OSPEDALI CHIUSI E CASE SALUTE, NO ALIBI
PARTE DA REGGIO L’URLO DEL TERRITORIO

di SANTO STRATI – L’ottimo lavoro che il nuovo Commissario alla Sanità prefetto Guido Longo sta facendo, in attesa della definitiva approvazione del Decreto Calabria (già passato alla Camera, ora in Senato) è un buon segnale per avviare quel profondo rinnovamento necessario alla sanità calabrese. Va dato atto al prefetto Longo dell’impegno a riattivare ospedali chiusi, case salute inutilizzate, Usca (i centri per l’assistenza domiciliare) mai avviati: c’è bisogno di una visione strategica ad ampio raggio e un’ampia collaborazione da parte di tutti gli attori. I calabresi, in materia sanitaria, sono fino ad oggi stati considerati figli di un dio minore, sulla loro salute ci sono le fortune delle già ricche regioni del Nord (vale oltre 300 milioni il “turismo sanitario” cui sono costretti ogni anno i calabresi per insufficienza di strutture locali e non per la qualità di medici e specialisti che spesso sfiora l’eccellenza). Non a caso, negli ospedali del Centro Nord l’accento calabrese è diffusissimo a conferma che le nostre menti migliori, le più capaci risorse della regione hanno dovuto (o voluto) lasciare la propria terra e mettere a profitto competenze e capacità a vantaggio di altre regioni. È motivo d’orgoglio, ma anche di profonda amarezza, sapere che ci sono svariate centinaia di professionisti che occupano posti di grande rilievo nelle principali strutture sanitarie del Paese. Sono andati via, senza che in dieci anni di commissariamento nulla in regione sia stato fatto o cambiato per favorirne il ritorno.

Per non parlare poi dei “pensionati”: medici specialisti calabresi che hanno speso la loro vita negli ospedali e nelle cliniche del Centro Nord e che sarebbero felici di ritornare in Calabria a offrire la propria esperienza. Pensate che qualcuno ha mai pensato di contattare qualcuno dei tanti specialisti a riposo, anche in questa sciagurata stagione di pandemia, sia nella prima ondata sia nella seconda? Qualcuno che abbia chiesto l’eventuale disponibilità e offerto non quattrini ma almeno il riconoscimento delle loro competenze per dare aiuto e sollievo alla popolazione calabrese? Manco per idea. Assenza di risorse, in primo luogo, certo, ma anche cecità assoluta da parte di chi è stato delegato fino ad oggi a gestire l’emergenza e pianificare assistenza, ricoveri, strategie di intervento. Bene, è ora di voltare pagina.

A questo proposito parte da Reggio un’iniziativa di riscatto e di rivalsa che il prefetto Longo dovrebbe prendere in seria considerazione. L’ha lanciata un ex consigliere comunale di Reggio, l’avv. Pasquale Imbalzano (il padre Candeloro è stato un apprezzato consigliere regionale), che fa parte del coordinamento provinciale di Forza Italia. Doverosa una premessa: date le circostanze e l’emergenza, non si tenga conto da quale parte vengano suggerimenti e segnalazioni. L’obiettivo dev’essere trasversale, ovvero richiede una collettivizzazione apartitica dell’emergenza, con il solo fine di portare soluzioni e sollievo alla popolazione calabrese. Ci sarà tempo per vantare meriti o espiare colpevoli mancanze, oggi è importante trovare un comune percorso che superi le diffidenze, i dispetti e le tradizionali schermaglie politiche tra le parti avversarie. Non è un sogno irrealizzabile, basta metterci la passione giusta e l’impegno di trovare risposte adeguate alle esigenze dei calabresi ormai stanchi di illusorie promesse e fallimentari soluzioni, spesso a senso unico e non certo a favore della popolazione. In Calabria ci sono risorse eccezionali, figure di eccellenza sia nel campo medico-scientifico che in quello amministrativo: è a queste forze che il prefetto Longo dovrà attingere nel difficile percorso intrapreso. I calabresi gli hanno dato e gli danno ampia fiducia e questa spinta è l’ideale incoraggiamento a mostrare a tutti quanto è grande il suo amore verso la Calabria, che considera come sua seconda patria.  

Scrive l’avv. Imbalzano nel suo documento programmatico: «La storia della sanità calabrese e reggina, in particolare del segmento ospedaliero, degli ultimi dieci anni ha registrato alcuni fatti incontrovertibili. Il Commissariamento ha fallito la sua missione di risanamento economico-finanziario, tant’è che il debito annuale, tra alti e bassi, è rimasto sostanzialmente  inalterato, mentre quello complessivo continua ad essere una voragine  inquietante. Le rendite parassitarie non sono state minimamente scalfite, le baronie imperano ancora con la connivenza delle  burocrazie ai diversi livelli, mentre i Lea  hanno subito un ulteriore, drammatico ridimensionamento. In più, a dispetto della enormità degli investimenti tra gli anni ’90 e primi  anni 2000 per dotare il territorio di nuovi ospedali e  ammodernare quelli esistenti, dall’inizio di questo decennio col Commissariamento si è proceduto  allo smantellamento dell’esistente, nella falsa convinzione che chiudere strutture sul territorio fosse la panacea di tutti i mali, non solo sanitari, regionali.

«Se i risultati sono  innegabilmente questi, tant’è che  la Calabria è diventata “Zona Rossa”, al pari della Lombardia che da mesi registra migliaia  di morti Covid, sol perché ha un sistema sanitario al limite del  collasso, è anche banale sostenere che urge nel settore una immediata inversione di tendenza in ordine alle scelte che dovranno essere assunte, per non far precipitare nel baratro  quel poco che ancora resiste e  togliere completamente ai calabresi ed ai reggini il sacrosanto diritto alla salute. Altro che logica degli ospedali da campo, oggi adottata per l’emergenza in corso, ma domani chissà perché! Riaprire gli ospedali inattivi ed immediatamente utilizzabili, che ospitano uffici o sono  sedi di poliambulatori, in una logica di complementarietà territoriale,  nonché rafforzare quelli esistenti, ridotti oggi al lumicino, che se funzionanti avrebbero potuto accogliere centinaia di pazienti, sia ordinari che colpiti da Covid, invece che  costretti nelle corsie dei Pronto Soccorso e qualche volta sulle ambulanze. Questo punto di partenza è un imperativo da cui non si sfugge.

