Mercoledì a Locri la tavola rotonda su “Villa Romana di Casignana e Locride Romana”

Mercoledì 6 dicembre, a Locri, alle 11, nella sala della mostra “L’incanto del disegno” del Palazzo della Cultura, si terrà la tavola rotonda Villa Romana di Casignana e Locride Romana. Turismo archeologico in Calabria.

L’evento è finalizzato a promuovere la Villa Romana di Casignana e il turismo archeologico in Calabria mettendo in rete i siti romani della Locride, presenti nei comuni di Casignana, Portigliola, Locri, Marina di Gioiosa Ionica e Gioiosa Ionica. Iniziativa inserita nel programma delle attività del progetto “Locride 2025 tutta un’altra storia”, promosso dal Gal Terre Locridee e da Officine delle Idee.

Introduce e modera Franco Crinò, vicesindaco di Casignana con delega ai Beni Culturali. Dopo i saluti istituzionali di Rocco Celentano, sindaco di Casignana, intervengono Agata Mazzitelli, Consigliera Delegata alla Cultura del Comune di Casignana, Sergio Marando, Rup Progetto Valorizzazione Villa Romana di Casignana, Loredana Musolino, Supporto Tec. Amm. al Rup Progetto Valorizzazione Villa Romana di Casignana, Umberto Panetta, Direttore dei lavori del Progetto Valorizzazione Villa Romana di Casignana, Antonio Blandi, Project Manager Officine delle Idee, Sandro Borruto, Rappresentanza Commissione Straordinaria Comune di Portigliola, Giuseppe Fontana, sindaco di Locri, Luca Ritorto, sindaco di Gioiosa Ionica, Vincenzo Tavernese, Vicesindaco di Marina di Gioiosa Ionica, Guido Mignolli, Direttore Gal Terre Locridee, Elena Trunfio, Direttrice Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri, Maria Mallemace, Segretario Regionale MIC Calabria, Alfredo Ruga, Funzionario Archeologo SABAP RC-VV, Fabrizio Sudano, Soprintendente ABAP RC-VV, Francesco Macrì, Presidente Gal Terre Locridee, Giacomo Crinò, Consigliere Regione Calabria e Giovanni Calabrese, Assessore Regione Calabria al Lavoro e Formazione Professionale.

La Villa Romana di Casignana ubicata lungo l’antico itinerario che collegava Rhegion a Locri Epizefiri, sorse nel I secolo d.C. con il suo nucleo originario e successivamente si sviluppò fino al IV secolo quando raggiunse il suo massimo splendore.

La monumentalità del suo impianto architettonico è testimoniata dalla sua estensione pari a circa 5000 mq e la sua magnificenza dalla presenza del più vasto nucleo di mosaici finora conosciuto nella Calabria Romana. 

I mosaici della Villa Romana costituiscono un patrimonio artistico di grande valore e ne rappresentano senz’altro la peculiarità. Si caratterizzano per la varietà, per la quantità e per l’elegante fattura. Pavimenti a mosaico bianco e nero, mosaici policromi, mosaici geometrici e figurati e anche pavimenti in “opus sectile”, dove un intricato gioco di ritagli di marmo crea affascinanti geometrie.

L’Italia è una delle destinazioni più ricche di patrimonio archeologico e storico-culturale al mondo. La sua storia millenaria ha lasciato un’impronta indelebile nel paesaggio, creando un tesoro di siti che attrae turisti da ogni angolo del pianeta. I siti archeologici in Italia offrono un viaggio nel passato, consentendo ai visitatori di immergersi nelle antiche civiltà e nelle loro testimonianze.

Esplorare siti archeologici offre un’opportunità unica per comprendere le radici della civiltà umana e la sua evoluzione nel corso dei millenni. Questa forma di turismo non solo soddisfa la curiosità storica, ma contribuisce anche alla preservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale.

Inoltre, il turismo archeologico può essere visto come un mezzo attraverso il quale le persone cercano di connettersi con le proprie radici culturali e condividere un senso di appartenenza a una storia comune. Attraverso l’esplorazione di siti archeologici, i visitatori hanno l’opportunità di imparare e apprezzare le tradizioni, i costumi e le realtà di popoli antichi, contribuendo così a preservare e tramandare la conoscenza delle generazioni passate.

Anche la Calabria, con la sua storia millenaria ricca di vicende e scambi culturali con varie popolazioni, può offrire una ricchezza di testimonianze e tracce del passato. Un patrimonio storico-architettonico, come nel caso della Locride romana, che affascina e consente ai visitatori di immergersi in un passato che continua ad emozionare attraverso le sue vestigia ancora visibili.

Nella Locride senza adeguati collegamenti c’è poco turismo

di ARISTIDE BAVA –  Uno dei problemi  più gravi che esiste sul  territorio della Locride è, certamente, quello della mancanza di adeguati collegamenti cosa che, soprattutto dal punto di vista turistico, continua a frenare lo sviluppo dell’intera zona. E stiamo parlando di collegamenti di ogni tipo a partire da quelli ferroviari.

