Gli studenti del Liceo Artistico di Siderno premiati al Senato

di ARISTIDE BAVA – La classe 4 A del Liceo Artistico di Siderno risultata tra i  vincitori del concorso SenatoAmbiente per l’anno scolastico 2022-2023 è stata premiata a Roma nel corso di una importante manifestazione tenutasi nell’aula del Senato. 

L’iniziativa che ha portato alla premiazione, di carattere nazionale, nata al fine di promuovere tra i giovani i valori della tutela e della sostenibilità ambientale, prevedeva che gli studenti dovevano individuare una questione di interesse ambientale e quindi sviluppare, in classe e sul territorio, un’attività di approfondimento e analisi nelle forme dell’indagine conoscitiva per predisporre, poi, un documento conclusivo capace di inquadrare il problema e riepilogare il lavoro svolto, mettendo in luce le considerazioni effettuate e le proposte eventualmente maturate. Il titolo del progetto della scuola sidernese è stato Preservando gli alberi alimentiamo la speranza: il futuro della Locride attraverso il rispetto del verde pubblico.

Il lavoro è stato selezionato tra i migliori 12 d’ Italia ed è stata certamente una bella soddisfazione per gli studenti della Locride ai quali la vicepresidente del senato Maria Domenica Castellone, a Roma, ha detto ufficialmente «siete un esempio di cittadinanza attiva e di partecipazione efficace alla vita delle istituzioni di cui ha bisogno il nostro paese».

La premiazione ha avuto luogo alla presenza dei senatori Nicola Irto, Tilde Minasi e Gisella Naturale. Erano presenti tutti gli allievi della classe 4 A del Liceo Artistico di Siderno (associato all’Istituto di Istruzione superiore Oliveti-Panetta di Locri)  risultati vincitori  del Concorso  promosso dal Senato e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Gli studenti erano accompagnati dalla dirigente scolastica  Carla Maria Pelaggi, e dai due docenti referenti del progetto, Francesco Mollace, docente di filosofia e storia  e Arianna De Paola, docente di progettazione architettonica e  sono stati invitati a Roma dal Senato anche per una intensa due giorni (lunedì e martedì)  vissuta tra Palazzo Madama e Palazzo Giustiniani.

Due giornate di formazione, approfondimento dei temi dell’indagine, visita ai palazzi del Parlamento e premiazione ufficiale, conclusa con la presentazione di una apposita risoluzione redatta dagli studenti in materia di salvaguardia del verde pubblico nella Locride, esposta ai senatori della ottava commissione permanente del Senato (che si occupa dei temi dell’Ambiente).

Una risoluzione che, hanno dichiarato i senatori Irto, Minasi e Naturale, «ci ha fornito indicazioni e stimoli utili all’attività legislativa in materia ambientale e ci ha aperto gli occhi su problematiche da approfondire».

Sulla stessa scia si è espresso il Consigliere parlamentare Edoardo Battisti segretario generale dell’Autorità di Regolazione per l’energia e  capo dell’Ufficio ricerche e studi del Senato che ha tenuto una lezione agli studenti in materia di legislazione ambientale. Durante l’esperienza romana  gli studenti dell’Artistico hanno infatti avuto la grande opportunità di partecipare a sessioni di formazione coordinate dalla dottoressa Michela Fonte che segue l’attuazione del Concorso, tra cui una lectio magistralis sulla Costituzione e sulla storia dei sistemi costituzionali tenuta da Massimo Martinelli, capo della Comunicazione Istituzionale del Senato.

Durante la prima giornata hanno inoltre visitato i palazzi del Senato tra cui la storica sala della Costituzione, mentre nella seconda giornata hanno sia esposto con grande successo l’indagine risulta vincitrice del concorso che avuto l’opportunità di fare domande dirette ai senatori della commissione Ambiente. Infine sono stati singolarmente premiati dalla vicepresidente del Senato, Castellone,  che ha manifestato il desiderio di far visita alla Locride e all’Istituto scolastico dopo aver ascoltato i ragazzi.

«È stata una esperienza davvero unica – ha dichiarato la dirigente scolastica dell’Oliveti-Panetta – che ci ha emozionato nell’ascoltare con quale passione gli studenti hanno presentato il loro lavoro, mostrando il volto di una Locride competente e desiderosa di futuro. Un particolare ringraziamento va ai docenti che hanno seguito tutto il progetto e al prof. Mollace che ha proposto al collegio docenti la partecipazione al concorso della classe dell’artistico». (ab)

L’AUTONOMIA TRA CONFUSIONE E DIVISIONI
SI LAVORI PER GARANTIRE I LEP E I DIRITTI

di ETTORE JORIO – Il regionalismo differenziato è arrivato in Parlamento il 16 gennaio scorso nel testo del ddl Calderoli così com’è uscito implementato alla prima Commissione permanente-Affari costituzionali del Senato.  A sfavore delle aspettative ci sarà un lavoro lungo e difficile, considerati i poco meno di 330  emendamenti proposti dalle minoranze e il dibattito fuori aula che sta assumendo toni accesi e, invero, sviluppando argomentazioni spesso fuori luogo e tema.

Autonomia differenziata, ma legislativa

La disputa sul regionalismo asimmetrico, in verità fondata su argomentazioni confuse, fa nascere l’esigenza di una più generale chiarezza interpretativa e attuativa della Costituzione, violata da quella propria della più accesa competizione politica, spesso fine a se stessa. Prima fra tutte quella afferente alla sua denominazione  da considerarsi quantomeno impropria, se non addirittura coniata leggendo (forse) una Costituzione che non è la nostra. 

Viene, infatti, sostenuta una definizione per metà contraddittoria e per l’altra ridondante. Come se l’autonomia non lo fosse già sufficientemente di suo per essere definita tale. Supporre di rafforzarla con l’aggettivo qualificativo “differenziata” è come non ritenerla già tale per suo conto, come se il governo degli enti regionali dipendesse da terzi. Non è così. Lo si poteva, tutt’al più, immaginare, ma in modo ardimentoso, prima che intervenisse nel 2001 la riscrittura dell’art. 114 della Costituzione, che ha tradotto gli enti sub-statali di ieri (tali erano considerati tutti quelli territoriali) in enti infra-statali, di pari livello di autonomia decisionale e finanziaria (art. 119), sostenuti dallo Stato con il criterio, ancora attuale, della spesa storica.

