Dl Nato, Occhiuto (FI): Per sanità Calabria percorso virtuoso dopo anni di disastri

Il senatore di Forza ItaliaMario Occhiuto, ha spiegato che «Forza Italia vota a favore del decreto Nato – SSN Calabria, un provvedimento importante per quanto riguarda la partecipazione del nostro Paese alle iniziative internazionali della Nato, partecipazione che Forza Italia ha sempre sostenuto consapevole che la sicurezza nell’area euro-atlantica può essere garantita solo attraverso la cooperazione e l’azione comune».

«Ma, altrettanto importante – ha spiegato ancora – perché proroga per 6 mesi misure per la sanità della regione Calabria, in discontinuità rispetto ai precedenti decreti che avevano tempistiche molto più lunghe. Una sanità commissariata per 12 anni con risultati disastrosi che hanno radicalizzato i problemi esistenti invece di risolverli e hanno reso la regione una delle peggiori in Italia con il minor numero di cittadini soddisfatti dell’assistenza medica ospedaliera, la più alta mortalità infantile e il maggior numero di pazienti che si fanno curare fuori regione».

«Da qui è partito il presidente Roberto Occhiuto che, da commissario ad acta – ha proseguito – si è assunto direttamente l’onere e la responsabilità di portare la Calabria fuori da tale disastro. Ed ora stiamo finalmente assistendo ad un percorso virtuoso che sta portando ad una più efficace erogazione dei Lea, alla umanizzazione dei Servizi Sanitari, all’acquisto di nuove tecnologie e soprattutto ad un utilizzo più appropriato e più funzionale delle risorse, con ricadute altamente positive anche sul campo occupazionale, grazie allo sblocco di procedure concorsuali ferme da anni e all’immissione nel Servizio Sanitario Regionale di centinaia di operatori».

«Ci sarà da fare ancora moltissimo, ovviamente – ha concluso – ma proprio per questo il termine dei sei mesi previsti dal dl assume una rilevanza del tutto diversa, trasformando il provvedimento in una sorta di “ultimo miglio” di un percorso fondamentale». (rp)

La sanità calabrese in un film

di FILIPPO VELTRIIl 5 dicembre anteprima nazionale a Reggio Calabria e il 6 a Rossano c’è un film sulla sanità calabrese, un documentario – C’era una volta in Italia di Federico Greco e Mirko Melchiorre – che indaga le cause e i riflessi dell’austerity in Europa scegliendo come situazione simbolica lo stato della sanità in Calabria. Il docufilm è l’ideale secondo capitolo di “Piigs”, scritto e diretto nel 2017 dai due registi romani.

In questo nuovo documentario si racconta la storia della occupazione in piena pandemia contro la chiusura dell’ospedale di Cariati, svelando le conseguenze del lungo piano di rientro calabrese ai danni dei cittadini e il loro diritto alla salute.

Ma il docufilm è un’autentica miniera di clamorose scoperte: tra i personaggi che appaiono nel film ci sono infatti Santo Gioffré – che conosciamo tutti – e addirittura Ken Loach, il grande regista inglese, vincitore di premi mondiali per i sui meravigliosi film. Che cosa lega i due e’ presto detto: la comune matrice anticapitalista. 

L’incontro con Santo Gioffré è avvenuto grazie ai ragazzi dell’associazione Le Lampare di Cariati. Con lui si e’ parlato di grandi imbrogli e della corruzione e con Loach c’è anche il compianto Gino Strada, che fa parte del cast del documentario ed è citato in una provocazione dell’ex commissario dell’Asp reggina. Gioffré infatti aveva proposto un paio d’anni fa di affidare in via d’urgenza la sanità calabrese ad Emergency, ricordando la disponibilità dello stesso Strada durante il Covid. Candidatura che però non ando’ poi a buon fine.

Tra i personaggi di “C’era una volta in Italia”, narrato dalla voce dell’attore cosentino Peppino Mazzotta, figurano altri pezzi da 90: Vittorio Agnoletto, Jean Ziegler e, per ultimo ma non ultimo, Roger Waters, ex Pink Floyd e testimonial della lotta dei ragazzi delle Lampare.

«Il nostro è un film indipendente, realizzato in totale libertà creativa e politica – dice Federico Greco – abbiamo descritto senza nessuna censura e in modo imparziale la realtà di Cariati e dell’ospedale, che è una cartina al tornasole di quello che sta producendo il sistema di austerity europea». (fv)

Occhiuto chiede benefici per i medici che vengono in Calabria

Il Governatore della Calabria Roberto Occhiuto ha chiesto formalmente che vi siano benefici economici e di carriera per i medici che decidono di venire a lavorare in Calabria.

Nel corso di unintervista su SkyTg24 ha espresso il suo punto di vista e l’auspicio che venga in qualche modo incentivato e agevolato il reclutamento di medici di cui la Calabria ha un disperato bisogno.