Questa cronica mancanza di collegamenti è stata più volte evidenziata dagli operatori turistici che sono i primi che, soprattutto in occasione delle annuali Borse del Turismo, sono costretti ad ascoltare le lagnanze dei Tour Operator italiani e stranieri. Con l’avvicinarsi del periodo natalizio, poi, anche i costi di treni, e soprattutto degli aerei, cominciano a lievitare sensibilmente e pesano non solo per gli studenti che si trovano fuori sede o per i cittadini che lavorano altrove e vogliono passare questo importante periodo con familiari e amici ma anche per tanta gente che vorrebbe arrivare nella Locride per le vacanze.

D’altra parte non è che affrontare un viaggio verso la Calabria sia facile. Arrivare in auto spesso è difficile per le solite precarie condizioni delle strade e anche l’arrivo in treno (a Rosarno, a Gioia Tauro o a Lamezia) deve combaciare con collegamenti con pullman che sono molto risicati o  con mezzi di fortuna e/o amici che devono poi provvedere a farli arrivare nella fascia ionica reggina. E spesso sono in molti i forestieri che rinunciano alle loro vacanze in Calabria. In effetti il problema dei mancati collegamenti ferroviari, stradali o aerei  penalizza fortemente il territorio, questo è ormai indiscutibile.

Un problema che comincia ad essere molto pesante soprattutto in periodi lontani da quello estivo durante il quale  qualche collegamento in più, sia aereo che ferroviario, esiste.  Un problema che è viene evidenziato, sempre più spesso, dai Tour Operator, perché, paradossalmente, sono molti i turisti che ormai puntano su un turismo diverso, quello ambientale, che punta sui borghi antichi sulle potenzialità enogastronomico, sugli aspetti culturali. Quello, per intenderci, che proprio un territorio come questo della Locride non ha alcuna difficoltà ad offrire. Ed è, quindi un vero peccato che si debba  fare ancora i conti con la mancanza di adeguati collegamenti.

La stessa SS. 106, in questa fascia di territorio continua a rimanere l’eterna incompiuta, malgrado le tantissime promesse e le varia rassicurazione che periodicamente vengono fatte per tacitare gli assurdi ritardi che l’agognato completamento si porta appresso. Così come è un assurdo che una zona a larga vocazione turistica come questa della Locride non sia servita di treni a lunga percorrenza.

Il territorio si salva in qualche modo ma le presenze rimangono ancora limitate rispetto alle sue enormi possibilità  perché è appetibile e ricco di risorse di vario genere, ma riteniamo che questo problema debba essere preso in seria considerazione. Bisogna certamente fare qualcosa di concreto anche in fatto di costi. E non solo per i “ritorni” della nostra gente ma anche e soprattutto adesso   che molti turisti stanno scoprendo il territorio della Locride e con esso le grandi potenzialità della Calabria. (ab)

L’OCCASIONE DEL TURISMO DELLE RADICI
TROVA IL TERRENO IDEALE NELLA LOCRIDE

di ARISTIDE BAVA – Turismo delle radici: una grande occasione per i territori come questo della Locride, ricco di piccoli centri interni in gran parte abbandonati proprio dai migranti di prima generazione. La riscoperta dei luoghi di origine, della cultura, dei modi di essere,  dell’enogastronomia, delle tradizioni sono, infatti, gli elementi giusti capaci di incidere in modo significativo sul tessuto sociale ed economico delle piccole comunità della Calabria.

Ormai è chiaro che il turismo delle radici si porta appresso una forte nicchia di mercato, e certamente un territorio come quello calabrese, ha tutte le carte in regola per porsi come punto di riferimento di questo settore. Non a caso ci si è accorti dell’importanza di questo tipo di turismo. L’anno 2024, infatti, è stato dichiarato proprio l’anno del turismo delle radici, ovvero quel tipo di turismo per cui gli italiani emigrati nel mondo e i loro discendenti (circa 60/70 milioni di persone) vogliono tornare a visitare i luoghi natii.

Per i piccoli comuni della Calabria, e per la provincia reggina e la Locride in particolare, è certamente molto importante approfittare di questa occasione e cercare di promuovere quanto più è possibile questi luoghi ancora pieni di fascino. Luoghi che possono, adesso, diventare parte integrante del turismo moderno. Sono moltissimi gli emigrati, o i loro discendenti, che vogliono scoprire o riscoprire i luoghi nativi dei loro antenati. Secondo un apposito studio fatto dagli esperti del settore le tipologie delle persone che appartengono a questo particolare tipo di turismo sono, principalmente, quattro. 

Si parte dal cosiddetto “nostalgico”, ovvero un migrante di prima generazione che ha un legame molto stretto con il suo luogo d’origine e con il territorio circostante. Parla bene l’italiano, o più spesso il dialetto, e si sente il classico  italiano all’estero. Per lui il turismo delle radici è un desiderio di condividere con la famiglia la propria storia. Nel suo viaggio riesce ad essere anche una buona guida e ancora sa dove andare e come muoversi. C’è, poi, chi viene spesso in Italia per motivi lavorativi. Si sente italiano. Organizza da solo i propri viaggi anche con la famiglia. È una persona che ha una buona influenza nella propria comunità di adozione e che è un vero e proprio testimonial di italianità all’estero. Poi c’è l’ Italiano di seconda generazione, che non si definisce solo italiano ma italo-americano, o italo-argentino, o italo-brasiliano, o spesso, soprattutto in Calabria, e nella Locride in particolare, è anche Italo-canadese.

