LAMEZIA – Al via la Festa di San Biagio

Da domani fino a domenica 3 febbraio, a Lamezia Terme è in programma la Festa di San Biagio, un evento che coniuga spiritualità, cultura e tradizione enogastronomica, offrendo un’esperienza unica di festa e condivisione.

Profondamente radicata nella comunità di Lamezia Terme – Sambiase, la celebrazione rende omaggio a San Biagio, venerato nella Chiesa del Carmine, il cui culto è legato ai miracoli della guarigione della gola e della benedizione del pane.

L’Amministrazione Comunale conferma il proprio impegno nel rendere la Festa di San Biagio un appuntamento centrale per la comunità, non solo dal punto di vista spirituale, ma anche come opportunità di crescita e promozione del territorio.

La Fiera, dunque, animerà le vie di Cafaldo, trasformando il quartiere in un luogo di incontro e tradizione, con bancarelle e stand gastronomici che offriranno i sapori autentici del territorio. Presso la Chiesa del Carmine, verrà inoltre acceso un segno luminoso in onore del Santo, simbolo del profondo legame della comunità con le proprie radici religiose.

Il percorso della festa attraversa il cuore di Sambiase, toccando i suoi luoghi più rappresentativi. Il viaggio inizia da Piazza Escrivá, dove il luna park accoglie i visitatori in un’atmosfera di festa, per poi proseguire verso Piazza 5 Dicembre, dove domani si terrà il concerto di Mimmo Cavallaro, icona della musica popolare calabrese. Il percorso continua lungo Corso Vittorio Emanuele, con le iniziative dedicate alla tradizione enogastronomica dell’olio e del vino, fino a concludersi nelle vie di Cafaldo, cuore pulsante della fiera.

Il Museo della Memoria e la Casa dei Vini di Calabria, situati su Corso Vittorio Emanuele, ospiteranno l’iniziativa “Festa di San Biagio: Il Sapore della Tradizione”, dedicata alla cultura dell’olio extravergine d’oliva e del vino. 

In particolare, l’iniziativa dedicata all’olio extravergine d’oliva si articolerà sotto l’aspetto didattico con la mission di sensibilizzare il pubblico sulla qualità e le proprietà dell’olio Evodel territorio, coinvolgendo studenti, istituti scolastici e associazioni specializzate in un’esperienza interattiva. Esperti e produttori locali guideranno i partecipanti in un percorso alla scoperta della filiera produttiva, dei benefici per la salute e delle tecniche di degustazione. 

Grande protagonista dell’evento sarà anche il vino, con degustazioni guidate nell’ambito di “Vini & Sapori di Lamezia”, che offriranno un viaggio tra i profumi e i sapori delle eccellenze vitivinicole locali. (rcz)

A Lamezia la Conferenza dei Servizi del Movimento Cristiano Lavoratori

Domani mattina, a Lamezia, alle 9, al Grand Hotel, si terrà la Conferenza regionale dei Servizi del Movimento Cristiano Lavoratori.

Alla Conferenza saranno presenti i responsabili nazionali dei Servizi e dirigenti del Movimento, dove si prevede una giornata di confronto importante di lavoro tra novità e nuove sfide all’insegna della professionalità e vicinanza alle persone.

I lavori saranno aperti dal Presidente regionale MCL , Leonardo De Marco, seguiranno i saluti del Segretario Generale  MCL, Vincenzo Massara, le conclusioni saranno affidate a Guglielmo Borri, Vicepresidente Vicario MCL e Presidente del  Patronato Sias.

«Per I’MCL – si legge in una nota – i Servizi hanno sempre rappresentato un elemento identificativo. È una caratteristica che trova le sue ragioni in una scelta voluta e condivisa da tutti i dirigenti che si sono susseguiti, in quanto i Servizi hanno una doppia valenza. Da un lato sono il nostro  contatto con “la gente” – lavoratori, disoccupati, inoccupati, studenti, pensionati e cittadini in genere – che si rivolgono ai nostri uffici presenti in regione, per richiedere assistenza, consulenza, tutela, formazione, pareri, spesso semplici consigli. Sono le nostre radici popolari nella società, per mezzo delle quali ne recepiamo i bisogni e le istanze e ne diventiamo portatori, lo dicevamo prima»

