LOCRI, EREDITÀ SPIRITUALE MAGNOGRECA
E BRONZI PRO “CAPITALE DELLA CULTURA”

di ARISTIDE BAVA – L’eredità spirituale della Magna Grecia è certamente uno dei volani più importanti indirizzati a supportare la candidatura della Locride come Capitale della cultura per il 2025. E certamente i Bronzi di Riace possono diventare importanti “testimonial” della sfida che il territorio ha accettato per mettere a fuoco la cultura, l’arte, la vita sociale di una Locride che vuole essere moderna ma che rimane sempre legata al suo antichissimo e glorioso passato in una visione che la proietta nel futuro come condizione ideale per la sua rinascita e il suo sviluppo.

È questo il tema centrale di un convegno organizzato dai Club Lions di Locri e di Siderno che avrà luogo domani, giovedi 18 agosto, presso l’ Accademia Senocrito di Locri con la collaborazione del Direttore dell’importante struttura culturale, Saverio Varacalli, e della stessa Amministrazione comunale di Locri, presente all’incontro con il sindaco Giovanni Calabrese e con l’assessore alla cultura Domenica Bumbaca.

Relatore ufficiale dell’incontro socio-culturale è il dott. Giulio Cesare Papandrea, medico umanista di origini calabresi, trapiantato a Padova ma da sempre grande cultore del territorio locrideo (è originario di Careri) e scrittore di chiara fama a cui si deve, tra le altre sue opere, anche la pubblicazione di un interessante volume dal titolo I Bronzi di Riace tra storia leggenda.

Il convegno si prefigge, appunto, di mettere a fuoco , proprio partendo dal ritrovamento dei due importanti “guerrieri”, le peculiarità di una terra ricca di potenzialità e di un immenso patrimonio culturale sin qui per niente sfruttate e sulle quali, adesso, proprio attraverso la sfida della Locride per diventare Capitale della cultura per il 2025 si potrebbero finalmente accendere i riflettori con naturale riflesso sul grande pubblico nazionale e internazionale.

Lo stesso titolo dato al convegno è accattivante “L’eredità spirituale della Magna Grecia, I Bronzi di Riace e Locride Capitale della cultura per il 2025” .

L’incontro previsto per le ore 19.30 inizierà con i saluti istituzionali dei presidenti dei Club Lions di Siderno ( Vincenzo Mollica) e Locri ( Aristide Bava) ed entrerà subito nel merito con quelli del sindaco Giovanni Calabrese e dell’assessore alla cultura Domenica Bumbaca, per lasciare poi spazio a Francesco Macrì, responsabile del settore cultura del Corsecom che si soffermerà sulla possibile continuità storica e culturale del territorio. Quindi il Prof. Giulio Cesare Papandrea, introdotto dal past president Lions Rocco Vasile incrementerà il ricordo di un passato culturale al quale si può certamente ascrivere la nascita dell’ Europa di oggi, con una relazione che avrà al centro proprio il ritrovamento dei Bronzi e dei misteri che ancora, dopo 50 anni, aleggiano sul ritrovamento avvenuto nel mare di Riace.

I lavori saranno conclusi dal Presidente della XI Circoscrizione Lions , Giuseppe Ventra, che sotto la spinta propulsiva del Governatore Franco Scarpino, indirizzata a privilegiare uno stretto rapporto tra Lions, Istituzioni e Comunità, si è già attivato per coinvolgere i 19 club della sua giurisdizione che vanno da Reggio Calabria a Monasterace e da Palmi a Nicotera, per dare spinta ad una candidatura, quella della Locride, che rende onore a tutta la Calabria. (ab)

PERCHÈ LA LOCRIDE MERITA DI DIVENTARE
CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2025

di ARISTIDE BAVA – Il nuovo motto del Presidente Internazionale dell’ associazione Lions, Brian Sheehan, presentato quest’anno all’assise internazionale di Montreal, recita Togheter We can, ovvero insieme possiamo. E pare calzare a pennello con le aspirazioni della Locride di diventare capitale della cultura per il 2025.

E, non è un caso se anche l’Associazione Distrettuale dell’importante struttura associativa ha deciso di dare una grossa spinta al territorio della Locride impegnato nella difficile sfida per diventare Capitale della cultura 2025. In occasione, infatti, del recente Incontro programmatico, tenutosi a Catanzaro venerdì 22 e sabato 23 luglio, che di fatto ha aperto l’anno sociale del Distretto 108 ya (Calabria-Campania-Basilicata), il Governatore dell’Associazione Lions, Franco Scarpino, ha dato notizia che l’incontro intermedio dell’Associazione, assemblea congressuale che precede il Congresso finale di Pompei (5-7 maggio 2023) avrà luogo nella Locride. L’importante assise si terrà dal 17 al 19 febbraio.