«È importante – ha detto Occhiuto a Lavinia Spingardi durante la trasmisisone Agenda di SkyTg24 – che il governo ci stia vicino, perché la sanità della Calabria è in macerie. Oggi che il sistema sanitario nazionale vive problemi gravi in seguito al Covid, il sistema sanitario calabrese li vive in maniera ancora più consistente». 

«Faccio l’esempio del reclutamento dei medici: è difficile trovare medici per i pronto soccorso anche in Veneto e in Lombardia, in una Regione come la Calabria, che ha un sistema sanitario poco attrattivo, è ancora più difficile.  Ho chiesto al governo di fare in modo che in Calabria si possano assumere dei medici così come si assumono i magistrati, i poliziotti. Se un magistrato viene in Calabria ha, giustamente, benefici di carriera ed economici, perché siamo una zona disagiata. 

Allora io dico all’esecutivo nazionale, datemi la possibilità di fare in modo che se un medico partecipa ad una procedura concorsuale in Calabria e decide di lavorare da noi – magari in un pronto soccorso difficile come quelli di Gioia Tauro, di Locri di Polistena – due anni di lavoro gli valgono il doppio, così come per i magistrati. 

La sanità è zona disagiata in Calabria, altrimenti un commissariamento di 12 anni non avrebbe avuto ragione di esserci». 

 

Sanità: Occhiuto annuncia il bando per gli specializzandi

Il presidente della Regione Roberto Occhiuto,, come concordato con i rappresentanti degli specializzandi ha avviato una manifestazione pubblica di interesse aperta a tutta l’Italia. Praticamente è il primo bando per reclutare giovani specializzandi da ogni parte del Paese. 

«Mentre lavoriamo – ha dichiarato Occhiuto – all’integrazione dei primi medici cubani che arriveranno in Calabria a metà settembre – il progetto avviato con il governo di Cuba va avanti per superare le carenze di organico e per gestire le emergenze -, oggi la Regione – così come concordato con i rappresentanti degli specializzandi, a seguito di una loro precisa richiesta – ha pubblicato una manifestazione pubblica di interesse per reclutare giovani specializzandi da tutta Italia.

L’avviso riguarda posti per tutti gli ospedali e per tutte le strutture sanitarie calabresi: da Catanzaro a Polistena, da Cosenza a Locri, da Lamezia Terme a Crotone, da Vibo Valentia a Gioia Tauro.

Speriamo che questa nostra manifestazione possa essere presa in considerazione da tanti giovani medici provenienti dalla nostra Regione e da tutto il Paese.

Siamo pronti ad ospitare nei presidi sanitari calabresi tanti professionisti competenti, motivati, che hanno voglia di darci una mano e di mettersi in gioco».

L’avviso è rivolto ai medici in formazione specialistica, a partire dal terzo anno, regolarmente iscritti al corso di formazione specialistica nelle seguenti discipline:

• Medicina e chirurgia d’accettazione d’ urgenza

• Pediatria

• Anestesia e rianimazione

• Chirurgia generale

• Medicina Interna

• Geriatria

• Malattie dell’apparato cardiovascolare

• Ginecologia e ostetricia

• Radiodiagnostica

  Ortopedia e traumatologia

• Nefrologia

  Oncologia

  Malattie dell’apparato respiratorio

• Chirurgia Vascolare

• Chirurgia Toracica

   Psichiatria

   Neuropsichiatria Infantile.

L’avviso ha l’obiettivo di costituire elenchi di Medici disponibili a prestare la propria attività presos le Aziende del Servizio Sanitario regionale interessate da una grave carenza di risorse umane.  

A conclusione  della procedura, gli elenchi dei partecipanti saranno resi disponili dal Dipartimento “Tutela della Salute e Servizi Socio Sanitari” alle Aziende del servizio sanitario regionale interessate all’avvio di  concorsi (ex art. 1, c. 547 e seguenti della legge 145/2018), nel rispetto dell’accordo quadro relativo alle modalità di svolgimento della formazione per l’assunzione a tempo determinato degli specializzandi, con successiva assunzione a tempo indeterminato al momento del conseguimento del titolo di specializzazione.

Il   Dipartimento Tutela della Salute, tenuto conto di quanto stabilito nei punti 3 e 4 del predetto Accordo Quadro e ad esito della presente procedura, qualora dovessero essere accertate disponibilità per Aziende o Presidi non ricompresi nella rete formativa, attiverà ogni utile interlocuzione con gli organi preposti finalizzata alla stipula delle necessarie convenzioni. (rcz)

LA RIFLESSIONE / Santo Gioffrè: a proposito di Sanità Cuba e moralità

di SANTO GIOFFRÈ – Non è che bisogna possedere le facoltà di Tiresia per comprendere le gravose parole, pronunciate con il sorriso e, a volte, sfottendo gli avversari, del Presidente Occhiuto.  Nel suo messaggio mediatico, volto, ovviamente, a raggiungere direttamente il pubblico plaudente e confuso (perché, che serve interessarsi a sapere?)… ha parlato della drammaticità in cui versa la sanità calabrese e ha parlato a mamma perchè nuora intenda. 