Questo tipo di turista approfondisce le sue radici come ricerca di identità. Il viaggio in Italia significa rivedere i luoghi di origine, i borghi, le case, i cimiteri dove sono sepolti i propri antenati. Questo turista ha bisogno di percorsi programmati e di vivere esperienze di italianità. Infine c’è l’italiano nato all’estero che desidera venire in Italia per fare esperienze immersive non necessariamente legate alla volontà di riscoprire le proprie radici genealogiche. Fa parte di un gruppo con un profilo più turistico, che non si sente italiano, ma che desidera fare esperienza di italianità a lui veicolate, spesso, tramite filmografia e, più recentemente attraverso i social.

Anche per questo, il territorio calabrese dovrebbe organizzarsi seriamente per questo tipo di turismo. Un turismo  che dovrebbe  puntare, soprattutto,  all’investimento nei borghi antichi di cui il territorio e ricco e dove si possono proporre un vasto raggio di offerte turistiche mirate soprattutto al coinvolgimento del grande numero  di oriundi italiani sparsi nel mondo.

E chi, meglio della Locride, ad esempio, che ha vissuto in maniera fortemente “pesante” il dramma dell’emigrazione negli anni del dopoguerra può vantare numeri molto rilevanti di emigrati o loro discendenti, dislocati in tanti Paesi, che sarebbero molto propensi a riscoprire i luoghi delle loro origini o dei propri avi?

È chiaro, però, che bisogna dire basta all’improvvisazione e attivare una seria programmazione progettuale che con tutti gli accorgimenti necessari. Ciò potrebbe essere veramente dirompente per il territorio e diventare  un potenziale incredibile per la qualificazione e la riscoperta degli stessi borghi antichi perché si porterebbe appresso effetti positivi a cascata in diversi comparti. E con essi economia e occupazione. (ab)

Il progetto dimenticato del Distretto Culturale della Locride

di ARISTIDE BAVA – Chi si ricorda del famoso Distretto della Locride promesso dall’ ex ministro Francesco Rutelli all’indomani del delitto Fortugno? Eppure era una ipotesi di largo respiro sociale che avrebbe potuto cambiare il destino del territorio! Di questo progetto si è nuovamente parlato nel corso della recente cerimonia in cui sono stati assegnati i premi “Borghinfiore”.

È stato il vice sindaco di Roccella, Francesco Scali, presente per ritirare il premio “Sole d’Argento” assegnato alla sua città, che ha sollevato questo vecchio problema che per molto tempo è stato un vero e proprio pallino del compianto sen. Sisinio Zito, uomo di grande levatura politica che ha aiutato la Locride a migliorare con alcune sue  intuizioni spesso esaltanti. Scali ha, infatti, ricordato, in perfetta sintonia con lo svolgimento della serata durante la quale si è parlato molto della necessità di rivalutare il territorio anche attraverso la cultura proprio del “Distretto culturale della Locride”, evidenziando  anche l’impegno in questa direzione del sen. Zito.

Il progetto in qualche momento è sembrato, finanche  sul punto di essere realizzato (Zito era anche Presidente dell’assemblea dei sindaci) ma poi, per una serie di circostanze mai ben chiarite è finito nel nulla come, spesso, qui nella Locride, è accaduto per altri progetti di grande respiro. Del problema, tra l’altro, come riaffiora nella memoria del cronista, si ebbe ad occupare anche la ex  direttrice del Museo di Locri, Rossella Agostino, presente alla cerimonia di premiazione di Borghinfiore come relatrice.

Tanti anni addietro, infatti, proprio Rossella Agostino, nel corso di una importante riunione collegiale, rivolgendosi al folto gruppo dei rappresentanti delle associazioni presenti all’incontro chiedeva specifiche notizie sul Distretto Culturale della Locride. Una richiesta assolutamente lecita visto che a quel tempo  quella ipotesi progettuale venne discussa anche  presso la Regione Calabria. Ciò perchè il Distretto culturale della Locride era stato indicato tra le priorità che avrebbero potuto  contribuire alla qualificazione del territorio. 

Del Distretto culturale della Locride si cominciò a parlare, come si diceva, sulla base di una iniziativa dell’allora ministro per i beni culturali, Francesco Rutelli, subito dopo l’omicidio di Francesco Fortugno, nel lontano 2005. L’incontro presso la Regione Calabria avvenuto a distanza di quasi 12 anni (sic !), nell’aprile 2017, riaccese i riflettori sulla vecchia ipotesi per dare un nuovo assetto al Distretto culturale della Locride.

Il progetto immaginava un unico filo conduttore capace di mettere insieme le innumerevoli risorse culturali e turistiche della Locride , oltre che l’individuazione di una sintesi delle stesse, fino alla definizione di alcuni grandi attrattori capaci di fare da traino a tutte le esperienze sensoriali che la Locride poteva  offrire ai turisti. Il fine ultimo che si poneva il progetto, era quello di uno sviluppo economico del comprensorio, a breve, medio-lungo termine, basato sull’ambito turistico e incentrato sui temi della cultura. L’intuizione di Sisinio Zito anche questa volta, come ha voluto ribadire il vicesindaco Scali, precorreva certamente i tempi visto che anche adesso un progetto del genere potrebbe essere un toccasana per lo sviluppo economico e sociale del territorio.

