Una Messa per il prof. Lino Versace all’Università della Calabria

di FRANCO BARTUCCI – La Comunità universitaria dell’Unical si è ritrovata nella chiesa San Paolo Apostolo della parrocchia universitaria gestita dai Padre Dehoniani per celebrare una santa messa, presieduta da padre Emanuele, in suffragio per il prof. Pasquale Versace scomparso lo scorso 5 dicembre.

Una partecipazione nutrita di docenti, non docenti e tecnici dell’area d’ingegneria ed in particolare dei dipartimenti di Ingegneria Civile con il direttore, prof. Roberto Gaudio, di ingegneria per l’ambiente ed il territorio, prof. Giuseppe Mendicino, del Dimes, prof. Stefano Curcio.

A seguire la cerimonia c’erano pure il prof. Giuseppe Frega, già direttore del dipartimento di difesa del suolo e Rettore dell’Unical, con acconto il prof. Paolo Veltri, già preside della Facoltà di Ingegneria; nonché l’ex Rettore Giovanni Latorre e l’attuale pro Rettore con delega al Centro residenziale, prof.ssa Patrizia Piro. Da segnalare la presenza del prof. Mario Maiolo fortemente legato da un rapporto di amicizia, stima e collaborazione con il prof. Versace; nonché il prof. Marcello Maggiolini, presidente del nuovo corso di laurea in Medicina e Chirurgia Td.

Tutti attoniti e vicini ai familiari del prof. Pasquale Versace, che ha lasciato un ricordo di grandi meriti ed apprezzamento per come ci ha detto la prof.ssa Vincenza Calabrò, del Dimes, coordinatrice del progetto Sila per il quale il prof. Pasquale Versace ha dato un puntuale e ricco contributo di esperienza e conoscenza per la sua validità ed importanza per la stessa regione Calabria.

«La scomparsa del prof. Versace, di Lino, inattesa e giunta troppo presto per tutto ciò che con la sua mente vulcanica ed il suo spirito critico e creativo poteva e voleva ancora fare, lascia – ha detto la prof.ssa Vincenza Calabrò – un vuoto. Un vuoto nell’Ateneo, un vuoto in tutti noi che oltre a volergli bene lo stimavamo e ne apprezzavamo le doti e le qualità. Una persona appassionata nel suo lavoro, che riusciva a vedere lontano, a risolvere problemi con geniali intuizioni, spesso critico ma con un modo di essere critico in maniera propositiva».

“Ho imparato a conoscerlo bene e condividerne idee ed attività – ha continuato – con il Progetto Sila. Mi piace pensare che sia riuscito a vedere il buon esito di questo progetto e che abbia fatto un intervento, venerdì, nel corso dell’evento finale, come sempre acuto e mai incline ad eccedere negli elogi, ma proiettato verso il futuro.
La sua intuizione sul progetto SILA ha consentito di realizzare una struttura che ha unito ed aggregato, in una visione che poteva sembrare utopistica e che invece oggi è una realtà, riconosciuta ed apprezzata. Ha saputo da subito cogliere quelle che erano le potenzialità di una aggregazione reale di una rete di ricercatori e laboratori diversi, ha saputo creare un amalgama ed una compagine che è cresciuta, con lui sempre e comunque presente, anche quando non era più responsabile scientifico. In tutti gli incontri le sue idee, le sue critiche, le sue proposte, si rivelavano vincenti e condivise. Sapeva andare oltre ciò che era l’evidenza, appunto sapeva vedere lontano”.

«Ho imparato tanto da Lino, nelle discussioni, nelle condivisioni – ha detto ancora la prof.ssa Vincenza Calabrò – dapprima con quella referenza che si deve ai grandi professori e poi con quel senso di comune ideale, volontà di costruire e creare qualcosa in cui si crede, quel sentirsi “complici” ma sempre riconoscendo i ruoli.
L’entusiasmo che mi ha trasmesso nei giorni in cui costruivamo il progetto Sila è ancora oggi forte in me e se lo trasmetto in ogni occasione è grazie al riconoscimento che mi fece dicendo che avevo avuto una bella idea e ciò che proponevo, la Hall tecnologica, doveva stare in Sila. Per me fu un momento magico. Un apprezzamento dal mitico prof. Versace!».

«Penso di condividere il pensiero di tutti i componenti dell’Ir Sila se dico che ciò che Sila è oggi, lo è grazie alla lungimiranza di idee, di pensiero, alla visione prospettica che il prof. Versace ha sempre avuto. Lo è anche grazie alla sua convinzione di costruire qualcosa di grande e nel modo come lui lo aveva immaginato e pensato, quella certezza di fare le cose in un certo modo, che poi si rivelava vincente. Sono certa che il cordoglio, il profondo dolore che provo sia condiviso da tutte e tutti i componenti dell’Ir cui mancheranno i suoi interventi, i suoi suggerimenti, quel modo di far capire che quello suo era un pensiero, una idea vincente! E lo era davvero! Ho citato Sila, ma sono tanti i momenti e le attività condivise e sempre accanto alle inevitabili discussioni, vi era la possibilità di apprendere, di scoprire cose nuove, di crescere. Ho sempre visto Lino come una persona che pur nel dissenso dava spunti per imparare e per migliorare».

«Penso che dobbiamo molto al prof. Versace e il suo ricordo, la sua figura- ha concluso la prof.ssa Vincenza Calabrò – rimarranno sempre un caposaldo per la nostra Università. Vorrei che questi pensieri siano anche un modo, per i familiari, le persone care esterne all’Unical al cui dolore ci uniamo tutti, di riconoscere quanto grande fosse il valore del Prof, Versace e come sia stato importante per tutti noi. Resta il rimpianto che sia andato via troppo presto e che poteva esserci ancora un’altra chiacchierata… Grazie Lino». (fb)

Futuri leader dell’Industria 5.0: Nuove opportunità di formazione avanzata all’Unical

Una eccezionale opportunità formativa sta per aprirsi ai laureati magistrali, professionisti del domani. L’Università della Calabria annuncia con orgoglio il lancio del suo innovativo programma di Master di Secondo Livello in “Industry of the Future and Smart Manufacturing”, maturato dal Modeling and Simulation Center – Laboratory of Enterprise Solutions (Msc-Les), uno dei laboratori del Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale (Dimeg), sotto la supervisione scientifica del Prof. Francesco Longo. Il programma avrà inizio il prossimo mese di marzo, ed evolverà per l’intera durata del 2024.

