Sanità a Vibo Valentia e Tropea: è quasi una lotteria

di MASSIMO MASTRUZZO – In Calabria, e in particolare nel Vibonese, la sanità pubblica non è più un diritto garantito: è diventata una lotteria territoriale. Gli ospedali di Vibo Valentia e Tropea non sono casi isolati, ma il simbolo di un sistema sanitario regionale deliberatamente impoverito, commissariato da anni e incapace di assicurare cure dignitose ai cittadini. Un sistema che, nei fatti, spinge le persone ad andare via, a curarsi altrove, se possono permetterselo.

Il 27 dicembre 2025, davanti all’ospedale “G. Jazzolino” di Vibo Valentia, i comitati civici hanno messo in scena l’ennesimo atto di una protesta che dura da anni. Tra le voci più attive della protesta c’è quella di Daniela Primerano, da sempre impegnata nella difesa dei diritti costituzionali dei cittadini del Vibonese e, più in generale, di tutti i calabresi, con particolare attenzione alla sanità pubblica.

Non una passerella, ma un atto politico forte: esposti ai Carabinieri e denunce alla Procura per segnalare la sistematica negazione del diritto alla salute. Lo stato di agitazione, proclamato già a novembre, è la risposta civile a una gestione regionale e aziendale che continua a ignorare il grido di allarme dei territori.

Ospedali svuotati, reparti chiusi, personale insufficiente: non è emergenza, è scelta politica

L’ospedale di Tropea è oggi un presidio sanitario svuotato: carenza cronica di personale, assenza di anestesisti, reparti chiusi o ridotti all’osso. Esistono posti letto solo sulla carta, utili a rispettare formalmente i Lea ma inesistenti nella realtà. Una finzione amministrativa che serve a coprire il fallimento del sistema.

Allo Jazzolino di Vibo Valentia la situazione non è diversa. La gestione dei fabbisogni di personale è errata, approssimativa e pericolosa. I sindacati lo denunciano da tempo: la sicurezza dei pazienti è a rischio, così come quella degli operatori sanitari, lasciati soli a fronteggiare turni massacranti e reparti sotto organico.

Nel frattempo, si continua a parlare di abbattimento delle liste d’attesa, mentre i cittadini fanno i conti con laboratori di analisi bloccati per problemi informatici e servizi essenziali che funzionano a intermittenza. Questa non è inefficienza occasionale: è disorganizzazione strutturale.

Migrazione sanitaria: una tassa occulta sui cittadini calabresi

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Nel 2024, e con dati confermati anche per il 2025, l’Asp di Vibo Valentia ha speso circa 47 milioni di euro per la mobilità sanitaria: 30 milioni verso altre province calabresi e 17 milioni verso strutture fuori regione. Soldi pubblici che seguono i pazienti costretti ad andare via perché qui non possono curarsi.

La Calabria resta al penultimo posto in Italia per qualità della salute, con un punteggio di 3,2 su 10 e un indice di soddisfazione della domanda interna fermo a 0,81. Numeri che certificano un fallimento politico prima ancora che sanitario.

La sanità pubblica non si commissaria all’infinito: si rifonda o si condanna un popolo

Come Movimento Equità Territoriale, denunciamo con forza questo modello che penalizza il Sud e la Calabria in particolare. Il diritto alla salute non può dipendere dal codice di avviamento postale. Serve una revisione radicale dei criteri di ripartizione del Fondo Sanitario Nazionale, una ridefinizione dei Lea basata sui bisogni reali dei territori, non su parametri astratti che favoriscono chi è già forte.

Diciamo no alla progressiva privatizzazione strisciante della sanità, anche quando avviene sotto forma di convenzionamento. Il privato può affiancare il pubblico solo se eccellente, mai sostituirlo. Abbandonare la sanità pubblica significa abbandonare i cittadini più fragili.

Ci opponiamo alle nomine politiche dei dirigenti sanitari, chiediamo selezioni basate sul merito, investimenti veri, fine delle politiche di austerità e un piano serio per fermare la fuga dei professionisti sanitari verso il privato o l’estero.

Curarsi nel proprio territorio non è un privilegio, è un diritto

Vibo Valentia e Tropea non chiedono favori. Chiedono il rispetto di un diritto costituzionale. Continuare a ignorare questa emergenza significa accettare che in Calabria la salute sia un lusso e che la migrazione sanitaria diventi l’unica risposta istituzionale.