La Costituzione impone l’ordine delle cose

In tutta questa confusione, incomprensibile per l’Europa, nasce l’esigenza di chiarire e riaffermare le regole costituzionali. Sono pochi infatti gli interlocutori che le tengono nella dovuta considerazione. Un macello, si discute mettendo insieme indistintamente di Lep, federalismo fisale e regionalismo asimmetrico. 

Tante le contraddizioni di chi ha scritto le regole costituzionali nel 2001. Lo stesso che critica oggi, l’estensione alle Regioni della loro potestas legislativa al di là dalle competenze comuni riconosciute loro dall’art. 117, commi 2 e 3, della Costituzione con possibili estensioni a quelle elencate dall’art. 116, comma 3, della Costituzione. 

Ciononostante che il medesimo abbia:  a) aderito, durante il governo Gentiloni, per il tramite del presidente Bonaccini, richiedendo escludendo dalle tutte le 23 materie differenziabili le “norme generali sull’istruzione”; b) elaborato un ddl attuativo del regionalismo differenziato (art. 116, comma 3, della Costituzione) a firma dell’allora ministro Boccia del governo Conte II poi ripreso dalla ministra Gelmini del successivo governo Draghi entrambi molto simili al ddl Calderoli. 

Sulla base di queste considerazioni, ascoltando le dichiarazioni rese in aula nel corso dell’appena iniziato iter parlamentare del ddl Calderoli, sembra di assistere ad una partita ove sono messi a confronto due giocatori che piuttosto che confrontarsi secondo le regole, le scrivono nel mentre. 

Confusione e divisioni pericolosissime

Così facendo non si compete per mettere in piedi il migliore finanziamento per il Paese e per garantire la esigibilità dei Lep della Nazione nella sua interezza, funzionale ad assicurare uniformemente i diritti e la perequazione della quale in pochi, pochissimi parlano. 

Non solo si stimola una eccessiva conflittualità intesa a dividere di più la Nazione. Si privilegia l’accentuazione delle differenze tra nord e sud, si sottolinea la non sufficienza dei finanziamenti concessi al Mezzogiorno negando che, invece, lo stesso non sia mai stato capace di spenderli bene, si difende lo stato di governo attuale finanziato con la spesa storica che ha reso una popolosa metà del Paese senza sanità, senza assistenza sociale, senza trasporti pubblici, senza una scuola accogliente, senza quasi nulla. Si sottace sul miliardo che il nord incamera dalla emigrazione sanitaria che depaupera, di pari entità, le regioni meridionali. 

Insomma, non si comprende come il muro contro muro evita che il nord e un sud si avvicinino attraverso Lep uguali per tutti. Allo stesso modo non si comprende che il maggiore gap per il Mezzogiorno è rappresentato dalla sua classe dirigente, confermata acriticamente dai meridionali in un cinquantennio di pene sociali.

Il momento è cruciale. Occorre stare attenti, a tutela dell’unità sostanziale del Paese e della Nazione, a non tradurre la competizione politica in strumento di divisione, che può costituire una ulteriore causa di alterazione della convivenza sociale, di abbandoni delle residenze tradizionali sino a raggiungere lo spopolamento del sud del Paese. 

Concludo. In situazioni, come quella attuale, funzionali a cambiare radicalmente il sistema della finanza pubblica, allontanandola da quel criterio monstre della spesa storica, che ha distrutto dalle radici l’esigibilità della griglia dei diritti civili e sociali necessita che si eviti di rincorrere “trofei politici” a discapito dei “trofei dei diritti goduti”. 

Non si può, dopo 22 anni di colpevoli ritardi nell’attuare un propria regola costituzionale e non solo (legge 42/2009 e d.lgs. 168/2011), fare battaglie politiche ispirate non si comprende a neppure a cosa, non accorgendosi che il linguaggio esasperato al quale si sta facendo ricorso rappresentano “parolacce” indirizzate a se stessi.

Si pensi pertanto, piuttosto che aizzare gli uni contro gli altri, andando a sbandierare quei titoli di libri generati allo scopo di fare cassetta, a sollecitare la definizione dei Lep che sta andando a rilento. E ancora a determinare i costi standard per Lep e i fabbisogni standard individuati correttamente sulle diverse esigenze delle Regioni. Il tutto da assicurare con la perequazione per quelle più povere. Ma tutto questo è altra cosa dall’autonomia legislativa differenziata, e sarà compito dei governi che si avvicenderanno a finanziare un siffatto percorso. Magari privilegiando la sanità rispetto alle armi in Ucraina e al perdono degli extraprofitti delle banche. (ej)

(L’articolo nel suo testo integrale è sul domenicale)

Due appuntamenti dedicati alla valorizzazione internazionale dei prodotti calabresi

L’incontro di presentazione del progetto “Internazionalizzazione ed Eccellenze: Valorizzazione dei Prodotti Calabresi sul Mercato Estero”, in programma a Roma, nella Sala Nassiriya del Senato, il prossimo 15 novembre, ha già registrato un’adesione eccezionale, con l’esaurimento di tutti i posti disponibili.

Promosso su iniziativa della senatrice della Lega Tilde Minasi e incentrato sul progetto ideato dall’imprenditore calabrese che vive a New York ed esperto in Internazionalizzazione Alessandro Crocco, l’evento ha suscitato un forte interesse. Il progetto si propone infatti di promuovere l’internazionalizzazione dei prodotti calabresi e l’autenticità del “Made in Calabria”, attraverso una serie di interventi mirati, rivolti alle imprese del territorio, nella cui valorizzazione la regione, con la sua ricca cultura, tradizioni e sapori distintivi, riveste un ruolo centrale.

