Verso la Fiera di San Giuseppe a Cosenza

di BRUNELLA GIACOBBEQuest’anno preceduta dalle sonore proteste dei commercianti e degli ambulanti che denunciavano i costi troppi alti degli spazi assegnati, tramite il proprio sindacato di categoria.

Preteste che, per la verità, sono state subito accolte dall’amministrazione comunale intavolando un dialogo atto a chiarire che nessun sovra-prezzo è stato applicato alle tariffe di occupazione del suolo pubblico, ma che sono state applicate le direttive statali.
Era febbraio, esattamente un mese fa, i giornali davano voce ad una e all’altra parte, in egual modo, cercando per primi di venire a capo di questa annosa questione.

Ci sembra giusto dunque, per dovere di cronaca, introdurre questo pezzo dedicato alla tradizionale fiera cosentina con quella che è stata una calda discussione che ha coinvolto commercianti, storici e non, istituzioni e di riflesso in cittadini in attesa di una risoluzione positiva del dibattito, essendoci stata anche ad un certo punto una velata minaccia dei commercianti di non partecipare alla fiera.

Fiera che va avanti da secoli, da quel lontano 1234 quando l’imperatore Federico II decise di istituirla. Negli anni passati una mostra ha offerto al pubblico il racconto degli anni che furono, da quando prese il sopravvento la fotografica, mostrato diapositive di carri e animali in una terra non battuta, ma già allora frequentata da numerosi curiosi visitatori e acquirenti che alla fiera facevano scorta di cibi in purezza o lavorati di vario genere, oltre che di materiali per la tessitura fino ad abiti già finiti e pronti all’uso. Una vera e propria tradizione dunque, che dovrebbe consentire ai cosentini e agli avventori provenienti dalla regione e dalle regioni limitrofe, l’importanza culturale e sociale di questi momenti di incontro.

La Fiera di San Giuseppe di quest’anno avrà luogo da sabato 15 marzo a martedì 19 marzo, giorno della festa di San Giuseppe, dunque la festa del papà.
Da citare indubbiamente una reintroduzione voluta dall’attuale sindaco, la prima edizione si tenne nel lontano 1998 ma da molti anni non se ne sentì più parlare, vale a dire il San Giuseppe Rock, un festival musicale che ospiterà band e singoli durante i giorni di fiera.


«In quegli anni (ndr anni ’90), Cosenza è stata un punto di riferimento per il rock, ospitando band e artisti destinati a calcare le scene nazionali – ha osservato il primo cittadino, Franz Caruso –. Una vera e propria rampa di lancio per talenti emergenti. Oggi vogliamo far rivivere quella tradizione, riportando in vita un evento simbolo di un’epoca vibrante. Abbiamo scelto di riproporlo non solo per celebrare una tradizione positiva, ma anche per dare nuova linfa alla Fiera di San Giuseppe, restituendola al centro storico con un’estensione del periodo di esposizione e spettacolo».

Caruso che, in occasione della conferenza stampa, ha concluso così il proprio intervento: «L’auspicio è che i visitatori possano essere sempre più numerosi e che i residenti comprendano che varrà la pena sopportare qualche piccolo disagio legato alla viabilità, in nome di un evento tanto atteso che, nel segno della tradizione, si proietta nel futuro e nell’avvenire della città di Cosenza. Buona Fiera a tutti!». (bg)

Alla Provincia di Cosenza a il ricordo di Sergio Cosmai e del suo impegno per la legalità

Nel Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza si è commemorato Sergio Cosmai, figura indimenticata e tragica della storia italiana, noto per il suo ruolo come direttore del carcere di Cosenza negli anni Ottanta.

La sua carriera è stata segnata da un impegno profondo nel campo della giustizia e della riabilitazione dei detenuti, ma è stata anche tragicamente spezzata da un delitto che ha scosso l’opinione pubblica.

Nel 1985, Sergio Cosmai fu assassinato in un agguato mentre andava a prendere la figlioletta a scuola. Pagò con la vita la sua dedizione allo Stato, punito per aver voluto contrastare il potere dei clan cosentini all’interno della casa circondariale di Cosenza.