«È possibile tenere vuoto un ospedale come quello di Taurianova, al centro della Piana, già sede di un reparto di Medicina di eccellenza, a suo tempo pure cablato, o quello di Cittanova, per anni punto di riferimento per l’Ortopedia? In attesa del nuovo Ospedale territoriale tra 5 o 10 anni, la struttura di Palmi può continuare a ospitare soltanto l’unica Camera Iperbarica della provincia di Reggio? Per quello di Gioia Tauro, da un paio d’anni progressivamente mortificato con trasferimenti di personale e di reparti, non si è trovato di meglio, nella logica dell’emergenza e dell’improvvisazione, di utilizzarlo come Centro Covid» – evidenzia l’avv. Imbalzano.

«C’è poco da sottolineare, sulle attuali condizioni del  glorioso Ospedale di Melito, unica struttura dell’Area Grecanica, dopo lo smantellamento di Reparti fiori all’occhiello della sanità calabrese, a partire da quello storico di Ostetricia, e sulla necessità di un suo rilancio. Mentre nulla si sa del fantasma dell’Ospedale di Gerace, quello di Locri, pur depotenziato, è  costretto a sobbarcarsi i bisogni di tutta l’Area Locridea. Per non parlare delle Case della Salute rispettivamente di Scilla, dove grazie alle battaglie politiche di alcuni di noi, è stato finalmente aperto il “centro di Procreazione Medicalmente Assistita”, e di Siderno esistente solo sulla carta, nonostante  un corposo finanziamento da anni colpevolmente e misteriosamente  inutilizzato».

Nel suo documento, l’avv. Imbalzano lancia un appello al prefetto Longo: «Vogliamo confidare nella intelligenza, nella capacità decisionale e nel pragmatismo del  nuovo Commissario, per avviare un  capovolgimento della funesta tendenza al ridimensionamento perpetrata in  questi anni. Urgono scelte equilibrate e soprattutto compensative dei deficit dei Livelli Essenziali di Assistenza sofferti sia dal territorio pianigiano che da quello grecanico-locrideo. Ma si faccia presto, anzi prestissimo, perché il prezzo in perdite di vite umane e di costi sociali pagati dai cittadini sono stati troppo alti e non  sono più ulteriormente sopportabili». Parole chiare, suggerimenti preziosi che siamo certi possono costituire una buona base di discussione per la necessaria ripartenza. Lo si deve alla Calabria e ai calabresi e alle centinaia di medici che in questi mesi stanno dando persino la vita pur di salvarne altre. Le risorse finanziarie ci sono, bisogna solo saperle spendere: in quest’ottica  la scelta dle prefetto Longo fda parte del Governo è stata davvero felice. (s)

L’incontro dell’ex Presidente Nisticò con Longo: ritrovare l’orgoglio delle radici

Continuano gli incontri istituzionali e con i rappresentanti del mondo medico-scientifico del nuovo super Commissario alla Sanità Guido Longo. Fiducia e auguri per un proficuo lavoro per Longo sono stati espressi dall’ex presidente della Regione prof. Pino Nisticò, illustre farmacologo di fama internazionale, che da luglio si è trasferito a vivere a Lamezia Terme per realizzare un centro di eccellenza per la produzione di anticorpi monoclonali presso la Fondazione Mediterranea Terina, dove sorgerà il Renato Dulbecco Institute.

Abbiamo chiesto al prof. Nisticò, vista la sua grande esperienza del territorio, essendo stato Presidente della Regione e avendo realizzato infrastrutture di eccellenza come il Policlinico universitario di Germaneto, le due facoltà di Farmacia a Catanzaro e Cosenza, come vede il futuro della Sanità in Calabria con l’arrivo del prefetto Longo.

«Questa mattina – ha dichiarato il prof. Nisticò a Calabria.Live – ho avuto il privilegio di incontrare il nuovo Commissario alla Sanità, prefetto Guido Longo. È un uomo delle istituzioni di grande esperienza  che gode della stima dei più alti vertici della Polizia e della Magistratura per il suo equilibrio, la sua alta efficienza e il suo coraggio. Egli mi ha accolto con un grande senso di ospitalità e mi ha raccontato che per circa 15 anni ha esercitato la sua attività in Calabria, prima come Capo della Mobile e poi Questore a Reggio Calabria e successivamente come prefetto a Vibo Valentia nel periodo in cui il procuratore Elio Costa era il sindaco della Città.

«Abbiamo ricordato numerosi amici comuni e mi è sembrato di conoscerlo da sempre. Quello che più mi ha impressionato è stata la sua grande umiltà, come quella che io ho riscontrato in tanti Premi Nobel che ho frequentato nella mia vita, come Renato Dulbecco, Rita Levi Montalcini, sir John Eccles e sir John Vane. Inoltre, mi ha colpito l’amore che lo lega alla nostra regione e solo per un atto di amore egli ha accettato un ruolo così pesante come quello di commissario alla sanità con un compito così arduo che fa tremare le vene e i polsi. Eppure, con coraggio ha accettato questa sfida, consapevole che ci vuole vicino a lui una grande squadra di esperti nel campo della Sanità, della ricerca scientifica e dell’economia, onde realizzare in Calabria una rete di centri che assicurino un ottimo livello di prestazioni di medicina territoriale e, nel contempo, grandi opere. Cioè una serie di centri di eccellenza che ancora mancano in Calabria, per cui molti pazienti sono costretti a recarsi in altre regioni italiane o all’estero. Ogni anno, infatti, la Calabria spende circa 300 milioni per la migrazione sanitaria e tali risorse, il commissario ha riconosciuto, potrebbero invece essere reinvestite in Calabria per migliorare la qualità delle prestazioni e dei servizi.

«Ho colto l’occasione, durante tale incontro, per esporgli brevemente il progetto Calabria Silicon Valley, di cui il Renato Dulbecco Institute rappresenterà la prima realizzazione a Lamezia Terme grazie al contributo dell’assessore regionale Gianluca Gallo e di tutto il governo regionale ma anche del sindaco di Lamezia Paolo Mascaro che si è innamorato di questo ambizioso progetto che stava molto a cuore alla compianta presidente Santelli

«Il commissario mi ha ascoltato con grande attenzione e sono rimasto sorpreso della sua preparazione su alcune ricerche di avanguardia, quando abbiamo ricordato la figura di Roberto Crea, padre delle biotecnologie nel mondo, come gli anticorpi monoclonali, gli interferons, il Nerve Growth Factor (Ngf) della Rita Levi Montalcini, scoperta per la quale le è stato conferito il Premio Nobel.