Con l’ambizione di forgiare i futuri leader dell’Industria 5.0, il master offre 16 borse di studio, ciascuna dal valore di 12.500 euro. Questo sostegno economico si rivela fondamentale per quei talenti che mirano a specializzarsi nelle sfide e nelle opportunità dell’industria moderna.

I partecipanti al programma saranno immersi in un percorso formativo che li vedrà protagonisti nello sviluppo di competenze chiave per ruoli come Digital Factory Manager, Innovation Manager e Digital Transformation Consultant. Il curriculum è progettato per dotare gli studenti di conoscenze tecniche e analitiche avanzate, essenziali per operare efficacemente in team multidisciplinari e guidare l’innovazione nel settore industriale.

Un punto di forza del programma è l’impegno di 500 ore in collaborazioni dirette con aziende leader nei settori di Automotive, Oil and Gas, Consulenza, Automazione Industriale e molti altri ancora. Questa esperienza pratica permette ai partecipanti di acquisire competenze indispensabili, mettendoli a diretto contatto con la realtà industriale contemporanea.

Oltre a rappresentare un valore aggiunto per il curriculum vitae degli iscritti, questo master è un ponte verso aziende all’avanguardia, con una formazione fondata mediante tecnologie innovative e in costante crescita.
L’Università della Calabria invita i potenziali candidati a non lasciarsi sfuggire questa opportunità formativa unica. Questo master non rappresenta solo un percorso di studio, ma un vero e proprio investimento nel futuro professionale all’interno dell’Industria 5.0. Le candidature sono aperte fino al 15 febbraio 2024.

Per maggiori informazioni sul programma e per procedere con l’iscrizione, è possibile visitare il sito Mif 2024 (https://www.msc-les.org/mif/), o contattare il MIF Master Office (Tel: +39 0984 494891, Email: mif-office@msc-les.org). (rcs)

Riconoscimenti di prestigio all’Unical ed alcuni suoi docenti illustri

di FRANCO BARTUCCI – Tutto ha avuto inizio in questi primi giorni del mese di dicembre con il Premio internazionale Città di Gioacchino da Fiore, giunto alla seconda edizione, ideato lo scorso anno dal Sindaco Rosaria Succurro, per dare lustro a San Giovanni in Fiore nel ricordo dell’abate filosofo Gioacchino da Fiore, nato a Celico intorno al 1130.

San Giovanni in Fiore, noto anzitutto a livello mondiale, per la figura dell’abate Gioacchino da Fiore, cantato anche da Dante Alighieri nella sua opera “Il Paradiso” della Divina Commedia”, ha ottenuto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il titolo di città.

Un decreto di riconoscimento che il Prefetto di Cosenza, Vittoria Ciaramella, ha consegnato al Sindaco Succurro, in occasione della manifestazione celebrativa della seconda edizione del Premio Internazionale Città di Gioacchino da Fiore, svoltasi nell’Abbazia florense, su iniziativa del Comune di San Giovanni in Fiore.

Madrina e premiata della cerimonia è stata l’attrice produttrice Maria Grazia Cucinotta, che a proposito del Premio ricevuto ha dichiarato: «L’Abate Gioacchino è stato un genio della comunicazione, ha inventato la modernità e ci infonde fiducia nel futuro, proprio mentre il mondo è pieno di guerre, crisi e incertezza».

Oltre duemila persone hanno seguito la cerimonia in cui ben 19 personalità della scienza, della cultura, dello spettacolo, dello sport e dell’impegno civile hanno ricevuto il Premio realizzato dall’azienda orafa GB Spadafora con la collaborazione del creativo Luigi Vircillo. Si tratta di una riproduzione tridimensionale, laminata in oro 24 carati, dei “Tre cerchi trinitari”, cioè l’immagine più nota del “Liber Figurarum” dell’abate Gioacchino da Fiore, che nel XII secolo profetizzò l’avvento della Terza età, di pace e giustizia dentro la storia umana.

Tra i vari premiati si trovano tre illustri e noti docenti dell’Università della Calabria, a cominciare da Sandra Savaglio, scienziata di fama mondiale e Ordinario di Astronomia e Astrofisica presso il dipartimento di Fisica dell’Ateneo di Arcavacata, che ha manifestato la sua soddisfazione dichiarando: «Il Premio Internazionale Gioacchino da Fiore è stata una bellissima sorpresa; un evento dedicato a tante storie fantastiche che hanno trasmesso agli ospiti grandi emozioni. Il tutto in un contesto unico e in una cornice natalizia che ha reso quei momenti ancora più speciali. Per non parlare dell’organizzazione impeccabile per niente scontata che ha reso onore alla nostra Regione. Insomma qualcosa che non si dimentica e sono davvero orgogliosa di averne fatto parte. Bravi tutti e tutte, in particolare il Sindaco Rosaria Succurro, che da sempre promuove la figura del grande filosofo calabrese che ha dato il nome al Premio».

Da parte sua chiare e calorose sono state le parole pronunciate a tal riguardo dal Sindaco Rosaria Succurro: «I premiati saranno gli ambasciatori di Gioacchino e di San Giovanni in Fiore. Con questo Premio, intendiamo offrire il racconto di un’altra Calabria, che vuole costruire libertà e progresso coniugando la dimensione locale con quella globale, anche per rimuovere stereotipi e pregiudizi diffusi sulla regione. Vogliamo affermare che la Calabria risponde alla criminalità organizzata con le armi della cultura e del pensiero, che ci liberano dall’angoscia, dalla rassegnazione e dal timore di volare».