L’organizzazione dell’evento è stato affidato a Silvana Porcella Fonti, socia del Lions Club di Locri che, d’intesa con i presidenti dei club Lions del territorio – quelli di Locri, Siderno, Roccella e Monasterace – curerà la fase preparatoria dell’incontro e i suoi momenti più significativi per accogliere nella Locride i circa 500 delegati che arriveranno (con i loro amici e familiari) dalle tre Regioni che fanno parte del Distretto meridionale.

Alla organizzazione dell’importante evento collaborerà direttamente su apposita delega del Governatore Franco Scarpino, anche il Presidente dell’ XI Circoscrizione, Giuseppe Ventra, che curerà il coinvolgimento degli altri Club Lions della Circoscrizione, ovvero quelli di Palmi, Bagnara, Gioia Tauro, Polistena, Nicotera, Taurianova, Reggio Calabria Host, Reggio Calabria Reghion, Reggio Calabria Castello Aragonese, Reggio Calabria Città del Mediterraneo, Reggio Calabria Sud area grecanica e Villa San Giovanni.

È la prima volta che un evento così importante si svolge sul territorio della Locride e arriva, appunto, nel momento in cui la Locride si è candidata a Capitale della Cultura per il 2025. Com’è avvenuto lo scorso anno a Reggio Calabria i Lions faranno accendere, in questa occasione, i loro riflettori su un territorio che è stato sempre trascurato dagli organismi istituzionali ma che, adesso, sta cercando il suo rilancio anche attraverso questa candidatura, fortemente voluta dal Gal Terre Locridee che ha chiesto il coinvolgimento diretto anche delle più autorevoli associazioni di volontariato presenti nel comprensorio.

La risposta dei Lions è stata immediata e il Governatore Franco Scarpino che proprio nella Locride ha fatto, il 3 luglio scorso, la sua prima uscita “ufficiale” dopo la convention internazionale di Montreal (Canada) dove ha avuto l’imprimatur di Governatore del Distretto 108ya, ha scelto senza indugio questo territorio come sede di uno dei 4 eventi più importanti che caratterizzano l’anno sociale dell’ Associazione Distrettuale Lions.

A parte quello già citato di Catanzaro, svoltosi con grande successo nei giorni scorsi con la presenza di circa 1.000 soci e familiari lions gli altri tre appuntamenti sono appunto quello di Paestum , questo di Siderno e quello conclusivo di Pompei. Come classica ciliegina sulla torta il Governatore Franco Scarpino ha anche fissato nella Locride (a Siderno) l’ultimo Gabinetto Distrettuale dell’annata sociale Lions , già previsto per il mese di giugno del 2023.

«Ho ritenuto doveroso – ci ha detto il Governatore Scarpino in occasione della recente assise di Catanzaro – rendere omaggio a questa bella terra programmando questi importanti eventi che consentiranno a molta gente che verrà da altre regioni di prendere coscienza del suo grande potenziale storico, archeologico e culturale oltre che delle sue bellezze naturali che sono da sempre fuori discussioni. Accomunando la Locride con la “mia” Catanzaro e con due siti tanto importanti come quelli di Paestum e di Pompei ho ritenuto poter dare un buon contributo alla causa della Locride come Capitale della cultura».

«Il nostro ruolo, quello dei Lions – ha aggiunto – è, oggi più che mai, indirizzato ad essere di supporto alle comunità dei territori in cui operiamo a fianco degli organismi istituzionali che, oggi, si sono resi conto della grande importanza che hanno le associazioni di volontariato come i Lions forti di grandi professionalità pronti ad attivarsi in un servizio concreto che poggia essenzialmente su due pilastri istituzionali, quelli dell’etica e della morale, ma che accomuna anche un servizio attivo che punta all’impegno sociale e alla soluzione dei problemi. Il nostro vuole essere un anno sociale del “fare” e siamo lieti di poter dare il nostro contributo attivo alla causa del territorio della Locride».

Le parole di Franco Scarpino inducono a sperare che la difficile “sfida” della Locride per diventare Capitale della cultura per il 2025 si può giocare senza tentennamenti. Anche se le altre 15 località in lizza per l’importante titolo non sono da sottovalutare, la Locride, se appoggiata dalla Città Metropolitana, dalla Regione Calabria, dai Comuni del territorio e, soprattutto, dai cittadini che devono riscoprire l’orgoglio di vivere in una delle terre più bella e accogliente del nostro Paese malgrado le tante precarietà che, purtroppo, si porta dietro per l’atavico disinteresse degli organismi istituzionali che l’hanno tenuta in uno stato di abbandono per troppo tempo, la Locride – dicevano – si può giocare a pieno titolo parecchie chance.

