CASALI DEL MANCO – Il Procuratore Curcio nominatoAmbasciatore delle Città del SS. Crocifisso

A Casali del Manco, nell’Anfiteatro “Enotrion” di Spezzano Piccolo, si è svolta una serata all’insegna della legalità e dell’impegno civile, sul tema “Legalità come motore di crescita: il futuro della Calabria”.

A dare vita alla “Notte della Legalità” è stata l’Amministrazione comunale di Casali del Manco, che ha voluto promuovere un’importante occasione di confronto sui temi della legalità, della responsabilità e della crescita della Calabria. Un’iniziativa fortemente voluta dalla Sindaca Francesca Pisani, dalla consigliera comunale delegata Emma Orrico e dall’intera Amministrazione, con l’obiettivo di mettere al centro il ruolo delle istituzioni e delle comunità nella costruzione di un territorio fondato sulla cultura della legalità e sulla partecipazione civile.

Protagonista dell’incontro il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Salvatore M. Curcio, in dialogo con il giornalista Arcangelo Badolati. Ad aprire la serata la Sindaca Francesca Pisani e la consigliera comunale Emma Orrico. Presente anche la Prefetta di Cosenza, Rosa Maria Padovano, che è intervenuta nel corso della manifestazione, offrendo il proprio contributo sui temi della legalità e della crescita del territorio.

Nel corso della serata, il Presidente nazionale dell’Associazione “Città del Santissimo Crocifisso”, Giovanni Papasso, ha conferito al Procuratore Curcio il titolo di Ambasciatore dell’Associazione, consegnandogli anche il piatto celebrativo e il libro dell’Associazione, simboli dell’identità e dei valori che uniscono le comunità aderenti.

Nel suo intervento, il Presidente nazionale Giovanni Papasso ha espresso un sentito ringraziamento alla Sindaca Francesca Pisani e all’Amministrazione comunale per la splendida accoglienza riservata. Ha poi rivolto un caloroso saluto alla Prefetta di Cosenza, Rosa Maria Padovano, con la quale ha avuto il piacere di ritrovarsi dopo diverso tempo, e al Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Salvatore M. Curcio, al quale ha manifestato apprezzamento e gratitudine per il prezioso, costante e proficuo impegno profuso nell’affermazione della legalità in Calabria. Papasso ha infine salutato cordialmente il caporedattore della Gazzetta del Sud, Arcangelo Badolati.

Presente una nutrita delegazione dell’Associazione con gli Ambasciatori Antonino Mungo, Elisa Fasanella, Grazia Pignatelli, l’onorevole Nicola Galloro, il Segretario nazionale Giuseppe Semeraro e il Sindaco di San Nicola da Crissa, Giuseppe Condello. La nomina del Procuratore Curcio assume un significato che va ben oltre il valore formale del riconoscimento. Attraverso i propri Ambasciatori, infatti, l’Associazione intende rafforzare una rete di personalità capaci di farsi interpreti e testimoni dei valori che ne ispirano l’azione, unendo alla storia, alla fede e alle tradizioni dei territori un forte impegno per la legalità, la solidarietà, la responsabilità e il bene comune. La serata ha ribadito un principio fondamentale: la crescita della Calabria passa anche dalla capacità di fare rete e di costruire, insieme, una cultura autentica della legalità. (rcs)

Festival delle Migrazioni, a San Basile il confronto su immigrazione, asilo e CPR

A San Basile si è svolta la penultima tappa della XV edizione del Festival delle Migrazioni con una giornata dedicata a uno dei temi più complessi e attuali del dibattito europeo: immigrazione,  diritto d’asilo e Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR). 

La serata si è aperta con un momento di partecipazione collettiva che ha visto la Sciarpa della Paceattraversare  Piazza Skanderbeg, cuore dell’iniziativa. Maria Brunella Stancato ha raccontato la nascita del progetto,  sottolineando come la realizzazione della sciarpa rappresenti non solo un’occasione di socialità e contrasto alla  solitudine delle persone anziane, ma anche uno strumento di memoria e sensibilizzazione legato alla storia del  campo di Ferramonti. A moderare l’incontro è stata Piera Roseti, presidente della sezione ANPI di Castrovillari. 

Ad aprire ufficialmente la serata sono stati i saluti istituzionali del sindaco Filippo Tocci e di Caterina Pugliese,  coordinatrice del Progetto SAI. Davanti a una piazza gremita da persone di diverse nazionalità, il sindaco ha  ribadito l’impegno dell’amministrazione comunale nel sostenere iniziative capaci di favorire integrazione,  partecipazione e dialogo interculturale. 

Il confronto sul Patto europeo su immigrazione e asilo ha visto come protagonista Gianfranco Schiavone,  presidente dell’ICS e socio ASGI, che ha offerto un inquadramento giuridico delle normative europee e nazionali,  soffermandosi sulle criticità legate all’accesso alla tutela legale per le persone migranti e sulle difficoltà  incontrate dagli operatori del settore. Schiavone ha inoltre illustrato i risultati delle attività di ricerca e  monitoraggio promosse da ASGI sui sistemi di accoglienza e trattenimento. 

A seguire è intervenuto Riccardo Campochiaro, avvocato e socio ASGI, che ha portato l’esperienza maturata in  Sicilia, approfondendo il caso di Catania e l’esperienza del CAS di Villa Sikania, evidenziando le principali  questioni giuridiche e operative emerse sul territorio. 

