GINO STRADA: PARTE IL MODELLO CROTONE
EMERGENCY IN CALABRIA CONTRO IL COVID

Con il “passaggio delle consegne“, è iniziata la «responsabilità» degli operatori sanitari di Emergency di prendersi cura dei pazienti del reparto covid 2 allestito all’interno dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Crotone. Qui sono stati realizzati 23 posti letto e, in caso di necessità, sono disponibili altri 8 posti letto nel reparto tendato, allestito nel piazzale antistante il vecchio pronto soccorso e messo a disposizione dall’Esercito e dalla Protezione Civile che sarà utilizzata solo in caso di necessità.

L’organizzazione di Gino Strada è scesa in campo nella città pitagorica per gestire, in stretta collaborazione con l’Asp di Crotone, il reparto covid 2 dell’Ospedale di Crotone. Emergency ha «messo a disposizione delle autorità sanitarie le competenze di gestione dei malati in caso di epidemie, maturate in Sierra Leone nel 2014 e 2015 durante l’epidemia di Ebola», con una squadra composta da sette medici, cinque infermieri e tre addetti alla logistica – mentre altri medici e infermieri lavoreranno sul territorio – guidata dal dott. Paolo Grosso, direttore fino a giugno del Dipartimento di Emergenze e Urgenza dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione del Policlinico di Monza. «È primo intervento – ha detto Strada –, ma ce ne sono tanti di possibili per rimettere in piedi la sanità in Calabria, ma il primo credo sia che quello di ricominciare a coltivare la sanità pubblica e non quella privata».

«All’Ospedale San Giovanni di Dio abbiamo trovato personale medico e infermieristico accogliente e competente, che fin dal primo minuto non si è risparmiato per arginare l’emergenza, – ha dichiarato il dottor Grosso – Stiamo lavorando fianco a fianco con loro, mettendo a disposizione l’esperienza che abbiamo maturato durante la prima ondata in Lombardia».

«Con l’ingresso del nostro personale sanitario in reparto – ha dichiarato Rossella Miccio, presidente di Emergency – abbiamo iniziato a lavorare a Crotone con lo stesso spirito di scambio e cooperazione che da anni ci porta a collaborare con la sanità pubblica in otto regioni italiane con i nostri ambulatori fissi e mobili.  Rimarremo in Calabria fino a quando ci sarà bisogno di noi e siamo pronti a dare supporto ulteriore qualora le autorità locali lo ritenessero necessario».

«L’avvio delle attività di Emergency nel reparto ospedaliero Covid 2 dell’Ospedale S. Giovanni di Dio di Crotone – ha dichiarato  Francesco Masciari, direttore dell’ Azienda sanitaria provinciale di Crotone – è motivo di profonda soddisfazione per la nostra Asp. L’implementazione di un modello di proficua integrazione tra il nostro personale sanitario ed il personale sanitario di Emergency consentirà il potenziamento della nostra offerta di salute, a vantaggio dei cittadini della provincia crotonese».

«Un caloroso ringraziamento va, pertanto – ha concluso – a tutti i nostri operatori sanitari e allo staff di Emergency per aver reso possibile, nei fatti, la realizzazione di questa innovativa progettualità».

«Emergency è arrivata nel momento opportuno – ha dichiarato Lucio Cosentino, direttore Sanitario del nosocomio crotonese –  dandoci un valido contributo per affrontare il corposo arrivo di pazienti da ricoverare all’interno del nostro Pronto Soccorso, soprattutto considerando che in questi giorni non è facile reperire personale medico in tempi rapidi. La collaborazione è stretta, costante e quotidiana, senza alcuna difficoltà a operare insieme».

L’arrivo e il supporto di Emergency è stato, infatti, tempestivo per dare una mano alla Calabria e alla sua sanità che si trova in ginocchio, ed è stato possibile grazie a Gino Strada che, d’accordo con la Protezione Civile, ha iniziato a lavorare a un progetto che è partito in tempi rapidi, e che è iniziato proprio da Crotone, su richiesta del responsabile della Protezione Civile Angelo Borrelli.

«È il primo tassello del nostro contributo: lavoreremo anche ad altri progetti per la gestione dei pazienti positivi al Covid-19, sempre in collaborazione con la Protezione Civile e le autorità sanitarie locali, con cui stiamo lavorando per definire le modalità per rendere il più efficace il nostro intervento» ha scritto su Facebook Emergency, ricordando che l’organizzazione è attiva anche a Polistena con le attività ambulatoriali «dove dal 2013 ci occupiamo delle fasce più fragili della popolazione» e che dal 27 novembre, in un presidio drive-in, in collaborazione con il Comune, è attivo con un servizio di tamponi antigenici rapidi e gratuiti per la popolazione più vulnerabile del territorio.

A Che tempo che fa, intervistato da Fabio Fazio, Strada ha ribadito che «il nostro ruolo non è quello di cambiare la sanità in Calabria; il nostro ruolo adesso è di dare un aiuto nell’emergenza. Per cambiare la sanità in Calabria, credo che ci vogliano ben altri strumenti».

Per Strada, infatti, «per la sanità calabrese servirebbe una rivoluzione, più che una ristrutturazione, che non coinvolge solo medici o infermieri ma tutta la politica che ha responsabilità decennali» e che «è umiliante, un insulto alla popolazione che si chiudano degli ospedali in Calabria».