«In questi anni – prosegue la nota – si è lavorato e, si continua a farlo, alla riorganizzazione dei Servizi ripensando a un Sistema integrato dei Servizi MCL come attore sociale in grado di far fronte all’evoluzione del welfare, ci si è dati una veste più moderna: un’azione di rinnovamento che diviene irrinunciabile per far fronte alla richiesta da parte degli utenti di un’erogazione dei nuovi servizi, che debbono unirsi a quelli tradizionali, i quali dovranno essere forniti pensando di più alla loro qualità»

«Tutto ciò comporterà il dover lavorare in vari ambitiorganizzazione del lavoro, presenza nel territorio, formazione degli operatori, promozione dei servizi ed informatizzazione – conclude la nota –. Dove c’è il MCL ci devono essere i suoi Servizi, dove sono i Servizi ci deve essere il MC». (rcz)

LAMEZIA – La tavola rotonda “L’umano e il dramma della solitudine”

Domani pomeriggio, a Lamezia, alle 18.30, al Chiostro Caffè Letterario, si terrà la tavola rotonda “L’umano: il dramma della solitudine”, promosso dall’Ufficio Pastorale per la Salute della Diocesi di Lamezia.

Coordinati da don Francesco Farina, direttore dell’ufficio diocesano, interverranno Mariannina Amato, psicologa e psicoterapeuta, sul tema “Solitudine e adolescenza”; l’autore Tommaso Cozzitorto sul tema “Solitudine e mal di vivere”; l’avvocato Dario Gareri che affronterà gli aspetti giuridici della fragilità sociale dei giovani.

La riflessione, a più voci e multidisciplinari, parte dal dato di una realtà sociale che indirizza la persona verso i valori dell’individualismo, venendo meno alla sua principale chiamata di connettere ogni essere vivente ad un vivere sociale, cooperativo, cosmico.

L’uomo, infatti, è sopravvissuto nei secoli per la sua componente genetica che lo determina alla relazione con l’altro, fattore di intimità, unione e appartenenza ad altro essere umano. Negli ultimi anni si è sempre più sviluppato il senso della solitudine già in età adolescenziale e trova radicamento nel vivere quotidiano dell’uomo  con relazioni deficitarie ed  isolamento. (rcz)

LAMEZIA – Col progetto Gap una giornata di formazione per i gestori delle sale giochi

Nell’ambito del progetto Gap – Gioco d’azzardo patologico, si è svolto, al Chiostro Caffè Letterario del Complesso monumentale San Domenico di Lamezia Terme una giornata di formazione per il personale delle sale da gioco, nell’ambito del progetto Gap 2021 (gioco d’azzardo patologico), in atto in provincia di Catanzaro a cura dell’Azienda Sanitaria Provinciale.

I lavori, moderati dal sociologo dottor Eugenio Nisticò, sono stati aperti dal direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell’Asp dottor Michele Rossi, il quale ha anche portato i saluti del commissario dell’Asp dottor Antonio Battistini e della direzione generale. La direttrice del Ser.D. (Servizio dipendenze) di Catanzaro, dottoressa M. Giulia Audino, ha illustrato il progetto e gli obiettivi del corso rivolto ai gestori delle sale da gioco, presenti in maniera significativa.
La dottoressa Audino ha sottolineato che il piano di intervento sul Gap viene svolto in sinergia con il territorio e ha fornito diversi dati aggiornati sul gioco d’azzardo, evidenziando che i giocatori patologici in Italia sono circa 900 mila, di cui 19 mila afferiscono ai servizi delle dipendenze.
«Visto l’incremento dei pazienti – ha poi rilevato – accanto alle azioni messe in campo nel settore è importante l’attività dei gestori delle sale da gioco che possono dare una grossa mano».
La prima relazione di base è stata svolta dall’avvocato Elvira Iaccino, referente di Libera Catanzaro, che si è soffermata sugli aspetti normativi e legali in materia.
«Il gioco d’azzardo – ha esordito – inizialmente è un piacere, poi l’euforia finisce e si giunge alle dolenti note, costituite soprattutto dai debiti che il giocatore accumula. La persona che gioca non si rende conto dei soldi che chiede in prestito e arriva a non sapere più gestire la propria situazione economica».
A questo punto è importante l’apporto dei legali, secondo l’avvocato Iaccino, che consigliano le procedure per la ristrutturazione dei debiti e i passi da compiere per uscire fuori da situazioni spiacevoli. Il dottor Roberto Gatto, responsabile dell’area dipendenze della comunità Progetto Sud di Lamezia Terme e coordinatore regionale Calabria della campagna “Mettiamoci in gioco”, ha snocciolato i dati del gioco d’azzardo in Calabria.
«Nel 2023 – ha rilevato – il totale giocato è stato di 5 miliardi e 447 milioni di euro; in Italia di 148 miliardi. Sono dati che fanno riflettere, anche perché dietro questi numeri ci sono persone. Come si può collaborare con i gestori delle sale gioco per intercettare questa utenza?».
Sono seguiti gli interventi dei dottori Mariarita Notaro (coordinatrice del Progetto Gap), Carla Sorrentino (referente Gap Serd Catanzaro), Vittoria Curcio (Comunità Progetto Sud), Enza Primerano (Centro Calabrese Solidarietà), Ampelio Anfosso (Cooperativa sociale Zarapoti), che hanno messo a confronto le varie esperienze dei servizi del pubblico e del privato sempre in materia di gioco d’azzardo.
Nel dibattito, invece, sono intervenuti ex giocatori e familiari di giocatori che hanno fornito le loro testimonianze ed hanno apprezzato l’attività formativa messa in atto con il progetto Gap; e i gestori di sale da gioco, che, tra le proposte avanzate, hanno parlato dell’istituzione di uno sportello apposito di ascolto e supporto per i giocatori, i familiari e per chiunque voglia avere informazioni sul gioco d’azzardo compulsivo.

