CAPITALE CULTURA, LA LOCRIDE È FUORI
LA SFIDA RIPARTA DAI TESORI DI CALABRIA

di ARISTIDE BAVA – La sfida per far diventare la Locride Capitale della cultura per il 2025 si è portata appresso anche, e soprattutto, la necessità della  valorizzazione dell’enorme patrimonio naturalistico, storico, culturale e architettonico del territorio arricchito anche, dalla presenza del Porto delle Grazie di Roccella che si può considerare una punta turistica molto importante del comprensorio.

Anche attraverso il Porto delle Grazie è certamente intuibile che le presenze turistiche tendono ad aumentare e queste presenze aiutano certamente a sperare in un  futuro positivo per l’intero comprensorio della Locride. D’altra parte ormai è ben noto che il territorio della Locride è pieno zeppo di “tesori” che nessuno può disconoscere e che proprio questo è stato uno degli aspetti che ha stimolato la battaglia per Locride Capitale della cultura per il 2025. Al Porto delle Grazie  si affiancano altre grosse potenzialità.

Dalla Villa Romana di Casignana al Teatro Romano di Marina di Gioiosa o il Naniglio di Gioiosa Jonica  patrimonio comune al pari del Museo di Locri o di quello di Monasterace. Un elenco a cui si aggiunge la Cattolica di Stilo, le prestigiose terme di Antonimina, il Musaba d Mammola tanto per ricordare alcuni siti di particolare importanza che messe insieme, unitamente alle altre potenzialità della Locride, enogastronomia compresa, possono certamente costituire una forza aggiunta per il territorio che ha, poi, nel mare la sua grande “meraviglia!” che fa da contrasto agli splendidi Borghi antichi di Gerace, Stilo, del teatro greco-romano di Portigliola e delle  tante altre ricchezze di un territorio che alla sua bella cornice marina accomuna le testimonianze dell’arte e della cultura dell’antica Magna Grecia e dell’età romana. 

Il discorso sta, dunque, nella capacità di promuovere l’intero territorio e questa occasione non può essere perduta perché, comunque vadano le cose ci sono due anni, a riflettori accesi, che la Locride deve sfruttare. E in questo lasso di tempo serve la giusta sinergia, anche istituzionale, per dare spinta alla difficile battaglia che il territorio può affrontare, sulla base della ipotesi progettuale di grande spessore  allegata alla candidatura che resta, comunque, in piedi perché si porta appresso la necessità e la voglia di riscatto del territorio. E c’è una forza aggiunta , quella dei borghi antichi che rimane, fuor di dubbio  grande forza trainante del territorio della Locride. 

La tendenza dei turisti, soprattutto stranieri, negli ultimi tempi,   ha confermato che i borghi antichi sono una grande fonte di attrattiva e fanno parte di una Calabria pressocchè sconosciuta che racchiude spesso tesori artistici, strutture architettoniche , tradizioni e culture che fanno parte di quelle testimonianza della storia millenaria del territorio. E se alcuni di essi sono già stati inseriti tra i borghi più belli d’ Italia come Bova, Gerace e Stilo, ci sono anche, a fare da appendice a queste punte di diamante, tanti centri interni ricchi di “tesori” e forti di una enogastronomia che è ormai diventata una vero e proprio punto di riferimento del nuovo turismo.

Che non necessariamente deve essere il turismo estivo. D’altra parte la fascia ionica reggina, situata, con l’intera provincia, nel cuore del Mediterraneo, tra  mare e  montagna presenta numerose e importanti testimonianze del suo glorioso passato e proprio i borghi antichi sono, principalmente, i gelosi custodi di queste tradizioni. Intanto i riflettori si accenderanno in maniera forte  sulla Locride il 17 e 18 febbraio quando i Lions del Distretto meridionale terranno il loro congresso intermedio proprio sul territorio della Locride. (ab)

Locride Capitale Italiana della Cultura, al via il “Laboratorio Cinematografico di Comunità”

di ARISTIDE BAVA – Innovazione sociale e cultura sono due delle parole chiave su cui poggia l’iniziativa del “Laboratorio Cinematografico di Comunità” attivato da Officine delle idee nell’ambito del progetto Locride Capitale Italiana della cultura 2025, che ha registrato il suo esordio come è già stato anticipato con la proiezione del documentario Casignana Il profumo del Tempo prevista presso il Cinema Vittoria di Locri.

L’iniziativa è indirizzata a recuperare alla memoria quelli che sono stati indicati, nel lontano 1922, come “I fatti di Casignana” e secondo Antonio Blandi responsabile di “Officina delle idee” che è tra gli esperti che hanno elaborato l’ipotesi progettuale legata alla candidatura della Locride , l’iniziativa tende a promuovere la partecipazione dal basso, attiva e creativa, delle comunità locali nel processo di produzione culturale. Un discorso, quindi, che non si ferma a Casignana ma che punta in maniera generalizzata a vedere il cinema e le produzioni video come metodologia espressiva che favoriscano processi e percorsi per crescere e sentirsi parte della comunità.

In grado, anche, di attivare strategie utili ai processi di cittadinanza attiva per il consolidamento e ove necessario, la ricostruzione culturale dal basso che faciliti il coinvolgimento, la partecipazione, la circolazione delle idee e quindi il trasferimento delle conoscenze e il confronto. Il progetto partito da Casignana, importante borgo della Locride in questo caso prende ad esempio un avvenimento, che ha fortemente inciso sulla comunità locale e proprio per questo è stato scelto per realizzare il “Laboratorio Cinematografico di Comunità” Grazie ai dibattiti con gli esperti (storici e scrittori) e al confronto nato all’interno della stessa popolazione, il “Laboratorio Cinematografico di Comunità” ha consentito agli abitanti di Casignana, al di là delle proprie competenze e ruolo sociale, di acquisire nuovi strumenti e chiavi di lettura per apprendere meglio ciò che è avvenuto attivando un approccio non solo consapevole, ma anche critico e, quindi, alla comunità di Casignana è stata così offerta l’opportunità di vivere un’esperienza unica ed originale e di poter esprimere la propria opinione in un contesto libero da preconcetti e quindi culturalmente interessante e coinvolgente.