«La decisione di riaprire gli ospedali chiusi spetta i politici, mi auguro che avvenga. Da parte di Emergency c’è la disponibilità a interessarsi di questa vicenda e a dare una mano» ha detto il fondatore di Emergency in una conferenza stampa, e che ha trovato d’accordo il segretario generale della Uil CalabriaSanto Biondo, che ha evidenziato come «le dichiarazioni di Gino Strada sull’opportunità riaprire alcuni degli ospedali calabresi, che con la riforma avviata nel 2008 sono stati chiusi e non riconvertiti in Case della salute, rappresenta una denuncia allo spreco di risorse publiche perpetrata in Calabria da parte dello Stato».

«La fotografia scattata da Strada, icona nazionale – ha detto ancora Biondo – nelle prime ore dal suo arrivo in Calabria, è l’immagine più autentica di ciò che serve per rimettere sul binario della correttezza e della legalità il nostro servizio sanitario regionale. Bisogna assumere e stabilizzare il personale sanitario che a sua volta serve per riaprire alcune strutture ospedaliere chiuse. Più ospedali con più personale insieme, poi, significa riordinare il rapporto con le strutture private, ridurre la spesa per mobilità sanitaria extra regionale, abbattere le liste d’attesa».

«Dunque – ha detto ancora – evitare spreco, far risparmiare denaro pubblico allo Stato, per curare meglio i calabresi.  Allora bisogna agire subito, e bisogna farlo non solo per fronteggiare l’emergenza, che è urgente ma, soprattutto, per programmare nella nostra regione la ripartenza sanitaria dopo la pandemia».

«Perché – ha concluso Santo Biondo – gli investimenti nella sanità vanno progettati e realizzati pensando anche al dopo Coronavirus. Lo diciamo da tempo riaprire gli ospedali che sono stati chiusi e non riconvertiti in Case delle Salute!».

Strada, poi, nella giornata di ieri ha incontrato il sindaco Vincenzo Voce: «la città vi dà il suo più sincero benvenuto, anche per alleviare il durissimo lavoro fatto dai medici dell’ospedale San Giovanni di Dio in questi ultimi mesi» ha detto il primo cittadino.

«Siamo contenti di poter dare una mano ai colleghi che hanno gestito finora una situazione difficile con grande fatica. In una situazione come questa – ha detto Strada – sono convinto che chiunque possa debba dare il suo contributo». (rkr)

 

 

 

CROTONE – Il sindaco Voce incontra Gino Strada

Il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, nella giornata di ieri ha incontrato Gino Strada, chirurgo e fondatore di Emergency.

Tema della discussione, la situazione Covid in città e il progetto che Emergency sta avviando, in collaborazione con la Protezione civile, presso l’ospedale cittadino.

«La città vi dà il suo più sincero benvenuto – ha detto il sindaco Voce – anche per alleviare il durissimo lavoro fatto dai medici dell’ospedale San Giovanni di Dio in questi ultimi mesi».

«Siamo contenti – ha dichiarato Gino Strada – di poter dare una mano ai colleghi che hanno gestito finora una situazione difficile con grande fatica. In una situazione come questa, sono convinto che chiunque possa debba dare il suo contributo».
Emergency, a Crotone, gestirà il reparto Covid2, con 23 posti letto all’interno della struttura a cui, in caso di necessità, si aggiungeranno 8 posti letto nelle tende montate dalla Protezione civile. (rkr)

Biondo (Uil Calabria): Le parole di Gino Strada su ospedali da riaprire denunciano lo spreco di risorse pubbliche in Calabria

Il segretario generale della Uil CalabriaSanto Biondo, ha evidenziato come «le dichiarazioni di Gino Strada sull’opportunità riaprire alcuni degli ospedali calabresi, che con la spending review avviata nel 2008 sono stati chiusi e non riconvertiti in Case della salute, rappresenta una denuncia allo spreco di risorse publiche perpetrata in Calabria da parte dello Stato».

«Intendiamoci – ha aggiunto – non siamo dell’idea dell’ospedale di “quartiere”. Ma in questi lunghi anni nel Servizio sanitario regionale, nel mentre da una parte si stringevano i cordoni della borsa pubblica chiudendo gli ospedali e bloccando le assunzioni di personale sanitario, dall’altra parte dalla stessa borsa si tiravano fuori risorse economiche a iosa per fare spesa pubblica improduttiva».

«Pertanto – ha proseguito il segretario generale Biondo – possiamo dire che: si è “risparmiato” sul debito buono, per creare poi debito cattivo. La fotografia scattata da Strada, icona nazionale, nelle prime ore dal suo arrivo in Calabria, è l’immagine più autentica di ciò che serve per rimettere sul binario della correttezza e della legalità il nostro servizio sanitario regionale.  Bisogna assumere e stabilizzare il personale sanitario che a sua volta serve per riaprire alcune strutture ospedaliere chiuse. Più ospedali con più personale insieme, poi, significa riordinare il rapporto con le strutture private, ridurre la spesa per mobilità sanitaria extra regionale, abbattere le liste d’attesa».