La Presidente della Provincia, Rosaria Succurro, in apertura della giornata commemorativa, ha parlato di «un’importante occasione per riflettere sull’eredità morale e il coraggio di un uomo che ha sacrificato la sua vita nella lotta contro la criminalità organizzata».

Per la Presidente Succurro, Sergio Cosmai rappresenta per la comunità cosentina un faro di coraggio e determinazione: «la sua vita e il suo sacrificio ci ricordano che la lotta contro la criminalità organizzata è un dovere civico di ogni cittadino. Oggi, a 40 anni dalla sua tragica scomparsa, dobbiamo rinnovare il nostro impegno a favore della legalità e della giustizia, non solo per onorare la sua memoria, ma per garantire un futuro migliore alle nuove generazioni».

La Presidente ha poi aggiunto: «Sergio Cosmai ci ha lasciato un’eredità morale preziosa. La sua passione per il servizio pubblico e la sua volontà di combattere l’ingiustizia devono essere una guida per tutti noi. È fondamentale che i giovani comprendano l’importanza di questa lotta, affinché possano crescere in un ambiente libero dalla paura e dall’illegalità. Ed è per questo che considero particolarmente importante la presenza qui, oggi, di tanti giovani studenti dei nostri licei cittadini, ai quali è nostro dovere trasmettere con forza l’impegno per la legalità».

Nelle conclusioni della Presidente, infine, l’esigenza di un’azione comune nella lotta alla criminalità che deve necessariamente coinvolgere non solo forze dell’ordine e magistratura, ma la politica, l’informazione, la scuola e l’università.

Diversi gli interventi che si sono succeduti: Maria Luisa Mendicino, Direttore del carcere di Cosenza; Vincenzo Capomolla, Procuratore della Repubblica; Ercole Giap Parini, Direttore del Dipartimento di scienze politiche e sociali dell’Unical. Il giornalista e scrittore Arcangelo Badolati ha lasciato senza fiato l’intera platea con il racconto vivido e appassionato del delitto, del contesto storico e territoriale, dei mandanti; ma soprattutto della normalità spezzata di una famiglia perbene e di un processo ai sicari colpevolmente “aggiustato”. Parole forti, affermazioni crude. E sullo sfondo una giustizia a metà, arrivata troppi anni dopo. 

Emozionante la testimonianza di Domenico Mammolenti, stretto collaboratore di Sergio Cosmai in quegli anni difficili, che ne ha ricordato soprattutto la dirittura morale e il senso del dovere di un servitore dello Stato.

Il dolore della moglie di Sergio Cosmai, affidato a un messaggio di ringraziamento, è entrato ancora oggi più che mai vivo e bruciante nella Sala della Provincia, sintetizzato dalle parole di Corrado Alvaro: «La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile»(rcs)

RENDE (CS) – Il 20 marzo all’Unical il convegno “Calcio e Società”

Il 20 marzo, alle 10, all’Unical, nella Sala Stampa, si terrà un importante convegno dal titolo “Calcio e Società: Il ruolo dello sport nella storia contemporanea e nelle dinamiche economiche globali”.

L’evento riunirà studiosi ed esperti per un’analisi approfondita del calcio come fenomeno storico, economico e sociale.

Il convegno si aprirà con il saluto e il coordinamento del professor Tullio Romita, Presidente del Corso di Laurea in Scienze Turistiche presso il Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche dell’Università della Calabria. A seguire, interverranno diversi relatori di rilievo. Tra questi, il professor Gianraimondo Farina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Milano-Brescia, che offrirà una riflessione storica sul calcio nella Sardegna e nella Brianza degli anni Venti, analizzandone le implicazioni economiche e sociali.

Elia Fiorenza, dell’Università della Calabria, parlerà invece del turismo sportivo e del ruolo del calcio come motore di crescita per le regioni italiane, esaminandone passato, presente e prospettive future. Maurizio Lupo, dirigente di ricerca presso l’IRCrES (Consiglio Nazionale delle Ricerche), presenterà il progetto “Academic Football Lab” (AFLab) e la trilogia “Visioni di Gioco”, illustrando il lavoro di un gruppo di ricerca dedicato all’analisi dell’evoluzione del calcio.