E’ per questo che, con soddisfazione, si annuncia un secondo appuntamento, ancora una volta promosso dalla Senatrice reggina Tilde Minasi, che si terrà venerdì 17 novembre a Reggio Calabria, presso la sala Federica Monteleone del Consiglio regionale. Questa replica dell’evento sarà un’opportunità anche per chi non ha potuto partecipare al primo incontro al Senato, offrendo l’occasione di approfondire gli aspetti chiave del progetto.

«In un momento cruciale della nostra storia, è fondamentale rivedere il nostro approccio nei confronti della Calabria e delle comunità calabresi sparse nel mondo», sottolinea Alessandro Crocco, originario di Acri. «Questo progetto pone l’accento sulla collaborazione attiva tra le comunità calabresi all’estero e la regione – aggiunge anche come consultore della “Consulta dei Calabresi all’estero” e ambasciatore di “Terra dei Padri” – una sinergia che è fondamentale per il progresso e la crescita. Vogliamo mettere in risalto l’incredibile potenziale dei calabresi all’estero come ambasciatori del nostro patrimonio».

Tra i partecipanti all’evento del 17 novembre figurano illustri esponenti quali il Presidente del Consiglio Regionale, Filippo Mancuso, Alberto Statti, Presidente di Confagricoltura Calabria, il Presidente di Confcommercio Reggio Calabria, Lorenzo Labate, e il Presidente Giovani Imprenditori Reggio Calabria e Vice Presidente Sez. Agroalimentare Confindustria Reggio Calabria, Salvo Prestino.

Gli interventi, anticipati dalla relazione di Alessandro Crocco, coinvolgeranno il Presidente di Unioncamere Calabria, Antonino Tramontana, e il Consigliere Regionale Pietro Molinaro, membro della Sesta Commissione del Consiglio Regionale della Calabria.

L’evento vedrà la partecipazione di numerose realtà imprenditoriali, comprese piccole e medie aziende del settore food & beverage.

Le conclusioni dell’incontro, moderato dalla giornalista Fabrizia Arcuri, saranno affidate alla Senatrice Tilde Minasi. (rrc)

Il Brutium festeggia 55 anni di vita: le medaglie d’oro consegnate in Campidoglio

di PINO NANO – L’appuntamento con questa 55esima edizione del Premio Brutium Calabresi nel Mondo, sarà domani 5 luglio alle ore 18 a Roma, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, dove il Presidente dello storico Circolo romano, Gemma Gesualdi, consegnerà le tradizionali Medaglie d’oro a “calabresi che hanno alle spalle una storia di pura eccellenza”. Un evento nell’evento.

«La nostra Associazione – precisa per l’occasione Gemma Gesualdi che come Presidente del Brutium è l’erede naturale di suo padre, l’avvocato Giuseppe Gesualdi, che l’aveva fondato – è impegnata fin dalla sua istituzione a rappresentare la più nobile identità della Regione attraverso la storia personale di uomini e donne del mondo della cultura, della scienza, dell’ economia, delle istituzioni, della politica, che si sono distinti per il loro impegno, diventando simbolo ed emblema di una Terra ricca di bellezza e di cultura». 

In questi 55 anni in realtà il Briutium ha accompagnato e scandito la crescita e la trasformazione della Calabria nei suoi vari cicli e nelle sue varie evoluzioni. Del resto, tutto questo lo precisa meglio lo statuto originario del Brutium secondo cui l’Associazione si ispira ai valori storici, culturali, spirituali, etici e religiosi delle tradizioni calabresi e ha come finalità la promozione culturale, tecnologica, scientifica e sociale dell’intera regione. Ma non solo questo. 

Le attività del Brutium – lo ripeteva continuamente il suo fondatore Giuseppe Gesualdi – saranno prevalentemente rivolte ai soci, ai calabresi e/o parenti o amici di calabresi che vivono in Italia o all’estero nonché ad altri cittadini italiani e stranieri che siano interessati alla storia di casa nostra. L’associazione si propone inoltre di collegare in rete, attraverso un portale denominato “Brutium”, i calabresi che vivono nei vari paesi del mondo proprio per creare o intensificare rapporti di collaborazione e di scambi a livello culturale, scientifico ed in tutti gli altri settori della vita. 

Altro obiettivo primario – aggiunge oggi Gemma Gesualdi – è quello di stimolare nei figli di prima, seconda e terza generazione di calabresi che vivono all’estero l’amore e la conoscenza della Calabria, della sua cultura, della sua civilizzazione e soprattutto delle sue tradizioni.

55 anni dunque meravigliosamente ben portati.

Tra i premiati di questa Edizione, giornalisti importanti, medici e ricercatori famosi, gran commis della Repubblica, vertici di importanti istituzioni bancarie, rappresentanti di punta del mondo sindacale economico e politico del Paese, insomma «figli di Calabria che in tutti questi anni hanno servito la propria terra e le istituzioni per cui lavorano con il massimo della dedizione possibile!.

Ecco l’elenco delle 10 medaglie d’Oro che Gemma Gesualdi consegnerà il 5 luglio in Campidoglio.

Sono, in ordine rigorosamente alfabetico: Franco Bartucci, giornalista e storico portavoce Unical; Carmine Belfiore, nuovo Questore di Roma, Gianni Crea, il cavigero del Vaticano; Rosario De Luca, Presidente Consiglio Nazionale Ordine Consulenti lavoro; Carmelo Dominici, cardiochirurgo al Campus; Leonardo Donato, Ceo Fortune Italia, Enzo Gentile, famosissimo urologo; Amedeo Lucente oculista di grande traduzione; Nicola Maione, Presidente Monte Paschi di Siena; Patrizia Mirigliani, storica manager e Patron di Miss Italia; Franco Napoli, Vice Presidente Nazionale di Confapi; Enrico Maria Pujia, capo Dipartimento Programmazione Strategica Ministero LL.PP; Luigi Sbarra, segretario Generale della. Cisl; S.E. Antonio Staglianò, presidente Pontificia Accademia di Teologia.