LAMEZIA – L’IC Gatti-Manzoni-Augruso partecipa al Premio “Giornata della memoria”

Istituto comprensivo “Gatti-Manzoni-Augruso” di Lamezia Terme, guidato dalla dirigente scolastica Antonella Mongiardo, ha partecipato alla prima edizione del premio di studio “Giornata della memoria – Gli Internati Militari Italiani (IMI) di Catanzaro”.

Il Premio è stato indetto dal comando militare Esercito Calabria, di concerto con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria. In particolare, gli alunni della scuola secondaria di primo grado di Pianopoli hanno aderito al concorso, rivolto a tutte le scuole della provincia di Catanzaro, realizzando un elaborato che è stato presentato in occasione della cerimonia che si è svolta a Catanzaro.

Obiettivo del premio, quello di trasmettere alle nuove generazioni i principi e valori basati sull’importanza della memoria storica, con particolare riferimento agli Internati Militari Italiani, nello specifico a quelli Catanzaresi. Il premio prevede la presentazione di elaborati a carattere letterario (prosa, poesia, racconto, articolo, intervista, ricerca) e a carattere artistico (opere di pittura/scultura, attività musicali, cortometraggi).

Gli studenti potevano presentare gli elaborati utilizzando diverse forme di espressione (forma scritta, grafica, lavori multimateriali e lavori multimediali), sviluppati sulla base della documentazione storica militare fornita dall’Ufficio Documentale del Comando dell’Esercito Calabria. In particolare i documenti consistono nella corrispondenza tra ministeri, motivazioni del decesso, documentazione matricolare e cronologie di trasferimenti e infine lettere di prigionia. Nel periodo 1943-45 gli Internati Militari Italiani, con il loro sacrificio affrontato per tenere fede al loro giuramento, indicarono la via dell’impegno concreto in difesa della Patria e delle sue istituzioni, aprendo la strada a un percorso democratico e alla costruzione di un futuro di pace nell’amicizia fra i popoli.

Scopo del concorso è la riflessione ispirata all’articolo 52 della Costituzione che, da un lato esalta il sacro dovere del singolo, indipendentemente dal genere, dall’età e dalla formazione militare, di impegnarsi socialmente in difesa della Patria (quindi delle sue istituzioni, del suo ordinamento repubblicano, dei suoi valori fondanti), e dall’altro conferisce alle Forze Armate una solida base democratica. Gli studenti si sono documentati sulle vicende degli Internati Militari Italiani e hanno ricostruito in forma espositiva-argomentativa alcune esperienze significative riferite a episodi (del tempo presente e del passato) di impegno, collettivo o individuale, a difesa di un “bene comune” inteso estensivamente sia come territorio, sia come insieme di condizioni della vita sociale.