Non potete imbrattarmi di codardia. Io, appena saputo del decreto emanato per il reperimento dei Medici Cubani, ho spifferato a mezzo mondo i veri motivi per cui Occhiuto è stato costretto a ricorrere a questo strumento, senza alcun timore di smentita. Due i motivi: una parte, la paura per l’imminente catastrofe e, dall’altra, mettere al riparo, sotto il profilo legale e politico, il suo status. 

La conferma di quanto testè affermato, è venuta a galla dalla sua stessa bocca, quando, tradito da un lapsus tipicamente freudiano, ha citato il drammatico caso di Cirò Marina. Il Governatore sa benissimo che tra un mese la sanità, in Calabria, sarà al collasso. Lui cita, a sua difesa, l’eredità ricevuta: il disastro causato da 12 anni di Piano di Rientro. La stessa cosa che io vado gridando, da 7 anni, e l’addossa, questa responsabilità, al centro-sinistra. Dice, così, una mezza verità, ma, anche, una grandissima, infamante falsità. 

I piani di attuazione previsti dal Piano di Rientro, la carne viva insomma,  li fece la destra quando, nel 2010, Scopelliti  e tal Gianluigi Scaffidi, personaggio multiforme, che, col decreto 18 e 106, (illuminante l’intervista rilasciata nell’ ottobre o novembre 2015), chiusero 18 ospedali e basta! Da lì  doveva partire tutto un processo di riorganizzazione, programmazione e, soprattutto, di lotta ai ladri al fine di ricostruire tutti  i bilanci delle Asp, dove si verificavano rapine continue, fin dal 2005. Invece, non successe niente. 

Nessun risanamento, tanto che la Calabria è l’unica Regione che rimarrà, per sempre, dentro i rigori del Piano di Rientro. Situazione aggravata dal Governo di Matteo Renzi, un vero e proprio Attila per la Calabria, personaggio ignavo, sprezzante. Disinteressato a tutto ciò che accadeva, di disastroso, nella Regione. 

Ma, torniamo ad Occhiuto e al suo video, sorridente. Occhiuto s’insedia e, vedendo la succosa carne, chiede e ottiene non solo la fine della diarchia tra Commissario di Governo e Presidente della Giunta, ma, concentrando nelle sue mani tutto il potere in capo alla Sanità, fa una serie di roboanti annunci dove perfonde, a piene mani, la fine dell’emergenza sanitaria e una nuova era di felicità sanitaria. 

Fa, anche, altro: Istituisce l’azienda Zero, attraverso la quale, in sostanza, concentra nelle proprie mani, tutto quello che di redditizio rimane della Sanità Pubblica: Concorsi, Contenziosi, Accreditamenti, alta Programmazione, Acquisti nel settore… Cose lodevoli, in Francia, Germania, a Cuba, dove la sanità è bene prezioso e pubblico, però…non in Calabria. Ma… c’è un ma! Quando va a vedere cosa c’è dentro la pignata, si accorge che la cucchiaia miscita  solo brodo. Carne non ce n’è più. 

Allora, vedendo che tutti i bandi emessi, vuoi perchè fatti male, vuoi perchè nessun medico vuol spostarsi da postazioni pubbliche protette, vuoi perchè il grande amor per la terra natia calabra dura solo il tempo del consumo di un tartufo di Pizzo, Occhiuto si accorge del collasso sanitario imminente, e che tale catastrofico evento, oltre al suo completo fallimento politico, potrebbe portare, anche, alla chiamata di responsabilità sotto tanti profili, visto che lui è uno, due e trino. 

Ecco perché l’ accordo col Governo Socialista Cubano, sapendo, anche, che il prossimo Governo amico gli metterà a disposizione gli strumenti legali necessari, con la giusta motivazione che la Calabria è terra di disastro sanitario. Certo, dal suo video, però, scopriamo altro. Qualcosa di terribile: la fine dell cultura politica e sociake del XX sec. Uno stravolgimento dei diritti Costituzionali; la fine dello Stato di Diritto. La sanità è solo un grande mercato! Una merce che si compra e si vende in base alla domanda e all’afferta. Apprendiamo, dalla candida voce del Presidente della Regione Calabria, Occhiuto, che in Italia ci sono delle Agenzie Interinali che offrono Medici a 1500 euro l’ora, per 50.000 mila euro al mese, come se si trattasse di contrattare vacche in un grande mercato. Il Malato, l’Uomo e i suoi bisogni, ridotti a merce. La fine di ogni Umanità. E, aggiunge, che i Medici Cubani, Socialisti e, altamente professionali, costano di meno. Per cui, lui, ha fatto, solo un affare, in fondo…

Io, fin dall’inizio, in difesa della povera gente che muore per mancanza di assistenza, mi sono, subito, espresso favorevolmente al provvedimento. Perchè prima viene la coscienza politica. Ma questo non vuol dire dare un colpo di spugna ai gravi reati penali e umani commessi, negli anni passati, da una banda di criminali.  A chi, tra le Istituzioni, li ha protetti e li protegge, a chi pensa che basti salvaguardare  il proprio culo e, poi, tornare a fare le porcheria che sempre hanno fatto. Rivoluzione permanente! 