Particolarmente significativa la testimonianza di Luciano Scalettari, presidente di ResQ – People Saving  People, che ha richiamato l’attenzione del pubblico sulle attività di ricerca e soccorso in mare svolte dalle  organizzazioni non governative. Scalettari ha affrontato uno dei temi più discussi degli ultimi anni: la richiesta  rivolta ad alcune ONG europee di sbarcare le persone soccorse nei Paesi di riferimento delle organizzazioni  stesse. Ricordando che chi viene soccorso in mare è, prima di tutto, un naufrago bisognoso di assistenza e  protezione, ha evidenziato come le recenti disposizioni normative e l’assegnazione di porti di sbarco lontani dalle 

21–30 agosto 2026 | San Sosti, Vaccarizzo Albanese, Cerzeto, Bisignano, San Benedetto Ullano, San Basile, Acquaformosa 

aree di soccorso incidano sulle operazioni umanitarie, contribuendo alla criminalizzazione delle ONG e  aggravando le condizioni fisiche e psicologiche delle persone a bordo. 

Scalettari ha inoltre raccontato l’esperienza di ResQ, ricordando la perdita dell’imbarcazione utilizzata negli  ultimi cinque anni a causa del maltempo. Grazie alla recente collaborazione con l’organizzazione Tom Tom – Tutti  gli occhi sul Mediterraneo, le attività di salvataggio sono tuttavia proseguite senza interruzioni. Solo il giorno  precedente, 28 persone, per la maggior parte minori, sono state condotte in sicurezza a Lampedusa. 

A chiudere il dibattito è stata la giurista Rita Coco, che ha illustrato la situazione dei CPR italiani attraverso dati,  testimonianze e racconti delle persone trattenute. Coco ha approfondito i nuovi progetti di costruzione dei centri,  dal controverso modello ispirato al Panopticon proposto a Castel Volturno, fortemente contestato da cittadini e  amministrazione locale, fino alle nuove strutture previste in Toscana, altrettanto contestato, e in Trentino, dove  invece c’è un’intesa per la futura costruzione. 

Nel suo intervento conclusivo, la giurista ha dato voce alle testimonianze di chi vive o ha vissuto l’esperienza della  detenzione amministrativa e del rimpatrio, richiamando l’attenzione sulle condizioni presenti in strutture spesso  difficilmente accessibili all’opinione pubblica e agli osservatori esterni. 

La serata è stata accompagnata dall’ormai tradizionale concerto, animato dalle sonorità coinvolgenti  dei Folkabbestia e della Senduki Band, che hanno contribuito a creare un momento di incontro e condivisione  tra i partecipanti. 

Il Festival si è concluso con il concerto dei Modena City Ramblers,  evento finale di una manifestazione che anche quest’anno ha promosso riflessione, memoria e dialogo sui temi  delle migrazioni e dei diritti umani. (rcs)

L’Unical predispone un piano per una migliore accoglienza degli studenti internazionali

di FRANCO BARTUCCIL’Università della Calabria compie un ulteriore passo in avanti nel percorso di valorizzazione della propria vocazione globale, data la presenza ad oggi di un migliaio di studenti esteri, in linea con gli obiettivi strategici legati all’inclusione, al benessere della comunità universitaria e alla dimensione residenziale del Campus.

Il Consiglio di amministrazione dell’Ateneo, presieduto dal Rettore Gianluigi Geco, ha esaminato la proposta relativa all’attivazione di un servizio strutturato di accoglienza, orientamento e accompagnamento dedicato interamente alla popolazione studentesca proveniente da Paesi esteri.  Un piano triennale integrato garantirà assistenza burocratica, corsi linguistici e iniziative culturali.

La gestione delle attività fa capo alla Direzione Centro Residenziale, a seguito del riassetto organizzativo avviato nei mesi scorsi, con l’obiettivo di garantire un presidio operativo complementare rispetto al lavoro svolto quotidianamente dagli uffici amministrativi. 

Il piano d’intervento si articola su tre direttrici principali: la prima accoglienza e l’orientamento individuale, che comprendono il supporto logistico all’arrivo, l’alloggio e l’assistenza nelle pratiche burocratiche necessarie per il soggiorno; le attività linguistiche e interculturali, mediante corsi di italiano, tavoli di conversazione, tandem linguistici e visite guidate sul territorio; l’assistenza e la mediazione per specifiche situazioni di necessità individuale. 

L’iniziativa è stata predisposta su base triennale con opzione di proroga per ulteriori due anni. L’impianto delineato intende infatti rispondere all’esigenza di offrire una presa in carico continuativa, capace di incidere concretamente sulla vita quotidiana degli iscritti fin dai primi giorni di permanenza nel contesto accademico. 

Con questa iniziativa l’Università della Calabria intende rafforzare la qualità dei servizi rivolti alla propria comunità internazionale, consolidando un modello di Campus sempre più inclusivo, accogliente e attento ai bisogni degli studenti. Un investimento di valore strategico che contribuisce a rendere l’Ateneo più attrattivo nello scenario internazionale e a sostenere i percorsi di internazionalizzazione. Tutto questo in un momento in cui l’Università si appresta a pubblicare un nuovo bando di ammissione per gli studenti stranieri relativamente all’anno accademico 2026/2027.