A noi piace anche ricordare che il Distretto culturale, dopo la visita Locridea di Rutelli, fu oggetto di una apposita progettazione della Associazione nazionale “Civita”, chiamata in causa dallo stesso ex ministro, che individuò il territorio della Locride come uno degli ambiti d’intervento già “maturi”, ovvero contraddistinto da una dotazione di risorse caratterizzate in senso culturale, «in grado di rappresentare, da subito, un elemento di competitività territoriale», precisando che nell’area in questione, era  stato realizzato un approfondimento progettuale finalizzato alla definizione di un Piano Strategico generale, di un Programma d’interventi (azioni di sistema e progetti pilota) e di un modello di gestione per l’attuazione del programma individuato e per la governance futura del sistema.

Nella relazione fu indicato che “l’area della Locride, oltre ad essere particolarmente dotata dal punto di vista dell’asset culturale ed ambientale (ad es. il centro storico di Gerace, l’area archeologica di Locri Epizefiri, il Parco nazionale dell’Aspromonte ecc.), poteva  contare anche sull’apporto significativo di alcuni importanti  comuni costieri grazie alla loro considerevole dimensione economica, come anche sul contributo delle aree dell’entroterra che si caratterizzavano per la ricchezza del patrimonio tradizionale, espresso da storia, arte, cultura, feste, artigianato e prodotti tipici”.

Come dire, insomma, ma questa non è una novità, che  il territorio era  già pronto ad ospitare l’importante progetto. Stiamo parlando di circa 20 anni addietro ! Purtroppo il sogno di Sisinio Zito si è spento con la sua scomparsa. Ha fatto bene, però, il vicesindaco di Roccella a ricordare quel vecchio progetto che potrebbe essere, adesso, rispolverato e diventare un cavallo di battaglia per l’immediato futuro. 

Il vero problema, da queste parti, è stato  sempre lo stesso: la mancanza di volontà e/o l’incapacità politica che, in uno con la deleteria burocrazia esistente,  si frappone anche ad iniziative di questa importanza che potrebbero veramente cambiare il volto del territorio. Perché non si cambia registro e non si fa fronte unico, soprattutto in questo particolare momento, per invertire la rotta? (ab) 

La risposta di Papa Francesco alla locride

di GREGORIO CORIGLIANO – La locride scrive, il Santo Padre risponde. Non capita tutti giorni, proprio no. Saranno migliaia le lettere che Francesco riceve tutti giorni, per i più disparati motivi ed è ovvio che pur con i Suoi collaboratori il Bianco Padre non può non attendere, pur tra impegni interplanetari, alla volontà dei fedeli.

Stavolta però – sarà che la missiva indirizzata a Santa Marta- era partita da Bianco ecco che il Bianco Padre ha voluto dar cenno di aver recepito l’istanza di due cittadini della provincia jonica reggina ed ha risposto, con enorme e giusta sorpresa dei mittenti.

«Sogniamo che la nostra Locride, l’ultimo territorio della Calabria, che a sua volta è l’ultima regione d’Italia, possa trovare una speranza di vita ed un futuro per i suoi figli», scrivono Salvatore Zoccali e Tommaso Marvasi. La Locride, sottolineano è un territorio coltissimo e con tremila anni di Storia (con la S maiuscola) e con tradizioni profonde e significative, geloso di se stesso, ma felice di se stesso quando si scoprono i suoi autentici tesori.

Quando soffiano i venti del quadrante Nord- il maestrale soprattutto- ha il mare tra i più belli del mondo, il vento scende addolcito dopo aver superato la barriera dell’Aspromonte e pettina le acque rendendole una tavola azzurra e trasparente, aggiungono Zoccali e Marvasi.

Continuando con toni poetici, i nostri corregionali vogliono colpire l’attenzione del Santo Padre dicono che l’aria pulita del vento allontana l’orizzonte che sembra addirittura più alto come se il mare sovrastasse la terra: da sempre, sottolineano ancora, ci mettiamo qui e guardiamo verso Est da dove sorge il sole, lontano sul mare Jonio. Ricordando Alvaro, Zoccali ed il suo coautore ricordano che l’Aspromonte significa monte lucente, dal greco apron, bianco, superbo con boschi millenari e che nel suo cuore conserva lo spirito di un Santuario millenario che la fede della gente ha dedicato alla Madonna, c’è poi il famoso Santuario di Polsi, un luogo di culto e di fede che non ha strade, ma che, come noi sappiamo, viene raggiunto, anche a piedi, da decine di migliaia di fedeli. Dopo aver ricordato che non si è ancora registrato il progresso e l’attenzione che merita tutta la locride, nonostante gli sforzi di molti amministratori, e che si è relegati tra gli ultimi, anche se è un luogo di “gente onesta e laboriosa che ogni giorno ripete il “Laudato sì”, ma che non riesce ad offrire una adeguata condizione di vita.

E qui i lamenti- verità: dissesto idro idrogeologico, strade sconnesse, millenari luoghi di culto e di memoria. Insomma tutto un cahier di doleance che riflette la verità e che, qui come altrove, costringe la gente a fuggire, verso il Nord del paese, quando non fuori dai confini d’Italia. Insomma Zoccali e Marvasi fanno propria la desolazione di questo lembo d’Italia, che tutti noi conosciamo e apprezziamo. E quindi gli ideatori della lettera a Francesco si rivolgono al Santo Padre perché “ispiri da Pastore, soprattutto degli ultimi, quanti hanno in mano le sorti del territorio per sottrarlo al degrado ed alla povertà: che faccia da ispiratore e da precursore di un mondo da conservare e rendere al servizio dell’uomo. Non manca – e come avrebbe potuto- il richiamo alla strada trasversale Jonio Tirreno «che ci collega al resto del mondo».

