Consulta dei Calabresi nel mondo, ecco il nuovo direttivo

È stato nominato il nuovo direttivo della Consulta dei Calabresi nel mondo. L’elezione è avvenuta nel corso della seconda giornata di Assemblea, svoltasi al Consiglio regionale di Reggio Calabria, che ha visto la Consulta riunirsi in presenza dopo sette anni.

Il direttivo

Presidente Orlandino Greco 

Vicepresidente Tony Galati (Svizzera)

I Componenti

Gallo Patrizia (Regno Unito)

Alessandro Crocco (Stati Uniti)

Fabrizio D’Alessandro (Uruguay)

Vincent Daniele (Australia)

Stefano Scuncia (Italia)

Mariel Pitton Straface (Argentina)

Gesualdo Mastruzzo (Canada)

Iannicelli Laura (Cile)

Ad aprire la giornata è stato il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, che ha portato i saluti istituzionali soffermandosi sul ruolo delle istituzioni regionali nel sostenere e rafforzare il legame con le comunità calabresi presenti fuori dai confini regionali e nazionali.

La mattinata è proseguita con l’intervento di Cosimo Caridi, dirigente del Settore Relazioni internazionali e Comunità dei Calabresi nel mondo, che ha affrontato il tema delle relazioni tra la Calabria e le proprie comunità all’estero, soffermandosi anche sulle nuove forme di partecipazione alla vita della regione e sulle opportunità offerte dal turismo delle radici.

A seguire, i saluti dell’assessora regionale Eulalia Micheli, con un approfondimento dedicato soprattutto ai giovani, alla formazione e alla necessità di costruire strumenti sempre più efficaci per rafforzare il rapporto tra le nuove generazioni e l’identità calabrese, anche oltre i confini territoriali.

Uno dei momenti centrali della giornata è stato dedicato al tema della Calabria globale, con un focus sul turismo delle radici, sulla valorizzazione dell’identità e sul ruolo che la Consulta può svolgere nella costruzione di una rete internazionale sempre più solida.

Al confronto hanno partecipato il professor Tullio Romita dell’Università della Calabria, Giuseppe Varacalli, presidente di Aicotour, Fabrizio D’Agostino, presidente di Federalberghi, e Orlandino Greco, consigliere regionale e delegato ai rapporti con i calabresi nel mondo.

Proprio Greco ha richiamato l’attenzione sulla necessità di trasformare il patrimonio rappresentato dai calabresi nel mondo in una risorsa concreta per il futuro della regione.

«La Consulta deve essere sempre di più un luogo operativo, capace di mettere in relazione la Calabria con le sue comunità nel mondo. Non parliamo soltanto di identità o di memoria, ma di una grande opportunità di sviluppo, di relazioni e di crescita per la nostra terra».

Un percorso che punta a rafforzare il ruolo attivo dei consultori e a costruire una nuova stagione di partecipazione, nella quale le comunità calabresi all’estero possano diventare protagoniste anche nelle politiche di internazionalizzazione e promozione della Calabria.

Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti con l’intervento del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che ha rivolto alla Consulta e ai Calabresi nel mondo le proprie dichiarazioni di indirizzo, inserendo il tema delle comunità calabresi all’estero all’interno di una più ampia riflessione sul futuro e sulla capacità della Calabria di rafforzare la propria presenza e la propria rappresentanza internazionale.

Spazio poi alla presentazione dell’idea progettuale per la piattaforma web della Consulta, dal titolo “Le radici che danno forza al futuro”, una nuova visione dedicata alle comunità dei Calabresi nel mondo, illustrata da Alfredo Andrieri.

La seconda giornata di lavori è proseguita poi con l’elezione dei componenti del Comitato direttivo e del Vicepresidente della Consulta.

Due giornate intense che hanno segnato il ritorno in presenza della Consulta dopo sette anni e che hanno aperto una nuova fase di lavoro. L’obiettivo condiviso è quello di rendere sempre più concreto e operativo il rapporto tra la Calabria e la sua grande comunità nel mondo, trasformando identità, relazioni e radici in strumenti capaci di guardare al futuro. (rrc)

Si è insediata in Cittadella regionale la Consulta dei Calabresi nel mondo

Si è insediata oggi, in Cittadella regionale, la Consulta dei Calabresi nel mondo, l’organismo della Regione Calabria chiamato a rafforzare e rinnovare il legame con le comunità calabresi residenti all’estero e a valorizzarne il ruolo nello sviluppo economico, culturale e sociale del territorio.

Ad aprire i lavori è stato il vicepresidente della Giunta regionale, Filippo Mancuso, che ha sottolineato il valore rappresentato dalle comunità calabresi emigrate nel mondo: “Dobbiamo ringraziare i nostri calabresi che, in ogni parte del mondo, tengono alto il nome della Calabria e dell’Italia. Rappresentano la Calabria migliore: donne e uomini che sono partiti in cerca di opportunità, hanno costruito percorsi di successo e non hanno mai dimenticato la propria terra d’origine”.