L’UniCal si appresta a darsi una nuova veste della linea merchandising 

L’Università della Calabria lancia ufficialmente il “Community Contest”, un’iniziativa aperta a tutta la comunità universitaria per raccogliere proposte progettuali destinate a rinnovare la linea di merchandising del brand UniCal. L’obiettivo del progetto è valorizzare la creatività e il senso di appartenenza che legano la comunità studentesca e la rete degli ex allievi al Campus.

L’Ateneo intende infatti raccogliere spunti innovativi capaci di esaltarne l’identità visiva, promuovendo al contempo la sostenibilità ambientale e l’integrazione con la tradizione artigianale del territorio, in particolare quella orafa calabrese. Le idee selezionate costituiranno un prezioso contributo conoscitivo, preliminare e non vincolante, che orienterà l’Ateneo nella futura procedura di affidamento in concessione per la produzione e la vendita del merchandising ufficiale.

La partecipazione al bando è aperta sia in forma individuale che in gruppi interdisciplinari (fino a un massimo di cinque componenti). L’iniziativa si rivolge agli studenti regolarmente iscritti ai corsi di laurea, laurea magistrale, dottorato, master e scuole di specializzazione dell’UniCal, estendendosi anche agli studenti Erasmus o visiting attivi presso l’Ateneo. Possono inoltre concorrere gli Alumni, ovvero tutti gli ex studenti regolarmente censiti.

Ai candidati è richiesto di sviluppare una proposta creativa e dei concept grafici applicabili a una linea di prodotti essenziali. Gli elaborati dovranno essere accompagnati da materiali accessori, tra cui una sintesi visiva del progetto, idee per un packaging sostenibile, eventuali declinazioni legate all’artigianato locale e una breve narrazione descrittiva. Per consultare le specifiche tecniche, i dettagli sui prodotti e le istruzioni operative, è possibile visitare la pagina dedicata sul portale d’Ateneo.

Le proposte saranno valutate da un’apposita commissione tecnica secondo criteri di coerenza identitaria, originalità, producibilità e sostenibilità. I migliori progetti riceveranno un premio in denaro: 1.000 euro per il primo classificato, 500 euro per il secondo e 300 euro per il terzo. Sono inoltre previste possibili menzioni speciali per i lavori che si distingueranno su tematiche quali la sostenibilità, l’artigianato e lo storytelling.

Gli elaborati dovranno essere inviati esclusivamente in formato digitale all’indirizzo e-mail communitycontest@unical.it entro il 30 settembre 2026. Il contest culminerà con la cerimonia ufficiale di proclamazione e premiazione dei vincitori, fissata per il 30 ottobre 2026. (fb)

Il 2 settembre a Cosenza fa tappa “Schermi – Cinema Multipiazza”

Il 2 e il 3 settembre a Cosenza fa tappa “Schermi – Cinema Multipiazza”, romossa dall’associazione “Divina Mania” e proposta all’Amministrazione comunale dalla Presidente della commissione consiliare istruzione e legalità Chiara Penna che l’ha fortemente voluta incontrando anche il favore del consigliere delegato agli eventi, Francesco Turco.

Sotto la guida della direzione artistica affidata a Mauro Lamanna e Gianmarco Saurino e con la direzione organizzativa di Debora Leonardi e Piter Loscavo, il grande schermo su quattro ruote continuerà il suo viaggio tra inclusione sociale, valorizzazione del territorio e grande intrattenimento popolare. Ospiti d’eccezione della due serate cosentine saranno gli attori Marcello Fonte e Ludovica Francesconi.

“Per il secondo anno consecutivo – sottolinea il Sindaco Franz Caruso – la nostra città ospiterà l’iniziativa “Schermi”, grazie alla quale il cinema sul grande schermo arriva in due quartieri cosentini che vogliamo, anche attraverso questo percorso, tra cultura ed intrattenimento, rendere omogenei al resto del territorio urbano. Ciò che noi abbiamo messo in campo – ha aggiunto Franz Caruso – è l’idea di rendere la città più attrattiva, a patto di farla sviluppare in modo compiuto e completo in tutte le sue parti. La città, infatti, non può vivere solo al centro, nel suo corso principale, ma vive, si sviluppa e diventa attrattiva se cresce tutta quanta insieme. Portare, pertanto, il cinema in quei quartieri che prima erano considerati solo periferia e che oggi abbiamo proiettato verso una nuova fase di recupero e riqualificazione, è la chiave di accesso verso un futuro scevro da ogni forma di emarginazione e che è, invece, proteso in direzione dell’inclusione e della valorizzazione di queste parti importanti di territorio”.

Il Sindaco Franz Caruso ha ringraziato la Presidente della commissione consiliare Istruzione e Legalità Chiara Penna, per aver proposto l’iniziativa, e il consigliere delegato Francesco Turco per averla accolta, riuscendo nell’intento di portare “Schermi” a Cosenza, attraverso l’Associazione “Divina Mania”, per il secondo anno consecutivo.

La prima serata cosentina di “Schermi” è in programma martedì 2 settembre, alle ore 20,30, nel Quartiere San Vito (in via Saverio Albo) con la proiezione del film “Dogman” per la regia di Matteo Garrone. L’evento vedrà la partecipazione straordinaria di Marcello Fonte, vincitore del prestigioso premio come migliore attore protagonista al Festival di Cannes 2018. Fonte incontrerà il pubblico cosentino per condividere aneddoti, ricordi ed emozioni legati a un’opera iconica del cinema italiano contemporaneo.