Fin qui, non senza le scuse, i ringraziamenti, la fede e la speranza di rinascita. Da umili fedeli che vogliono sognare. Una tra migliaia, questa lettera al Santo Padre che, dopo qualche tempo, incarica l’Assessore – si chiama così- della Segreteria di Stato, mons. Roberto Campisi (fosse calabrese?) di dare una breve ma intensa risposta. «Il Santo Padre è partecipe dell’apprensione della questione sociale» che avete sottoposto alla Sua attenzione. «Ribadendo che si tratta di un problema sociale e globale intimamente legato alla dignità della vita umana ha apprezzato l’atto di spontanea confidenza ed esprime vive compiacimento per l’impegno cristiano nonché il desiderio di bene per la tutela ed il riscatto del territorio della Locride. E chiude scrivendo come la Santa Sede costantemente interviene a sostegno di simili tematiche proponendo il Magistero del Sommo Pontefice a loro sostegno. Ed anche anche presso organismi internazionali».

Fin qui il Papa. Accanto alle sofferenze enormi per le guerre di oggi, Francesco non ha lasciato cadere l’appello di noi ultimi, fedeli e devoti, come Zoccali e Marvasi. Grazie Santo Padre, a nome della Calabria ed in questo caso della locride! (gc)

L’appello del Corsecom ai sindaci della Locride: Organizzare riunione per problemi del territorio

di ARISTIDE BAVA – Le difficoltà registrate in seno all’assemblea dei sindaci della Locride per completare gli organi dirigenziali hanno pesato per troppo tempo sulla possibilità di sollecitare atavici problemi che pesano notevolmente sullo sviluppo del territorio. Ecco che, adesso, il Corsecom, importante struttura associativa che da molti anni è impegnata per dare spinta alla soluzione di questi problemi rivolge un appello diretto diretto all’Associazione per cercare di stimolarli a recuperare il tempo perduto trascorso  da quando, appunto, l’Assemblea dell’Associazione è stata costretta a rallentare la sua azione a causa delle difficoltà interne, prima fra tutte quella del rinnovo delle cariche.

«Durante questa stasi – scrive la segreteria del Corsecom – purtroppo alcune ataviche criticità che affliggono il territorio sono andate aggravandosi. I settori in crisi sono i soliti: Sanità, Viabilità e Trasporti su gomma e ferro, insoddisfacente utilizzazione di importanti risorse economiche in diversi ambiti a cause delle note carenze strutturali degli Enti locali, carenza di politiche capaci di utilizzare sinergicamente il ricco patrimonio storico ambientale presente sul nostro territorio affinché venga meglio utilizzato dall’impresa turistica, mancato coordinamento di quelle azioni idonee a sviluppare i settori dell’agricoltura e della gastronomia».

Nella sua nota il Corsecom aggiunge che, in atto, ciò che preoccupa di più è la sensazione di una sospensione dello spirito di collaborazione fra le Istituzioni, le Imprese e la cittadinanza attiva.

«Quest’ultima, sia chiaro, – è scritto nella nota – è consapevole di rappresentare solo se stessa e le persone che con l’impegno e la passione civica la animano; però, è innegabile che essa sia un pezzo di società che studia, ascolta, discute, organizza, sollecita, opera, talvolta aprendo varchi e prospettive che subito ha messo a disposizione dell’Associazione. Ora, finalmente, questa fase è alle spalle in quanto l’Associazione ha ricostituito gli Organi di vertice ed è quindi tornata ad essere pienamente operativa. Venga dunque ripreso il lavoro – è il monito del Corsecom – dove è stato interrotto».

«Ad esempio, nel recente passato è stata sviluppata una felice sinergia tra pubblico e privato nel settore dell’attività turistica con la partecipazione della  Riviera dei Gelsomini alle numerose fiere Nazionali e Internazionali che hanno fatto meglio conoscere il nostro territorio. Intensa e continua è stata la sollecitazione rivolta alla modernizzazione del tratto ferroviario Reggio/Catanzaro  per la sostituzione delle storiche “Littorine “ e l’elettrificazione. Estremamente efficaci sono stati gli incontri romani presso l’Anas al fine di fissare precisamente il quadro della situazione della programmazione dei lavori sulla Statale 106. In questi incontri il territorio ha mostrato una straordinaria unità tanto è vero che ad essi, con il Corsecom, hanno partecipato i vertici Anas, il delegato del Ministero  delle  Infrastrutture, la Regione Calabria, e appunto i Presidenti delle Associazioni dei Comuni della Locride e dell’area Grecanica. Da questi incontri è scaturita la storica giornata del 12 aprile 2023 a Caulonia, al cui tavolo oltre a tutti i soggetti già nominati hanno partecipato telefonicamente il Ministro Salvini e il Presidente della Regione Calabria. Il ministro Matteo Salvini ha chiuso il suo lungo e informato intervento promettendo che avrebbe invitato i Sindaci al Ministero».

