Filo culturale tra la Locride e Milano grazie al Cenacolo della Cultura

di ARISTIDE BAVAFilo culturale tra la Calabria e Milano grazie a una iniziativa del cenacolo della cultura e delle scienze della Locride che ha celebrato nei giorni scorsi a Milano la cerimonia di premiazione del premio “Milano cultura 2022”.

Tra gli altri, unitamente ad importanti personalita’ del mondo della medicina e della cultura  sono stati insigniti dell’ambito riconoscimento due studentesse-ricercatrici  di Siderno. Si tratta di Dorotea Pezzano che studia presso l’Università San Raffaele di Milano e Serena Monteleone, specialista in fisiatria presso l’Ospedale papa Giovanni di Bergamo.

Dorotea Pezzano, tra l’altro, è figlia dell’ avv. Fedele Pezzano e dell’assessore comunale sidernese Maria Teresa Floccari. Serena Monteleone è figlia del dott. Girolamo Monteleone, noto medico in servizio presso l’ospedale di Locri e della consigliere comunale Maria Elvira Brancati

La cerimonia di premiazione si è tenuta nella sala conferenze dell’hotel Lombardia a Milano con la presenza anche di  Giuseppina Princi, vice presidente della giunta regionale della Calabria, che ha ricevuto pure un premio speciale e ha avuto l’occasione di illustrare l’ipotesi progettuale della nuova visione che il Governo regionale sta cercando di dare alla Calabria.

La manifestazione che secondo le intenzioni del “Cenacolo” ha voluto tracciare un filo diretto culturale tra la Locride, la Calabria e la città di Milano è stata presentata da Luigi Mileto, fondatore dell’importante struttura culturale locridea che ha voluto precisare che la manifestazione fa parte di un Progetto «finalizzato all’avvio di una nuova idea di coesione sociale e culturale», avvalorato dalla presenza alla cerimonia della professoressa Nicoletta Ancona, responsabile per il comune di Milano dell’Acquario dei musei civici, dalla pittrice di origine Locridea, professoressa  Teresa Maresca, dalla professoressa Chiara Bonini,  immunologa del San Raffaele e da altri autorevoli rappresentanti culturali della Lombardia.

«È un percorso culturale che abbiamo iniziato alcuni anni addietro nella Locride – ha detto Luigi Mileto – assegnando anche delle borse di studio a studenti meritevoli del territorio locrideo e che intendiamo continuare con manifestazioni culturali di questo genere che svilupperemo anche con altre finalizzate a mettere in luce i nostri giovani più promettenti. La presenza a Milano della vicepresidente della giunta regionale calabrese Giuseppina Princi è stata molto importante in questa direzione perché ha potuto testimoniare, al cospetto di molte personalità lombarde il nuovo corso della nostra Regione e l’importanza che viene data ai giovani e alla cultura».

Giusto ricordare che la Locride, in questo periodo, si trova con i riflettori puntati sul suo territorio anche a causa della candidatura a Capitale Italiana della cultura per il 2025. Una candidatura opportunamente “sposata” anche  dalla Regione Calabria proprio in questi ultimi giorni, dopo l’input che la Città Metropolitana ( che ha presentato ufficialmente la candidatura) ha dato sulla base dell‘iniziativa partita dal Gal Terre Locridee, presieduto da Francesco Macrì, con il Direttore Guido Mignolli e supportata dall’ Associazione Officine delle idee con a capo Antonio Blandi.

Un progetto particolarmente ambizioso che ha suscitato l’interesse di molte associazioni e che lo stesso Cenacolo della Cultura e delle Scienze della Locride si è attivato per portare avanti anche al di fuori della Regione Calabria al pari del Lions Club International – Distretto 108 Ya – che nel suo recente congresso tenutosi a Paestum si è soffermato, grazie al Governatore Franco Scarpino, sull’importante iniziativa. (rrm)

 

Sanità: problemi nella Locride «Siamo all’anno zero”

di ARISTIDE BAVA – Pesante reazione dei sindaci della Locride e di alcune  qualificate associazioni del territorio alle negative notizie filtrate sulle impreviste decisioni relative alla sanità del territorio In una nota indirizzata al Presidente della Regione Roberto Occhiuto e al Commissario dell’ Asp di Reggio Calabria, Lucia De Furia, i sindaci rappresentati da Giuseppe Campisi, presidente del Comitato Esecutivo e da Bruno Bartolo presidente f.f, dell’Assemblea unitamente a Mario Diano, Presidente del Corsecom, Francesco Martino a nome del Comitato “Casa della salute di Siderno” e Bruna Filippone per il Comitato “Difendiamo l’ Ospedale di Locri” hanno sottoscritto il seguente documento: “I Sindaci della Locride, a nome delle comunità che rappresentano e amministrano, e le associazioni che sottoscrivono il documento, non possono nascondere profonda preoccupazione, per quanto si apprende, in queste ore, relativamente alla scelta, che sarebbe stata operata dalla Regione Calabria, di destinare le risorse assegnate per la riqualificazione strutturale ed adeguamento normativo dell’Ospedale di Locri, in favore di realtà sanitarie di altri territori.  Questo, infatti, è quanto emerge dal D.P.C.M. 14.09.2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 237 del 10 ottobre 2022.  Il D.P.C.M. in questione, prendendo atto della nota regionale prot. 334114 del 18 luglio 2022, stabilisce di definanziare (espungere) Euro 33.397.678,25, già previsti per l’ospedale locrese, per attribuirli, come anticipato, ad altre strutture e nosocomi. 

Le risorse in questione – dice ancora il documento – erano il frutto dell’impegno dell’allora Presidente della Regione Calabria, la compianta Jole Santelli, che aveva lavorato affinché INAIL ponesse al centro dei propri investimenti l’ospedale di via Verga.  A distanza di tempo, dopo mesi di immobilismo, prendiamo atto che la Regione Calabria, anziché accelerare la spesa di queste significative somme, stabilisce di revocarle per destinarle altrove”. 