«Dunque – ha detto ancora – evitare spreco, far risparmiare denaro pubblico allo Stato, per curare meglio i calabresi.  Allora bisogna agire subito, e bisogna farlo non solo per fronteggiare l’emergenza, che è urgente ma, soprattutto, per programmare nella nostra regione la ripartenza sanitaria dopo la pandemia».

«Perché – ha concluso Santo Biondo – gli investimenti nella sanità vanno progettati e realizzati pensando anche al dopo Coronavirus. Lo diciamo da tempo riaprire gli ospedali che sono stati chiusi e non riconvertiti in Case delle Salute!». (rrm)

Gino Strada a Repubblica: in Calabria bisogna ripartire dagli ospedali chiusi

In una intervista su La Repubblica, a firma del giornalista calabrese Giuseppe SmortoGino Strada, fondatore di Emergency e «cittadino onorario di Riace» – che è già operativa in Calabria per la gestione degli ospedali da campo, supporto nei covid hotel e nel triage degli ospedali – ha offerto un quadro generale della situazione in Calabria.

Strada, che ritiene «un paragone stupido» sentir dire ‘la Calabria come l’Afghanistan’, ha annunciato che entro «domani incontro il commissario Guido Longo» e, parlando di ospedali chiusi, nello specifico quello di Cariati «che potrebbero riaprire in poche settimane» o di Gerace «costruiti e mai aperti», ha detto che «Emergency è pronta a prendere in carico una queste strutture, naturalmente con tutte le questioni legali a posto».

Parlando proprio dell’ospedale di Cariati – che è chiuso ed è stato occupato – Strada ha spiegato che «è il posto giusto per ripartire».

«Vogliamo – ha detto Strada a Repubblica – proporre un modello nuovo, che nasce dalla medicina di base, dove non si spende un euro in più, ma neanche uno in meno». (rrm)

Gino Strada: Accordo tra Emergency e Protezione Civile per l’emergenza sanitaria in Calabria

«Oggi pomeriggio (ieri ndr) abbiamo definito un accordo di collaborazione tra Emergency e Protezione civile per contribuire concretamente a rispondere all’emergenza sanitaria in Calabria».

Lo ha annunciato su Facebook Gino Strada, informando che, nella giornata di oggi, cominceranno i lavori per l’organizzazione degli ospedali da campo, i covid hotel e il supporto ai punti triage degli ospedali.

Il coinvolgimento dell’associazione nel supporto alla Regione Calabria é stato deciso nell’ambito di un accordo con il Dipartimento della Protezione Civile.

«Considerando l’evoluzione della situazione epidemiologica in atto – dice il Dipartimento – si è ritenuto che l’Associazione Emergency possa contribuire a rispondere ad urgenti esigenze di assistenza socio-sanitaria alla popolazione»

«Ringrazio il Governo – ha scritto ancora Strada su Facebook – per la stima che ha dimostrato per il lavoro di Emergency e le tante persone che ci hanno dato fiducia, offrendo da subito il loro sostegno».

Inoltre, la presidente dell’Ong, Rossella Miccio, ha scritto una lettera ai volontari: «non sappiamo ancora cosa ci aspetta, perché  la confusione regna sovrana, ma ci è sembrato giusto provarci, soprattutto per le tantissime persone per bene che in questi giorni hanno scritto chiedendoci una mano».

«Come avrete letto – si legge nella lettera – ieri sera siamo stati attivati dalla Protezione Civile per la risposta covid in Calabria. La delibera è analoga a quella di marzo in base alla quale siamo stati coinvolti in Lombardia, a Brescia e Bergamo. Questa volta però il mandato è più ampio, prevedendo una collaborazione su attività socio-sanitarie che vanno dagli ospedali da campo, ai Ps e Triage, ai covid hotel fino (potenzialmente) al supporto delle persone in quarantena sul modello Milano Aiuta. In particolare nella delibera si dice che “il contributo dell’Associazione Emergency è ritenuto essenziale per rispondere ad urgenti esigenze sanitarie e socio-sanitarie della popolazione”. Direi un riconoscimento importante e per nulla scontato».

«Da oggi – ha concluso la presidente Miccio – ci metteremo al lavoro per definire meglio il nostro mandato e le modalità operative, a partire da un necessario sopralluogo in Calabria». (rrm)

Granato (M5S): Nomina Gaudio inadeguata, Strada il più indicato

La senatrice del Movimento 5 StelleBianca Laura Granato, ha dichiarato che «l’attesa di una nomina coraggiosa e in discontinuità con il passato è stata delusa», in quanto, secondo la senatrice, la nomina di Eugenio Gaudio a nuovo commissario della Sanità calabrese, è inadeguata.

«E poco importa – ha detto – che si sventoli il coinvolgimento di Gino Strada quale consulente esterno di uno strano tandem che per equilibrismi e sfrontatezza richiama un numero da circo più che una scelta oculata per rimettere in piedi il servizio sanitario degno di un paese civile, anche in Calabria. Strada va ringraziato non solo perché ha dato la disponibilità a mettere la propria competenza, storia, esperienza e umanità, ma anche perché svelando passo passo senza mezzi termini l’approccio timido, i segnali di fumo vibrati in aria dal Ministero della Salute in merito ad una nomina che sarebbe scomoda sicuramente per lobbies e organizzazioni criminali, ha permesso a tutti di conoscere le carte in tavola: grazie a Strada, il Governo ha dovuto giocare a carte scoperte».

