Gianluca Gallo: il più bravo assessore all’Agricoltura d’Italia

di SANTO STRATI Ammirato (e sicuramente superinvidiato) per i suoi oltre 30mila voti di preferenza alle ultime elezioni regionali in Calabria, Gianluca Gallo è stato riconfermato dal Presidente Roberto Occhiuto Assessore all’Agricoltura, alla Mobilità, Aree interne e Minoranze linguistiche. Un ruolo già assegnatogli dalla compianta Jole Santelli nel 2020, nella sua breve consiliatura, poi confermato nella prima Giunta di Occhiuto nel 2022. E oggi vanta un altro invidiabile primato: è stato il primo in Italia a utilizzare nei tempi previsti tutti i fondi Ue destinati all’agricoltura. DI lui hanno detto che è il più bravo d’Italia Roberto Occhiuto (e fin qui sarebbe scontata l’affermazione, come chiedere all’oste se il vino è buono) e il ministro delle Politiche Agricole Francesco Loggobrigida, più noto per le sue gaffes che per i suoi rarissimi complimenti.

La DOMENICA di Calabria.Live D01 - 4 gennaio 2026Quando Gianluca Gallo arrivò, la prima volta alla Cittadella, a occuparsi di Agricoltura, di cui sapeva poco o niente, la prima cosa che fece fu farsi portare sul suo tavolo decine e decine di faldoni sull’attività precedentemente svolta dai suoi predecessori e sulle pratiche in sospeso. Il lavoro di avvocato lo aveva abituato a leggere migliaia di pagine in gran fretta, per individuare elementi utili ai procedimenti giudiziari di cui si occupava. Un’abitudine risultata di grande efficacia, visti i risultati da subito ottenuti dal suo Assessorato che ha brillato già dopo poche settimane dall’insediamento per l’impegno e l’attività avviata.

Gianluca  Gallo –  credo bisogna riconoscerlo –è un gran lavoratore, che crede nell’impegno preso con gli elettori, nel caso specifico con gli agricoltori: quello di trasformare il concetto stesso di agricoltura tradizionale attraverso il filtro della modernità e dell’innovazione. Una missione impossibile gli dissero in molti, sottovalutando la sua caparbietà e la testa dura da calabrese verace (è originario di Cassano allo Jonio) che quando si mette in testa una cosa riesce a realizzarla.

Il successo elettorale è, del resto, la conferma, la promozione di un lavoro ben fatto e portato a termine con entusiasmo e, soprattutto, passione. Incredibile per chi non è si mai occupato di cibo e vino se non per piacere personale, di chi sconosceva quasi completamente le dinamiche delle coltivazioni, che ignorava le problematiche dei giovani che volevano tornare alla terra, che non immaginava nemmeno minimamente tutto quello che c’è dietro il mondo dei contadini. Termine quest’ultimo desueto, ma indicativo di una trasformazione ancora in atto e di cui l’assessore Gallo è un instancabile protagonista, perché è convinto che lo sviluppo e la crescita della Calabria passi anche e soprattutto dall’agricoltura.

Del resto, nella regione ci sono coltivazioni uniche, tipicità esclusive (il bergamotto di Reggio Calabria), prodotti della terra di altissima qualità, vini che hanno raggiunto la piena maturità e trovano un costante e continuo successo a livello internazionale. Un comparto, quello dell’enogastronomia di grande peso per qualsiasi progetto di sviluppo del territorio, che naturalmente funziona setutto l’apparato agro-alimentare che sta alle spalle è adeguatamente supportato e sostenuto con iniziative e attenzioni specifiche. L’agricoltura biologica, per dirne una, in Calabria è al secondo posto nel Paese, l’export alimentare fa alzare il pil regionale e, soprattutto, cresce l’occupazione in agricoltura.

– Assessore Gallo, qual ì la situazione attuale dell’agricoltura in Calabria?

«Attualmente l’agricoltura calabrese gode di un momento di eccezionale visibilità a livello nazionale, con una maggior riconoscibilità ed un notevole peso specifico rispetto al passato. Abbiamo appena chiuso la programmazione 14-22, che ha avuto una dotazione per la nostra regione di oltre 1 miliardo e 400 milioni e che ha visto la Calabria divenire la prima regione d’Italia in termini di capacità di spesa. Alcuni hanno osservato come velocità non si traduca automaticamente in qualità. In questo caso, credo sia vero esattamente l’opposto. Anzitutto, non solo abbiamo sfatato quel luogo comune secondo il quale il Sud non è capace di spendere i fondi europei, come effettivamente accadeva in passato, ma nel corso dell’ultima seduta del Comitato di Sorveglianza abbiamo ricevuto apprezzamenti pubblici in relazione al cammino svolto negli ultimi anni: abbiamo fatto segnare il 100% di risorse spese; abbiamo concluso progetti di grande interesse strategico, come quello della banda ultralarga, che altre regioni non sono riuscite a portare a compimento, ed in più, in materia di controlli, abbiamo fatto registrare un tasso di errore pari allo 0,32%, rispetto al 9% di qualche anno fa che aveva messo a rischio la conferma dell’operatività e autonomia dell’ente pagatore Arcea.

In sostanza, dunque, si è avuto un progresso straordinario in termini di capacità e qualità della spesa, dato che in questi anni abbiamo messo a terra centinaia di bandi settoriali, specifici e non generalisti, tra i quali – giusto per citarne qualcuno – quelli per l’impianto e coltivazione di frutti tropicali e subtropicali e della frutta a guscio.

Ancora, nella nuova programmazione 23-27, nella quale abbiamo comunque salvaguardato le risorse del passato, aumentandole, abbiamo fatto molto di più.

Ad esempio, d’accordo con le organizzazioni professionali, con le quali il confronto è ora costante e positivo, siamo riusciti a sviluppare bandi su piattaforme, rendendo possibili in meno di 24 ore graduatorie provvisorie in autovalutazione, seguite nel giro di poche settimane – come accaduto per il bando Giovani e per quello riservato ai Comuni – da graduatorie definitive, per di più con una significativa intensità di aiuto, pari al 100%  per i Giovani e, per il resto, ad una media oscillante tra  il 65 ed il 75%.

Questo vuol dire, in soldoni, che su mille euro di investimenti programmati dai nostri agricoltori 750 circa sono coperti dai fondi pubblici»

– Quando si è insediato, nel 2020, qual era invece la situazione dell’agricoltura in Calabria?