Nel pomeriggio, i lavori riprenderanno con l’intervento di Francesco Gallo della Società Italiana di Storia dello Sport, che esplorerà il legame tra il Barcellona e l’identità catalana, analizzando le interazioni tra calcio, politica e nazionalismo. Seguirà Carmine Marino, che discuterà l’evoluzione e la marginalizzazione dei talk show calcistici nella televisione generalista.

L’analisi economica sarà affidata a Roberta Costanzo dell’Università della Calabria, che presenterà uno studio sulle peculiarità contabili delle società di calcio professionistiche e le loro performance economico-finanziarie. Rosamaria Rusciano, anch’essa dell’Università della Calabria, approfondirà il tema del fair play finanziario e il business del calcio.

L’aspetto politico e internazionale del calcio sarà trattato da Davide Paparcone dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, che illustrerà il ruolo del calcio come strumento di soft power nel lungo Novecento, con un focus sulla Spagna franchista e la dittatura argentina. Infine, Paolo Corvo dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche analizzerà l’impatto del calcio sulle identità culturali e sociali. Young Students Session: Lo Sguardo dei Giovani Studiosi: Il convegno si chiuderà con una sessione dedicata ai giovani studiosi. Pascal Corrado parlerà dell’evoluzione economica delle leghe calcistiche, mentre Giuseppe Taverniti offrirà una prospettiva storica ed economica sul calcio in America Latina. Francesco Urso discuterà gli investimenti stranieri nei club e il loro impatto strategico, mentre Mariano Parise presenterà un intervento sull’intelligenza artificiale nel calcio, con particolare attenzione al fuorigioco semiautomatico. L’evento vede anbche la collaborazione dell’Associazione Lotta Tumori “Alt”. (rcs)

 

Domenica a Rossano il Giubileo diocesano dei Medici e degli Operatori sanitari

Domenica 16 marzo, a Rossano, alle 10, nella Chiesa di San Bernardino, si celebrerà il Giubileo diocesano dei Medici e degli Operatori sanitari, organizzato dall’Ufficio della Pastorale diocesana per la salute in collaborazione con l’Ordine dei Medici di Cosenza.

Nella Chiesa di S. Bernardino si vivrà un momento di accoglienza e di preghiera prima di dare inizio al pellegrinaggio verso la Cattedrale di Maria Santissima Achiropita per la celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Mons. Maurizio Aloise. Prima della celebrazione eucaristica sarà possibile accostarsi al sacramento della confessione. Papa Francesco, in questi giorni simbolo della sofferenza, ma anche della forza che deriva dalla fiducia e amore di Dio, ha avuto modo di sottolineare come i medici siano  chiamati “a dare speranza”, una speranza che viene da Dio. Gesù si faceva vicino alle persone malate o disabili “specialmente a quelle che a causa di ciò erano disprezzate ed emarginate”. Egli facendosi presente, facendosi prossimo, spezzava così il giudizio che condannava il malato come peccatore e con la sua vicinanza manifestava “l’amore infinito di Dio Padre per i suoi figli più bisognosi”. (rcs)

L’Avis Cariati registra un +20% di donazioni del sangue

L’Avis di Cariati ha registrato un +20% di donazioni. Un dato che è emerso nel corso del congresso annuale svoltosi nei locali della Lega Navale di Cariati, dove sono stati confermati Damiano Montesanto presidente, Antonio Russo vicepresidente e Natale Monti segretario e tesoriere.

Nel corso dell’evento, a cui ha partecipato anche il sindaco di Cariati, Cataldo Minò, sono stati confermati gli obiettivi di consolidare il legame con le scuole per favorire la formazione di una nuova e generosa generazione di donatori e promuovere dal basso una maggiore cultura della prevenzione e della solidarietà.

L’Avis guidata dal Presidente Montesanto è punto di riferimento nel territorio. Raccoglie, infatti, i volontari e donatori da tutto l’hinterland, da Scala Coeli, passando da Bocchigliero e fino a Corigliano-Rossano contribuendo allo stesso tempo a promuovere una maggiore cultura della prevenzione. Per donare, infatti, è richiesto l’esame dell’emocromo, un esame del sangue che fornisce informazioni preziose sullo stato di salute generale.