Pensieri e valori raccolti dal prof. Yaroslav Sergeyev, professore Ordinario di Analisi numerica presso il Dipartimento Dimes dell’UniCal, luminare e inventore dell’”Infinity computer”, che ha paragonato il filosofo Gioacchino da Fiore al filosofo Pitagora. «Ho girato il mondo – ha dichiarato nel ritirare il Premio – per la mia ricerca scientifica e mi sono trasferito in Calabria per scelta, perché qui si sta bene. Molto spesso i calabresi non conoscono le ricchezze e bellezze della regione. Perciò è importante che le istituzioni promuovano con sempre maggiore convinzione le principali risorse culturali, intellettuali e ambientali della Calabria».

«Mi fa molto piacere ricevere questo prestigioso Premio insieme ad un gruppo di persone eccezionali nelle loro attività. Noi tutti, ognuno nel suo ramo – mi ha confidato il prof Yaroslav Sergeyev – cerchiamo di dare il nostro meglio per aiutare l’Italia e la Calabria di raggiungere i livelli sempre più alti nella ricerca scientifica, nella cultura e nello sport. Devo dire che il Premio della Città di Gioacchino da Fiore è il mio secondo premio ricevuto in Calabria e dedicato ad un pensatore. Infatti, nel 2010 sono stato insignito del Premio Pitagora per la matematica a Crotone. Oggi sono stato premiato per lo sviluppo dell’Infinity Computer e del calcolo numerico con i numeri infiniti ed infinitesimi».

«Questo nuovo – ha proseguito – è stato inventato in Calabria e brevettato in diversi paesi in Europa e non solo. Ora i prototipi del calcolatore vengono usati a livello internazionale da numerosi ricercatori, la metodologia viene insegnata con grande successo, vengono pubblicati dei libri e scritti articoli scientifici. Ogni tre anni organizziamo dei congressi internazionali dove questo tema è uno dei principali argomenti di discussione».

«L’ultimo congresso – ci ha detto ancora – si è svolto proprio questo anno a giugno a Pizzo Calabro. Devo dire che mi fa molto piacere che anche i licei di San Giovanni in Fiore hanno attivamente partecipato nelle attività legati all’insegnamento della nuova metodologia. Non solo, anche ricercatori provenienti da San Giovanni hanno scritto degli importanti articoli scientifici sull’argomento. In conclusione, sono molto contento di ricevere questo prestigioso Premio come riconoscimento di duro lavoro e sono sicuro che il Premio permetterà di far conoscere ancora di più sia la città e la Calabria, come la figura e le idee dell’Abate Gioacchino al mondo intero e mi congratulo con la città di San Giovanni in Fiore che già per il secondo anno consecutivo ha organizzato questo magnifico evento».

La terza figura dell’Università della Calabria a ricevere il “Premio Internazionale Città di Gioacchino da Fiore” è stato il prof. Gianluigi Greco, professore ordinario di Informatica, ove ricopre dal 2018 il ruolo di Direttore del Dipartimento di Matematica e Informatica. Da ottobre 2023 è il coordinatore del Comitato di esperti che supporta la Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’aggiornamento delle strategie nazionali sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. Da gennaio 2022 è Presidente dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA), associazione scientifica di riferimento nel settore, fondata nel 1988 e cui afferiscono oltre 1500 professori e ricercatori di Università e centri di ricerca pubblici e privati. È inoltre membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana per l’Etica dell’Intelligenza Artificiale (SIpEIA).

Sobria la sua dichiarazione nel ricevere il Premio: «Da calabrese fortemente radicato nella propria terra, è un grande onore aver potuto legare il mio nome al prestigioso premio Gioacchino da Fiore; un premio che ambisce a promuovere a livello internazionale la figura dell’Abate silano, sottolineandone la grande modernità e la forza innovatrice. La premiazione è stata una bella occasione per portare alla ribalta tante belle storie della Calabria, animate da competenza, impegno e passione; per promuovere una nuova narrazione dei nostri luoghi, che sappia proiettarci da protagonisti nel futuro del nostro Paese, rimuovendo stereotipi e pregiudizi. Un grande plauso va all’amministrazione comunale, non solo per aver sostenuto con forza l’iniziativa, ma anche per il grande lavoro svolto in questi mesi e che ha portato il Presidente della Repubblica a concedere a San Giovanni in Fiore il titolo di città, quale riconoscimento al valore culturale, civile e democratico del Comune silano».

Doveroso a questo punto, prima di inoltrarci a parlare del quarto premio ricevuto dall’Università della Calabria a San Pietro a Maida, in provincia di Catanzaro, segnalare le altre personalità illustre che hanno ricevuto il Premio Gioacchinita. Oltre alla Cucinotta e ai tre scienziati dell’UniCal: Sandra Savaglio, Sergeyev Yaroslav e Gianluigi Greco, ai quali è stato dato in precedenza il dovuto spazio, è altrettanto doveroso segnalare gli altri 17 premi conferiti: da Derrick de Kerckhove, erede intellettuale di Marshall McLhuan, ad Antonella Polimeni, rettrice dell’Università La Sapienza di Roma; all’economista ed ex presidente dell’Inps Pasquale Tridico; alla dodicenne Ilaria Nicoletti, campionessa italiana di Taekwondo; alla professoressa Mirella Barracco, presidente della Fondazione Napoli 99, premiata, tra l’altro, per la sua meritoria attività di formazione specialistica nel territorio e per aver istituito il “Parco Old Calabria” e il museo dell’emigrazione “La nave della Sila”.