«Nel rispetto per percorso accademico di Gaudio – ha aggiunto la senatrice – non credo proprio che la Calabria sull’orlo del collasso sotto pressione dell’emergenza covid, con i danni causati dalla mala gestione e dalla corruzione che mentre aumentavano la voragine di debiti diminuivano la qualità del servizi, abbia bisogno di un cattedratico conosciuto in tutta Italia per essere indagato in un processo per truffa a Catania . Mai, come in questo momento, serviva la nomina di un tecnico, esperto conoscitore dei meccanismi che permettono di far funzionare una macchina sanitaria corrosa da ingranaggi ammalorati, senza macchie giudiziarie capaci di gettare ombre sull’opportunità dell’incarico. Non possono paragonare il curriculum di Strada, sicuramente a livello manageriale infinitamente più competente di un accademico».

«E il fatto – ha proseguito la senatrice del Movimento – che ci siano anche il presidente facente funzione della Regione e il consigliere regionale Cannizzaro di Forza Italia a gioire per questa nomina, ci fa riflettere seriamente sulle opportunità di affidare a Gaudio questo delicato incarico».

«Detto questo – ha concluso Granato – il Decreto Calabria 2 sarebbe stato un ottimo decreto, se messo nelle mani di una struttura commissariale adeguata, in grado di procedere con trasparenza operatività in maniera proficua. Oggi non ci sono, per quanto mi riguarda, le premesse per poterne votare in aula la conversione». (rp)

È L’EX RETTORE GAUDIO IL COMMISSARIO
VINCE IL MERITO, HA VINTO LA CALABRIA

di SANTO STRATI – Vince il merito, ha vinto la Calabria: la nomina a commissario della Sanità calabrese dell’ex Rettore della Sapienza Eugenio Gaudio è una notizia che rinfranca i calabresi, che finalmente possono sentirsi – per una volta – non colonizzati. Il prof. Gaudio, 64 anni, originario di Cosenza, oltre a essere un luminare della Medicina con apprezzamenti e stima che vengono da ogni parte del mondo scientifico, è anche un calabrese profondamente legato alla sua terra. “Disoccupato” da appena tre giorni (il suo mandato di Rettore, non era rinnovabile dopo sei anni), il prof. Gaudio ha convinto il presidente del Consiglio che, onore al merito, non ha guardato all’appartenenza politica ma si è basato esclusivamente sul merito. E da più parti si sussurra che l’attenzione mostrata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla questione della sanità calabrese abbia accelerato e ulteriormente motivato la scelta di Conte.

E il presidente Mattarella farebbe un gesto di grande significato ricevendo al Quirinale i 400 sindaci (o anche solo una delegazione) che saranno a Roma giovedì prossimo per chiedere l’azzeramento dei debiti della sanità e un nuovo corso per il futuro della salute dei calabresi. Il gesto del Capo dello Stato equivarrebbe a far capire che non ci sono cittadini di serie b, ma che tutta l’Italia è attenta ai problemi di una regione sfortunata pur essendo ricca di risorse umane e di eccellenze del territorio: significa porgere la mano di tutta l’Italia ad altri italiani che, in tutti questi anni, si sono sentiti trascurati, spremuti, sfruttati, spesso “colonizzati”. Mattarella ha a cuore il bene del Paese e conosce l’operosità e il valore della gente calabra: saprà mostrare loro la sua attenzione e la sua amicizia.

Il premier Conte ha cercato di annullare la manifestazione di giovedì, invitando a un incontro il giorno prima una delegazione dell’Anci Calabria: l’assemblea dei sindaci della Locride ha detto no. Il sindaco di Roccella Jonica Vittorio Zito ha detto a Calabria.Live: «Il senso della manifestazione è quello di trasmettere la fortissima preoccupazione dei territori e la determinazione dei Sindaci questa volta a controllare l’attività dei commissari e subcommissari che, indipendentemente dalle scelte fatte (peraltro totalmente ineccepibili) non possono godere di una sorta di porto franco rispetto a quella che in termine anglosassone è l’accountability, obbligo di rendere conto del proprio operato ai portatori di interesse. I sindaci sono stanchi di fare da parafulmine delle inefficienze e di non essere minimamente considerati come interlocutori sul territorio. Se uno di noi dicesse ai propri cittadini che menti raffinatissime non gli consentono di raccogliere i rifiuti sarebbe come minimo cosparso di pece e impiumato, non vedo perchéè ad altri è consentito. Spero che saremo capaci di trasmettere questo senso della manifestazione».

Adesso, difatti, l’altro obiettivo è ottenere l’azzeramento del debito della Sanità, senza il quale sarà impossibile per chiunque risanare la situazione calabrese e avviare un processo di grande rinnovamento che possa offrire ai calabresi una sanità degna di questo nome. Ci sono strutture da riattivare, specialisti da valorizzare cui affiancare giovani promesse della medicina, bisogna interrompere la triste consuetudine del “turismo sanitario” che manda ia calabresi a curarsi fuori della propria terra (con un costo di circa 300 milioni di euro l’anno!). Un lavoro complesso e impegnativo che non spaventa il prof. Gaudio: non gli mancano né capacità manageriali, né competenze scientifiche per attuare scelte che abbiano come unico obiettivo il benessere dei calabresi.