Noi non lo accettiamo. E continueremo a sostenere chi denuncia, nelle piazze e nelle sedi opportune, finché il diritto a curarsi a casa propria non sarà finalmente garantito.  (mma)

(Direttivo Nazionale Met – Movimento Equità Territoriale)

Gli studenti del Capialbi di Vibo sono rientrati dal grande viaggio in Cina

di PINO CINQUEGRANA –  Il Liceo Statale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia. diretto dal dirigente scolastico ing. Antonello Scalamndré da tempo è una scuola è molto attiva in ambito internazionale (Spagna, Malta, Romania, Inghilterra, Stati Uniti) e da quest’anno ha aperto relazioni culturali con la Cina (Qingdao, Shangai, Pechino), grazie al suo percorso linguistico curriculare (qui da 12 si studia la lingua e la letteratura quanto la storia del Sol Levante) che, puntualmente, ogni anno richiama numerosi adesioni al corso, ma anche grazie al suo  laboratorio di lingua di cinese che maggiormente guida gli studenti, grazie ai loro docenti alla scrittura dei caratteri.

Ed è proprio in questo liceo vibonese che gli studenti possono persino svolgere l’esame HSK (Hanyu Shuiping Kaoshi) e YCT (Youth Chinese Test), con certificazioni riconosciute a livello internazionale. Una storia orientale maturata grazie all’opportunità e al sostegno della Pacific International School alle direttive del prof. Roberto Barone, tra le massime autorità italiane nello studio e della conoscenza del mandarino.

La Cina è una meta di viaggio affascinante perché offre un mix di storia, cultura, paesaggi e tradizioni. Qui di recente (dal 22 marzo al 2 aprile) una delegazione di 18 studenti guidati dal dirigente Scalamandé e dalla professoressa Sara Di Leo hanno visitato i luoghi centrali nel percorso programmato Qingdao, Pechino e Shangai entrando in contatto con una delle culture più antiche al mondo. Una storia millenaria davvero speciale.  La delegazione calabrese è stata ricevuta dal Ministro della Cultura cinese e dal Responsabile della Scuola di Qingdao con la quale è stato firmato un protocollo d’intesa ai fini di scambi culturali costruendo un meraviglioso ponte tra la Calabria e la Cina.

Qui i ragazzi del Capialbi hanno vissuto una piena integrazione con coetanei con i quali hanno potuto potenziale l’uso linguistico, ma anche essere guidati dentro una full immersion di cultura e tradizioni, modelli di studio e gastronomia. Non sono mancate le programmate escursioni nei diversi centri storico-culturale delle città visitate definite grande magia di un sentire d’oriente.

E, nell’attesa che per l’anno prossimo si replica intanto il dirigente del “Capialbi” ha attivato tutta una serie di attività culturale per l’accoglienza degli studenti gemellati per il prossimo autunno a Vibo Valentia, i quali saranno guidati lungo tutta la costa degli dei. Una delegazione cinese, interessi economici, è interessata ad aprire relazioni turistiche ma anche economiche: i sapori della Calabria (la Dieta mediterranea) saranno la grande finestra in Cina a fare conoscere la nostra identità del Mediterraneo. (pc)

L’Azienda Mulinum avvia un percorso di formazione di pasticceria nel Carcere di Vibo

Grazie alla collaborazione con l’istituto penitenziario e la Caritas di Mileto, l’azienda agricola Mulinum ha avviato un percorso di formazione di pasticceria nella casa circondariale di Vibo Valentia, dove presto aprirà un piccolo biscottificio.

Il progetto, realizzato nell’ambito del progetto Seconda Chance ideato dalla giornalista Flavia Filippi che congiunge imprenditori e detenuti offrendo occasioni di inclusione lavorativa e sociale, la direzione dell’istituto penitenziario vibonese, rappresentata dalla direttrice Angela Marcello, dalla capo area educativa Barbara Laganà e dalla referente del progetto Caterina Maletta, permette a 20 detenuti di mettere in campo le proprie capacità e imparare a produrre biscotti di alta qualità.

«Si tratta della prima fase di un percorso che ci porterà alla realizzazione di un biscottificio all’interno del nostro istituto, con l’impiego dei detenuti più talentuosi. Stiamo registrando grande entusiasmo tra i partecipanti, è un passaggio importante nel percorso di riabilitazione che consentirà loro di essere selezionati per l’assunzione da parte di Mulinum», ha dichiarato Marcello.