La sua forza principale è caratterizzata da un patrimonio storico culturale archeologico e naturale di grande impatto che ancora oggi continua a riservare sorprese positive. Ci vengono subito in mente le recenti nuove scoperte in seno alla Villa Romana di Casignana o i reperti archeologici del Museo di Monasterace e del Sito di Locri Epizefiri ma anche strutture consolidate (da rivalutare) come il Teatro Romano di Marina di Gioiosa o il Naniglio di Gioiosa le prestigiose terme di Antonimina (molto poco conosciute dal grande pubblico), il prestigioso borgo antico di Gerace che risulta tra i meglio conservati di tutta la Calabra, le sontuose presenze architettoniche di Stilo che non si fermano solo alla Cattolica, la stupenda Villa Caristo di Stignano, il prestigioso Musaba di Mammola ideato da Nik Spatari, il teatro greco-romano di Portigliola e le tante ricchezze presenti nei borghi antichi del territorio.

Ma non solo mare splendido (premiato da tre bandiere blu), clima perfetto certificato da approfonditi studi, potenzialità enogastronomiche di grande impatto per gli amanti della buona tavola, montagne ad un tiro di schioppo, turismo religioso di grande richiamo e storia millenaria che si perde nel solco dei secoli. Se dunque a tutte queste cose, e a tante altre che caratterizzano in positivo il territorio, si riuscirà ad aggiungere quell’ “insieme possiamo” necessario per affrontare l’importante sfida, la partita è tutta da giocare. E allora, Locride avanti tutta!  (ab)

L’OPINIONE / Carmelo Versace: Candidatura Locride sia sposata da tutta la Calabria

di CARMELO VERSACE – La Città Metropolitana intende dare continuità e sostegno al brillante lavoro avviato in questo territorio su impulso del Gal Terre Locridee e con il contributo fattivo di tante amministrazioni e realtà del tessuto sociale. È un momento cruciale per la Locride che ha davanti a sé l’opportunità non solo di rilanciarsi per come merita ma anche di riscattarsi definitivamente e diventare luogo di sviluppo e opportunità per i giovani investendo su cultura e bellezza.

Siamo concretamente accanto a questo bellissimo progetto attraverso atti e risorse che la Città metropolitana, per quanto possibile, sta mettendo in campo. E crediamo che questa opportunità debba coinvolgere non solo la Locride ma l’intero territorio metropolitano di Reggio Calabria che da questa idea può trarre solo benefici.

Ma dirò di più, ritengo che il percorso della Locride Capitale della Cultura debba riguardare tutta la regione che per una volta può offrire l’immagine di un territorio in grado di esprimere una voce unica, coesa e forte all’esterno. La Città metropolitana ha sposato convintamente questo progetto perché è un’idea che inaugura un metodo di lavoro completamente nuovo, che nasce dal basso con il coinvolgimento di ben 42 Comuni e che abbraccia amministratori, associazioni di volontariato, professionisti, cittadini e tecnici.

In altre parole una larga e virtuosa partecipazione di tante competenze ed espressioni sociali che, ne sono sicuro, contribuiranno a rendere altamente qualificato, solido e credibile il dossier finale che verrà presentato nei prossimi mesi. (cv)

LA SFIDA DELLA LOCRIDE PER DIVENTARE
CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2025

di ARISTIDE BAVA – La candidatura della Locride a Capitale italiana della Cultura per il 2025 potrebbe diventare una straordinaria opportunità per il territorio. Anche se raggiungere questo obiettivo non è facile perché il cammino per cogliere questo importante traguardo è irto di difficoltà questa proposta è di per se stessa molto importante perché, in ogni caso, darà l’opportunità di far accendere i riflettori su questo lembo di terra che, pur forte di grandi potenzialità, è sempre rimasto ai margini dei grandi circuiti nazionali.

Questa candidatura, inoltre, dovrebbe servire anche a dare stimoli nuovi alle istituzioni locali e intercomunali per garantire  un necessario assetto al territorio che oggi si trova in condizioni non certamente ottimali soprattutto dal punto di vista ambientale. Ovviamente se si vuole raggiungere l’obiettivo, o quantomeno parteciparvi con qualche possibilità di successo, serve una sinergia complessiva per concertare un percorso condiviso che consenta alle istituzioni, alle associazioni ed in generale all’intera comunità della Locride, di remare nella stessa direzione.

Un primo dato favorevole può essere considerato il fatto che  nelle scorse settimane il Consiglio della Città Metropolitana ha deliberato all’unanimità la candidatura della Locride a Capitale della Cultura per il 2025 facendo riferimento al sostegno che molti Comuni del territorio hanno dato a questa candidatura stimolata in via prioritaria dal Gal “Terre Locridee”.

E già il fatto che questa proposta dopo la delibera della Città Metropolitana potrà passare al vaglio del Ministero della Cultura e della Commissione di esperti che è chiamata alle designazioni, è una cosa positiva che rende, in ogni caso, legittima attenzione ad un territorio  come questo della Locride che rappresenta da sempre, fin dai tempi della Magna Grecia, – e nessuno lo può disconoscere – una straordinaria terra di cultura, di arte e di scienza, supportata  da immense ricchezze culturali.