Il congresso si è articolato in una prima fase dedicata al bilancio delle attività 2024, seguita da un approfondito dibattito sulla programmazione del prossimo quadriennio. Si è trattato di un confronto aperto, orientato alla pianificazione del prossimo quadriennio. (rcs)

COSENZA – Giovedì presenta il libro “Della Calabria e dei pregiudizi”

Giovedì pomeriggio, a Cosenza, alle 17, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo dei Bruzi, sarà presentato il libro Della Calabria e dei pregiudizi – Appunti per una discussione a cura del giornalista Filippo Veltri, edito da Città del Sole edizioni.

Dopo i saluti del sindaco Franz Caruso, sindaco di Cosenza, ne discutono Franco Ambrogio, dirigente politico, Franco Arcidiaco, editore, Antonietta Cozza, consigliera comunale delegata alla Cultura, Domenico Talia, docente universitario e Filippo Veltri.

La Calabria è da sempre vittima di una narrazione stereotipata e riduttiva, incastrata in immagini di arretratezza, criminalità e fatalismo. Ma quanto c’è di vero e quanto, invece, è il frutto di un pregiudizio radicato?

Filippo Veltri, giornalista e scrittore, affronta questo tema cruciale nel suo nuovo libro Della Calabria e dei pregiudizi (Città del Sole Edizioni), un’opera che raccoglie un intenso dibattito pubblico, nato sulle pagine de Il Quotidiano del Sud, sul modo in cui questa regione viene raccontata dai media, dalla politica e dall’opinione pubblica nazionale.

Settant’anni dopo l’analisi lucida di Corrado Alvaro sulla necessità di una narrazione “leale” della Calabria, il libro di Veltri rilancia la sfida: superare gli stereotipi e restituire alla regione una rappresentazione complessa, autentica e giusta. Attraverso i contributi di giornalisti, intellettuali e studiosi di primo piano, l’opera esplora la contraddizione tra la Calabria dimenticata e quella da dimenticare, tra il peso della ‘ndrangheta e le eccellenze economiche, sociali e culturali che spesso restano nell’ombra.

Tra gli autori che hanno contribuito con le loro riflessioni ci sono Massimo Razzi, Domenico Talia, Santo Gioffrè, Tonino Perna, Franco Arcidiaco, Ilario Ammendolia, Annarosa Macrì, Katia Colica, Laura Cirella, Angelina De Salvo, Giuseppe Smorto, Rubens Curia, Tonino Perna, Agazio Loiero, Nicola Fiorita e Marcello Furriolo. Ognuno di loro, con prospettive diverse, contribuisce a tracciare un quadro realistico della Calabria di oggi, delle sue difficoltà ma anche delle sue opportunità.

Un libro necessario per chiunque voglia comprendere le dinamiche di un territorio straordinario, troppo spesso raccontato solo per le sue ombre e mai abbastanza per le sue luci. Della Calabria e dei pregiudizi non è solo un atto di denuncia, ma una proposta per un nuovo patto culturale e politico che liberi la regione dai luoghi comuni e la riconsegni alla sua vera identità. (rcs)

Al Museo di Cariati riflessioni sulla condizione della donna

Il Museo del Mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni di Cariati è diventato un luogo di riflessione sulla condizione della donna e di valorizzazione dell’apporto femminile alla società e alla cultura, in occasione della Giornata internazionale della Donna.

L’8 Marzo, infatti, è stata inaugurata un’interessante mostra sulle annate 1895-1900 di “Margherita. Giornale delle Signore Italiane”, rivista di moda e letteratura pubblicata dalla casa editrice Treves, abbinata a una sorprendente collezione di cartoline postali dell’epoca,  “viaggiate”, cioè spedite con tanto di comunicazioni e messaggi, che raffigurano la bellezza e i costumi della donna italiana e di tanti Paesi del mondo, oltre a bellissimi paesaggi. 

La mostra, curata dalla Direttrice del Museo, Assunta Scorpiniti, e inaugurata con la presenza del sindaco Cataldo Minò, è stata realizzata per gentile concessione di Emma Venneri-Natale, esponente di un’antica e nobile famiglia cariatese, che ha messo a disposizione documenti e cimeli ereditati dalla nonna Emma Venneri, donna coltissima e raffinata, amante della bellezza, dei viaggi e delle numerose amicizie che coltivava in Italia e all’estero. Da ricerche effettuate, i suddetti materiali risalgono ai suoi anni giovanili, quando era “la distintissima signorina Venneri” a cui erano indirizzate centinaia e centinaia di missive, esposte al museo in artistici album. 

