RENDE (CS) – Ritorna Parklife per il Primo maggio al parco fluviale in musica

Torna a Rende per la sua ottava edizione ParkLife, l’evento – nato per ridare nuova vita ai parchi pubblici – divenuto nel corso degli anni un one-day festival tra i più attesi a livello regionale, il Primo maggio per antonomasia della Calabria. Una manifestazione che ha portato complessivamente negli ultimi anni più di 100.000 persone, provenienti da tutta la regione, a ripopolare uno dei polmoni verdi della città, il Parco Fluviale di Rende (Cs), per una giornata all’insegna della musica, del divertimento e del rispetto per l’ambiente.

Mercoledì 1° maggio 2024 dalle ore 10:30 fino alle ore 20:30, l’intera area del Parco Fluviale diverrà lo scenario naturale di ParkLife, con due stage che ospiteranno una lineup che vedrà protagonisti artisti di primo piano nel panorama della musica elettronica internazionale.

A partire da Toy Tonics Jam, lo show che riunisce i talenti dell’etichetta discografica tedesca Toy Tonics, label di culto per tutti gli appassionati delle confluenze tra house, funk e disco, una jam vera e propria che vedrà alternarsi in consolle il tedesco Kapote, boss della label, affiancato da Sam Ruffillo e Guinny, per un’esperienza di puro funk da dancefloor.

Sul secondo stage spazio ad Andy Smith, dj inglese decano del dancefloor, collaboratore già di band seminali come Portishead e Prodigy, autore di numerose compilation che sono diventate iconiche e ricercatissime da tutti i collezionisti, i suoi set presentano – come scrive Rolling Stone – «una selezione di soul, funk, reggae e r&b capace di far impallidire un archivio».

A condividere con lui il palco: Jolly Mare, produttore polistrumentista ed appassionato ricercatore musicale, il suo è un viaggio che parte dalla disco tricolore per arrivare dove la profondità del ritmo cosmico riesce a spingersi; Damianito, vincitore del RedBull3Style, già concorrente di TopDj e live-dj di Salmo.

Su entrambi i palchi, come consuetudine, spazio anche ad alcuni tra i migliori dj local: Fabio Nirta, DJ Kerò, Vincenzo Nac, Dexter, Tascky, Lorenzo Gabriele e G41.

Accanto ai due stage, il pubblico troverà postazioni food & drink. Si ricorda altresì che per partecipare all’evento dovranno essere rispettate delle semplici regole a tutela della natura e dei partecipanti, sarà fatto divieto di ingresso per bottiglie con tappo e contenitori di vetro, metallo, lattine ed oggetti contundenti, barbecue e grill, oltre che proibito di accendere fuochi a terra ed abbandonare rifiuti.

Anche in questa edizione, al fine di garantire maggiore sicurezza e controllo, l’area del parco verrà delimitata e sarà possibile accedere solamente attraverso gli appositi ingressi. Tutti i varchi di accesso all’area saranno supervisionati dal personale steward addetto al controllo ed in tutta l’area saranno ben segnalate le uscite e le vie di fuga. L’intera manifestazione è organizzata e promossa da Be-Alternative Eventi e Wish Eventi, patrocinata dal Comune di Rende dal consiglio regionale della Calabria e resa possibile grazie al sostegno di attività commerciali e sponsor del territorio.

Le prevendite per partecipare all’evento saranno disponibili, al costo di 10 €, su Dice.Fm a partire dal 26 Aprile. Si potrà accedere al festival acquistando il ticket anche il giorno dell’evento presso le casse posizionate in corrispondenza dei 4 ingressi. (rcs)

A Rende torna Visionnaire, l’evento Street del Sud Italia

di BRUNELLA GIACOBBE – Tra arte, musica e abbigliamento urbano, torna a Rende per la quarta volta l’evento Visionnaire.

Si svolgerà al Parco Acquatico Santa Chiara di Rende domenica 14 aprile dalle ore 10:00 alle ore 20:00 ed è previsto, anche per quest’anno, un ampio flusso di visitatori.

Da anni ormai anche l’alta moda ruba idee all’abbigliamento urbano, allo stile dei giovani e meno giovani che sperimentano con i capi che indossano e con le arti che praticano, quasi a consacrare quanto il gusto che viene dal basso sia spesso fonte di ispirazione e senza alcun dubbio espressione di personalità ricche e complesse. Da sempre le sottoculture ispirano le opere mainstream, dall’arte al cinema alla musica.

Per questi e altri motivi Visionnaire non è solo un punto d’incontro, ma è un vibrante e inclusivo ecosistema che accoglie una variegata gamma di individui: creativi, appassionati, musicisti, fashionisti, artisti, collezionisti, gamer e chiunque condivida la passione per la cultura urbana e sotterranea.