«È importante dare impulso a iniziative come queste – ha detto la preside Antonella Mongiardo – che contribuiscono da un lato a rafforzare nei nostri alunni e nella comunità il valore della memoria storica e, dall’altro, favoriscono lo sviluppo di competenze chiave, come la comunicazione nella madre lingua, nelle varie forme espressive, comprese quelle artistiche, coniugate  con l’impiego degli strumenti multimediali, per far camminare insieme trazione e modernità».

Gli elaborati saranno esaminati da una commissione composta dal presidente dell’Associazione Culturale Storico-Militare “Calabria In armi” generale divisione Pasquale Martinello, dal comandante del CME “Calabria” Colonnello Ugo Gaeta, dal rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria e dal direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro Virgilio Piccari. La commissione esaminatrice proclamerà i vincitori entro 21 gennaio 2025 e la premiazione avverrà il 27 gennaio 2025, durante una cerimonia dedicata alla giornata della memoria, alla Caserma Pepe-Bettoja sede del Comando Militare Esercito “Calabria” in Catanzaro. (rcz)

LAMEZIA – Si presenta proposta di legge contro violenza di genere

Domani mattina, alle 10, nella sede regionale del Partito Democratico di Lamezia Terme, si terrà una conferenza stampa per presentare la proposta di legge sul “Prevenzione e contrasto alla violenza di genere sulle donne e loro figli”, depositata dalla consigliera regionale Amalia Bruni.

Vista l’importanza dell’oggetto e il suo impatto diretto sulla vita di tante donne e famiglie calabresi, la conferenza stampa segnerà l’avvio di una campagna informativa con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e avviare un proficuo confronto con le istituzioni e la società civile sulla legge sui territori.

Alla conferenza stampa interverranno, oltre alla proponente Amalia Bruni, anche Teresa Esposito, Enza Bruno Bossio e Tonia Stumpo.

Amalia Bruni ha sottolineato l’urgenza di rispondere con forza e determinazione a una problematica che riguarda non solo le vittime dirette, ma l’intera comunità: «La violenza di genere non è solo una questione privata, ma un’emergenza sociale che riguarda tutti. Con questa proposta di legge, vogliamo rispondere con forza, determinazione e un approccio multidisciplinare a una problematica che tocca profondamente la vita di tante donne in Calabria».

La proposta di legge, articolata in 25 articoli, punta a creare una risposta integrata e sistematica contro la violenza di genere, migliorando la protezione delle vittime, prevenendo la violenza e creando percorsi di supporto e recupero. Il disegno di legge affronta la violenza in tutte le sue forme – fisica, psicologica, economica e sessuale – con l’obiettivo di promuovere un ambiente sicuro e libero dalla violenza per le donne e i loro figli, elevando la Calabria come punto di eccellenza nella prevenzione e nel contrasto a questi crimini.

La conferenza stampa sarà l’occasione per approfondire i dettagli della proposta di legge e per avviare un dialogo costruttivo sul futuro delle politiche di contrasto alla violenza di genere in Calabria. Sarà anche l’occasione per lanciare il primo evento dal titolo “Difendere le donne, costruire la giustizia: la legge contro la violenza di genere”, che si terrà a Lamezia Terme venerdì 17 gennaio alle 17.30 al Chiostro San Domenico. In quella occasione, oltre ad Amalia Bruni, che relazionerà dopo i saluti di Teresa Esposito, Giusi Iemma e Domenico Bevacqua, saranno presenti: Enza Bruno Bossio, Jasmine Cristallo, Tonia Stumpo, Lidia Vescio, Vladimira Pugliese. I lavori saranno conclusi dal senatore e segretario regionale del Pd, Nicola Irto. (rcz)

LAMEZIA – Al via il progetto “Ripartiamo dalla Persona”

“Ripartiamo dalla Persona: Dignità – Inclusione – Lavoro”. Questo il progetto che, promosso e finanziato da Caritas Italiana nell’ambito della progettazione 8xmille 2024, è gestito dalla Caritas Diocesana di Lamezia Terme.

«Il Progetto – dichiara il direttore di Caritas lametina, don Fabio Stanizzo – rappresenta un passo significativo verso l’inclusione sociale e lavorativa di persone vulnerabili su tutto il territorio diocesano in quanto, non solo mira a migliorare l’occupabilità, ma contribuisce anche a restituire dignità e speranza a chi si trova in situazioni di difficoltà».