La sua nomina è una sonora sconfitta per quanti pensavano di imporre altri “colonizzatori” con tanto di tessera di partito e per chi sosteneva a spada tratta la nomina del fondatore di Emergency, Gino Strada. Per lui il Governo immagina un ruolo di superconsulente probabilmente per l’emergenza Covid, ma in serata l’illustre medico “giramondo” ha spento gli entusiasmi grillini: «nessun tandem con Gaudio, aspetto di conoscere le condizioni e le deleghe di questa consulenza» – ha scritto sul suo profilo facebook, mandando in bestia il presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra (M5S, ligure, eletto in Calabria) che già si era appuntato una presunta medaglia al valore per aver imposto il medico delle emergenze a una regione che chiedeva competenza e conoscenza del territorio. Emergency ha una postazione di lavoro in calabria, ma immaginiamo che Gino Strada mentre sa come affrontare una crisi o un’emergenza sanitaria,  conosca poco o niente della Calabria. Al contrario, Eugenio Gaudio conosce molto bene la sua terra e per il suo lavoro sa già di poter contare sulle magnifiche risorse già presenti non solo in campo medico-scientifico, ma anche in quello dell’amministrazione sanitaria. La squadra che Gaudio andrà a costituire sceglierà in base a capacità e competenze, senza trascurare gli apporti fondamentali che possono venire dai tre atenei calabresi. L’Università Magna Graecia di Catanzaro, guidata dall’apprezzato farmacologo Giovambattista De Sarro, è una fabbrica di eccellenze in campo medico: la Scuola di medicina catanzarese ha sfornato negli anni scienziati e illustri clinici che si fanno onore in tutto il mondo. Basti pensare che il medico che ha “salvato” il premier inglese Boris Johnson dal coronavirus è Luigi Camporota, il primo laureato della Facoltà di Medicina del Capoluogo, oggi eccellenza a Londra nel campo della pneumologia.

Se la stragrande maggioranza dei calabresi ha accolto con soddisfazione la nomina di Gaudio, non è mancato il fango mediatico che si è immediatamente scatenato contro l’ex rettore, indagato a Catania per un presunto coinvolgimento in una storia di concorsi universitari. Gaudio si è fatto interrogare lo scorso 25 settembre e i suoi legali hanno chiesto l’archiviazione perché il fatto non sussiste. Indagato è ben diverso da rinviato a giudizio o peggio condannato, ma questo molta stampa, in cerca lettori o di click (se online) continua bellamente a ignorarlo. Ai calabresi serve una persona perbene, competente e capace. Gaudio ha mostrato in molte occasioni di esserlo e nessuno può mettere in discussione le sue competenze scientifiche e manageriali che sfiorano l’eccellenza. Ma a molti farebbe comodo un altro “sprovveduto” per continuare a manovrare i conti della sanità calabrese a spese della Calabria e di tutti gli italiani: siamo convinti che resteranno delusi. Auguri Commissario!  (s)

 

I COMMENTI E LE PRIME REAZIONI

Numerosi i commenti e gli apprezzamenti sulla scelta del prof. Gaudio. L’ex presidente della regione Calabria Pino Nisticò, farmacologo di fama mondiale, è stato uno die primi a commentare positivamente l’operato di Conte. «Il Governo – ha detto Nisticò – ha deciso di occuparsi seriamente della questione sanità in Calabria. Ho appreso infatti la notizia della nomina del prof. Eugenio Gaudio, già Rettore dell’Università la Sapienza: finalmente un uomo giusto al posto giusto. Si tratta di uno scienziato di innegabile prestigio internazionale con il quale ho avuto il privilegio e l’onore di collaborare negli ultimi vent’anni per la realizzazione dell’Istituto Rita levi Montalcini presso la Sapienza. Ha dimostrato di essere un manager eccellente come si è potuto rilevare dal suo grande lavoro per far riconoscere l’antico ateneo di Roma come uno dei più prestigiosi in Europa. Uomo di grande equilibrio e, soprattutto, a mio avviso, di profilo etico elevato degno erede della Scuola etica di Pitagora.

«Avevo rivolto nei giorni scorsi – ha ricordato Nisticò – un accorato appello al Presidente Sergio Mattarella perché dal Quirinale potesse sorvegliare con la sua grande autorità la grave questione della sanità che affligge la Calabria. Non ci poteva essere risposta migliore! Sono sicuro che il Presidente Mattarella abbia caldeggiato il principio del merito e, pertanto, Conte ha quindi fatto una scelta su base meritocratica. In queste ore ho ricevuto molte telefonate da calabresi che vivono in Calabria, a Roma e in diversi Paesi del mondo  che hanno espresso la loro soddisfazione per la scelta del Governo. Sono certo che sotto la guida autorevole di Gaudio la Calabria disporrà immediatamente, anche con la collaborazione di una squadra di eccellenti collaboratori, di un piano regionale efficace anticovid, ma soprattutto mi auguro che Gaudio saprà con la sua specifica esperienza medico-scientifica creare le basi per una sanità di alto livello, dotata di centri specializzati onde evitare l’emigrazione dei pazienti verso altre regioni o all’estero».