Rubens Curia: sanità in Calabria e autonomia differenziata

di RUBENS CURIA – In merito al DCA 87/2022 firmato dal Commissario ad acta Occhiuto che consente alla Regione Calabria di usufruire delle prestazioni professionali di 497 medici cubani per due anni, potrei scrivere “ tanto tuonò che piovve”, infatti mi scrive un collega non più giovane, che non è in organico al Pronto Soccorso, il 17 agosto quando lo informo del DCA: “ Speriamo , perché sono in ospedale dalle 8.00 e ho già coperto il 14 e 15 agosto  due turni al Pronto Soccorso, resto perché credo in quello che faccio”.

 In un articolo del marzo del 2021 il dottore Domenico Minniti, Presidente regionale AAROI/EMAC,  lancia un allarme, inascoltato: “ In Calabria abbiamo 260 Anestesisti , ne avremmo bisogno di almeno 310 se vogliamo garantire anche gli Ospedali di montagna” e la Calabria è una regione a carattere prevalentemente montuosa ( Treccani)! Purtroppo è dal 2004, con il famigerato vincolo di spesa del personale che opera nella sanità pubblica dell’1,4% voluto dal Ministero dell’Economia e subito dal Ministero della Salute, che la sanità pubblica è sotto attacco. Altro indizio di voler affossare il S.S.N. è il finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale pari in era prepandemica all’8,7% contro l’11,7% della Germania o il 12% della Svizzera, ciò ha comportato che tra il 2009 e il 2018 la spesa sanitaria pro-capite è diminuita dai 1.893 euro ai 1.746 euro; oggi, purtroppo, grazie alla pandemia, il F.S.N. è passato dai 112 miliardi del 2018 ai 122 miliardi di euro del 2021 valorizzando la sanità di prossimità e d’iniziativa e la telemedicina che è ben esplicitata nel PNRR.

Questa visione economicistica della sanità applicata dal MEF in Calabria dal 2010 è stata devastante, comportando  la chiusura di 18 ospedali generali senza la contestuale riconversione in “ Case della Salute”, la forte riduzione della spesa del personale che non ha compensato il turn over con una perdita di oltre 4.000 unità in 12 anni che solamente per 1/4 è al di sotto dei 50 anni, il mancato rinnovo delle attrezzature medicali, nonostante la Regione avesse a disposizione 86 milioni di euro per acquistarle, il mancato utilizzo del miliardo e duecento milioni per costruire Presidi Ospedalieri, Case della Salute e Poliambulatori all’avanguardia, tutto ciò ha collassato il Sistema Sanità che ha due vittime illustri: i calabresi e gli operatori sanitari, entrambi costretti ad emigrare chi per farsi curare, circa 55.000 all’anno, chi per lavorare, chi per continuare ad operare in trincea in Calabria( vedi turni massacranti , continue aggressioni, morti per infarto e dimissioni) ! Dal 1986 la Calabria ha più che raddoppiato l’indice di fuga dei suoi residenti per farsi curare fuori Regione arrivando anche a 308 milioni  di euro di mobilità passiva!

Quelle poche assunzioni autorizzate dal Tavolo Adduce coordinato dai Ministeri dell’Economia e della Salute a leggere il verbale del 1° agosto 2019 stupisce ed indigna :” Si rileva che dai dati emerge una grave situazione relativa alla mancata gestione del turn over del personale da parte delle Aziende sanitarie, in special modo nell’ASP di Reggio Calabria”! Queste affermazioni sono un tentativo di precostituirsi un alibi  da parte dei Ministeri o lassismo e incompetenza della burocrazia aziendale come nel caso dei finanziamenti non spesi per l’edilizia sanitaria? Queste sono risposte che i calabresi si attendono dal Commissario Occhiuto.

Se non comprendiamo, infatti, l’eziologia della malattia del nostro Servizio Sanitario Regionale andremo avanti  fronteggiando i sintomi e non curando il paziente! La presenza in Calabria dei medici cubani è una potente aspirina, aldilà degli insoliti benefit inseriti nel contratto, né può essere un cavallo di Troia per le altre Regioni per scardinare il S.S.N., però mi domando perché  non si protestava in Italia ed in Calabria quando si autorizzavano pseudo cooperative di sanitari a lavorare negli ospedali? 

Quando Il 22 maggio 2020 121 Sindaci, 100 Associazioni e oltre 5.000 calabresi inviarono un documento al  Ministro della Salute, al Commissario ad acta ed al Presidente della Giunta Regionale con cui chiedevano, tra l’altro: A) la piena attuazione del Decreto legge 14/2020 nella parte attinente la “ Rideterminazione dei Piani del fabbisogno del personale delle Aziende Sanitarie, B) l’aumento delle ore degli specialisti ambulatoriali interni fino al completamento a 38 ore che, ricordo, possono operare sia nel Territorio che negli Ospedali, C) il potenziamento delle “ prestazioni sanitarie e sociosanitarie a domicilio”: Niente si mosse! Nessuna risposta ci venne data come se non pagassimo, in quanto calabresi, 100 milioni in più all’anno perché commissariati. Inoltre nessuna risposta venne data alla lettera del dicembre 2020 inviata alla Regione in cui Emergency manifestava la sua disponibilità a lavorare in Calabria!