Il vicepresidente ha quindi evidenziato la necessità di consolidare il rapporto tra la Regione e i calabresi residenti all’estero attraverso un dialogo stabile e strutturato.

“La ripresa in presenza delle attività della Consulta – ha aggiunto – rappresenta un passaggio importante. Accanto al turismo delle radici e al ritorno nei luoghi di origine, dobbiamo essere capaci di offrire un’immagine moderna e competitiva della Calabria, in grado di attrarre investimenti e nuove opportunità. Molti calabresi hanno già scelto di tornare e investire nella nostra regione. Grazie all’azione politica portata avanti dal presidente Roberto Occhiuto, cresce la consapevolezza che la Calabria oggi offre concrete possibilità di sviluppo e di investimento”.

Il consigliere regionale Orlandino Greco, delegato dal presidente della Regione Roberto Occhiuto ai rapporti con i Calabresi nel Mondo, ha curato l’insediamento della Consulta, illustrandone gli obiettivi strategici e le prospettive di sviluppo.

“Dopo sette anni – ha dichiarato Greco – era necessario tornare a riunirsi in presenza. La Consulta dei Calabresi nel Mondo è uno strumento fondamentale non solo per rinsaldare i legami con le nostre comunità all’estero, ma anche per costruire un nuovo percorso di partecipazione e condivisione”.

Greco ha quindi rimarcato la necessità di coinvolgere in maniera organica tutte le realtà impegnate nel rapporto tra la Calabria e le proprie comunità all’estero.

“Occorre costruire un percorso che veda protagonisti il CGIE, i consultori, gli esperti, le federazioni e le associazioni, affinché la Consulta diventi un vero punto di raccordo tra la Calabria e i suoi figli sparsi nel mondo. I Calabresi nel mondo rappresentano una risorsa fondamentale: custodiscono un patrimonio straordinario di identità, memoria e tradizioni e, allo stesso tempo, costituiscono un importante veicolo di promozione del brand Calabria e del Made in Calabria a livello internazionale”.

Nel corso della seduta, Greco ha inoltre presentato i consultori che nella giornata di domani saranno chiamati all’elezione del vicepresidente della Consulta.

Ampio spazio è stato dedicato anche agli interventi dei relatori invitati alla sessione plenaria.

Il rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, ha evidenziato il ruolo dell’ateneo quale polo di eccellenza e ha sottolineato come “la grande capacità dei giovani calabresi debba spingerli a rendere la Calabria il centro del mondo, poiché discendiamo da Pitagora e Telesio. Non siamo solo una terra di cuore e di accoglienza, ma anche di sviluppo concreto”.

Roberto Cosentino, dirigente generale del dipartimento Turismo della Regione Calabria, ha approfondito il tema del rapporto tra turismo, cultura e promozione dell’identità calabrese nel mondo. Maria Chiara Prodi, segretaria generale del CGIE, si è soffermata sulla rappresentanza degli italiani all’estero e sulla collaborazione istituzionale. Giuseppe Sommario ha proposto una riflessione sul valore delle “Ritornanze Calabre” e sul rapporto tra memoria, radici e appartenenza. Roberto Rugna, presidente di Ance Calabria, ha affrontato il tema delle imprese e delle opportunità di sviluppo nel contesto internazionale. Giuseppe Sommario, dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Milano, ha parlato del valore della memoria e delle radici nel solco delle “Ritornanze Calabre”. Luigi Scaglione, coordinatore delle Consulte d’Italia, ha illustrato il percorso necessario per rafforzare ulteriormente il ruolo e la qualità della Consulta.

Presente ai lavori anche la segretaria della Consulta, la funzionaria della Regione Calabria, Annalisa Mazzei.

Nel pomeriggio la sessione plenaria è proseguita con l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, che ha posto l’accento sul valore dell’accoglienza e sulle opportunità offerte dall’internazionalizzazione, dal turismo, dalla sostenibilità ambientale, dall’export e dalle nuove relazioni economiche che possono svilupparsi tra la Calabria e le comunità calabresi all’estero. Al centro del suo intervento anche la promozione del Made in Calabria e il ruolo strategico dei calabresi nel mondo quale ponte per la crescita produttiva e commerciale del territorio.

“In questi anni – ha evidenziato Gallo – con la Giunta Occhiuto abbiamo messo in campo importanti azioni di rilancio, valorizzando il brand Calabria Straordinaria e contribuendo a costruire una regione che migliora anno dopo anno e guarda al futuro con prospettive sempre più concrete. Abbiamo avviato una positiva inversione di tendenza, alimentata da quella passione che ci accomuna e che si traduce in un forte senso di orgoglio e appartenenza”.

Alla Cittadella è stata inoltre proiettato il video “Consulta 2026 – Calabria. L’orgoglio delle origini. Una storia che continua nel mondo”, con la regia di Gianfranco Confessore e la produzione di Drb Srl, e allestita la mostra “Radici”, a cura di Alessandro Lato.