All’epoca il livello di spesa del programma 14-22 era ancora quasi in una fase iniziale. Eravamo all’incirca attorno al 25%. C’era una grande sfiducia nel mondo agricolo, bisognava ricostruire il rapporto con le organizzazioni di categoria e gli agricoltori, spesso emarginati dai processi decisionali a dispetto dello spirito partecipativo imposto dalle norme comunitarie. E proprio con loro, insieme, abbiamo programmato il 23-27. Sono stati anni duri: prima il Covid, poi il conflitto russo-ucraino con l’aumento dei prezzi delle materie prime, quindi l’emergenza cinghiali, e la Tbc e la Blue Tongue, e il ripetersi in tempi stretti di fenomeni meteo sempre più estremi. Grandi problematiche di carattere generale, indubbiamente, per alcuni aspetti particolarmente accentuate in Calabria, ma nonostante tutto la nostra agricoltura è stata capace di reagire, dimostrando resilienza e prontezza di fronte agli stimoli che anche noi abbiamo dato sul piano amministrativo e legislativo, ad esempio attraverso la riforma dei consorzi di bonifica, divenendo più orgogliosa, consapevole e capace, anche nel campo della trasformazione. Non è forse ancora il momento dell’ottimismo, ma si può certo guardare al futuro con fiducia».

– Prima di approdare in Cittadella, è stato sindaco a Cassano allo Ionio, la sua città. Quanto ha pesato quell’esperienza nel nuovo corso che ha impresso all’assessorato da lei guidato?

«Tantissimo, ed in maniera determinante. Sono stato per 8 anni, tra il 2004 ed il 2012, sindaco di Cassano, la mia città, alla quale sono sempre fortemente legato e che mi ha lanciato politicamente. Un’esperienza straordinaria, caratterizzata da un rapporto viscerale tra i cittadini ed il sindaco. Ho imparato tanto, sia da un punto di vista amministrativo sia perché la mia è una città complessa, politicamente matura ed esigente, palestra di sensibilità e concretezza. La lezione più grande è stata quella di comprendere che la politica ha un senso se consente di decifrare le esigenze della comunità, con attenzione ai singoli ed alla qualità della vita. Per questo adesso, anche da assessore regionale, guardo sempre a quei giorni ed a quella esperienza, facendone bussola anche per il presente. Non a caso, ho un ottimo rapporto con i sindaci e, più nel complesso, con i territori».

– Analizziamo i vari settori agricoli: cosa è già stato fatto, con il suo assessorato, e quali sono i progetti futuri?

«Nella nuova programmazione abbiamo avuto la capacità, prima regione in assoluto, di dotarci di un piano olivicolo regionale in collaborazione con il Crea, in una terra che conta su oltre 180.000 ettari ulivetati, ed è in questo seconda solo alla Puglia, detenendo dunque un patrimonio che rappresenta uno dei principali asset del comparto agroalimentare calabrese, sul quale intendiamo puntare fortemente, tanto è vero che abbiamo messo in campo un bando da 50 milioni di euro per nuovi impianti e meccanizzazione.

Abbiamo inoltre effettuato un altro investimento importante con fondi Pnnr, destinando altri 20 milioni circa all’ammodernamento dei frantoi e organizzando corsi di assaggio e molitura per i nostri produttori, così da accrescere il livello del nostro olio Igp e Dop, che ha ottime caratteristiche e che negli anni si è evoluto notevolmente, in termini qualitativi. Una scelta fondamentale per la tutela di un settore che in passato è stato ascensore sociale in grado far progredire imprese e famiglie e che adesso va rilanciato sostenendo il prezzo dell’olio attraverso la valorizzazione della sua qualità, con un approccio tecnologico e scientifico ed un nuovo packaging che testimoniano, come visto in occasione del Sol and the city Sud svoltosi nei giorni scorsi a Catanzaro, il livello di avanzamento dei produttori calabresi in materia.

Altro esempio da richiamare è quello della zootecnia: qui abbiamo puntato sul benessere animale, portando gli investimenti annuali dai 4 milioni della vecchia programmazione ai 12 della programmazione 2023-2027 puntando sulle specificità calabresi, come la podolica. Con fiducia, in generale, guardiamo al futuro. Tra le novità attese, un bando sull’agrumicoltura, un altro dei principi asset agricoli calabresi, che presto vedrà anche un piano agrumicolo regionale. Altri investimenti, invece, riguarderanno i giovani – in agricoltura linfa vitale – e, ancora, una promozione di alto livello come fatto in questi anni».

– Parliamo di agricoltura biologica. La Calabria si posiziona al secondo posto in Italia per la produzione…

«In tale ambito sono diverse le iniziative messe in atto, a partire dal PSR 14/22 passando per il CSR 2023/2027. Siamo partiti con misure a superficie per mantenere il primato nazionale sul biologico in una regione in cui il 36,3% della superficie agricola utilizzata è bio, a fronte di una media nazionale pari al 17,4%. Per questo sull’agricoltura biologica abbiamo investito convintamente, con stanziamenti ingenti: la riteniamo fondamentale anche ai fini della tutela dell’ambiente e della prevenzione sanitaria. Ma vorremmo, in tutta onestà, che in questo ambito maturasse una consapevolezza diversa e che l’Europa considerasse il biologico non solo da un punto di vista ambientale, ma anche produttivo: se si addivenisse a tale mutamento di scenario, potremmo affacciarci con forza su nuovi mercati, come quelli del centro-nord Europa, esportando qualità e benessere».

– Parliamo della produzione vinicola, un settore in continua ascesa. Quale il ruolo dell’Assessorato nella promozione dell’immagine e dello sviluppo?

«Non abbiamo, oggettivamente, grandi numeri quanto a produzione, sebbene negli ultimi tempi si sia assistito ad una crescita costante. Ad oggi si producono poco più di 16 milioni di bottiglie, cioè quello che un’azienda performante del Veneto produce da sola. Però in questi anni, nel vitivinicolo più che in altri settori si è puntato sulla qualità delle produzioni. Sono stati assunti nelle 150 cantine calabresi enologi di statura nazionale e internazionale che con il loro lavoro hanno impreziosito la straordinaria biodiversità dei nostri vitigni identitari. Ed ancora, è stato gestito nel modo migliore possibile il trapasso generazionale da padri a figli, da nonni a nipoti, per cui tanti giovani e donne guidano sono oggi alla guida di molte cantine di pregio. Segno evidente di un’azione di rinnovamento che è il frutto anche di politiche di sostegno, come quelle basate sull’Ocm vino, e di un’intensissima opera di sostegno, attraverso la promozione: ci siamo presentati al Vinitaly, finalmente, con una nostra identità, e così anche al Merano Wine Festival e a tante altre manifestazioni nazionali e internazionali di settore, come Vinoforum a Roma, Prowein a Berlino e Paris Wine a Parigi. Non ci siamo fermati a questo. Abbiamo deciso di fare anche della Calabria la sede di eventi centrali, promuovendo un’edizione del Concour Mondial de Bruxelles, che presto sarà seguita da un’edizione specificamente dedicata ai roseti, che si svolgerà a marzo 2026 a Cirò. Ancora, abbiamo voluto il Vinitaly and the City al parco archeologico di Sibari, anello di congiunzione tra Enotria e civiltà magnogreca: lì dove tutto è cominciato, a testimoniare la validità di una formula che unisce storia, territorio, identità, produzioni agroalimentari di eccellenza. Ne abbiamo fatto due edizioni, una migliore dell’altra. All’ultima più recente ha partecipato anche il ministro Lollobrigida, certificando la bontà dell’iniziativa. Ce ne sarà adesso una terza nell’estate 2026. Tornerà inoltre il Merano Wine Festival a Cirò.

