statale 106 nella Rete Ten-T Core

L’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Laura Ferrara, ha risposto alla lettera inviatale da Fabio Pugliese, in merito alla richiesta di includere la Statale 106 nella rete Ten-T Core, spiegando che, dopo le numerose sollecitazioni, «ora è responsabilità della stessa Commissione, la modifica o meno dei parametri sulle cui basi vengono costruite le Reti Ten».

«Come certamente saprà – si legge – oltre un anno fa, quindi a dicembre 2020, tramite interrogazione scritta chiedevo alla Commissione europea l’inclusione dell’INTERA area ionica calabrese nella revisione della rete Centrale Ten-T, nonché nei negoziati interistituzionali sull’MCE (Programma europeo finalizzato ad accelerare gli investimenti nel settore delle reti transeuropee per il periodo 2021-2027)».

«Successivamente, lo scorso 29 settembre – ha aggiunto – reiteravo le suddette istanze in una nuova interrogazione per la quale sono ancora in attesa di risposta da parte della Commissione europea. Atteso che la rete Ten-T dovrebbe garantire la coesione economica, sociale e territoriale e l’accessibilità a tutte le aree dell’Ue, comprese quelle più remote, stimolando in tal modo la crescita economica e la riduzione delle disuguaglianze, nella mia ultima interpellanza segnalavo alla Ceche non è più differibile la revisione almeno (e sottolineo almeno) della tratta ionica Taranto-Crotone da Rete Comprehensive a Core considerati i termini più ravvicinati di realizzazione previsti per la suddetta Rete (cioè il 2030 rispetto al 2050 previsto dalla Rete Comprehnsive)».

«Formalmente – ha proseguito – concludevo quindi la mia istanza ponendo alla CE i seguenti quesiti formali: “..come intende aggiornare la metodologia usata per conseguire gli obiettivi della politica Ten-T per garantire l’accessibilità e la connettività di tutte le aree europee e dell’area jonica calabrese?”- e ancora: “Intende rivedere i requisiti identificativi dei nodi principali della rete centrale per passeggeri e traffico merci, considerato che l’area in oggetto è logisticamente ottimale per i commerci e i flussi provenienti da Oriente e diretti verso l’Europa continentale?”».

«È facile e chiaro, dunque – ha proseguito – comprendere come la mia sia una posizione di tutela del diritto alla mobilità di tutta l’area ionica calabrese. La Commissione Europea è stata abbondantemente edotta e sollecitata su questo specifico tema attraverso tutti gli strumenti istituzionali a mia disposizione. Ora è responsabilità della stessa Commissione, anche a seguito delle diverse sollecitazioni giunte da parte mia, la modifica o meno dei parametri sulle cui basi vengono costruite le Reti Ten».

«Infatti – ha concluso – è proprio questo il principale ostacolo all’inserimento di nuove tratte, soprattutto per quanto concerne la Rete Core. Credo sia chiaro, alla luce delle risposte sul tema fornitemi dalla Commissione, che la stessa potrebbe valutare positivamente la proposta di inserimento della fascia ionica nella Rete Core essenzialmente sulla base dei criteri oggettivi stabiliti nella metodologia Ten-T. Ed è proprio sulla modifica di questa metodologia che personalmente sto sollecitando a più  riprese la Commissione europea e senza la quale qualsiasi richiesta potrebbe non essere accolta». (rrm)

Occhiuto a Bruxelles: Non voglio che la Calabria perda i fondi europei

«Non voglio che la Calabria perda i fondi europei». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto che, in questi giorni, si trova a Bruxelles per parlare con la Commissione Europea e anche «per dire a chi decide in Europa, che oggi la Calabria ha un presidente che vuole occuparsi personalmente di queste questioni».

Il Governatore, infatti, ha già incontrato insieme al direttore generale del Dipartimento Programmazione Unitaria della Regione Calabria, Maurizio Nicolai, il capo Unità della Direzione generale della Politica regionale e urbana, Willebrord Sluijters, con cui si è analizzato «l’andamento della programmazione 2014-2020, e per confrontarsi sui nuovi modelli per lo sviluppo delle aree interne e delle agende urbane della Regione».