È un’opportunità unica per immergersi in un mondo di scoperte, connessioni e condivisione, esplorando le ultime tendenze, quelle storiche e anche pezzi rari di capi da collezione. Attraverso tornei e sfide ludiche, invitiamo tutti a mettersi alla prova e a celebrare insieme la diversità e la creatività che caratterizzano la nostra comunità.

Dalle partire di basket alla possibilità di personalizzare borse e sneaker seguendo i workshop degli artisti accreditati, dai concerti in musica ai diversi stand, fino ai talk che entreranno nel vivo delle culture urbane.

Gli organizzatori: «Ideale, dichiarazione d’amore, piattaforma culturale, Visionnaire nasce con l’intento di diventare un punto di riferimento per chiunque sia appassionato della cultura dello streetwear, del collezionismo, della musica urban e dell’arte contemporanea nel Sud Italia. Visionnaire è una community crocevia per creativi, atleti, appassionati di streetwear, artisti, collezionisti e gamer che si uniscono per festeggiare la “Culture” contemporanea».

«Quest’anno la giornata, oltre che dalla presenza di tantissimi stand sempre nuovi e variegati, è arricchito da workshop esclusivi, tra cui uno con il celebre artista di custom sneakers “Rhoncus” con il quale sarà possibile personalizzare le proprie sneakers con dei fumogeni; Non mancheranno talk con ospiti d’eccezione, gestiti quest’anno da Eyeson Magazine e la partecipazione straordinaria del brand Dolly Noire direttamente da Milano, un vero e proprio evento nel mondo dello streetwear del Sud Italia”. (bg)

RENDE (CS) – Venerdì presentazione della delegazione di Ambiente mare Italia

Venerdì 12 aprile (ore 17.30), presso l’Hotel San Francesco di Rende, si terrà la presentazione della delegazione Cosenza-Tropea di Ambiente mare Italia (Ami), guidata con determinazione ed entusiasmo dalla presidente Elena Pistilli.

L’Ami, un’associazione dedicata all’educazione, alla ricerca e allo studio, rappresenta una voce autorevole nel panorama della salvaguardia ambientale. L’evento, che gode del patrocinio della Provincia di Cosenza e dell’Università della Calabria, vedrà la partecipazione di eminenti figure accademiche, esperti del settore e rappresentanti istituzionali, tutti uniti nell’obiettivo comune di promuovere idee e progetti innovativi a beneficio del nostro territorio.

A seguito dei saluti della professoressa Patrizia Piro (ordinario di Costruzioni Idrauliche e Idrologia, pro-rettore dell’Università della Calabria), interverranno: Elena Pistilli (presidente Ami delegazione Cosenza-Tropea), Alessandro Botti (presidente nazionale Ambiente Mare Italia), il professor Giuseppe Mendicino (ordinario di Costruzioni Idrauliche e Idrologia, direttore del dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente Diam Unical), la professoressa Elvira Brunelli (ordinario di Zoologia Dibest Unical), il campione del mondo di fotografia subacquea Francesco Sesso (ricercatore Diam Unical), Manuela Russo (operatrice Simu, Sistema Museale Università della Calabria), Paola Granata (presidente Confagricoltura di Cosenza), il direttore del Crea (Centro di Ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura) Enzo Perri, l’avvocato penalista Anita Frugiuele.

La presenza di illustri personalità garantisce un dibattito ricco di spunti e proposte concrete. L’incontro sarà un’occasione preziosa per presentare nuove iniziative e soluzioni mirate alla protezione degli habitat naturali e alla conservazione della biodiversità.

L’Ami si distingue per il suo approccio integrato, che coinvolge attivamente cittadini, volontari e associazioni collaborando strettamente con enti di ricerca, università e istituzioni per garantire risultati tangibili e duraturi. Il Comitato Scientifico, in particolare, svolge un ruolo cruciale nel garantire che ogni attività sia supportata da solide basi scientifiche e sia implementata nel rispetto dei migliori protocolli.

In un momento in cui il nostro pianeta affronta sfide sempre più urgenti legate ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità, l’azione dell’AMI rappresenta una luce guida per il futuro. Ogni passo verso la tutela del nostro territorio è un investimento nel benessere delle generazioni future e nella salvaguardia del nostro prezioso patrimonio naturale.