Operazioni che servono a dimostrare al Paese che la Calabria riesce ad essere attrattiva, essendo capace di fare ciò che anche altrove si fa, incentivando peraltro – attraverso le produzioni agroalimentari – anche lo sviluppo turistico del territorio».

– Tipicità: il bergamotto e la vicenda Igp. Quale attenzione verso altre specialità ancora poco valorizzate?

«C’è stata una vicenda territoriale che ha visto contrapposti due gruppi a sostegno di visioni legittime sebbene differenti, l’una propensa alla valorizzazione attraverso il riconoscimento Igp, l’altra convinta invece della bontà di quello Dop. La posizione della Regione, al riguardo, è ben nota. Abbiamo sostenuto sin dall’inizio il percorso dell’Igp, ma abbiamo sempre ritenuto che la Dop potesse garantire una tutela maggiore. A livello ministeriale ha fatto registrare passi avanti la proposta legata all’Igp e di questo siamo comunque ovviamente felici, perché è l’ennesimo prodotto la cui eccellenza, da quando rivesto il ruolo di assessore regionale all’Agricoltura, viene solennemente riconosciuta: dal cedro Dop di Santa Maria del Cedro al finocchio Igp di Isola Capo Rizzuto al rosso classico di Cirò ed al Greco di Bianco, entrambi Dop, ai quali a breve andrà ad aggiungersi anche il peperoncino Igp di Calabria, dopo un percorso tortuoso. Continueremo a lavorare intensamente per ottenere risultati analoghi anche per altri prodotti di qualità».

– Come è cambiata la figura dell’agricoltore? C’è molta attenzione verso i giovani che intendono ritornare alla terra?

«Indubbiamente, l’agricoltura di oggi non è più quella di un tempo. L’innovazione tecnologica e l’affermazione dell’intelligenza artificiale hanno modificato scenari e metodologie. Per questo il comparto deve aprirsi sempre più al rinnovamento e all’evoluzione, naturalmente senza perdere di vista valori antichi e il senso di attaccamento alla terra che dalle nostre parti è stato argine al depauperamento e, per molti aspetti, anche all’avanzare dei fenomeni di dissesto idrogeologico.

In proposito, per stimolare il passaggio di testimone intergenerazionale, abbiamo favorito l’insediamento di 500 giovani con la programmazione 2014-2022, mediante un bando del 2018. Ne inseriremo a breve altri 400 con un nuovo bando, ma faremo in modo che tale numero possa crescere fino a favorire l’ingresso di ulteriori 1.000 giovani agricoltori, da sostenere con 100.000 a fondo perduto, d’accordo con le organizzazioni professionali, perché possano poi prendere parte ad altri bandi».

– Posso chiederle della sua vita privata? Cosa c’è oltre il politico e l’assessore?

«Sono felicemente sposato e padre di due figli. A loro, a mia moglie, anche lei avvocato, devo tanto, probabilmente tutto: hanno sempre accompagnato senza riserve il mio cammino, anche quando questo ha comportato, inevitabilmente, la compressione di spazi e tempi. Mi sono stati accanto ogni istante, rendendomi così ancor più forte, intimamente».

– I ricordi della giovinezza, l’Università…

«Ho sempre vissuto tra Catanzaro, la città d’origine di mia madre, e Cassano, paese natale di mio padre. Qui ho frequentato le scuole, prima di avviare gli studi universitari, senza però mai recidere il legame con le origini. Ma Cassano è stata importante anche sotto il profilo politico: alla fine degli anni Ottanta la mia passione per la politica, che si era sviluppata in me già nella fase adolescenziale – quando ancora tredicenne restavo chiuso in casa a raccogliere dati elettorali da esaminare poi per giorni, fantasticando su scenari, evoluzioni e dinamiche – incontrò quella di altri giovani che, come me, nutrivano la stessa passione.

– Come è maturato, poi, il suo impegno in politica?

«All’epoca fu Alfonso Samengo, oggi vicedirettore del Tg2 e mio compaesano, a coinvolgermi in un percorso che mi portò poi ad approdare al movimento giovanile della Democrazia Cristiana. Lì incontrai, tra gli altri, l’ex capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Mimmo Bevacqua, e l’attuale presidente della Regione, Roberto Occhiuto, a quel tempo vicedelegato provinciale. Insieme movemmo i primi passi. Ci siamo ritrovati – ed in qualche caso, sfidati – più volte. Ma quel cammino mi ha permesso di arrivare oggi a ricoprire un ruolo di primo piano e di grande importanza, proprio al fianco del Presidente Occhiuto, cui va il mio grazie per avermi coinvolto – come già aveva fatto la compianta presidente Iole Santelli – in un lavoro di squadra di notevole responsabilità attraverso il quale, spero anche con il mio contributo – si sta riuscendo nell’impresa di cambiare la narrazione e le sorti della nostra terra.

I calabresi hanno compreso che è finito il tempo delle lamentazioni, per rendersi interpreti e protagonisti della propria vita. Con tenacia, ingegno, spirito di sacrificio, rimboccandosi le maniche e puntando sulle risorse della Calabria e sul proprio lavoro: sembrava impossibile, è invece quel che accadeva e accade – sempre più spesso – quotidianamente. Non si è più marginali e ultimi in tutte le classifiche e il resto d’Italia guarda a noi come modello da seguire in molti ambiti. Certo, molta strada resta ancora da fare, ma un cammino è iniziato, e può considerarsi irreversibile. Per fortuna».

L’intervista di Calabria.Live al Presidente Roberto Occhiuto

di SANTO STRATI – Buongiorno Presidente.

– È stata una campagna elettorale brevissima, ma intensa. Aspra e feroce, con frequente mancanza di fair play da entrambi le parti. Se dovesse dare una valutazione, spassionata, sul suo impegno – obiettivamente notevole – in questa campagna elettorale che voto si darebbe? Può spiegare, a elezioni vinte, qual è stata – a suo avviso – la strategia vincente?