Gli incontri sono stati condotti e strutturati in modo da stimolare nei partecipanti le capacità critiche verso il racconto dell’evento, determinando anche una diversa capacità di osservazione e di interpretazione della realtà. È nato, quindi, il documentario prodotto da Officine delle Idee con la collaborazione del Comune di Casignana e del Gal Terre Locridee e co-diretto da Francesco Aiello, Andrea Belcastro e Dario De Luca che di fatto è diventato uno strumento di sollecitazione culturale e formativa.

Un punto di partenza perchè come è stato evidenziato dai protagonisti l’intera Locride e tutta la Calabria hanno un patrimonio di piccole e grandi storie nascoste tra le pieghe del tempo.

“Storie che meritano di essere riportate alla luce per capire da dove arriviamo e dove possiamo proiettarci nel futuro”. Il progetto Locride tutt’altra storia punta in maniera particolare sul patrimonio identitario e sul patrimonio culturale del territorio che rappresentano le radici su cui costruire il futuro e il riscatto delle piccole comunità, e non solo. Come afferma Antonio Blandi project manager di Officine delle Idee

«La best practice del “Laboratorio Cinematografico di Comunità” realizzata nella Locride sta creando molto interesse anche in altri territori e per questo motivo sarà uno dei contenitori che verranno inseriti nelle attività della piattaforma “Next Culture” e sarà replicata non solo in Calabria, ma anche in altre regioni d’Italia. L’essenza di “Locride 2025 tutta un’altra storia” è, d’altra parte, quella di “dare forza e valore alla cultura, conoscenza e innovazione, per coltivare e far crescere le aspirazioni delle comunità favorendo così il rafforzamento della coesione e dell’inclusione sociale – ha affermato dal canto suo Guido Mignolli, direttore del Gal Terre Locridee – e a tal proposito la produzione di questo primo documentario si inserisce da protagonista in questo percorso di valorizzazione di tutto il territorio locrideo».

Il lavoro è stato salutato con grande soddisfazione anche da Francesco Macrì, presidente del Gal terre Locridee, «appresenta – ha detto – il primo prodotto culturale nell’ambito delle attività di “Locride 2025 tutta un’altra storia” e contribuisce, insieme con le altre attività e iniziative in corso e già presenti sul territorio, alla rappresentazione della Locride come luogo di sperimentazione di processi di innovazione sociale di interesse internazionale». (ab)

Capitale Italiana della Cultura, la Locride rimane in attesa ma non perde l’entusiasmo

di ARISTIDE BAVA – Non si hanno ancora notizie della nuova data prevista per la individuazione delle 10 finaliste per concorrere a Capitale della cultura 2025 ( questa data era prevista per il 15 novembre).

Dalla sede del Gal Terre Locride, struttura dalla quale è partita l’iniziativa della candidatura della Locride all’importante titolo, ipotizzano che la data potrebbe slittare a fine dicembre ma di certo non c’è ancora nulla. Lo slittamento di questa data, comunque, non ha intaccato l’entusiasmo che si è creato attorno a Locride Capitale della cultura 2025, sostenuta dalla Città Metropolitana e dalla stessa Regione  Calabria anche perché – lo hanno ribadito il Presidente del Gal Francesco Macrì e gli “esperti”  Guido Mignolli e Antonio Blandi – il vero obiettivo della “sfida” non è la vittoria del titolo ma piuttosto la straordinaria opportunità  che si sta creando  per il territorio dove si sono accesi molti riflettori sulle sue indubbie potenzialità.

Una eventuale qualificazione della Locride tra le dieci finaliste potrebbe essere certamente un fatto di notevole rilevanza, e nessuno nasconde che anche questo è un obiettivo che si vorrebbe raggiungere,  ma in ogni caso resta il fermento che si è creato, e non solo nella Locride, per le opportunità che la candidatura, in ogni caso, si sta portando appresso. Il territorio della Locride  pur forte di grandi potenzialità, è sempre rimasto ai margini dei grandi circuiti nazionali anche a causa delle carenti iniziative unitarie che hanno caratterizzato il recente (e remoto) passato.

La candidatura – e il clamore che si è creato attorno – è servita, intanto, anche a dare stimoli nuovi alle istituzioni locali e intercomunali facendo pure risaltare- ove ce ne fosse stato bisogno –  talune necessità di primaria importanza per garantire  un assetto del  territorio che oggi si trova in condizioni non certamente ottimali soprattutto per una serie di motivi ben noti da tempo. La sinergia che si è creata attorno alla candidatura è stata anche occasione  per concertare un percorso condiviso che consenta alle istituzioni, alle associazioni, ed in generale all’intera comunità della Locride, di remare nella stessa direzione e soprattutto di mettere a fuoco la necessità di cominciare a dare soluzione ai problemi più impellenti tenendo conto del corposo programma che è stato presentato dalla Città Metropolitana, su input del Gar Terre Locridee e dell’Associazione ” Officine delle idee”  a supporto dell’iniziativa.