In attesa della Festa in Campidoglio, Gemma Gesualdi sottolinea che le sfide contemporanee ci pongono riflessioni importanti, «ed è per questo che questa edizione 2023 si caratterizza nel promuovere Ia sostenibilità ambientale ed energetica, attraverso un grande impegno che il Brutium ha sposato, aderendo come opinion leader al Programma Nazionale per l’informazione e la formazione sull’efficienza energetica “Italia in Classe A”, promosso dal Ministero dell’ Ambiente e della Sicurezza Energetica e realizzato dall’ Agenzia Nazionale per I’ Efficienza Energetica dell’Enea». 

Nell’ambito di questo impegno – anticipa la presidente del Circolo – siamo orgogliosi di presentare i primi risultati di un progetto Nazionale che Enea sta dedicando alla Regione Calabria, «selezionando la Città di Cosenza come primo Laboratorio Urbano per la sostenibilità energetica, per accompagnare il territorio verso una nuova cultura della pianificazione e progettazione territoriale, sotto la lente della sostenibilità energetica». 

Sostanzialmente, iI modello urbano su cui si sta lavorando vuole essere una “best practice” replicabile in altre realtà della Calabria, per diventare realmente una Regione capofila nelle politiche di rigenerazione urbana, puntando sulla bellezza, sulla tecnologia, sulla sicurezza urbana ed energetica e sulla inclusione, senza lasciare indietro nessuno. 

Per questo – ripete Gemma Gesuladi nella sua lettera ufficiale di invito alle massime cariche dello Stato – lo slogan di questa nuova Edizione può essere riassunto in Brutium è Green! Al termine della cerimonia saranno quindi consegnate le Medaglie d’Oro Calabria 2023 a “Figli di Calabria che con la loro vita e le loro opere hanno onorato la loro Terra di origine». (pn) 

Al Senato la meravigliosa storia Arbëreshë

«Essere Arbëreshë o amare gli Arbëreshë. Abitarli. Io li abito, ho eredità, li amo. Ma non basta. Per realizzare una progettualità bisogna andare oltre. Soprattutto bisogna necessariamente andare oltre ciò che si chiama accademia. Restare dentro il pensare e il pensiero che è lingua, linguaggio, parola. È fondamentale cercare di legare/intrecciare tradizione, religiosità, storia con la letteratura che è alla base di una espressione linguistica, con le arti che sono manifestazioni complesse e articolate con i segni tangibili della creazione di una civiltà, con il rito che lega il tempo dell’Oriente con l’Occidente».

Un evento vero e proprio per il mondo delle Minoranze linguistiche in Italia l’incontro al Senato promosso dalla Fondazione Salvatore Crucitti Onlus, presente, insieme al gotha delle Minoranze linguistiche in Italia, anche Lendita Haxhitasim, Ambasciatrice del Kossovo in Italia. 

È la prima volta che il tema delle lingue parlate che rischiano l’estinzione arriva in una sede così prestigiosa e così solenne sotto il profilo istituzionale come lo è il Senato della Repubblica.

È Demetrio Crucitti, presidente della Fondazione Salvatore Crucitti Onlus promotore del Focus qui al Senato – ad avviare il dibattito, manifestando tutta la sua fierezza istituzionale per essere riuscito ad affrancare il tema della difesa della lingua arbëreshë in una sede così importante come Palazzo Madama. 

«Vuole essere questa – dice ancora Demetrio Crucitti– una intera Giornata di Studi con un tema centrale, “Istruzione e Comunicazione per la Tutela della Minoranza Linguistica Storica Arbëreshë”, e riteniamo sia solo l’inizio di un nostro viaggio all’interno della grande diaspora albanese di questo secolo, uno dei temi più affascinanti della letteratura e della storia moderna. Oggi qui parliamo della tutela della Lingua di Minoranza Storica Arbëreshë riconosciuta dalla Legge 482/99 che attua l’art. 6 della Costituzione ma poco applicata per questa Lingua di Minoranza». 

Forte la denuncia pubblica del vecchio dirigente Rai (Demetrio Crucitti è stato per 10 anni direttore della Sede calabrese della Rai): «Un rapporto dell’Onu – ricorda Demetrio Crucitti – parla di una lingua a rischio estinzione e che viene ancora parlata in Italia da circa 70.000 persone distribuite su 8 regioni prevalentemente del mezzogiorno d’Italia, questo è il dato reale con cui tutti noi dobbiamo confrontarci e misurarci».

Ad aprire i lavori del confronto è il vice presidente del Senato, Maurizio Gasparri, che anche in questa occasione, come sua abitudine, ha affrontato il tema in termini concreti e propositivi: «Trasferirò in Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai le vostre ansie e le vostre richieste, perché credo sia giusto e corretto che una grande azienda di Stato come la Rai trovi gli spazi giusti per diffondere le culture minoritarie come le vostre e dedichi attenzione alle popolazioni che ancora in questo Paese parlano lingue antiche ,orali, che rischiano di sparire per sempre».

Ma il senatore Gasparri non è nuovo a materie di questo genere, già in passato e per lunghi anni si è infatti adoperato perché le minoranze linguistiche presenti in Italia potessero trovare la loro giusta collocazione nel quadro più generale delle iniziative culturali più importanti del Paese. 

È il segretario Generale di Figec Carlo Parisi a spiegare il perché Figec abbia scelto di aderire a questa manifestazione così solenne: «Perché crediamo nel pluralismo sindacale e non solo, perché da sempre difendiamo le minoranze culturali e di ogni genere, e soprattutto perché abborriamo il pensiero unico».

Dopo di lui interviene il Presidente della Figec Lorenzo Del Boca, invitato alla manifestazione per spiegare quale è oggi il vero rapporto tra mondo della comunicazione e minoranze linguistiche: «Vicende storiche varie e complesse – spiega l’ex Presidente del Consiglio Nazionale dei Giornalisti Italiani – hanno portato, nel corso dei secoli, allo stanziamento sul territorio dello Stato italiano di numerose comunità minoritarie, diverse per lingue, tradizioni culturali e condizioni socioeconomiche. Le minoranze linguistiche riconosciute e tutelate dalla legge oggi in Italia sono dodici: lingue delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo, ma la legge 482 nata per tutelarne il patrimonio storico non basta più a garantirne la sopravvivenza».