A proposito dell’appuntamento del 12 aprile, il presidente Ambiente Mare Italia (Ami Ets) Alessandro Botti ha dichiarato: «Partecipo sempre con entusiasmo e gioia ad ogni occasione di confronto pubblico che ha ad oggetto il Sud e, in particolare, la Regione Calabria. Penso che il mare rappresenti per l’Italia un’occasione imperdibile di sviluppo e crescita economica e sociale. Il Mar Mediterraneo ha bisogno di tutela. La Calabria è una delle Regioni con la maggiore presenza di costa, anche se si tratta di una costa fragile. Questo mare meraviglioso va tutelato affinché possa rappresentare un motore di rilancio economico. Penso al turismo, alla pesca, agli operatori del mare (dai subacquei ai pescatori). Le delegazioni di Ambiente Mare Italia sono molto attive in Calabria. Proprio oggi partirà la settimana verde dell’Ami.

Il claim di quest’anno è: “Ogni goccia conta” perché ogni singola attività rivolta alla tutela del nostro Pianeta forma il grande mare finalizzato alla salvaguardia del nostro ambiente. Non a caso, la Calabria è la prima Regione in assoluto per numero di eventi nell’ambito della settimana verde con oltre 40 appuntamenti di intervento ambientale, monitoraggio delle spiagge, divulgazione tra i cittadini e, specialmente, tra gli studenti. Numerose sono le scuole coinvolte».

Ambiente Mare Italia ci ricorda che insieme possiamo fare la differenza e che il nostro impegno per l’ambiente è una responsabilità condivisa che non possiamo permetterci di ignorare. A tal proposito, il presidente Botti ha evidenziato: «Il nostro slogan è: “Se lo conosci lo Ami, se lo Ami lo proteggi”. Amare la propria terra è necessario per la protezione dell’ambiente perché ci rende tutti più critici e attenti nei confronti del territorio in cui viviamo. Vorremmo essere da traino non solo per la valorizzazione delle aree marittime ma anche dei propri borghi e di tutte le altre realtà paesaggistiche».

La presidente delegata Ami Cosenza-Tropea Elena Pistilli: «Ringrazio il presidente nazionale di Ambiente Mare Italia Alessandro Botti per avermi concesso l’opportunità di aprire questa delegazione. Mi impegnerò con l’obiettivo di far conoscere il nostro patrimonio ambientale e culturale attraverso un’adeguata divulgazione, proprio mettendo in rete tante competenze diverse, come in questo primo incontro, dove l’Università della Calabria dialoga con il territorio creando una sinergia che dovrà sfociare sia in una corretta divulgazione della tutela ambientale, soprattutto presso i giovani, che in proposte da sottoporre alle istituzioni. A mio parere, questo è il momento giusto di agire, ovvero creare un nuovo spirito ambientalista che si possa nutrire della bellezza del Creato e farci riappropriare dello stupore perduto». (rcs)

RENDE (CS) – Da lunedì torna al Dam dell’Unical la rassegna “Il cinefilo”

Riprende lunedì 8 aprile con Il figlio di Hamas-The green prince la rassegna cinematografica organizzata come ogni anno dall’associazione Entropia aps in collaborazione con il Centro Culturale “Cinepresi” di Cosenza.

Una edizione speciale che si inquadra nel progetto Generazioni Solidali, cofinanziato dalla Regione Calabria con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e teso alla promozione di attività che coinvolgano persone di età e provenienza geografica differenti, superando pregiudizi e ispirandosi ai valori della solidarietà, dell’inclusione e dell’educazione interculturale.

Appuntamento al Dam – Polifunzionale dell’Unical – alle 20,45 con la pellicola diretta da Nadav Schirman che inaugura un mese all’insegna del cinema indipendente.

Tratto dal libro autobiografico scritto da Mus’ab Hasan Yusuf nel 2010 in seguito al suo espatrio negli Stati Uniti, il film narra tutto l’arco della sua vita dall’infanzia in Palestina fino all’abbandono della collaborazione con lo Shin Bet nel 2007 e la fuga negli Stati Uniti.

Premiata al Soundance Festival, la pellicola, interpretata dallo stesso Hasan Yusuf, è basata sulle interviste parallele dei due protagonisti e mette l’accento sulla loro vicenda esistenziale, sulla reciproca testimonianza di lealtà e solidarietà umana, e sul tormentato percorso che in nome di questa ciascuno vive verso la propria parte.

Lunedì 15 aprile, sempre alle 20,45 al Dam, sarà la volta di Atlantis, diretto da Valentyn Vasyanovych premiato come Miglior film della sezione Orizzonti al 76° Festival di Venezia.