C’è anche l’altro aspetto prettamente contingente del notevole clamore mediatico che grazie a Jovanotti si è creato attorno alla Calabria e soprattutto alla Locride.  Il noto cantante ha infatti girato il video che ha accompagnato la sua ultima canzone ” Alla salute” con immagini di Scilla e particolarmente di Gerace, borgo antico ben conosciuto a livello internazionale che è stato “rilanciato” proprio dalle performance dell’artista cosa che contribuisce, finalmente, a dare una immagine “diversa” a questo territorio che negli ultimi decenni ha sofferto per  vicende di tutt’altro genere che ne hanno macchiato l’immagine.

Ecco perché, comunque vadano le cose  la candidatura della Locride sarà un’occasione unica e irripetibile per il territorio.

Il punto prioritario, quello di partenza, che si accompagna a questa candidatura è di “mettere a sistema” e mostrare in questa prima fase  le molteplici  bellezze di  luoghi, affascinanti e ricchi di storia e cultura,  che  gravitano in tutto il territorio della Locride, un elenco veramente molto lungo a partire dai siti archeologici che hanno le loro punte di diamante nel Museo di Locri, Nella Villa Romana di Contrada Palazzi di Casignana, nel Naniglio di Gioiosa Jonica nello stesso sito archeologico di Monasterace -Kaulon.

Ma anche nel suo splendido mare che, tra l’altro,  ha collezionato tre bandiere blu, nel fascino dell’ Aspromonte o nel richiamo dei suoi Borghi antichi che hanno certamente in Gerace il “gioiello” più prezioso, ma che annoverano anche Stilo, con la sua Cattolica e i tanti Palazzi antichi, Siderno Superiore con i suoi tesori e la sua storia, Stignano con la splendida Villa Caristo, Roccella con il fascino antico del  suo Castello e la forza innovativa del suo Porto, tanto per citare le cose che ci vengono immediatamente in mente anche se, a pensarci bene, ogni angolo della Locride può offrire qualcosa di bello e di suggestivo, enogastronomia compresa.

Avanti tutta, dunque, con l’auspicio  che sia proprio l’unità di intenti e la condivisione di questo progetto, l’arma vincente per affrontare la difficile sfida. (ab)

Nella Locride le riprese finali del videoclip “Speriamo bene” di Rocco Barbaro

Saranno Gioiosa Ionica, Marina di Gioiosa e Monasterace a fare da cornice nelle ultime riprese del videoclip Speriamo bene del cabarettista reggino Rocco Barbaro e prodotto da Bird Production.

Le riprese, dunque, si terranno tra oggi e domani a Palazzo Amaduri di Gioiosa Ionica, al teatro romano di Marina di Gioiosa e al Tempio dell’antica Kaulon di Monasterace per completare il videoclip che, nel pieno rispetto della filosofia della casa di produzione fondata nel 2005 dal regista Alberto Gatto, vuole far emergere, con tono ironico, la bellezza materiale e immateriale dei paesaggi della Calabria di epoca Magno Greca, mostrandoci l’augusto splendore dei luoghi archeologici simbolo del nostro territorio da Crotone a Sibari, da Monasterace Marina a Locri, da Rosarno a Vibo Valentia, nella speranza che questa terra ritrovi il suo antico splendore anche attraverso le immagini della settima arte.

Con la sua pungente ironia, Rocco Barbaro cercherà di valorizzare il nostro territorio più di quanto la natura e la storia abbiano già fatto, andando alla scoperta delle sue innumerevoli meraviglie sommerse e strizzando l’occhio al mito di Persefone, rispettivamente dee della terra e della primavera, venerate nell’antica Locri, di cui Rocco cercherà le effigi scoprendo una terra fatta di accoglienza e ospitalità.

Il videoclip, che può contare sulla collaborazione musicale di Ivan Lentini, fondatore del gruppo reggae-dance hall dei Marvanza e artista apprezzato in tutta Italia per le sue qualità professionali, sarà presto presentato durante una conferenza stampa nella quale lo staff tecnico illustrerà tutti i dettagli del progetto e ne annuncerà la data ufficiale di distribuzione che, grazie anche al contributo della Regione Calabria e della Calabria Film Commission, avverrà per mezzo di Studio 54 Network e dell’emittente TeleMia, oltre che pubblicato attraverso il sito, il canale YouTube e le pagine Facebook e Instagram di Bird Producion e i distributori musicali Soundtrap con diffusione su Spotify, Amazon Music, Apple Music, Deezer, Google Play e YouTube Music(rrc)

Lizzi (Metrocity RC): Candidatura Locride a Capitale Italiana della Cultura straordinaria occasione

Il consigliere metropolitano e vicesindaco del Comune di Gerace, Rudi Lizzi ha evidenziato come «la candidatura della Locride a Capitale italiana della Cultura per il 2025 è una straordinaria opportunità per il nostro territorio».