«Il suo obiettivo, infatti – ha aggiunto – è quello di aumentare l’occupabilità dei beneficiari, favorendo l’inserimento di persone disoccupate, in particolare quelle provenienti da contesti di marginalità, nel mercato del lavoro locale».

Il progetto prevede diverse attività mirate, tra cui il corso di educazione finanziaria “EduCare” che, tenuto dal formatore Gianluca Vumbaca presso il centro diurno della Cittadella della carità, in questa prima fase ha registrato la partecipazione attiva dei 23 beneficiari che hanno assistito a cinque lezioni durante le quali sono stati approfonditi argomenti di interesse quotidiano, utilizzando esempi pratici e simulazioni per rispondere ai bisogni concreti dei partecipanti.

«Una difficoltà oggettiva per molti – ha spiegato Vumbaca – è acquistare casa, per via della mancanza di un lavoro stabile e regolare. Per questa ragione si è parlato anche di soluzioni alternative di tipo privatistico sganciate dalle linee di credito degli istituti finanziari».

«Questo ha permesso di far capire – ha proseguito – che spesso ci sono strade per ogni esigenza anche se inizialmente si pensa che alcuni obiettivi siano impossibili da raggiungere. Il confronto – aggiunge il formatore – è stato particolarmente animato quando si è parlato di lavoro che per tanti è precario e mal pagato. Per questo abbiamo cercato di comunicare un messaggio positivo e costruttivo, facendo capire il grande bisogno di lavoro artigiano nel territorio e che la condizione lavorativa si migliora pian piano, lavorando onestamente e bene per crescere e farsi apprezzare».

«I partecipanti, che sono stati anche sollecitati a valutare il lavoro in proprio, e non solo quello dipendente – ha concluso – facendo capire l’importanza dei talenti e quanto i clienti cercano persone brave e per bene cui affidare diverse cose importanti, hanno capito l’importanza ed il valore di questo progetto comprendendo che devono rialzarsi con più forza e tenacia dalle difficoltà e che, per quanto difficile, devono pensare al loro futuro anche lontano in quanto tante importanti esigenze busseranno alla loro porta». (smg)

LAMEZIA – L’11 gennaio in scena “La Locandiera” di Goldoni

L’11 gennaio, a Lamezia, al Teatro Grandinetti, alle 21, andrà in scena “La Locandiera” di Carlo Goldoni, nell’edizione cult di Torino Spettacoli.

L’allestimento vede protagonista Miriam Mesturino, accreditata interprete goldoniana, affiancata da Luciano Caratto, con Alessandro Marrapodi, diretti da Enrico Fasella. Completano l’affiatato cast: Barbara Cinquatti, Sebastiano Gavasso, Maria Elvira Rao e Stefano Bianco. Accanto a loro, i giovani talenti del Liceo Germana Erba: Mattia Tarantino, e Mario Barbato.

Questo brillantissimo capolavoro goldoniano, andato in scena al teatro Sant’Angelo di Venezia il 26 dicembre 1752, narra l’avventura di Mirandolina, serva e padrona al tempo stesso di una locanda fiorentina. Mirandolina è un’ottima locandiera; oggi la definiremmo una capace donna-manager. Intorno a lei personaggi spassosissimi: il Conte parvenu e spendaccione; il Marchese spocchioso visionario d’una antica ricchezza e d’una presente, inutile nobiltà; il Cavaliere misogino ma più di ogni altro ingenuo e Fabrizio, sinceramente innamorato.

«La storia di una donna che rifiuta Conti, Marchesi e Cavalieri, per impalmare Fabrizio, umile borghese quanto lei, al fine – neanche troppo dissimulato – di governare meglio la locanda, non può che essere una tipica allusione alla novità dei rapporti tra borghesia e nobiltà, nel particolare momento storico in cui l’intrigante vicenda si sviluppa. In Mirandolina, si visualizza, attraverso l’artificio scenico, quel mutamento, già ampiamente in atto nella vita reale, che vede la borghesia conquistare maggior spazio a danno della nobiltà veneziana e non solo (non dimentichiamoci che la commedia è ambientata a Firenze), dapprima quasi pacificamente coesistendo, per poi acquisire un primato che andrà via via consolidandosi negli anni successivi. L’immagine che Mirandolina mostra di sé, ammiccando con il pubblico e con la «storia», zittisce ogni commento critico sul suo personaggio: la locandiera, più che onesta o crudele, più che infida o virtuosa, è un’efficiente donna d’affari, che pone la locanda al centro della sua vita e che al suo buon andamento, subordinerà sempre e oltre qualsiasi apparenza, ogni motteggio ed ogni lusinga. In questo forse, è riconoscibile uno dei primi veri ritratti di donna «moderna» che il teatro ci ha offerto». (rcz)

A Lamezia concluse le celebrazioni per il Centenario di Franco Costabile

Si sono concluse, lo scorso 29 dicembre, a Lamezia Terme, le celebrazioni per il Centenario del poeta Franco Costabile.