Il coordinatore provinciale diForza Italia di Reggio Francesco Cannizzaro ha salutato con entusiasmo la nomina di Gaudio. «Abbiamo in tutti i modi spronato il Ministro alla Salute e tutto il Consiglio dei Ministri – ha detto il deputato reggino – a fare di meglio e, ritengo, questa volta abbiamo ottenuto ciò che chiedevamo: un calaberse alla guida della sanità calabrese. Era ora che il responsabile del diritto più importante, quello alla salute, fosse proprio un nostro conterraneo e persona molto esperta del settore. Quale profilo migliore, infatti, se non proprio quello di Eugenio Gaudio, calabrese, medico, già rettore della Sapienza e da mesi Consigliere del Ministro dell’Università e della Ricerca per la formazione nell’area sanitaria e per i rapporti con il Servizio sanitario nazionale; membro di diverse organizzazioni mondiali e autore di decine di testi per gli studenti di Medicina, oltre che Medaglia d’oro al Merito proprio per i risultati conseguiti in Medicina. Salutiamo con gioia e grande fiducia la nomina del Prof. Gaudio quale Commissario ad acta, certi che la sua grande esperienza possa realmente influire in maniera decisiva sulla ristrutturazione totale della Sanità in Calabria».

Il commissario del Partito Democratico regionale Stefano Graziano ha espresso la soddisfazione dei dem: «Gaudio ha tutti i requisiti e le competenze per far uscire la sanità regionale dall’attuale condizione di difficoltà. È una figura riconosciuta nel mondo della sanità come una eccellenza e soprattutto è un calabrese, che risponde a pieno a quei requisiti che erano stati chiesti al Governo. Esprimo soddisfazione per la rinnovata disponibilità di Gino Strada a dare una mano alla sanità calabrese anche con una delega speciale».

La deputata dem Enza Bruno Bossio ha fatto gli auguri di buon lavoro a Gaudio e Strada: «Nella consapevolezza che la loro nomina nasce dopo le dimissioni di una persona competente e qualificata come Giuseppe Zuccatelli, risucchiato nel tritacarne mediatico alimentato dagli odiatori di professione. Un tentativo sollecitato anche contro la nomina di Gaudio ma questa volta senza successo. Ora – ha detto la deputata dem – la Calabria può contare su un quadro di comando preciso, a cui spetta il compito di affrontare tutte le drammatiche questioni della sanità calabrese, a partire dall’emergenza Covid che ora dopo ora sta mettendo a dura prova le comunità calabresi».

Anche la deputata azzurra Maria Tripodi ha espresso «Buon lavoro al prof. Eugenio Gaudio, uomo di indiscusse qualità e già rettore dell’Università di Roma La Sapienza. Un calabrese che si è distinto per competenza in ambito scientifico. Tuttavia, il governo farebbe bene ad ascoltare il grido di dolore che si leva dagli amministratori e dai medici calabresi, primo riferimento del territorio e in prima linea nella gestione della pandemia. Uomini e donne ormai stremati da un Commissariamento della Sanità lungo undici anni, che ha portato solo disastri per improvvide e disastrose scelte fatte dal Governo centrale».

I parlamentari pentastellati Abate, Auddino, Corrado, Forciniti, Granato, Morra, Sapia, Scutellà, Barbuto hanno diramato una nota in tarda serata: «Compatti sul nome di Gino Strada. Il decreto è stato pensato per realizzare la centralità della sanità pubblica, non per altro. E chi meglio di Gino Strada può far ciò? Con le dimissioni di Zuccatelli da Commissario ad acta per la Sanità in Calabria – affermano – siamo davanti ad un momento storico per la regione che vuole decidere il proprio destino. Il vento del cambiamento porta il nome di Gino Strada a tutela della sanità pubblica. Le forti richieste di questi giorni arrivate da tutti i calabresi di ogni colore politico sono una chiara indicazione che noi intendiamo rispettare.
«Dal nostro Governo ci attendiamo coraggio ed un altro atto di discontinuità con il passato. Il modello di sanità che ci propone Gino Strada trasforma il profitto dei privati in servizi sanitari di qualità accessibili a tutti con contestuale aumento dell’occupazione pubblica e garantita. Gino Strada è un puro, e come tutti i puri fa paura, tra l’altro un puro guerriero, la specie peggiore per le lobbies.
Nella regione Calabria l’attuale sistema sanitario, oggi in macerie, deve essere rifondato, e la storia e l’esperienza di Strada ci danno le giuste garanzie. Questo è il pre-requisito per poter affrontare insieme l’attività di conversione del nuovo Decreto-Calabria».

 

Tolomeo: «Caro Gino Strada, non si faccia coinvolgere nel Commissariamento della Calabria»

Una lettera a Elisabetta Strada, figlia di Gino, consigliere regionale della Lombardia, è stata inviata dalla Federazione Italiana dei Circoli Calabresi presieduta da Salvatore Tolomeo, perché convinca il padre a non cadere nel “tranello” del Commissariamento della sanità calabrese.
«Cara Elisabetta – si legge nella lettera –, per tramite di Enrico Marcora alle regionali abbiamo sostenuto con molto piacere la tua candidatura, senza mai chiedere nulla per la dignità e onestà che ci contraddistingue. Per l’affetto che abbiamo conservato nei tuoi confronti, ti chiediamo di dissuadere tuo padre dall’accettare il boomerang della nomina di “aiuto” Commissario Sanità in Calabria dove già è atteso da una dura contestazione popolare.