Per Lizzi, infatti, si tratta di «un obiettivo che vogliamo raggiungere tutti insieme, concertando un percorso condiviso che consenta alle istituzioni, alle associazioni ed in generale all’intera comunità della Locride, di remare nella stessa direzione per raggiungere l’ambizioso traguardo».

Nelle scorse settimane il Consiglio della Città Metropolitana ha deliberato all’unanimità la candidatura della Locride, raccogliendo l’input promosso da più di trenta Comuni dell’area, che hanno già assicurato il loro sostegno all’iniziativa, e dal Gal “Terre Locridee”.

La proposta, adesso, passerà al vaglio del Ministero della Cultura e della Commissione di esperti che hanno già designato Bergamo-Brescia per il 2023 e Pesaro per il 2024.

«Si tratta di una sfida ambiziosa – ha dichiarato ancora il Consigliere Lizzi – un obiettivo che rende onore ad un territorio come quello della Locride che rappresenta da sempre, fin dai tempi della Magna Grecia, una straordinaria culla di cultura, di arte e di scienza, e che deve essere supportato anche dalle tante ricchezze culturali presenti su tutto il nostro territorio metropolitano e che riguardano l’area grecanica, l’area dello Stretto, l’Aspromonte e la piana di Gioia Tauro. In questo senso, pensiamo sia strategico proporre la candidatura del nostro territorio a questo ambìto traguardo, anche con l’obiettivo di scrollarci di dosso definitivamente tutte le negatività che provengono dalla macchia della criminalità organizzata che purtroppo negli ultimi decenni ha sporcato l’immagine della nostra comunità».

«Ciò che è certo – ha proseguito Lizzi – è che la candidatura della Locride sarà un’occasione unica e irripetibile per il nostro territorio, un obiettivo per il quale lavoreremo insieme alla comunità e che ci consentirà, già in questa prima fase, di mettere a sistema e mostrare a livello nazionale ed internazionale, le tante bellezze di uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia e cultura dell’intero territorio nazionale».

«In questo senso  – ha concluso – ci tengo a ringraziare tutti i colleghi consiglieri metropolitani e naturalmente il sindaco facente funzioni Carmelo Versace, per aver dimostrato piena sensibilità e messo a disposizione tutto l’impegno necessario per consentirci di avviare quest’ambiziosa sfida. Una partita certamente difficile e complicata, che richiede il massimo sforzo da parte della comunità, nel percorso di crescita culturale che deve investire il nostro territorio. Ma sono certo che attraverso il necessario lavoro di squadra, il territorio della Locride ha la possibilità di giocarsi le sue chance». (rrc)

ARCHEO-TURISMO, UNA RISORSA VINCENTE
MA BASTA PRECARIETÀ, SERVE IL RILANCIO

di ARISTIDE BAVA  – Grazie ad una convenzione firmata dal Commissario di Calabria Verde, Giuseppe Oliva, con il Ministero della Cultura, in Calabria, in vista della stagione estiva, saranno “ripuliti” 52 siti archeologici e tra questi ci sono anche alcuni dei più importanti della provincia reggina.

Nell’elenco figurano infatti il borgo antico e la Villa Romana di Casignana, la necropoli di Gerace, il Parco archeologico della Villa Romana del Naniglio di Gioiosa Jonica, il Teatro di Marina di Gioiosa, l’area Archeologica Kaulon- Monasterace, l’area della Cattolica di Stilo, il Parco archeologico di Locri, l’area Castellace di Portigliola la Cattedrale Isodia e il Castello Normanno di Bova, il Forte Siacci di Campo Calabro, la Grotta S. Elia di Melicuccà, il Parco Melia di Oppido Mamertino, il Parco Tauriani di Palmi, l’ Antica Medma di Rosarno, l’area archeologica di Bova Marina e alcuni siti urbani di Reggio Calabria. ùPer alcuni di essi ridotti in condizioni fortemente precarie ( uno per tutti il Naniglio di Gioiosa Jonica “gioiello archeologico” che meriterebbe certamente maggiore attenzione) potrebbe essere un autentico toccasana e, nel complesso, l’iniziativa dovrebbe servire a promuovere decisamente la spinta turistica legata a questo settore.

Secondo quanto previsto dal piano operativo, infatti, Calabria Verde fornirà la manodopera idraulico-forestale con una accurata pulizia dei siti archeologici dalle erbacce per renderli fruibili in piena sicurezza ( e preservandoli anche da eventuali rischi di incendio). Gli interventi come è intuibile riguarda parchi, aree archeologiche e luoghi di cultura risalenti in particolare alla Magna Grecia. Siti, peraltro,che si trovano in gran parte, specie nella fascia ionica reggina, a ridosso delle zone balneari maggiormente affollate durante il periodo estivo.