Quella di sabato 28 dicembre, infatti, è stata una piacevolissima Convention – usando un termine anglofono in omaggio ad Alfredo Costabile, importante imprenditore italo-canadese, parente del Poeta – che ha finanziato totalmente, e con grande generosità, la statua dedicata a Franco Costabile, che oggi, grazie alla generosa disponibilità e talento dell’artista Maurizio Carnevali, ed alla certosina supervisione di Filippo D’Andrea, ideatore e coordinatore delle Giornate Costabiliane e studioso del Poeta, è diventata realtà.

Alla vigilia dell’inaugurazione del monumento la terza Giornata Costabiliana ha preso avvio con l’accogliente presentazione di Giacinto Gaetano, direttore del Sistema Bibliotecario Lametino. L’introduzione agli argomenti è stata poi definita da Filippo D’Andrea, che ha marcato la metodologia corale delle Quatto Giornate in riferimento ai temi ed alle discipline ermeneutiche e delle interpretazioni degli studiosi impegnati. 

Il primo intervento del dirigente Domenico Maria Mete, autore di un Vocabolario dialettale e massimo esperto di etimologia e ricerca storica nel vernacolo nostrano, ha esposto l’argomento su “Tracce di dialetto nella poetica del Costabile”, in cui ha spiegato come mai il poeta, pur così profondamente radicato nella vita del paese e del quartiere Miraglia, non abbia usato il dialetto nella sua produzione letteraria.

Ma non mancano tuttavia, dei termini che non sono da considerarsi “contaminatio” e neanche solecismi, bensì la cifra di ciò che il dialetto rappresenta. Bellissima l’esegesi di un termine: “Binidittella”, che Costabile usa in una sua poesia nella esatta accezione di prematura morte di un infante, la cui anima è certamente Benedetta in Paradiso! Sono stati citati altri vocaboli come: “catoi”, “cridenza”.

L’intervento di Maurizio Carnevali è stato illuminato dal suo sincero ringraziamento al benefattore Alfredo Costabile che, grazie alla concertazione di Filippo D’Andrea, si è impegnato economicamente nell’impresa. L’artista Carnevali ha condiviso con i presenti l’emozione creativa, oltre la tecnica della fusione a cera persa, richiamo alla classicità di cui siamo eredi. Ha ricordato le ragioni per cui, lui lametino adottivo, ha scelto di vivere a Lamezia, sentendosi “a casa” per la gente, la rete solidale, il tessuto veramente “connettivo”.

Lo Scultore ha affermato che la statua non ha un basamento ma posa direttamente nel terreno: il poeta è rappresentato, più che in un ritratto, in un gesto: quello del seminatore che prende le sue pagine-poesie di semenze e sparge con gesto etereo, ciò che sarà un raccolto vitale per i posteri, un lascito perenne.

Sono stati apprezzati intermezzi musicali con la marimba, suonata dall’allievo Francesco Vaccaro, del Liceo Musicale.

L’intervento di Francesco Polopoli, docente di latino e greco, filologo che da tempo collabora con Università e l’Enciclopedia Treccani, ha trattato il tema “Costabile tra il didattico e il divulgativo”  con l’impegno dei suoi allievi realizzando un breve docufilm “La rosa nel bicchiere” e toccando corde del verismo Costabiliano, soprattutto girando le scene proprio nei luoghi della giovinezza del poeta.

L’intervento di Cesare Perri, stimato psichiatra e poeta dialettale, sul tema “Costabile una personalità multiedrica: tratti psicologici”, con una psicoanalisi retroattiva che ha convinto, in quanto il tratto della malinconia, più che della depressione, è per statistiche cliniche, quasi sempre legato a condizioni di fitness cioè di quel “benessere complessivo” in cui è vissuto il Poeta. La assenza del padre prima, la sua assenza da padre nei confronti delle due figlie, la malinconia e la solitudine del bambino e dell’adulto, assommate sono implose nel gesto estremo.