È un vero e proprio lavoro di squadra: la Casa Circondariale di Vibo Valentia mette a disposizione gli spazi, Mulinum offre le competenze e la Caritas di Mileto, rappresentata dal presidente Don Antonio Pileggi e dal vicedirettore Raffaele Cuppari, con il suo contributo economico permette l’acquisto delle materie prime e, successivamente, delle attrezzature necessarie per il piccolo laboratorio all’interno del carcere. Anello di congiunzione è Valeria Votano, referente dell’associazione Seconda Chance per la regione Calabria.

I detenuti appartenenti al circuito Media Sicurezza dell’istituto vibonese, quotidianamente, guidati da un’esperta dell’azienda agricola catanzarese e dalle educatrici dell’istituto penitenziario, stanno migliorando le proprie potenzialità producendo biscotti Mulinum che vengono distribuiti alle famiglie bisognose attraverso la Caritas.

«Bontà e solidarietà contraddistinguono questo progetto che ci consente di costruire futuro laddove spesso si immagina che niente sia più possibile, ridonando centralità e opportunità lavorative a persone con svantaggio sociale. Dopo questo primo mese di formazione, non vediamo l’ora di consolidare il progetto del biscottificio in carcere, che ci permetterà di sfornare piccoli capolavori di gusto e inclusione», ha commentato Stefano Caccavari, fondatore dell’azienda agricola che recupera grani antichi per produrre farine integrali e prodotti da forno genuini, rinnovando i ringraziamenti alla direzione della Casa Circondariale, con l’auspicio che sia soltanto il primo passo per portare quest’esempio di lavoro e riscatto anche in altre carceri italiane. (rvv)

Ristrutturazione ospedale Jazzolino, Lo Schiavo e Mammoliti interrogano Occhiuto

I consiglieri regionali Antonio Lo SchiavoRaffaele Mammoliti hanno presentato una interrogazione scritta al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, sui lavori di riqualificazione che interesseranno l’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia.

«Il silenzio assordante del presidente della Giunta regionale e le ultime dichiarazioni rilasciate alla stampa – hanno detto – da esponenti della maggioranza di centrodestra rispetto agli imminenti lavori di efficientamento energetico e adeguamento sismico dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, non fanno presagire nulla di buono all’orizzonte. Una vicenda che, al momento, appare sempre più pervasa da molte incertezze e altrettante congetture circa il destino dei reparti che saranno oggetto di interventi, e rispetto alla quale né i vertici Asp né gli esponenti della maggioranza sembrano avere le idee molto chiare».

«Emerge, nel complesso – hanno proseguito Lo Schiavo e Mammoliti –, una sottovalutazione del problema cui si va incontro a fari spenti: lo smantellamento dei reparti (da quel che si sostiene indifferibile per non perdere il finanziamento stanziato a valere su fondi Pnrr e risorse regionali), accompagnato all’incertezza sulle tempistiche e sulla ricollocazione degli stessi reparti, gettano nel totale sconforto la popolazione vibonese e rischiano di assestare un colpo mortale all’intero sistema sanitario provinciale. Per di più in una fase in cui i lavori del nuovo ospedale appaiono ben lontani dal conseguire il traguardo di un completamento dell’opera entro la primavera del 2026, data in più occasioni ribadita dal presidente della Giunta regionale».

«La questione sanitaria nel Vibonese – hanno detto – ha ormai assunto i tratti della vera e propria emergenza, rendendo la provincia e la nostra città un unicum, in negativo, nel pur già compromesso quadro sanitario regionale. Un territorio, il nostro, che negli anni ha visto impoverirsi gradualmente tutele e garanzie nell’accesso alle cure, con strutture ospedaliere sempre più spogliate di prestazioni e servizi, e che presto subirà un ulteriore salto nel buio con il trasferimento dei reparti dal nosocomio di Vibo Valentia in altre, non meglio individuate, strutture».

