PRESENTATE LE NUOVE DESTINAZIONI PER L'ESTATE DELLA COMPAGNIA IRLANDESE CHE FARÀ UN HUB AL MINNITI;
Eddie Wilson (CEO di RyanAIr) e il Presidente della Regione Calabria Occhiuto

RYANAIR, REGGIO TORNERÀ A DECOLLARE
LA NUOVA VITA DELLO SCALO CON 8 ROTTE

di SANTO STRATI – «Calabria, Calabria, Calabria!»: l’urlo benaugurante del CEO di RyanAir Eddie Wilson (di ritorno, estasiato, da un giro per Scilla) ha aperto non solo la presentazione dell’arrivo della Compagnia irlandese a Reggio, ma ha rimesso in gioco uno scalo che sembrava destinato a morire. L’Aeroporto dello Stretto diventa un hub per RyanAir (il 19esimo in Italia) e farà da scalo a otto nuove rotte, tre domestiche e cinque internazionali. Il merito di questa rinascita è di Roberto Occhiuto e ingoieranno fiele tutti coloro che additavano il Governatore come un nemico di Reggio: 8-0 è il risultato di una partita che rilancia l’aeroporto e vede vincente non il Presidente bensì tutta la Calabria.

10 nuove rotte (alle otto reggine si aggiungono una per Torino da Crotone e un’altra per Valencia, in Spagna, da Lamezia Terme) sono la migliore risposta a quell’esigenza di fare rete tra i tre aeroporti calabresi (rete ancora lontana, ma non impossibile da realizzare). Il merito, è giusto ribadirlo, è di Occhiuto che quest’estate ha convinto il simpaticissimo Eddie Wilson che la Calabria, con le sue prospettive di incoming turistico rappresenta un’occasione troppo ghiotta per farsela scappare.

Certo, c’è il contributo della Regione, ma qualunque sia la cifra impegnata (si parla di 22 milioni), saranno soldi ben spesi. Intanto RyanAir investe 100 milioni (che non sono noccioline) e – come ci ha detto Eddie Wilson – questo è solo l’inizio. Roma e Milano sono vincolate agli slot lametini e restano commercialmente la parte più sostanziosa della domanda di volo in partenza e in arrivo, ma non si può mai dire: «Fateci cominciare, ci ha detto con condivisibile ottimismo il CEO di RyanAir Wilson – poi si vedrà. Il fatto stesso che Reggio diventi un Hub apre molte prospettive che non intendiamo sottovalutare. Vogliamo far volare la Calabria e portare milioni di turisti a scoprire questa terra meravigliosa».

La verità è che Linate non apre i suoi  slot a RyanAir e gli slot di atterraggio di Fiumicino e Ciampino sono appannaggio di Lamezia (che non arretra di un passo). Il bando di continuità territoriale che sta utilizzando RyanAir, purtroppo, esclude tratte già servite (Fiumicino e Linate) e bisognerebbe che Ita ripristinasse i voli da Reggio per Roma e Milano che c’erano prima della pandemia. Il volo attuale per Linate parte semivuoto giacché l’orario è assurdo e costringe i professionisti (o i malati che devono fare una visita specialistica) a perdere tre giorni, incluso un pernottamento. Per ripristinare il volo del mattino per Linate serve che la Regione paghi il pernottamento all’equipaggio? E che sarà mai? 100-150mila euro al mese, una bazzecola rispetto a ntanti altri soldi buttati via senza alcun ritorno per i calabresi. Ma di questo si parlerà meglio a Reggio domani al convegno promosso dalla Fondazione Magna Grecia, guidata da  Nino Foti, che ha coinvolto numerosi specialisti per parlare del sistema aeroportuale dello Stretto, tra cui il presidente dell’ENAC, Pierluigi Di Palma, e il presidente di Assoaeroporti Luca Borgomeo.

E potrebbe essere un’altra giornata storica per l’Aeroporto dello Stretto, che tutti (compreso chi scrive) davano per spacciato e che, invece, torna protagonista con otto rotte: Bologna, Torino, Venezia come voli nazionali, e cinque collegamenti internazionali con Barcellona, Berlino, Manchester, Marsiglia e Tirana. Quest’ultima sicuramente parte avvantaggiata visti i cordialissimi rapporti tra Calabria e Albania e i tanti investimenti di imprenditori calabresi a Tirana. Senza contare che in Calabria c’è la più ampia comunità arbëresh che mantiene solidi rapporti con l’Albania.