Poi alcune domande del tutto giustificate viste l’assurda decisione adottata “Perché questa decisione? L’Ospedale di Locri perché continua a non essere una priorità?  Gli interventi di edilizia sanitaria per quale ragione stentano a decollare e sono fermi al palo da anni?”. 

La nota si sofferma, quindi, su un altro delicato argomento tornato all’attenzione della cronaca per il suo ormai cronico ritardo, ovvero la realizzazione della Casa della salute di Siderno; “Si chiede altresì -dice ancora il documento -che venga sbloccato l’iter della Casa della Salute di Siderno dall’ASP di RC. Ci risulta che da giugno  non è stato risposto alla richiesta della società, che sta lavorando al progetto esecutivo, su un ulteriore finanziamento di 900 mila €, necessario a causa dell’aumento dei costi, dovuto al tempo trascorso dal finanziamento di 9.760.000 €. I Sindaci, le comunità della Locride e le associazioni firmatarie – conclude la nota – attendono delle risposte a questi loro interrogativi e chiedono di essere ricevuti per comprendere, dalla viva voce del Presidente Roberto Occhiuto, Commissario per la sanità in Calabria, come stanno effettivamente le cose”. 

In un momento, dunque, in cui la sanità della Locride dovrebbe veramente avere priorità a causa delle sue precarie condizioni che si trascinano da anni e che, negli ultimi tempi, parevano in qualche modo avviarsi a concreta soluzione riesplode in maniera pesante quell’eterno “abbandono” che è stato il filo conduttore della storia di un territorio che si porta appresso una specie di maledizione e che in molti continuano a definire “bello ma impossibile”. 

E, se da un lato, i cittadini stanno tentando disperatamente ad opporsi al suo declino – lo dimostra la sua candidatura a Capitale Italiana della cultura 2025, fortemente voluta dal Gal terre Locridee e, quindi partita dalla base del territorio – dal lato opposto continua la insensibilità degli organismi istituzionali che colpiscono a morte uno dei suoi lati più importanti ma certamente più deboli, ovvero quello della sanità. Resta da vedere dopo questa presa di posizione di sindaci e associazioni cosa succederà. I tempi ci paiono molto bui. 

Al Congresso dei Lions grande spazio alle iniziative della Locride

di ARISTIDE BAVA – Il progetto predisposto per la valorizzazione e la qualificazione dei borghi antichi da parte dei Lions Club di Locri e del Lions Club di Siderno ha trovato riscontri positivi in occasione del Congresso di apertura dell’ Associazione Lions che si è svolto nei giorni scorsi a Paestum e che ha interessato 140 club di Calabria, Campania e Basilicata.

Accanto a questa iniziativa è stata portata all’attenzione del Congresso anche l’opportunità che i Lions si occupino anche, in maniera positiva, di Locride Capitale Italiana della cultura 2025 iniziativa di largo respiro la cui causa È già stata “sposata” dal Governatore del Distretto Lions, il calabrese Franco Scarpino, e che – come è stato chiarito – non riguarda solo una parte del territorio calabrese ma è parte integrante di un progetto ambizioso indirizzato a stimolare il riscatto dell’intero sud nell’ottica di un coinvolgimento generale che prevede anche la crescita del nostro Paese.

Gli sforzi, quindi, del mondo Lions, a supporto dell’iniziativa, saranno particolarmente intensificati nell’ottica della ventata di “nuovo lionismo” che il Governatore Scarpino ha stimolato sin dall’inizio del suo mandato. Un nuovo lionismo, attivo, propositivo e collaborativo, indirizzato ad individuare nell’esercizio dell’attività bisogni, problemi, necessità ma anche piani d’azione e precisi obiettivi da raggiungere mettendo da parte le politiche del fare improvvisato e applicando le nuove teorie fatte di concretezza, e soprattutto di vicinanza ai problemi delle comunità e di supporto alle Istituzioni locali in un aspetto, però, di “parità” a significare che l’Associazione Lions e con essa, se vogliamo, anche le altre associazioni a carattere nazionale e internazionali, devono agire in cooperazione con la Pubblica Amministrazione con attività finalizzate ad ottenere risultati che possono tradursi, attraverso services dedicati (lavoro, giovani, economia) in fenomeni occupazionali.

Il Governatore ha, peraltro, ricordato che il Distretto 108 Ya si trova a dover operare in territori con grossi problemi e, quindi, può, e deve, contribuire in maniera propositiva a curare l’eterna malattia sociale che si portano appresso questi territori, come appunto la Locride, con idee e progetti capaci di alleviarne le sofferenze. Anche per questo – ha comunicato Scarpino – il Distretto ha creato strutture di supporto specifiche per creare interazione tra clubs e pubblica amministrazione in modo che la pianificazione, la programmazione, la formazione mirata e l’organizzazione possano costituire la base del nuovo agire dell’ Associazione Lions.

Il congresso è stato seguito con notevole attenzione da parte del Presidente del Consiglio dei Governatori, (lombardo) Eddy Frezza, e dal Past Direttore internazionale (siciliano) Domenico Messina oltre che da un nutrito gruppo di ospiti istituzionali e alcune centinaia di delegati arrivati a Paestum dalle tre regioni (Calabria, Campania e Basilicata) del Distretto.

Una bella festa del lionismo arricchito dal fascino dei Templi e delle antiche vestigie di Paestum celebrate con un piacevole video e soprattutto con l’esibizioni di un gruppo di artisti che hanno portato sul palco dell’Ariston Hotel, dove si è svolto il congresso, una bella rappresentazione di una antichità che si tramanda nei secoli. Il “nuovo lionismo” ha fortemente convinto la platea e ha fatto riscoprire la voglia di una rinnovata politica del fare che, forse, nel recente passato Ë rimasta frenata non solo dalla pandemia, ma anche e soprattutto, da condizionamenti operativi non sempre in sintonia con le necessità delle nostre comunità e con una politica del “we serve” finalizzata solamente ad attività di volontariato estemporanee e poco produttive.