Poi una serie di incertezze dalla questione della Galleria della Limina, alla sanità con «i problemi, gravissimi, dell’Ospedale di Locri e e della Casa della Salute di Siderno», la vicenda dei lavori relativi alla costruzione del nuovo Istituto Professionale Alberghiero già finanziato da diversi anni, e la necessità di grande attenzione allo sviluppo del progetto Città del Mare, che potrebbe essere un volano ldi sviluppo per tutto il territorio. Ed ancora la questione del mancato ripristino della Diga di Siderno e la necessità di avere  notizie aggiornate sulla Ciclovia  Basilicata/Calabria, opera, già finanziata  nella quale era stato evidenziato che avrebbe avuto priorità il tratto  Caulonia/Locri per il quale  già esiste un progetto. E non manca un riferimento alla necessaria sistemazione delle strade interne che collegano le Marine con i borghi «che stanno subendo un notevole crescita».

In conclusione, il Corsecom dunque, si appella  ai Presidenti del Comitato Esecutivo e dell’Assemblea dell’Associazione dei Comuni della Locride, Giorgio Imperitura e Vincenzo Maisano «affinché organizzino in tempi brevi una riunione dell’esecutivo per focalizzare  quanto sopra premesso». (ab)

Valorizzare i borghi antichi fa bene al turismo

di ARISTIDE BAVA – La tendenza dei turisti, soprattutto stranieri, in quest’ultima estate,  ha confermato che i borghi antichi sono una grande fonte di attrattiva e fanno parte di una Calabria pressocchè sconosciuta, anche per molti cittadini del luogo.

Una Calabria che racchiude spesso tesori artistici, strutture architettoniche, tradizioni e culture che fanno parte di quelle testimonianza della storia millenaria del nostro territorio. E se alcuni di essi sono già stati inseriti tra i borghi piu’ belli d’ Italia come Bova, Gerace e Stilo, ci sono anche, a fare da appendice a queste punte di diamante,  tanti centri interni ricchi di “tesori” e forti, anche, di una enogastronomia che è ormai diventata un vero e proprio punto di riferimento di quello che gli addetti ai lavori chiamano “il nuovo turismo”.

Nel recente passato, nella Locride che è territorio ricco di borghi antichi, sono stati attivati vari progetti nati dalla sinergia di alcune associazioni e finalizzati proprio a permettere una fruizione dei borghi in periodi solitamente di scarsa affluenza turistica che miravano proprio a permettere una destagionalizzazione del flusso turistico attraverso una fruizione del territorio con approccio ecocompatibile, o sfruttando determinate iniziative contingenti ed ancora approfittando di manifestazioni legate all’enogastronomia locale, spesso legata alle tradizioni popolari. Iniziative che, riteniamo, dovrebbero continuare e svilupparsi maggiormente.

È di pochi giorni addietro il grande successo registrato a Benestare con “Catoja in festa”, manifestazione che si è sviluppata per cinque giorni e che, dunque, non è stato il tradizionale “mordi e fuggi” che si esaurisce in una sola giornata e che concretamente non può stimolare, più di tanto, il forestiero. 

La fascia ionica reggina, situata, con l’intera provincia, nel cuore del Mediterraneo, tra  mare e  montagna presenta proprio nei suoi tanti centri interni, numerose e importanti testimonianze del suo glorioso passato e proprio i borghi antichi sono principalmente gelosi custodi delle vecchie tradizioni che negli ultimi anni sono diventati una forza aggiunta per il settore turistico. Sfruttare di più le vecchie tradizioni locali non sarebbe molto difficile e la valorizzazione dei borghi antichi potrebbe dare una spinta decisiva allo sviluppo turistico di tante zone interne dove oggi, in molte di queste zone, lo spopolamento regna sovrano.

In qualche centro pilota, come Riace o come Camini, le iniziative di rivitalizzazione hanno funzionato e, dunque, la possibilità  di realizzare azioni per creare una corretta relazione del turista con questo tipo di ambiente e favorire uno sviluppo di questo settore che non può piu’ essere limitato a presenze occasionali ma deve puntare ai grandi numeri, può diventare fattibile e soprattutto concreta.

Questo tipo di iniziative potrebbero portare certamente anche economia, occupazione e sviluppo sociale. Sono considerazioni sulle quali sono doverose attente riflessioni. Il settore turistico, per il territorio, è l’unica “industria” possibile; e la valorizzazione dei borghi antichi è una strada che si dovrebbe percorrere senza eccessivi indugi. (ab)



Ad Antonimina i “custodi” del territorio contro l’eolico

Si è svolta, ad Antonimina, una manifestazione dei cittadini della zona che si battono contro lo scempio dell’installazione di un impianto eolico, nella frazione Martilla, di fronte al monte Tre Pizzi, una delle tante bellezze ambientali della vallata e dei suoi crinali.

All’iniziativa hanno partecipato rappresentanti della società civile, cittadini resistenti, associazioni culturali, sociali o per la tutela della bio diversità (Terra e Libertà, CSOA Angelina Cartella di Reggio, Equo Sud, Proteggiamo il Territorio di Acri, Osservatorio Ambientale della Locride, Siderno ha già dato, Terre di Vasia, Casa delle Erbe della Locride, Casa delle Erbe Terre di Lucagnana di Gallina, Let Us a Dream e Fondaco del Fico di Roccella, Chamaropa e Santa Pulinara di Platì, Gruppo Territorio e Ambiente di Mongrassano, Gruppo dei Pacciamanti, Archeoclub Toco Caria di Girifalco, Lineaverde di Cinquefrondi, Italia Nostra di Catanzaro No ponte, USB Calabria, PAP, RBD e altri soggetti politici e sindacali).