«In tutto ciò – hanno evidenziato – non abbiamo ancora ascoltato nessuna parola di rassicurazione (o di smentita di tali rischi) da parte del presidente della Regione e commissario alla sanità Occhiuto, trincerato in un “no comment” che ha il sapore della resa di fronte ad una situazione che smonta mesi di narrazione ottimistica sul rilancio della sanità calabrese. Se il commissario ha deciso di tenersi alla larga dall’argomento, gli chiediamo allora di rispondere alla nostra interrogazione consiliare che ha proprio lo scopo di fare chiarezza sul destino dell’ospedale cittadino».

«Nell’interrogazione – hanno spiegato i consiglieri regionali – abbiamo posto poche semplici questioni rispetto alle quali tutti i cittadini vibonesi attendono risposta».

Nel dettaglio, «chiediamo di sapere: se esiste un cronoprogramma dei singoli interventi di adeguamento sismico ed efficientamento energetico da eseguire nell’ospedale Jazzolino, suddivisi per tipologia e per settore interessato; per quale ragione, pur essendo le risorse disponibili già dal 2022, si arriva oggi alla necessità urgente di aprire i cantieri entro fine febbraio 2025 con notevole e preoccupante ritardo; quali si ritiene potranno essere le ricadute sulla regolare e puntuale erogazione dei servizi e delle prestazioni ai cittadini; se corrisponde al vero che dovranno essere immediatamente trasferiti in altra sede il Blocco operatorio ed i reparti di Chirurgia, Ortopedia ed Oculistica e per quanto tempo si prevede di mantenere i servizi e le prestazioni erogati dai suddetti reparti in altra sede».

E, ancora: «quali altri reparti dell’ospedale Jazzolino dovranno essere trasferiti in altra sede, se è interessato anche il Pronto soccorso e con quale tempistica ed ordine di priorità si intenderà procedere; se esiste un piano dettagliato di allocazione dei reparti e del blocco operatorio e cosa prevede il medesimo piano; se il trasferimento dei reparti e del blocco operatorio necessita di procedure di affidamento, di gare d’appalto e di risorse economiche aggiuntive, e se si è proceduto alla quantificazione delle medesime ed alla precisa individuazione delle ulteriori fonti di finanziamento».

«Su tutti questi aspetti – hanno concluso Lo Schiavo e Mammoliti – i cittadini vibonesi attendono fiduciosi una risposta finalmente chiara. Per quanto ci riguarda attiveremo ogni iniziativa utile a difesa del sistema sanitario pubblico vibonese, richiedendo inoltre il necessario riequilibrio in termini di risorse e posti letto».  (rvv)

Intesa tra Confesercenti e Scuola Alberghiera di Vibo

Promuovere la formazione professionale nel settore della ristorazione e dell’ospitalità, con un focus particolare sulla dieta mediterranea e sull’uso di ingredienti locali di alta qualità. È questo l’obiettivo del protocollo d’ibtesa siglato tra Confesercenti ed il Polo Professionale Ipseoa Gagliardi IIS De Filippis Prestia di Vibo Valentia.

Grazie a questa collaborazione, gli studenti avranno l’opportunità di apprendere direttamente dai professionisti del settore, partecipando a stage e laboratori pratici che li prepareranno ad affrontare le sfide del mercato del lavoro

«Siamo entusiasti di collaborare con il Polo Professionale IPSEOA Gagliardi – ha dichiarato la referente Confesercenti, Antonella Petraccaper offrire ai giovani del nostro territorio una formazione di alto livello. La nostra missione è quella di sostenere l’eccellenza enogastronomica e promuovere la cultura della dieta mediterranea, che rappresenta una delle nostre più grandi risorse» 

«Questa intesa – ha spiegato il dirigente scolastico, Eleonora Rombolàci permetterà di potenziare il nostro curriculum formativo e di garantire agli studenti un accesso diretto a esperienze pratiche in contesti professionali. Siamo convinti che la collaborazione con Confesercenti contribuirà formare i futuri leader del settore».

Il protocollo prevede anche iniziative di sensibilizzazione e promozione delle tradizioni culinarie locali, attraverso eventi, workshop e manifestazioni che coinvolgeranno l’intera comunità. Questo rappresenta un ulteriore passo verso la valorizzazione del nostro patrimonio enogastronomico e la promozione del turismo nel nostro territorio

Confesercenti e il Polo Professionale IPSEOA Gagliardi IIS De Filippis Prestia, dunque, sono pronte a lavorare insieme per creare un futuro migliore per i giovani, le imprese e la comunità, puntando sull’eccellenza e sulla qualità che da sempre caratterizzano il nostro territorio(rvv)

La Camera di Commercio presenta l’offerta dei servizi 2025

Il 28 e 29 gennaio, a Vibo Valentia e a Crotone, la Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia presenterà l’offerta dei servizi 2025.