Dal congresso di Paestum, dunque, anche un preciso messaggio che travalica i confini territoriali del Distretto 108 Ya e si pone come apripista di questa novità certamente più vicina alle esigenze attuali della nostra società. Accanto alle incisive relazioni di Franco Scarpino tutte una serie di interventi, da parte dei leader lionistici più importanti come i già citati Eddy Frezza e Domenico Messina ma anche del giurista e storico Ermanno Bocchini o del past governatore Francesco Accarino e dei primi due vice, Pasquale Bruscino e Tommaso Di Napoli, anche quello di molti qualificati officers e, soprattutto, di semplici soci, molti dei quali reggini e calabresi. (ab)

Siderno: tavolo di concertazione sul decoro urbano e i problemi della Locride

di ARISTIDE BAVA – Il decoro urbano della Riviera dei Gelsomini potrebbe, e dovrebbe, essere un punto di forza della nuova strategia per promuovere il territorio. È uno degli elementi al vaglio del  Tavolo Permanente di Concertazione che sta attivando una politica di promozione del territorio unitamente al mondo dell’associazionismo con  l’impegnativo compito di coordinare e supportare le varie iniziative che si sviluppano sul territorio, .puntualizzando anche le problematiche che da tempo la Locride si sta portando appresso.e la necessità della loro soluzione.

Il tutto in un contesto che registra la partecipazione attiva dei sindaci e di imprenditori pubblico/privati che  hanno avviato una serie di contatti e di confronti dai quali e’ emersa, appunto,  l’opportunità’ di creare un elenco di problematiche da affrontare e risolvere nel breve e medio periodo. Si tratta – informa un comunicato del Corsecom che cura la segreteria del Tavolo permanente di concertazione –  di opere, servizi, strutture già avviate, alcune in fase avanzata., alcune bloccate per problemi burocratici e altre pronte per essere rese operative già all’inizio del 2023. A parte l’aspetto del decoro urbano, a cui viene data una grande importanza strategica legata anche a Locride Capitale Italiana della cultura 2025 i problemi sul tappeto sono più specificatamente la problematica del completamento della nuova ss.106 sul territorio ( oggetto peraltro di alcuni recenti quanto  importanti incontri a Roma ). la realizzazione della pista ciclabile Caulonia -Locri , il possibile funzionamento lungo la linea ferrata  di quattro o cinque  treni “Blues” di Ultima Generazione che dall’inizio del 2023 dovrebbero sostituire le vecchie littorine, la conclusione dell’iter burocratico per la realizzazione della Casa della salute di Siderno e la sistemazione dell’ Ospedale di Locri (strutture per le quale già esistono i finanziamenti) nonché l’attuazione dell’impegno per la realizzazione di varie “Case della Comunità” e dello stesso Ospedale di Gerace da far diventare anch’esso Ospedale della Comunità. Ed ancora cercare di sollecitare e risolvere ( finalmente !!!) il ripristino della Diga sul torrente Lordo e farla diventare dopo otto anni di pesante agonia un Polmone verde della Locride.

Nel contempo il Tavolo di concertazione sta lavorando per far attivare .Iniziative promozionali relative a  pacchetti culturali specifici per creare una  rete Museo Locri /Operatori Turistici./ Flussi visitatori  per diversi mesi durante l’anno.; nonché  promuovere il complesso termale di Antonimina anche attraverso offerte promozionali veicolate dal Consorzio turistico “Ionica Holidays ” per allungare la stagione turistica almeno  da maggio sino ad ottobre. Su queste iniziative stanno lavorando appositi gruppi di lavoro che hanno il compito  di seguire da vicino lo sviluppo di ogni iniziativa, vigilare sui tempi previsti, mantenere contatti discreti e costruttivi con le Istituzioni ed anche, ove si rendesse necessario, proporre, in caso di ritardi o inadempienze,  manifestazioni popolari per richiamare l’attenzione di chi ha la competenza ad  agire..Queste iniziative, che sono quelle più immediate saranno evidenziate anche nelle attività che il mondo dell’ Associazionismo di carattere nazionale (Lions, Rotary, Kiwanis, Fidapa , ecc.) sta portando avanti sul territorio e andranno a afforzare un fronte unico Pubblico/Privato, che si ritiene ” elemento cruciale nei rapporti tra e con le Istituzioni”.Un progetto, questo del Tavolo permanente di concertazione, indirizzato a concretizzare anche il superamento dei campanilismi che nel passato, recente e remoto, hanno pesato negativamente sul possibile sviluppo del territorio in modo da far sentire tutti ” figli di una grande Città che si chiama Locride” e nel contempo creare sinergia ed entusiasmo per supportare la Candidatura  a  Capitale Italiana della Cultura 2025”.

L’INTERVISTA / il regista Daniele Ciprì: La Locride location di grande impatto per riprese cinematografiche

di ARISTIDE BAVA – La Locride è una location di grande impatto per eventuali riprese cinematografiche. La considerazione arriva da Daniele Ciprì, regista, sceneggiatore e direttore della fotografia, ben noto nel panorama cinematografico italiano e internazionale per i numerosi riconoscimenti che ha ottenuto nel corso della sua carriera ivi compresi due David di Donatello.

Ciprė è siciliano (di Palermo) e si trova attualmente a Siderno ospite del Gelsomini Film Festival, manifestazione, organizzata dall’Amministrazione comunale, che si sta svolgendo nel borgo antico della città. Ne abbiamo approfittato per fare una chiacchierata partendo proprio dalle “possibilità” che il territorio ha di accogliere eventuali produzioni cinematografiche.