Messaggi forti, segnali precisi, indicazioni e suggerimenti istituzionali che ora finiranno sui tavoli che più contano per essere analizzati e valutati con la giusta attenzione. Non a caso lo stesso direttore della sede Rai della Calabria, Massimo Fedele ha raccontato ai presenti l’esperienza fondamentale che Rai Calabria «ha sempre svolto in difesa della tutela delle lingue in via di estinzione».

Dai temi centrali si passa quindi al tema più specifico della tutela della vecchia lingua parlata d’Arberia. 

In realtà il saluto e la premessa iniziale di Demetrio Crucitti consente agli interventi successivi di liberarsi dai soliti legacci e imbarazzi istituzionali e parlare del tema con la franchezza e serenità necessaria, cosa che fa per primo un grande intellettuale calabrese come Pierfranco Bruni, scrittore, poeta, italianista e critico letterario, esperto di Letteratura dei Mediterranei, Vice presidente nazionale del Sindacato libero scrittori, e rappresentante, per 6 anni consecutivi della cultura italiana nei Paesi esteri per conto del Mic.

«Essere arbëreshë o amare gli Arbëreshë. Abitarli. Io li abito, ho eredità, li amo. Ma non basta. Per realizzare una progettualità bisogna andare oltre…».

Nella sua veste di storico Presidente del Comitato nazionale per la promozione e la valorizzazione delle minoranze etno-linguistiche italiane del ministero della Cultura e consulente culturale della presidenza della Camera, e qui di relatore ufficiale del tema di apertura del Focus, Pierfranco Bruni ricorda che «non esiste ancora in Italia una Biblioteca Nazionale interamente dedicata alla storia e alla lingua albanese, che non esiste un archivio esclusivo dedicato alle minoranze linguistiche, e soprattutto che non esiste un Museo Nazionale della tradizione Arberesche, quanto basta per capire come la politica abbia trattato fino ad oggi questo mondo». 

Basterebbe rileggere la relazione di Tommaso Bellusci “Koine Liturgica nel Rito Bizantino delle Eparchie Arbereshe d’ltalia, per rendersi conto della dimensione reale del problema. Storico collaboratore della Rivista Italo – albanese  Lidhja- Unione  e della Rivista  Lajme – Notizie della Eparchia di Lungro degli italo-albanesi  dell’Italia continentale, Tommaso Bellusci ricostruisce nei minimi dettagli la storia della lingua Arbëreshë, puntando la sua lezione magistrale su quella che il vecchio giurista di Frascineto chiama “la sovranità spirituale nell’ Arberia bizantina”.

Tocca poi a Ernesto Madeo Commissario della Fondazione Regionale istituto di Cultura Arbereshe e sindaco di San Demetrio Corone (CS) spiegare le tante iniziative importanti che la Fondazione sta cercando di realizzare in difesa del patrimonio arberesche: «Siamo appena rientrati da Tirana dove abbiamo portato una delegazione di 200 persone in rappresentanza dei nostri paesi, e dove abbiamo legato con lo stato albanese rapporti di proficua collaborazione culturale».

Testimonianze di vita vissuta al servizio delle Minoranze arrivano anche da Vincenzo Cucci Presidente dell’Associazione Vatra Arbereshe, Chieri (TO);da Fernanda Pugliese, Coordinatore Sportelli Linguistici, Arbereshe e Croato Direttore Editoriale Rivista Kamastra e Videonotiziario, e da Diana Kastrati, Direttore Esecutivo del Centro Studi e Pubblicazioni per I’Arberesh del Ministero dell’Europa e degli Affari Esteri della Repubblica di Albania, che lancia all’assemblea di Sala Zuccari una ennesima provocazione «Si faccia un documento finale di questo incontro e lo si mandi al Ministro della cultura».

In realtà ci pensa l’Eparca di Lungro a chiudere in bellezza la prima parte del dibattito.

Mons. Donato Oliverio Vescovo dell’ Eparchia di Lungro degli ltalo Albanesi dell’Italia Continentale, tiene all’assemblea presente una vera e propria lectio magistralis sulla tradizione arberesche, ma chi meglio di lui?, un appello alla riscoperta dell’identità territoriale, un monito a non rinunciare mai alle battaglie intraprese, un consiglio al mondo della scuola perché nelle scuole si insegni la vecchia lingua parlata, un inno alla chiesa che ha saputo riunire in una sola lingua le varie identità dei territori e delle popolazioni, un richiamo alla responsabilità, e una esaltazione del ruolo dei sacerdoti spar4si per il territorio. 

Le conclusioni dell’assise sono affidate all’assessore regionale Gianluca Gallo, a cui il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto ha assegnato la delega delle Minoranze: Faremo di tutto – dice l’esponente politico – per dare a questo tema e a questi problemi la giusta dignità politica e sociale, convinti come siamo che la storia di un popolo parta dalla tutela della lingua orale e che per rafforzare il legame tra presente e passato non si possa prescindere da tutto questo».