«Sono un perfezionista, e non mi accontento mai. Quindi mi do 8. È stata una campagna elettorale dura, purtroppo anche cattiva. Io l’ho condotta con grande serietà, raccontando ai calabresi tutto ciò che ho fatto in questi quattro anni e spiegando loro come avrei voluto continuare a cambiare la Regione. Penso sia stata premiata la mia concretezza, la mia autorevolezza, il fatto che i cittadini hanno potuto vedere quanto realizzato dandomi dunque fiducia per i prossimi cinque anni. Non ho fatto promesse roboanti, ho avanzato proposte sostenibili e nelle quali credo».

– Quali ritiene siano state le cose della campagna elettorale che oggi non rifarebbe? Può, comunque darne una spiegazione? Ha teso la mano al suo avversario Tridico, che molto elegantemente le ha fatto i complimenti non appena si è visto come la sua vittoria era ormai scontata. Probabilmente, il prof. Tridico tornerà a Bruxelles. Pensa davvero di poter davvero costruire una collaborazione trasversale con lui?

«Come le dicevo sono un perfezionista. Dunque, rifarei tutto, migliorandolo. Tutti coloro che vogliono collaborare per il bene della Calabria troveranno sempre porte aperte. Spero, in questa legislatura, di avere un’opposizione più stimolante e collaborativa. Negli scorsi quatto anni, tranne qualche rara eccezione, la sinistra non ha mai partecipato attivamente alla vita politica regionale: tanti attacchi politici, nessuna proposta concreta».

– Come valuta il lavoro della stampa in questa campagna elettorale? Da politico navigato è certamente in grado di esprimere un giudizio non affrettato o di maniera. Com’è cambiata la comunicazione politica su stampa, radio e tv da quando lei è entrato in politica? Che giudizio dà sui social, spesso sguaiati e dispensatori seriali di fake news e falsità, pur immediatamente riconoscibili come tali?

«Soprattutto nella fase precedente alla presentazione delle liste abbiamo avuto, contro il sottoscritto, una campagna mediatica e di odio senza precedenti. Per settimane alcuni media hanno inventato di tutto pur di tentare di indebolirmi. Fake news, attacchi, falsità che purtroppo hanno coinvolto anche i miei figli. Qualcuno si è inventato anche un genere letterario, le ‘voci’. Voci che dicevano questo, voci che dicevano quello. Quelle voci sono rimaste voci, chissà se mai esistite, certamente mai verificate, e chi sentiva le voci avrà dovuto fare una scorta di limoni e bicarbonato».

– Quali sono – secondo lei –  i punti del suo programma che hanno convinto i calabresi a ridarle fiducia? O ritiene sia prevalsa soltanto la fiducia conquistata in quattro anni di governo regionale?

«Come le dicevo prima, i calabresi hanno potuto sperimentare in questi quattro anni la mia concretezza. Se dico una cosa, poi la faccio. Altri promettevano migliaia di assunzioni e reddito di cittadinanza per tutti. Io raccontavo i risultati raggiunti nel corso della prima legislatura e lanciavo proposte mirate e precise. È stata premiata la serietà e la visione».

– I primi cento giorni sono, per ogni presidente, un momento importante per indicare il percorso che si intende seguire. Quali sono le sue priorità e quali interventi ha in mente di attuare da subito?

«Una delle prime cose che farò sarà il ‘reddito di merito’. Come ho raccontato in campagna elettorale, la migrazione nella nostra Regione inizia spesso all’Università. Chi va a studiare fuori difficilmente poi torna in Calabria. Eppure abbiamo Atenei straordinari, che il Censis inserisce tra i migliori d’Italia. Dunque voglio dare un incentivo, legato al merito, ai ragazzi calabresi che scelgono le nostre Università: 500 euro al mese a chi sarà in corso con gli esami previsti e avrà almeno la media del 27».

– La sanità è il “lato oscuro” della regione: quale strategia potrebbe trasformare – a suo avviso – quell’ “è” in “era”? Alcune sue scelte molto criticate (tipo il reclutamento dei medici cubani) sono state poi adottate anche da altri governatori…

«Il prossimo obiettivo sarà quello di liberarci dalle camicie di forza del commissariamento prima e del piano di rientro dopo. Subito dopo, tornando dopo 15 anni nel pieno governo della sanità, saremo finalmente nelle condizioni di poter riformare radicalmente il sistema sanitario regionale. Il nostro piano prevede l’accorpamento di tutti gli ospedali provinciali (sia Spoke che Hub) sotto uniche Aziende ospedaliere provinciali, con le Aziende sanitarie provinciali che invece saranno specializzate esclusivamente sull’assistenza territoriale (gestione e organizzazione delle case di comunità e degli ospedali di comunità, delle Aggregazioni funzionali territoriali, dei medici di medicina generale, delle guardie mediche, degli ambulatori, degli erogatori convenzionati di prestazioni sanitarie). Con questa grande riforma avremo un’immediata ottimizzazione organizzativa, nella gestione delle risorse, del personale, dei posti letto».

– Ha in mente un piano di incentivazioni per far tornare i medici calabresi in Calabria? Negli ospedali del Nord o di Roma, solo per fare un esempio, la lingua più parlata è il dialetto calabrese (quello dei medici e quello dei pazienti che vanno lì a farsi curare). E lo stesso vale per gli infermieri e i tecnici di laboratorio: molti hanno le famiglie al Sud e tornerebbero di corsa. È solo un problema di soldi?

«Se in anni complessi siamo già riusciti a realizzare riforme profonde e migliaia di nuove assunzioni, con l’uscita dal commissariamento la Calabria sarà pronta a varare un vero e proprio maxi-piano di reclutamento di medici e infermieri, per dare ancora più forza e futuro alla nostra sanità. Già nel 2026 potremo assumere circa 1.300 unità di personale di cui circa 350 medici, 375 infermieri, 181 operatori sociosanitari e il restante negli altri ruoli.

Avremo, inoltre, un piano strategico per reclutare nuovi medici, attraverso speciali incentivi economici che utilizzeremo per attrarre camici bianchi in servizio o pensionati che vogliono venire a risiedere e a lavorare in Calabria».

– La Calabria le ha ampiamente confermato la fiducia che già le aveva concesso nel 2021. Dopo quell’elezione su “Calabria.Live” abbiamo scritto che aspirava a diventare il Presidente dei calabresi e non della Calabria. A che punto ritiene di essere, oggi, in questo ammirevole proposito? È stato il presidente di tutti i calabresi o di una parte? E in questo caso cosa ha impedito la realizzazione di progetti che avrebbero trasformato il territorio? Fermo restando che ha davanti a sé cinque anni per portare a termine la sua visione…

«Mi sono sempre comportato come il presidente di tutti i calabresi, e continuerò a farlo. Come ho detto subito dopo la vittoria, dopo una campagna elettorale dai toni spesso feroci, adesso la Regione ha bisogno di una fase di pacificazione. Spero di avere un’opposizione incalzante, ma consapevole della reciproca necessità di abbassare i toni, per il bene della Calabria e dei calabresi”.