«Si sminuirebbe la storia di Gino Strada fatta di altruismo e solidarietà universale se andasse a farsi coinvolgere in un sistema di Commissariamenti della Sanità in Calabria fortemente contrastati perché, tutti rigorosamente provenienti da altre Regioni, hanno fruito di  lauti compensi, pur sempre assenti,  e portando la sanità allo sfascio totale sotto la regia governativa ora scoperta grazie alle inchieste giornalistiche su Cotticelli (voluto dai M5S) e Zuccatelli (candidato alle politiche a Cesena con LEU e non eletto ma voluto da Speranza), oltre al predecessore Massimo Scura (renziano di Gallarate). Non te ne aggiungo altri essendo numerosi.

«Noi Calabresi di Milano abbiamo fatto un sit-in sabato 14 in via Manzoni contro questo colonialismo costoso e disastroso che sarebbe gradito invece se fosse un modello virtuoso e riparatore dei guasti altrui, mettendo da parte ogni forma di pregiudizio consci di come i Calabresi sono stati accolti ovunque in Italia e nel Mondo nel tessuto socio-economico.
Sempre con stima.
Salvatore Tolomeo – Presidente Associazione Calabrolombarda – Milano». (rrm)

SI FA “STRADA” UN’ALTRA IPOTESI SANITÀ
MA SERVE UNA SQUADRA DEL TERRITORIO

di SANTO STRATI – Nessuna pregiudiziale nei confronti di Gino Strada, fondatore di Emergency medico pluridecorato per il suo impegno civile sui fronti caldi della guerra, a difesa di profughi, rifugiati, ultimi. Il suo nome, lanciato dal Presidente dell’Antimafia, il grillino Nicola Morra, è quello più gettonato a Palazzo Chigi per rimpiazzare subito l’infelice scelta di Giuseppe Zuccatelli, attuata in piena autonomia dal ministro Speranza. Gino Strada ha autorevolezza, competenza e abbastanza personalità per ridare smalto alla sbiaditissima immagine della sanità calabrese. Il premier Conte, secondo alcune indiscrezioni, ieri sera lo ha sentito per sondare la sua disponibilità, sempre tenendo presente i messaggi “bellicosi” che arrivano a tutta la Calabria per il nuovo commissario. Con una indicazione precisa di gran parte dei calabresi: «non vogliamo Zuccatelli».

Come sarebbe accolto il nome di Strada dai calabresi? Non c’è, indubbiamente, un rifiuto in termini pregiudiziali, visto che ancora una volta la scelta cadrebbe su uno “straniero”, pur essendoci in Calabria tantissime eccellenze in campo medico, scientifico  e manageriale, ma qualche perplessità è legittima. Se da un lato, un grande amico dei calabresi come il deputato azzurro Osvaldo Napoli si domanda se «Davvero Conte pensa che non ci sia un-calabrese-uno con le qualità e i titoli per organizzare il piano Covid in Calabria? Lo dica con grande chiarezza, non si nasconda dietro gli argomenti da leguleio» e, incredibilmente, Matteo Salvini chiede che la scelta ricada su un manager calabrese, dall’altra parte la società civile calabrese – attenuata la rabbia, vista la volontà di rimuovere subito Zuccatelli – mostra una certa disponibilità su Gino Strada, al quale non viene negata la  tradizionalmente calorosa accoglienza, ove si verifichino una serie di condizioni.

La prima condizione, è evidente, è che il fondatore di Emergency smetta di fare il giramondo e accetti di fermarsi in Calabria tutto il tempo necessario per portare a termine il difficile compito assegnato: i calabresi sono stufi di manager “turisti” che passano due giorni in Calabria e gli altri quattro nelle proprie residenze. La seconda è che Strada metta insieme subito una squadra di eccellenze locali che lo affianchino a risolvere tutte le criticità del comparto sanitario calabrese, coinvolgendo soprattutto le Università. Abbiamo una Facoltà di Medicina a Catanzaro che sforna continuamente straordinarie figure di scienziati, specialisti ed esperti che il mondo intero s’accaparra subito e che ha al suo interno delle professionalità a valore di eccellenza, a partire dal Rettore dell’Università Magna Graecia prof. Giovambattista De Sarro. Ci sono tanti calabresi illustri scienziati pronti a rimboccarsi le maniche – a titolo gratuito – per regalare e mettere a disposizione della alla propria terra capacità e competenze: per esempio il Rettore della Sapienza Eugenio Gaudio, l’ex presidente della Regione il farmacologo di livello internazionale Pino Nisticò, lo stesso supercardiologo prof. Franco Romeo, appena chiamato come consulente covid dalla Giunta). Con un gruppo di scienziati di questo livello il lavoro di Strada (affiancato ovviamente anche da vice, almeno questi calabresi, con provate capacità manageriali che conoscono il territorio e le problematiche della Sanità.  Bastano nomi come Rubens Curia e Gianfranco Luzzo per rivoltare, anche dal punto di vista amministrativo, il sistema sanitario calabrese.