Il percorso proseguirà mercoledì 3 settembre, alle ore 20,30, in Via Popilia (Traversa Lupinacci) con la proiezione di “Piume di struzzo” (The Birdcage), diretto da Mike Nichols e remake americano del celebre film “Il Vizietto” con Ugo Tognazzi e Michel Serrault. A presentare la serata sarà la brillante attrice Ludovica Francesconi, che introdurrà una delle commedie internazionali più amate ed esilaranti, trasformando il quartiere in un grande cinema a cielo aperto.

La rassegna conferma la sua missione originaria di portare l’arte cinematografica direttamente nelle piazze per accendere una luce nei quartieri e riassaporare il valore della condivisione. In Calabria, l’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto “Bella come il cinema”, promosso dalla Fondazione Calabria Film Commission per valorizzare le città calabresi e i loro luoghi più iconici attraverso la cultura e il grande schermo. (rcs)

A Bisignano riflessione su cybercrazie, diritti, accoglienza e identità arbëreshe

A Bisignano si è svolto un pomeriggio intenso di confronti, testimonianze e riflessioni sui temi delle migrazioni, delle trasformazioni tecnologiche, dei diritti umani e dell’accoglienza, grazie al nuovo appuntamento della 15esima edizione del Festival delle Migrazioni.

Ad aprire il programma, alle ore 18.30, è stato l’incontro dal titolo “Migranti e Repressioni nelle Attuali Cybercrazie”, moderato dal giornalista e attivista Claudio Dionesalvi, che ha introdotto il dialogo tra Renato Curcio, autore ed editore della casa editrice Sensibili alle Foglie, e Maurizio Alfano, ricercatore e attivista.

Nel presentare gli ospiti, Dionesalvi ha sottolineato come entrambi siano studiosi capaci di «ritrarre il presente e anticipare i fatti», evidenziando che «quello di stasera è un confronto tra due libri, oltre che tra due persone»: Migranti e Repressione di Maurizio Alfano e Cybercrazia di Renato Curcio, definiti «contributi preziosissimi per l’analisi del presente e per dare spazio ai senza voce».

Nel corso del suo intervento, Renato Curcio ha affrontato il tema del rapporto tra potere, tecnologia e controllo sociale, partendo dal concetto di “nodo” all’interno delle reti contemporanee, spiegando i concetti d’infrastruttura e rete, soffermandosi sul come come la vita quotidiana sia ormai fortemente dipendente dai sistemi tecnologici e digitali.

Secondo Curcio, il problema non riguarda la tecnologia in sé, bensì i rapporti di potere che si strutturano attraverso di essa: «gli umani dietro gli altri umani. Non è che le tecnologie di cui parliamo ci pongono un problema di tecnologia, ma di potere».

L’autore ha richiamato il caso della società statunitense Palantir, soffermandosi sul ruolo strategico della raccolta e dell’elaborazione dei dati e sul loro utilizzo in ambito militare e governativo. Lo stesso ragionamento è stato esteso ai sistemi di sorveglianza e monitoraggio delle frontiere, fino alle attività di controllo attribuite a Frontex.

Riferendosi alle migrazioni nel Mediterraneo, Curcio ha ricordato come «non c’è bisogno di andare a Gaza per vedere un eccidio», richiamando il numero delle vittime registrate negli ultimi anni lungo le rotte migratorie. Da qui la riflessione sul processo di deumanizzazione che trasformerebbe le persone migranti in semplici oggetti di analisi e gestione amministrativa, favorendo l’assuefazione collettiva di fronte alle tragedie.

Alfano: “Il migrante come nemico perfetto”

Nel suo intervento, Maurizio Alfano ha collegato il tema delle migrazioni ai processi di costruzione del consenso attorno alle politiche di sicurezza e riarmo.

«Noi ad oggi non siamo in guerra con nessuno. Eppure l’Unione Europea ha varato il piano per il riarmo, mettendo nelle tre necessità strategiche quella di difendersi dai migranti», ha affermato.

Alfano ha analizzato il concetto di “guerra ibrida” e il progressivo svuotamento delle istituzioni internazionali, sostenendo che nel tempo la figura del migrante è stata, volutamente, rappresentata come il “nemico perfetto”, funzionale alla diffusione di pratiche repressive e all’accettazione sociale di nuove forme di controllo.

«I processi di avvicinamento a queste tecnologie e di persuasione mentale sono stati operati nel tempo anche attraverso la figura dei migranti», ha spiegato, evidenziando come meccanismi analoghi siano stati applicati anche nei confronti del popolo palestinese.

Particolare attenzione è stata dedicata al ritorno del concetto di “pericolosità sociale”, che rischia di estendersi oltre la condizione migrante fino a coinvolgere studenti, lavoratori, detenuti e soggetti impegnati in forme di dissenso.

Il dibattito si è poi soffermato sulla morte dei quattro braccianti di Amendolara, vicenda indicata da Alfano come emblematica delle condizioni di sfruttamento del lavoro e dell’arretramento dello Stato nella tutela dei diritti delle persone più vulnerabili.