– Il capitale umano di cui dispone la Calabria è immenso e potrebbe davvero cambiare il volto di questa terra. Lei ha introdotto una narrazione diversa – bisogna dargliene atto – indicando una Calabria positiva che utilizza i suoi giovani e le sue donne per costruire il futuro delle nuove generazioni. Ma intanto ancora troppi cervelli sono costretti a fare la valigia, sapendo che hanno quasi sempre un biglietto di sola andata. Come pensa di fermare quest’esodo che si traduce in un impoverimento del territorio?

«Sta cambiando la percezione della nostra terra, in Italia e nel mondo. Non più come territorio segnato solo da problemi irrisolti, ma come una Regione che vuole e sa raccontare le proprie eccellenze. La Calabria, oggi, non è più la Regione che subisce le narrazioni altrui: è la Regione che scrive la propria storia, che rivendica con orgoglio la propria identità e che guarda al futuro, ai prossimi cinque anni, con la certezza di poter offrire al Paese e al mondo il meglio di sé. Le ho raccontato della mia ricetta per tentare di far restare quanti più giovani possibile. Sul resto continueremo a lavorare per attrarre investimenti e dunque opportunità. Il futuro di un territorio non si costruisce con l’assistenzialismo, ma con lo sviluppo e la crescita. Dobbiamo creare sempre più un habitat regionale ideale per le imprese e per le multinazionali che voglio scommettere sulla Calabria».

– Lo spopolamento non è solo un fenomeno calabrese. Borghi troppo piccoli sempre più abbandonati, dove rimangono solo gli anziani. Cosa ha in mente per rigenerare questi paesi, cui non bisogna sottrarre l’identità ma garantire servizi e innovazione. In quest’ultimo caso la rete è scarsa ed è difficile pensare di promuovere il South Smart Working se non ci sono connessioni a ultra banda che permettano il lavoro da remoto.

«Per contrastare il fenomeno dello spopolamento e favorire il ripopolamento dei piccoli comuni delle aree interne, la Regione attiverà il programma “Casa Calabria 100”, che prevede la concessione di un contributo fino a 100.000 euro destinato all’acquisto e alla ristrutturazione di abitazioni. Il contributo sarà riconosciuto a quanti decideranno di trasferire la propria residenza in un comune delle aree interne, con l’obiettivo di generare nuova domanda abitativa, stimolare l’economia locale attraverso il comparto edilizio e contribuire al rilancio sociale ed economico dei borghi calabresi».

– A Reggio e a Crotone si è tornati a volare. E nessuno può toglierle il merito. Ma non crede che la Calabria abbia bisogno di un grande piano per allargare la ricettività e i servizi turistici? Non basta far arrivare gli stranieri (che irrimediabilmente si innamorano subito di questa terra) ma bisogna offrire loro servizi, logistica, mobilità. E disegnare percorsi alternativi al tradizionale binomio mare/montagna. C’è il turismo culturale, religioso, quello degli escursionisti, etc. E quello delle radici.

«Noi abbiamo portato migliaia di turisti, soprattutto stranieri, con numeri record per tutti gli aeroporti calabresi. Bisogna continuare a migliorare le strutture ricettive, in Calabria abbiamo bisogno di alberghi a 5 stelle, e sulla mobilità: da qualche tempo abbiamo anche Uber. Per sviluppare questi punti occorre stimolare le imprese e attrarre investimenti. Ma mi aspetto tanto dagli imprenditori e dai giovani calabresi che vogliono mettersi in gioco. Noi stiamo mettendo a disposizione la canna da pesca e l’esca, ma adesso serve che qualcuno inizi realmente a pescare».

– I calabresi del mondo sono rappresentati all’interno della Regione da una Consulta voluta da una legge del lontano 2000. La Consulta in 25 anni ha finanziato con grande parsimonia tarantelle e sagre della salsiccia negli Stati Uniti e in Canada, solo per fare qualche esempio, ma in realtà dovrebbe diventare, con le necessarie risorse, il motore propulsore di un modello di attrazione non solo turistica per chi vuole riscoprire le proprie radici, ma un attrattore formidabile per investimenti di calabresi che hanno fatto fortuna all’estero e amerebbero fare impresa nella propria terra. Quale sarà il suo impegno in questo senso? Concorda sul grande patrimonio costituito dai calabresi nel mondo e di quanto possa valere il loro essere testimonial (gratuiti) della propria terra?

«Credo che i calabresi nel mondo rappresentino uno strumento importante per lo sviluppo e la promozione della nostra regione a livello culturale e la Consulta è senz’altro un’opportunità per costruire un ponte necessario per il ritorno dei cittadini calabresi sparsi nel mondo. Io credo molto nel Turismo delle radici. Nel Piano di promozione del turismo 2025 abbiamo inserito, tra le azioni prioritarie, anche il progetto “Turismo delle radici 2025. Il Giubileo dei Calabresi”. La promozione della riscoperta delle origini ha anche ricadute significative da un punto di vista economico e di sviluppo del territorio, soprattutto in termini di contrasto allo spopolamento dei nostri borghi. Mi piacerebbe che la Calabria si vestisse a festa per uno-due mesi all’anno e in questi due mesi potesse accogliere tutti i calabresi di seconda, terza, quarta generazione incentivando l’arrivo in Calabria magari attraverso la contribuzione sui biglietti aerei».

Roberto Occhiuto: mi dimetto e mi ricandido
Non mi farò fermare da politicanti da strapazzo

Il Presidente Occhiuto annuncia le sue dimissioni, ma chiarisce subito che si ricandiderà lasciando ai calabresi di decidere il futuro della Calabria: «Ma perché quando qualcuno cerca di fare qualcosa di buono in questa Regione, tanti altri – che godono solo per il fallimento della Calabria – vorrebbero fermarlo? È quello che sta succedendo oggi in Calabria». In un video «vi porto a vedere quante opere si stanno realizzando e quante oggi si vorrebbero fermare. Chi vorrebbe fermarle, la magistratura? No, io non ce l’ho con la magistratura. Non cambio idea: ho sempre detto che in una Regione complicata come la Calabria i magistrati devono fare il loro lavoro serenamente. D’altra parte, io ho chiarito ogni cosa, non ho nulla da temere dall’inchiesta giudiziaria. Ce l’ho con tutti questi politici di secondo piano, tutti questi che in politica non hanno mai realizzato nulla per la Calabria in tanti anni. Ce l’ho con questi odiatori, con queste persone arrabbiate con la vita, che tifano per il fallimento della Calabria, che quasi sono contenti quando si parla male della Calabria. Ce l’ho con questi che utilizzano l’inchiesta giudiziaria come una clava per indebolire o per uccidere politicamente il presidente della Regione: non sarà così». (dg)

Regione, aumentate le corse e collegamenti per il periodo estivo

La Giunta regionale, guidata dal presidente Roberto Occhiuto, ha approvato, su indicazione dell’assessore regionale Gianluca Gallo, la programmazione dell’intensificazione dei servizi di trasporto pubblico locale, ferroviario e su strada, finalizzato ad assicurare collegamenti stagionali estivi, anche in occasione di eventi di particolare rilevanza.

