LA MANCATA CANDIDATURA DIVENTI L’OCCASIONE DI FAR CONOSCERE L’IMMENSO PATRIMONIO REGIONALE;
I mosaici di Caisgnana

CAPITALE CULTURA, LA LOCRIDE È FUORI
LA SFIDA RIPARTA DAI TESORI DI CALABRIA

di ARISTIDE BAVA – La sfida per far diventare la Locride Capitale della cultura per il 2025 si è portata appresso anche, e soprattutto, la necessità della  valorizzazione dell’enorme patrimonio naturalistico, storico, culturale e architettonico del territorio arricchito anche, dalla presenza del Porto delle Grazie di Roccella che si può considerare una punta turistica molto importante del comprensorio.

Anche attraverso il Porto delle Grazie è certamente intuibile che le presenze turistiche tendono ad aumentare e queste presenze aiutano certamente a sperare in un  futuro positivo per l’intero comprensorio della Locride. D’altra parte ormai è ben noto che il territorio della Locride è pieno zeppo di “tesori” che nessuno può disconoscere e che proprio questo è stato uno degli aspetti che ha stimolato la battaglia per Locride Capitale della cultura per il 2025. Al Porto delle Grazie  si affiancano altre grosse potenzialità.

Dalla Villa Romana di Casignana al Teatro Romano di Marina di Gioiosa o il Naniglio di Gioiosa Jonica  patrimonio comune al pari del Museo di Locri o di quello di Monasterace. Un elenco a cui si aggiunge la Cattolica di Stilo, le prestigiose terme di Antonimina, il Musaba d Mammola tanto per ricordare alcuni siti di particolare importanza che messe insieme, unitamente alle altre potenzialità della Locride, enogastronomia compresa, possono certamente costituire una forza aggiunta per il territorio che ha, poi, nel mare la sua grande “meraviglia!” che fa da contrasto agli splendidi Borghi antichi di Gerace, Stilo, del teatro greco-romano di Portigliola e delle  tante altre ricchezze di un territorio che alla sua bella cornice marina accomuna le testimonianze dell’arte e della cultura dell’antica Magna Grecia e dell’età romana. 

Il discorso sta, dunque, nella capacità di promuovere l’intero territorio e questa occasione non può essere perduta perché, comunque vadano le cose ci sono due anni, a riflettori accesi, che la Locride deve sfruttare. E in questo lasso di tempo serve la giusta sinergia, anche istituzionale, per dare spinta alla difficile battaglia che il territorio può affrontare, sulla base della ipotesi progettuale di grande spessore  allegata alla candidatura che resta, comunque, in piedi perché si porta appresso la necessità e la voglia di riscatto del territorio. E c’è una forza aggiunta , quella dei borghi antichi che rimane, fuor di dubbio  grande forza trainante del territorio della Locride. 

La tendenza dei turisti, soprattutto stranieri, negli ultimi tempi,   ha confermato che i borghi antichi sono una grande fonte di attrattiva e fanno parte di una Calabria pressocchè sconosciuta che racchiude spesso tesori artistici, strutture architettoniche , tradizioni e culture che fanno parte di quelle testimonianza della storia millenaria del territorio. E se alcuni di essi sono già stati inseriti tra i borghi più belli d’ Italia come Bova, Gerace e Stilo, ci sono anche, a fare da appendice a queste punte di diamante, tanti centri interni ricchi di “tesori” e forti di una enogastronomia che è ormai diventata una vero e proprio punto di riferimento del nuovo turismo.

Che non necessariamente deve essere il turismo estivo. D’altra parte la fascia ionica reggina, situata, con l’intera provincia, nel cuore del Mediterraneo, tra  mare e  montagna presenta numerose e importanti testimonianze del suo glorioso passato e proprio i borghi antichi sono, principalmente, i gelosi custodi di queste tradizioni. Intanto i riflettori si accenderanno in maniera forte  sulla Locride il 17 e 18 febbraio quando i Lions del Distretto meridionale terranno il loro congresso intermedio proprio sul territorio della Locride. (ab)