Il Consiglio regionale aderisce alla Giornata mondiale dell’Autismo

Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale, s’illuminerà di blu in occasione della Giornata Mondiale dell’Autismo, che si celebra domani, mercoledì 2 aprile.

Il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso ha espresso «piena vicinanza alle famiglie che quotidianamente si fanno carico dei bisogni e delle esigenze delle persone con disturbo dello spettro autistico. Sono famiglie che hanno bisogno di atti concreti che garantiscano i diritti fondamentali, tra cui l’accesso all’istruzione e al mondo del lavoro, rimuovendo ogni barriera e ostacolo».

«Apprezziamo le iniziative che le istituzioni e le associazioni di volontariato, come ANGSA – Calabria, portano avanti per sostenere le famiglie. In questa direzione, il Consiglio regionale ha istituito il ‘Garante dei diritti delle persone con disabilità’, una figura che la Calabria ancora non aveva, con l’obiettivo di promuovere azioni per favorire l’integrazione sociale e migliorare la qualità della vita dei soggetti più fragili», ha concluso Mancuso. (rrc)

Il presidente Mancuso e i capigruppo di maggioranza: Stop assessori-consiglieri

Si intitola “Efficientamento del Consiglio regionale e riduzione spese dei gruppi consiliari”, la proposta, sotto forma di emendamento, che il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso e i capigruppo di maggioranza.

«Il lavoro del Consiglio regionale non si esaurisce solamente con le sedute d’Aula –che rappresentano solo l’apice di processi legislativi ben più articolari – ma è scadenzato da numerose sedute nelle Commissioni, da audizioni, da riunioni, tutti passaggi indispensabili per la corretta costruzione delle proposte di legge che poi vengono presentate durante l’Assemblea», hanno detto.

«In Calabria – hanno aggiunto – abbiamo una Giunta composta, oltre che dal presidente, da 7 assessori: in questa legislatura abbiamo 1 assessore-consigliere regionale e 6 assessori ‘esterni’. Dunque, in questi primi tre anni e mezzo, abbiamo avuto solo 1 consigliere impegnato a tempo pieno nel governo regionale: l’assessore Gallo. Ma cosa potrebbe accadere se, ad esempio, ci fosse una Giunta regionale composta esclusivamente da assessori-consiglieri?».

«Probabilmente si andrebbe incontro – hanno spiegato – ad una vera e propria paralisi del Consiglio, un immobilismo forzato causato da ben 7 consiglieri di maggioranza, sui 21 totali, impegnati a tempo pieno nel governo regionale e dunque evidentemente impossibilitati a partecipare ai lavori delle Commissioni e agli altri momenti di costruzione delle norme. Per questa ragione in tante Regioni d’Italia esiste la figura del consigliere ‘supplente’ o comunque è prevista l’incompatibilità tra il ruolo di assessore e quello di consigliere regionale: Lombardia, Toscana, Veneto, Marche, Abruzzo, Basilicata, Molise, solo per citare alcune realtà che hanno norme in tal senso».

«Con la nostra proposta – hanno detto ancora – vogliamo rafforzare l’autonomia e l’indipendenza dei consiglieri regionali rispetto al governo regionale, attraverso una chiara disciplina dell’incompatibilità tra la carica di assessore e quella di consigliere, in modo da garantire non solo la separazione netta tra le funzioni legislative e quelle esecutive, ma anche un più efficace funzionamento del Consiglio regionale».

«Nel momento in cui un consigliere regionale – hanno spiegato ancora – dovesse essere nominato assessore, il suo posto in Consiglio verrebbe provvisoriamente preso da un altro consigliere (ovviamente in base alle preferenze ottenute alle elezioni) che diventerebbe ‘supplente’ per il periodo nel quale il consigliere ‘titolare’ è impegnato in una postazione nel governo della Regione. In questo modo i consiglieri regionali di maggioranza ‘attivi’ rimarrebbero sempre lo stesso numero, 21, e non vi sarebbe alcuna ricaduta negativa sui lavori del Consiglio regionale e delle Commissioni. Tutto, è importante sottolinearlo, rispettando la neutralità sotto il profilo economico e finanziario, poiché il nostro emendamento contiene solo disposizioni di natura ordinamentale».