Il 20 luglio scorso ci siamo confrontati, come Comunità Competente, a Lamezia con il subcommissario Esposito alla presenza di 22 Associazioni e consci dell’ immediata difficoltà ad assumere il personale medico abbiamo sollecitato da subito ad attivare o rafforzare nuovi modelli organizzativi sul territorio con i Medici di Medicina Generale, i Pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali interni, gli infermieri di comunità con ambulatori h 12 e h 24; assumere infermieri professionali, psicologi, assistenti sociali, ostetriche, personale amministrativo e tecnico di cui c’è necessità ed abbondanza attivando, come previsto prima, le procedure di mobilità; fare un unico concorso regionale per figura professionale demandando la gestione all’ Azienda Zero o ad una Azienda Sanitaria individuata dalla Regione; avviare un grande processo di partecipazione, ognuno con il proprio ruolo, delle Istituzioni, dei Sindacati, degli Ordini e  delle Associazioni dei cittadini organizzati il cui modello abbiamo discusso con la struttura Commissariale perché solo la trasparenza e le competenze potranno abbattere i molti grovigli di interessi che si muovono nelle sanità calabrese. Utilizziamo subito questo tempo perché la sanità calabrese ha già perduto molti treni e finanziamenti.

 In questa mia riflessione c’è un convitato di pietra che è “ L’Autonomia differenziata” che, qualora fosse attuata nella sanità, produrrebbe una sanità calabrese di serie c e saremmo una colonia delle Regioni economicamente più forti. (rbc)

Occhiuto convoca i rappresentanti dei medici: sui cubani posizioni strumentali

Il presidente della Regione Roberto Occhiuto afferma che è strumentale contrapporre cubani-italiani e che che  presto ci sarà un incontro con rappresentanti medici e specializzandi, 

«Ho chiesto al direttore generale del Dipartimento Salute della Regione, Iole Fantozzi, di organizzare per i prossimi giorni un incontro con i presidenti degli ordini provinciali calabresi dei medici e con i rappresentanti degli specializzandi.

Ho sempre detto che sono pronto al dialogo e al confronto, e sarà quindi positivo avere uno scambio di idee ed opinioni con questi importanti esponenti dei camici bianchi.

A loro racconterò come è nato l’accordo con i medici cubani, e ovviamente sarò pronto a ricevere proposte e consigli. Come detto in più occasioni, l’intesa sottoscritta la scorsa settimana con il Paese caraibico non è in alcun modo un’iniziativa contro i medici italiani o calabresi.

Sbaglia chi strumentalmente mette in competizione o in contrapposizione gli operatori sanitari cubani con i nostri connazionali.

I concorsi in Calabria andranno avanti nei prossimi mesi, ed anzi stiamo lavorando a nuove regole che permetteranno di costruire bandi più attrattivi per i nostri giovani e per chi opera fuori dalla Regione.

Ma nel frattempo dobbiamo affrontare il presente, e per farlo non potevo restare con le mani in mano. I concorsi e gli avvisi andati deserti in questi ultimi mesi mi hanno imposto una presa di posizione.

Avevo due strade davanti: chiudere reparti e ospedali per carenza di personale, o trovare una soluzione emergenziale per garantire il diritto di cura ai calabresi.

Ho scelto la seconda strada, ed ho deciso nell’esclusivo interesse della nostra comunità e dei nostri territori.

Ribadisco un concetto semplice, ma rivoluzionario nella sua chiarezza e linearità: una sola vita salvata per un medico in più in un ospedale vale più di mille polemiche.

I medici cubani – i primi 33 arriveranno a settembre – ci aiuteranno per sopperire alle carenze del nostro sistema sanitario, lavoreranno fintanto che le piante organiche dei nostri reparti e dei nostri ospedali lo renderanno necessario, e non ruberanno alcun posto ai medici calabresi e italiani.

Allo stesso tempo il loro supporto non rallenterà la nostra azione per assumere camici bianchi a tempo indeterminato, per aprire nuovi ospedali, per sfruttare al massimo le possibilità che avremo con il Pnrr, per riformare e ricostruire una sanità a misura di cittadino».

Medici da Cuba: secondo la Uil Sanità ci costeranno 28 milioni l’anno

Il responsabile della Uil Sanità (specialistica ambulatoriale) Vincenzo Maria Romeo, esprime il biasimo del sindacato per la vicenda dei medici in arrivo da Cuba.

«Che la Sanità in Calabria – ha detto il dott. Romeo – rappresentasse il comparto economico più importante, e pertanto quello che per anni ha creato i più significati deficit da parte delle ASP regionali non vi è dubbio alcuno, ma che all’inizio di un mandato da Governatore e alle porte di una campagna elettorale per le politiche diventasse oggetto di interesse mediatico tale per la scelta del Roberto Occhiuto di aprire all’ assunzione diretta di 500 medici cubani per coprire il fabbisogno professionale territoriale, ha davvero dell’ inverosimile». 