Per far digerire la nuova scelta di uno “straniero” al presidente Conte servirebbe, però, un altro colpo di teatro: l’azzeramento del debito sanitario della Calabria. Si potrebbe così ripartire da zero, con i conti in ordine e l’obiettivo di attivare ospedali dismessi, creare occupazione, attivare opportunità di cura nella propria terra alle migliaia di calabresi che ogni anno sono costretti a cercare assistenza e cure al di fuori (vale solo questo 300 milioni di spesa annua), rendere produttive le aziende ospedaliere com’è giusto che sia in un Paese civile, in modo da affrontare non soltanto l’emergenza covid ma offrire un futuro più sereno a chi ha bisogno di cure ospedaliere, di interventi chirurgici, di diagnostica avanzata, senza bisogno di ricorrere alle strutture private. Il benessere dei cittadini calabresi deve essere al primo posto tra le priorità da seguire per garantire crescita e sviluppo del territorio.

Per questa ragione l’azzeramento del mostruoso debito della Sanità calabrese è il punto di partenza, la conditio sine qua non, per poter ripartire e garantire la necessaria assistenza, anche al di là del flagello covid. Ma se il nuovo commissario (Strada o chi per lui) non si trova con i conti in ordine e deve preoccuparsi di pagare debiti pregressi, difficilmente potrà cambiare il volto della sanità calabrese. Nessuno ha la bacchetta magica, ma l’azzeramento del debito (fattibile data l’emergenza che ha tolto i picchetti al deficit strutturale dei Paesi come il nostro) diventa un passepartout per garantire ai calabresi salute, benessere e sanità d’eccellenza. Perché, è bene ricordarlo, in Calabria ci sono medici, scienziati, ricercatori di altissimo livello pronti a dare il massimo (come già hanno dimostrato durante la prima fase della pandemia) per far tornare il sorriso ai nostri conterranei sfortunati che potranno curarsi nella propria terra, avendo vicino il conforto dei propri cari, senza bisogno di affidarsi ai viaggi della speranza.

Detta così sembra facile, ma – attenzione – non è difficile se la politica, per una volta, riesce a interpretare le esigenze, i bisogno di un intero territorio che è stato svenato, sventrato, distrutto, solo per interessi di parte. Ci sono aziende sanitarie pubbliche che non presentano un bilancio da anni e si parla di miliardi di debiti: ma chi sono i creditori? Chi ha preso due tre volte lo stesso pagamento e chi – disgraziato lui – attende novecento giorni per vedersi saldata una fornitura? C’è da fare una grande pulizia e un nome di prestigio potrebbe aiutare nell’operazione, sempre che – sia ben chiaro – si realizzino le condizioni prima indicate. Occorre finirla di affidarsi alla formula “un uomo solo al comando”, serve fare squadra. Solo una squadra di eccellenze può produrre eccellenti risultati. Ben venga Gino Strada (di cui s’ignorano le competenze amministrative) e gli si affianchi una squadra di manager che sappiano mettere ordine nei conti e pianificare le necessità del territorio investendo le risorse che ci sono e non sprecandole o disperdendole in inutili soluzioni col sapore dell’eterna provvisorietà. Tanto per fare un esempio, ci sono decine di ospedali abbandonati che si possono rimettere in funzione attrezzandoli non solo per affrontare l’emergenza, avendo chiara una visione strategica per il futuro.

I calabresi chiedono questo al presidente Conte e al presidente della Repubblica Mattarella: di non essere colonizzati, di non essere trattati come sudditi, ma come cittadini, con diritti e doveri uguali a quelli di qualsiasi altro cittadino di qualsiasi altro luogo della penisola. Il divario di trattamento (89 euro al nord, poco meno di 16 euro nel Mezzogiorno per le spese mediche) non può continuare, perché è una vergogna nazionale.

I calabresi, adesso, a viva voce, invocano un manager calabrese per la sanità e sarebbe magnifico veder premiate le personalità che ci sono (e sono tante), ma sia ben chiaro che non è il certificato di nascita che fa la differenza. Il grande Umberto Zanotti Bianco, nato in Grecia e cittadino del Nord, sposò la causa del Mezzogiorno spendendo ogni risorsa a favore della popolazione meridionale: il futuro commissario (se proprio ci deve essere, sempre che non venga, auspicabilmente, bocciato il decreto Sanità) non dev’essere nato tra Jonio e Tirreno o tra Pollino e l’Aspromonte, ma deve avere vivo uno spirito meridionalista. L’accoglienza calabrese è storica e le braccia sono sempre aperte, purché ci sia serietà e senso di condivisione, ci sia spirito di collaborazione e impegno per una comune crescita. Una condizione che fino ad oggi non si è mai realizzata in dieci anni di commissariamento: se il Governo ritiene opportuno decidere per i calabresi e gestire la sanità, lo può fare. Ma con spirito nuovo e la giusta attenzione, il giusto rispetto che i calabresi meritano. Diversamente, sarà la classe politica calabrese, ahimè, a contrastare l’eventuale azione deleteria dell’Esecutivo. (s)