Presentato, inoltre, dall’ideatore Lenin Montesanto, il progetto dei Marcatori Identitari Distintivi (MID) della Calabria Straordinaria, insieme all’attrice Annalisa Insardà, voce e interprete dei due cortometraggi Dove tutto è cominciato #1 e #2. Il secondo corto, svelato in anteprima assoluta nella serata conclusiva del Vinitaly and the City a Sybaris lo scorso luglio, ha contribuito a portare il progetto a oltre 1,2 milioni di visualizzazioni sui social.

Tra i momenti più significativi della giornata anche l’illustrazione della proposta del Piano degli interventi 2027, presentata da Orlandino Greco con l’obiettivo di definire, insieme ai consultori, le future strategie regionali dedicate ai rapporti con le comunità dei Calabresi nel Mondo.

I lavori proseguiranno domani con una nuova sessione nella sede del Consiglio regionale della Calabria, alla presenza del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, del presidente del Consiglio regionale, Salvatore Cirillo, e dell’assessore regionale all’Istruzione, Sport e Politiche giovanili, Eulalia Micheli. (rcz)

LA LETTERA / Salvatore Tolomeo: La Consulta dimenticata dai calabresi

di SALVATORE TOLOMEO – Caro Direttore, per il secondo anno consecutivo ho letto su Calabria.Live del successo del premio “Calabresi nel Mondo” conferito dall’Associazione Brutium di Roma a Calabresi illustri nel Mondo.
Ma in due anni non ho visto un solo nome di un calabrese fuori Italia. Eppure ce ne sarebbero forse più che in Italia. Dimenticanza oppure millanteria per ingigantire l’importanza di una lodevole iniziativa esclusivamente salottiera, come prediliggono i premiati e i partecipanti che si astengono dall’accettare inviti a manifestazioni all’aperto che registrano 15/20 mila presenze come avviene a Rho e Pieve Emanuele (Milano).

Ma non è da sola la Brutium: diverse Associazioni, sia pure limitate al territorio locale, si autodefiniscono “Calabresi nel Mondo”, creando una inflazione di tale denominazione che non si capisce più quale in realtà è rappresentativa.

Dovrebbe essere la Consulta Emigrazione della Regione Calabria, organismo istituzionale deputato a rappresentare effetivamente “I Calabresi nel Mondo”.  Ma questa è entrata in un periodo buio della sua storia: Dopo tre anni dall’insediamento del Presidente Occhiuto, è ancora priva del Direttivo e del Vice Presidente, che dovrebbero guidare l’attività ora pari a zero.

Dopo un primo tentativo di affidare l’incarico di consigliere regionale delegato all’Emigrazione a Salvatore Cirillo, non formalizzato per la mancata volontà di interesse operativo da parte della Presidenza, nei mesi scorsi si è ritentato con l’incarico a Giovanni Greco, ex sindaco di Castrolibero, che pure ha rinunciato per lo stesso motivo. La Consulta Emigrazione Calabresi nel Mondo non desta interesse e, forse, è considerata una palla al piede dalla quale liberarsi.

Se così non è, la Regione dia un segnale concreto anche per disciplinare questa inflazione di rappresentanti dei Calabresi nel Mondo che creano solo confusione. (st)

[Salvatore Tolomeo è presidente dell’Associazione Calabria Oltre Confine]

Consulta dei Calabresi, Giovanni Greco nuovo delegato

Ha impiegato un po’ il Presidente Roberto Occhiuto a riprendere in mano la Consulta dei Calabresi nel mondo, un organo regionale previsto da un’apposita legge che ha compiti consultivi e rappresentativi per le comunità dei calabresi sparsi in ogni angolo della terra.

Meglio tardi che mai, recita un proverbio, e dopo una lunga e inspiegabile  latenza, può ripartire la Consulta che deve ancora nominare il suo Consiglio direttivo e il vicepresidente, per poter avviare la sua attività.

La Consulta – è bene ricordarlo – se utilizzata adeguatamente e con la necessaria dotazione finanziaria, può diventare uno strumento operativo di grande respiro per la Regione, purché si diano le necessarie risorse per iniziative non solo di promozione, ma anche di interscambio culturale e commerciale tra la Calabria e i suoi tanti figli lontani. Occorrerebbe sganciarla dal Dipartimento Emigrazione (che ha poche risorse) e aggregarla a quello dell’Internazionalizzazione, dove la disponibilità finanziaria è molto ampia e potrebbe garantire un ottimo lavoro per i consultori (che operano – è bene ricordarlo – a titolo gratuito).

Questo rilancio della Consulta parte con la nomina da parte del presidente Occhiuto del nuovo delegato che è l’ex sindaco di Castrolibero, Giovanni Greco.

Una nomina importante che va nella direzione della competenza, in questo caso, rappresentata da una personalità di spicco e dal grande spessore politico visto la sua esperienza decennale come amministrarore di un territorio storico come Castrolibero.