«Nel bilancio del Consiglio regionale della Calabria – ha detto ancora – sono al momento già previste le risorse per 38 postazioni tra consiglieri regionali (30 consiglieri più il presidente) e assessori (7, potenzialmente tutti esterni), e dunque non avremo alcun aggravio di costi. Anzi, con il nostro emendamento mettiamo nero su bianco anche un’altra iniziativa per tagliare i costi di funzionamento dei gruppi consiliari, con il conseguente risparmio per il bilancio del Consiglio di circa 300mila euro annui, ossia 1 milione e mezzo di euro in 5 anni».

«Risorse che verranno destinate, per il tramite dell’Ufficio di Presidenza – hanno concluso Mancuso e i capigruppo – a borse di studio per meritevoli e bisognosi. Siamo convinti che ci sia, da parte di tutti, piena adesione sull’esigenza di contenimento dei costi della politica, ma per evitare che le proposte in campo contrastino con il valore della rappresentanza democratica e con la necessità di assicurare un’azione legislativa e amministrativa sempre più produttiva e di qualità, il tema va affrontato, come stiamo facendo, con segnali concreti e soprattutto fuori dalla demagogia e del facile populismo. Entrambe le misure previste dalla nostra proposta emendativa entreranno in vigore con l’inizio della prossima legislatura regionale». (rrc)

 

Il PD presenterà una mozione per impedire chiusura Reparti Prevenzione Crimine di Cosenza e Siderno

«Chiediamo al Governo regionale di opporsi fermamente a questa decisione e di intervenire per fermare la chiusura di questi Reparti, simbolo della lotta alla ‘ndrangheta e alla criminalità». È quanto ha chiesto il PD Calabria, annunciando la presentazione di una mozione urgente, in Consiglio regionale, per bloccare la chiusura dei Reparti Prevenzione Crimine di Cosenza e Siderno, due presidi fondamentali nella lotta alla criminalità organizzata e nella tutela della sicurezza dei cittadini calabresi.

La proposta di razionalizzazione del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, che prevede la chiusura di sette Reparti Prevenzione Crimine, tra cui quelli di Cosenza e Siderno, rappresenta una minaccia gravissima alla sicurezza del nostro territorio, già fortemente provato dalla presenza di organizzazioni criminali. La Polizia di Stato, con la sua presenza capillare sul territorio, ha garantito negli anni un controllo fondamentale, e la chiusura di queste strutture indebolirebbe sensibilmente il sistema di difesa del nostro popolo.

 «Non possiamo accettare che in nome della razionalizzazione vengano sacrificati presidi essenziali di legalità e sicurezza», ha dichiarato il capogruppo Mimmo Bevacqua, dopo la presa di posizione assunta dal consigliere reggino Giovanni Muraca.

Il gruppo del Pd sottolinea inoltre che, oltre al danno alla sicurezza, la chiusura di questi Reparti comporterebbe anche un aumento dei costi di gestione e una logistica inefficiente per le forze dell’ordine. È necessario, invece, un potenziamento delle risorse destinate alla sicurezza, con un impegno concreto del Governo regionale per proteggere i calabresi. (rrc)

Molinaro (Fdi): Via libera a riconoscimento contributi figurativi a chi denuncia

Il consigliere regionale Pietro Molinaro ha espresso soddisfazione per l’approvazione, da parte del Consiglio regionale, all’estensione del riconoscimento dei contributi figurativi, agli imprenditori, ai liberi professionisti e ai lavoratori autonomi resistenti alla criminalità organizzata” e della mozione per il “Riconoscimento e rimborso delle spese per i trattamento riabilitativo A.B.A.(Analisi applicata del comportamento) per le persone in condizioni di autismo”.

«Questa proposta – ha precisato Molinaro – è emersa nel corso delle audizioni nella Commissione antindrangheta da parte di persone che vivevano sulla propria pelle una situazione che mina il loro futuro e quello dei propri familiari. Il Parlamento può far fare un ulteriore salto di qualità alla legislazione antimafia, e consentire di dare certezze previdenziali a coloro che hanno avuto il coraggio di resistere e denunciare episodi estorsivi o tentativi di condizionamento dell’attività imprenditoriale».

«Il fenomeno, tra l’altro – ha aggiunto – non è solo tipicamente calabrese ma è diffuso ormai in tutto il Paese. Da qui la necessità di intervenire a livello statale per estendere il riconoscimento dei contributi figurativi, agli imprenditori, ai liberi professionisti e ai lavoratori autonomi che resistono alla criminalità organizzata e che sono costretti a non poter continuare l’attività lavorativa. Chi denuncia e non si arrende alla criminalità va messo nelle condizioni di vita migliori proprio per il valore positivo della denuncia e le ricadute che essa ha sull’interno sistema democratico e per la collettività. Chi denuncia, oltre agli strumenti di tutela assicurati dalla magistratura, deve sentirsi al sicuro anche per l’attività lavorativa».