La rivista “Margherita”, diretta da Cordelia, pseudonimo della scrittrice Virginia Tedeschi, moglie dell’editore Treves, propone raffinati “figurini e modelli” che farebbero invidia ai più noti stilisti odierni, e, con essi, l’immagine di una donna elegante e misurata, capace di gestire la vita domestica, la salute e l’educazione dei figli, ma anche di affermarsi nell’attività sociale e professionale.

A riguardo, di particolare valore per i tempi, la sezione “questioni della donna”, con decise prese di posizione in tema di diritti, specie delle donne delle categorie più deboli, e di quelle discriminate negli ambiti professionali di dominio maschile, oltre a racconti, poesie e romanzi dei più importanti autori dell’epoca.  

Insieme alla presentazione della mostra, il Museo ha ospitato un reading letterario a cura delle giovani lettrici Alda Torchia e Giusy Viola, che, sul tema della giornata, hanno presentato versi di autori italiani e di poetesse impegnate per i diritti delle donne nel mondo. 

Nel momento di riflessione e dibattito, sulla parità di genere, il contrasto a violenza e discriminazioni e le lotte per i diritti, introdotto e coordinato dalla stessa direttrice del Museo, sono intervenute Emma Venneri Natale, la vice sindaco Maria Crescente, che si è soffermata sul diritto alle pari opportunità e sulla nascente Commissione comunale dedicata, e la Delegata alla Cultura Alda Montesanto che ha ricordato le battaglie e le conquiste delle donne e ha presentato un’altra rassegna, inaugurata nella stessa giornata, intitolata “Donne, oltre il genere. Storie di coraggio, talento e rivoluzione”.

La mostra, a cielo aperto su una scalinata del centro storico, propone 16 figure femminili di rilievo, che hanno lasciato nel mondo un’impronta indelebile. Al termine l’artista Vincenza Stefanizzi ha omaggiato il Museo e il Comune  di alcune  sue opere. (rcs)

RENDE (CS) – Giovedì s’inaugura la Biblioteca di comunità

Giovedì pomeriggio, a Rende, alle 16.30, nei locali del circolo Auser di Rende sarà inaugurata Biblioteca di comunità intitolata ad Ugo Piscitelli, noto intellettuale, sindaco di Mendicino per diverse consiliature, docente di Economia e Diritto.

Porteranno la loro esperienza di docenti e/ o lettrici appassionate e caparbiamente affette dal “Vizio di leggere” Elena Hoo, Erminia Anselmo, Gilda De Caro, Anna De Vincenti, Giovanna Infusino ed Ida Vece.

La biblioteca nasce dalla donazione del patrimonio librario di Ugo Piscitelli da parte della dottoressa Ida Vece e di suo figlio Marco, che hanno inteso onorare in questo modo la memoria del marito e del padre mettendo a disposizione della comunità una pregevole raccolta.

«La nostra biblioteca – spiega il Circolo Auser – è denominata di comunità perché è pensata ed organizzata per favorire la condivisione del sapere, sollecitare curiosità, espandere il desiderio di socialità, aperta non   solo ai soci del circolo ma al quartiere, a chiunque ami i libri e la lettura».

«Consapevoli che le biblioteche abbiano un ruolo sociale ed inclusivo, siano un presidio culturale di aggregazione – continua il Circolo – pensiamo di farne un vero e proprio Hub di comunità, punto di riferimento, spazio di incontro, novità, cultura, un incubatore socio-culturale, luogo in cui sperimentare forme nuove ed inedite di trasmissione del sapere».

«La nostra biblioteca – dice ancora il Circolo Auser –la pensiamo aperta al territorio poiché riteniamo che il territorio sia un libro infinito da scoprire e dunque anche il luogo dove si “legge” la società, la vita dei cittadini e i loro bisogni, in linea con una delle finalità più importanti del circolo Auser: educare alla cittadinanza attiva».