«Abbiamo gettato le basi – ha spiegato – per avviare un percorso comune in vista della programmazione 2021-2027, uno strumento indispensabile per disegnare la Calabria dei prossimi anni: una Regione sempre più inclusiva, resiliente, con servizi adeguati, in grado di attrarre investimenti e di fornire opportunità».

«Per parte nostra – ha proseguito il presidente – ci impegneremo in merito ad alcune criticità che vogliamo definitivamente archiviare, come ad esempio il superamento delle procedure di infrazione per la depurazione. Far crescere la Calabria, migliorarla, poterla raccontare all’Italia e all’Europa, è una sfida che abbiamo accettato e che vogliamo vincere. Il riscatto del nostro territorio passa anche attraverso una nuova reputazione, che costruiremo giorno dopo giorno, con le buone pratiche e valorizzando i risultati positivi che saremo in grado di raggiungere». (rrm)

A BRUXELLES PER UNA “MISSION EUROPEA”
OGGI OCCHIUTO ATTESO IN COMMISSIONE

Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, oggi e domani sarà in Commissione Europea per discutere di occupazione, affari sociali e inclusione, oltre che per «esplicitare che la Calabria vuole essere protagonista, seguendo la scia di quelli che sono i modelli relazionali dell’Ue».

Tali incontri, che sono tre in totale, fanno seguito di una serie di colloqui informali già intrattenuti con i servizi della Commissione europea.

Oggi, il primo incontro con il capo Unità della Direzione Occupazione, Affari Sociali e Inclusione, Adelina Dos Reis, e con i servizi tecnici della Direzione medesima. Verranno affrontati in questa sede i temi salienti relativi all’attuazione del Fse e le prospettive per un nuovo sistema del welfare e delle politiche sociali in Calabria.

A seguire, sempre nella giornata di domani, alle ore 17, il presidente sarà impegnato in una bilaterale con la commissaria per la Coesione e le riforme, Elisa Ferreira. I temi all’ordine del giorno sono cruciali, prefigurando il modello di sviluppo pensato per la Calabria 2030. Oggetto dell’incontro sarà anche la definizione della nuova programmazione 2021-2027 della Regione, e la definizione delle principali strategie d’attuazione. Sarà rilevante, anche, la questione relativa alla capacità amministrativa e alla nuova visione di governance messa in campo dalla nuova giunta regionale.

Mercoledì 1° dicembre, infine, alle ore 9, presso la sede di Bruxelles della Regione Calabria, il presidente incontrerà il capo Unità della Direzione generale della Politica regionale e urbana, Willebrord Sluijters. Sarà il momento per fare un check sulla programmazione 2014-2020, e per confrontarsi sui nuovi modelli per lo sviluppo delle aree interne e delle agende urbane della Regione. Una missione, dunque, molto importante, a poche settimane dall’avvio della consiliatura e, soprattutto, all’alba di quella che sarà una stagione di programmazione determinante per il futuro della Calabria.

«Stare in Europa, per una Regione con qualche problema come la nostra – ha evidenziato il Governatore – significa anche sapere apprendere e includere nei propri modelli gestionali le migliori prassi ed esperienze delle altre Regioni. Noi vogliamo rivendicare un ruolo primario nello scenario dello sviluppo del Sud dell’Italia e nel Mediterraneo. Per fare questo sarà necessario dire agli organi politici della Commissione – e per questo, da presidente della Calabria, ho deciso di recarmi personalmente a Bruxelles per poter incontrare la commissaria Ferreira, senza delegare questa missione solo ai dirigenti regionali – che la Regione intende voltare pagina, attraverso l’impegno massimo dei nostri uffici e con una spinta innovativa nella proposta e nelle modalità attuative dei programmi».

«Proprio perché voglio parlare anche di programmi e di attuazione – ha concluso – la missione prevede l’incontro con i due capo Unità delle Direzioni Generali per l’Occupazione e per le Politiche Regionali. Dirò loro che vogliamo costruire la nuova programmazione tenendo a mente gli obiettivi della nuova Europa del 2030, con una Calabria protagonista». (rrm)

La Commissione Europea approva modifica al Psr Calabria

La Commissione Europea ha approvato la modifica strategica del Psr Calabria presentata dalla Regione e ritenuta conforme ai regolamenti comunitari. In questo modo, «la dotazione finanziaria complessiva del Psr Calabria passerà da 1.089 milioni di euro per il periodo 2014/2020 a quasi 1.454 milioni per il 2014/2022» ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo.