«Spesso – ha proseguito – si è costretti ad interrompere l’attività imprenditoriale con effetti devastanti non solo a livello psicologico ma anche a livello economico, attesa l’impossibilità, per gli anni in cui non si è potuto lavorare, di contare su un trattamento pensionistico minimo. Abbiamo l’onore e l’onere di aver fatto partire questa esigenza dalla Calabria e, una volta che diventa Legge Nazionale, oltre a colmare un vuoto contribuisce ed incoraggia a denunciare con un beneficio nella lotta alla criminalità organizzata».

«La Calabria, ancora una volta – ha detto ancora – quindi si pone all’avanguardia; già con la L.R., n. 51/2023 “Premialità nelle procedure di aggiudicazione di contratti pubblici per le imprese resistenti alla criminalità organizzata”, ricorda il consigliere di Fratelli d’Italia, ha introdotto in ambito regionale la premialità per le imprese vittime di atti della criminalità, offrendo strumenti alle scelte di legalità degli imprenditori che denunciano».

Per quanto riguarda il trattamento riabilitativo Aba per persone autistiche, si tratta di una mozione che impegna «la Giunta Regionale ed il Presidente, anche nella qualità di Commissario ad Acta della Sanità calabresead adottare ogni provvedimento necessario, affinché i direttori generali e i Commissari delle Aziende Sanitarie Provinciali calabresi procedano alla ricognizione delle prestazioni del trattamento A.B.A. non ancora rimborsate. Infatti, ci sono molti ritardi e molto spesso le famiglie sono state costrette a rivolgersi alla magistratura per averle riconosciute».

«Il trattamento – ha chiarito Molinaro – rientra tra i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), ovvero, tra le prestazioni che devono essere assicurate dal Sistema Sanitario Nazionale». (rrc)

Da Consiglio regionale disco verde a proroga graduatorie 2021 per personale socio-sanitario

La consigliera regionale Pasqualina Straface ha espresso soddisfazione per l’approvazione, da parte del Consiglio regionale, alla proroga di tutte le graduatorie vigenti, tanto a tempo indeterminato che a tempo determinato, in essere dal 2021 dei concorsi pubblici di enti ed aziende del Servizio Sanitario della Regione Calabria.

La norma, in vigore da subito e che riguarda avvisi e selezioni, consentirà il reclutamento del personale socio-sanitario per il funzionamento delle strutture ospedaliere e non solo.

La proposta, approvata, aveva l’obiettivo di integrare e rendere più chiara la normativa esistente, prevedendo espressamente la proroga delle graduatorie in essere derivanti da avvisi o selezioni per reclutamenti anche a tempo determinato; superare la perdurante mancanza di personale in ambito sanitario regionale; garantire la continuità e l’efficienza delle prestazioni sanitarie nel rispetto dei principi essenziali di buon andamento, economicità ed efficacia dell’azione amministrativa.

Un risultato, per Straface, che contribuirà a garantire la continuità assistenziale nel Servizio Sanitario Regionale evitando, allo stesso tempo, la dispersione di risorse umane qualificate e maggiore efficienza nell’organizzazione del personale.

«La Legge regionale n. 6/2025 – ha spiegato relazionando sul punto – ha introdotto, all’inizio di quest’anno, disposizioni fondamentali in materia di proroga della validità delle graduatorie dei concorsi pubblici relativi agli enti ed aziende del Servizio Sanitario regionale. Tale misura si era resa necessaria per ridurre il rischio di carenze di personale sanitario in un contesto caratterizzato da difficoltà di reclutamento di professionalità specifiche e da una domanda crescente di servizi sanitari. Tuttavia, tale norma – ha aggiunto – disponeva la proroga della validità ed efficacia delle sole graduatorie approvate nell’anno 2023 e in scadenza nel 2025; senza comprendere quelle approvate in anni precedenti e senza chiarirne la portata».