«Io sono siciliano – dice Daniele Ciprì – e la mia terra è molto simile alla Calabria tanto e vero che noi usiamo spesso la dizione “le Calabrie”, ma in questa parte di territorio trovo delle location eccezionali, dalle meravigliose montagne dell’Aspromonte allo splendore del mare che io amo immensamente e sono convinto che possono diventare teatro di molte produzioni cinematografiche. Io penso che la differenza stia proprio nella “grandezza” di questi luoghi».

«D’altra parte da queste parti sono stati girati alcuni film che hanno avuto notevole successo. Probabilmente il “segreto” è quello di far conoscere meglio, e di più questa terra. Anche iniziative come quella organizzata, adesso, qui a Siderno possono servire a questo scopo. La Locride e la Calabria in genere, come la stessa Sicilia, hanno avuto problemi seri come la mafia e quant’altro. Problemi che non sono ancora finiti ma la situazione è nettamente migliorata. Sono convinto che se i colleghi registi o sceneggiatori conoscessero meglio il territorio si avrebbe terreno fertile per costruire set cinematografici».

Ciprì, parliamo della crisi del cinema “in sala” e dei suoi possibili sbocchi?

La crisi del cinema ha già un suo precedente prima degli anni 80 quando, poi, fu il film Nuovo Cinema Paradiso di Tornatore a far riscoprire al grande pubblico la magia della lanterna magica e a far riempire nuovamente le sale. Adesso la cosa è più complicata perché ci sono le piattaforme, le immagini dovunque, i telefonini. Quindi il rapporto con la magia del cinema è meno sorprendente. Secondo me bisogna “accompagnare” la gente, soprattutto i giovani e far capire loro l’importanza dello stare assieme, Vedere un film e condividerlo, avere emozione e capire che non si può vedere un film da soli.

È una cosa tristissima. La recente pandemia ci ha insegnato molto. Io non sempre sono ottimista, ma ritengo che si dovranno fare delle necessarie riflessioni e capire che andare al cinema non significa solo andare a vedere un film ma soprattutto partecipare e condividere. Credo che l’attuale crisi, seppure lentamente, si supererà anche questa volta.

Quali progetti per l’immediato futuro?

Ho da poco ultimato un importante lavoro con Ficarra e Picone e, adesso, sto preparando un mio film che entrerà nel vivo tra febbraio e marzo prossimo. È un film che “sento” parecchio e tratta di una grande riflessione sul rapporto familiare tra padre e figlio. E un film tra il comico e il grottesco com’è nel mio stile e fa parte delle mie caratteristiche. Penso che sarà accolto favorevolmente dal pubblico.

Per finire, secondo lei, c’è ancora spazio per il cinema in sala?

Io penso di sì. Siamo in una bella sala cinematografica e qui si respira veramente il fascino del grande schermo. Il problema è resistere. Prima o poi avverrà il miracolo come è successo negli anni ’80. La gente, dopo questo torpore attuale che privilegia le piattaforme televisive, si sveglierà e deciderà che andare a vedere un film in sala, condividerlo e confrontarsi con gli altri, è la cosa più bella. Il mio consiglio, dunque, agli esercenti è quello di resistere. La magia del grande cinema certamente ritornerà. (ab)

La mancata elezione di rappresentanti al Governo penalizza il territorio della Locride

di ARISTIDE BAVA – Nella Locride si registra una grande delusione per la mancata elezione di qualche rappresentante politico del territorio. In molti pensavano che, almeno il sindaco di Locri Giovanni Calabrese, ce la potesse fare. Così, purtroppo, non è stato.

Un peccato perché sono in molti a pensare che il momento attuale, per la Locride, è quello più importante per disegnare il suo futuro anche sulla spinta emotiva che sta creando la candidatura a Capitale Italiana della cultura 2025. Anche se – è bene dirlo – la situazione esistente sul territorio è tutt’altro che positiva e, proprio per questo, una eventuale rappresentanza in Parlamento di uomini della Locride avrebbe potuto contribuire a risolvere qualcuno dei tanti problemi del territorio, ormai abbastanza noti. 

Pochi collegamenti, sistema sanitario in ginocchio, lunga attesa per una 106 che anziché essere arteria di vita continua ad essere arteria di morte , turismo legato a problemi atavici che malgrado gli enormi sforzi che si stanno facendo non riesce a decollare per come dovrebbe. Queste sono tutte cose che pesano negativamente anche se ci sono  quelli, comunque, che, malgrado tutto, credono ancora nella possibilità di un forte rilancio del territorio.

D’altra parte è giusto che sia così. Non bisogna mai perdere tutte le speranze. Si spera quindi che il progetto strutturato per la candidatura possa servire a sollecitare necessarie iniziative per il futuro. Non ci stanchiamo di dire che le potenzialità per un adeguato sviluppo del territorio esistono. La stessa presenza del Porto di Roccella – di cui ancora non si è veramente capita la grande importanza – è una forza aggiunta. Molti pensano anche che il segreto principale  è quello di realizzare una visione d’insieme del territorio per cogliere obiettivi capaci di promuovere a tutto campo il comprensorio. Cosa che sino a questo momento non si è fatta per gli spiacevoli “campanilismi” che spesso hanno bloccato anche iniziative di largo spessore.

Molti dicono che questa sia ormai una fase superata e che, quindi, adesso si può ragionare in maniera diversa e costruttiva. Speriamo.  C’è, poi, chi pensa che la possibilità ottimale sia quella di incrementare il settore turistico forte di grandi potenzialità riconosciute da tutti ma mai sfruttate a dovere. Certamente sono considerazioni attendibili ma intanto sarebbe opportuno  mettere assieme le cose positive e puntare, intanto, a sfruttare quello che è possibile sfruttare non perdendo di vista, però, la necessità di guardare anche al futuro. Resta la necessità, però, che oggi, perché si possa sperare veramente l’auspicato cambio di passo sia doveroso uno sforzo complessivo e, soprattutto, diverso dal solito.