«Inoltre. – ha concluso il prof. Nisticò –, il Commissario Longo ha espresso grande interesse per la realizzazione di un istituto di Oncologia sul modello di quello di Veronesi a Milano, dal momento che, come gli avevo illustrato, esiste presso la Facoltà di Medicina di Catanzaro un Dipartimento di Oncologia guidato da due oncologi di fama internazionale che si occupano di leucemie e altre forme di neoplasie ematologiche, il prof. Pierfrancesco Tassone e Pier Sandro Tagliaferri, Dipartimento in cui si esegue la fase 1 di sperimentazione clinica di nuovi prodotti contro il cancro. Tale sperimentazione non esiste ancora né all’Università di Roma La Sapienza né in quella di Tor Vergata né nel Campus Biomedico.

«Sono sicuro che i tempi bui della Sanità in Calabria stiano per finire. È necessario, tuttavia, assicurare al nuovo Commissario il contributo di tutti i protagonisti della sanità in Calabria. Noi calabresi dobbiamo ritrovare l’orgoglio delle nostre radici culturali e scientifiche del periodo della Magna Grecia, ma anche riscoprire i valori dell’etica pitagorica. Soltanto con comportamenti eticamente corretti, ma anche con la dura lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel campo della sanità ci saranno risparmi che possono essere reinvestiti per migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie nella regione. Lo sforzo che dovremo fare sarà quello di offrire le condizioni per un rientro in Calabria di tanti calabresi uomini di scienza e professionisti nel campo della Sanità che tutto il mondo ci invidia».

– Riusciremo sotto l’autorevole guida del Commissario Longo a vincere questa sfida?

«Noi ce la metteremo tutta» – ha risposto con convinzione il prof. Nisticò. (rcz)

Il sociologo Francesco Rao al TG-Alis Channel: sulla sanità calabrese basta approssimazione

Alis Channel, prima tv associativa molto seguita nel Mezzogiorno ma con copertura internazionale, dedicata interamente al settore del trasporto e della logistica, ha intervistato il sociologo Francesco Rao, di Cittanova,  sulle prospettive della sanità in Calabria, dopo l’arrivo del nuovo commissario prefetto Guido Longo

Il Vice Direttore di ALIS, Antonio Errigo, ha sentito Francesco Rao, Presidente del Dipartimento Calabria, Associazione Nazionale Sociologi sul tortuoso percorso che ha portato a questa nomina, sull’emergenza Covid che si sovrappone ai ritardi storici del territorio regionale e all’urgenza di un serio rilancio.

Errigo: – Dottor Rao, dopo Cotticelli, Zuccatelli e Glauco sino a Gino Strada, finalmente la Calabria ha un nuovo Commissario per la Sanità.  Lei che è un analista di dinamiche sociali complesse, non crede che questa via crucis, la Calabria non la meritasse proprio, specie direi un momento difficile che si sovrappone a tante altre priorità?

Rao: «Il problema che la Calabria ha affrontato nella dinamica che lei ha appena citato, sicuramente non è un gran biglietto da visita.  In tal senso, voglio continuare ad essere positivo ed ottimista, come lo sono sempre stato, nei confronti di questa terra che vive ancora per una volta una condizione difficile e complessa. Secondo me, l’individuazione di Guido Longo è una risposta che, seppur giunta dopo un percorso tortuoso, spero possa dare grandi risultati. Alle precedenti nomine, arriva oggi una persona che conosce bene la Calabria in quanto, prima da Questore e poi da Prefetto, in passato lo ha visto impegnato professionalmente e di conseguenza la qualità del lavoro che il prefetto Guido Longo potrà mettere in atto, soprattutto grazie all’affiancamento di un gruppo di un apposito gruppo di lavoro – anticipazione che lo stesso ha già dichiarato in vari interventi rilasciati ai giornalisti – lascia ben sperare.  A questo punto, non importa il tempo che è stato impiegato, secondo me sarà fondamentale il risultato che verrà ottenuto. Su tale dato, auspico una presenza pronta e funzionale dei cittadini calabresi.

AE: – Proprio in relazione ai cittadini calabresi, quali sono a suo avviso le leve per una serie di partenza cioè la Calabria ed i calabresi, possono ancora credere in un presente e un futuro migliore?

FR: – Questo è un argomento molto difficile. Le scienze sociali, in questo momento sono un termometro ed in quanto tali possono dare in parte una risposta. Personalmente penso che i calabresi, in questo momento, desiderino toccare con mano le certezze che soltanto lo Stato può dare. Sappiamo benissimo che lo Stato, oltre ad essere composto dal territorio e dalle persone si compone anche da un complesso apparato burocratico, indispensabile per il suo funzionamento, ed individuabile nelle istituzioni.  La sanità è un punto nevralgico per la Calabria. Sino ad ora, su questo argomento, da quasi undici anni, si sta dietro a continui commissariamenti per il quale intendo entrare nel merito. A fronte di un Commissariamento, ci saranno state delle valide motivazioni che lo hanno reso tale. Sarebbe auspicabile che per una volta, la Calabria potesse vedere la fine di un percorso che ha reso indispensabile il commissariamento e ricorrendo all’uso delle regole, applicate ad un sistema così complesso come quello della Calabria si possa restituire ai calabresi la normalità. Il Covid ci lascerà molti segni. Tra l’altro è stato per i calabresi un pretesto per rendere possibile la visione di una quotidianità che prima d’ora non era così chiara: chi poteva immaginare che dalla Calabria si potesse essere quotidianamente collegati tramite un computer per svolgere video conferenze, assistere alle lezioni scolastiche, oppure utilizzando i sistemi informatici poter dialogare con la Pubblica Amministrazione per richiedere un documento? Questa occasione, secondo me, la vedo come una grande opportunità che in fondo ha consentito anche quanti erano scettici e non volevano crederci che la Calabria è parte dell’Italia ed anche parte dell’Europa.  Adesso bisogna mettere in pratica tutte quelle regole che il caso richiede. Non può esistere uno Stato senza regole e non può esistere nemmeno uno Stato dove la regola sia relegata alla stregua di un qualcosa che appartenga a qualcuno rendendo invano il principio della Legalità per consentire a quanti hanno usurpato il potere delle regole a svilirle per farle apparire come un favore concesso. Questo è l’anello di una catena che va spezzato. E’giunta di mettere da parte tutta quell’approssimazione che sino ad ora ha alimentato il pregresso stato dei fatti. Dobbiamo iniziare un nuovo percorso in quanto, da una parte esistono i diritti dall’altra dovranno esistere doveri. Voglio pertanto riporre molta fiducia in questa fase, perché nella persona del Prefetto Guido Longo, penso ci sia la giusta competenza e professionalità per dare alla Calabria ed ai Calabresi quelle risposte sino ad ora mai pervenute». (rrm)

Nella foto di copertina il dott. Antonio Errigo, vicedirettore di Alis Channel

Klaus Davi al commissario Longo: Platì diventi zona rossa prima che la situazione degeneri

Il giornalista e massmediologo Klaus Davi ha lanciato un appello al commissario ad acta Guido Longo, chiedendo che si occupi subito della situazione in cui versa Platì, «aggredita da un contagio quasi sistematico della popolazione».