«Si era in presenza di limitazioni – ha proseguito la Straface – che rischiavano di lasciare scoperta una parte essenziale delle professionalità già risultate idonee nelle procedure (avvisi o selezioni) di reclutamento per contratti a tempo determinato: numerosi operatori sanitari, che hanno già dimostrato di aver maturato esperienza e competenze specifiche all’interno del nostro sistema sanitario e che non avrebbero potuto avere la possibilità di prestare servizio, con inevitabili ripercussioni negative sulla tenuta del sistema sanitario regionale e sulla qualità dell’assistenza offerta ai cittadini». (rrc)

Il Consiglio regionale approva i bilanci di previsione di Arpal e Arpacal

Sono stati approvati i bilanci di previsione dell’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro (Arpal) e quello dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpacal), nel corso della seduta del Consiglio regionale di martedì 11 marzo.

È stata rinviata, invece, l’approvazione delle leggi istitutive delle due nuove Agenzie regionali: la ReDigit spa, per la creazione del Sistema Informativo Integrato regionale della Calabria, e l’Agenzia regionale per l’energia della Calabria. Il vice presidente della Regione, Filippo Pietropaolo, ha chiesto il rinvio alla prossima seduta di Consiglio della votazione finale.

Nel corso della stessa, iniziata con un minuto di silenzio in memoria di Francesco Occhiuto, figlio del senatore Mario Occhiuto, e nipote del presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto, sono state approvate le proposte di legge, di “Promozione del cicloturismo e riconoscimento della ciclovia dei parchi della Calabria” e quella recante “Modifiche all’articolo 5 della legge regionale 19 novembre 2020, n. 22 (Disciplina delle Associazioni Pro Loco)”.

Licenziata, per come emendata, e con l’autorizzazione al coordinamento formale, la proposta di legge recante: “Integrazioni alla legge regionale 21 agosto 2007, n. 18 (Norme in materia di usi civici)”. Analogo risultato ha avuto la proposta su “Disposizioni normative in materia di politiche sociali e accreditamenti istituzionali”.

Nella seduta, presieduta dal vicepresidente Pierluigi Caputo – il presidente Filippo Mancuso era assente – è stata licenziata  per come emendata, e con l’autorizzazione al coordinamento formale, la proposta di legge recante: “Integrazioni alla legge regionale 21 agosto 2007, n. 18 (Norme in materia di usi civici)”. Analogo risultato ha avuto la proposta su “Disposizioni normative in materia di politiche sociali e accreditamenti istituzionali”.

Sono state escluse alcune interrogazioni a risposta immediata, dalle quali sono state escluse quelle riguardanti la sanità, per l’impegno assunto dal presidente della Giunta Occhiuto, di chiedere la convocazione di una seduta ad hoc.

Approvate, anche, la proposta di legge “Disposizioni normative per il contenimento della spesa ed in materia di personale”. Con l’autorizzazione al coordinamento formale è stata approvata la proposta di legge “Disciplina dei complessi turistico ricettivi all’aria aperta”. A seguire, hanno completato la seduta, l’approvazione della proposta di legge recante “Interpretazione autentica dell’art. 17, comma 3, legge regionale 20 aprile 2022, n. 10 (Organizzazione dei servizi pubblici locali dell’ambiente)” e la “Proposta di legge al Parlamento recante: “Estensione del riconoscimento dei contributi figurativi – previsto dalla legge 10 marzo 1955, n. 96, in favore dei perseguitati politici antifascisti o razziali – agli imprenditori, ai liberi professionisti e ai lavoratori autonomi resistenti alla criminalità organizzata”.
La seduta si è conclusa con l’approvazione della proposta di legge recante: “Modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2025, n. 6 (Disposizioni per la proroga della validità delle graduatorie vigenti dei concorsi pubblici di enti ed aziende del Servizio sanitario della Regione Calabria)”, della proposta di legge su “Modifiche ed integrazioni all’articolo 13 della legge regionale 19 marzo 2004, n. 11 (Piano Regionale per la Salute 2004/2006)”, e, in ultimo, della proposta di legge “Integrazioni all’articolo 14 della legge regionale 21 dicembre 2018, n. 47 Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e procedurale (Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2019)”. (rrc)

REGGIO – Venerdì l’incontro “Essere leader”

Domani mattina, alle 8.30, nella Sala “Federica Monteleone” del Consiglio regionale, si terrà l’iniziativa sulle competenze e sul ruolo dei leader nelle aziende private e nelle pubbliche amministrazioni.

L’evento è stato organizzato dalla Presidenza del Consiglio regionale e dall’Associazione Professionale di Consulenti di Management.