E, nella giornata di ieri, si è tenuto il primo incontro tra Giovanni Greco, l’avv. Annalisa Mazzei, funzionario della Regione nella veste di segretario della Consulta e Tommaso Calabrò, direttore generale.

Una riunione iniziale per far ripartire i lavori della Consulta e dare un rinnovato entusiasmo vitale ai calabresi nel mondo e offrire finalmente delle politiche attive che riescano ad essere concretamente efficienti.

La Regione si avvale della Consulta dei calabresi nel mondo – un organo consultivo e propositivo – per incrementare e valorizzare le iniziative volte a rafforzare i legami con la diaspora calabrese.

Sono più di sette milioni i calabresi presenti nei vari continenti e che sono, a conti fatti, un patrimonio da preservare e valorizzare con estrema forza, basti pensare a coloro che sono riusciti ad avere ruoli importanti nelle istituzioni e nelle professioni: essi sono lo specchio più reale dell’elevata competenza proveniente dal Mezzogiorno italiano.

A Giovanni Greco va quindi il compito di dare ancora più valenza ad un ruolo di primaria importanza nei rapporti fra Calabria e calabresi; fra dinamiche contemporanee e risvolti futuri. La Regione nel suo ruolo istituzionale, riconosce ai calabresi nel mondo un ruolo di fondamentale importanza, in particolare, nel processo di internazionalizzazione della Calabria e, pertanto, risulta necessario che i lavori della Consulta siano seguiti con la dovuta continuità. Una sorta di elemento imprescindibile per le riunioni che verranno e gli obiettivi da conseguire.

Grande soddisfazione è stata espressa da Giovanni Greco: «Nel ringraziare il Presidente Occhiuto per la fiducia riposta nei miei confronti, mi auguro che in un momento così delicato in termini di stabilità e crescita del tessuto sociale, oltre che di grandi cambiamenti, si possa promuovere e rinsaldare il prezioso patrimonio di legami e di unità di cui la Consulta dei Calabresi nel mondo può diventare ambasciatrice. Allo stesso tempo, attraverso un laboratorio permanente di idee, costruire ponti tra comunità e generazioni per trasmettere il bagaglio di valori che a noi è stato donato come bene prezioso da custodire. (rcz)

Alecci (PD) presenta interrogazione per mancata istituzione della Consulta dei Calabresi nel mondo

Il consigliere regionale del Pd, Ernesto Alecci, ha presentato una interrogazione a risposta scritta, al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, in merito alla mancata istituzione della Consulta dei Calabresi nel mondo.

Ma non solo: il dem vuole sapere, anche, «quali iniziative si intendono assumere per programmare una politica organica in un settore che, oltre a rinsaldare i legami tra i calabresi residenti e quelli emigrati, rappresenta un importante volano economico per la nostra regione».

Nell’interrogazione, il consigliere Alecci ha ricordato come «l’art. 13 c. 1 della legge regionale 26 aprile 2018, n. 8 (Legge organica in materia di relazioni tra la Regione Calabria i calabresi nel mondo e le loro comunità) prevede che “Il Presidente della Giunta regionale, entro trenta giorni dal suo insediamento, costituisce, con decreto, la Consulta, che dura in carica fino alla nomina della nuova Consulta» e che, nonostante «il Presidente Occhiuto si sia insediato il 29/10/2021 e, solamente dopo un anno dall’assunzione della carica; con Dpgr. n. 93 del 20/10/2022 provvedeva a costituire formalmente la Consulta dei calabresi nel mondo, la stessa veniva insediata il 07/02/2023 e, a tutt’oggi, non risultano eletti il Vicepresidente e il Comitato direttivo di cui all’art. 16 della stessa legge».

Alecci, poi, ha evidenziato come «lo stanziamento di bilancio per il corrente anno ammonta a € 50.000,00, notevolmente in diminuzione rispetto alla somma già deficitaria di € 300.000,00, originariamente prevista per il finanziamento delle molteplici finalità di cui alla legge».

«Il rapporto tra la Regione e le centinaia di migliaia di calabresi sparsi per il mondo è sempre stato caratterizzato da luci e ombre– ha ricordato Alecci nell’interrogazione – basti pensare all’annosa vicenda della liquidazione della “Fondazione Calabresi nel mondo”; coinvolta anche in inchieste della magistratura».

«Nel corso degli ultimi anni – ha proseguito – i fondi sono stati spesi male a causa del deficit di visione e della confusione generata dalla mancata operatività della Consulta, organo deputato ad esprimersi, tra l’altro, sul piano annuale degli interventi; non sembrano essersi colti risultati rilevanti nemmeno dalla realizzazione del tanto propagandato progetto “Calabria terra dei padri”, conclusosi lo scorso 31 dicembre così come è tangibile lo stallo rispetto al progetto “Turismo delle radici” previsto per l’anno in corso».