In un futuro distopico e non troppo lontano, nel 2025, la guerra russo-ucraina è finalmente finita, ed è tempo di guarire. Un gruppo di ex-militari ucraini, aiutati da organizzazioni umanitarie, è impegnato nei timidi prodromi di quella che sembra essere una lunghissima, faticosa opera di ricostruzione, interna ed esterna, di una zona di guerra. Costruito con un rigore ottenuto attraverso delle inquadrature per gran parte statiche, Atlantis è il lavoro di scavo compiuto alla ricerca di quello che è rimasto di una civiltà andata in pezzi e stratificata da macerie, abbandono e morte.

È basato sul romanzo omonimo di Ryū Murakami, Audition diretto da Takashi Miike e che sarà proiettato lunedì 22 aprile alle 20,45 al Polifunzionale.

Considerato da registi come Quentin Tarantino e Rob Zombie uno dei film più raccapriccianti e memorabili degli ultimi 30 anni, Audition è secondo Miike, considerato non a caso tra i cineasti più originali del Giappone: «non è un horror. O almeno, non c’è un mostro, non è soprannaturale. È la storia di una ragazza che prova solamente delle emozioni leggermente strane, quindi non è impossibile capirla. Nei film del terrore, pensiamo che l’elemento horror sia una cosa speciale che non esiste nella vita reale ed è per questo che possiamo godercela. Ma ci sono anche cose terrificanti nella vita e sono tutte opera degli esseri umani. Ciascuno ha quelle cose dentro di sé. Quindi, filmando degli esseri umani, diventa in modo naturale un film dell’orrore».

La rassegna si concluderà il 29 aprile alle 20,45 sempre negli spazi del Dam con la pellicola di Alexandre O. Philippe Lynch/Oz.

Il film indaga i legami tra Il mago di Oz (1943) di Victor Fleming e l’universo inquietante e fiabesco di David Lynch.

Il film può dispiegare così un considerevole numero di immagini e suggestioni. E grazie allo split screen, la tecnica che moltiplica lo schermo in più parti, anche lo spettatore meno informato può apprendere con chiarezza i rimandi visivi e tematici sui quali i videosaggisti articolano le loro analisi in voce fuori campo: la critica cinematografica Amy Nicholson e i registi Rodney Ascher (Room 237), John Waters (Pink Flamingos, Cry Baby), Karyn Kusama (Girlfight, Aeon Flux), Justin Benson e Aaron Moorehead (V/H/S: Viral), David Lowery (Il drago invisibile).

Quattro titoli, dunque, quelli che saranno proposti nella rassegna, alcuni su tematiche di stringente attualità, inseriti nel progetto Schermi indipendenti, frutto della sinergia tra Distribuzione Indipendente, una delle realtà più innovative e dinamiche della scena nazionale, Ucca – Unione dei circoli cinematografici Arci e Uicc – Unione italiana circoli del cinema.

Appuntamento ai lunedì dei Cinepresi con ingresso gratuito e visione nella sala cinema degli spazi del Dam al Polifunzionale. (rcs)

LA “GRANDE COSENZA”: UN’OCCASIONE DI
POSITIVA INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA

di CANDIDA TUCCI – Noi imprenditori abbiamo nel nostro codice genetico la capacità di cavalcare i cambiamenti, di coglierne le opportunità e di guardare al futuro con fiducia ed ottimismo. Se così non fosse non avremmo nessuna speranza di poter resistere alle regole di mercato, e di questo, la piccola e media impresa italiana è l’esempio più  tangibile rappresentando oggi l’80% del Pil del nostro Paese.

La fusione di Cosenza Rende e Castrolibero sarà un grande cambiamento e perciò una grande opportunità per tutti, amministratori, parti sociali e cittadini di poter realizzare un progetto urbano efficiente, moderno, vivibile e progredito. In particolare, per le imprese della Salute dell’area urbana interessata dal processo di fusione, sarà un’occasione irrinunciabile di fare un passo in avanti verso l’integrazione socio sanitaria dei servizi alla persona attraverso una programmazione socio sanitaria finalmente unitaria ed omogenea per un comprensorio di ben 54 comuni. 

Cosenza Rende e Castrolibero ad oggi, appartengono a distretti socio sanitari diversi: Cosenza va con il Distretto del Savuto che raggruppa 34 comuni, mentre Rende e Castrolibero con il Distretto Valle Crati che raggruppa 20 comuni. Per le politiche di welfare, invece, Cosenza fa parte dell’Ambito Territoriale n.1 che include circa 13 comuni, mentre Rende e Castrolibero dell’Ambito territoriale n. 2 con circa 9 comuni.