«Avremo a disposizione – ha spiegato ancora – maggiori risorse per sostenere il comparto agroalimentare puntando, d’intesa con il Presidente Occhiuto e nel solco del programma del centrodestra, sulle filiere maggiormente rappresentative, attraverso bandi specifici, così da migliorare realmente competitività e redditività delle imprese agroalimentari calabresi».

In particolare, dopo l’ok della Commissione europea, il Psr Calabria potrà contare su risorse pubbliche aggiuntive per un valore di oltre 363 milioni di euro, dei quali 301 relativi alle annualità 2021-2022 e 62 di fondi Next Generation Eu (Ngeu) per la ripresa dalla pandemia. Inoltre alla Calabria sono stati altresì concessi 1,3 milioni a titolo di finanziamento nazionale integrativo. Per quanto riguarda contenuti e programmazione, invece, il Psr Calabria conoscerà una sorta di revisione degli indirizzi strategici, insieme alla correzione dell’attuazione delle misure o alla rimodulazione della distribuzione delle risorse.

«Il sostegno a nuove filiere e la valorizzazione di settori essenziali ma in passato trascurati – ha concluso – consentiranno di dare nuova linfa all’agricoltura calabrese, nel costante confronto con il mondo dell’agricoltura calabrese e le sue articolazioni produttive, rappresentative e professionali. Un passo fondamentale, per guardare avanti con fiducia». (rcz)

Blocco fondi Europei, Ferrara (M5S): La Calabria paga spesa scellerata

L’eurodeputata del Movimento 5 StelleLaura Ferrara, ha in merito al blocco dei fondi europei alla Regione Calabria, ha evidenziato come «la Calabria e i calabresi pagano così lo scotto di una spesa scellerata dei fondi comunitari e di un controllo superficiale da parte degli organi preposti».

Inoltre, ha reso noto di aver presentato «apposita interrogazione su quanto emerso dall’esclusiva pubblicata ieri sul sito di LaC circa l’interruzione dei pagamenti Fse da parte della Commissione europea nei confronti della Regione Calabria a causa di una serie di irregolarità».

«Criticità ed errori che si ripetono nel tempo e che oggi potrebbero mettere a rischio l’intero Por Calabria 14-20» ha detto Ferrara, spiegando che «in attesa di comprendere meglio come e se si risolveranno tali problematiche, voglio far notare come ciò influirà irrimediabilmente sul buon andamento della prossima programmazione europea e la chiusura in tempi certi di quella in corso».

«Ritardi che si accumulano su altri ritardi» ha concluso. (rrm)

 

La Commissione Europea ha bloccato le erogazioni del Fondo Sociale Europeo alla Calabria

È gravissima la decisione della Commissione Europea, di bloccare, a tempo indefinito, l’erogazione del Fondo Sociale Europeo a favore della Calabria, a causa di irregolarità riscontrate nel sistema di gestione e controllo della spesa pubblica. Lo ha reso noto il deputato del Movimento 5 StellePaolo Parentela, chiedendo all’ex presidente f.f. della Regione, Nino Spirlì, e alla Giunta, di risponderne politicamente.

«L’atto della Commissione Ue, comunicato nello scorso agosto – ha spiegato – dunque in piena campagna elettorale per le ultime Regionali ma diventato noto di recente, pesa come un macigno sull’operato del dirigente regionale Maurizio Nicolai, negli anni scorsi candidato consigliere regionale, e della responsabile dell’Audit, Roberta Porcelli. Come Movimento 5 Stelle, eravamo stati tra i pochi a contestare, nel 2020, la nomina di Nicolai a primo dirigente regionale dei Fondi europei, in considerazione della sua pregressa esperienza elettorale. Allora nessuno volle ascoltarci; oggi possiamo dire, in ogni caso, che ci avevamo visto lungo».

«I gravi rilievi della Commissione –ha incalzato il deputato del Movimento 5 Stelle – siano un monito per la politica, a partire dal nuovo presidente della Regione, Roberto Occhiuto, affinché le nomine dirigenziali siano sganciate dalle appartenenze o vicinanze a schieramenti e partiti politici. Resta il fatto che lo stesso centrodestra ha consegnato alla nuova amministrazione regionale l’ennesimo, grave problema.»