Gli altri premi sono andati a: Manuel Dominguez Alcon, scienziato e terapista dello sviluppo neurologico; Simone Alessio, campione mondiale di Taekwondo e numero uno del ranking nella categoria -80 chilogrammi; Angelo Gallo, regista, scenografo e maestro di teatro; Domenico Iannacone, giornalista, regista e autore televisivo di prestigio internazionale; monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, teologo e arcivescovo emerito di Reggio Calabria-Bova; Luigi Novello, fisioterapista di campioni del calcio come Kakà; Alfonso Samengo, vicedirettore del Tg2; Pietro Scarpino, docente nell’università Iulm e vicepresidente di Ntt Data Italia; Mario Sposato, scultore conosciuto anche all’estero per la sua attenzione alla sostenibilità ambientale.

Una cerimonia caratterizzata per il forte impegno del Sindaco di San Giovanni in Fiore Rosaria Succurro e per la consegna del Premio alla memoria di Rita Pisano, prima sindaca comunista del Sud consegnato ai figli. «Una donna straordinaria – ha rimarcato il sindaco Succurro – per le lotte di civiltà che ha condotto nel territorio silano e per la sua intelligenza e visione politica, basata sulla cultura come motore del cambiamento».

Dalla città di San Giovanni in Fiore al Comune di San Pietro a Maida, in provincia di Catanzaro, dove l’Università della Calabria è stata insignita del “Premio Internazionale Ali sul Mediterraneo Libri & Cultura Festival 2023”, che da dieci anni premia le personalità e le istituzioni della cultura nazionale e internazionale che rappresentano un simbolo positivo per le nuove generazioni.

La cerimonia di consegna si è svolta sabato 2 dicembre presso l’Auditorium “Aiello” di San Pietro a Maida di Catanzaro, ed ha visto la partecipazione del rettore Nicola Leone.

Il Premio è stato conferito all’Unical con la seguente motivazione: «Per essere faro prezioso nella vita di migliaia di studenti. Per aver raggiunto posizioni di prestigio nelle classifiche mondiali. Per aver contribuito alla crescita umana e territoriale dell’Italia intera. Per essere simbolo di forza e di eccellenza, punto di riferimento per le nuove generazioni di studenti nazionali e internazionali».

Nel ricevere il Premio, un grande medaglione contenente le immagini di Ulisse e Nausicaa, simboli di esplorazione, coraggio e accoglienza, il rettore Nicola Leone ha ripercorso gli importanti risultati raggiunti dall’Università della Calabria negli ultimi anni, con il significativo aumento degli iscritti, fatto registrare per il quarto anno consecutivo, l’internazionalizzazione e il consolidato posizionamento nei ranking delle migliori università al mondo.

«L’Unical – ha sottolineato il Rettore – è nata per la Calabria ed è al servizio di tutti i calabresi, è un’eccellenza e un patrimonio prezioso della nostra regione di cui dobbiamo essere fieri. In più di 50 anni dalla sua fondazione – ha proseguito il rettore Leone – ha consentito di conseguire la laurea a più di 100mila calabresi, molti dei quali non avrebbero potuto studiare. La nostra Università sente forte la missione sociale per cui è nata e vuole continuare a svolgerla con l’obiettivo di elevare il livello formativo e socio-culturale in un contesto territoriale ancora debole e difficile».

Lo stesso Premio è stato assegnato anche a Tommaso Montanari, storico dell’arte e rettore dell’Università per stranieri di Siena, e alla poetessa ugandese Susan Kiguli, che si è collegata in streaming dall’Università di Makerere, per la raccolta di poesie “Terre che piangono”. (fb)

Mensa, trasporti e parcheggi per i futuri infermieri dell’Unical a San Domenico

A poche settimane dall’inaugurazione del corso di laurea in Infermieristica, l’Università della Calabria potenzia i servizi a beneficio degli studenti che stanno frequentando le prime lezioni all’interno del complesso monumentale di San Domenico, nel centro storico di Cosenza.

Per garantire alle 119 matricole il pieno godimento del diritto allo studio e rendere più accogliente la sede formativa, l’Ateneo ha avviato una proficua interlocuzione con l’amministrazione comunale del capoluogo e con i gestori dei servizi, fornendo maggiori opportunità nei settori della ristorazione, della mobilità e dei trasporti.

È già attivo da qualche giorno un punto mensa all’interno del complesso di San Domenico, adiacente alle aule attrezzate per le attività didattiche. Lo spazio, arredato per la consumazione dei pasti forniti dal gestore del servizio nel campus, resta a disposizione degli studenti come aula studio al di fuori degli orari della mensa. È stato realizzato un servizio dedicato alla prenotazione dei menu e alla segnalazione di eventuali allergie, intolleranze o esigenze particolari legate al credo religioso.

Già a partire dallo scorso mese di ottobre, l’Unical aveva anche garantito l’accesso al punto ristoro della vicina azienda ospedaliera “Annunziata”, dove nel secondo periodo didattico gli studenti dovranno svolgere il tirocinio obbligatorio.

Agli studenti fuori sede risultati vincitori del bando per il diritto allo studio, inoltre, è già stato assegnato l’alloggio, dando la possibilità di optare per il soggiorno presso il Royal Hotel, a breve distanza da San Domenico.

L’Università della Calabria e il Consorzio Autolinee hanno stipulato una convenzione per garantire abbonamenti mensili a tariffe agevolate agli studenti del corso di laurea in Infermieristica che intendono effettuare gli spostamenti dall’Unical o da Rende verso il centro storico di Cosenza in autobus.

Le corse attualmente programmate dal gestore dei servizi di trasporto pubblico tra l’area urbana e il campus – riconducibili alle Linee 136 e 138 (Quattromiglia-Cosenza e Unical-Cosenza) – consentono di raggiungere la fermata “Piazza Mancini”, distante 400 metri dal complesso di San Domenico, con frequenza di transito variabile tra 15 e 30 minuti. Gli studenti riceveranno una tessera individuale che consente l’accesso ai mezzi individuati in convenzione.