Una frammentazione di programmazioni e competenze che sta generando non poche difficoltà. La fusione dei tre citati comuni, invece, comporterà la ridefinizione dei confini geografici dei citati distretti ed ambiti territoriali per cui ne conseguirà una programmazione unica socio sanitaria e socio assistenziale per tutti e 54 comuni rientranti nell’area geografica del Distretto Savuto e Valle Crati ed Ambiti Territoriali n. 1 e n.2. 

Un risultato straordinario che non sfugge a chi, come noi, rappresenta il settore degli erogatori privati di prestazioni sanitarie e sociali e che accoglie nelle proprie strutture, cittadini dei comuni citati che, per via delle loro diverse residenze, seguono spesso iter amministrativi diversi. Un vero controsenso e, soprattutto, per noi imprese un affanno burocratico ulteriore.

Sicuramente un’incombenza per le istituzioni regionali che avranno da ridefinire l’assetto distrettuale ma un investimento di energia indubbiamente utile perché produrrà un grande vantaggio per la comunità e per gli erogatori di prestazioni. Una programmazione socio sanitaria e socio assistenziale unitaria per un comprensorio di 54 comuni consentirà una lettura del fabbisogno maggiormente coerente, eviterà la clonazione di servizi e la duplicazione di interventi con ottimizzazione di costi e miglioramento delle performance salutari. Un risultato positivo, questo, per i percorsi di salute dei cittadini ulteriormente amplificato dalla (anche questa) necessaria riorganizzazione della rete farmaceutica conseguente anch’essa dalla fusione dei tre comuni citati. 

Unico interlocutore politico, un’unica pianificazione, un’ unica lettura del fabbisogno ed una conseguente maggiore razionalizzazione della distribuzione dei servizi sul territorio. 

Occasione, quindi, di poter superare quella frammentazione delle programmazioni dei servizi alla Salute dei cittadini che è ed è stata, storicamente, l’ostacolo principale per il raggiungimento della desiderata integrazione socio sanitaria. 

Una sfida per amministratori e parti sociali che oggi la maggior parte degli stakeholder dell’area urbana coinvolta dal processo di fusione, è pronta ad accogliere con entusiasmo. (ct)

[Candida Tucci è presidente regionale filiera Salute Confapi Calabria]

RENDE (CS) – Due giorni di proiezioni al Tau Cinema Campus

Due giorni di proiezioni all’Università della Calabria. Si parte mercoledì 3 Aprile alle h.20.30 sarà proiettato al Tau Cinema Campus il film documentario 30 Anni di cinema a Ponticelli (2022, 47’) di Isabella Mari, una produzione: Arci Movie e Parallelo 41 in collaborazione con: Arci Nazionale e Ucca.

Precederà la proiezione un incontro con la regista Isabella Mari, condotto da Bruno Roberti e Daniele Dottorini, docenti di cinema presso il Dispes dell’Unical.

Il film è stato realizzato in occasione del trentennale dell’associazione (1990-2020) tra il 2018 e il 2019 da un’idea di Antonella Di Nocera all’interno del 3° Atelier di Cinema di “FILMaP – Film a Ponticelli”, un progetto di Arci Movie sorto con il contributo di Fondazione “Con il Sud”, realizzato con la collaborazione di Parallelo 41, che ha permesso di formare oltre 20 filmmakers grazie a docenti quali Leonardo Di Costanzo, Bruno Oliviero, Alessandro Rossetto e Carlotta Cristiani.

L’idea era approcciarsi all’immenso archivio audiovisivo di Arci Movie, costruito fin dal 1990, per dare vita ad un’opera che celebrasse i 30 anni dell’associazione. Fin dall’inizio, però, l’obiettivo non è stato solo quello di ripercorrere pedissequamente una storia di attivismo, ma di ricercare un discorso più ampio, per alimentare una riflessione collettiva sull’importanza che può assumere la promozione culturale in contesti nei quali non solo il disagio sociale è alto, ma anche le opportunità di socializzazione sono ridotte al minimo. Piano piano il lavoro dell’autrice è diventato sempre più simile a quello di un’archeologa che scava in profondità per far emergere bellezze inimmaginabili di un tempo passato. Con il recupero nel materiale di repertorio di momenti unici della storia di Arci Movie, è stato sorprendente trovare un filo rosso nel dialogo naturale e spontaneo di alcuni grandi maestri del cinema mondiale con semplici cittadini, giovani e adulti, che hanno partecipato alle migliaia di proiezioni realizzate in questo lungo percorso.