Il caso Khalid Arslan e le nuove forme di sorveglianza

Rispondendo a una domanda del moderatore sulle possibilità di contrastare i processi di disumanizzazione, Alfano ha richiamato il caso di Khalid Arslan, giovane pakistano condannato a undici anni di carcere per il naufragio di Cutro e attualmente in attesa del giudizio d’appello. In base alla sentenza di primo grado, Arslan ha “occasionalmente contribuito” alla gestione dei migranti a bordo, ma non era parte dell’organizzazione di trafficanti che gestiva i viaggi per l’Europa.

Secondo Alfano, il caso evidenzierebbe come il diritto venga reinterpretato quando coinvolge persone migranti e come queste ultime siano progressivamente spinte ai margini sociali, attraverso dispositivi di controllo e sorveglianza sempre più invasivi.

«Siamo passati da una fase di indifferenza a una di soggiacenza», ha affermato, denunciando quello che ha definito «un inasprimento dei diritti sociali» e invitando a una rinnovata presa di coscienza collettiva.

Nelle conclusioni dell’incontro, Renato Curcio ha riportato l’attenzione sul valore dell’accoglienza, sostenendo che la vera infrastruttura capace di contrastare le logiche di esclusione sia quella delle relazioni umane.

Richiamando l’immagine di «amici che condividono un pezzo di pane», Curcio ha indicato nella “riattivazione delle connessioni” tra le persone il principale antidoto ai processi di isolamento e disumanizzazione.

I saluti istituzionali e il tributo a Giovanni Manoccio

A seguire sono intervenuti per i saluti istituzionali il sindaco di Bisignano Francesco Fucile e Daniele Parise, coordinatore del progetto SAI di Bisignano.

Nel suo intervento, il sindaco Fucile ha letto una lettera dedicata a Giovanni Manoccio, ripercorrendo il valore delle esperienze di accoglienza sviluppate nel territorio e il contributo offerto dall’Associazione Don Vincenzo Matrangolo nella diffusione di una cultura dell’inclusione.

Particolare rilievo è stato dato anche al legame tra accoglienza e identità arbëreshe, evidenziando come le esperienze migratorie abbiano contribuito a rafforzare l’idea di una comunità aperta e solidale.

Presentato il libro “Sono un Arbëresh”

La seconda parte della serata è stata dedicata alla presentazione del volume “Sono un Arbëresh”, che racconta la storia di Giovanni Manoccio e l’esperienza dell’accoglienza ad Acquaformosa.

L’incontro è stato introdotto da Pasquale Testa, editore del libro e presidente di IOD, con la moderazione della giornalista Chiara Giordano del Quotidiano del Sud.

Testa ha illustrato la nascita della collana editoriale, ispirata al lavoro giornalistico di Giancarlo Siani, e il percorso che ha portato all’affidamento della scrittura del volume a Francesco Donnici, ricercatore e giornalista.

Nel suo intervento, Donnici ha raccontato il percorso che lo ha portato dal mondo degli studi giuridici al giornalismo d’inchiesta e ha rivendicato la necessità di ripensare il linguaggio utilizzato per raccontare i fenomeni migratori, evitando etichette e stereotipi che spesso condizionano la percezione pubblica.

 

Il contributo di Monsignor Savino e la testimonianza di Giovanni Manoccio

Particolarmente intenso il collegamento telefonico di Monsignor Francesco Savino, che ha definito il Mediterraneo un «cimitero liquido», richiamando inoltre le parole pronunciate da Papa Francesco a Lampedusa: «sento in me il terremoto della coscienza».

Grande attenzione ha suscitato l’intervento di Giovanni Manoccio, protagonista del libro e presidente dell’Associazione Don Vincenzo Matrangolo, che ha ripercorso le tappe fondamentali della propria esperienza umana, sindacale, politica e sociale.

Manoccio ha riflettuto sul significato dell’essere arbëreshë, sulla trasmissione della lingua e della memoria collettiva, e sull’importanza di raccontare storie spesso poco conosciute.

«Le storie vanno raccontate», ha affermato, denunciando il rischio di semplificazioni e pregiudizi che troppo spesso accompagnano le vicende legate all’accoglienza.

Nel ricordare lo sbarco della nave Vlora a Bari nel 1991, Manoccio ha spiegato come quell’evento abbia segnato profondamente il suo percorso personale e politico, orientando il suo impegno a favore dei migranti e dell’accoglienza diffusa.

Il presidente dell’Associazione Don Vincenzo Matrangolo ha inoltre affrontato i temi delle carceri libiche, degli accordi stipulati tra Italia e Libia, della distinzione tra buona e cattiva accoglienza e della necessità di valutare la qualità dei percorsi di integrazione sulla base dei risultati concreti ottenuti dalle persone accolte.

Pur ricordando le difficoltà, i procedimenti giudiziari e le polemiche affrontate negli anni, Manoccio ha ribadito la necessità di continuare a difendere il valore delle proprie scelte:

«Non puoi arrenderti, diventi un guerriero, rivendichi il diritto di quello che hai fatto. Di una cosa che vuoi fare per gli altri».

La festa finale con i Sud Sound System

La giornata si è conclusa con la cena sociale in Piazza Viale Roma e con il concerto dei Sud Sound System, storica band salentina impegnata nel tour celebrativo dei 35 anni di carriera.