«L’appuntamento sarà una buona occasione – conclude il Circolo Auser – per riflettere sul ruolo e significato dei libri e della lettura: ne parleremo con il professor Daniele Garritano, sociologo Unical, autore del libro “Una affollata solitudine” editore Carocci 2023,  nel quale si dimostra che la lettura è una vera e propria azione sociale, un atto che serve ad orientarci nel mondo, un esercizio del senso del possibile, capace di ampliare gli orizzonti della Speranza così come si legge nella quarta di copertina».

 

A Cassano allo Ionio rinnovato l’antico voto di fede al Santissimo Crocifisso

La Città di Cassano allo Ionio ha celebrato la festività del Santissimo Crocifisso, rinnovando l’antico voto di fede sottoscritto per la prima volta il 5 marzo del 1943, quando i cassanesi gli chiesero protezione dai bombardamenti in corso a causa della Seconda guerra mondiale.

La città ha ospitato i Comuni dell’Associazione Nazionale delle Città del Santissimo Crocifisso in occasione della celebrazione del Santo patrono, elemento che le accomuna e che, nella cittadina sibarita, come da tradizione, si celebra il primo venerdì di marzo ed è un momento molto sentito.

Si è trattato di una solenne e partecipatissima occasione istituzionale, organizzata nei minimi dettagli dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Papasso, che presiede anche l’Associazione delle Città del Santissimo Crocifisso, con la collaborazione dell’associazione “Streata Majstra” di Roberto La Regina, che ha riunito tantissimi Comuni provenienti dalla Calabria, Sicilia, Basilicata, Campania e dalla Puglia e che ha avuto un grandissimo successo viste le presenze e gli enti locali che hanno voluto essere alla giornata di celebrazioni.

La manifestazione è iniziata al teatro comunale, dove sono state accolte le delegazioni provenienti dai Comuni aderenti all’Associazione delle Città. Lì è tenuto il saluto, moderato dal giornalista Mimmo Petroni, ambasciatore delle Città del Crocifisso, portato dal sindaco Papasso, dal segretario Giuseppe Semeraro e da Mons. Pasquale Morelli, assistente ecclesiastico dell’Associazione. Nel corso del saluto è stata conferita al Prefetto di Cosenza, dott.ssa Rosa Maria Padovano, assente per motivi familiari, la nomina ad Ambasciatrice delle Città del SS Crocifisso, che le sarà consegnata ufficialmente nelle prossime settimane.

Poi, è stata la volta del corteo civico diretto verso la Basilica Cattedrale di “Santa Maria del Lauro” per il solenne Pontificale presieduto da Mons. Francesco Savino, Vescovo della Diocesi di Cassano All’Jonio e Vice Presidente Cei.

Durante la celebrazione c’è stata la lettura e il rinnovo del voto dei cassanesi al Crocifisso. Mentre, durante l’offertorio, è stata consegnata a Monsignor Salvino la lampada votiva donata dal direttivo dell’Associazione in omaggio al SS Crocifisso.

Oltre al sindaco Papasso, hanno partecipato alle celebrazioni, la Giunta comunale e diversi rappresentanti del consiglio comunale, i rappresentanti dei comuni dell’Associazione delle Città del Santissimo Crocifisso, tantissimi cittadini e fedeli. Presenti anche l’assessore regionale Gianluca Gallo, i rappresentanti delle Forze dell’ordine del territorio (in particolare dei Carabinieri del Comando Provinciale e della Compagnia dei Carabinieri di Cassano) e la Polizia Locale (che ha portato il gonfalone della nostra città) guidata dalla comandante Anna Maria Aiello. (rcs)

Il Rotary e la lotta alla polio e alle disuguaglianze

Si è parlato di come la polio, una delle malattie più temibili, è stata efficacemente combattuta attraverso un’azione corale e solidale, nel corso del caminetto “La polio e il Rotary, una lotta contro il virus e le disuguaglianze”, svoltosi nei giorni scorsi a Rende.

A raccontare questa storia al Rotary Club Cosenza Nord, il dott. Alberto Lucente, pneumologo e socio del Club, delineando innanzitutto i protagonisti della storia: Il terribile virus della poliomelite che ha provocato morti e invalidi a centinaia di migliaia; due scienziati ebrei i cui studi approdarono ai vaccini risolutori; il Rotary che volle la diffusione del rimedio anche nei Paesi più poveri.