Con la stessa azienda che eroga il servizio è stata poi concordata la sperimentazione di un sistema di infomobilità, i cui destinatari principali saranno proprio gli studenti di Infermieristica. Tramite l’app Smart Campus, il sistema – sviluppato da Somos (Smart-Oriented Mobility Solutions), spin-off dell’Unical – permetterà agli utenti di conoscere in tempo reale lo scostamento tra gli orari di transito alle fermate programmati e quelli “correnti” e, pertanto, di organizzare al meglio i propri spostamenti.

Chi raggiunge il complesso di San Domenico in auto potrà utilizzare il parcheggio del centro commerciale “I due Fiumi” (Piazza Giacomo Mancini) a tariffe estremamente scontate, grazie alla convenzione sottoscritta dall’Unical e da Saba Italia S.p.A., azienda che gestisce la struttura.

Gli studenti e i docenti interessati all’abbonamento dovranno presentare un’attestazione di iscrizione o un tesserino di riconoscimento, oltre alla copia della carta di circolazione del veicolo utilizzato. (rcs)

Aumenta la recettività all’interno del Campus universitario dell’Unical

di FRANCO BARTUCCI – Attualmente i posti letto disponibili sono 2.130 con un aumento complessivo, rispetto allo scorso anno, di cento unità, tenendo fede all’impegno assunto con la precedente nota di comunicazione diffusa in materia nel 2022. In particolare 1.140 alloggi sono stati assegnati agli studenti idonei non beneficiari, 852 unità sono state attribuite agli studenti vincitori ed ulteriori 138 posti sono stati riservati a particolari categorie (tariffa agevolata, portatori di handicap e convenzioni internazionali). Questo conferma l’Unical ai vertici per ricettività nel panorama universitario nazionale.

Ma c’è di più. Tutte le procedure di assegnazione si sono concluse con largo anticipo rispetto alle prassi del passato: lo scorso 31 ottobre sono state completate le assegnazioni dei posti letto riservati agli studenti beneficiari di borsa di studio, mentre il 27 novembre si è concluso l’iter per gli alloggi agli studenti idonei non vincitori di borsa.

Di ciò va dato merito al personale preposto alla gestione dei servizi residenziali del Centro Residenziale ben guidato dal Pro Rettore, con delega al Centro Residenziale, prof.ssa Patrizia Piro, che con grande passione e partecipazione costante e dinamica, da ben quattro anni, si sta occupando con merito della gestione del Campus universitario di Arcavacata, per come meglio viene individuato e chiamato familiarmente, al posto di Centro Residenziale previsto dalla legge istitutiva dell’UniCal del 1968, a firma del Presidente del Consiglio Aldo Moro.

Per centrare un risultato così importante l’Ateneo ha lavorato alacremente su più fronti. In particolare ha partecipato e vinto un bando ministeriale che ha consentito di acquisire un nuovo quartiere residenziale, sono stati inoltre completati i lavori di ristrutturazione di alcuni appartamenti di proprietà e, infine, è stata acquisita la disponibilità di camere presso strutture alberghiere del territorio. L’Ateneo, che ha digitalizzato completamente la procedura di assegnazione rendendola più rapida, ha pure migliorato i servizi a supporto delle residenze grazie all’incremento del numero di addetti presenti nei quartieri per l’accoglienza.

«Il nostro Ateneo – ha spiegato il rettore Nicola Leone – è da sempre molto attento alle esigenze degli studenti, a partire da quelle abitative. La residenzialità estesa ad un numero elevato di iscritti, in controtendenza rispetto all’emergenza nazionale degli alloggi per fuori sede, ha sempre caratterizzato l’Università della Calabria che, alla qualità della didattica e della ricerca, unisce il valore aggiunto della vita nel nostro bellissimo Campus. Il numero degli alloggi dell’Unical è pari al 16% degli iscritti in corso contro il 4% della media nazionale, ma puntiamo ad arrivare al 20% grazie all’ultimazione di un nuovo quartiere residenziale che farà aumentare la nostra ricettività di 500 posti. L’ampliamento dei posti letto e la velocizzazione delle procedure di assegnazione – ha puntualizzato ancora Leone – è il risultato di una politica mirata dell’Università che ha posto il diritto allo studio tra gli obiettivi strategici dell’Ateneo oltre che degli sforzi di miglioramento del servizio profusi quotidianamente dagli addetti del Centro residenziale».

Fin qui la soddisfazione del Rettore Leone anche in funzione di quel 20% auspicato di poter raggiungere quanto prima, con l’ultimazione di un nuovo quartiere residenziale che avrà una ricettività di 500 posti in più, rispetto agli studenti iscritti che come noto ammontano a circa 25 mila.

Soddisfazione che non si avverte tra coloro che hanno lottato per avere l’Università, grazie alla legge n° 442 del 12 marzo 1968, ma soprattutto per chi l’ha vissuta come studente, docenti e non docenti, nell’arco soprattutto dei primi trent’anni di impegno lavorativo e di studio, che prevedeva anzitutto una forma di autogoverno del centro residenziale e poi bisognava garantire almeno al 70% degli studenti iscritti il diritto alla residenzialità.

Oggi, purtroppo, ci si trova lontani da quella indicazione stabilita dalla legge istitutiva in quanto probabilmente cancellata dalla memoria, ma che nella raccolta delle leggi prodotte dallo Stato è ben presente. Ciò che si può dire è che, con rimpianto, è estremamente deludente avere abbandonato quel progetto, soprattutto quando un treno come il Pnrr ne avrebbe potuto consentire il recupero ed il completamento del disegno delle strutture didattiche, scientifiche e residenziali. Questo poteva avvenire se ci fosse stata una adeguata sensibilità da parte degli organi competenti, a cominciare dalla stessa Università e dai vari organi politici ed istituzionali del territorio, per come più volte è stato auspicato dalle pagine di questo giornale.
Tutto questo probabilmente è accaduto anche per effetto di una scarsa conoscenza storica del ruolo e delle funzioni dell’Università, per come ci è stato sollecitato dai padri fondatori.