Legittimamente si può, e si deve, auspicare, nuova attenzione su un territorio  come questo della Locride che – nessuno lo può disconoscere – rappresenta una terra di cultura storica straordinaria, tramandata dai tempi antichi, oltre ad essere terra forte di una grande patrimonio naturalistico e paesaggistico. Una Locride che con questa candidatura vuole offrire “Tutta un’altra storia” rispetto all’immagine deturpata negli ultimi decenni da vicende che ne avevano fatto quasi una marchio di fabbrica senza che si tenesse conto dei tanti altri aspetti positivi che c’erano, e ci sono, al suo interno.

Ecco perché, come ripetono i responsabili del Gal in ogni occasione, comunque vadano le cose, la candidatura della Locride è un importante punto di partenza per una ipotesi progettuale che guarda molto lontano e che si pone l’obiettivo compiuto di “mettere a sistema”  le molteplici  potenzialità  qui esistenti e i luoghi,  affascinanti e ricchi di storia e cultura, che  gravitano in tutto il territorio. Nella sostanza, forse è proprio questa la grande forza che si porta appresso la candidatura: la capacità che ha portato tante comunità, sempre divise da sciocchi campanili, a ritrovarsi in un’unica comunità con la voglia di affrontare insieme un percorso particolare che come afferma Guido Mignolli «è un percorso che indica una storia grande, scolpita nelle stratificazioni del territorio, un patrimonio storico-culturale con unicità significative, un ambiente carico di contraddizioni ma ancora ricco di biodiversità come pochi. Antichissime volte sotterranee, miniere del ferro che entrano nel cuore della montagna dietro porte bellissime, donne che hanno sfidato il mare per costruire città del sole, borghi che sembrano scaturire dalla roccia, centinaia di orchidee “diverse” che colorano la terra».

Non  sono cose di poco conto. E probabilmente molti cittadini della Locride si erano anche scordati di queste grandi potenzialità che, appunto, grazie a questa candidatura stanno nuovamente emergendo e potrebbero, se l’ipotesi progettuale andrà in porto, cambiare il volto  dell’intero territorio.  (ab)

 

Capitale Italiana della Cultura, La Locride tra le 10 finaliste?

di ARISTIDE BAVA – Il percorso che porterà alla designazione di Capitale Italiana della cultura 2025 e’ ormai nella fase finale del suo primo step. Entro il 15 novembre l’apposita commissione formata da esperti della gestione dei beni culturali, dovrà definire la short list di dieci delle 15 città in lizza per contendersi l’ambito titolo.

Le contendenti, che accompagnano la loro candidatura a un motto esplicativo sono in stretto ordine alfabetico, le seguenti: Agrigento – “Il sé, l’altro e la natura”.  Aosta – “Città Plurale”.  Assisi (Perugia) – “Creature e creatori”.  Asti – “Dove si coltiva la cultura”. Bagnoregio (Viterbo) – “Essere Ponti”.  Città Metropolitana di Reggio Calabria – “Locride 2025. Tutta un’altra storia”. Enna – “Enna 2025. Il mito nel cuore”. Monte Sant’Angelo (Foggia) –“Un Monte in cammino”. Orvieto (Terni) –“Meta meraviglia la cultura che sconfina”, Otranto (Lecce) – “Mosaico di Culture”. Peccioli (Pisa) –“ ValdEra Ora. L’arte di vivere insieme”. Pescina (L’Aquila) “ La cultura non spopola”. Roccasecca (Frosinone) – “Vocazioni. La cultura e la ricerca della felicità”. Spoleto (Perugia) –“La cultura genera energia”. Sulmona (L’Aquila) – “Cultura è metamorfosi “.

Inutile negare che la “sfida” per l’ambito titolo è abbastanza difficile per la Locride e di questo sono fermamente convinti anche i responsabili del Gal Terre Locridee, dal presidente Francesco Macrì al direttore Guido Mignolli, che con Antonio Blandi “esperto” dell’ Associazione  “L’officina delle idee”, sono stati i fautori principali dell’iniziativa che ha ,poi, portato la Città Metropolitana di Reggio Calabria a presentare la candidatura, e con essa il qualificato progetto che l’accompagna.

Ed è proprio sulla ipotesi progettuale presentata, supportata con recente decisione ufficiale anche dalla Regione Calabria, che La Locride punta maggiormente, perché, come dettano le procedure di valutazione, molto importanti sono gli elementi come “la progettazione, la programmazione, la condivisione con le realtà locali”, elementi essenziali per lo sviluppo dei territori. L’iniziativa ha, infatti, tra gli obiettivi prioritari, quello di “valorizzare i beni culturali e paesaggistici e di migliorare i servizi rivolti ai turisti”.

In questa direzione l’ipotesi progettuale presentata è di largo respiro e prevede, come obiettivo primario un percorso che racchiude quattro anni di attività sul territorio tese a realizzare un contesto di comunità culturali territoriali coese, con elementi portanti la partecipazione collettiva delle comunità locali, la sostenibilità turistica e ambientale, la condivisione, l’economia circolare.

Un percorso che prevede la messa a fuoco e lo sviluppo di tre sezioni principali: il patrimonio materiale del territorio, il patrimonio immateriale e le imprese culturali e creative. Il tutto per dare vita ad un racconto corale, che narri il paesaggio umano e culturale della Locride: le bellezze, i siti e beni culturali, storici e archeologici, il patrimonio immateriale, le storie, i personaggi, le comunità locali, l’umanità, la cultura, i sapori, i colori e tanto altro. Ciò nella convinzione che la candidatura è solo uno strumento indirizzato a favorire un vero e proprio investimento nel tempo forte di  linee progettuali solide, pratiche di monitoraggio reali e ritorni “concreti”.