E non guasterebbe se anche le amministrazioni locali e gli stessi rappresentanti della Città Metropolitana e/o della Regione si adeguassero a questa necessità. Anche e soprattutto, nel momento in cui grazie a Locride Capitale della cultura pure i riflettori nazionali sono puntati sul territorio della Locride. È chiaro che qui non bastano il solo mare, il solo sole, i soli monti e i soli borghi antichi  per rilanciare il territorio e la stessa Calabria. Anche se, per fortuna, sono cose che abbiamo e delle quali possiamo vantarci. Ma  bisogna ripartire proprio da quello che abbiamo, per programmare ipotesi progettuali capaci di dare soluzione ai problemi e arricchire le potenzialità del territorio.

Ci spieghiamo meglio: Abbiamo il mare ma bisogna far funzionare i depuratori; abbiamo la montagna ma bisogna rendere agevole i suoi percorsi e ripulirla dell’ammasso di rifiuti che negli ultimi anni sono disseminati dappertutto; abbiamo il sole ma bisogna favorire il buon funzionamento della stagione balneare e allungarne i tempi, abbiamo i borghi antichi  ma bisogna qualificarli e valorizzarli. Senza dimenticare i tesori archeologici e senza dimenticare l’enogastronomia, eccellenze indiscusse del territorio che sono la principale spinta per attrarre turisti e visitatori. Locride Capitale della cultura ci offre qualche possibilità immediata ma questa possibilità deve camminare con i piedi e la capacità degli uomini e, soprattutto, con la loro volontà operativa. Non resta che domandarsi se questa volontà esiste! (ab)

LA “FEBBRE” DA CAPITALE DELLA CULTURA
PER LA LOCRIDE L’OBIETTIVO È POSSIBILE

DI ARISTIDE BAVA – Cresce sul territorio la “febbre” per Locride Capitale Italiana della cultura 2025. Sono in molti, sul territorio, ad essere convinti che la Locride possa tenere testa senza alcun timore al confronto con le altre quindici località impegnate nella difficile “sfida” indirizzata ad assegnare l’ambito titolo.

Le altre località sono Agrigento, Aosta, Assisi (Perugia), Asti; Bagnoregio (Viterbo), Enna, Lanciano (Chieti); Monte Sant’Angelo (Foggia), Orvieto (Terni), Otranto (Lecce), Peccioli (Pisa), Pescina (L’Aquila), Roccasecca (Frosinone); Spoleto (Perugia), Sulmona (L’Aquila).

Indubbiamente tra le selezionate non mancano località molto conosciute ma molti dei criteri che dovranno essere esaminati per l’assegnazione del titolo danno spazio anche alle possibilità della Locride che punta, intanto, ad essere inserita tra le 10 “finaliste”. Ci sono, per il momento, degli adempimenti da attuare e dovrà essere la Città Metropolitana ad esprimere il meglio perfezionando entro il 13 settembre 2022,  la candidatura redigendo e inviando un dossier  secondo le modalità indicate dalle Linee guida, messe a disposizione dal MiC.

Un dossier che dovrà contenere anche il progetto culturale della durata di un anno, inclusivo del cronoprogramma e delle singole attività previste; c) l’organo incaricato dell’elaborazione e promozione del progetto, della sua attuazione con la valutazione di sostenibilità economico-finanziaria del progetto culturale proposto nonchè gli obiettivi perseguiti, in termini qualitativi e quantitativi.

Un primo step molto importante perché, poi, entro il 15 novembre 2022, le candidature ammesse saranno esaminate dalla Giuria che andrà a selezionare un massimo di dieci progetti finalisti. E questo, è bene dirlo, è il risultato minimo che la Locride e la Città Metropolitana sperano di conseguire.

Poi entro il 20 dicembre 2022  è prevista la  convocazioni di ciascuno dei finalisti a un’audizione pubblica di presentazione con un approfondimento del dossier di candidatura. Infine, entro il 17 gennaio 2023, la Giuria comunicherà al Ministro competente la candidatura ritenuta più idonea a essere insignita del titolo di Capitale italiana della cultura per l’anno 2025. Tocca, dunque, anche, e forse soprattutto,  alla “burocrazia” contribuire ad alimentare il sogno che il  territorio Locrideo sta inseguendo e qui sono in molti a ritenere che “insieme si può”.

Si sono mobilitati i componenti del Tavolo Permanente di Concertazione, presieduto dall’attuale presidente del Comitato dei sindaci, Giuseppe Campisi, che hanno preso atto che si rende estremamente importante dedicare maggiore impegno per la Candidatura della Locride a Capitale della Cultura.

Un impegno necessario che prioritariamente punti ad evidenziare, anche  con consapevolezza e orgoglio, le immense potenzialità  di diversa natura sparse sul territorio e che evidenziano le tracce dei 3000 anni di storia che il territorio si porta appresso. L’input è stato dato anche dalle recenti scoperte dei nuovi mosaici della Villa Romana di Casignana che subito sono rimbalzati su diverse testate ad ogni  livello, da un ampio servizio sulla televisione nazionale dedicato recentemente al Musaba di Mammola e, ultimo in ordine di tempo, dalla inaugurazione del nuovo Teatro all’aperto di Locri, capace di ben 3500 posti e  pronto ad ospitare spettacoli di grande impegno culturale.

Giocano a favore del territorio, inoltre la recente ristrutturazione del Museo Archeologico di Locri arricchito di numerose testimonianze dei vari periodi storici, e le molte risorse del territorio che si evidenziano nell’ambiente, nei paesaggi tra le Marine, le Colline, le vallate dello Stilaro, del Torbido, del Bonamico, nel caratteristico quanto mitico Aspromonte. Ed ancora a cornice di queste peculiarità i numerosissimi Antichi Borghi, decisamente suggestivi e carichi di Storia e di Cultura, le particolari condizioni climatiche e la produzione di numerose eccellenze enogastronomiche. Tutte cose che, unitamente a molto altro, caratterizzano la Locride e danno impulso alle attività turistiche del territorio tra le quali anche Il Porto delle Grazie di Roccella Jonica considerato uno dei porti più qualificati del Sud Italia, il Complesso Termale di Antonimina rinomato per le sue “Acque Sante”, il Sito Religioso “Madonna dello Scoglio” di Placanica che richiama ogni anno migliaia di persone.