«Ma sono due – secondo Romeo – i passaggi significativi che in questo agosto meritano attenzione da parte dei cittadini: il Consiglio regionale approva a fine luglio la proposta di legge numero 88 (“Modifica all’articolo 65 della legge regionale del 12 giugno 2009”), che ha abrogato la riduzione del 20% del trattamento economico dei vertici di Asp e Aziende ospedaliere, stabilita nel 2009 con una norma del Collegato alla manovra finanziaria della Regione: vengono pertanto aumentati gli stipendi dei manager con un costo aggiuntivo di oltre 400mila euro per il 2022 e di circa un milione per il 2023-2024; il Governatore firma in data 18.08.22 un accordo con un’agenzia intermediaria di Cuba per arruolare 497 medici: si prevede un budget di 4.700 euro per medico, di cui 1200 euro come importo forfettario netto mensile a copertura delle spese di mantenimento: se si ipotizzasse tale possibilità a pieno organico, si prevede un esborso di oltre 2,3 milioni di euro al mese e di complessivi circa 28 milioni all’anno. Si rimane attoniti dinnanzi a tali scelte, senza capirne il senso consequenziale: i medici fuggono dalla Calabria per impossibilità ad essere contrattualizzati a tempo indeterminato (la maggior parte dei concorsi indetti sono precari tempi determinati rinnovabili semestralmente che tengono con l’acqua alla gola ogni ipotesi di sistemazione strutturale e di prospettiva), per l’inesistente tutela che hanno nei presidi territoriali dove, messi in trincea, diventano strumento alla mercé di cittadini che riversano su loro la frustrazione di servizi inesistenti e/o inefficienti ed istituzioni che li ‘strizzano’ all’inverosimile ben oltre le 38-40 ore di contratto senza alcuna riconoscenza ne retribuzione, nonché per la conosciuta impossibilità di meritocrazia che non consente di costruire carriere se non altrove, per logiche territoriali di ‘baronato’ che ben si conoscono.

Era così semplice utilizzare i soldi dati in più ai manager, nonché quelli previsti da questo scellerato accordo, per coprire bene e pagare dignitosamente il personale sanitario, rispettare gli extra e la disponibilità che viene data, nonché consentire di aumentare il rapporto numerico medico-paziente atto a poter tenere aperte o programmare unità operative semplici o ambulatori che oggi risultano a rischio chiusura, o lo sono già. Se si può derogare per il fabbisogno su procedure d’ urgenza per i medici cubani, per quale motivo non lo si può fare per quelli calabresi che annualmente completano gli studi e fuggono al Nord? Senza parlare ovviamente della valutazione di compatibilità dei titoli, dei CV studiorum, delle problematiche linguistiche, e di quant’ altro.

Non era forse Occhiuto ad aver iniziato il suo mandato dicendo che avrebbe fatto rientrare in Calabria professionisti e risorse emigrate al Nord dando loro la possibilità di dare il loro contributo verso la loro regione natia? Quale logica politica c’è dietro questa scelta?”. “Il sindacato UIL FPL – conclude Romeo – prende posizione di biasimo per quanto avvenuto, nell’ intenzione di tutelare i medici calabresi in tutte quelle forme che possano essere messe in atto per dare loro la giusta dignità lavorativa, e consentire, se davvero queste ingenti somme sono disponibili, di consentire una programmazione veloce ed efficace di servizi sanitari da presentare ai cittadini per non solo coprire il fabbisogno in urgenza, ma evitare l’emigrazione sanitaria di personale ed utenti”. (rrm)

Medici da Cuba: per Guccione (Pd) non è la soluzione giusta per la sanità calabrese

Prosegue la polemica sulla scelta del Presidente Occhiuto di far arrivare 497 medici da Cuba a supporto di una sanità calabrese sempre più in crisi, ormai vicina al disastro.

L’ex consigliere regionale Carlo Guccione, responsabile Sanità per il Mezzogiorno del Partito Democratico, interviene chiedendo che si facciano bandi e avvisi per sopperire all’emergenza.

«Siamo preoccupati – afferma Guccione – , non ci sembra che il tentativo di assumere medici cubani nella sanità calabrese sia la soluzione a un problema reale che persiste da tempo. Non è altro che una scorciatoia che rischia di fare solo rumore e di non produrre soluzioni concrete. Sono oggettive le difficoltà da superare per rendere operativo l’accordo tra la Regione Calabria e la Cooperativa cubana per come già specificato in maniera chiara dal documento dei presidenti degli Ordini dei medici e degli odontoiatri della Calabria». 