D’altra parte nessuno nasconde che anche se nella Locride negli ultimi anni si è fatto molto in campo culturale e turistico ci sono ancora tante cose da fare e tanti problemi da risolvere. Ma forse proprio questa è la grande forza di questa candidatura. La capacità di aver pensato a un percorso a lungo termine, condiviso e comune tra le diverse comunità locali per conoscersi e riconoscersi come contesto unitario e riuscire a valorizzare le diversità ed esclusività territoriali.

E come hanno sempre affermato i due “esperti” Guido Mignolli e Antonio Blandi per dare vita a un percorso “che propone la Locride come un grande laboratorio culturale sociale, di rilevanza nazionale ed europea, luogo di sperimentazione di metodologie e buone pratiche per il recupero e la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale riferito non solo alle molteplici arti, alle presenze monumentali, archeologiche che innegabilmente ci sono  ma anche alle esperienze, conoscenze, storie di vita delle persone che hanno vissuto e vivono in questo contesto.

Una “sfida” importante, dunque, che si può vincere anche senza conquistare l’ambito titolo finale. Ma, intanto, la speranza di tutti, inutile negarlo, è quella che la Locride venga ammessa tra le dieci finaliste. (ab)

Meet Tourism sbarca in Calabria a sostegno di Locride Capitale Italiana della Cultura 2025

Meet Tourism – Meeting Internazionale degli Itinerari Culturali e delle destinazioni d’eccellenza è sbarcato in Calabria, per supportare la candidatura di Locride Capitale Italiana della Cultura 2025.

Si è tenuto qualche giorno fa, all’interno di Forme – Forum del Mediterraneo, l’edizione calabrese che ha completato il ciclo di incontri itineranti realizzati nell’arco dell’anno 2022 da Meet Tourism, il meeting che dal 2019 è un punto di riferimento per lo sviluppo e la valorizzazione degli itinerari culturali e delle destinazioni d’eccellenza in Italia.

All’interno della sezione FormeLabicci – laboratori innovativi di comunità, si è tenuto l’incontro dal titolo Progetti, Itinerari e Reti Culturali nel Mediterraneo, al quale hanno partecipato un folto numero di rappresentanti di Enti ed Istituzioni, per confrontarsi sul tema della costruzione di reti ed itinerari culturali.

Un confronto che ha posto al centro dell’attenzione il territorio della Locride: un analisi su itinerari già costituiti, reti in fase di costruzione, Enti che si sono messi a disposizione, per contribuire attraverso le proprie competenze e specificità alla valorizzazione del patrimonio identitario della candidata a capitale della cultura.

Alleanze, che guardano ad un mediterraneo comune, dove il ruolo degli itinerari e delle reti culturali si impone per la capacità di costruire dialoghi e collaborazioni: dal progetto di Immateria Festival sul patrimonio immateriale a MedFort rete di valorizzazione del patrimonio fortificato, attraverso la Via del Ferro, la rete dei siti minerari, la rete delle città dei presepi, per finire lungo le Vie di Carlo V e le antiche rotte di navigazione.

All’incontro hanno partecipato Francesco Macrì, presidente del Gal Terre Locridee, Antonio Blandi, Project Manager Locride 2025 per Officine delle idee, Sabrina Busato, founder Meet Tourism, Fortunato Cozzupoli, polo Innovazione Cultura e Turismo Cassiodoro, Alberto D’Alessandro, founder Meet Tourism, Patrizia Lupi, generazione Mare e Direttrice Fondazione Elba, Fabrizio Mandorlini, Associazione Nazionale Città dei Presepi, Guido Mignolli, direttore del Gal Terre Locridee, Giorgio Metastasio, vicesindaco del Comune di Bivongi (RC), 

Emanuela Panke, Itinerario Culturale Europeo Iter Vitis, Agata Patanè, Coordinatrice nazionale Remi Ispra Rete nazionale parchi e musei minerari,  Pietrangelo Pettenò, MedFort e Marco Polo Project, Rosa Nicoletta Tommasone, delegata per l’Italia dell’Itinerario culturale europeo “Le Vie di Carlo V”, Franco Valenti, sindaco del Comune di Pazzano (RC), Orest Vasilko, direttore Centro di Collaborazione Italo – Ucraina “L.Da Vinci” Università di Leopoli, ed a chiudere la lunga lista di autorevoli ospiti, Leandro Ventura, direttore dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale ICPI Ministero della Cultura

Partner dell’iniziativa I.T.R.I.A., Centro Studi MEDFORT, Marco Polo Project, GENTES, UNPLI Calabria, Confartigianato Imprese Calabria, Copagri Calabria

Dall’incontro è emersa un’alleanza fondata sulla cultura e sulla valorizzazione di un patrimonio identitario ricchissimo e di grandi potenzialità, che nasce e si evolve insieme alle comunità locali, e  grazie alle competenze ed agli strumenti messi in campo dai vari soggetti porterà la Locride al centro di una progettualità dove il Mediterraneo torna ad assumere il ruolo di potente attrattore culturale, con le comunità locali protagoniste. (rrc)

LA SFIDA DI LOCRIDE “CAPITALE CULTURA”
NO AI DETRATTORI, PENSANDO IN POSITIVO

di ARISTIDE BAVA – Locride Capitale della Cultura. Bisogna combattere anche contro il “fuoco amico”. Siamo alle solite. C’è chi rema contro la candidatura di Locride Capitale della cultura italiana 2025. Tanto che il direttore del Gal, Guido Mignolli, scende in campo con una sua piccata nota per chiarire – se c’è veramente qualcosa da chiarire – qual è la vera essenza di questa iniziativa che per lui è  una sfida per il futuro» e che – ribadisce – «è una sfida che negli ultimi quattro anni ha prodotto iniziative e progetti di ricerca e sviluppo, tanti, nei settori della cultura, dell’ambiente storico, dell’agricoltura, dell’inclusione sociale, in cooperazione con enti e istituzioni italiani ed europei, coinvolgendo aziende, associazioni, enti locali».