Il Tavolo permanente ha fatto una dettagliata analisi ed è in piena mobilitazione per coinvolgere tutte le realtà associative, culturali, produttive, esistenti sul territorio con la piena convinzione che uniti e compatti  si potranno produrre risultati positivi e significativi.che potrebbero anche accrescere le possibilità di far diventare la Locride Capitale della cultura Italiana per il 2025. Ulteriore impulso potrebbero dare anche, secondo il TPC i vari club services e le associazioni di livello nazionale, del territorio, cuore pulsante della società che sono state invitate ad attivarsi  per un incontro collegiale al fine di aderire ufficialmente e dare il loro contributo operativo al programma già in avanzata fase elaborativa  da parte dei Tecnici e degli Esperti del Tavolo Permanente di concertazione.

Un tavolo aperto, appunto, a recepire integrazioni e proposte anche da parte della società civile. È facilmente intuibile che se ciò avverrà partirà una grande mobilitazione con il preciso obiettivo  di creare le condizioni per qualificare,  rendere per quanto possibile fruibile tutto il potenziale del territorio e, soprattutto, evidenziarlo in maniera conoscitiva. Un obiettivo che aiuterà la Locride nella “sfida” per Capitale della cultura  ma servirà anche a creare una grossa rete di cooperazione comprensiva di competenze e professionalità capaci di mettere sul tappeto anche i problemi del territorio e destare la giusta attenzione nelle Istituzioni superiori, Regione e Governo compresi.

Una battaglia, dunque, che in ogni caso, non sarà vana e che consente di accendere i riflettori su un territorio ricco di potenzialità e di grandi tesori culturali ma che sino a questo momento è sempre stato lasciato in balia di se stesso, dimenticato dalle Istituzioni e penalizzato fortemente dalla mancanza di infrastrutture.  (ab)

 

A Locri inaugurato il Teatro all’Aperto

di ARISTIDE BAVAUn orgoglio per Locri e per la Locride. Immenso l’entusiasmo del sindaco Giovanni Calabrese nel prendere la parola per solennizzare l’inaugurazione del Teatro all’aperto di Contrada Moschetta.

«Adesso dobbiamo pensare in grande. Questo Teatro non ha nulla da invidiare a quelli di Siracusa e Taormina».

Una struttura immensa che può ospitare 3500 persone e che mercoledì sera ha offerto l’effetto del “grande spettacolo” e non solo per la splendida esibizione della Soprano Carly Paoli accompagnata dal suo “fido” maestro Gianluca Marcianò e dalla sorprendente orchestra dell’Accademia Senocrito di Locri diretta dal maestro Saverio Varacalli ma anche e soprattutto per la festosa presenza di tanti cittadini arrivati da ogni centro della Locride e da un parterre di ospiti di indubbia qualità a partire dal Prefetto Massimo Mariani, dal Vescovo Mons. Francesco Oliva, dai rappresentanti delle forze dell’ordine al gran completo e da alcuni esponenti politici di primo piano quali l’assessore al turismo Fausto Orsomarso e alle politiche sociali Tilde Minasi.

Una serata snella condotta da Nicola Procopio iniziata con la proiezione di un video che, alla presenza di molti sindaci, ha esaltato le bellezze di Locri e della Locride e che deve seriamente far riflettere sulle possibilità di far diventare la Locride capitale della cultura 2025 grazie anche a questa nuova importante potenzialità “sognata” 18 anni addietro dall’ex sindaco Carmine Barbaro e portata adesso a compimento da Giovanni Calabrese che non ha mancato di parlare nel suo intervento della  necessità di lavorare, con gli altri sindaci, per un grande progetto comune.

Durante la serata il ringraziamento anche all’imprenditore Nicola Capogreco che unitamente alla moglie ha ceduto a titolo gratuito un vasto appezzamento di terreno per completare l’imponente Teatro all’aperto destinato a produrre tanta cultura. Ed è proprio il leit motiv della cultura certamente anche arma vincente per combattere la criminalità che è stata oggetto delle forti considerazioni del Prefetto Massimo Mariani  e del Vescovo della Diocesi Locri-Gerace, Francesco Oliva, a margine della inaugurazione. 

«La Locride – ha detto il Prefetto Mariani – ha grandi potenzialità e vedere il positivo risultato di oggi  con l’inaugurazione di questo teatro è, per me,  motivo di grande soddisfazione anche perchè sono convinto che proprio grazie alla cultura si può valorizzare tutto ciò che di positivo esiste in questo territorio. Bisogna insistere così come stiamo facendo noi grazie all’intenso lavoro che stanno facendo le forze dell’ordine che mi sento di dover ringraziare per i grandi sforzi che vengono fatti per garantire condizioni di vivibilità qui nella Locride.  Noi ci siamo e continueremo ad esserci».

«Adesso bisogna insistere – ha concluso –. La Locride merita attenzione positiva e il nostro augurio e che proprio questo Teatro sia fonte di cultura, svolga pienamente le proprie funzioni e possa contribuire al riscatto di questo territorio». 

Mons. Francesco Oliva, dal canto suo, dopo aver scherzosamente fatto riferimento ad un iniziale  accenno di pioggia che – ha detto – è quasi una benedizione che viene dall’alto su questa struttura, ha insistito sulla parola “grazie” pronunciata più volte. 

«Mi sento di dover usare la parola “grazie”, che faccio subito mia, – ha detto – perché poter disporre di un’opera così importante nel nostro territorio è una cosa meravigliosa. È un segno di speranza; direi anche un segno di futuro. Il futuro è possibile anche in questa terra. Affinché questo sia possibile è necessario che tutte le sinergie operino insieme in maniera che le opere che si sognano diventino realtà».