Tra reggae, ritmi mediterranei e partecipazione popolare, il concerto ha trasformato il centro cittadino in un grande momento di festa collettiva, chiudendo una tappa del Festival delle Migrazioni che ha intrecciato riflessione critica, memoria, diritti e cultura dell’accoglienza. (rcs)

Ad Altomonte grande partecipazione per la presentazione del libro del console Naccari

Ha riscosso grande partecipazione e interesse, nell’ambito del Festival Euromediterraneo di Altomonte 2026, per la presentazione del libro di Domenico Naccari, “Il vento di Dakhla, il sole della Calabria”, svoltasi nel suggestivo Chiostro dei Domenicani.

L’incontro, dedicato al tema “Il ruolo della cultura, della diplomazia e delle comunità locali nella costruzione della pace”, si è trasformato in un articolato confronto sul Mediterraneo, sul dialogo interculturale e sulla capacità dei territori e delle comunità di contribuire concretamente alla costruzione di relazioni di pace.
A moderare il dibattito è stato il giornalista Francesco Cangemi, che ha accompagnato i diversi interventi mettendo in relazione i temi affrontati nel libro con le questioni culturali e sociali al centro del Festival.
Particolarmente significativo l’intervento dell’Imam Ahmed Berraou, presidente dell’Associazione DAAWA interculturale di Cosenza e del Forum Marocchini della Calabria, che ha posto l’accento sulla “diplomazia dei popoli e dei territori”, una diplomazia che non sostituisce quella istituzionale ma la completa attraverso il lavoro delle comunità, delle famiglie e delle associazioni.
Berraou ha ricordato il percorso di collaborazione sviluppato negli ultimi anni tra il Consolato Onorario del Regno del Marocco in Calabria e le comunità marocchine presenti sul territorio, sottolineando il ruolo svolto da Naccari nel favorire occasioni di incontro e di dialogo.
Nel suo intervento l’Imam ha inoltre rilanciato una delle prospettive affrontate nel libro: la necessità di considerare il Mediterraneo non come una linea che separa, ma come uno spazio che unisce, ricordandone la secolare vocazione di luogo di scambi, culture, commerci e spiritualità.
Il direttore artistico del Festival, Antonio Blandi, ha invece richiamato i valori della Costituzione come riferimento fondamentale per la convivenza, il dialogo e la costruzione della pace, soffermandosi anche sulla costituzione dell’Orchestra dei Suoni e delle Parole del Mediterraneo, protagonista proprio ad Altomonte della sua prima esibizione. Un progetto che traduce attraverso la musica e la parola lo spirito euromediterraneo del Festival e la volontà di mettere in comunicazione culture e tradizioni differenti.
Nel corso della presentazione Domenico Naccari, Console Onorario del Regno del Marocco in Calabria e autore del volume, ha ripercorso il filo conduttore del libro: il rapporto tra Calabria e Marocco, due realtà geograficamente distinte ma accomunate da una forte identità mediterranea e da importanti possibilità di cooperazione culturale, economica, sociale e istituzionale.
Tra i temi emersi anche quello dei collegamenti diretti tra la Calabria e il Marocco, considerati non soltanto sotto il profilo dei trasporti, ma come strumento per agevolare le relazioni tra le famiglie, il turismo, il commercio e la cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo.
La riuscita dell’incontro e la partecipazione del pubblico hanno confermato la vocazione del Festival Euromediterraneo di Altomonte come luogo nel quale cultura, musica e confronto possono diventare strumenti concreti di conoscenza reciproca.
Un messaggio sintetizzato efficacemente nelle parole conclusive dell’intervento dell’Imam Berraou: “La cultura unisce. Le comunità trasformano. Il Mediterraneo collega. La pace nasce da noi”.
La tappa di Altomonte rappresenta così un nuovo significativo momento nel percorso di presentazione de “Il vento di Dakhla, il sole della Calabria”, un libro che, partendo dall’esperienza dell’autore tra Calabria e Marocco, propone il Mediterraneo come luogo di incontro, cooperazione e costruzione di nuovi ponti tra popoli e comunità. (rcs)

Fino al 30 agosto il Castrovillari Film Festival

Fino al 30 agosto a Castrovillari si terrà l’ottava edizione del Castrovillari Film Festival – Festival Internazionale del Cortometraggio d’Autore, organizzato da Chimera APS con la direzione di Antonio La Camera e Francesco Sottile. Un progetto sostenuto da Calabria Film Commission e Parco Nazionale del Pollino, con il patrocinio del Comune di Castrovillari e del Lions Club Castello Aragonese Pollino-Sibaritide-Valle dell’Esaro, e con il supporto di Energy Progress e Carlomagno Auto in qualità di sponsor principali.

Il dato che definisce l’edizione è uno solo: 1.395 opere ricevute da 87 Paesi. Un volume che colloca il Festival tra i più attrattivi per il cinema breve in Italia. Di queste, 14 sono state selezionate. Dodici in concorso, due fuori gara, più due proiezioni speciali.

Un percorso che tiene insieme mondi lontani e una sola idea di cinema: il corto come forma compiuta.

Per gli autori internazionali, sei titoli: il dialogo tra Mongolia e Francia di A South Facing Window di Lkhagvadulam Purev-Ochir, lo sguardo francese di Because of (U) di Tohé Commaret e di Pelotón Trueno di Theo Montoya, il cinema baltico di Concrete Kids del lituano Saulius Baradinskas, il Belgio di Cul-de-sac! di Clyde Gates e Gabriel Sanson, la Spagna di Stallion y la Bola de Cristal di Christian Avilés. Opere già passate da Cannes, Berlino, Rotterdam.