Una full immersion di due giorni, in collaborazione con l’azienda speciale Promocalabriacentro, il Punto Impresa Digitale e Promos Italia, l’Agenzia Nazionale del Sistema Camerale per l’Internazionalizzazione, presenteranno l’offerta dei servizi, per approfondire le opportunità messe a disposizione dall’Ente camerale per sostenere i processi di internazionalizzazione.

In particolare, gli incontri si svolgeranno martedì 28 gennaio alle 15 nella sede di Vibo Valentia, mercoledì 29 gennaio alle 10 nella sede di Crotone e, infine, il 29 gennaio alle 15 nella sede di Catanzaro con la partecipazione dei referenti dell’ente camerale e della Promos Italia per illustrare nel dettaglio le iniziative rivolte a tutte le imprese.

In occasione dei tre eventi le aziende presenti potranno realizzare incontri one-to-one di approfondimento. L’offerta dell’ente camerale prevede, nello specifico, l’organizzazione di incoming di buyers esteri e iniziative commerciali in mercati internazionali, l’offerta di servizi per lo sviluppo digitale attraverso i social, l’e-commerce e marketplace e momenti di formazione tramite master e corsi executive.

Saranno, inoltre, presentate le iniziative di business che saranno predisposte nell’ambito di Expo Osaka 2025 e le finalità del bando dell’ente camerale che destina contributi per le manifestazioni fieristiche internazionali.

Per partecipazione e iscrizioni è possibile collegarsi al seguente link. (rcz) 

Il consigliere Lo Schiavo presenta mozione per riorganizzare Farmacia territoriale a Vibo

Il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo ha presentato una mozione «che impegni il presidente della Giunta regionale, nella sua qualità di commissario straordinario alla sanità, a procedere alla riorganizzazione del servizio di erogazione dei farmaci da parte della Farmacia territoriale di Vibo Valentia».

Obiettivo della riorganizzazione richiesta, è spiegato nella mozione, è quello di conseguire «una riqualificazione funzionale dell’attuale sede nonché una più efficace dislocazione del servizio in almeno due ulteriori punti di erogazione sul territorio provinciale, lungo la fascia costiera (nel presidio ospedaliero di Tropea o nei locali dell’ex ospedale di Nicotera) e nella fascia montana (nel presidio di Serra San Bruno o nell’ex ospedale di Soriano Calabro) in maniera tale da alleggerire il carico insostenibile attualmente gravante sull’unico punto di erogazione di Vibo Valentia; garantire il servizio in punti di maggiore prossimità più facilmente raggiungibili dai pazienti di altre aree della provincia; assicurare locali più accoglienti ed idonei, così alleviando le sofferenze degli utenti ed il carico di lavoro degli operatori».

La mozione prende le mosse, come si spiega in premessa, dal fatto che «per l’intero territorio della provincia di Vibo Valentia, il servizio di distribuzione diretta, di vitale importanza per gli utenti, è garantito da un unico punto di erogazione, sito in via Protettì a Vibo Valentia, in locali peraltro insalubri e poco idonei ad accogliere centinaia di pazienti provenienti da tutta la provincia; l’organizzazione del servizio di distribuzione diretta dei farmaci è gravemente inadeguata, come dimostrano le ripetute campagne di stampa, le interrogazioni rivolte al presidente della Giunta, la comune e notoria esasperazione dei cittadini utenti, addirittura i disordini e i ripetuti interventi delle forze dell’ordine; il punto di erogazione diretta rimane aperto solo per quattro giorni a settimana, con turni di quattro ore al giorno e, per tale ragione, si formano code enormi di utenti costretti a sostare all’esterno degli angusti locali nel periodo invernale al freddo ed al gelo e, nel periodo estivo, al sole ed al caldo; il servizio di prenotazione telefonica indicato negli avvisi esterni è pressoché inutilizzato poiché non è presente il personale necessario per rispondere agli utenti».