All’evento, patrocinato dalla Camera di Commercio di Reggio Calabria, parteciperanno esperti e docenti universitari, top manager di aziende private, l’Associazione Italiana Direttori del Personale, l’Associazione Italiana Società di Consulenza per la Ricerca l’Innovazione e lo Sviluppo.

Sono previsti due momenti di confronto coordinati da Giuseppina Bruno, consulente di digital marketing ed export, e Angelo Maria Savazzi, presidente OIV del Consiglio regionale, mentre le relazioni saranno illustrate dalla psicologa Vincenza Capone e da Elisabetta Cattini, esperta di sviluppo organizzativo e performance management.

Interverranno inoltre: il presidente Apco Francesco Catanese; il segretario generale del Consiglio regionale Giovanni Fedele; il presidente CCIAA di Reggio Calabria Antonio Tramontana; il segretario generale CCIAA di Reggio Calabria, Natina Crea; il presidente AIDP Calabria, Luigi Severini ed il presidente AISCRIS Giuseppe Rubino.

I lavori saranno conclusi da Rocco Reina, professore ordinario di Organizzazione aziendale dell’Università Magna Graecia di Catanzaro.

«Gli interventi normativi e di indirizzo, sui quali si sta concentrando l’azione del legislatore e del Ministro per la Pubblica Amministrazione – ha affermato il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, che interverrà all’evento – pongono sempre più al centro dell’attenzione le competenze dei dipendenti pubblici quale leva strategica di gestione delle risorse umane, nella prospettiva di migliorare la qualità dei servizi a cittadini e imprese».

«In questo quadro – ha aggiunto Mancuso – appare utile mettere a confronto quanto avviene nel mondo delle aziende private con il percorso che le amministrazioni pubbliche hanno avviato per individuare le competenze distintive che devono avere, per essere performanti, i dirigenti pubblici e dipendenti con incarichi di responsabilità e interrogativi su come devono cambiare i processi di reclutamento e come sviluppare le competenze trasversali per chi è già dipendente pubblico». (rrc)

Giornata delle Donne, due iniziative dell’Osservatorio sulla violenza di genere e del Consiglio regionale

In occasione della Giornata internazionale della Donna, che si celebra l’8 marzo, l’Osservatorio sulla violenza di genere, coordinato dall’avv. Giusy Pino, e la Presidenza del Consiglio regionale hanno organizzato due iniziative.

La prima è venerdì 7, alle 11, a Palazzo Campanella, con la premiazione del concorso letterario “Rispettami – Percorsi artistici e letterari per riflettere sulla violenza di genere”, che ha visto la partecipazione di 122 scuole di ogni ordine e grado della Calabria. Interverranno il presidente Filippo Mancuso e l’assessore alla Cultura e al Welfare, Caterina Capponi.

Sabato 8 marzo, alle 10.30, al Centro Polivalente di Catanzaro in via Fontana Vecchia, verrà firmato un protocollo sull’empowerment delle donne vittime di violenza. L’accordo sarà siglato dall’Osservatorio regionale sulla violenza di genere, dal Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, e dal Centro Calabrese di Solidarietà. (rrc)

Il presidente Mancuso ha incontrato la Garante dei diritti dei detenuti Russo

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha incontrato il Garante regionale Giovanna Francesca Russo, garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale.

«Ringrazio per avermi affidato un compito così delicato e complesso, che intendo svolgere in linea con quanto finora espresso sull’argomento dal Consiglio regionale e della sua Presidenza, ispirati dall’ art 27 della Costituzione secondo cui la pena non deve essere afflittiva, ma tendere alla rieducazione del condannato ed al successivo reinserimento nella società», ha detto la Garante Russo, ribadendo l’intenzione di «svolgere le mie funzioni con un approccio basato sul dialogo interistituzionale».

«È mia intenzione – ha aggiunto – mettere in rete tutte le energie necessarie e le competenze acquisite, interfacciandomi con rispetto ed equilibrio di tutti. Un settore così delicato necessita di un serio confronto interistituzionale, conscia che la difesa dei diritti umani e delle persone private della libertà personale si intreccia oggi più che mai con il sostegno alla polizia penitenziaria e a tutti gli operatori penitenziari».

«A loro va il mio apprezzamento e la vicinanza istituzionale – ha concluso – consapevole dei sacrifici che affrontano ogni giorno all’interno dei nostri istituti».