«Si tratta di una beffa per la Calabria, che dovrebbe invece svilupparsi – cha concluso Parentela – anche con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Se non verranno separate politica e dirigenza pubblica, credo che resteremo ancora in una condizione di arretratezza e che l’emigrazione continuerà ad essere la regola».

Il vicesegretario del PSI, Francesca Rosa D’Ambra, ha sottolineanto che si tratta di «un episodio gravissimo, in quanto l’attuale compagine Regionale, in continuità al lavoro svolto in precedenza, ne dovrà rispondere politicamente, soprattutto alla luce di una campagna elettorale basata sulla continuità e il progresso, sbandierando come l’utilizzo dei Fondi sia la chiave di volta per risollevare le sorti di questa Regione».

«Una mancata ed esaustiva giustificazione sulla gestione di questi fondi – ha concluso – comporterebbe un ulteriore buco alla spesa pubblica che andrebbe, ulteriormente, ad aggravare la situazione calabrese».

Luigi De Magistris, già candidato alla presidenza della Regione, ha espresso preoccupazione per il blocco dei fondi alla Calabria.

De Magistris, che ha ricordato come dal 2009 al 2011 «da deputato al Parlamento Europeo ho presieduto la Commissione controllo bilancio che si occupa proprio di come vengono spesi dai Paesi dell’Unione Europea i fondi destinati alle varie nazioni», ha evidenziato come «in particolare la Calabria, all’epoca come adesso, non godeva e non gode di una buona reputazione».

«Questo perché – ha spiegato – numerose attività investigative a vario livello hanno evidenziato distrazioni di ingenti risorse, truffe, illeciti, corruzioni ed infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione pubblica del denaro dei contribuenti europei. Ed è per questo che nei mesi scorsi avevamo segnalato quanto indispensabile fosse stato affidare la guida della Regione Calabria a persone al di sopra di ogni sospetto».

«Si rischia che il fiume del denaro pubblico che si sta per riversare in Calabria – ha concluso – sia l’ennesima occasione non per trasformare bisogni in diritti, ma per consolidare il partito unico della spesa pubblica che ha non di rado utilizzato il serbatoio regionale come cassa per i propri tornaconti ed interessi». (rrm)

 

 

Revisione Rete Ten-T, Ferrara (M5S): Si includa area ionica calabrese

L’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, bLaura Ferrara, ha sollecitato la Commissione Europea, tramite interrogazione, di inclidere l’area ionica calabrese nella revisione della Rete Ten-T ( transeuropea centrale per i trasporti).

«Nell’ultima risposta fornitami dalla Commissione europea – ha spiegato – relativa proprio alla mia richiesta di un migliore collegamento dell’area ionica, la Commissione mi informava che avrebbe valutato la necessità di aggiornare la metodologia per conseguire gli obiettivi fissati. Atteso che la rete TEN-T dovrebbe garantire la coesione economica, sociale e territoriale e l’accessibilità a tutte le aree dell’UE, comprese quelle più remote, stimolando in tal modo la crescita economica e la riduzione delle disuguaglianze, si ritiene non più differibile la revisione almeno della tratta ionica Taranto-Crotone da Rete Comprehensive a Core».

«La mia insistenza su questa necessità – ha sottolineato – va ad aggiungersi alla medesima istanza già rappresentata da associazione e gruppi organizzati di cittadini come il Comitato Magna Graecia».

«Ritengo – ha spiegato ancora – che progetti di miglioramento dell’accessibilità alla Calabria jonica possano configurarsi come valore aggiunto per la Rete Core e quindi non ritengo giustificabili ulteriori preclusioni nel rivedere i requisiti identificativi dei Nodi principali della Rete Centrale per passeggeri e traffico merci, considerato che l’area in oggetto è logisticamente ottimale per i commerci ed i flussi provenienti da oriente e diretti verso l’Europa continentale».

«Continuerò nel mio impegno – ha concluso l’europarlamentare – affinché anche e soprattutto in Europa si lavori per garantire una piena e giusta mobilità da e per la Calabria tutta. Bisogna far uscire dall’isolamento infrastrutturale territori centrali per lo sviluppo del nostro territorio». (rrm)