Una situazione molto seria, che è già stata denunciata al sindaco Rosario Sergi, e che ha porto l’ambasciatore della cittadina della Locride a rivolgersi al commissario Longo e a invocare «la zona rossa per questo territorio prima che la situazione degeneri».

«Un banco di prova del nuovo commissario – ha detto Davi –potrebbe essere proprio quello di conferire assoluta priorità a territori ignorati quando non discriminati dalle istituzioni locali. L’auspicabile successo dell’impegno del dottor Longo passerà anche dalla considerazione che le istituzioni sanitarie e non, avranno per questi bellissimi ma tormentati territori». (rrc)

Il Commissario Longo incontra Spirlì: senza collaborazione di tutti non si va da nessuna parte

«Comincia oggi la mia avventura in Calabria» ha dichiarato il commissario ad acta della Sanità calabrese, Guido Longo che, nel pomeriggio, ha incontrato in Cittadella regionale il presidente f.f. Nino Spirlì.

«Ho sentito di incontrare subito il presidente Spirlì perché – ha detto Longo – senza la collaborazione di tutti non si va da nessuna parte. È ovvio che ci confronteremo sempre e che ci aiuteremo a vicenda».

«La priorità – ha chiarito il commissario, in riferimento al suo nuovo incarico – è la territorializzazione delle prestazioni sanitarie, con i dovuti approfondimenti. Non vogliamo che siano solo di facciata. Vogliamo un reale aumento del target della qualità delle prestazioni sanitarie».

«L’incontro con il prefetto Longo – ha spiegato il presidente Spirlì – è stato soddisfacente. Ci siamo capiti subito perché abbiamo lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di risolvere questo annoso problema. La sanità, in questo momento, non è in emergenza solo per il Covid, ma anche per quanto riguarda tutte le altre patologie. Il prefetto mi ha rassicurato sulla sua voglia di condividere il percorso, e questo è molto importante. Bisogna che si lavori tutti quanti insieme».

«So – ha aggiunto Spirlì – che la gente di Calabria apprezzerà quello che si andrà a fare nelle prossime settimane, perché c’è la voglia di far finire un periodo tristissimo per la sanità. Le novità saranno bene accette, quel che chiedo è disponibilità da parte di tutti. Quello stesso atto di coraggio dimostrato dal personale sanitario della Calabria deve essere replicato dalla nostra gente, che deve affiancarsi alle istituzioni, al commissario ad acta, al presidente della Regione e alla Giunta per costruire, passo dopo passo, con pazienza e attenzione, un nuovo cammino verso la tutela della salute». (rrm)

Subito le proposte operative di Comunità Competente ed esponenti della Società Civile al Commissario Longo

Comunità competente e persone e associazioni della società civile hanno già predisposto un documento da trasmettere al Commissario Guido Longo.

Il Documento, che già parte con 171 firme, indica «la volontà di andare avanti su contenuti che prefigurano una sanità a misura di persona, che aiuti a costruire una nuova Calabria».

«Non è un atto finale – si legge in una nota – ma un lavoro in progressione per arrivare a completare un percorso di democrazia e condivisione».

Si tratta di una sintesi di quella serie di riunioni, di incontri «che abbiamo condiviso – si legge in una nota – con con la società calabrese, anche quella istituzionale e politica in cui abbiamo raffinato e rafforzato l’idea base di una sanità da riformare rendendo più stretto il rapporto con i livelli essenziali  di assistenza e riconoscendo l’importanza delle strutture sul territorio, senza tralasciare il ruolo degli ospedali».

Nel documento viene chiesto con forza che, «alla fine del Suo mandato di Commissario per il “Piano di rientro” che svolgerà nella nostra Regione, i calabresi abbiano una sanità a misura di persona che non costringa il 20% dei nostri concittadini a farsi curare fuori regione, a dover pagare, ogni anno, 98 milioni di Irap e Irperf, in più nonostante non siano garantiti i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea)».

«Desideriamo rilanciare – si legge – una serie di proposte che da 8 mesi abbiamo rivolto, parzialmente ascoltati, al governo nazionale e regionale e al Suo predecessore perché, oggi, non c’è più tempo da perdere!».

«È necessario attivare misure immediate – si legge nel documento – che tutelino la salute dei calabresi e sostengano gli operatori sanitari impegnati in questa difficile battaglia. Già il governo Conte con  le Leggi 27/20 e 77/20 della primavera scorsa aveva perentoriamente indicato alle Regioni come contrastare la Pandemia provocata dal Covid 19, che ha messo in crisi un’organizzazione della sanità ospedalocentrica obbligando, finalmente, a modificare la cifra culturale e organizzativa della sanità valorizzando la Medicina d’iniziativa e di prossimità che pone al centro il paziente e i suoi bisogni di salute, con un forte ruolo della Medicina Territoriale e della Prevenzione. Ciò avrebbe consentito ai Presidi Ospedalieri di curare gli acuti, di sviluppare le specializzazioni, di fare ricerca senza dover surrogare le manchevolezze della Medicina Distrettuale».

«Purtroppo – si legge ancora – la Sars Cov 2 ha trovato la sanità calabrese sfiancata da un commissariamento di 11 anni, governato prevalentemente dal Ministero della Economia e Finanze impegnato in un risanamento finanziario che, tra l’altro, non è stato raggiunto: infatti nel solo 2019 ha prodotto un disavanzo di 225,418 milioni di euro con debiti verso i fornitori che superano il miliardo e 50 milioni di euro che producono cospicui interessi di mora dovuti, anche, ad Aziende Sanitarie che non rispettano i tempi previsti dall’Indicatore di Tempestività di Pagamento (Itp) con ritardi fino a 822 giorni».

«Abbiamo una Medicina Territoriale “desertificata” – si legge nel documento –. I medici di medicina generale reclamano da 11 anni un nuovo modello organizzativo basato sulle Aggregazioni Funzionali Territoriali (Aft) attive h12 e le Unità Complesse di Cure Primarie (Uccp) h 24 che, in questo momento drammatico, avrebbero svolto un ruolo importante. Finalmente, due settimane fa, è stato sottoscritto con i Medici di medicina generale l’Accordo Integrativo Regionale che finanzia le Aft e le Uccp: attiviamole subito! In 11 anni di Commissariamento le Case della salute esistono ancora solo sulla carta, i Consultori Familiari, la Neuropsichiatria Infantile, i Servizi delle Dipendenze patologiche e di Salute Mentale sono fortemente carenti di personale: mancano le ostetriche, il 70% di assistenti sociali, il 75% di psicologi psicoterapeutici con un aumento, tra l’altro, della richiesta di prestazioni negli ultimi 9 mesi pari al 60%».