«Nel Dca numero 87 del 17 agosto 2022 – per l’approvazione dell’Accordo Quadro con la Cooperativa CSMC S.A. di proprietà dello Stato cubano per la fornitura di servizi medici e sanitari – si evidenzia come uno dei motivi della stipula dell’accordo risiede nel fatto che, in base ai dati del primo semestre del 2022, la Calabria è soggetta a una intensificazione degli sbarchi di migranti che vanno ad aumentare la pressione sulle strutture sanitarie regionali. Inoltre, come specificato nel Dca, le difficoltà organizzative del sistema sanitario regionale sono state oggetto di una apposita sentenza della Corte costituzionale (168/2021) che ha ribadito l’inefficacia della passata gestione commissariale della sanità “durante la quale si sarebbe verificato un progressivo peggioramento dei Livelli essenziali di assistenza”. A questo si aggiunge il fatto che le Aziende ospedaliere e le Asp, dopo diversi tentativi di reclutamento, sia a tempo determinato che indeterminato, non sono riuscite a reclutare il personale medico necessario alla copertura del fabbisogno. Queste sono alcune delle ragioni che hanno portato il commissario della sanità, Roberto Occhiuto, a emanare il Dca. 

Ma come si è arrivati a tutto questo? La Calabria – sottolinea Carlo Guccione – continua ad essere terra di paradossi. Siamo stati l’unica regione che durante la pandemia ha registrato una diminuzione del costo del personale pur essendo state previste risorse aggiuntive straordinarie destinate alle assunzioni. 

Le 18 Aziende sanitarie provinciali e ospedaliere hanno approvato i piani triennali del fabbisogno del personale (2019-2021) ma, come è stato sottolineato nel verbale del Tavolo Adduce del 12 dicembre 2021, le assunzioni non risulterebbero effettuate o risulterebbero in grave ritardo attuativo. 

In Calabria, in base all’articolo 1-comma 4 ter del decreto legge 150/2020, è previsto un piano straordinario di assunzioni in deroga anche ai tetti di spesa di personale sanitario, medico e del comparto. Tutto questo potrà avvenire solo dopo l’approvazione del nuovo Piano operativo 2022-2024 che registra forti ritardi nell’adozione. 

Le assunzioni – spiega il responsabile Pd Sanità per il Mezzogiorno – non sono avvenute solo per mancanza di personale? O per incapacità del sistema sanitario di bandire i concorsi e di utilizzare le opportunità derivanti dai due decreti Calabria? È mai possibile che non si è in grado di fornire i dati relativi a quanti bandi sono stati emanati dalle Asp e Aziende ospedaliere, quante assunzioni a tempo indeterminato e determinato sono state fatte e quanti bandi sono andati deserti? Si faccia chiarezza fornendo dati certi sulle assunzioni, non si può parlare genericamente di mancata partecipazione di medici ai concorsi. 

Non si può chiedere a un giovane medico di prestare servizio per tre o sei mesi, e non dare la possibilità di assumere attraverso avvisi pubblici con condizioni economiche dignitose e contratti di una durata minima di 36 mesi, almeno alle stesse condizioni dei medici cubani. 

Molti specializzandi e medici calabresi sono costretti, tra l’altro, ad andare fuori regione: l’Azienda USL di Ferrara, ad esempio, ha predisposto un avviso pubblico per le attività di Medicina dell’Urgenza-emergenza che prevede la stipula di contratti per gli specializzati con compensi di 90 euro orari, 540 euro per ogni turno di sei ore e di 1080 euro per ogni turno di 12 ore; per i non specializzati prevede compensi di 70 euro orari, 420 euro per ogni turno di 6 ore e 840 per ogni turno di 12 ore. Ecco perché per gli operatori sanitari non è attrattivo venire in Calabria. 

Il governatore ci informi su come sono stati distribuiti gli specializzandi del terzo, quarto e quinto anno assunti grazie ad accordi specifici stipulati con le università di Catanzaro, Messina e Tor Vergata e quanti di questi sono stati assegnati ai Reparti di emergenza-urgenza, tuttora drammaticamente carenti di personale medico. 

Il Dca che prevede la convenzione con i medici cubani ha ricevuto il parere vincolante dei Ministeri della Salute, dell’Economia e delle Finanze che affiancano le Regioni in Piano di Rientro?

Occhiuto ha affermato che questo accordo è stato fatto in collaborazione proprio con il Ministero della Salute a cui chiediamo che faccia chiarezza sulla vicenda e, in particolare, sui tempi necessari per le varie autorizzazioni finalizzate alla reale operatività dell’accordo.

Invece di trovare soluzioni “tortuose”, si facciano bandi e avvisi per sopperire all’emergenza, così come è accaduto tra l’altro nelle regioni Piemonte, Veneto e nell’USL di Ferrara che hanno permesso di reperire personale medico e sanitario, almeno alle stesse condizioni economiche che vengono garantire al personale medico cubano (4700 euro tra stipendio e spese) e un contratto di 3 anni».Carlo Guccione

L’OPINIONE / Ettore Piero Valente: contro la gogna mediatica, qualche riflessione

di ETTORE PIERO VALENTE – La notizia dei 500 medici Cubani, chiamati dal Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, per colmare la carenza degli operatori sanitari nella propria regione, ha innescato unaccesa protesta degli Ordini del settore, dai sindacati ai medici calabresi sparsi per il mondo.