In particolare, il rafforzamento dei servizi di trasporto pubblico ferroviario regionale riguarda due coppie di corse aggiuntive sul percorso via Tropea (direzione Lamezia Terme centrale-Reggio Calabria centrale) tutti i sabati dei mesi di luglio e agosto nella fascia serale come già effettuate nella stagione 2024.

Sempre su indicazione di Gallo è stato anche deliberato il progetto preliminare pluriennale For.Italy2 riguardante l’informazione e la formazione professionale per il settore forestale italiano, nonché lo schema di accordo pubblico. Il progetto si configura come strumento ottimale per l’attuazione dei criteri minimi perla formazione professionale degli operai forestali.

Un altro atto dell’assessore Gallo ha riguardato il regolamento sulla disciplina del “Carpfishing”, una tecnica di pesca sportiva sempre più diffusa, che prevede la cattura della carpa (Cyprinus carpio) con modalità selettive, rispettose dell’ambiente e del benessere animale. Il regolamento consente l’esercizio del Carpfishing nelle acque interne della Regione Calabria, esclusivamente nei tratti in cui è consentita la pesca sportiva e ricreativa.

Il testo normativo stabilisce le modalità di esercizio, le limitazioni e i requisiti richiesti per lo svolgimento di questa pratica, allineandosi alle migliori prassi nazionali ed europee in materia di pesca sostenibile. L’approvazione del regolamento rappresenta un passo avanti per la regolamentazione e la valorizzazione della pesca sportiva come attività ricreativa, educativa e turistica, capace di generare economia locale nel rispetto dell’ambiente.

Approvati, poi, tre provvedimenti in materia di Lavoro, ambiente, turismo e formazione dell’assessore Giovanni Calabrese.

Deliberato l’aggiornamento al Piano per l’occupazione 2023/2029 – nel quale sono individuati gli interventi a valere sul Pr Calabria Fesr-Fse+ 2021/2027, con l’integrazione di questi ulteriori progetti: Avviso impresa sicura, Avviso Oikos Calabria, certificazione delle competenze digitali, implementazione del sistema della certificazione delle competenze, In.Tur – incentivi all’occupazione alle imprese che operano nella filiera turistica e Avviso formazione continua.

Con un’altra delibera è stata approvata la variazione delle risorse finanziarie del “Piano di Azione 2021-2027 Biodiversità ed Aree protette-azioni di tutela, conservazione valorizzazione e fruizione del sistema delle aree protette, della Rete Natura 2000 e delle infrastrutture verdi”.

L’azione si è resa necessaria allo scopo di rafforzare gli interventi relativi alle azioni di sensibilizzazione, informazione e promozione ambientale e, inoltre, per far fronte alla significativa richiesta di sostegno avanzata dalle Associazioni ambientaliste per progetti di tutela ambientale anche a seguito dell’avviso pubblico regionale “Conservare, ripristinare e tutelare gli habitat e le specie della Rete natura 2000”.

Approvata anche la proposta di integrazione del Comitato tecnico, che ha il compito di supportare, facilitare e orientare, negli adempimenti obbligatori e nel rispetto dei criteri previsti dal programma, i Comuni rivieraschi che intendono conseguire il prestigioso riconoscimento della Bandiera Blu. L’integrazione riguarda i seguenti soggetti (o loro delegati): il dirigente generale del dipartimento Turismo, Marketing territoriale, Trasporto pubblico locale e Mobilità sostenibile, i direttori generali dell’Ente Parchi Marini della Calabria e dell’Arpacal, il sindaco pro tempore di almeno un Comune insignito del riconoscimento della Bandiera Blu, indicato da Anci.

È stato altresì deciso il recepimento delle Linee guida per i corsi di formazione preparatori alla professione di Agente di affari in mediazione, attuate dalla Conferenza delle regioni a febbraio 2024. Le modifiche si sono rese necessarie per uniformare i corsi dal punto di vista standard a livello nazionale.

La Giunta, poi, su proposta congiunta dell’assessore allo Sviluppo economico e Attrattori culturali, Rosario Varì, e dell’assessore Calabrese, ha adottato un provvedimento di recepimento dei principi del Decreto legislativo 190/2024. I

l provvedimento è riferito a misure di coordinamento e semplificazione dei procedimenti autorizzativi relativi alla costruzione ed esercizio degli impianti alimentati da Fonti di Energia Rinnovabile.

Su indicazione dell’assessore Varì è stato, inoltre, istituito il Fondo “Tecnologie Step” (TecStep), un nuovo strumento finanziario con una dotazione complessiva di 100 milioni di euro, volto a sostenere e attrarre investimenti strategici nei settori delle tecnologie digitali avanzate, delle tecnologie deep tech e delle tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse. È rivolto al sostegno di tutte le imprese innovative e promuove la localizzazione in Calabria di investimenti ad alto valore aggiunto nei settori chiave per il futuro dell’Europa.

L’obiettivo del TecStep è quello di favorire lo sviluppo e la fabbricazione di tecnologie critiche ad alto impatto economico, ridurre le dipendenze strategiche e rafforzare le catene del valore industriali, generare nuova occupazione qualificata in Calabria. Il Fondo si inserisce nell’ambito del Programma regionale Calabria Fesr Fse+ 2021/2027 che istituisce la piattaforma Step per le tecnologie strategiche per l’Unione europea potenziando la capacità produttiva nelle filiere tecnologiche critiche, promuovendo l’efficienza energetica e favorendo la transizione digitale e verde.

Deliberati, inoltre, altri tre importati atti dell’assessore alle Politiche sociali, Caterina Capponi.