Un evento di altissimo valore sociale e politico, dunque dietro il quale – va ricordato – si muove l’attività del Comitato Scientifico, presieduto dallo stesso Pierfranco Bruni. Sarà ora questo Comitato a predisporre un Dossier sullo Stato dell’arte e proposte per l ‘applicazione della Tutela Costituzionale della Popolazione Italo -Albanese, Minoranza Linguistica Storica riconosciuta dalla Legge 482/99, parlante la Lingua Arbëreshë. Lingua a rischio estinzione (Onu). Presenti ieri all’incontro anche Sergio Ferrari, Presidente della Provincia di Crotone, e il sindaco di Lungro Carmine Ferraro, in rappresentanza delle loro rispettive comunità. (pn)

In Senato si parla degli Arbëresh, patrimonio culturale da preservare

Istruzione e Comunicazione per la Tutela della Minoranza Linguistica Storica Arbëreshe è il tema centrale di cui si parlerà oggi pomeriggio in Senato, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, con Demetrio Crucitti, presidente della Fondazione Salvatore Crucitti e già direttore di Rai Calabria. Ha confermato la sua Presenza l’assessore regionale Gianluca Gallo che ha la delega per le minoranze linguistiche

Nella Sala Zuccari del Senato, dunque, alla presenza dei massimi rappresentanti delle minoranze linguistiche storiche, si parlerà di questa minoranza, che in Calabria conta 58.425 persone, in 35 comuni: 27 in provincia di Cosenza, 5 in provincia di Catanzaro, 3 in provincia di Crotone.

Di recente, inoltre, la presidente del Kosovo, Kvjosa Osmani – Sadriu è stata in visita in Calabria.

«Sono qui in mezzo ai miei fratelli e sorelle e porto i saluti affettuosi del mio popolo. Gli arbëresh sono una colonna dell’identità di tutto il nostro popolo e hanno giocato un ruolo importantissimo nel mantenimento della nostra cultura e della lingua», ha dichiarato la presidente durante la sua visita a Frascineto.

«Le comunità arbëreshe, presenti in tantissimi Comuni, per rilevanza numerica ma soprattutto per l’importanza storico-culturale, rendono la Calabria la regione italiana più rappresentativa della minoranza  arbëreshe», ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso in occasione della visita della presidente Osmani Sandriu.

«Il Consiglio regionale dispone, nel suo Polo culturale ‘Mattia Preti’ – ha ricordato –  di una rilevante sezione multimediale sulle minoranze linguistiche, continuamente implementata per rendere disponibili documenti, immagini e contributi su una realtà che ha una forte valenza anche sociale ed economica».

«Il Consiglio regionale – ha proseguito – per raccontare e valorizzare il patrimonio culturale sulle minoranze linguistiche – come prescrivono la legge 482/99 e quella regionale 15/2003 – di recente ha contribuito alla realizzazione della  Guida di ‘Repubblica’ (intitolata ‘Albanesi d’Italia storie e volti del mondo arbëreshe’) della collana ‘Le Guide – ai sapori e ai piaceri’  edita dal Gruppo Gedi,  che contiene un profluvio di notizie culturali e geografiche, corredate da belle foto, sul popolo arbëreshe in Calabria e nel Paese».

« Queste comunità – ha concluso – originarie dell’Albania e della Grecia, che giunsero in Calabria a seguito di diverse ondate migratorie tra il XV ed il XVIII secolo per sfuggire all’invasione ottomana, oggi  sono considerate un felice esempio di integrazione, proprio grazie al rapporto dialettico tra identità e alterità che i discendenti hanno saputo tramandare».

Sull’importanza che la politica deve dare alla tutela dell’identità arbereshe, patrimonio inestimabile delle bellezze d’Italia, ha parlato Cataldo Pugliese, promotore di Italia delle Minoranze svoltosi a giugno a Tirana, in Albania: «La politica ha la responsabilità morale per il mantenimento e lo sviluppo della comunità arbereshe d’Italia, è un valore distintivo ed unico al mondo. Un attento e accurato percorso di marketing culturale e sociale, diventa oggi più che mai fondamentale  – continua – Pugliese, affinchè rimanga viva la memoria arbereshe in quei 50 comuni italiani che rappresentano delle vere e proprie isole identitarie, d’oriente dentro l’occidente. Quello degli arbereshe è un patrimonio umanitario che affascina tutti coloro che lo scoprono e lo conoscono».

Per Pugliese «è importante che la Regione Calabria si attivi con determinazione per la definizione della Fondazione Arbereshe regionale, e che il Ministero alla Cultura non sottovaluti queste risorse del paese, e sostiene a gran voce le parole di Monsignor Donato Oliverio, vescovo di Lungro, che ci invita a fare rete e tessere relazioni tra tutti gli stakeholder arbereshe di buona volontà, perché l’Arberia tutta venga sempre più conosciuta e apprezzata per il bene turistico e culturale delle nostre comunità, per il bene dell’economia dei nostri borghi, per il futuro dell’Italia del Meridione, per tutte le Minoranze in Italia, per l’Italia intera». (rrm)

La Varia di Palmi presentata al Senato

È stata presentata, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato la Varia di Palmi, la tradizionale manifestazione religiosa dichiarata patrimonio Unesco.

La kermesse è stata presentata nel corso dell’evento Sostenibilità culturale e innovazione. La Varia di Palmi come catalizzatore dello sviluppo sostenibile in Calabria.

Dopo i saluti istituzionali del senatore Nicola Irto, ha aperto i lavori il Consigliere metropolitano e sindaco di Palmi, Giuseppe Ranuccio. Presenti all’evento, moderato dall’assessore al Turismo e ai Grandi Eventi della Città di Palmi Giuseppe Magazzù, il Presidente della Fondazione Varia di Palmi Daniele Laface, la Responsabile Tecnico-Scientifico del Progetto Unesco Patrizia Nardi, il Consigliere regionale calabrese Raffaele Mammoliti, il Presidente dell’Associazione Gramas Luca De Risi, il Maestro orafo e Imprenditore Gerardo Sacco, e i direttori artistici della Fondazione Varia di Palmi, Giovanni Squatriti e Domenico Romeo.

«”Siamo orgogliosi di poter presentare oggi il grande lavoro che è stato fatto in questi mesi per la promozione di un evento che riteniamo una straordinaria ricchezza, non solo per la comunità palmese ma per l’intero comprensorio metropolitano e calabrese», ha affermato il consigliere delegato e sindaco di Palmi, Giuseppe Ranuccio.

«Ringrazio il senatore Irto per aver voluto, insieme a noi – ha aggiunto – celebrare questa ulteriore occasione di esposizione, in chiave nazionale, di uno degli eventi più identitari del nostro territorio, figlio di una lunga e gloriosa tradizione che va ben oltre il significato strettamente religioso, già di per sé molto importante».