La storia dell’associazione Arci Movie è anche un po’ quella degli ultimi 30 anni di Ponticelli, quartiere di 50.000 abitanti della periferia est di Napoli. Una storia fatta di testimonianze, ricordi, immagini, amore per la cultura e per un territorio che, con la promozione del cinema nel segno della condivisione, ha potuto cambiare la propria prospettiva. Tanti i volti noti che hanno prima preso parte negli anni ’90 alla battaglia per salvare il cinema Pierrot – storica sala del quartiere destinata a diventare un supermarket come tanti – e che poi, nel tempo, hanno continuato a sostenere l’azione associativa di Arci Movie sul territorio, da Ken Loach a Mario Monicelli, da Francesco Rosi a Ettore Scola, da Toni Servillo a Paolo e Vittorio Taviani, da Frederick Wiseman a Mario Martone, da Enrico Ghezzi a Ferzan Ozpetek, da Michele Placido a Roberto Faenza, da Pupi Avati a Giuliano Montaldo. Tantissimi, infine, gli attivisti, gli educatori, gli operatori culturali, gli studenti, i giovani, i docenti, i soci e i semplici cittadini protagonisti di una storia di cinema che ha lasciato segni nella comunità come poche altre esperienze della storia recente di Napoli.

Lavorare ad uno sconfinato archivio di materiali raccolti nel corso di trent’anni di attività di un’associazione ha fatto emergere il cinema che cambia nelle modalità di narrazione e fruizione e che, al contempo, fa cambiare. Poter mettere mano ad un archivio tanto vasto, che ha come protagonisti il cinema e un territorio, mi ha consentito di trasformare testimonianze e racconti in un discorso sul cinema stesso, divenendo preziosa opportunità di scoperta e riscoperta. Ad influire sul lavoro è stata anche l’epoca storica, di profonda crisi, che il cinema sta ancora attraversando: non è possibile dimenticare le immagini delle sale vuote, con una fruizione del prodotto cinematografico che muta di giorno in giorno. La forza dell’archivio, dunque, può così riconsegnare – mediante parole, sguardi e gesti – un cinema che probabilmente oggi non c’è più: le testimonianze (o i discorsi) di grandi personalità si confondono con le voci di semplici spettatori in un unico nuovo racconto che dal repertorio si fa contemporaneo. Il viaggio attraverso le immagini di una sala che si riempie per puro amore per il cinema, si alterna a quello legato a momenti più intimi, a partire dai volti dei fondatori dell’associazione Arci Movie, oggi segnati dal passare degli anni e dei sacrifici, in una storia quasi familiare, in cui ogni componente è legato da una missione comune. Nel film è l’archivio a parlare, ho cercato sempre di conferire alle immagini la medesima passione, forza ed energia con le quali sono state al tempo girate, ma anche con le fragilità di una esperienza di trent’anni in un territorio difficile. Il tutto rielaborato senza mai dimenticare il fascino di uno sguardo al passato che si fa, al contempo, possibilità di riscoperta di un presente fondamentale per guardare al futuro. (Isabella Mari, regista)

Il giorno seguente giovedì 4 aprile alle h.20.30 sarà proiettato al Tau Cinema Campus il film documentario La Giunta (2022, 78’) di Alessandro Scippa. Prodotto da Parallelo 41 produzioni in collaborazione con Luce Cinecittà, Fondazione Valenzi, Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico.

Precederà la proiezione un incontro con la produttrice Antonella Di Nocera, condotto da Bruno Roberti e Daniele Dottorini, docenti di cinema presso il Dispes dell’Unical.

Il film presentato fuori concorso al 40° Torino Film Festival, ha poi partecipato a numerosi festival in Italia e all’estero. Si tratta di un esempio di cinema del reale e di uso creativo del materiale d’archivio, che racconta come in un caleidoscopio emotivo e di grande tensione umana e civile la storia di una stagione politica esemplare per la città di Napoli, che segnò dalla metà degli anni 70 la concretizzazione di una utopia e di una nuova idea di città .

1975. Maurizio Valenzi diventa il primo sindaco comunista di Napoli, la più grande città del Sud Italia. Attraverso interviste ai protagonisti dell’epoca e materiale di archivio inedito, questa è la storia di un gruppo di donne e uomini che ha cercato di realizzare il sogno di una politica vicina alle persone.

Un sindaco carismatico e una squadra di assessori di grande spessore piantarono i semi di una nuova idea di città, in quel periodo ancora segnata dalle ferite della guerra e da una recente epidemia di colera. Tuttavia, con il terribile terremoto del 1980 e gli interessi economici della ricostruzione si modificarono profondamente gli equilibri politici e criminali, e il destino di Napoli sarà segnato da nuove forme di organizzazione della camorra che oggi, come allora, continua a condizionare la vita della città. Quella esperienza amministrativa, con la sua specificità umana, i valori civili e gli ideali che la caratterizzarono, rappresentò un momento storico unico, una vicenda che ci può anche far interrogare su come e perché il comunismo italiano, con forti legami sociali e culturali di massa, abbia potuto essere spazzato via insieme ai fantasmi del comunismo reale nel 20mo secolo. Con le interviste ai protagonisti di quel dream-team e ai figli di quelli che non ci sono più, il film è costruito come un racconto prismatico dove i frammenti di immagini, negli specchi e nelle rifrazioni dell’oggi, nostalgicamente si confrontano con il passato.