Introdotto dalla presidente Antonietta Converso, che ha sottolineato l’impegno insostituibile del Rotary International per la eradicazione della terribile malattia, il dottor Lucente ha iniziato la sua brillante esposizione con un excursus storico a partire dalla prima ipotesi dell’esistenza del virus a fine ‘800 e dalla sua visualizzazione nel 1940 grazie all’invenzione del microscopio elettronico.

Altamente infettivo, il virus provocò gravi epidemie nella prima metà del Novecento colpendo bambini e adulti, lasciando dietro di sé malformazioni, paralisi e decessi. Nel 1952 negli Usa si contarono 57.000 casi di cui 3.000 morti, con conseguente panico e quarantena per interi quartieri, chiusure di scuole e cinema, e Ospedali che rifiutavano i ricoveri per paura del contagio.

Entrano qui in scena Jonas Salk e Albert Bruce Sabin, entrambi figli di immigrati ebrei a New York, entrambi medici, ben presto rivali nella ricerca. Il primo si era concentrato sullo studio dei virus inattivati e riuscì a preparare un vaccino da inoculare. Il secondo maturò la convinzione che un vaccino orale con virus vivi fosse più efficace.

Il Salk venne autorizzato negli Stati Uniti nel 1955 con ottimi risultati fino alla fine degli anni ’50. Ma alcuni nuovi casi di paralisi e di decessi indussero il governo a sospendere questo tipo di vaccinazione, senza sostituirla con l’altra pure a disposizione.

Sabin, allora, autorizzato dal Dipartimento di Stato e controllato dal Fbi, nel 1956 si recò in Russia e prese contatti con Chimakov, eminente virologo, convinto della validità e della praticità del nuovo metodo. Il vaccino Sabin, poche gocce su una zolletta di zucchero, venne così somministrato a milioni di bambini russi, con risultati che convinsero il mondo occidentale ad accodarsi.

In Italia l’introduzione del Sabin e la somministrazione ai bambini, a partire dal 1964, fu iniziativa dell’allora ministro della Salute Giacomo Mancini. Nel 1985 i Paesi ricchi avevano quasi debellato completamente la polio, ma c’erano pur sempre 1000 casi al giorno di paralisi in 125 Paesi polio endemici. È in questi anni che si registra l’intervento – che si rivelerà determinante – del Rotary.

Pioniere era stato già nel 1979 il Club di Treviglio e della Pianura bergamasca, con il dottor Sergio Mulitsch, avviando un progetto a favore dei bambini delle Filippine, dove vennero inviate 500.000 dosi di Sabin. Si apriva così dall’Italia la strada all’encomiabile lavoro del Rotary International che ben presto fa suo il progetto e lo estende a tutti i Paesi interessati.


Nel 1988 Il Rotary International e l’Oms istituiscono la Global Polio Eradication Iniziative (Gpei) con l’impegno di immunizzare tutti i bambini del mondo per eradicare completamente il virus. In pochi anni i Paesi con casi di polio passano da 125 a 6 e nel 2020 l’incidenza annuale della malattia si riduce del 99,99%.  Purtroppo la pandemia da Covid ha come effetto collaterale un rallentamento delle vaccinazioni e nuovi casi si registrano oggi in Africa e perfino in Paesi in cui il virus non circolava più da tempo come Canada, Israele, UK, Usa.

Per far fronte alla situazione, l’attività del Rotary International continua con rinnovato vigore, attraverso un ruolo cardine nel Gpei e con l’allestimento di laboratori sempre meglio attrezzati nei Paesi in via di sviluppo. Continue campagne di comunicazioni, inoltre, invitano i singoli, soci e non, a contribuire a questa battaglia, evidenziando come per ogni donazione rotariana, la filantropia privata della Bill e Melinda Gates Foundation si sia impegnata a donare il doppio.

Per concludere, il dottor Lucente ha sottolineato come Salk e Sabin, rivali nella scienza ma con diversi tratti in comune a cominciare dalla condizione di immigrati, non vollero mai brevettare le loro scoperte, intendendo invece farne generoso dono all’umanità intera. Alla conversazione del relatore è seguito il dibattito, arricchito dalla presenza in sala di numerosi medici. (rcs)