Guido Mignolli,  esprime il suo rammarico anche se – dice – «L’opinione di uno non incrina la compattezza, ma forse scalfisce l’immagine verso l’esterno, anche solo concedendo un elemento per insinuare dubbi e rinvigorire le convenzioni becere. Tutta un’altra storia? No. La solita storia! Del fuoco “amico”, che distrugge più dell’altro».

Mignolli aveva parlato a lungo in una lunga intervista che aveva concesso al nostro giornale di questa sfida «che le comunità hanno intrapreso, accantonando le proprie idee a vantaggio di quella di tutti, dimostrando una compattezza unica, evitando qualsiasi voglia di critica “esterna” al percorso. Così si lavora – dice –. Il momento del dibattito per prendere le decisioni può essere pure cruento, ma a decisione presa si va tutti in quella direzione, con onestà e volontà. Così si può vincere. Che poi, vincere significa non per forza conquistare un titolo, ma trovare consapevolezza ed entusiasmo. Così si cresce. Dimostrando una maturità, che molti negano sia nelle corde della gente della Locride. Che invece sta testimoniando il contrario».

Poi si chiede qual è la causa principale dei mali del mondo? E dà le risposte «L’ignoranza. Non solo… Allora, la cattiveria! Pure. Soprattutto è l’inconsapevolezza. È distruttiva la mancanza di consapevolezza. È diffusa, abita dappertutto, penetra nei tessuti fragili come un alieno e crea degli automi ristretti in una piccola stanza, chiusa da spesse mura, che credono essere il mondo. Si può curare l’inconsapevolezza? Certo, ma ci vuole forza, umiltà, visione sorridente della vita; i più fragili rimangono la vita intera nella stanza. Che credono essere tutto l’orizzonte possibile… Sui valori del patrimonio storico-culturale, ci siamo. Arduo sarebbe sostenere che la Locride non meriti attenzione sotto questo profilo. Pure qui, però l’inconsapevolezza colpisce. E le pagine meno note, che potrebbero consentirci di riscrivere la storia? E le ‘minime’ testimonianze della cultura popolare?».

Quindi l’elenco di tutta una serie di iniziative che si accompagnano all’ipotesi progettuale di Locride Capitale Italiana della cultura 2025. Dai progetti di cooperazione che si stanno realizzando nella Locride, per vedere i vitigni autoctoni unici al mondo agli  allevamenti di maiali neri d’Aspromonte  al partenariato di 12 paesi del Mediterraneo per un progetto sull’uso razionale dell’acqua, (il territorio è stato  individuato pure come territorio della sperimentazione), ai sindaci delle ‘aree estreme’, che stanno lavorando alacremente sul solco dell’importanza della scuola, soprattutto quella per i più piccoli per combattere  la ‘ndrangheta veramente e con gli strumenti giusti!

Quelli della cultura… Ed ancora le fabbriche di comunità, nelle quali non prende forma la materia, ma il coinvolgimento sociale alle decisioni senza dimenticare oltre 100 progetti d’azienda in campo agricolo e i tanti piani di rigenerazione dei nuclei storici.

«Un “successo” di territorio – dice Mignolli – per il grande numero di iniziative approvate. Uno dei centri della Locride rappresenta la Calabria in contesto nazionale, sia per l’intervento di restauro sia per le green communities. E i progetti della montagna- aggiunge – Leggi il piano approvato e finanziato per le aree interne: piste ciclabili, offerte diverse al visitatore, istruzione e imprenditoria, scuole nei castelli, mobilità verde, servizi sociosanitari innovativi. Un lungo elenco che abbiamo sintetizzato con l’invito anche a dare un’occhiata alle iniziative intraprese a favore dei Neet, insieme a realtà nazionali e internazionali di settore».

E quindi la chiosa finale indirizzata al detrattore di turno «Ora non rifugiarti nel “non sapevo, ma è colpa vostra perché non fate comunicazione, non informate. Hai visto quante cose?! E tante non te le abbiamo raccontate. Le stiamo facendo. C’è un territorio in fermento. Basta andarci per conoscere. Aiuta pure a vincere l’inconsapevolezza. A proposito! Si sta operando pur senza il sostegno della ‘ndrangheta. Lo sai, cultura, lavoro ed entusiasmo sono un forte antidoto. Il fuoco “amico”, invece, – conclude Guido Mignolli – va in direzione opposta… Continua a distruggere».

Una precisazione, quella del direttore del Gal che forse ci voleva perché non è a tutti chiaro che la vera vittoria per la Locride e per La Città Metropolitana, ma adesso anche per la Regione Calabria che ha “sposato” il progetto, non è affatto la eventuale vittoria della “sfida” – ammesso, cosa molto difficile – che ci sia, ma è piuttosto l’ipotesi progettuale che questa candidatura ha creato e che potrebbe veramente cambiare il volto del territorio e della stessa Regione in una proiezione nazionale e internazionale. Ecco la necessità della massima coesione.

Ecco la necessità, come giustamente afferma Mignolli, di non tener conto dei detrattori di turno. Questo sul territorio lo si è compreso. E, non a caso, proprio in questi giorni è stato diffuso un significativo comunicato da parte del Corsecom, struttura associativa di primo piano che da anni si batte per il rilancio del territorio.

«Le molte criticità esistenti sul territorio della Locride, a partire da quella sanitaria, possono giocare in maniera negativa sulla “sfida” per Locride capitale Italiana della cultura 2025. Ma è ormai opinione diffusa che l’apprezzamento per le candidature che vedono una partecipazione attiva dei cittadini nella valorizzazione e qualificazione del proprio territorio è notevole anche se, nel caso della Locride, non sono certo qualificanti le endemiche criticità esistenti».