«Ancora una volta – ha proseguito Ranuccio – abbiamo l’occasione di parlare ad una platea ampia e qualificata di un percorso, riconosciuto a livello mondiale come patrimonio dell’Unesco, che costituisce un grande orgoglio per tutti noi, un connubio perfetto tra l’antica tradizione della festa religiosa, e l’innovazione degli strumenti più contemporanei, che puntano ad una promozione del territorio con tutte le sue bellezze, culturali, artistiche, naturalistiche».

«Siamo felici di poter riproporre anche oggi l’entusiasmo e la passione che sta animando il nostro lavoro – ha concluso Ranuccio  – grazie ad un lavoro di squadra che coinvolge tante straordinarie professionalità, che ringrazio per questo straordinario impegno, e che punta dritto alla realizzazione di un evento importantissimo per il nostro territorio e che, anche grazie al sostegno delle istituzioni, è diventato un punto di riferimento per la Calabria anche in ambito internazionale».

«Abbiamo presentato, in Senato, la Varia di Palmi 2023 – ha ribadito Irto – Questa volta in un contesto europeo e internazionale. Già Patrimonio Unesco dal 2013, potrà diventare uno dei simboli dell”identità culturale italiana nel mondo. Con l’obiettivo di lasciare alle future generazioni una delle tradizioni più suggestive del nostro territorio». (rrc)

L’Associazione RaGi porta al Senato i familiari di pazienti affetti da demenza

È grazie all’Associazione RaGi se la senatrice Tilde Minasi ha potuto incontrare i familiari dei pazienti affetti da demenza, provenienti da tutta Italia. Un incontro organizzato al Senato, dove per la prima volta, grazie all’impegno di Elena Sodano, presidente dell’Associazione e ideatrice della residenza innovativa CasaPaese di Cicala, hanno avuto l’opportunità di essere ascoltati dalle istituzioni.

«Saremmo potuti essere molti di più se la volontà di una presenza qui a Roma si sarebbe potuta conciliare con il dovere della cura che molte famiglie hanno nei confronti dei loro cari affetti da demenza, che purtroppo non hanno potuto lasciare soli», ha detto la presidente Sodano.

Raccolte oltre 1200 firme in pochissimi giorni, insieme a 20 caregivers guidati dal portavoce Sauro Magrini e una rappresentanza dell’associazione Gruppo Alzheimer Tolentino, Sodano ha portato nella capitale la causa di persone – provenienti da ogni regione d’Italia – che in silenzio e con enormi sacrifici hanno consacrato la propria vita a fianco dei familiari con demenza. 

«Le persone con demenza e le loro famiglie sono stanche di continuare a pagare un prezzo alto a causa di una gestione politico-sanitaria che non riesce a risolvere le difficoltà economiche, a fare quadrato intorno a un problema che ha raggiunto dimensioni pandemici non più controllabili, in una Italia che, su questa tematica è spaccata in due», ha ribadito Sodano durante l’incontro intimo e operativo, basato principalmente sull’ascolto.

A segnalare gli interventi più urgenti è stato il portavoce Magrini, a capo della delegazione di caregivers, che ha richiesto tutela della persona ammalata, a cui non vengono riconosciuti gli adeguati supporti economici e assistenziali, semplificazione delle modalità di accesso a Rsa e centri di assistenza, regolamentazione della figura del badante e dell’assistente familiare e facilitazione dell’ accesso al pronto soccorso e in ospedale per persone che, a causa della demenza, non possono affrontare ore di attesa né restare da soli durante il ricovero.

Ha, inoltre, richiesto un’attenzione particolare per le demenze ad esordio giovanile, purtroppo poco conosciute, portando l’esperienza della familiare Michela Morutto, moglie di Paolo Piccoli che si è ammalato di Alzheimer precocemente, ad appena 43 anni, la cui storia è raccontata anche nel libro Un tempo piccolo (Gemma Edizioni) a cura di Serenella Antoniazzi.

«Assistiamo impotenti al percorso di una malattia che conduce nel baratro del dolore non solo l’ammalato ma anche noi familiari che svolgiamo il lavoro più duro a livello emotivo, fisico e mentale. Purtroppo, dove c’è una demenza, i malati sono sempre due: la persona con disabilità e chi se ne occupa perché tempo, risorse fisiche ed economiche vengono completamente assorbite nell’accudimento», ha affermato Magrini sostenuto dai caregivers presenti e dai fratelli Andrea e Barbara Crocetti, fondatori del Gruppo Alzheimer Tolentino nonché caregivers per 12 anni della madre affetta da Alzheimer ad esordio precoce.

Consapevoli della mancanza, in Italia, di un quadro giuridico di adeguata tutela del caregiver, hanno chiesto, all’unisono, leggi specifiche, un piano per le demenze più sostanziale e trasparente, maggiore sensibilizzazione sull’importanza della prevenzione, sui corretti stili di vita da adottare in via cautelativa, sulla malattia che non deve rappresentare uno stigma.

«Chiediamo anche contributi finanziari per l’adeguamento dei luoghi domestici e norme che favoriscano l’inserimento dei cargivers nel mondo del lavoro. Un maggiore coinvolgimento di associazioni e familiari nel controllo dei progetti del Piano Nazionale per le demenze, che talvolta non danno alcun supporto concreto», hanno aggiunto i fratelli Crocetti evidenziando quanto sarebbe d’aiuto prevedere in ogni città strutture che, come CasaPaese, applicano un approccio inclusivo e non sedativo.

Richieste, proposte e spunti di riflessione pienamente accolti dalla senatrice Minasi che, nell’incontro durato oltre 2 ore, ha ascoltato le storie personali di tutti i familiari presenti, confermando la sua disponibilità, in qualità di presidente della X Commissione Affari sociali e sanità,  a farsi portavoce con il Ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli – tra l’altro di recente in visita a CasaPaese – e con gli altri ministri affinché si possa attuare un cambiamento reale, fatto di aiuti concreti per pazienti e familiari.