Il presidente Mancuso ha sottolineato «l’importanza di questa nomina con cui il Consiglio ribadisce la volontà di procedere nell’azione di monitoraggio e di proposte puntuali per contribuire alla risoluzione dei numerosi problemi che affliggono il mondo carcerario».

Ha inoltre segnalato che «non si inizia da zero, perché, dall’avvio della legislatura, su questo tema, è stata svolta un’azione decisamente positiva».

«Assieme al precedente Garante – ha ricordato – abbiamo lo scorso anno interpellato il Ministro della Giustizia e il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, perché si diano risposte al progressivo sovraffollamento, alle gravi carenze di organico e al moltiplicarsi di eventi critici nei 12 istituti penitenziari della Calabria».

«Alla soluzione dei numerosi problemi che affliggono il mondo carcerario calabrese – ha ribadito – intendiamo contribuire, nella prospettiva di rendere rispettosa della dignità della persona la restrizione anche temporanea della libertà. La tutela dei diritti delle persone detenute o private della libertà e il benessere dell’intera comunità penitenziaria, necessitano in Calabria di energie e risorse urgenti al fine di poter essere garantiti ed attuati». (rrc)

Il consigliere Lo Schiavo: Approvata riorganizzazione Farmacia territoriale di Vibo

Il Consiglio regionale ha approvato, all’unanimità, la mozione presentata dal consigliere regionale Antonio Lo Schiavo per la riorganizzazione del servizio della Farmacia territoriale dell’Asp di Vibo Valentia.

Con la mozione viene impegnato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, anche nella sua veste di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dal debito della sanità, a procedere senza indugio alla riorganizzazione del servizio di erogazione dei farmaci da parte della Farmacia territoriale dell’Asp di Vibo Valentia attraverso, nello specifico, «la riqualificazione dei locali che ospitano la Farmacia territoriale o il suo trasferimento in altra sede più idonea; la riorganizzazione del servizio di erogazione dei farmaci anche attraverso un’immediata e più efficace dislocazione in almeno due ulteriori punti di erogazione sul territorio provinciale, uno lungo la fascia costiera (nel Presidio Ospedaliero di Tropea o nei locali dell’ex Ospedale di Nicotera) e un altro nell’area montana (nel presidio di Serra San Bruno o nell’ex ospedale di Soriano Calabro), in maniera tale da alleggerire il carico insostenibile attualmente gravante sull’unico punto di erogazione di Vibo Valentia; la riqualificazione dei locali dell’attuale sede in modo che risultino più accoglienti ed idonei, così alleviando le sofferenze degli utenti e i disagi degli operatori».

«La vicenda della Farmacia territoriale di Vibo Valentia rappresenta l’emblema del fallimento della gestione della sanità sul territorio ed è tanto più inaccettabile in quanto va a colpire direttamente gli ultimi, i più fragili, coloro che maggiormente hanno bisogno di cure e attenzioni: persone affette da gravi patologie, malati terminali, che si trovano quotidianamente di fronte ad una disorganizzazione che si protrae ormai da anni», ha rilevato Lo Schiavo, esponendo la sua mozione.

«Locali angusti, che non sono dotati di bagni per l’utenza – ha aggiunto – utenti costretti ad aspettare per ore il proprio turno esposti alle intemperie; nessuna certezza di trovare il farmaco al termine dell’attesa e, da qualche tempo, nemmeno la possibilità di prenotarlo. E ancora, un unico punto di erogazione, mentre in provincia di Crotone, a parità di popolazione, ve ne sono tre; solo quattro giorni di apertura a settimana per persone che devono fare anche decine di chilometri per ritirare farmaci salvavita; una pianta organica ridotta all’osso con solo due farmacisti e tre amministrativi, anche loro vittime, come gli utenti, di questa disorganizzazione».

«Di fronte a questa vergogna, chiedo – ha sottolineato – con forza al Consiglio regionale di dare un preciso mandato alla politica, un segnale forte e chiaro perché non si può più procrastinare: è arrivato il tempo di affrontare il fallimento della gestione della Farmacia territoriale e porre fine ai disagi».

«Il commissario Occhiuto – ha concluso – dia input precisi a chi governa la sanità vibonese: si trovino locali idonei per alleviare le sofferenze di utenti e alleggerire il carico di lavoro degli operatori. Ancora adesso ricevo segnalazioni di quella che è una situazione non degna di un Paese civile, ma ritengo che il diritto alla salute debba rappresentare il primo monito e la prima preoccupazione della politica».  (rrc)