Se ci fosse stata una degna celebrazione del 50° anniversario della nascita dell’Università della Calabria (non celebrato) tutto questo non sarebbe accaduto in quanto ci sarebbe stato un risveglio ed una maggiore partecipazione della società civile alla vita della nostra università, dalla quale sono usciti finora oltre centomila laureati. (fb)

Presentata la Mobilità condivisa all’Università della Calabria

Una lunga fila di auto con a bordo una o due persone. Un’immagine usuale, nelle ore di punta, per chi studia e lavora nel campus dell’Università della Calabria, ma che presto potrebbe cambiare radicalmente. Parte da oggi, infatti, l’iniziativa “carpooling”, ovvero la condivisione dell’automobile per spostarsi da e per l’università, una buona pratica con benefici ecologici ed economici. L’Unical è una delle pochissime università italiane ad aver attivato il servizio, che è stato illustrato ieri alla comunità accademica da Giuseppe Piero Guido, Mobility manager di ateneo e Mirko Baruffini, direttore generale della piattaforma digitale “BePooler”, alla presenza del rettore Nicola Leone.

Studenti e dipendenti potranno utilizzare una piattaforma appositamente predisposta, Be Pooler, che consentirà di prenotare un passaggio tra più persone che devono raggiungere o lasciare l’università. In pochi clic, ovunque ci si trovi, sarà possibile accedere all’app e scegliere o offrire un passaggio agli altri studenti o colleghi.

Il carpooling presenta anche altri indubbi vantaggi pratici: condividere l’auto consente, ad esempio, di socializzare durante il tragitto, gestire autonomamente gli spostamenti casa-università, senza dover dipendere dagli orari dei mezzi pubblici. E liberare molti posti nei parcheggi spesso stracolmi delle aree universitarie. Un valore aggiunto non da poco, per rendere più vivibile il campus. Basti pensare che si stima che il totale degli spostamenti giornalieri in auto nel tragitto casa Unical siano 11.500, con un coefficiente medio di riempimento dell’auto pari a 1,3 posti per veicolo; ogni giorno entrano nel campus ben 8.800 automobili, che producono 32 tonnellate di CO2 e consumano oltre 14.000 litri di carburante. Ecco perché, anche dal punto di vista della sostenibilità, risulta particolarmente importante ridurre il traffico veicolare.

Il successo dell’iniziativa, naturalmente, dipenderà dall’adesione degli studenti e del personale che, registrandosi sulla piattaforma, potranno mettere a disposizione o chiedere un passaggio in base alle loro esigenze. Maggiore sarà la platea delle auto disponibili, maggiore sarà la possibilità di usufruire del servizio che sarà totalmente gratuito.

«In un contesto di crescente urbanizzazione globale – ha dichiarato il rettore Nicola Leone – in cui la mobilità urbana è associata a gravi problematiche come l’inquinamento e il traffico, disponiamo ora di risorse che ci consentono di pianificare e ottimizzare i nostri spostamenti in maniera intelligente. Il carpooling favorisce una diminuzione del traffico, migliora l’accessibilità all’area urbana e fa risparmiare carburante, con una riduzione significativa dell’inquinamento atmosferico, a beneficio dell’ambiente. Senza dimenticare il risvolto sociale, dato che offrirà opportunità di incontro e nuove conoscenze tra gli studenti e i componenti della comunità accademica. Questa trasformazione silenziosa – alla quale invito tutti ad aderire – rappresenta un’opportunità per adottare uno stile di vita più sostenibile, migliorando la qualità della vita nel campus».

Può iscriversi alla piattaforma di carpooling solo chi fa parte della comunità universitaria: è necessario, quindi, avere un dominio di e-mail “studenti.unical.it” o “unical.it”. L’app “BePooler” è disponibile sugli store Apple Store e Google Play.

Una volta scaricata l’app, occorrerà registrarsi utilizzando l’apposita sezione disponibile sulla schermata iniziale. Ai fini della registrazione, sono necessarie le seguenti informazioni: e-mail (istituzionale), password (a scelta), numero di telefono (mobile), nome e cognome, codice “azienda” (codice che associa l’utente alla comunità di riferimento; ai fini statistici, sono stati creati due sotto-gruppi che appartengono alla stessa comunità e che fanno riferimento agli studenti [unical002] e ai dipendenti [unical001]), dati dell’autovettura (se si vuole viaggiare solo come passeggero si può selezionare l’opzione “non possiedo l’auto”).

Una volta registrati, per usufruire del servizio occorre definire il luogo di partenza (generalmente coincidente con il domicilio) e il luogo di arrivo (un indirizzo localizzato nel campus universitario).

Contestualmente, per ogni giorno della settimana, è possibile definire l’orario desiderato di arrivo e di partenza al/dal campus (viaggio di andata e viaggio di ritorno).

La pianificazione dei viaggi è disponibile nella sezione “planner” dell’app, in cui, selezionando “sono rider” (se si cerca un passaggio) o “sono driver” (se si vuol dare un passaggio), è possibile visualizzare i “poolers” (altri utenti della comunità) disponibili.

La selezione dei “poolers” (potenziali compagni di viaggio) dal menu della sezione “planner” consente di visualizzare il dettaglio del viaggio proposto (luogo e orario di “incontro”) e di invitare i rider (se l’utente è un driver) o richiedere un passaggio (se l’utente è un rider).

Ogni qualvolta si utilizza l’app, la piattaforma stima il valore di alcuni parametri di sostenibilità riconducibili alle caratteristiche del viaggio (es. km risparmiati, riduzione di emissione di CO2, ecc.). (rcs)

Un nuovo riconoscimento per il prof. dell’Università della Calabria Fortino

di FRANCO BARTUCCI – Per il quarto anno consecutivo, dal 2020, il prof. Fortino è stato inserito nella classifica bibliometrica più prestigiosa a livello internazionale, la classifica “Highly Cited Researchers”, stilata da Clarivate. Ogni anno, Clarivate identifica i ricercatori più “influenti” del mondo dal punto di vista “citazionale”, cioè coloro i quali sono stati citati più frequentemente dai loro colleghi negli ultimi dieci anni. Nel 2023, solo 6849, circa l’uno per mille di tutti i ricercatori mondiali, sono stati selezionati con riferimento a 21 aree di ricerca differenti. In particolare, il prof. Fortino è l’unico ricercatore italiano proveniente da una istituzione italiana presente nell’area Computer Science, che include solo 95 ricercatori “Highly cited” al mondo (venti in meno rispetto lo scorso anno). Con riferimento alle differenti nazioni, la classifica di Computer Science è guidata dalla Cina con il 31% di propri ricercatori presenti e, a seguire, dagli United Kingdom (UK) con l’ 11%, che ha superato gli Stati Uniti.