«Siamo davanti a un’emergenza sociale, sento l’urgenza di tutelare queste famiglie che, spesso, sono costrette a sostituirsi a un carenze servizio sanitario pubblico», ha concluso Minasi, soddisfatta di questo incontro che rappresenta soltanto il primo passo di un cammino comune che intende proseguire al fianco dei caregivers che hanno tanto bisogno del riconoscimento di bisogni e dignità. (rrm)

Domani al Senato il convegno “Gioia Tauro luce del Porto”

S’intitola Gioia Tauro luce del porto il convegno in programma domani pomeriggio, alle 17, nella Sala Capitolare del Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva del Senato.

L’incontro, nato su iniziativa della senatrice Tilde Minasi in collaborazione con l’Associazione Brutium – I calabresi nel mondo e dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, prevede la presentazione ufficiale del progetto e dello short film d’autore “Vedrai ciò che prima desiderasti”, realizzato nella produzione esecutiva da Open Lab Company per conto dell’Autorità, guidata dal presidente Andrea Agostinelli, sul progetto di Patrizia Nardi, esperta in valorizzazione del patrimonio culturale, e la regia di Francesco De Melis.  

Apriranno i lavori la Senatrice Tilde Minasi e Gemma Gesualdi, presidente del Brutium – I calabresi nel Mondo. Ad introdurre gli obiettivi e la grandezza del progetto culturale del porto di Gioia Tauro sarà il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli. Interverranno Patrizia Nardi, responsabile scientifico del progetto, Francesco De Melis, regista, e i Soggetti che hanno patrocinato il progetto. Concludono l’on. Edoardo Rixi viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, l’on. Vittorio Sgarbi sottosegretario al Ministero della Cultura, e Andrea Delmastro Delle Vedove, sottosegretario al Ministero della Giustizia. Modera Patrizia Giancotti, giornalista e antropologa.

In suoni e in immagini sarà, così, raccontata la bellezza e le peculiarità di uno scalo sempre più sostenibile e tra i più avanzati al mondo. Una bellezza “tecnica” che sarà coniugata e declinata, in contrappunto, con l’altra bellezza, quella del territorio e del suo patrimonio culturale, che si ricollega all’identità millenaria di uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi al mondo, dove il mito si fonde ancora oggi con la leggenda. (rrm)

Al Senato si presenta il congresso scientifico “Innovazione medicina territoriale”

Domani pomeriggio, al Senato, nella Sala Caduti di Nassirya, sarà presentato il congresso scientifico “L’innovazione nella medicina territoriale”. L’evento si terrà a Cosenza il 10 e l’11 febbraio a Cosenza.

Una importante opportunità per evidenziare le novità che, nella provincia cosentina, stanno caratterizzando il settore della telemedicina riguardo alla cura di pazienti con disturbi respiratori, cardiaci e pazienti affetti da diabete. I responsabili scientifici del congresso sono il dott. Giovanni Malomo e l’ingegnere Alessandro Astorino. 

A curare l’organizzazione dell’evento romano e la due giorni di lavori congressuali a Cosenza è Xenia, provider ECM di Francesca Mazza.

Malomo, pneumologo nonché dirigente medico dell’Asp di Cosenza, tiene a ribadire che “si intende creare un focus su questa tematica in quanto la telemedicina viene impiegata per dare risposte a pazienti cronici e fragili. Senza dimenticare che, a causa della pandemia, queste fragilità sono notevolmente aumentate”.

Relativamente al congresso che si terrà a Cosenza, il dirigente medico ha spiegato che «con la presentazione al Senato vogliamo lanciare un segnale positivo a tutta la nazione. Il 10 e 11 febbraio prossimi a Cosenza avremo esperti che arriveranno da tutta Italia; il nostro auspicio è che il progetto di telemedicina già messo in campo nel territorio di Cosenza possa estendersi a tutta la regione Calabria». 

Per il pneumologo «possiamo essere attori e artefici della presa in carico del paziente con l’elaborazione di una cartella elettronica territoriale che può essere condivisa via web».

«Ciò – rimarca Malomo – per consentire l’assistenza domiciliare integrata per pazienti cronici; ed anche per calendarizzare gli interventi”. In pratica tutto orbita intorno all’home care che già sta dando i suoi frutti nella provincia bruzia. Infatti, attualmente sono 128 i pazienti critici gravi di terzo livello, sia adulti che bambini, che sono seguiti con la telemedicina. In cura con questa particolare e mirata metodologia anche 406 pazienti Covid; molti dei quali ricoverati in strutture per anziani.

«La pandemia da Covid – commenta il dirigente medico – ha ulteriormente sottolineato la fragilità cui siamo soggetti e quindi anche la necessità che tutti i calabresi abbiano parità di trattamento per quanto riguardo la tutela della salute». 

Ad affiancare il dott. Malomo nell’organizzazione del congresso di Cosenza è l’ingegnere Alessandro Astorino. In qualità di coordinatore del Consiglio Operativo del Comitato Italiano per l’ingegneria dell’Informazione (C3I), Astorino tiene a sottolineare: «Abbiamo inteso presentare il congresso a Roma non solo per la sua valenza scientifica ma anche per dare il giusto riconoscimento al lavoro svolto sul territorio, in tema di telemedicina, dall’Asp di Cosenza».

«In una fase di riorganizzazione profonda della sanità calabrese – sostiene ancora l’ingegnere – vogliamo dare la giusta attenzione ad una realtà di eccellenza capace di coniugare la dovuta competenza tecnico-professionale, un codice di valori e di significati con cui dare senso alla malattia e al proprio lavoro e fare di ogni caso clinico un incontro umano”. Per Astorino “oggi uno sguardo completo sull’uomo e un’adeguata competenza etica sono diventati requisiti essenziali per interpretare con appropriatezza ogni attività sanitaria. È importante formare un professionista eticamente consapevole, cioè conscio dei valori morali in gioco nelle decisioni che egli suggerisce o prende». (rrm)