Una camminata lungo il percorso che porta alla piazzola della torre, in fase di costruzione, durante la quale si è potuto constatare lo sfregio dello sbancamento di terreno effettuato dalla società per trasportare la pala e il rotore fino al sito.

Ampi spazi sono stati aperti lungo le curve strette, modificando la consolidata regimentazione delle acque senza riguardo alle eventuali conseguenze di forti piogge che si scaricheranno sulle case e sui terreni della zona.

Dopo aver raggiunto la quota di impalcato della pala, sul crinale della Martilla, posizione straordinariamente panoramica affacciata sul paese di Antonimina e opposta in asse al monte Tre Pizzi, i partecipanti si sono trovati a discutere le problematiche comuni a tanti paesi collinari e montani della Calabria prese di mira dall’ingordigia delle società, autodefinitisi “green”, il cui scopo è il profitto a scapito delle esigenze del territorio, in sfregio alle bellezze naturali, archeologiche e storiche, che sono il vanto e la ricchezza della nostra regione, insieme al benessere e alla salute che l’energia verde naturale della macchia mediterranea e dei boschi donano agli abitanti molto più del sistema sanitario.

A conclusione della lunga giornata di manifestazione, una parte del corteo si è spostata nel centro del paese, nei pressi dell’edificio municipale; qui ha avuto un confronto con il sindaco Giuseppe Murdaca, eletto nell’ultima tornata elettorale amministrativa, che non ha preso alcuna posizione.

L’esigenza di uno sviluppo armonico del territorio si scontra con le scelte regionali, che stanno privilegiando operatori economici del nord Italia, e in certi casi europei, per un utile economico, che nasce dal depauperamento di queste bellezze e che toglie senza dare.

«In virtù delle importanti valutazioni condivise – si legge in una nota del Comitato No Eolico Locride – si auspica un allargamento a tutte le realtà del territorio che si oppongono alle servitù energetiche, per attuare insieme iniziative che finalmente blocchino queste scellerate predazioni, appellandoci ai Comuni e alla Regione affinché non accettino le proposte di arricchimento di multinazionali con il falso mito del green». (rrc)

L’impegno dei Lions per stimolare soluzioni alle problematiche della Locride

di ARISTIDE BAVA – Sinergia è la parola d’ordine ( vincente) che si sta attuando nei club della Locride, zona per certi versi difficile del Distretto 108 ya ma anche stimolante per l’attivazione di services che possono contribuire al miglioramento sociale del territorio. E, nella Locride, è arrivato un messaggio decisamente interessante proprio da parte del Governatore del Distretto, Pasquale Bruscino, nel corso di una riunione interclubs:  «Il vostro impegno deve essere principalmente indirizzato a stimolare la soluzione delle problematiche delle vostre comunità a supporto delle istituzioni locali e ove  possibile in sinergia con le altre associazioni».

Questo significativo messaggio è stato indirizzato ai soci dei Club Lions di Locri, Siderno, Polistena e Taurianova nel corso, appunto, di un’assemblea congiunta che si è svolta presso i locali del Ristorante “La Cascina” del Comune di Roccella, cittadina conosciuta per lo svolgimento annuale dell’importante manifestazione internazionale “Festival Jazz” e più recentemente per i continui sbarchi di migranti che mettono a dura prova il volontariato locale e il “Porto delle Grazie” luogo d’approdo di molte carrette del mare. L’incontro lionistico ha registrato anche la presenza dell’immediato Past Governatore Franco Scarpino, del secondo vicegovernatore Pino Naim e del Past Governatore Domenico Laruffa.

All’evento, organizzato in concomitanza con la visita amministrativa dello stesso Governatore hanno partecipato anche il Presidente della Prima Circoscrizione, Sandro Borruto, il presidente  distrettuale Marketing, Bruno Canetti e il Coordinatore Scientifico della Fondazione distrettuale, Giuseppe Ventra, oltre a numerosi officers distrettuali e provinciali. Questo incontro nella Locride è servito anche ai presidente dei quattro club, Toni Zuccarini (Locri), Caterina Origlia (Siderno), Rosalba Sciarrone (Polistena) e Pasquale Iozzo (Taurianova) facenti parte della seconda zona presieduta da Vincenzo Mollica, per mettere a fuoco i programmi di massima per questa annata sociale.

Il Governatore Pasquale Bruscino, dopo aver ascoltato i presidenti dei quattro club e sentite anche le considerazioni di Franco Scarpino e Pino Naim, ha voluto tracciare le linee guida per questa nuova annata sociale partendo proprio dalla  necessità di un forte impegno dei Lions a supporto delle comunità locali per  affrontare in maniera prioritaria le problematiche più importanti dei territori di competenza; alcuni dei problemi più rilevanti enunciati sono quelli legati alla necessità del completamento della nuova statale 106, della normalizzazione della problematica del collegamento della superstrada Ionio – Tirreno, dell’efficientamento della sanità e della valorizzazione dei borghi antichi.