Per il dem, dunque, «è evidente il distacco creatosi tra l’ente regione e i rappresentanti dei nostri corregionali all’estero che stanno perdendo fiducia nell’istituzione». (rcz)

Luigi Demartino presidente regionale della Confederazione Italiani nel mondo

Luigi Demartino è il nuovo presidente regionale della Cim – Confederazione Italiani nel mondo.. La nomina è stata fatta dal Comitato esecutivo confederale della Cim.

Il  ruolo della CIM va dalla cultura italiana nel mondo alle pari opportunità, dalle proposte su turismo allo sviluppo, dalla riscoperta dei borghi al settore eco-agroalimentare.  L’impegno del neo Presidente Demartino verso gli italiani nel mondo partirà dalla sua regione.

«La Calabria, grazie alla lungimirante legge regionale n.8 del 2018 – viene ricordato nella nota – dava vita alla ‘Consulta dei Calabresi all’Estero’, con la quale ha rinsaldato il legame con le comunità dei Calabresi nel mondo, organizzando legami di proficua collaborazione. Una vera e propria istituzione che collaborando a stretto contatto con la Regione, ha fatto sentire con forza la propria presenza con le comunità, le associazioni e le federazioni di calabresi all’estero».

«Fin dal suo insediamento – continua la nota – la consulta è stata un importante strumento di conoscenza e comunicazione che ha avuto il compito di favorire il turismo di ritorno e accrescere l’import-export con la collaborazione continua delle Camere di Commercio estere e lo sviluppo di progetti di scambio culturale tra studenti calabresi in Italia e nel mondo. Il dispiacere del nuovo Presidente della CIM Calabria è che non è stata intrapresa alcuna azione affinché questa Consulta diventi realmente operativa, il suo auspicio che la Regione dia ben altra considerazione per questo splendido strumento che potrebbe valorizzare quel grande patrimonio che la Calabria possiede cioè i 7 milioni di corregionali nel mondo».

«La Fondazione Migrates, nel suo ultimo Rapporto Italiani nel Mondo – si legge ancora – ha evidenziato l’importanza degli organismi di rappresentanza degli italiani nel mondo, sottolineando la funzione che essi esprimono nell’interesse collettivo. La Consulta deve essere uno strumento capace di interpretare le domande e i bisogni delle comunità all’estero, ma deve anche conoscere la nuova generazione di una migrazione che si è modificata nel tempo e che chiede una considerazione diversa.

Come Presidente Cim Regione Calabria il dott. Demartino si fa portavoce affinché la consulta diventi operativa e continui a svolgere il lavoro iniziato nel 2018 e ne ampli le ambizioni. Questo significherebbe continuare a mantenere stabili le relazioni con le comunità sparse nel mondo, mantenendo relazioni con realtà imprenditoriali disposte ad investire nei nostri territori, promuovere scambi scientifici ed iniziative tra Università, senza dimenticare il turismo delle radici.

Per rilanciare di nuovo la consulta è fondamentale il ruolo che la Regione in simbiosi con i consultori deve svolgere, affinché si sviluppi quel processo di internazionalizzazione della Calabria. Il Presidente CIM Calabria conclude con un monito «It’s easy to take a calabrese out of Calabria that Calabria out of calabrese» (È più facile togliere un calabrese dalla Calabria che la Calabria da un calabrese) questo il senso e la motivazione per cui continuare a crederci. (rrm)

 

S’insedia a Germaneto la nuova Consulta dei Calabresi nel Mondo

Oggi pomeriggio, martedì 7 febbraio, alle 14.30, in videoconferenza mondiale, è convocata la prima riunione della Consulta dei Calabresi nel Mondo della presidenza Occhiuto, un organo previsto dallo Statuto della Regione, per troppo tempo trascurato e non adeguatamente valorizzato. La ex Consulta dell’Emigrazione, voluta dalla legge regionale 8 del 2018, oggi diventata “dei Calabresi nel Mondo” e che qualcuno vorrebbe trasformare in “all’Estero”, era nata per dare “centralità a tutte le iniziative tese a diffondere la conoscenza della cultura italiana, con particolare riferimento a quella calabrese, quale strumento per la conservazione dell’identità culturale della terra d’origine, con particolare riguardo alle attività di informazione e comunicazione sulla realtà storica, economica, sociale, turistica e culturale della regione Calabria”. E per conseguire tale obiettivo conta su un’ampia rappresentanza mondiale di calabresi che vivono fuori della regione.

La compianta Jole Santelli aveva intuito il potenziale di tale organo, valutando bene la forza dei suoi testimonial “gratuiti” sparsi in ogni angolo della terra. La sua repentina scomparsa ha ritardato l’attività della Consulta nominata (però, su disposizioni lasciate dalla stella presidente Jole) durante il periodo del cosiddetto “interregno” del vicepresidente ff Nino Spirlì.