«Questo risultato – ha sottolineato il rettore Nicola Leone – è motivo di orgoglio per tutta l’Unical, che rimane l’unica università italiana a poter vantare un “Highly Cited Researcher” nell’area informatica; un traguardo significativo vista l’alta competizione a livello nazionale e internazionale. Un primato che è testimoniato ormai da diverse classifiche internazionali, come il Global Ranking of Academic Subjects di Shanghai, solo per ricordare l’ultima, nella quale l’Unical figura al secondo posto nazionale nell’ambito ‘Computer Science and Engineering’, preceduta solo dal Politecnico di Milano, e nella top 201-300 a livello mondiale».

«È con grande gioia e orgoglio che il Dipartimento accoglie questa notizia. Il riconoscimento conseguito dal Prof. Fortino – ha dichiarato il direttore del Dimes, prof. Stefano Curcio – testimonia l’eccezionale impegno, la dedizione e la rilevanza delle sue ricerche in ambito internazionale. La presenza costante del Prof. Fortino tra i ricercatori più citati al mondo è un segno tangibile del suo significativo impatto e della sua capacità di contribuire in modo sostanziale alle ricerche nel settore della Computer Science and Engineering».

Il prof. Fortino è professore ordinario di ingegneria informatica (sistemi di elaborazione delle informazioni) presso il dipartimento Dimes (Dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica, e Sistemistica) dell’Unical. Attualmente è il coordinatore del corso di dottorato in Ict del Dimes ed è il delegato del Rettore alle relazioni internazionali extra Ue. Nell’arco della sua carriera, il prof. Fortino ha prodotto più di 650 pubblicazioni scientifiche (più di 350 in riviste top del suo settore) nell’area Ict. Ha inoltre coordinato decine di progetti di ricerca internazionali e nazionali ed attualmente lavora e collabora con importanti istituzioni di ricerca di tutto il mondo dagli States all’Australia passando da Europa e Cina, quali, per citarne solo alcune: l’Università di Berkeley in California ed il New Jersey Institute of Technology negli Stati Uniti, l’Imperial College of London e lo University College of London in Inghilterra, l’Università Politecnica di Valencia e la Technical University of Eindhoven in Europa, la Huazhong University of Science and Technology ed il Siat dell’Accademia delle Scienze in Cina, la National University of Singapore, la University of Melbourne e la Queensland University of Technology in Australia. Infine, il prof. Fortino è molto attivo nell’ambito della società internazionale Ieee (the Institute of Electrical and Electronics Engineers) nell’ambito della quale è stato nominato Fellow nel 2022 per le sue ricerche sui sistemi di calcolo indossabili, ed è anche socio fondatore di due start-up dell’Unical: Sensyscal (dal 2010) e Bigtech (recentemente fondata). (rcs)

Gli studenti dell’Unical ascoltano l’esperienza della Cooperativa Nido di seta

di MARIACHIARA MONACO – Il Disu Unical spalanca le porte al territorio invitando realtà industriali di successo, a dimostrazione di quanto la Calabria abbia da offrire tra storia, cultura e voglia d’impresa. È questo il significato dell’incontro intitolato Il ritorno alle antiche pratiche: facciamo seta in Calabria, organizzato nell’ambito di un ciclo di seminari di Storia economica e sociale dell’età moderna.

All’incontro hanno partecipato Katia Massara, docente di Storia Contemporanea, Giuseppe Squillace, ordinario di Storia Greca e delegato orientamento, placement e terza missione del Disu, e Giannantonio Scaglione, professore di Storia Moderna che ha avuto l’idea di far vivere ai suoi studenti un’esperienza laboratoriale, facendo loro ascoltare dal vivo il testimonial prescelto: la Cooperativa Nido di Seta di S. Floro (Cz).

Una realtà imprenditoriale molto importante, che affonda le sue radici nella storia. Infatti dal 14° al 18° secolo la città di Catanzaro è stata considerata la capitale europea della seta, un’antica tradizione che è tuttora molto sentita e che di recente ha ritrovato un forte impulso grazie a tre ragazzi: Giovanna Bagnato, insieme a Domenico Vivino e Miriam Pugliese, che dopo diverse esperienze lavorative nel nord Italia e all’estero, si sono ritrovati nel 2013 nella cittadina catanzarese.

Ed ecco qui l’idea: restare per dar vita ad un sogno apparentemente ardito, ma non troppo. I tre amici hanno proposto al Comune di recuperare e gestire 5 ettari di terreno con oltre 3.000 gelsi abbandonati e, dopo le consuete lungaggini burocratiche, finalmente nel 2014 hanno fondato la cooperativa Nido di Seta.

La cultura serica è ancora molto sentita in Calabria e quindi si trattava di riprendere e valorizzare qualcosa che già c’era, ma che era stata praticamente trascurata. Per fare questo, data la loro limitatissima conoscenza della gelsibachicoltura, i ragazzi si sono affidati alle anziane del luogo e dei borghi limitrofi, con le quali hanno avviato l’attività.