Per l’Italia, quattro titoli in gara – Kràlik di Alessandro Rocca, Mambo Kids di Emanuele Tresca, Randaghi di Enrico ed Emanuele Motti, We are Animals di Lorenzo Pallotta – e uno fuori concorso, L’Uomo Più Bello del Mondo di Paolo Baiguera.

Per la Calabria, tre sguardi: Happy Anniversary di Isabella Salvetti, Nothing to Tell di Fabrizio Condino e Vito di Samuele Leogrande, fuori concorso.

A chiudere, due proiezioni speciali che segnano la linea editoriale del Festival: Il Quieto Vivere di Gianluca Matarrese, a cui andrà il Premio Autore Calabrese dell’Anno 2026, e Primo Sangue di Antonio La Camera.

Le proiezioni si terranno il 27, 28,29 e 30 agosto alle 21.00 nella corte del Castello. Sabato 29 la cerimonia di premiazione. Domenica 30 agosto, in collaborazione con Calabria Film Commission, l’intera giornata sarà dedicata al cinema calabrese, con la presenza degli autori e del direttore della fotografia Davide Manca.

Antonio La Camera e Francesco Sottile, direttori artistici del Castrovillari Film Festival, dichiarano: «Non celebriamo una ricorrenza. Prendiamo posizione. Il cortometraggio non è una palestra. Non è un passaggio. È una forma autonoma. Esige densità, sottrazione, rischio. È uno spazio dove il cinema può ancora sperimentare sguardo ed apertura alla realtà. 1.395 opere da 87 Paesi non sono un dato statistico. Sono la prova che il breve è vivo, globale, urgente. Ne abbiamo scelte quattordici. Non le migliori in astratto. Le più necessarie oggi. Portiamo a Castrovillari film che hanno attraversato Cannes, Venezia e Berlino perché crediamo che il Pollino non sia periferia. Sia centro. Un luogo dove un pubblico attento può incontrare il cinema senza mediazioni. Con la giornata del 30 agosto e con il premio a Gianluca Matarrese affermiamo un principio semplice: la Calabria non è fondale. È punto di vista. Uno sguardo che parte da qui e interroga il mondo. Mentre l’industria spinge verso la durata, noi presidiamo il tempo breve. Perché è nel breve che il presente si rivela con maggiore intensità,  precisione». (rcs)

Gran finale per “Sangineto in… Armonie”

Sono due serate  dedicate alla grande musica italiana, in programma oggi e il 30 agosto, a chiudere  “Sangineto in… Armonie”, il programma artistico e culturale estivo promosso dal Comune di Sangineto – Assessorato al Turismo, che ha accompagnato l’estate con appuntamenti musicali e culturali ospitati in alcune delle location più suggestive del territorio.

Oggi, venerdì 28 agosto, alle ore 21.30, sarà la volta di “Alleria – Omaggio a Pino Daniele”, con Roberto e Jacopo Musolino, un tributo alle musiche e alle atmosfere di uno dei più grandi protagonisti della musica italiana.

Un tributo dedicato a uno dei più importanti protagonisti della musica italiana, attraverso le sue melodie, le sue sonorità e i brani che hanno segnato intere generazioni.

La rassegna si concluderà domenica 30 agosto, alle ore 21.30, con “Passi d’autore”, con Roberto Musolino e Salvatore Cauteruccio, una rivisitazione dei grandi successi della musica italiana. Un viaggio musicale tra canzoni, autori e interpreti che hanno costruito la storia della musica italiana.

Con questi ultimi due appuntamenti si vuole chiudere una stagione ricca di musica, cultura e partecipazione, proponendo al pubblico due serate dedicate alla grande tradizione musicale italiana e valorizzando, ancora una volta, luoghi significativi del territorio.

“Sangineto in… Armonie” si inserisce nella programmazione estiva dell’Amministrazione comunale con l’obiettivo di offrire occasioni di incontro e intrattenimento, coniugando la proposta artistica con la valorizzazione del territorio e delle sue location.

La chiusura della rassegna musicale non segna però la fine della programmazione: il Comune di Sangineto si prepara infatti a un settembre ricco di iniziative e appuntamenti di diverso genere, all’insegna della cultura, della partecipazione e della valorizzazione delle risorse del territorio.

Prosegue infatti il progetto “La Cascata che incanta – La Cascata del Vuglio. Natura, Cultura, Sostenibilità e Turismo oltre l’Estate”, promosso dal Comune di Sangineto – Assessorato al Turismo e cofinanziato dalla Regione Calabria nell’ambito dell’avviso “La Calabria che incanta”.

Il progetto proseguirà con una nuova escursione gratuita alla Cascata del Vuglio il 12 settembre, offrendo ai partecipanti l’opportunità di scoprire e vivere uno dei luoghi naturalistici più suggestivi del territorio.

Il percorso si concluderà quindi il 23 ottobre, con l’ultima escursione e un importante convegno dedicato agli attrattori naturalistici e alla loro importanza per la valorizzazione turistica e sostenibile dei territori.