L’augurio è che la pulizia venga fatta al più presto e che, quindi, i potenziali turisti possano usufruire di questi siti già daauesto  mese di giugno anche se le previsioni, come da tradizione, prevedono i grandi afflussi a luglio e agosto. D’altra parte per la fascia ionica reggina ( e non solo) il turismo archeologico e culturale è un grande potenziale che non è stato mai completamente sfruttato, anche se negli ultimi anni, grazie soprattutto ad una promozione effettuata in particolare dagli Operatori turistici del comprensorio che hanno recepito le richieste di molti tour Operator itaiani e stranieri , sono stati predisposti appositi “pacchetti turistici” con specifiche indicazioni di questi siti che hanno subito attratto l’attenzione di molti turisti particolarmente appassionati a questo tipo di escursioni spesso accumunata a quella dei borghi antichi. L’augurio è, dunque, che, anche se a piccoli passi , il turismo che rimane l’unica possibile arma vincente della Locride, trovi sempre maggiori spazi nei carnet dei Tour Operator. E, obiettivamente, questo può avvenire solo se, finalmente, gli organismi istituzionali si renderanno conto dell’importanza di prestare maggiore cura e maggiore attenzione alle possibilità di un territorio che ha moltissime potenzialità che sinora sono state sfruttate solo in piccola parte.

L’OPINIONE / Artistide Bava: Per il grande turismo nella Locride servono più posti letto

di ARISTIDE BAVA – Il recente incontro che gli Operatori turistici della Locride hanno avuto alla Borsa Internazionale di Milano con numerosi Tour operator italiani e stranieri è stato, secondo le valutazioni dei rappresentanti locali dell’importante categoria turistica, guidati la presidente della Cooperativa Ionica Holidays, Maurizio Baggetta, fortemente positivo.

Però ancora una volta è emersa una necessità, per il territorio, non più trascurabile, ovvero la necessità di un maggior numero di posti letto. Il “grande” turismo non può approdare nella fascia ionica reggina sino a quando non sarà sanato questo handicap. C’è, quindi, la necessità che vengano intensificati gli sforzi che si stanno facendo per potenziare la disponibilità di posti letto in tutta la fascia ionica e nell’entroterra ricco di borghi antichi che ormai sono mete molto ambite dai turisti. In questa direzione negli ultimi tempi si sta creando un certo movimento con la riscoperta delle case villaggio e dei B&B che in qualche modo sono anche elementi attrattivi per un certo tipo di turismo.

Resta sempre, però, la necessità di un maggior numero di posti letto alberghieri, cosa che, per il momento, non è facile colmare. Purtroppo anche i centri più importanti come Siderno e Locri sono molto avari di posti letto alberghieri e cittadine turisticamente all’avanguardia come Roccella e/o Marina di Gioiosa spesso durante il periodo estivo , pur avendo alcune strutture abbastanza importanti registrano il tutto esaurito. D’altra parte la situazione, in particolare per Locri e Siderno, deriva dal fatto che dopo il boom turistico degli anni ’60/’70 si è via via degradata e molti alberghi sono stati costretti a chiudere perché l’afflusso di turisti è andato scemando e le presenze seppure ottimali del mese di agosto non riuscivano più a far coprire le spese.

Per Siderno, che anche in questo campo a quei tempi era la vera capitale dell’economia e del turismo dell’intera fascia ionica reggina, la situazione è stata dolorosa quanto disastrosa. Un brutto amarcord in un momento in cui, oggi più che mai, si parla del turismo come unica possibilità per creare economia sul territorio della Locride che rimane ancora molto avaro di altre prospettive di sviluppo.. Molti ricordano con nostalgia il prestigioso Hotel dei Gelsomini collocato proprio nel cuore della città, nella zona residenziale di Randazzo, che per parecchi anni è stato un vero punto di riferimento anche per convegni e attività congressuali. Faceva il paio con l’Hotel Efgal ubicato nella stessa via ad un centinaio di metri, altra struttura di notevole peso turistico. Oggi l’ allora Hotel dei Gelsomini la lasciato posto al locale Commissariato di Pubblica sicurezza.

Per fortuna parte dell’ ex Hotel Efgal è adesso diventata un residence che nel periodo estivo in qualche modo sopperisce alle necessità, seppure temporanee , di poche decine di posti letto. Ma a Siderno c’erano anche altre strutture alberghiere molto ben tenute come l’Hotel Aster in zona ancora più centrale, lungo il Corso della Repubblica, oggi diventato sede di uffici e di qualche appartamento, oppure la locanda pensione “Gentiluomo” che, soprattutto nel periodo estivo, per la sua vicinanza al lungomare faceva da perfetto concentrato tra qualità e prezzo, per i turisti.