Accanto al racconto di cosa fu quell’epoca, ho voluto anche raccontare la Napoli di oggi, una città stratificata, che ho ripreso con un piccolo prisma posto davanti alla macchina da presa, che ci ha permesso di creare delle sovrapposizioni di spazi urbani, un tempo affollati da chi condivideva una speranza, oggi svuotati, esausti, inerti. Ma è proprio la memoria ad aiutarci a riempire quel vuoto. E così, nel presente di una città, forse immaginaria, tramite una visione prismatica, qualcuno ancora rivive le emozioni di un’epoca che non è più. Alessandro Scippa (Regista del film)

«La giunta è la storia di un gruppo di donne e uomini che ha cercato di realizzare il sogno di una politica vicina alle persone. […] La giunta si innalza oltre l’autoreferenzialità e si consegna alle giovani generazioni, lasciandoci comprendere quanto feconda, inclusiva e illuminata sia stata l’azione di quel gruppo di uomini e donne sognanti». (Massimiliano Virgilio / Corriere del Mezzogiorno)

Per partecipare agli incontri ad ingresso libero è necessario prenotarsi alla mail prenotazioni_cams@unical.it. (rcs)

RENDE (CS) – Il Lions e Rotary si interrogano sul fenomeno della siccità

Il Lions cosentino si interroga sul fenomeno della siccità. Storico incontro interclub Lions Cosenza Castello Svevo e Rotary Cosenza nella sala congressi dell’hotel San Francesco a Rende.

I presidenti del Rotary Club Cosenza Marco Provenzano e del Club Lions Cosenza Castello Svevo Saverio Daniele, hanno introdotto la serata, tema l’ambiente, ispirata alla Giornata Mondiale dell’acqua del 22 marzo e successivamente presentato i relatori dell’evento, l’ing. Roberto Coscarelli che ha parlato su «Siccità: caratteristica climatica o rischio naturale?» ed il prof. ing. Giancarlo Principato che è intervenuto sul tema «L’importanza degli invasi in relazione alle crisi idriche».

Interessantissimi spunti di riflessione dai due interventi che hanno sottolineato la gravità della crisi idrica globale e le potenzialità della nostra regione, in termini di riserve di acqua, con adeguati interventi di ripristino e manutenzione delle dighe presenti sul territorio.

Gli interventi della nutrita ed attenta platea hanno ulteriormente confermato la riuscita dell’evento e la elevatura dei due relatori. (rcs)

RENDE (CS) – Al Tau il concerto di Bobby Watson

Domani, al Tau dell’Unical, alle 21, si terrà il concerto di Bobby Watson, leggenda del jazz afroamericano.

L’evento è il terzo appuntamento della rassegna JazzAmore, promossa da MK Live con il sostegno del Ministero della Cultura e dell’Università della Calabria.

L’artista sax contralto, tra i maggiori esponenti del jazz afroamericano, si esibirà con l’Urban Trio con special guest Guy Shotton, un vero e proprio virtuoso dell’hammond, Ale Napolitano alla batteria e Dino Plasmati alla chitarra.

Nato nel 1953 a Lawrence (Kansas), ma cresciuto a Kansas City, città che diede i natali anche a Charlie Parker, Watson ha ampiamente assorbito l’influsso della grande scuola jazzistica di quella città. Dopo aver frequentato l’università di Miami (dove ebbe come colleghi Pat Metheny e Jaco Pastorius), il sassofonista si trasferisce a New York. È il 1975 e poco dopo, nel 1977, inizia a mettersi in luce all’interno dei Jazz Messengers di Art Blakey, addirittura nel ruolo di direttore musicale.
Il gruppo di Blakey è stata la più efficiente fucina di giovani talenti del jazz moderno, e infatti quando Watson esce dalla band, nel 1982, non gli mancano certo le proposte di collaborazione d’alto livello: Max Roach, Louis Hayes, George Coleman, Branford Marsalis, Sam Rivers, Wynton Marsalis per citarne alcuni.
Parallelamente alla pluriennale carriera concertistica, Watson si è focalizzato anche nel settore educativo, grazie al prestigioso incarico che gli è stato affidato dall’Università del Missouri di Kansas City, dove è stato nominato direttore del dipartimento di jazz.
Considerato come uno dei migliori controaltisti hard-bop in circolazione, Bobby Watson torna in Italia, paese da cui mancava da tempo, proponendo in questo live le sue migliori composizioni. Ogni membro del gruppo porta la propria esperienza e creatività unica, dando vita a una miscela eclettica di generi musicali che ha come matrice di base il Jazz. (rcs)