«Gli specialisti ambulatoriali interni, sempre meno in alcune Aziende Sanitarie – continua il documento – operano nei Poliambulatori senza adeguate apparecchiature sanitarie. Eppure la Calabria è la regione con la più alta percentuale (23,8%) di persone con almeno 2 patologie croniche. Abbiamo il tasso standardizzato più elevato di persone assistite presso Strutture Psichiatriche (255,1 per 10.000 abitanti contro la media nazionale che è di 155,2) e l’aspettativa di vita in buona salute (52 anni) tra le più basse d’Italia contro i 69 anni della p.a. di Bolzano. Nella stessa situazione versano i nostri Ospedali con un blocco delle assunzioni, che negli anni ha causato una perdita di 4.000 unità di personale al 31 dicembre 2019, con apparecchiature medicali, in molti casi, obsolete e nuovi ospedali attesi da oltre 13 anni».

La situazione epidemiologica del Covid-19 impone a tutti i decisori politici di fare presto e bene, perché, superato questo difficile momento in Calabria, si attui una “Riforma etica e organizzativa della sanità” che preveda una organizzazione a “Rete” degli Ospedali organizzati in Aziende Sanitarie Ospedaliere (Aso).

«È necessario – continua il documento – velocizzare la spesa acquistando, con gli 86 milioni di euro stanziati dalla legge 60/19, le apparecchiature sanitarie (Tac/Rmn/Pet/Mammografi/Angiografi, ecc.), assumendo il relativo personale perché le apparecchiature possano funzionare a pieno regime, anche la domenica, per abbattere le liste d’attesa. Attuare pienamente il Dpgr n° 25 del 29 marzo 2020 che prevedeva l’attivazione di 37 Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA), equipe di medici e infermieri, con il fondamentale compito di tracciamento, di assistenza domiciliare del paziente Covid-19 positivo e altro che le Aziende hanno in parte disatteso pur avendo i finanziamenti finalizzati!».

«Attivare le Aft e le Uccp sul territorio – continua il documento – dando un giusto ruolo, da protagonisti ai Mmg ai pediatri di libera scelta agli Specialisti ambulatoriali: anche in questo caso ci sono le coperture finanziarie! Implementare, finalmente, la Telemedicina e potenziare l’assistenza da stazione remota, tenuto conto dei fondi che sono disponibili! Potenziare la Rete dei Laboratori di Patologia Clinica nei Presidi Ospedalieri di Castrovillari, Rossano, Lamezia Terme, Crotone, Vibo Valentia, Polistena e Locri al fine di processare il maggior numero di tamponi con l’assunzione del personale sanitario e tecnico: più efficiente è il tracciamento prima saranno isolati i positivi riducendo la probabilità di contagio! Attuare il DCA 91 del 18 giugno e 104 del 29 luglio 2020 che disponeva che le Aziende Sanitarie incrementassero i posti letto delle Terapie Intensive di ulteriori 134 e di 136 delle Terapie Semintensive, che attuassero il restyling dei Pronto Soccorso e l’acquisto delle ambulanze con fondi ad hoc pari a 51 milioni di euro; inoltre venisse assunto il personale medico, infermieristico e delle ambulanze dedicato tenuto conto di 7.688.336,91 di euro finalizzati!».

«Bisogna rideterminare, subito – continua il documento – i “Piani del fabbisogno del personale delle Aziende Sanitarie”, come prevedeva il Decreto Conte n° 14 del marzo 2020 e, oggi, il nuovo “Decreto Calabria” assumendo a tempo indeterminato non solo personale nei Presidi Ospedalieri, ma anche operatori sanitari dei Dipartimenti di Prevenzione, dei Dipartimenti di Salute Mentale, dei Consultori Familiari divenuti dei gusci vuoti! Inoltre, il Decreto 14/20 prevedeva l’aumento delle ore degli specialisti ambulatoriali per ridurre le Liste d’attesa e l’incremento delle Cure Domiciliari per diminuire l’accesso dei malati no Covid 19 negli ospedali ricordando che in Calabria risiedono 414.000 ultrasessantacinquenni molti dei quali soli. Non possiamo lasciare indietro nessuno trasformando i Presidi Ambulatoriali Territoriali in fortini difficilmente accessibili da parte dei pazienti a causa della dicitura “Urgente” che i MMG e i PLS devono prescrivere. Ricordiamo che in questi ultimi mesi la mortalità per infarto è triplicata!».

«Per questo – prosegue ancora il documento – chiediamo che i nostri Poliambulatori tornino alla normalità garantendo, dopo 9 mesi, percorsi sicuri ai pazienti. Prendiamo atto con soddisfazione, come da noi richiesto da alcuni mesi, che dal 30 novembre riapriranno gli ambulatori dei Presidi Ospedalieri. Dobbiamo fare presto! Non si può navigare a vista con conflitti di competenze tra Istituzioni e mancati controlli del Commissario per il “Piano di rientro” nei riguardi delle inadempienze dei Commissari Aziendali! In altri termini, chiediamo a Lei di creare una struttura Commissariarle di qualità capace di affrontare l’emergenza impostando, nel contempo, quella riforma della sanità che noi, come Comunità Competente, proponiamo prevedendo le Aziende Sanitarie Territoriali (Ast) e le Aziende Sanitarie Ospedaliere (Aso)».

«Chiediamo, quindi – si legge nel documento – competenza ma anche conoscenza della situazione calabrese aprendo un dialogo costante con chi lavora nella sanità sul territorio e nei presidi ospedalieri senza dimenticare il diritto di parola che spetta ai cittadini e ai pazienti. In questo grave momento è necessario innescare una risposta comune all’emergenza sanitaria partendo da una indispensabile larga unità per attuare le misure proposte e più volte assentite ma ancora non attuate dai decisori politici e amministrativi».

«È necessario – conclude il documento – attivare tutti gli strumenti di partecipazione che rendano trasparente il Settore e coinvolgano i cittadini e le Istituzioni mediante l’implementazione di pratiche di partecipazione inclusive, come previsto dalle vigenti normative, al fine di riannodare quel “rapporto di fiducia” che si è interrotto tra i calabresi e il Servizio Sanitario Regionale». (rrm)

Arruzzolo: Con l’arrivo del Commissario Longo si apre una nuova stagione per il bene comune

Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Giovanni Arruzzolo, ha voluto dare il suo benvenuto e l’augurio di buon lavoro al neo commissario alla Sanità, Guido Longo, che da oggi è in Calabria.