«Dico ancora grazie a tutti coloro che hanno contribuito – ha aggiunto – perché questa opera fosse portata a termine perché ritengo che questo è anche un importante segno dell’attenzione degli organismi istituzionali a cui dico ancora grazie perché in questo modo si è anche dimostrato che le forze del male che certe volte impediscono il compimento di opere previste, prevalessero. Partiamo da questa opera e dalla cultura che la stessa può portare sul territorio per guardare al futuro con rinnovata speranza».

Un futuro che è già presente, con il sogno che il territorio  sta vivendo  con la sfida per Locride Capitale della cultura 2025.Chissà che quella pioggia iniziale  che è stata richiamata da Mons. Francesco Oliva non sia veramente una “benedizione” arrivata dall’alto. (ab)

In copertina, il sindaco Calabrese e mons. Oliva

 

LOCRI, EREDITÀ SPIRITUALE MAGNOGRECA
E BRONZI PRO “CAPITALE DELLA CULTURA”

di ARISTIDE BAVA – L’eredità spirituale della Magna Grecia è certamente uno dei volani più importanti indirizzati a supportare la candidatura della Locride come Capitale della cultura per il 2025. E certamente i Bronzi di Riace possono diventare importanti “testimonial” della sfida che il territorio ha accettato per mettere a fuoco la cultura, l’arte, la vita sociale di una Locride che vuole essere moderna ma che rimane sempre legata al suo antichissimo e glorioso passato in una visione che la proietta nel futuro come condizione ideale per la sua rinascita e il suo sviluppo.

È questo il tema centrale di un convegno organizzato dai Club Lions di Locri e di Siderno che avrà luogo domani, giovedi 18 agosto, presso l’ Accademia Senocrito di Locri con la collaborazione del Direttore dell’importante struttura culturale, Saverio Varacalli, e della stessa Amministrazione comunale di Locri, presente all’incontro con il sindaco Giovanni Calabrese e con l’assessore alla cultura Domenica Bumbaca.

Relatore ufficiale dell’incontro socio-culturale è il dott. Giulio Cesare Papandrea, medico umanista di origini calabresi, trapiantato a Padova ma da sempre grande cultore del territorio locrideo (è originario di Careri) e scrittore di chiara fama a cui si deve, tra le altre sue opere, anche la pubblicazione di un interessante volume dal titolo I Bronzi di Riace tra storia leggenda.

Il convegno si prefigge, appunto, di mettere a fuoco , proprio partendo dal ritrovamento dei due importanti “guerrieri”, le peculiarità di una terra ricca di potenzialità e di un immenso patrimonio culturale sin qui per niente sfruttate e sulle quali, adesso, proprio attraverso la sfida della Locride per diventare Capitale della cultura per il 2025 si potrebbero finalmente accendere i riflettori con naturale riflesso sul grande pubblico nazionale e internazionale.

Lo stesso titolo dato al convegno è accattivante “L’eredità spirituale della Magna Grecia, I Bronzi di Riace e Locride Capitale della cultura per il 2025” .

L’incontro previsto per le ore 19.30 inizierà con i saluti istituzionali dei presidenti dei Club Lions di Siderno ( Vincenzo Mollica) e Locri ( Aristide Bava) ed entrerà subito nel merito con quelli del sindaco Giovanni Calabrese e dell’assessore alla cultura Domenica Bumbaca, per lasciare poi spazio a Francesco Macrì, responsabile del settore cultura del Corsecom che si soffermerà sulla possibile continuità storica e culturale del territorio. Quindi il Prof. Giulio Cesare Papandrea, introdotto dal past president Lions Rocco Vasile incrementerà il ricordo di un passato culturale al quale si può certamente ascrivere la nascita dell’ Europa di oggi, con una relazione che avrà al centro proprio il ritrovamento dei Bronzi e dei misteri che ancora, dopo 50 anni, aleggiano sul ritrovamento avvenuto nel mare di Riace.

I lavori saranno conclusi dal Presidente della XI Circoscrizione Lions , Giuseppe Ventra, che sotto la spinta propulsiva del Governatore Franco Scarpino, indirizzata a privilegiare uno stretto rapporto tra Lions, Istituzioni e Comunità, si è già attivato per coinvolgere i 19 club della sua giurisdizione che vanno da Reggio Calabria a Monasterace e da Palmi a Nicotera, per dare spinta ad una candidatura, quella della Locride, che rende onore a tutta la Calabria. (ab)

PERCHÈ LA LOCRIDE MERITA DI DIVENTARE
CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2025

di ARISTIDE BAVA – Il nuovo motto del Presidente Internazionale dell’ associazione Lions, Brian Sheehan, presentato quest’anno all’assise internazionale di Montreal, recita Togheter We can, ovvero insieme possiamo. E pare calzare a pennello con le aspirazioni della Locride di diventare capitale della cultura per il 2025.

E, non è un caso se anche l’Associazione Distrettuale dell’importante struttura associativa ha deciso di dare una grossa spinta al territorio della Locride impegnato nella difficile sfida per diventare Capitale della cultura 2025. In occasione, infatti, del recente Incontro programmatico, tenutosi a Catanzaro venerdì 22 e sabato 23 luglio, che di fatto ha aperto l’anno sociale del Distretto 108 ya (Calabria-Campania-Basilicata), il Governatore dell’Associazione Lions, Franco Scarpino, ha dato notizia che l’incontro intermedio dell’Associazione, assemblea congressuale che precede il Congresso finale di Pompei (5-7 maggio 2023) avrà luogo nella Locride. L’importante assise si terrà dal 17 al 19 febbraio.

L’organizzazione dell’evento è stato affidato a Silvana Porcella Fonti, socia del Lions Club di Locri che, d’intesa con i presidenti dei club Lions del territorio – quelli di Locri, Siderno, Roccella e Monasterace – curerà la fase preparatoria dell’incontro e i suoi momenti più significativi per accogliere nella Locride i circa 500 delegati che arriveranno (con i loro amici e familiari) dalle tre Regioni che fanno parte del Distretto meridionale.