Tutti problemi di primaria importanza che sono quotidianamente oggetto di forti duiscussioni sociali. Nel corso della visita amministrativa si è discusso anche dello stato di salute dei club e sono stati gli stessi soci delle quattro strutture che hanno organizzato l’incontro ad esprimere le loro considerazioni sui “cambiamenti” proposti e stimolati dalla presidente internazionale Patti Hill per rivitalizzare l’attività dell’associazione in un momento difficile come quello che il mondo sta vivendo in questo momento.

L’assemblea ha risposto con entusiasmo alle sollecitazioni dello staff dirigenziale e si è dimostrata pronta alle azioni di sussidarietà richieste dal Governatore a supporto delle amministrazioni e delle organizzazioni pubbliche nella consapevolezza che il ruolo del lionismo è particolarmente  importante soprattutto nelle zone notoriamente necessitanti di una forte azione del volontariato specialmente oggi che bisogna avere il coraggio di approfondire  con coraggio la realtà in cui si vive.

E, quindi, il ruolo della associazione deve uscire definitivamente dall’autoreferenzialità e portare nuovo energie alla società in cui si vive e deve essere capace di affrontare adeguatamente il futuro  interpretando in modo fattivo e concreto l’agire sociale che non può essere più legato solo alla cultura della semplice solidarietà.  Affrontare i problemi locali e stimolarne la soluzione  deve essere, dunque, il viatico principale di ogni club lions. (ab)

Il Gal attiva un sogno per la Locride

di ARISTIDE BAVA – Il presidente del Gal Terre Locridee, Francesco Macrì ha programmato, unitamente ai suoi collaboratori una serie di incontri in tutto il territorio della Locride per progettare i nuovi piani strategici per una “politica agricola comune”.

Il suo obiettivo e di avere importanti contributi di idee da parte di tutti per attivare adeguati progetti per l’intero territorio. Secondo Macrì «questi momenti di ascolto sono fondamentali per una visione condivisa sul futuro di un territorio così bello e così debole e per far sì che dalle  intuizioni di tutti  possa nascere un programma in grado di favorire la vitalità delle zone rurali, contrastare lo spopolamento e dare priorità al patrimonio naturalistico».

«Il confronto aperto con i cittadini – ha aggiunto – gli operatori e le istituzioni del sistema agricolo e rurale aiuterà a concentrarsi su ciò che deve essere effettivamente fatto e puntare a un risultato positivo. Siamo chiamati, in sintonia con la politica regionale, invitando i cittadini e le parti interessate, a intervenire nel dibattito per la costruzione della prossima politica agricola del nostro territorio. Quindi la richiesta specifica di partecipare alla costruzione dei PSP (piani strategici della politica agricola comune) 2023/27, che attuano la Pac (politica agricola comune) predisposta dal Ministero dell’Agricoltura e approvata dalla Commissione europea».

Quella della programmazione – secondo il presidente del Gal Terre Locridee – è una fase decisiva per l’attuazione dei progetti futuri sul territorio. Lo stesso Direttore del gal Guido Mignolli aggiunge «dobbiamo aprire la mente – dice – a una visione d’insieme, immaginando quello che vorremmo fosse creato e realizzato nel comprensorio locrideo. Immaginiamo di progettare seguendo un filo conduttore, una sorta di slogan condiviso, “un sogno per la Locride”, come faro e linea guida, intrecciando idee e volontà di azione, con la partecipazione di tutti».

L’attività di animazione, prevista dal bando “Avviso pubblico – Intervento Leader, programma strategico della Pac 2023/27”, si snoderà attraverso incontri nei comuni, con gli eventi “Un sogno per la Locride – Manifestazione di confronto e condivisione di idee e progetti per la Locride” a Bivongi, Locri, Bovalino, Siderno, Platì, e gli incontri territoriali, “Idee e progetti per il territorio”, a Sant’Ilario dello Jonio, Camini, Casignana, Gioiosa Jonica, che coinvolgono i comuni vicini (Stilo, Pazzano, Monasterace, Riace, Caulonia, Stignano, Placanica, San Giovanni di Gerace, Martone, Marina di Gioiosa, Roccella Jonica, Agnana, Canolo, Ardore, Portigliola, Bianco, Benestare, San Luca, Careri, Sant’Agata, Caraffa, Samo, Ciminà, Grotteria, Mammola), e negli Istituti scolastici superiori di Roccella Jonica; e attraverso tavoli tematici, “Incontro di partecipazione alla costruzione della strategia di sviluppo locale”, su professioni, agricoltura, cultura, ambiente, turismo.

È stato già fisssato  Il calendario degli appuntamenti che sono i seguenti: “Un sogno per la Locride – Manifestazione di confronto e condivisione di idee e progetti per la Locride” : 6 ottobre, ore 16.00, Rural Center, Bivongi. 10 ottobre, ore 17.30, Sala del Consiglio, Platì.11 ottobre, ore 17.30, Sala del Consiglio, Siderno. 13 ottobre, ore 17.30, Caffè letterario “La Cava”, Bovalino.12 ottobre, ore 17.30, Sala del Consiglio, Locri. “Idee e progetti per il territorio”: 10 ottobre, ore 15.30, Villa Romana, Palazzi di Casignana. 11 ottobre, ore 11.00, Sala del Consiglio, Gioiosa Jonica.13 ottobre, ore 15.30, Sala del Consiglio, Sant’Ilario dello Ionio.14 ottobre, ore 16.00, Centro Polifunzionale, Camini. (ab)