Approvata la programmazione delle risorse per le politiche sociali relative al Fondo regionale (Frps) per il 2025 e al Fondo nazionale (Fnps) per il 2024. Il Frps dispone di 15 milioni di euro, di cui 13,5 milioni destinati agli Ambiti territoriali sociali (Ats) per interventi a favore di famiglie, minori e anziani autosufficienti, mentre il 10% finanzierà progetti innovativi e formazione. Il Fnps assegna circa 17 milioni di euro, con almeno il 50% vincolato all’area famiglia e minori e fondi specifici per interventi mirati come affido e dimissioni protette. La ripartizione delle risorse tra Ats avviene secondo criteri di equità basati sulla popolazione (60%) e sui posti accreditati (40%).

Istituito anche l’Osservatorio regionale dei servizi sociali e delle condizioni di povertà e disagio sociale, in linea con la Legge regionale 23/2003. L’Osservatorio avrà il compito di raccogliere e analizzare dati sui bisogni sociali e sull’offerta dei servizi in Calabria, per migliorare la programmazione delle politiche sociali regionali. Parteciperanno rappresentanti del dipartimento regionale Salute e Welfare, dell’Ufficio statistico regionale, nonché di Upi e Anci Calabria. Sarà inoltre utilizzata una scheda indicatori uniforme per tutto il territorio.

Infine, l’altra delibera dell’assessore Capponi approvata dalla Giunta ha riguardato l’adeguamento della Programmazione regionale del Fondo per la non autosufficienza 2022–2024, in recepimento delle indicazioni del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. L’aggiornamento riguarda esclusivamente le tabelle di riparto finanziario per gli anni 2023 e 2024, che sono state modificate per incrementare i servizi sociali diversi dall’assistenza integrata, in linea con i Livelli essenziali delle Prestazioni sociali (LePs) previsti dalla normativa nazionale. Le risorse totali assegnate alla Calabria per il triennio superano i 90 milioni di euro, includendo anche i fondi per i progetti di Vita indipendente e il rafforzamento dei servizi nei punti unici di accesso. (rcz)

Incendi, l’assessore Gallo: Con Occhiuto -77% di ettari di bosco andati in fumo

«La nostra regione negli ultimi anni è diventata un modello nazionale tanto che “Tolleranza Zero”, l’operazione ideata e messa in campo dalla Regione Calabria per arginare gli incendi, contrastare gli incendiari e i piromani, e monitorare il territorio attraverso l’utilizzo dei droni, è diventata una buona pratica che la Protezione civile nazionale ha voluto diffondere anche nelle altre Regioni Italiane». È quanto ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, sottolineando come «sulla gestione della prevenzione degli incendi in Calabria, il Partito Democratico non sa di cosa parla».

«Agli esponenti del Pd – ha aggiunto – basterebbe ricordare quando in tutti gli anni in cui erano alla guida della Regione, invocavano addirittura l’aiuto dell’esercito per le devastazioni incendiarie subite nei nostri territori. Basti pensare che soltanto in nove mesi del 2017, la Calabria fu devastata con oltre 400 km quadrati andati in fumo. Vale a dire che nella nostra regione furono ridotti in cenere l’equivalente di 60mila campi di calcio di zone boschive. Poco meno della superficie totale bruciata a livello nazionale: 514 km, secondo i dati diffusi ieri dall’Ispra».

«Dall’insediamento del presidente Occhiuto e a partire dall’estate 2022 – ha ricordato – è stata avviata, invece, una gestione ordinaria e sistemica della prevenzione antincendi, portata avanti anche grazie alla preziosa collaborazione dell’Arma dei Carabinieri, attraverso l’utilizzo dei droni e della Control Room, un sistema di monitoraggio e telecontrollo, all’interno della Cittadella regionale, finalizzato a garantire maggiore tempestività negli interventi».

«Grazie a questo innovativo sistema di monitoraggio e di prevenzione – ha proseguito – solo nel 2024, la Calabria ha avuto -77% di ettari di bosco andati in fumo rispetto al 2021. Questo perché attraverso l’uso dei droni i roghi sono stati individuati prima e, con l’ottimizzazione delle risorse operative sul territorio, si è potuto agire tempestivamente per non far degenerare gli incendi. È chiaro che in ambito nazionale, la nostra regione per le caratteristiche del territorio, è certamente tra le più colpite dall’emergenza incendi, ma è anche vero che rispetto al passato i numeri dei roghi e delle devastazioni boschive sono enormemente diminuiti».

«Ci vuole coraggio ad affermare il contrario e davvero poca memoria – ha continuato – per non avere coscienza di come sia stato gestito il fenomeno ai tempi dei governi regionali Pd. I calabresi sanno perfettamente che la loro sicurezza ambientale sarà garantita anche nei prossimi mesi col massimo dell’impegno e della professionalità, nonostante i problemi dei roghi connessi all’aumentare delle temperature estive, perché c’è un sistema imponente sul piano delle forze umane e tecnologiche messo in campo dall’attuale governo regionale, che, a differenza dell’immobilismo del passato, ha già dimostrato di essere efficace».

Se prevale la logica del sospetto… Occhiuto nel tritacarne mediatico

di SANTO STRATI –Non sappiamo quali saranno i riscontri dell’apparizione televisiva del Presidente Occhiuto a Quarta Repubblica, ma  permetteteci, con franchezza, di manifestare una vistosa riserva. Quella che doveva essere un’autodifesa “pubblica” rischia di diventare un autogol, alimentando – ahimè – la logica e perversa cultura del sospetto. In Calabria, e non solo, la frase più generosa che si coglie in giro è “qualcosa c’è sotto”, e già questo alimenta il circo mediatico dell’odio politico e dell’invidia sociale: nel tritacarne c’è finito Roberto Occhiuto e non per la sua instancabile (e davvero logorante) attività politica in favore della Calabria (e su questo crediamo non ci siano riserve a concordare su un impegno ai limiti, considerando anche i postumi di una difficile operazione al cuore), ma su un’indagine “vecchia”, guarda caso rispolverata dal quotidiano Il Domani il giorno dopo il suo annuncio della volontà di ricandidarsi.  Non sta a noi giudicare eventuali ipotesi di reato, ma concordiamo col Presidente che azioni giudiziarie “preventive” (ma a scoppio ritardato) di questo genere contribuiscono solo a demolire la già malconcia reputazione della Calabria. Ben vengano le indagini e si perseguano i reati, ci mancherebbe altro, ma alla magistratura, sommessamente, bisognerebbe chiedere di non dimenticarsi di applicare un po’ di buonsenso. Facile distruggere politicamente chiunque, pressoché impossibile riparare ex-post ai guasti provocati, ove risulti la magica formula “il fatto non sussiste”. Peccato che, quando arriva, troppo tempo è passato, troppe reputazioni (colpevolmente) smantellate, troppi destini cambiati e, qualche volta, vite distrutte. Finisca il cerchio mediatico del sospetto, non se lo merita l’Occhiuto di turno, né tantomeno i calabresi. (s)

Pubblicato Avviso per Co-progettazione per inclusione delle persone sorde e con ipoacusia

È stato pubblicato l’Avviso pubblico finalizzato alla costituzione di un partenariato per la co-progettazione e la successiva gestione di un intervento da candidare al finanziamento nell’ambito del Fondo per l’inclusione delle persone sorde e con ipoacusia, istituito con Decreto del Ministro per le Disabilità dell’8 gennaio 2025. Lo ha reso noto l’assessore regionale alle Politiche Sociali, Caterina Capponi, spiegando come «questo Avviso rappresenta un passo concreto verso una società più giusta, inclusiva e accessibile per tutti».