«Questa mozione che sottoporrò all’approvazione del Consiglio Regionale – ha spiegato Lo Schiavo – dopo aver fatto numerosi interventi e interrogazioni sul punto, serve a non fare calare il silenzio rispetto alle evidenti e ormai notorie problematiche che riguardano il funzionamento della Farmacia territoriale di Vibo Valentia. Un servizio indispensabile e di primaria importanza per centinaia di utenti alle prese con terapie delicatissime che, tuttavia, viene erogato all’interno di locali assolutamente inadeguati ed è purtroppo caratterizzato da notevoli disservizi mai realmente affrontati dall’Azienda sanitaria vibonese né dalla struttura commissariale regionale, nonostante le già citate numerose e costanti sollecitazioni».

«Mi auguro che, attraverso una forte presa di posizione del Consiglio regionale – ha concluso – si possa finalmente registrare una decisa inversione di marcia su questa dolorosa e odiosa vicenda». (rvv)

VIBO – Si presentano i servizi educativi museali 2025

Domani mattina, a Vibo, nel salone principale del Castello di Vibo Valentia, sede del Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi”, saranno presentati i servizi  educativi museali 2025.

Un ricco programma di giochi, laboratori sperimentali sulle produzioni agricole e artigianali del mondo antico, seminari di archeologia, workshop teatrali e spettacoli rivolti a tutti, scuole, associazioni, cittadini e turisti, reso possibile da un’apposita linea di finanziamento ministeriale.

Un servizio educativo moderno ed efficiente al servizio della crescita culturale della Città di Vibo Valentia e del suo territorio, all’insegna di un sempre maggiore impegno del Ministero della Cultura – Direzione Regionale Musei Nazionali Calabria per il rilancio del Museo vibonese, che proprio di recente è stato inserito nel Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali” del Ministero della Cultura, destinatario di un finanziamento di 1.5 milioni di euro finalizzati al restauro e riallestimento del Museo.

Ad accompagnare grandi e piccini alla conoscenza del patrimonio archeologico vibonese sarà una guida d’eccezione, il conte Vito Capialbi, l’illustre studioso ottocentesco cui è intitolato il Museo, trasformato in mitico supereroe la cui immagine aleggia ancora oggi tra le fredde mura del castello, per riapparire solo ai visitatori più curiosi, capaci di interrogare gli oggetti antichi e di ascoltarne il racconto.

Parteciperanno alla conferenza stampa, oltre al direttore del Museo Maurizio Cannatà (che coordinerà i lavori), il Direttore Regionale Musei Fabrizio Sudano, la Dirigente dell’Ambito Territoriale di Vibo Valentia dell’Ufficio Scolastico Regionale Concetta Gullì, l’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Vibo Valentia Vania Continanza, l’Assessore alla Cultura Stefano Soriano, la Responsabile della Compagnia Teatrale BA17 Angelica Artemisia Pedatella, l’Archeologio Gianluca Sapio e il responsabile del Gruppo Archeologico “Altano” Salvatore Fida.

Prevista anche la partecipazione di numerose rappresentanze di studenti e docenti delle istituzioni scolastiche del territorio che prenderanno parte in via sperimentale ai primi laboratori, che saranno poi liberamente prenotabili dalle scuole e dal pubblico a partire dal mese di gennaio 2025. (rvv)

BAKER HUGHES RESTA IN CALABRIA: 26 MLN
STANZIATI PER LO STABILIMENTO DI VIBO

di SANTO STRATI – Quando tutto sembrava perduto dopo l’assurdo ricorso al Presidente della Repubblica contro l’investimento da 60 milioni della multinazionale Baker Hughes, ecco dal cilindro di Mandrake-Occhiuto il recupero. Non ha fatto illusionismi, però, il Presidente della Regione, né ipnotizzato i suoi interlocutori, ha semplicemente esercitato il suo fascino di ammaliatore di industriali e ha convinto Baker Hughes a non scappare dalla Calabria.

Non ci sarà l’investimento da 60 milioni a Corigliano-Rossano, ma la multinazionale investirà 26 milioni di euro per potenziare lo stabilimento di Vibo Valentia. Un respiro di sollievo per tutta la Calabria, affamata più che mai di investimenti importanti per la creazione di occupazione e nuovi posti di lavoro.