E molti ricordano anche l’ albergo Centrale – a memoria del cronista il primo vero albergo esistente, con le giuste caratteristiche dell’ospitalità di certo stile, in città. Ed ancora, l’ albergo Diano che sorgeva nella cosiddetta Piazza dei Leoni nella parte terminale del Corso della Repubblica, oggi tramutato in attività commerciale. E c’era, poi, la Stella del Ionico, che ha retto sino a pochi anni addietro e adesso è inesorabilmente chiuso. Tutte strutture di certo prestigio che con il passare degli anni sono state inghiottite dalla crisi.

Adesso la città può contare solo sull’ Hotel President, struttura di prestigio tenuta in piedi e anche rimodernata grazie alle capacità intuitive dei fratelli Diano che sono riusciti a superare i momenti più bui, puntando, precursori dei tempi, su un turismo di qualità decisamente più professionale ed aperto ai gruppi stranieri e rimanendo, per fortuna, un importante punto di riferimento per l’intera Locride. E sull’altro unico albergo presente sul territorio comunale, l’Hoel Gourmet. Ma il primo è ubicato lungo la SS. 106 tra Siderno e Locri e l’altro nella Contrada Mirto a 3 chilometri dal centro abitato. E poi c’è la grande incompiuta, il mastodontico albergo sul lungomare che aspetta da 50 anni di vedere la luce. Quanto è successo a Siderno, d’altra parte, non è stato una caso isolato.

Ci sono altri esempi di questo tipo a Locri, a Bovalino, a Bianco, a Brancaleone per ricordare i centri dove un tempo esistevano importanti strutture alberghiere che adesso non ci sono più. C’è, adesso, da chiedersi se le ceneri di questo positivo passato serviranno a dare gli stimoli per creare, in campo turistico, il nuovo futuro. Un compito decisamente difficile, ma certamente, se si vuole veramente il grande turismo, necessario; e forse non impossibile. (ab)

I tesori archeologici della Locride, un patrimonio poco conosciuto

di ARISTIDE BAVA – È innegabile che il turismo potrebbe essere l’unica vera grande industria della Locride. Un turismo diversificato, che al mare affianca la montagna a poco meno di un quarto d’ora in auto, numerosi borghi antichi dal grande potenziale storico-culturale e infine i giacimenti archeologici, che da sempre costituisce per molte zone del nostro Paese una “fabbrica” per produrre economia.

È doveroso quindi chiedersi perché questo settore non funziona, o quantomeno funziona a singhiozzo.
E parliamo di siti di straordinario interesse. Ci sono due musei archeologici, a Locri e Monasterace che contengono reperti di indubbia importanza storica, come le loro appendici, a Palazzo Nieddu di Locri e soprattutto sulla spiaggia di Monasterace, l’insediamento dell’antica Kaulon con lo straordinario pavimento musivo del draghi e dei delfini, per buona parte dell’anno interrato per preservarlo dai vandali e dalle intemperie. Possiamo parlare delle tante vestigia del passato sparse in molti angoli del territorio, dalla Villa Romana di Casignana al Naniglio di Gioiosa Jonica.

E poi c’è il Musaba di Mammola, il museo a cielo aperto fondato dal compianto Nik Spatari che ha meritatamente richiamato l’attenzione della critica internazionale. E poi tanti siti di notevole pregio sparpagliati nei vari borghi antichi.
Un patrimonio di grande potenziale attrattivo che però non si riesce a sfruttare a dovere, non messo in grado quindi di assolvere a quello che dovrebbe essere la sua vocazione, ovvero richiamare flussi continui di turisti in vari periodi dell’anno.
Per contrasto con queste grandi potenzialità, vengono in mente taluni cartelli turistici sparpagliati nel nostro grande Paese: segnalano spesso piccole cose, intorno alle quali si è riusciti a costruire fonti di attrazione anche di notevole portata. E spesso, in taluni casi, la delusione per il visitatore è enorme.

Nella Locride invece c’è, realmente, di tutto e di più, e lo spettatore ignaro resta davvero a bocca aperta, trovandosi a “scoprire” magari per puro caso, la Villa Romana di contrada Palazzi di Casignana. Un archeosito spesso paragonato nientemeno che alla Villa del Casale di Piazza Armerina ma mai divenuto dopo tanti anni dalla scoperta fonte di grande attrazione capace da solo di richiamare il grande pubblico. Perché? E perché il Naniglio di Gioiosa Jonica continua a rimanere un sito trascurato e ignoto ai più? E perché i due musei più importanti, quello di Locri e quello di Monasterace, non registrano annualmente afflussi che, con i loro indotti, potrebbero aiutare seriamente l’economia del territorio?