RENDE (CS) – Col Rotary Club si parla di genetica e medicina di precisione

Domani sera, a Rende, alle 19.30, all’Hotel S. Francesco, si terrà una conversazione col prof. Giuseppe Passarino, docente di Genetica presso l’Università della Calabria e presidente dell’Associazione Genetisti Italiani, sul tema Genetica e Medicina di precisione: sviluppi e metodiche innovative.

L’evento è stato organizzato dal Rotary Club Cosenza Sette Colli e sarà introdotto dai saluti del presidente del RC Cosenza Sette Colli Francesco Bozzo, sarà moderato da Luigi Caputo, presidente della Commissione Immagine Pubblica e Comunicazione del club.

L’evoluzione umana viaggia di pari passo con i progressi scientifici. I passi da gigante compiuti dalla Medicina nel corso dei secoli hanno portato a migliorare notevolmente le condizioni di vita di uomini e donne. Negli ultimi tempi, grazie al contributo della Genetica, si è sviluppata la Medicina di precisione che, sfruttando il sequenziamento del genoma umano e l’applicazione delle moderne tecnologie, permette di ottenere, per ogni paziente, informazioni specifiche che favoriscono l’individuazione di cure mirate. Questo rappresenta un’innovazione fondamentale in ambito sanitario ed è destinata a produrre cambiamenti notevoli e incisivi nella ricerca e nella cura delle gravi patologie.

«Da rotariani – ha dichiarato Francesco Bozzo – siamo chiamati a impegnarci per contribuire a migliorare la qualità della vita di chi abita il nostro territorio. L’iniziativa che abbiamo organizzato si inquadra proprio in tale contesto. Siamo lieti di poter ospitare il prof. Giuseppe Passarino, uno dei massimi genetisti italiani, e invitiamo tutti a partecipare all’incontro». (rcs)

RENDE (CS) – Giovedì al Tau dell’Unical il concerto del Maestro Francesco Libetta

Giovedì 21 marzo, al Tau dell’Unical, alle 20.30, si terrà il concerto di musica classica del pianista, compositore e direttore d’orchestra italiano Francesco Libetta.

L’evento rientra nell’ambito della stagione teatrale Meridiano Sud del Teatro Auditorium Unical.

Il giorno dopo, il Maestro Libetta terrà una masterclass, aperta ad alcuni musicisti scelti tra gli studenti dei conservatori calabresi.

Per il New York Times è «Poet-aristocrat with the profile and carriage of a Renaissance prince», mentre per Le Monde de la Musique «l’éritier des Moritz Rosenthal, des Busoni et des Godowsky» e per Corriere della Sera «uno spolvero di signorilità che credevamo perduto negli archivi dell’interpretazione pianistica».

D’Avalos gli ha dedicato tutti i suoi pezzi per pianoforte solo e Isotta lo ha definito «il più grande pianista vivente».

Ha realizzato integrali pianistiche di Beethoven, Händel, Chopin, Godowsky, Paisiello, Bosso; ha pubblicato registrazioni di Schumann, Liszt, Ligeti, Ravel, Debussy. Le sue registrazioni sono pluripremiate da Diapason, Le Monde de la Musique, Classique, Amadeus fra i tanti. Ha collaborato con direttori come Pappano, Andreae, Mandeal e artisti come Sollima, Caterina Antonacci, Devia, attori come Boni, Laurito, Preziosi, Marchini, danzatori come Carla Fracci e ha fondato il gruppo di ballo Corerofonie.

Dopo gli studi di Composizione con Marinuzzi a Roma e Castérède a Parigi, ha scritto musica per teatro, cinema, acusmatica, cameristica, sinfonica, e l’opera L’Assedio di Otranto, messa in scena in Puglia e a Roma e pubblicata in cd.

«Libetta compositore è poeta doctus» scrisse Isotta sancendo il profilo di uno degli artisti italiani più stimati nel mondo e versatili, dalla direzione d’orchestra all’attività di saggista musicale, registra d’arte visuale e a sua volta protagonista dei documentari di Monsaingeon e Battiato, didatta per il Miami Piano Festival e a Martina Franca con la Fondazione Grassi. (rcs)