Però, dice la nota,«in questi ultimi mesi tutti abbiamo potuto assistere all’intenso e capillare battage promozionale avviato dalle strutture associative e, in particolare da quello dell’Associazione Lions che ha valicato i confini territoriali spingendosi su tutta l’area metropolitana fino ad arrivare al congresso di Paestum dove la candidatura è stata fatta propria dai clubs lions di Calabria, Campania e Basilicata. E molti – aggiunge la nota – sono stati anche i Convegni e gli Eventi che hanno evidenziato in maniera chiara e particolareggiata le notevoli ricchezze di varia natura presenti nel territorio e che rappresentano le fondamenta dell’articolato, e qualificato Progetto presentato nelle settimane passate dalla Città Metropolitana alla Commissione Ministeriale preposta a valutare i primi dieci siti da ammettere alla scrematura delle Candidature di “Capitale Italiana della Cultura 2025».

D’altra parte è fuor di dubbio che la Locride con i suoi 2.500 anni di storia, il suo patrimonio naturale con al centro il Mitico Aspromonte, la ricchezza delle varie eccellenze enogastronomiche, i suoi 42 Comuni distribuiti tra mare, colline e suggestivi Borghi, il suo ricco potenziale archeologico, ha tutti i requisiti per concorrere a pieno titolo a questa importante candidatura.

Una candidatura che ha stimolato molti cittadini, orgogliosi e determinati, a organizzarsi per sostenere e incoraggiare Amministratori, sindaci e politici ad essere più incisivi e più determinati a risolvere le varie problematiche la soluzione delle quali renderebbe il territorio più qualificato e con una immagine più appetibile.

E, proprio con questi obiettivi, annuncia il Corsecom, il mondo della cittadinanza attiva si è mobilitata ed è in continua espansione tanto che «si sta creando una rete di Gruppi Operativi mirati a seguire da vicino, con costanza e competenza ma anche acquisendo dati e informazioni per seguire e vigilare il percorso di servizi, di opere, di progetti finanziati ma ancora fermi. Una rete di persone pronte anche a mobilitarsi – precisa il Corsecom – con azioni decise quando si andranno a verificare eccessive lentezze o ritardi non giustificati».

Di questi gruppi, organizzati dallo stesso Corsecom, fanno parte principalmente soggetti appartenenti ai vari Club Service della Locride ( Lions, Rotary, Kivanis,  Associazioni e Fondazioni con riferimenti Nazionali come le Fidapa , l’Ammi il Fai e anche quelle locali  che si distinguono per impegno e  serietà come Borghinfiore, lo storico Sidus Club che, proprio  quest’anno registra quaranta anni d’intensa attività.

«Alcuni gruppi, informa il Corsecom, sono già formati e sono operativi; altri stanno per essere costituiti. Ogni gruppo può contare sulla disponibilità di Sindaci e di qualificati Tecnici ed esperti nei vari settori che possono fornire informazioni sulle diverse iniziative e problematiche che sono in corso di attuazione e la cui soluzione è prevista nel breve e medio termine».

Insomma una mobilitazione decisamente interessante che garantisce la costituzione di una positiva rete tra le Associazioni e le Organizzazioni locali. Gruppi che si stanno impegnando soprattutto per stimolare la soluzione di molti problemi del territorio e che, indipendentemente dal risultato della candidatura a capitale della cultura (si spera, intanto di superare il primo turno, step previsto in questo mese) «potrebbe segnare un momento molto importante per la qualificazione e il rilancio del territorio e per la soluzione di tanti problemi che si trascinano da anni».

I riflettori accesi su “Locride Capitale Italiana della cultura 2025” hanno, intanto, fatto raggiungere questo primo importante risultato. Il resto farà parte della storia dell’immediato futuro. (ab)

 

La Regione sostiene la candidatura di Locride Capitale Italiana della Cultura 2025

La Regione Calabria sosterrà la candidatura della Locride Capitale Italiana della Cultura. È quanto è stato stabilito nel corso dell’ultima riunione della Giunta, su proposta della vicepresidente Giusi Princi.

«Siamo con determinazione impegnati – ha dichiarato Princi – a sostenere il progetto di candidatura per il conferimento di questo prestigioso riconoscimento nei confronti di un’area con un forte potenziale di sviluppo. La proposta è il risultato di un’interlocuzione sinergica, di un forte coinvolgimento in un importante lavoro di squadra tra enti promosso dal Gal terre locridee; racchiude i caratteri unitari e identitari dei 42 Comuni ricadenti nel territorio interessato».

«Il progetto – ha specificato Giusi Princi – rappresenta l’unica candidatura calabrese ed è stato voluto con determinazione dal presidente Occhiuto e da tutta la Giunta regionale. Pertanto, nell’eventualità di un esito positivo, abbiamo deliberato un contributo finanziario dell’importo di 50 mila euro alla Città Metropolitana di Reggio Calabria».

«Il riconoscimento a Capitale italiana della cultura 2025 rappresenta – ha concluso – uno strumento di valorizzazione del patrimonio culturale, materiale e non, efficace e capace di contribuire in maniera duratura e sostenibile alla strategia di sviluppo locale, non solo dei territori interessati ma di tutta la regione». (rcz)

A Roma presentata ufficialmente la candidatura di Locride Capitale Italiana della Cultura 2025

È stata presentata, a Roma, la candidatura della Locride Capitale Italiana della Cultura 2025. La presentazione è avvenuta nel corso dell’incontro alla Cappella Orsini di Via Grotta Pinta, dal titolo Destinazione Locride 2025- 42 Comuni protagonisti di un grande progetto di innovazione culturale e sociale.