«La nostra mission – ha dichiarato il presidente Roberto Occhiuto – è costruire in Calabria un contesto istituzionale favorevole all’attrazione di investimenti. Sono molto contento che aziende di primaria importanza come Baker Hughes, così come altre, abbiano trovato nella nostra Regione la sede di importanti investimenti. Continueremo le interlocuzioni con Baker Hughes per tentare di recuperare anche il resto dei 60 milioni inizialmente annunciati e farli rimanere tutti nella nostra Regione».

Occhiuto aveva incontrato ieri mattina, presso la Cittadella di Catanzaro, il presidente di Baker Hughes-Nuovo Pignone, Paolo Noccioni.

Durante la riunione – alla quale hanno preso parte anche l’assessore allo Sviluppo economico, Rosario Varì, e il vice presidente dell’azienda Paolo Ruggeri – è stato affrontato il tema degli investimenti di Baker Hughes in Calabria.

La multinazionale aveva inizialmente previsto di investire 60 milioni di euro nella nostra Regione, ma nelle scorse settimane è tramontata – com’è noto – l’ipotesi che riguardava il porto di Corigliano-Rossano.

Grazie alle interlocuzioni tra la Regione e la multinazionale, Baker Hughes ha però annunciato ieri l’intenzione di confermare ed aumentare gli investimenti per Vibo Valentia: 26 milioni di euro dei 60 rimarranno, dunque, sul nostro territorio.

Il piano per lo stabilimento vibonese, recentemente rivisto dall’azienda alla luce degli eventi che hanno interessato gli sviluppi delle proprie attività nella regione, prevede per i prossimi tre anni un investimento davvero importante, per l’appunto 26 milioni di euro – maggiore del 50% di quello inizialmente stabilito -, che porterà all’espansione delle attività industriali nel sito.

In particolare, gli investimenti sono funzionali al potenziamento del ruolo di centro di eccellenza dello stabilimento di Vibo nel panorama della catena globale di fornitura di Baker Hughes e prevedono anche la costituzione di un Engineering Digital Hub, quindi anche attività di ricerca e sviluppo ingegneristico.

Il sito Baker Hughes di Vibo è da più di 60 anni un centro di eccellenza per la saldatura, per la progettazione e la costruzione di scambiatori ad aria per diverse applicazioni nel settore dell’energia, per l’assemblaggio di centraline e per la fabbricazione e lavorazione meccanica di grossi componenti di materiale pregiato che vengono utilizzati nella produzione di compressori e turbine a gas.

Anche l’assessore Varì ha espresso viva soddisfazione per l’impegno di Baker Hugues su Vibo: «Sono molto contento che Baker Hughes, anche grazie all’ottimo rapporto instauratosi con il governo regionale, continui ad investire in Calabria, sullo stabilimento di Vibo Valentia, a Porto Salvo, dove è insediata da 60 anni e dove ha creato un ottimo rapporto con la popolazione.

La decisione dell’azienda è importante non solo per le ricadute occupazionali rilevanti che un investimento da 26 milioni di euro determinerà, ma anche perché dette risorse, oltre che per accrescere la produttività e produzione, saranno impiegate in ricerca e sviluppo, un ambito che determina di per sé attrazione di nuovi investimenti e occupazione per i giovani laureati calabresi che vorranno lavorare sul territorio per una grande azienda».

La gestione dell’investimento originariamente previsto per il Porto di Corigliano-Rossano è stata a dir poco disastrosa e non è un’opinione: l’Amministrazione Stasi aveva fatto sfumare non solo l’impegno della multinazionale, ma ispirato il completo disimpegno nei confornti della regione Calabria.

Il Presidente Occhiuto non aveva però perso le speranze e ha cercato in tutti i modi di ricucire lo strappo e riannodare i fili di una complessa trattativa fatta naufragare in modo così banale e assurdo.

Il nuovo investimento, destinato a Vibo, non solo conferma l’intenzione della multinazionale di restare sul territorio, ma lascia persino il margine (è un’idea di Occhiuto) per far destinare la rimanente parte dei famosi 60 milioni iniziali (ci sono 34 milioni in ballo) sempre sul territorio calabrese.

Senza tirare per la giacchetta alcuno, ci permettiamo di segnalare la grande opportunità che è offerta da un diverso utilizzo dell’area del Porto di Saline. Un’area immensa dove peraltro sarebbe bello immaginare il trasferimento della Hitachi Rail nell’ex Officina Grandi Riparazioni delle FS: ci sono le condizioni per invetsire e valorizzare questo territorio. (s)