Il nuovo presidente Roberto Occhiuto non ha sottovalutato il valore di quest’organo, guardando però alla necessità di ricreare la reputazione della Calabria nel mondo. Per questo, la nuova Consulta si muoverà proprio su questo indirizzo: ridare immagine positiva della Calabria e dei suoi figli. Non per niente, Occhiuto ha chiamato a introdurre la prima seduta di oggi il prof. Mauro Alvisi, docente universitario e massimo esperto di livello internazionale di studi reputazionali, dopo i saluti istituzionali della vicepresidente Giusi Princi e del dirigente Generale del Dipartimento Transizione Digitale e Attività Strategiche Tommaso Calabrò. Interverranno anche il dott. Vincenzo Ferrari Dirigente del Settore “Rapporti con le Autonomie Locali e loro aggregazioni, Affari Generali ed Istituzionali, Comunicazione Pubblica e Istituzionale” e l’avv. Annalisa Mazzei, Responsabile dell’Unità Operativa “Ufficio Emigrazione”.

Alvisi parlerà della tutela reputazionale della Calabria. Seguirà un intervento del sen. Basilio Giordano (dal Canada)  su idee e suggerimenti della comunità cananadese, e, quindi, una relazione del prof. Lino Potenza su “L’evoluzione della Consulta e dei rapporti tra Regione ed Associazioni negli anni”. Concluderà la sessione preliminare il prof. Agostino Miozzo parlando della “nuova Regione Calabria” che “si riapre all’Europa e al mondo: un percorso difficile ed una scommessa da vincere”.

Alle 16.30 l’insediamento ufficiale dei 43 Consultori nominati dal Presidente Occhiuto, la loro presentazione pubblica e quindi il voto per la costituzione del Consiglio Direttivo che dovrà scegliere il Vicepresidente della Consulta.

A norma di legge, la Consulta doveva essere costituita 60 giorni dopo l’insediamento del Presidente: è un ritardo che i fatti potranno far dimenticare facilmente. L’importante è utilizzare il potenziale straordinario costituito da oltre sei milioni di calabresi che vivono fuori della regione e che, orgogliosamente, aspettano di poter fare la loro parte per sentirsi non solo utili ma anche più vicini alla propria terra. (rcz)

L’OPINIONE / Alessandro Crocco: Serve impegno immediato per la Consulta dei calabresi all’estero

di ALESSANDRO CROCCOLa Consulta dei Calabresi allEsterosin dalla sua definizione, con la legge regionale n. 8 del 2018, ha ripensato il rapporto con le comunità dei Calabresi nel mondo e con la variegata compagine degli organismi, delle associazioni, federazioni e comunità, intessendo rapporti sempre più sinergici e di collaborazione.

Un lavoro e un impegno profuso negli anni passati che si è concretizzato in interventi, manifestazioni, eventi che hanno contribuito in maniera fattiva alla costruzione di una una visione nuova dellorganismo della Consulta che è diventata viatico dinteressi e opportunità comuni. 

Nei mesi scorsi la nomina, da parte del Presidente Occhiuto, dei nuovi consultori, che ringrazio sia per la considerazione verso la mia persona sia per aver riaffermato il ruolo della Consulta, ma altresì sollecito un impegno immediato e concreto, da entrambi le parti, affinché questa diventi realmente operativa.

Ad oggi, infatti, non è stata ancora intrapresa alcuna azione in merito e, soprattutto, nessun contributo finanziario è stato ricollocato. Da consultore ho accettato con grande entusiasmo la nomina e, quindi, la ripartenza dei lavori della Consulta, riconoscendone il valore e limportanza. Uno strumento e un grande contenitore di quel grande patrimonio che la Calabria possiede: sono 7 milioni i corregionali nel mondo e oltre 437mila i calabresi residenti allestero e iscritti allAire (Anagrafe Italiani Residenti allEstero) e che rappresentano, quindi, oltre il 20% della popolazione residente in Calabria.

Si dice e si ripete: Its easy to take a calabrese out of Calabria thai Calabria out of calabrese”, (È più facile togliere un calabrese dalla Calabria che la Calabria da un calabrese), ed è così! Si esaltano le figure dei calabresi che si sono contraddistinti nel mondo in ogni settore e mercato, di chi ha ricoperto o ricopre ruoli apicali, si guarda a nuovi mercati, come al Turismo delle Radici”, e si promuovono progetti ed iniziative che hanno come protagonista la storia di molti uomini e donne che hanno contribuito con il proprio esempio a costruire unimmagine diversa della nostra terra, ma poi ci si perde e si disperde il lavoro fatto nella totale mancanza di concretezza delle azioni messe in campo.

La Consulta deve poter guardare al futuro e deve avere la capacità di interpretare le domande e i bisogni delle comunità allestero, ma si deve fare interprete anche delle nuove generazioni, di una migrazione che si è trasformata nel tempo e che esige una considerazione diversa, proprio per quello che rappresenta e che intende offrire il proprio contributo verso i propri luoghi dorigine.

