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Da Catanzaro parte la mobilitazione per i diritti del lavoro e della cittadinanza

Da Catanzaro parte la mobilitazione per i diritti del lavoro e della cittadinanza

È con l’inizio della mobilitazione della Cgil Area Vasta Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia per i diritti del lavoro e della cittadinanza, che è entrata nel vivo la campagna per i referendum promossi dalla CGIL, che avranno luogo tra il 15 aprile e il 15 giugno 2025.

Nell’area centrale della Calabria l’avvio ufficiale è stato dato oggi, l’Assemblea Generale delle Assemblee Generali della Cgil, svoltasi nella Casa delle Culture della Provincia di Catanzaro, presieduta dal Segretario Generale della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta.

L’assemblea, che segna un passo fondamentale verso la consultazione referendaria, è stata anche un’importante occasione di confronto e testimonianze dirette.

Trotta ha sottolineato con forza l’impegno della Cgil nella difesa dei diritti del lavoro e della cittadinanza, dichiarando: «Siamo impegnati a sostenere i quattro quesiti referendari che parlano di lavoro buono, giusto, sicuro e stabile. Insieme a questi, proponiamo il referendum sulla cittadinanza, ritenuto giusto e necessario, soprattutto per la Calabria, dove modelli come Riace, Camini e Acquaformosa hanno dimostrato che è possibile un’integrazione dignitosa e rispettosa delle persone».

I cinque quesiti referendari su cui si esprimeranno i cittadini riguardano temi cruciali per il futuro del lavoro e della società italiana: il referendum sulla cittadinanza propone di ridurre da 10 a 5 anni il tempo di residenza legale in Italia per la richiesta di cittadinanza, un requisito che esisteva fino al 1992.

Il primo dei quesiti sul lavoro riguarda l’abrogazione della disciplina sui licenziamenti del contratto a tutele crescenti del Jobs Act, che permette alle aziende di non reintegrare i lavoratori licenziati ingiustamente se assunti dopo il 2015.

Il secondo quesito propone di eliminare il tetto massimo per le indennità di licenziamento nelle piccole imprese, migliorando così la protezione per i lavoratori di aziende con meno di 15 dipendenti.

Il terzo quesito mira ad eliminare alcune disposizioni che limitano l’uso dei contratti a termine. Il quarto quesito vuole estendere la responsabilità dell’impresa appaltante in caso di infortunio sul lavoro nei contratti d’appalto

La campagna referendaria è stata fortemente sostenuta anche dal Segretario Generale dell’Area Vasta, Enzo Scalese, che ha rimarcato l’importanza dei quesiti e del loro impatto per il futuro dei lavoratori e dei cittadini italiani e stranieri. “

«Questi quesiti – ha dichiarato Scalese – mirano ad abrogare norme che alimentano precarietà e incertezze, che mettono in pericolo la sicurezza sul lavoro e comprimono i diritti di reintegro e di cittadinanza. È un problema che riguarda la tenuta sociale e democratica del nostro Paese».

Scalese ha, inoltre, sottolineato che la CGIL sarà presente in tutti i territori delle tre province per sensibilizzare e informare i cittadini, con l’obiettivo di coinvolgere soprattutto i giovani e i lavoratori che hanno lasciato la regione.

«Il nostro lavoro capillare di informazione sulla nostra piattaforma referendaria è fondamentale. Vogliamo che tutti tornino a votare, in un momento in cui il 50% degli elettori italiani non va più a votare», ha affermato Scalese, ribadendo che il voto è uno strumento di cambiamento per l’Italia e per le generazioni future.

Uno dei momenti più toccanti dell’assemblea, arricchita dagli interventi e dalle testimonianze di molti delegati, è stato l’intervento di Abdel El Hafia, un cittadino italiano originario del Marocco, che ha parlato del diritto alla cittadinanza.

«Il diritto alla cittadinanza è un diritto che riguarda chi, come noi, vive e lavora in Italia, paga le tasse, ma non può nemmeno scegliere il proprio sindaco. Oggi, per ottenere la cittadinanza italiana, ci vogliono almeno 14 anni. Questo non è giusto», ha dichiarato, sottolineando la difficoltà che molti lavoratori stranieri incontrano nel diventare cittadini a tutti gli effetti.

La Cgil ha, quindi, lanciato un appello alla partecipazione attiva per portare avanti queste battaglie fondamentali. L’obiettivo è di garantire lavoro dignitoso e stabile, ridurre la precarietà e difendere il diritto di cittadinanza per chi, come tanti immigrati, ha scelto l’Italia come propria casa.

L’impegno della Cgil è chiaro: attraverso questa mobilitazione, vogliamo restituire dignità a chi lavora e vive in condizioni difficili, e soprattutto, far sentire la propria voce a chi oggi si sente escluso dalla politica. (rcz)