Per salutare i convenuti, l’imprenditore Alfredo Costabile ha voluto sottolineare che partendo adolescente da Sambiase, come una tenera pianta ha potuto imparare un’altra lingua, altre usanze, un mestiere gratificante, ma niente avrebbe intaccato la forza delle sue radici, tanto più profonde oggi in cui la sua tenacia ha potuto realizzare una importante operazione che racchiude Arte, Cultura, Memoria, consegnando il monumento ai nuovi corsi della Storia.

Tina Mancuso ha declamato alcune poesie di Costabile, forti, toccanti come “lame di coltelli”.

Il 29 dicembre è stato inaugurato il monumento “Il Poeta seminatore” realizzato dal Maurizio Carnevali e finanziato totalmente dal’impresario Alfredo Costabile, con la consulenza letteraria e l’idea progettuale di Filippo D’Andrea, i quali sono intervenuti al momento storico con la presenza del vicesindaco Antonello Bevilacqua e l’assessore alla Cultura Annalisa Spinella, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale.

A completare gli atti del centenario della nascita di Costabile, nel quarto incontro si è seguita la traccia dell’ultimo saggio di Filippo D’Andrea dal titolo emblematico: “Franco Costabile, il poeta intellettuale della verità ferita”(Edizione Cantagalli, Siena). L’intervento di Giacinto Gaetano, ha lumeggiato l’espansione dei Programmi e delle attività del Sistema Bibliotecario Lametino che dirige.

È seguita la presentazione dei relatori da parte di Filippo D’Andrea, per poi continuare con l’introduzione di Luigi Mariano Guzzi che ha trattato “La poetica di Costabile: appunti  per una teodicea”  disegnando l’ipotesi di una visione marcatamente religiosa del Poeta sambiasino, e proponendo anche cenni di devozione popolare legate a san Francesco da Paola, “ Sole” per noi calabresi nonché per la devozione mariana , colta un’immagine diffusa nella sue poesie: “sud spilla d’oro alla Madonna di Pompei”.

Queste “narratio” appena tratteggiate , trovano immediato il riscontro nel lettore meridiano. Da chiedersi se un lettore di altre latitudini ne potrebbe avvertire la pienezza, la suggestione emozionale che deriva dall’appartenenza!

Ancora: lo sguardo critico del poeta “all’aragosta” nel piatto del cardinale, contrapposto a “le alici “nel piatto del contadino. Come sperare che si possano colmare queste paradossali distanze, che si possa inverare il senso religioso più autentico in una Chiesa opulenta e appariscente?

La teodicea in Costabile è già nel suo senso civico profondo, nella sua tagliente visione di quella realtà rurale deprivata e violata. In quel sofferto , inevitabile sradicamento; nel dipanare il fitto intreccio del bene e del male che della sua Terra costituisce l’anima.

L’intervento del professor Carmine Matarazzo, “La visione antropologia di Franco Costabile”, ha rintracciato con cura e forza espressiva alcuni frammenti di scritti Costabiliani, nei quali l’affanno del poeta, culminato nel gesto estremo, non è da considerarsi coraggio ne’ codardia ma Scelta! Al contrario di Leopardi che nel suo logorio ha scelto di vivere ed è rimasto compiuto dentro la propria infelicità . Costabile in quel suo errare interrogandosi sul senso della vita, di “quella condizione di vita”, ha scelto di stare con la schiena dritta, di non chinare il capo, di non alienarsi ma di trovare una propria via di fuga. Definitiva. Una libera scelta in contrasto con i riconoscimenti professionali, i traguardi raggiunti, le frequentazioni giuste. La sua Calabria “Rosa nel bicchiere” del resto è un fiore reciso, sradicato, colto nella bellezza struggente un attimo prima della fine.

È qui la stringente coerenza di un Uomo che si è fatto strada consumandosi nell’amore incondizionato immodificabile verso la sua Terra.

Letture di brani del libro “Franco Costabile. Il poeta intellettuale della verità ferita” è stata affidata alla interpretazione significativa di Franca Maria Mete, docente.