Anche, la Fondazione Migrates, nellultimo Rapporto Italiani nel Mondo, presentato proprio nei mesi scorsi, ha dedicato uno speciale agli organismi di rappresentanza degli italiani nel mondo, sottolineando la funzione che essi esprimono nellinteresse delle collettività residente allestero. La Consulta Regionale dei Calabresi allestero’ è nata e conserva proprio questo compito.

Un ruolo, il nostro, che deve mirare a creare sistema, mantenendo relazioni che se messe a regime potrebbero garantire rapporti di joint venture con realtà imprenditoriali disposte ad investire nei nostri territori e dinterscambio con le nostre, promuovere studi, ricerche ed iniziative tra Università, senza dimenticare la valorizzazione delle nostre eccellenze attraverso ambasciatori di conoscenza, cultura, storia e unicità. È di fondamentale importanza che la Regione si impegni con forza a consolidare un rapporto continuo con i consultori che devono essere i veri protagonisti nel processo di internazionalizzazione della Calabria e dei vari progetti di cui essa stessa è promotrice.

È necessario ristabilire e garantire quella capacità finanziaria di cui necessita, per promuovere un piano attuativo degli interventi.

Essere calabresi non è un marchio, essere calabresi è un timbro di qualità”, lo ha affermato il Presidente Occhiuto in uno dei suoi interventi in campagna elettorale, ho sempre creduto in quel carattere distintivo dellessere calabresi ed è a questo che intendo rifarmi per offrire il mio contributo alla nostra terra che ha molto da offrire e su cui, oggi, più che mai bisogna investire. (ac)

L’OPINIONE/ Orlandino Greco: Presidente Occhiuto, punti sulla Consulta dei calabresi nel mondo

di ORLANDINO GRECO –  Egregio Presidente Occhiuto,

nel formularle gli auguri per il lavoro che lo attende in Calabria e per leccellente risultato con cui i calabresi lhanno voluta a guida della nostra regione mi corre lobbligo di fare alcune considerazioni.

Sono  oltre 405mila i calabresi residenti allestero e iscritti allAire (Anagrafe Italiani Residenti allEstero) e che rappresentano quindi oltre il 20% della popolazione residente in Calabria mentre sono 7 milioni i nostri corregionali allestero, così come viene fuori da uno studio dei padri Scalabriniani, numeri che devono richiamare da subito la sua attenzione sul tema dei Calabresi nel Mondo.

Nel corso degli anni un enorme patrimonio di risorse umane (forza lavoro, competenze, conoscenze, cervelli, cuori, braccia, sentimenti) ha lasciato la regione per affermarsi altrove. Competenze, beni, capacità, professionalità che hanno contribuito al benessere delle realtà di cui sono diventati parte integrante e in moltissimi casi anche esponenti e rappresentanti istituzionali con ruoli importanti e di prestigio.

Un patrimonio umano che da sempre reclama una considerazione maggiore da parte della terra dorigine e chiede di non essere trattato come un dato statistico o moda” del momento. Una risorsa inestimabile ma ancora sottovalutata e che può essere, invece, una formidabile opportunità di crescita culturale ed economica, con quello che è stata definita uneconomia di ritorno e che negli ultimi anni ha visto soprattutto nellinternazionalizzazione e nel turismo un incremento notevole. Un export che si aggira intorno ai 400 milioni di euro e un turismo delle radici che muove milioni di persone ma fondamentale diventa investire”, riconoscendone il valore, sui giovani.

Per questo ho creduto da consigliere regionale fin dal primo momento nella funzione istituzionale, politica e culturale della Consulta dei Calabresi allEstero, attestata dallapprovazione della Legge organica in materia di relazioni tra la Regione Calabria, i calabresi nel mondo e le loro comunità che ha consentito di riportare lattenzione sul ruolo e sul funzionamento di un organo che per un certo periodo aveva conosciuto una sorta di stasi indotta da vicende esterne che ne avevano anche incrinato la credibilità agli occhi della pubblica opinione.

Un lavoro intenso, un impegno profuso soprattutto dai consultori, dalle associazioni, dalle federazioni di calabresi che da tutto il mondo hanno agito costantemente per mantenere alta limmagine della Calabria nelle proprie comunità.

Ecco perché Presidente le chiedo di guardare allorgano della Consulta come ad una delle opportunità più importanti e interessanti di crescita della nostra regione. Bene laver riconsiderato il ruolo della stessa e dei consultori dopo un iniziale momento di défaillance nei primi mesi di governo Santelli che aveva visto la cancellazione di tutto ciò che era stata fatto nella precedente legislazione.

Ma la solo nomina dei nuovi consultori non basta così come non basta investire quasi esclusivamente sullaspetto del turismo. È necessario riprogrammare una serie di azioni e di interventi tesi a supportare la creazione di relazioni istituzionali ed economiche, a favorire la nascita di opportunità e di processi virtuosi, a diffondere le tradizioni, la cultura, la conoscenza della Calabria ai tanti giovani di origine calabrese che lhanno conosciuta solo attraverso il racconto dei nonni.