La decisone del Presidente Occhiuto va considerata come una sorta di extrema ratio, verso una situazione atavica ma non certo più sostenibile, e pur condannando l’inutile gogna mediatica, sono necessarie alcune riflessioni. Prima di attuare una scelta di tale portata, mi sarei sincerato che tale intervento fosse legittimo, avrei chiesto consiglio ai Presidenti degli Ordini dei Medici Calabresi e mi sarei confrontato con le sigle Sindacali, prima ancora di effettuare laccordo e non dopo.

Ormai, sono anni che la Sanità Italiana da terza eccellenza nel mondo è arrivata ad essere la tredicesima e non auto complimentiamoci per aver gestito una pandemia in un modo eccellente, il tutto è stato fatto grazie allabnegazione dell’intero personale sanitario. Il quale, già prima della pandemia, lavorava in un ambiente minato da diverse problematiche sia lavorative sia strutturali, dando vita a quello che è il fenomeno della Great Resignation, il significativo aumento delle dimissioni dei medici dalle strutture pubbliche. Tale fenomeno è dovuto ad una serie di fattori: carichi eccessivi di lavoro, la smisurata mole di burocrazia, la scarsa considerazione del ruolo sociale (vedi aggressione ai sanitari sempre più frequenti), una retribuzione non adeguata alle responsabilità (contratto nazionale in attesa di essere rinnovato), la mancanza di una progressiva carriera meritocratica. Troppe ore in più svolte, spesso in violazione delle norme senza essere totalmente o parzialmente retribuite; non poter usufruire delle ferie spettanti in maniera totale o parziale; poco tempo a disposizione per la vita familiare; lavorare in ambienti ostili e subire mobbing. Tutte problematiche reali che hanno portato al burn out e allo svuotamento degli Ospedali.

Inoltre, non è da meno il fenomeno del turnover medico, bloccato dal numero chiuso di medicina e delle specializzazione e del blocco del contratto nazionale, aggravato dellimmigrazione dei nostri giovani che vanno altrove a cercare futuro. Alcune indagini effettuate da sigle sindacali hanno fatto emergere che solo il 28,4% dei medici ospedalieri vuole rimanere in nosocomio, il resto vuole spostarsi sul privato, andare in pensione anticipata o migrare allestero (questo è più radicato nei giovani che snobbano anche il posto privato) e negli ultimi tre anni il SSN ha perso 21 mila specialisti per dimissioni volontarie, pensionamenti, invalidità e decessi.

Solo nel 2021, in Calabria la media dei medici dipendenti che ha deciso di licenziarsi è stata del 3,8% rispetto alla media nazionale del 2,9%. Quindi non è una novità che esista una carenza di medici su tutto il territorio nazionale, bisogna essere miopi per non vederlo. Per quanto riguarda i concorsi andati deserti, è necessario rimarcare che la promozione di tali bandi non è stata pubblicizzata a dovere e la maggior parte erano a tempo determinato. Inoltre, alcuni concorsi non sono stati mai espletati e degli altri addirittura alcuni colleghi non sono stati mai convocati. Io personalmente ancora sono in attesa di essere convocato da oltre tre anni per 2 concorsi Primariali a Rossano/Corigliano e Melito Porto Salvo. Per non parlare di concorsi truccati (nel passato) che hanno fatto desistere i più tornare nella propria regione. Sono sicuro che esistano altri metodi per colmare il gap medico ma bisogna riformare tutto il sistema Ospedaliero e quello territoriale, non basteranno i medici Cubani o di qualsiasi altro Paese, bisogna investire anche nelle infrastrutture e macchinari.

Nulla da togliere ai colleghi Cubani dal punto di vista professionale, ma chi e come valuterà i curriculum, i percorsi formativi e la conoscenza della lingua Italiana? Egià complicata la burocrazia e lutilizzo di  strumentazione medica per i medici italiani, figuriamoci per uno che viene da un altro setting formativo. Allora non sarebbe meglio effettuare una deregulation del sistema come fu suggerito qualche anno fa da un noto sindacato che aveva proposto di far rientrare dal quarto anno gli studenti italiani che non avevano avuto la possibilità di studiare in patria, in modo tale da permettere loro di terminare gli studi in Italia e inserirli prontamente nel Sistema Sanitario e nel contempo diventare contribuenti delle casse dello Stato. Ma i vari politici, di tutti i colori, fecero orecchie da mercante.

Esistono altre progettualità che si potrebbero esporre, ecco perché come Italia del Meridione, continuando sulla strada della collaborazione e delle battaglie portate avanti dal Movimento proprio in merito alla Sanità, siamo a disposizione del Presidente della Regione per un confronto sulla questione e per l’eventuale istituzione di un tavolo tecnico che discuta delle modalità e scelte da operare per il riordino della rete ospedaliera e quindi uscire dal commissariamento. 

Prof Ettore Piero Valente 

Specialista in Ortopedia e Traumatologia

Presidente CEO Europeo della W.A.M.S.

Responsabile Sanità L’Italia del Meridione