Il Coordinatore generale Filippo D’Andrea, ha espresso ringraziamenti, in chiusura, per l’impegno profuso, mai bastevole, in questo anno di ricerca-azione plurale sul poeta calabrese Franco Costabile. (rcz)

 

LAMEZIA – Al via il progetto “Ti leggo… Ti ascolto”

È partito, nelle scuole di Lamezia Terme, il progetto Ti leggo… Ti ascolto, promosso dalla Fondazione Treccani Cultura e dal Centro per il Libro e la Lettura.

Il progetto si inserisce nel consolidato programma di #trameascuola, percorso laboratoriale di educazione alla legalità della Fondazione Trame Ets.

Destinata alle scuole superiori, l’iniziativa rappresenta l’opportunità per gli studenti di approfondire autori del Novecento italiano e di sperimentare nuove forme di lettura, unendo formazione accademica e creatività, grazie al bando “Ad alta voce” 2023 “Bando per la promozione di progetti di lettura ad alta voce”, indetto dal Cepell.

Le lezioni toccheranno, Roma, Napoli, Lecce, oltre a Lamezia Terme, e si avvarranno di docenti di indubbio valore. Il progetto sarà realizzato in collaborazione con l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, sotto la guida di Gianluca Genovese e l’Università La Sapienza con Chiara Faggiolani, che monitorerà tutte le fasi.

Il progetto ha preso ufficialmente il via il 18 dicembre. L’incontro inaugurale è stato guidato dal prof. Luca Zipoli, attualmente Assistant Professor in Letteratura Italiana presso il Bryn Mawr College negli Stati Uniti.

“Ti leggo… Ti ascolto” prevede, fino giugno 2025, laboratori di lettura ad alta voce guidati da attori e registi e la realizzazione di un podcast, che permetterà agli studenti di dare voce alle proprie riflessioni e ai testi affrontati.

Nella città di Lamezia Terme il progetto coinvolge il Polo Liceale “T. Campanella – Fiorentino”, con la classe 4a del Liceo Classico, che affronterà la lettura de “Il deserto dei Tartari” di Dino Buzzati e la 5D che esplorerà “Lettera a un bambino mai nato” di Oriana Fallaci, e il Polo Tecnologico “Rambaldi-De Fazio”, con la 4csia dell’Istituto De Fazio che leggerà “Marcovaldo” di Italo Calvino.

Fin dal 2016, #trameascuola porta nelle aule tematiche cruciali come legalità, democrazia e responsabilità collettiva, combinando percorsi di lettura con incontri su memoria, giustizia e impegno civile. Ogni anno, circa 900 studenti partecipano con entusiasmo, incontrando autori, imprenditori e testimoni di legalità. In passato, la Fondazione ha ospitato nomi come Gherardo Colombo e Luciano Violante, trattando opere di rilevante impatto sociale. Il progetto promuove una riflessione attiva che trasforma gli studenti in protagonisti della memoria collettiva, attraverso elaborati creativi e momenti di confronto.

La sinergia consolidata tra Fondazione Treccani Cultura e Fondazione Trame Ets, che ha visto negli ultimi due anni scolastici anche la partecipazione della Fondazione Vittorio Occorsio, arricchisce il progetto con nuove prospettive, confermando il potenziale educativo della collaborazione tra istituzioni, creando spazi di approfondimento su temi storici e sociali di grande rilevanza, e ampliando il raggio d’azione per educare i giovani al valore dell’impegno sociale.

L’ulteriore passo in avanti di #trameascuola con il progetto “Ti leggo…Ti ascolto”, di cui Fondazione Treccani Cultura è ente capofila, amplia il focus, rappresentando un approfondimento naturale del suo obiettivo educativo: stimolare il pensiero critico e la consapevolezza civica attraverso il potere delle parole.

La letteratura, infatti, non è solo uno strumento per evadere dalla realtà, ma è anche una guida per comprenderla in tutta la sua complessità, leggendola in modi che spesso sfuggono ai linguaggi quotidiani. Con il nuovo percorso proposto, l’approccio ai libri si arricchisce di nuove dimensioni. Non si tratta solo di analizzare i testi, ma di dare loro voce incarnandone i significati. Le storie, le parole e le idee possono essere un atto di resistenza e di responsabilità, un modo per riscoprire se stessi e il mondo. Integrando questa lente, gli studenti diventano protagonisti di questa narrazione, chiamati a leggere, ascoltare e, infine, agire. (rcz)