Le aspettative sul lavoro del nuovo commissario sono altissime: «i cittadini – ha aggiunto Arruzzolo –  si attendono che faccia, in tempi rapidi, chiarezza sulle tante vicende da cui dipende l’esito del contrasto efficace  al Covid-19 e il diritto alla salute dei calabresi previsto dalla Costituzione».

«Lasciamoci alle spalle – ha proseguito Arruzzolo – le troppe polemiche che, negli ultimi tempi, hanno generato confusione e disorientato i calabresi e sperando che da parte del Governo vi sia finalmente un’attenzione puntuale, corroborata da  segnali concreti anche in relazione agli stanziamenti pubblici di cui le infrastrutture materiali ed immateriali della sanità calabrese hanno urgenza,  apriamo una stagione nuova, d’impegno leale e serrato, che veda tutti i livelli di responsabilità cooperare esclusivamente per il bene comune».

«Il Consiglio regionale che mi onoro di rappresentare – ha concluso – pur nei limiti derivanti dall’agire nell’ultima fase della legislatura, è pronto all’ascolto e alla massima collaborazione con il nuovo Commissario dottor Guido Longo,  così come fin qui non ha mai mancato di sostenere l’egregio lavoro di tutti gli operatori sanitari che, con sacrificio e abnegazione, si sono adoperati per fronteggiare la pandemia ed a cui non finiremo mai di essere grati». (rrm)

Sapia (M5S) e Guccione (PD): Le decisioni su sanità spettano al Commissario, Regione non lo scavalchi

È ferma la posizione del deputato del Movimento 5 Stelle, Francesco Sapia e del consigliere regionale del Partito Democratico, Carlo Guccione, secondo cui «la gestione dell’emergenza Covid in Calabria spetta al nuovo commissario alla Sanità regionale, Guido Longo, cui per le vie brevi abbiamo già chiesto di coordinare la programmazione dei reparti e posti Covid al fine di tutelare a modo il diritto alla salute e di allontanare possibili frizioni istituzionali e rischi per i pazienti».

«Questo – hanno aggiunto – è il momento del metodo e della collaborazione nell’interesse esclusivo dei calabresi, che non possono subire scelte impulsive nate nel periodo in cui non c’era il commissario alla Sanità e che meritano risposte, sicurezza e tranquillità. Bisogna garantire strutture e posti dedicati ai malati Covid, ma senza intaccare l’assistenza sanitaria dovuta ai pazienti acuti e cronici, ai cardiopatici, ai nefropatici, agli oncologici ai e così via. Pertanto, è giusto consentire al commissario Longo di verificare gli interventi che nel merito si stanno realizzando, che la Regione Calabria e le aziende del nostro Servizio sanitario cooperino con il nuovo responsabile del Piano di rientro, cui le norme vigenti affidano compiti e funzioni precise, intanto il ruolo di timoniere dell’emergenza sanitaria in atto, che non può essere scavalcato».

«Bisogna, prima – hanno proseguito Sapia e Guccione –potenziare gli organici e i reparti ordinari degli ospedali non hub come Rossano, Acri e San Giovanni in Fiore, e poi verificare la possibilità di utilizzarli in sicurezza anche per ricavare posti Covid, tenuto conto che con l’imminente conversione del decreto Calabria sarà possibile incrementare il personale sanitario con assunzioni a tempo indeterminato, sia pure nei limiti delle risorse disponibili». (rrm)

Il neo Commissario alla Sanità Guido Longo da oggi al lavoro Catanzaro

Prende possesso oggi del suo ufficio il neo Commissario ad acta per la sanità calabrese, il prefetto Guido Longo, il superpoliziotto scelto da Palazzo Chigi per rimettere in sesto i disastrati conti delle aziende sanitarie e riavviare un processo di rinnovamento per il benessere di tutti i calabresi. Non sarà una passeggiata, ma le sfide difficili non impensieriscono più di tanto il prefetto catanese che conosce molto bene la Calabria: è stato a Reggio prima capo della Mobile a Reggio e poi Questore, quindi ha concluso la sua attività come prefetto a Vibo Valentia. Un funzionario tutto d’un pezzo che sta incontrando un largo consenso in tutta la regione. I calabresi vogliono esprimere la loro simpatia e fargli sentire la loro piena fiducia che sarà importantissima per portare avanti un progetto così complicato. I sindacati Cgil-Cisl-Uil hanno già chiesto di incontrarlo prima possibile e spingono perché il prefetto Longo prenda immediati contatti con le personalità presenti sul territorio che hanno già espresso piena e appassionata disponibilità a spendersi per la propria terra.

Ci sono eccellenze in campo medico-scientifico, c’è la Facoltà di Medicina di Catanzaro, con in testa il Rettore il farmacologo Giovambattista De Sarro, che ha sformato fior di eccellenze oggi sparse in tutto il mondo, pronta a collaborare, ci sono specialisti come il prof. Franco Romeo (già chiamato come consulente per l’emergenza covid dalla Giunta regionale), l’ex Presidente della Regione Giuseppe Nisticò, che sta realizzando a Lamezia presso la Fondazione Mediterranea Terina il Dulbecco Institute, un centro di ricerca che sarà guidato dal prof. Roberto Crea (un genio delle biotecnologie, da 40 anni a San Francisco, pronto a rientrare in Calabria), e ci sono esperti di management sanitario come il prof. Gianfranco Luzzo e il virologo Rubens Curia. Solo alcuni nomi di una platea vasta e competente: l’importante – diranno i sindacati al Commissario Longo – è che si crei una task force in grado non solo di fronteggiare. il risanamento dei conti, ma anche di pianificare sul territorio in termini di crescita e sviluppo per garantire il diritto alla salute dei calabresi.

E nell’intervista apparsa ieri sul Corriere della Sera (a firma di Fabrizio Caccia) Longo ha dichiarato che «ci sarà molto da lavorare» ricordando che da prefetto di Vibo convocò «un tavolo tecnico per dare il via alla costruzione del nuovo ospedale, di cui la città aveva un gran bisogno. Era un mio pallino, il nuovo ospedale di Vibo». Opera incompiuta gli ha ricordato il giornalista Caccia: «Nel 2018 andai in pensione. Ma ora sono tornato». È evidente che una delle prime azioni che vedrà impegnato il nuovo Commissario riguarderà la riapertura o la riattivazione degli ospedali chiusi, incompleti, o mai entrati in funzione (ce ne sono 18!).