Alla organizzazione dell’importante evento collaborerà direttamente su apposita delega del Governatore Franco Scarpino, anche il Presidente dell’ XI Circoscrizione, Giuseppe Ventra, che curerà il coinvolgimento degli altri Club Lions della Circoscrizione, ovvero quelli di Palmi, Bagnara, Gioia Tauro, Polistena, Nicotera, Taurianova, Reggio Calabria Host, Reggio Calabria Reghion, Reggio Calabria Castello Aragonese, Reggio Calabria Città del Mediterraneo, Reggio Calabria Sud area grecanica e Villa San Giovanni.

È la prima volta che un evento così importante si svolge sul territorio della Locride e arriva, appunto, nel momento in cui la Locride si è candidata a Capitale della Cultura per il 2025. Com’è avvenuto lo scorso anno a Reggio Calabria i Lions faranno accendere, in questa occasione, i loro riflettori su un territorio che è stato sempre trascurato dagli organismi istituzionali ma che, adesso, sta cercando il suo rilancio anche attraverso questa candidatura, fortemente voluta dal Gal Terre Locridee che ha chiesto il coinvolgimento diretto anche delle più autorevoli associazioni di volontariato presenti nel comprensorio.

La risposta dei Lions è stata immediata e il Governatore Franco Scarpino che proprio nella Locride ha fatto, il 3 luglio scorso, la sua prima uscita “ufficiale” dopo la convention internazionale di Montreal (Canada) dove ha avuto l’imprimatur di Governatore del Distretto 108ya, ha scelto senza indugio questo territorio come sede di uno dei 4 eventi più importanti che caratterizzano l’anno sociale dell’ Associazione Distrettuale Lions.

A parte quello già citato di Catanzaro, svoltosi con grande successo nei giorni scorsi con la presenza di circa 1.000 soci e familiari lions gli altri tre appuntamenti sono appunto quello di Paestum , questo di Siderno e quello conclusivo di Pompei. Come classica ciliegina sulla torta il Governatore Franco Scarpino ha anche fissato nella Locride (a Siderno) l’ultimo Gabinetto Distrettuale dell’annata sociale Lions , già previsto per il mese di giugno del 2023.

«Ho ritenuto doveroso – ci ha detto il Governatore Scarpino in occasione della recente assise di Catanzaro – rendere omaggio a questa bella terra programmando questi importanti eventi che consentiranno a molta gente che verrà da altre regioni di prendere coscienza del suo grande potenziale storico, archeologico e culturale oltre che delle sue bellezze naturali che sono da sempre fuori discussioni. Accomunando la Locride con la “mia” Catanzaro e con due siti tanto importanti come quelli di Paestum e di Pompei ho ritenuto poter dare un buon contributo alla causa della Locride come Capitale della cultura».

«Il nostro ruolo, quello dei Lions – ha aggiunto – è, oggi più che mai, indirizzato ad essere di supporto alle comunità dei territori in cui operiamo a fianco degli organismi istituzionali che, oggi, si sono resi conto della grande importanza che hanno le associazioni di volontariato come i Lions forti di grandi professionalità pronti ad attivarsi in un servizio concreto che poggia essenzialmente su due pilastri istituzionali, quelli dell’etica e della morale, ma che accomuna anche un servizio attivo che punta all’impegno sociale e alla soluzione dei problemi. Il nostro vuole essere un anno sociale del “fare” e siamo lieti di poter dare il nostro contributo attivo alla causa del territorio della Locride».

Le parole di Franco Scarpino inducono a sperare che la difficile “sfida” della Locride per diventare Capitale della cultura per il 2025 si può giocare senza tentennamenti. Anche se le altre 15 località in lizza per l’importante titolo non sono da sottovalutare, la Locride, se appoggiata dalla Città Metropolitana, dalla Regione Calabria, dai Comuni del territorio e, soprattutto, dai cittadini che devono riscoprire l’orgoglio di vivere in una delle terre più bella e accogliente del nostro Paese malgrado le tante precarietà che, purtroppo, si porta dietro per l’atavico disinteresse degli organismi istituzionali che l’hanno tenuta in uno stato di abbandono per troppo tempo, la Locride – dicevano – si può giocare a pieno titolo parecchie chance.

La sua forza principale è caratterizzata da un patrimonio storico culturale archeologico e naturale di grande impatto che ancora oggi continua a riservare sorprese positive. Ci vengono subito in mente le recenti nuove scoperte in seno alla Villa Romana di Casignana o i reperti archeologici del Museo di Monasterace e del Sito di Locri Epizefiri ma anche strutture consolidate (da rivalutare) come il Teatro Romano di Marina di Gioiosa o il Naniglio di Gioiosa le prestigiose terme di Antonimina (molto poco conosciute dal grande pubblico), il prestigioso borgo antico di Gerace che risulta tra i meglio conservati di tutta la Calabra, le sontuose presenze architettoniche di Stilo che non si fermano solo alla Cattolica, la stupenda Villa Caristo di Stignano, il prestigioso Musaba di Mammola ideato da Nik Spatari, il teatro greco-romano di Portigliola e le tante ricchezze presenti nei borghi antichi del territorio.

Ma non solo mare splendido (premiato da tre bandiere blu), clima perfetto certificato da approfonditi studi, potenzialità enogastronomiche di grande impatto per gli amanti della buona tavola, montagne ad un tiro di schioppo, turismo religioso di grande richiamo e storia millenaria che si perde nel solco dei secoli. Se dunque a tutte queste cose, e a tante altre che caratterizzano in positivo il territorio, si riuscirà ad aggiungere quell’ “insieme possiamo” necessario per affrontare l’importante sfida, la partita è tutta da giocare. E allora, Locride avanti tutta!  (ab)