Probabilmente – è bene chiarirlo – non siamo all’anno zero perché negli ultimi cinquant’anni di passi in avanti ne sono stati fatti. Ciò, però, grazie all’impegno dei singoli, e nello scarso interesse delle istituzioni che, invece, potrebbero – e dovrebbero – puntare veramente su questo grande patrimonio archeologico facendo in modo che siano proprio questi siti i grandi attrattori per visitatori alla ricerca di nuove scoperte. Flussi turistici potenzialmente notevoli, che aspettano solo di essere opportunamente stimolati a venire nella Locride.

Da qui la necessità che gli sforzi degli organismi competenti, e in primis della Regione, dovrebbero essere indirizzati proprio a costruire le premesse perché ciò avvenga. Non certo con iniziative sporadiche che spesso lasciano il tempo che trovano, ma piuttosto lavorando alla promozione di adeguati percorsi archeoturistici che, accomunati a tante altre potenzialità del territorio, possano riuscire a stimolare l’interesse degli operatori.

In questo il territorio è favorito anche dal fatto che la Locride, a parte i suoi siti archeologici, non solo è una terra di straordinaria bellezza che presenta invidiabili panorami, favoriti dalla sua disomogeneità territoriale e ambientale, ma è anche zona di indiscutibile ospitalità cosa che, unitamente alla sua ricca enogastronomia, costituisce un grosso punto di forza per accrescere ulteriormente le possibilità di sfruttare questo grande patrimonio. (ab)

Servono interventi urgenti per il territorio della Locride per turismo e aziende

di ARISTIDE BAVA – Nella Locride si avverte la necessità, soprattutto da parte degli operatori del mondo produttivo e del settore turistico, di un tavolo operativo per affrontare in maniera sinergica con gli organismi istituzionali le priorità del territorio. La richiesta arriva da Maurizio Baggetta, presidente del Consorzio di operatori turistici Jonica Holdays e da Mario Diano presidente del Corsecom, che raggruppa molte associazioni della Locride.
A fronte, scrivono, «di una pandemia che procede in maniera devastante», e di una sanità «che diventa sempre più precaria», «il settore produttivo, economico e in particolare quello turistico versano in profonda crisi». A questa situazione «si aggiunge la difficoltà – affermano – che le amministrazioni locali e le istituzioni, pur coscienti della gravità del momento, incontrano a trovare sintesi e concretezza sulle varie problematiche che interessano la Locride». Problemi che «richiederebbero una mobilitazione, con il coinvolgimento di professionalità, tecnici, esperti di settore, che esistono sul territorio». E l’iniziativa più urgente da assumere sarebbe «l’elaborazione di progetti di interesse territoriale da far finanziare con le risorse che il Pnrr sta mettendo a disposizione», per evitare di essere tagliati fuori dai finanziamenti.
«L’inaccettabile ritardo in cui si trova la Locride – scrivono Diano e Baggetta – è in netto contrasto con quanto sta avvenendo in tantissimi territori che già da tempo si trovano in una fase avanzata di programmazione e progettazione. Per questo motivo è stata inviata una lettera ai presidenti del Comitato dei sindaci (Giuseppe Campisi) e dell’Assemblea dei Comuni (Caterina Belcastro) che, pur caratterizzata da uno spirito costruttivo, evidenzia la la volontà e la necessità dei rappresentanti del mondo del lavoro e dell’economia di stimolare , in questa fase, a una indispensabile programmazione». Baggetta e Diano a nome dei diversi soggetti interessati, evidenziano che è già stato fatto un buon lavoro dai tecnici della Jonica Holidays, anche con la collaborazione di Federalberghi , dell’Ada Calabria (Associazione nazionale direttori d’albergo) e con il supporto di esperti e docenti delle Università di Reggio, Catanzaro e Cosenza. Da qui la richiesta «che si ritiene utile e doverosa» di un «confronto con una delegazione del Comitato dei sindaci e con i rappresentanti della Città Metropolitana e i consiglieri Regionali eletti nel territorio proprio per istituire un tavolo operativo per avviare, insieme, un progetto condiviso che interpreti per quanto possibile la volontà dei cittadini».
Nella nota si ricorda anche come molti suggerimenti siano già emersi da un questionario promosso dal Corsecom nei mesi scorsi e rivolto a diverse fasce di cittadini.
L’appello rivolto alle istituzioni per un progetto comune è dunque «determinato dal fatto che la totalità delle iniziative evidenziate nel progetto dello Jonica Holidays sono strettamente collegate alle problematiche di competenza delle pubbliche istituzioni e che riguardano in particolare infrastrutture, opere pubbliche e servizi di carattere territoriale e regionali. «Non realizzare o non intervenire in maniera risolutiva su queste problematiche – è la conclusione – significa frenare in maniera determinante una necessaria reale e adeguata crescita del territorio». Obiettivo comune, evitare di essere tagliati fuori dai finanziamenti del Pnrr. (ab)