La Repubblica alla Calabria, ieri, ha dedicato un longform di quattro pagine. Uno speciale curato dal vicedirettore Carlo Bonini con contributi di Alessia Candito, Tommaso Ciriaco e Giuliano Foschini e un commento di Giuseppe Smorto, reggino, già vicedirettore del quotidiano romano. È un dossier che sicuramente il dott. Longo terrà da conto: c’è una lunga storia di negligenze, corruzione, complicità e stupida indifferenza dietro dieci anni di commissariamento che non sono serviti a nulla, meno che meno a interrompere le pratiche di malasanità che risalgono alla nascita delle Regioni, ma mai sanate.

Ma tutta stampa nazionale (Il Fatto Quotidiano ricorda la storia delle fatture per 8 miliardi sparite a Cosenza) ha dato grande enfasi alla Calabria, in queste settimane dell’altalena del Commissario. E non sempre con intenti benevoli: la reputazione della Calabria, già in seria crisi, è andata a rotoli, però non dev’essere permesso a nessuno di insultare i calabresi e di infangare chi dà ogni giorno quasi la vita per salvarne altre, con turni spaventosi e impegno lavorativo sopra qualsiasi immaginazione. Sono i medici, gli specialisti, gli infermieri, i tecnici, una popolazione “invisibile” a cui non si finirà mai di tributare un grazie grande quanto il mondo. Sono queste le figure di riferimento per il nuovo commissario: servono assunzioni, ampliamento di reparti, attrezzature, dispositivi e quant’altro necessario per il diritto alla vita.

Un grosso fardello, non sfugge a nessuno. Ma la sfida di Longo è sostenuta dalla voglia di mostrare quanto lui vuole bene a questa terra. Trova la sua determinazione in una forza straordinaria e incredibile, quella che accomuna tantissime persone perbene, soprattutto quelle che sono andate via o dovute andare via: l’amore per la Calabria. Il prefetto Longo ci crede e i calabresi – lo sappia da subito – credono in lui. La delibera-fiume di nomina, che riportiamo di seguito, illustra cosa aspetta il nuovo Commissario. Bentornato in Calabria, dottor Longo. (s)


Per rendersi conto della “pesantezza” dell’incarico ecco, il testo integrale del provvedimento di nomina.

… il Consiglio dei Ministri delibera:

a) di nominare il dott. Guido Longo quale Commissario ad acta per l’attuazione del vigente Piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario della Regione Calabria, secondo i Programmi operativi di cui all’articolo 2, comma 88, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 e ss.mm.ii..

b) di affidare al Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro della Regione Calabria l’incarico prioritario di attuare i Programmi operativi 2019-2021 di prosecuzione del Piano di rientro nonché di tutti gli interventi necessari a garantire, in maniera uniforme sul territorio regionale, l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza in condizioni di efficienza, appropriatezza, sicurezza e qualità, nei termini indicati dai Tavoli tecnici di verifica, ivi compresa l’attuazione del decreto legge 10 novembre 2020 n. 150.
In particolare, nell’ambito della cornice normativa vigente, si affidano al Commissario ad acta le seguenti azioni ed interventi prioritari:

1) adozione di ogni necessaria iniziativa al fine di ricondurre il livello di erogazione dei livelli essenziali di assistenza agli standard di riferimento, in particolare con riguardo all’adesione agli screening oncologici, all’assistenza territoriale ed alla qualità e sicurezza dell’assistenza ospedaliera;

2) completamento ed attuazione del piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, della rete di emergenza-urgenza e delle reti tempo dipendenti, in coerenza con il fabbisogno assistenziale, in attuazione del regolamento adottato con decreto del Ministero della salute del 2 aprile 2015 n. 70, ed in coerenza con le indicazioni dei Tavoli tecnici di verifica;

3) definizione ed attuazione delle reti cliniche specialistiche;

4) monitoraggio delle procedure per la realizzazione dei Nuovi Ospedali secondo quanto previsto dalla normativa vigente e dalla programmazione sanitaria regionale;

5) revisione ed attuazione del provvedimento di riassetto della rete di assistenza territoriale, in coerenza con quanto previsto dalla normativa vigente e con le indicazioni dei Tavoli tecnici di verifica;

6) completamento del riassetto della rete laboratoristica e di assistenza specialistica ambulatoriale;

7) completa attuazione delle linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita (Conferenza Unificata Rep. Atti 137/CU del 16/12/2010);

8) gestione ed efficientamento della spesa per il personale in coerenza con l’effettivo fabbisogno, in applicazione della normativa vigente in materia;

9) razionalizzazione ed efficientamento della spesa per l’acquisto di beni e servizi in ottemperanza alla normativa vigente;

10) gestione ed efficientamento della spesa farmaceutica convenzionata ed ospedaliera al fine di garantire il rispetto dei vigenti tetti di spesa previsti dalla normativa nazionale e il corretto utilizzo dei farmaci in coerenza con il fabbisogno assistenziale;

11) definizione dei tetti di spesa e dei conseguenti contratti con gli erogatori privati accreditati per l’acquisto di prestazioni sanitarie in coerenza con il fabbisogno assistenziale, con l’attivazione, in caso di mancata stipula del contratto, di quanto prescritto dall’articolo 8-quinquies, comma 2-quinquies, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e ridefinizione delle tariffe delle prestazioni sanitarie, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente;

12) adozione di ogni necessaria iniziativa commissariale al fine di pervenire alla completa implementazione dei flussi informativi del Nuovo Sistema Informativo Sanitario da parte delle aziende in termini di completezza e qualità, ivi inclusa l’implementazione del nuovo sistema informativo contabile regionale, al fine di implementare il sistema di monitoraggio del Servizio Sanitario Regionale per il governo delle azioni previste dal Piano di rientro con riferimento alla garanzia dell’equilibrio economico-finanziario e alla garanzia dell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza;

13) sottoscrizione degli accordi interregionali bilaterali in materia di mobilità sanitaria ai sensi dell’articolo 9, comma 3, del Patto per la salute 2014-2016 sancito con Intesa Stato-Regioni del 10 luglio 2014 e dell’articolo 1, comma 576, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 e s.m.i.;

14) attuazione della normativa statale in materia di autorizzazioni e accreditamenti istituzionali, mediante adeguamento della vigente normativa regionale;

15) definizione e stipula del protocollo d’intesa con l’Università degli Studi “Magna Græcia” di Catanzaro in coerenza con la normativa vigente;

16) interventi per la gestione, razionalizzazione ed efficientamento della spesa e delle attività proprie della medicina di base; 17) adozione dei provvedimenti necessari alla regolarizzazione degli interventi di sanità pubblica veterinaria e di sicurezza degli alimenti;