Presenti, all’evento, i parlamentari Tilde Minasi, della Lega, ed Ernesto Rapani, di Fratelli d’Italia, Francesco Macrì, presidente del Gal Terre Locridee, e la Cooperativa “Officina delle Idee” presieduta da Antonio Blandi. Inoltre, è stato letto un messaggio da parte della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Nel corso dell’evento è stato illustrato il ricco programma che accompagna la candidatura della Locride, che concorre al prestigioso titolo insieme ad altre 14 città. Si tratta di Agrigento, Aosta, Assisi, Enna, Monte Sant’Angelo, Orvieto, Otranto, Peccioli, Pescina, Roccasecca, Spoleto e Sulmona.

Il 13 novembre ci sarà la prima selezione, in cui si passerà dalle 15 candidature alle 10, per poi procedere fino alla designazione definitiva che arriverà a fine 2024. (rrm)

A Roccella il convegno sul Archeologia subacquea: un supporto per Locride Capitale Italiana della Cultura 2025

di ARISTIDE BAVA – Oggi a Roccella, presso il Porto delle Grazie (Forza turistica aggiunta del territorio) si accendono i riflettori su un importante convegno che ha per tema Archeologia Subacquea e navale in Calabria. idee e prospettive turistiche.

È una nuova iniziativa, del tutto singolare e molto interessante che va a supporto di Locride Capitale Italiana della cultura 2025. È organizzata dalla Associazione Italiana di Cultura Classica, dai Club Lions di Locri, Siderno e Roccella, dal Sidus Club di Siderno, dall’Ammi, dal Porto delle Grazie e dal Comune di Roccella, un insieme di associazione e organismi istituzionali chiamati a far “rete” per mettere a fuoco un ulteriore aspetto delle potenzialità del territorio.

Tra i partecipanti il sindaco di Roccella Vittorio Zito, il sindaco di Riace, la città dei Bronzi, Antonio Trifoli, Katia Aiello responsabile di Aicc, i rappresentanti dei tre clubs Lions unitamente al Presidente di Circoscrizione Giuseppe Ventra, e la responsabile dell’Ammi.

Le relazioni sono state affidate all’archeologa Marilisa Morrone e a Roberta Eliodoro. All’incontro è prevista anche la partecipazione di alcuni esperti del Gal Terre Locridee che saranno chiamati ad intervenire su Locride Capitale della cultura L’appuntamento è per le ore 19.30.

Una iniziativa importante perché deve essere vista anche dal punto di vista sociale nel quadro di quanto sta avvenendo nella Locride e nella stessa area della Città Metropolitana dopo questa candidatura che si sta accompagnando alla voglia di riscatto dell’intero territorio.  La cultura come veicolo di rilancio economico e sociale delle città e del territorio. È indubbio che la cultura possa essere  forza trainante anche del settore turistico. È questo rimane certamente un obiettivo prioritario dell’ ipotesi progettuale presentata a supporto di Locride Capitale Italiana della cultura 2025.

Ogni iniziativa, nella Locride, comincia ad avere come necessità  principale la voglia di mettere in evidenza le tantissime eccellenze culturali del territorio molte delle quali sono poco conosciute. L’occasione di Locride Capitale della cultura 2025 consente di favorire la indicazione, man mano che vengono organizzate manifestazioni e iniziative dei generi più disparati,  di un vero e proprio elenco  delle eccellenze (di varia natura)  della Locride. Sono, a questo punto, le associazioni,  gli operatori turistici e gli operatori culturali  del territorio ad essere chiamati a promuovere il tutto utilizzando al meglio  i variegati veicoli promozionali possibili.

Nella sostanza far conoscere una Locride diversa da quella che, purtroppo, rimane ancora etichettata come uno stereotipo negativo, Questo anche  sotto la spinta di “Locride tutta un’altra storia” slogan decisamente significativo legato alla importante candidatura, evitando di soffermarsi sempre sugli  stessi pochi punti forti conosciuti anche a livello internazionale ma puntando su aspetti più generalizzati  per evidenziare l’enorme patrimonio esistente sull’intero comprensorio. Un patrimonio immenso in gran parte  poco conosciuto dal grande pubblico e spesso dalla stessa  stragrande maggioranza dei cittadini del territorio interessato.

Una considerazione che non viene fatta a caso e che è indirizzata a confermare l’interesse che hanno  i turisti che  arrivano nella Locride, i quali inizialmente affrontano con qualche ingiustificato timore le loro visite ma che una volta conosciuto il territorio, l’ospitalità dei suoi abitanti, e soprattutto il suo  grande patrimonio culturale sono i primi a rimanere sorpresi dell’enorme potenziale esistente. Al tutto, si deve accompagnare la variegata ricchezza enogastronomica di qualità che gli stessi riscontrano, soprattutto nei borghi interni dove possono “gustare” l’ottima gastronomia tradizionale.

Ecco l’importanza che si portano appresso i riflettori accesi sulla “sfida” di Locride Capitale della cultura che è stata capace di far riscoprire ai cittadini una voglia di speranza che sino a pochi mesi addietro certamente non c’era. Adesso delle potenzialità del territorio si comincia a parlare in ogni incontro culturale e in ogni convegno.

E si ricorda, soprattutto, questo grande impegno della Locride e la necessità che cittadini, associazioni e Istituzioni locali facciano fronte unico per supportare questa sfida.  Ecco, dunque, la necessità di farsi carico anche di iniziative  tendenti a presentare per tempo e in maniera diversificata  il ricco potenziale che esiste sul territorio puntando, soprattutto, sugli aspetti culturali, a partire dalla presenza dei beni archeologici, musei compresi, per andare alla scoperta delle enorme ricchezze che si trovano nei borghi antichi, sulle nostre coste, sulle nostre montagne in modo da evidenziare gli aspetti positivi del territorio.