Dalla musica alla natura, dunque, la programmazione del Comune di Sangineto continua anche oltre l’estate, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale, artistico e naturalistico del territorio e promuoverne la fruizione durante tutto l’anno. (rcs)

MANDATORICCIO – Scutelà (M5S) e Le Lampare chiedono chiarezza su depurazione e tutela mare

Massima attenzione e trasparenza sulla situazione ambientale che interessa il territorio di Mandatoriccio e l’intera fascia ionica interessata. È quanto hanno chiesto la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Elisa Scutellà, e il Gruppo Lampare. 

Negli ultimi mesi cittadini, residenti e realtà del territorio hanno più volte segnalato criticità lungo il litorale, con particolare riferimento alla qualità delle acque, alla presenza di cattivi odori e alle condizioni del sistema di depurazione. A ciò si aggiungono le recenti preoccupazioni che hanno interessato la comunità locale e che rendono ancora più urgente fare piena chiarezza.

Per questo Elisa Scutellà ha presentato un’interrogazione al Presidente della Giunta regionale della Calabria per conoscere l’effettivo stato di funzionamento degli impianti di depurazione a servizio del Comune di Mandatoriccio e dei territori limitrofi, lo stato di attuazione degli interventi finanziati dalla Regione e le attività di controllo e monitoraggio svolte dagli enti competenti.

«Non vogliamo alimentare polemiche né anticipare conclusioni che spettano agli organi competenti – dichiarano Scutellà e il Gruppo Lampare – ma riteniamo doveroso che i cittadini ricevano risposte chiare e tempestive. La tutela della salute pubblica, dell’ambiente e del mare deve rappresentare una priorità assoluta per tutte le istituzioni».

Nell’interrogazione si chiede inoltre di fare chiarezza sul finanziamento regionale di 1,5 milioni di euro destinato agli impianti di depurazione del territorio, sugli interventi effettivamente realizzati e sulle eventuali criticità ancora esistenti, nonché di verificare se analoghe problematiche risultino presenti nei comuni limitrofi della fascia ionica.

«Le segnalazioni che arrivano da cittadini e gruppi attivi sul territorio non possono essere ignorate. È necessario verificare lo stato delle infrastrutture depurative, accertare eventuali criticità e programmare gli interventi necessari. Il mare rappresenta una risorsa fondamentale per Mandatoriccio e per l’intera costa ionica e va tutelato con atti concreti e con una costante attività di monitoraggio».

«I cittadini hanno diritto alla massima trasparenza, a conoscere come vengono impiegate le risorse pubbliche e quali azioni si stanno mettendo in campo per garantire la tutela dell’ambiente, della salute e del territorio. Continueremo a seguire la vicenda affinché venga fatta piena luce su ogni aspetto e siano adottate tutte le misure necessarie».

A Cosenza torna il Laterale Film Festival

Al via domani a Cosenza la decima edizione del Laterale Film Festival, punto di riferimento per il cinema di ricerca contemporaneo. Per tre giorni, gli spazi del Cinema Italia/Tieri si trasformeranno in un laboratorio di esplorazione e dialogo intorno alle forme più audaci del linguaggio cinematografico.

La selezione ufficiale 2026 propone 17 cortometraggi provenienti da Francia, Giappone, Italia, Norvegia, Polonia, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti e Ungheria. Pur nella varietà di poetiche e approcci stilistici, le opere si inscrivono nell’orizzonte tematico di quest’anno: “Corpi in fuga dalla trama”, perché i corpi al centro della ricerca del festival si sottraggono alle gabbie narrative, attraversano la deviazione, l’errore, per ritrovare sullo schermo la libertà di traiettorie inattese.

Ad arricchire il cartellone saranno tre opere fondamentali del cinema d’autore e sperimentale, scelte per amplificare le suggestioni della selezione: Prologo di Béla Tarr, Les Mains Négatives di Marguerite Duras e Twilight Psalm IV: Valley of the Shadow di Phil Solomon.

Un programma che mette in discussione le convenzioni del racconto e invita lo spettatore a scoprire una rete di corrispondenze tra immagini di film solo apparentemente distanti.

Accanto alle proiezioni, il festival rinnova lo spazio di Blaterale, la sezione parallela dedicata alle intersezioni tra immagini e parole. Il terzo capitolo del progetto coinvolgerà il collettivo curatoriale veneziano Altri Formati, chiamato a presentare a Cosenza Monastero dei Folli, il numero zero della propria rivista.

L’Associazione Culturale Laterale, promotrice della manifestazione, consolida inoltre la partnership con la fondazione svizzera Kosmos Kultur, realtà con cui condivide l’impegno per la difesa dell’autonomia dell’arte e della pluralità culturale. Sul fronte locale, l’evento è sostenuto dal contributo della BCC Mediocrati, istituto da sempre attento alla valorizzazione del territorio e alla crescita sociale della comunità.

A dieci anni dalla sua nascita, il festival prosegue l’indagine sui linguaggi del presente, offrendo al pubblico possibilità di visione sorprendenti e poco diffuse. Una rassegna che tutela i cortometraggi e i loro autori, nella ferma convinzione che il cinema sia, prima di tutto, espressione artistica e non prodotto industriale.

Laterale è anche officina creativa in cui nulla è accessorio: frame, trailer, testi e grafiche editoriali si ricompongono in tasselli di un mosaico organico. Tutto magicamente si tiene insieme, convertendo lo strumento promozionale in vettore estetico fondamentale per leggere e decodificare il senso della specifica edizione. (rcs)