18) rimozione, ai sensi di quanto previsto dall’art. 2, comma 80, della legge n. 191 del 2009, dei provvedimenti, anche legislativi, adottati dagli organi regionali e i provvedimenti aziendali che siano di ostacolo alla piena attuazione del piano di rientro e dei successivi Programmi operativi, nonché in contrasto con la normativa vigente e con i pareri e le valutazioni espressi dai Tavoli tecnici di verifica e dai Ministeri affiancanti;

19) puntuale monitoraggio di quanto previsto dal Titolo II del decreto legislativo 118/2011 con riferimento alle rilevazioni del bilancio regionale riferite alle risorse destinate al Servizio sanitario regionale;

20) puntuale verifica dell’ordinato trasferimento da parte del bilancio regionale al SSR delle risorse ad esso destinate;

21) conclusione della procedura di regolarizzazione delle poste debitorie relative all’ASP di Reggio Calabria e delle ulteriori poste debitorie eventualmente presenti negli altri enti del Servizio Sanitario Regionale;

22) riconduzione dei tempi di pagamento dei fornitori ai tempi della direttiva europea 2011/7/UE del 2011, recepita con decreto legislativo n. 192/2012;

23) ricognizione, quantificazione e gestione del contenzioso attivo e passivo in essere, e verifica dei fondi rischi aziendali e consolidato sanitario regionale;

24) prosecuzione e tempestiva conclusione delle azioni previste per la puntuale attuazione del Percorso attuativo della certificabilità;

25) programmazione degli investimenti per interventi edilizi e/o tecnologici in coerenza con quanto previsto dall’articolo 25, comma 3, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e secondo gli indirizzi di programmazione coerenti con il decreto del Ministero della salute del 2 aprile 2015 n. 70 e con le misure di razionalizzazione ed efficientamento del patrimonio immobiliare strumentale e non strumentale, fermo restando quanto disposto dal decreto legge 10 novembre 2020, n. 150;

26) attuazione dei nuovi compiti assegnati al Commissario ad acta dal decreto legge 10 novembre 2020, n. 150. In particolare, il Commissario ad acta:

a. fornisce indicazioni in ordine al supporto tecnico ed operativo da parte di Agenas previsto all’articolo 1, comma 4, del citato decreto legge;

b. attua quanto previsto all’articolo 1, comma 2, del citato decreto legge;

c. nomina i commissari straordinari aziendali ai sensi dell’articolo 1 del citato decreto legge e verifica trimestralmente il relativo operato in relazione al raggiungimento degli obiettivi di cui al Programma operativo 2019-2021, anche ai fini di quanto previsto dall’articolo 2, comma 6, del citato decreto legge;

d. approva gli atti aziendali adottati dai commissari straordinari, al fine di garantire il rispetto dei LEA e di assicurarne la coerenza con il piano di rientro dai disavanzi nel settore sanitario e con i relativi programmi operativi di prosecuzione nonché al fine di ridefinire le procedure di controllo interno;

e. adotta gli atti aziendali in caso di inerzia da parte dei commissari straordinari ai sensi dell’articolo 2 del citato decreto legge;

f. verifica periodicamente, che non sussistano i casi di cui all’articolo 3, comma 1, quinto periodo, del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171, in relazione all’attività svolta dai direttori amministrativi e sanitari;

g. provvede in via esclusiva all’espletamento delle procedure di approvvigionamento di cui all’articolo 3 del citato decreto legge;

h. valuta l’attivazione del supporto del Corpo della Guardia di finanza in coerenza con l’articolo 5 del citato decreto legge;

i. adotta il Programma operativo per la gestione dell’emergenza Covid-19 previsto dall’articolo 18 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18;

j. definisce il Piano triennale straordinario di edilizia sanitaria e di adeguamento tecnologico della rete di emergenza, della rete ospedaliera e della rete territoriale della Regione;

k. presenta, adotta e attua i Programmi operativi 2022-2023, anche ai fini di quanto previsto dall’articolo 6 del citato decreto legge; l. coordina le funzioni di supporto alla programmazione sanitaria delle aziende del Servizio sanitario regionale assicurandone l’efficacia;

c) di incaricare il Commissario ad acta a relazionare, con cadenza semestrale, al Presidente del Consiglio dei Ministri ed ai Ministeri affiancanti in merito all’attività svolta, in esecuzione del mandato commissariale, ferme restando le verifiche trimestrali ed annuali previste dalla normativa vigente.

 

Il sindaco di Vibo Maria Limardo: Longo alla guida della sanità calabrese svolta decisiva

Il sindaco di Vibo Valentia e presidente della Conferenza dei Sindaci in materia sanità, Maria Limardo, ha dato il benvenuto al Prefetto Guido Longo.

Per il primo cittadino, infatti, la nomina di Longo «alla guida della Sanità calabrese rappresenta la svolta decisiva, quella che riaccenderà la speranza dei malati calabresi e ci farà  dimenticare, sia pure in tempi ragionevoli, i danni di una serie di gestioni  dissennate».

«Il nome del dott. Guido Longo – ha aggiunto – mi ha convinta fin da subito, e lo sono stata ancor di più nel leggere una delle  Sue dichiarazioni: “Ho accettato come atto d’amore verso la Calabria, la regione in cui mi sono formato professionalmente”. Non la ritengo una frase fatta, mi ha colpito e ha colpito la stragrande maggioranza dei calabresi per come attestano i commenti che possiamo leggere su gran parte dei social».

«Come sindaco della città di Vibo Valentia e presidente della Conferenza dei Sindaci in materia di sanità – ha proseguito il sindaco Limardo – chiederò a stretto giro un incontro al dott. Guido Longo, per rappresentare la mia vicinanza, i problemi che interessano le strutture sanitarie vibonesi – tra cui il costruendo ospedale di Vibo Valentia – e per intessere fin da subito un rapporto di serena e reciproca  collaborazione».

«A nome mio, dell’Amministrazione Comunale, della Conferenza dei sindaci e dei cittadini vibonesi – ha concluso – auguro al  dott. Guido Longo buon lavoro, nella certezza che, nonostante le difficoltà che certamente lo attendono, saprà restituire alla sanità calabrese dignità ed efficienza, per garantire ai calabresi il sacrosanto diritto alla salute e  arginare l’annoso calvario della migrazione sanitaria verso altre regioni d’Italia, che, voglio ricordare, oltre ai sacrifici delle persone bisognose di cure rappresenta per la sanità calabrese un costo annuo di circa 360milioni di euro, l’equivalente di un milione di euro al mese». (rrm)