La notizia bella, però, non finisce qui, parliamo di occupazione: ci saranno 200 nuovi posti di lavoro diretti e si stima un migliaio per l’indotto. E con l’ammodernamento dello scalo Reggio e Messina potranno contare su un aeroporto veramente dello Stretto. Basti pensare che Starbus, la società messa in piedi nel dal calabrese Domenico Soldano dal 1° marzo porterà dalla Stazione centrale di Messina i passeggeri all’aeroporto di Reggio (20euro tutto compreso) facendo trovare già pronto il check in: significa che in un‘ora la Sicilia orientale viene servita da un trasporto dedicato per qualsiasi volo giornaliero. E naturalmente viene offerto il collegamento inverso con Messina. È un primo importante, significativo, passo aggiuntivo all’utilizzazione in maniera seria dello scalo reggino.

Indubbiamente, si aprono scenari fino a qualche mese fa davvero impensabili. L’aeroporto di Reggio dove ancora esistono delle limitazioni per l’abilitazione all’atterraggio non rappresenta un problema per RyanAir: l’ad Wilson – sorridendo – ha sottolineato che «ci sono anche altri aeroporti “difficili”, ma i problemi li abbiamo fino ad oggi superati altrove, li supereremo anche a Reggio». Il profumo del Bergamotto di Reggio Calabria (Occhiuto gli ha donato alcuni frutti, oltre a una riproduzione in miniatura dei Bronzi) deve avere inebriato Eddie Wilson, che ha rivelato senza piaggeria di essersi già innamorato di Reggio: la location del Museo dei Bronzi ha fatto il resto, con l’Etna imbiancato a far da contorno allo Stretto, nella straordinaria e incomparabile vista che si gode dalla terrazza del Museo archeologico. Una terrazza strapiena di giornalisti e cineoperatori, una cosa mai vista a Reggio, oltre ai rappresentanti istituzionali (la vice presidente Giusi Princi, gli assessori Rosario Varì ed Emma Staine, il sindaco Falcomatà, il Rettore della Mediterranea Giuseppe Zimbalatti, il presidente di Confindustria Reggio Domenico Vecchio, il presidente della Camera di Commerio (e Unioncamere) Ninni Tramontana, e tanti altri ancora. Una giornata memorabile, da segnare nella storia dell’Aeroporto di Reggio.

Qualcuno storcendo il naso ha ricordato una più modesta presentazione il 5 agosto del 2019 all’aeroporto di Reggio, dove vennero illustrati i lavori del cosiddetto “emendamento Cannizzaro” che portava allo scalo 25 milioni di euro per la ristrutturazione. Sono passati quasi 5 anni, lo scalo è praticamente deserto, qualche lavoro è iniziato, ma non c’è un punto di ristoro o un bar, non c’è un’edicola e, soprattutto, non ci sono le compagnie di noleggio auto.

Chi arriva a Reggio, stamattina, trova uno scenario di desolazione insopportabile, soprattutto per quanti ricordano lo scalo di una quindicina di anni fa, quando c’erano traffico, tanti passeggeri e arrivavano e partivano aerei in continuazione. Il personale di terra è stato licenziato o messo in cassa integrazione (ma per fortuna la compagnia irlandese annuncia 200 nuove assunzioni) ed è rimasta in piedi solo la postazione di polizia per i controlli di sicurezza.

Una cosa è certa, grazie a RyanAir Reggio torna a decollare e far “vivere” il suo aeroporto. Maser viranno subito i lavori per ristrutturare l’aerostazione (una nuova costerebbe persino meno, come proposto dal gruppo imprenditoriale di Pino Falduto) degna di questo nome (e questo vale anche per l’aerostazione di Lamezia che è semplicemente penosa) e bisognerà attivare i servizi di mobilità. Accanto all’aeroporto c’è la stazione ferroviaria, bella nuova, mai utilizzata: con una metropolitana di superficie (un treno locale, per intenderci) si collegherebbe la Stazione Centrale di Reggio con l’Aeroporto, facendo finire lo scandalo dei taxi che chiedono 50 euro per una corsa dal centro allo scalo o viceversa. Tutto si può fare e tutto può accadere: il miracolo della ripartenza si chiama RyanAir? Bene, allora benvenuto mr Leary nella Città dello Stretto, ma si faccia voler bene dai calabresi e dai siciliani che sceglieranno di volare con la sua Compagnia. (s)