Ciò che propone Nido di Seta è un contatto diretto con il territorio, dove conoscere il gelseto e i bachi allevati, fino alla trattura della seta: nel dipanamento dei bozzoli ad esempio si può ammirare come più fili di seta, unendosi tra loro, formano un unico filo lungo oltre 2.000 metri. Senza dimenticare lo splendido museo inserito nella bellissima cornice di Castello Caracciolo, un percorso naturalistico nel cuore di una pineta, che si conclude con la degustazione di prodotti del territorio provenienti da agricoltura biologica.

«La nostra è stata una pratica di ritorno in Calabria. Miriam è cresciuta al nord, come anche io che mi sono aggiunta dopo, mentre Domenico si è laureato a Napoli, ma tutti sentivamo il fascino e la nostalgia dei racconti dei nostri nonni», ha spiegato Cristina Orso Manzonetta alla platea attenta e curiosa degli studenti raccolti in aula Alcaro: «Sabato scorso abbiamo festeggiato dieci anni dalla nascita della cooperativa. Sono stati anni di fatiche, di momenti duri, ma oggi possiamo dire di avere tanti sogni per il futuro», racconta, mentre mostra al pubblico il ciclo di vita del baco, sostenuto da oltre 3000 piante di gelso e allevato in azienda secondo le tecnologie più innovative, ma mantenendo al tempo stesso la filiera tradizionale e home made. Un vero miracolo che non a caso ha richiamato sulla piccola azienda di San Floro l’attenzione di Gucci, che l’ha scelta per il suo progetto nature positive “From the ground to the collection”, in virtù della straordinarietà della sua produzione 100% made in Italy, anzi made in Calabria. Ancora più sorprendente è stato poi il risultato ottenuto con l’Academy: per tramandare gli antichi saperi e avere più persone formate su questa coltivazione, Nido di Seta ha organizzato una serie di corsi tematici su molteplici aspetti, dalla lavorazione alla tessitura, dall’allevamento del baco da seta ai vari metodi di tintura naturale. Mai, i lungimiranti ragazzi avrebbero pensato di ricevere un’inaspettata e consistente risposta dall’estero, da paesi come Stati Uniti, Argentina, Inghilterra, Slovenia, Germania.

Turismo ma non solo, visto che quello didattico è uno degli ambiti che ha caratterizzato fin dall’inizio la Cooperativa, la quale ha ospitato moltissime scolaresche, di tutta la Calabria e non solo: per Nido di Seta investire sui giovani e sulla scuola è fondamentale, per far scoprire alle nuove generazioni una realtà ricca di valori, determinante per la crescita del territorio: «Mostrare ai bambini e ai ragazzi che da un bruco nasce il tessuto più prezioso del mondo è un prodigio: si può solo rimanere incantati di fronte a qualcosa di cui noi non siamo artefici».

Il professor Scaglione ha ricordato ai suoi studenti – che al termine della presentazione hanno potuto toccare, affascinati e incuriositi, i bozzoli, i filati e vari strumenti di produzione – quanto preziose siano testimonianze come questa per far conoscere pratiche di recupero del passato che rappresentano anche una strada per il futuro. (mm)

Un servizio di car pooling all’Università della Calabria

Mercoledì 29 novembre, alle ore 17.30 nell’Aula Magna dell’Unical, sarà presentato il nuovo servizio di car pooling (condivisione auto) destinato a tutta la comunità universitaria.

Interverranno il rettore Nicola Leone, Giuseppe Piero Guido, Mobility manager di ateneo, e Mirko Baruffini, Direttore generale della piattaforma digitale “BePooler”.

Il servizio di car pooling permetterà di condividere gli spostamenti da e verso l’Università in modo semplice, efficiente ed economico, a tutto vantaggio dell’ambiente.

Tutti i dettagli dell’iniziativa saranno illustrati durante l’incontro, che sarà trasmesso anche in diretta streaming su unical.it/live. (rcs)

Passa dall’Unical la salvaguardia del patrimonio culturale subacqueo

Salvaguardare e valorizzare la ricchezza e varietà del patrimonio culturale subacqueo è la sfida messa in campo dall’Università della Calabria.

Un gruppo di ricercatori, guidato da Fabio Bruno del dipartimento di Ingegneria meccanica, energetica e gestionale, con il progetto “Creamare” punta a far conoscere i tesori archeologici rimasti nascosti sotto il mare.

«Tentiamo con questo nuovo modello di cooperazione fra professionisti del settore creativo e culturale, archeologi, storici ed esperti di informatica – ha spiegato Fabio Bruno – di sviluppare applicazioni multimediali che permettano al grande pubblico di conoscere il patrimonio culturale subacqueo, di comprenderne l’importanza e, soprattutto, di prendere consapevolezza dei problemi ambientali che affliggono il mare, perché il patrimonio culturale subacqueo vive in simbiosi con l’ambiente marino».

Il progetto “Creamare”, finanziato dall’Unione Europea attraverso il Programma Creative Europe, è coordinato da 3D Research, spin-off dell’Unical che, da 15 anni, opera nel settore della computer grafica, della realtà virtuale e aumentata, e si avvale della partecipazione della Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo e di altri partner fra cui l’Università di Cadice (Spagna).

L’obiettivo del progetto è quello di testare un nuovo modello di co-produzione di prodotti digitali interattivi destinati alla valorizzazione e alla divulgazione del patrimonio culturale subacqueo. In particolare, il progetto si sta focalizzando sulla produzione di un videogioco educativo (serious game), rivolto ad un pubblico generalista, che permetterà agli utenti di immergersi in 9 diversi siti archeologici subacquei della grande area del Mediterraneo fedelmente ricostruiti in 3D, a partire dal periodo ellenistico fino alla Seconda guerra mondiale.

Attraverso una call specifica sono state selezionate le istituzioni e organizzazioni culturali che avranno la possibilità di promuovere i loro siti di interesse storico, accuratamente riprodotti nel serious game: fra questi, solo per citarne alcuni, il faro di Alessandria d’Egitto e l’antica città romana di Cesarea Marittima.

Anche artisti e professionisti creativi lavoreranno insieme alla co-progettazione del videogioco che sarà disponibile per la fine del 2024. (rcs)