L’idea è abbastanza semplice e sta nascendo da sola. Sarà una spinta per dare più forza al territorio. (ab)

Locride Capitale Italiana della Cultura, ma non solo

di ARISTIDE BAVA – Il vero obiettivo di “Locride Capitale Italiana della cultura 2025” non è quello di vincere la “sfida” con le altre 15 località  candidate all’ambito titolo ma è anche, e soprattutto, una tappa di un progetto di innovazione sociale e culturale che vuole fare partire dalla Locride il cambiamento della Regione.

Un progetto certamente ambizioso che si sviluppa su un piano triennale attraverso il quale il Gal terre Locridee, Officina delle idee e la Città Metropolitana con il coinvolgimento generalizzato delle associazioni e delle varie comunità punta non solo a riscattare una fama negativa che la Locride si porta appresso da troppo tempo  ma che punta decisamente  a dare al territorio un’idea di crescita sostenibile e proporre prospettive diverse e innovative per un futuro che intende poggiare le sue fondamenta sulla legalità, sulle bellezze culturali, sull’innovazione sociale con nuovi modelli operativi capaci di costruire, nei prossimi tre anni, e quindi realizzare per il 2025, un modello integrato di sviluppo che possa diventare dì esempio all’intera Calabria e al nostro Paese.

Da qui lo slogan “Locride 2025. Tutta un’altra storia”. Tanto, in sintesi, è emerso dall’incontro organizzato dai Lions di tutta la XI Circoscrizione all’ Hotel Parco dei Principi di Roccella. Un incontro molto partecipato che ha avuto ospite Antonio Blandi, uno dei punti di riferimento dell’ipotesi progettuale che la Città Metropolitana è chiamata a presentare ( entro il 13 settembre) a supporto della candidatura di Locride Capitale Italiana  della cultura 2025, iniziativa partita dal Gal Terre Locridee subito fatta propria dai 42 Comuni del comprensorio della Locride, finalmente decisi a lavorare assieme, fuori da ogni tentativo campanilistico, per dare visibilità a un grande patrimonio culturale materiale e immateriale per cercare di attivare finalmente trasformazioni sociali e culturali capaci di diventare anche economiche e lavorative con il fine di consentire a chi vuole rimanere nella Locride di costruire un proprio futuro in questo territorio tanto bello quanto spesso impossibile.

Antonio Blandi, rispondendo a tutta una serie di domande dei Lions intenzionati, su stimolo dello stesso Governatore del Distretto Franco Scarpino,  a dare il loro supporto operativo all’iniziativa, ha ben chiarito i molteplici aspetti dell’ambizioso progetto. 

«Abbiano fatto un patto d’onore con il territorio – ha detto – e la Cultura è una leva molto importante per il suo riscatto sociale. Abbiamo intenzione di lanciare un forte messaggio a livello nazionale e siamo convinti che possa essere recepito. La competizione con le altre località è certamente importante ma non è il fine ultimo della nostra iniziativa perché la cultura è alleanza e non competizione. Poi le risposte alle considerazioni e alle domande, di Giulio Varone (Gioia Tauro), Antonino Guerrisi ( Taurianova), Antonio Leonardo Montuoro (Nicotera), Nando Iacopino (Gioia Tauro), Paolo Mobrici ( Reggio Calabria), Giovanna Cusumano ( Reggio Calabria), Andrea Commiso (Locri), Pasquale Muià (Siderno), Piero Multari (Locri), Mimmo Praticò (Villa San Giovanni), Gianluca Versace (Polistena), Antonello Posterino (Palmi), Pasquale Gagliardi ( Siderno), Lorenzo Maesano (Roccella ), Ornella Attisano (Reggio Calabria).

Il monito finale dell’incontro, peraltro indicato in un significativo messaggio, ai Lions, del Governatore Franco Scarpino, arrivato al Presidente di Circoscrizione Giuseppe Ventra, promotore dell’importante incontro, è stato l’invito alla partecipazione attiva, d’intesa con le altre associazioni, per dare all’iniziativa la giusta valenza per contribuire al riscatto della Locride ma anche della Calabria e del Meridione. Un incontro, insomma, di notevole spessore che apre, a breve e lungo termine, nuove prospettive per il futuro del territorio.

Il messaggio del Governatore Lions Franco Scarpino

L’incontro che vi accingete ad iniziare, in piena sintonia con le linee guida di questa annata sociale, segna un momento molto importante della nostra attività’ operativa e conferma la necessità che i Club Lions siano protagonisti della vita dei territori di competenza. In questo caso ritengo anche che il supporto che possiamo dare alla indicazione di “Locride Capitale della cultura” esula certamente dal solo territorio più’ direttamente interessato e abbracci l’intero nostro Distretto proiettato a rendere giustizia ad un meridione troppo spesso dimenticato che vuole, e merita, di essere proiettato verso un riscatto del Sud.

Un riscatto  che e’ giusto inseguire e che deve vedere direttamente interessate la nostra e anche le altre più’ importanti associazioni e Club service del territorio meridionale. Nel mentre vi ringrazio, dunque, per quello che state facendo vi confermo la mia diretta vicinanza, e dell’intero Distretto, a questa importante iniziativa e vi invito a continuare il vostro positivo impegno a favore delle vostre comunità ‘ nella consapevolezza che la nostra sarà’ una forza aggiunta per la soluzione dei tanti problemi che gravano sui nostri territori. (rrc)