Va da sé, quindi, che bisogno garantire quella capacità finanziaria di cui necessita, per promuovere occasioni di scambi, di studio, di esperienze reciproche che accrescano quellappartenenza. Divenendo poi loro stessi ambasciatori di una terra che ha una storia millenaria, ricchezze e peculiarità inestimabili e non replicabili, con un presente incerto ma che tende ad un futuro e quindi un destino diverso grazie anche al contributo di quel valore aggiunto che sono i nostri corregionali allestero.

Il mio augurio è che nel suo quinquennio si posso parlare di una vera e propria rinascita della Consulta. Linnovazione più importante riguarda le modalità di partecipazione e di governance, attraverso un processo di ripensamento delle forme di partecipazione e distribuzione dei ruoli interni alla Consulta.

Importante è anche considerare laspetto del diritto al voto. Anche in queste ultime elezioni regionali è stato messo in evidenza come questo non venga esercitato e come ciò influisce sui dati di quello che viene considerato astensionismo. Facilitare lesercizio del diritto al voto agevolando le procedure e trovando forme più adatte che superino gli impedimenti oggettivi, sarebbe un ulteriore passo avanti. Infatti, per le Politiche lesercizio del voto si fa per corrispondenza e nella circoscrizione Estero mentre per le Europee ci si reca in Consolato.

Soltanto per le regionali e le amministrative, invece, bisogna necessariamente rientrare in Italia, modalità che si manifesta del tutto fallimentare. Inoltre, in tutti i casi il diritto al voto è possibile esercitarlo solo ed esclusivamente se iscritti allAire.

C’è, quindi, ancora molto da fare per garantire la tutela delle comunità dei Calabresi che vivono allestero e riconoscerne il valore, così da promuovere al meglio la Calabria nel mondo. Sono sicuro che nella sua agenda di governo terrà conto di questo aspetto per costruire un futuro con traiettorie ancora più ambiziose che guardino alla Consulta come un soggetto capace di fare network, favorire forme di cooperazione e promuovere eventi che abbiano un impatto mediatico globale così da poter richiamare lattenzione sulla nostra splendida regione. (og)

In copertina, Salvatore Tolomeo, vicepresidente della Consulta

LA LETTERA / Il pessimismo dei calabresi che vivono fuori della regione

Caro Direttore, finita l’estate noi calabresi emigrati in Italia e all’estero abbiamo ritrovato l’ottimismo per il recupero del turismo sopratutto di ritorno (sempre noi) e su alcuni progressi come la quasi Alta Velocità tra nord e sud. Si può fare di più.
Ecco, su questa speranza ci assale il pessimismo.  Mentre nel mondo delle professioni, della cultura e dell’imprenditoria abbiamo eccellenze umane che creano sviluppo fuori della Calabria, su questa regione il predominio della politica sembra voler consapevolmente bloccare ogni speranza di crescita e impegnarsi sempre più a bloccare ogni velleità di sviluppo della regione Cenerentola d’Europa (o quasi).
Tutto ciò che dipende dalla politica va in direzione del maggior degrado:
I depuratori non funzionano e il mare è sempre più sporco (non più blu)
Il dissesto idrogeologico e gli incendi estivi che ci tengono sempre in stato d’emergenza locale e regionale
Le strade, sia provinciali che statali, sempre in dissesto. A proposito di ciò dobbiamo far sapere ai Calabresi che l’ANAS, statale, ha 2 modi di operare: al Nord manutenzione capillare, taglio delle erbacce continuo, riparazioni immediate. Al Sud, cumuli di spazzature nelle piazzole, scarsa o assenza di illuminazione dove necessaria, lavori di ripristino con tempi biblici.
Sulla differenza della sanità non occorre neanche fare paragoni essendo a conoscenza anche delle pietre di Calabria lo scempio che lo Stato ha realizzato negli ultimi 15 anni a danno dei Calabresi.
La nostra riflessione porta a una considerazione: se la Calabria sforna cervelli per lo sviluppo dell’Italia e dell’Estero, cosa ostacola l’affidamento di questa terra a chi è nato, cresciuto e la vuole vedere orgogliosamente primeggiare?
La risposta ci pare ovvia: La sanità è commissariata non da calabresi ma da cacciatori di lauti stipendi, i leader che condizionano la politica e quindi l’Amministrazione regionale danno le direttive da Milano, da Arcore, da Napoli. Quindi siamo professori in tutto e neanche maestri per fare politica sana, onesta, al servizio dei cittadini e del territorio senza pensare a quando rende la poltrona e a come affidare la gestione di questa terra a incompetenti amici, parenti, vicini di casa o compagni di scuola.
Ma la speranza è l’ultima a morire e continuare a sognare non costa e a passare il tempo (purtroppo).
Salvatore Tolomeo – Associazione Calabrolombarda – Milano