Il fondo, destinato all’annualità 2023, assegna alla Regione Calabria una quota pari a 204.751,00 euro, da impiegare per sostenere progetti aggiuntivi rispetto alla programmazione regionale, orientati a promuovere una piena ed effettiva inclusione sociale delle persone sorde e con ipoacusia.

«Con queste risorse – ha spiegato – intendiamo potenziare strumenti e servizi che rendano effettiva la partecipazione delle persone sorde e con ipoacusia alla vita sociale, culturale e istituzionale. Non si tratta di buone intenzioni, ma di un impegno reale per trasformare i diritti in opportunità quotidiane. È nostro dovere istituzionale agire per ridurre le disuguaglianze e sostenere le persone più fragili con azioni concrete e misurabili».

I progetti potranno riguardare una o più delle seguenti finalità: promuovere la conoscenza e l’uso della Lingua dei Segni Italiana (LIS) e della Lingua dei Segni Italiana Tattile (LIST); potenziare i servizi di interpretariato per facilitare l’accesso delle persone sorde ai servizi pubblici, inclusi quelli di emergenza; favorire l’utilizzo di tecnologie innovative per abbattere le barriere della comunicazione e dell’informazione, anche per le persone che utilizzano protesi acustiche o impianti cocleari.

Possono partecipare alla co-progettazione, in forma singola o associata, i seguenti soggetti: Enti del Terzo settore iscritti al RUNTS, con sede legale e/o operativa in Calabria alla data di pubblicazione dell’Avviso; Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS); Cooperative sociali e loro consorzi, iscritti al Registro regionale delle cooperative sociali e con attività coerenti con l’art. 6 della L.R. n. 28/2009.

Con questo Avviso l’assessorato rinnova il proprio impegno per la promozione dei diritti e delle pari opportunità, in un percorso di inclusione che vada oltre le enunciazioni di principio e si traduca in risposte efficaci e tangibili per il territorio. (rcz)

Presentato Avviso “Sport e Periferie 2025”

È stato pubblicato l’Avviso pubblico “Sport e Periferie 2025”, promosso al Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Lo ha reso noto l’assessore regionale allo Sport, Politiche Giovanili e Infrastrutture Sportive, Caterina Capponi.

L’iniziativa, che mette a disposizione risorse senza precedenti – 110 milioni di euro, cui si aggiungeranno ulteriori 70 milioni provenienti dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione – rappresenta un’opportunità concreta per i Comuni calabresi di investire sul miglioramento e sull’efficientamento delle infrastrutture sportive locali, con un forte impatto sul benessere delle comunità e sull’inclusione sociale.

«Lo sport – ha detto l’assessore Capponi – è uno strumento straordinario di coesione e rigenerazione sociale, soprattutto nelle aree periferiche e fragili della nostra regione. Le infrastrutture sportive non sono solo luoghi di pratica fisica, ma veri e propri presìdi educativi e aggregativi. Invito con forza tutti i Comuni della Calabria a partecipare a questo bando, cogliendo un’opportunità unica per valorizzare il patrimonio sportivo pubblico e investire nel futuro delle nostre giovani generazioni».

L’ assessore Capponi ha rivolto, inoltre, un plauso al Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e al Governo, per la visione strategica e per l’impegno concreto nel rendere lo sport un diritto realmente accessibile e un motore di trasformazione sociale.

«La scelta di investire in modo così significativo in infrastrutture sportive – ha spiegato Capponi – testimonia la volontà di affrontare con coraggio le disuguaglianze territoriali, partendo proprio da quelle realtà dove più forte è il bisogno di riscatto e di opportunità».

L’Avviso si articola in due linee di intervento: Linea A, rivolta a Comuni con almeno 5.000 abitanti (o che raggiungano tale soglia tramite accordi tra Comuni limitrofi), per la riqualificazione di impianti sportivi esistenti. Il contributo massimo per ciascun intervento è pari a € 1,5 milioni.
Linea B, riservata a Comuni con più di 15.000 abitanti, per la realizzazione di Palazzetti dello sport secondo modelli progettuali forniti da Sport e Salute S.p.A.. Il contributo massimo è pari a 3 milioni di euro.

In entrambi i casi è prevista la compartecipazione finanziaria dei Comuni beneficiari. Le domande possono essere presentate esclusivamente tramite la piattaforma dedicata del Dipartimento per lo Sport, disponibile all’indirizzo: https://avvisibandi.sport.governo.it/, dalle ore 12:00 del 5 maggio 2025 e fino alle ore 12:00 del 16 giugno 2025.

L’ assessore Capponi ha sottolineato, inoltre, l’importanza della visione istituzionale condivisa alla base del bando: «La sinergia tra Stato, Regioni ed Enti Locali è oggi più che mai fondamentale per dare attuazione a politiche inclusive e durature». (rcz)

Mercoledì i sindaci incontrano Occhiuto per variante SS 106

Mercoledì i sindaci degli otto Comuni della Vallata Stilaro-Allaro e una delegazione del Comitato spontanea 106, incontreranno in Cittadella regionale il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per discutere della «nuova variante della Statale 106 che attraversa la città di Caulonia dal km 118+650 al km 121+500, affinché si possa individuare una soluzione più adeguata possibile alle istanze dei comuni della Vallata dello Stilaro-Allaro».

Lo ha reso noto il sindaco di Caulonia, Francesco Cagliuso, a margine dell’incontro operativo che si è svolto sabato mattina presso la biblioteca comunale di Caulonia alla presenza della presidente del consiglio comunale Agnese Panetta, dell’assessore comunale Antonella Ierace, dei Sindaci degli altri otto Comuni della Vallata Stilaro-Allaro e dei rappresentanti del “Comitato spontaneo 106”.

«L’incontro con il presidente Occhiuto – ha proseguito il sindaco di Caulonia – è stato reso possibile grazie al Consigliere regionale Salvatore Cirillo e all’onorevole Francesco Cannizzaro, che saranno presenti al tavolo di confronto dove siederanno anche il dirigente generale del dipartimento delle infrastrutture e lavori pubblici, Claudio Moroni, per Anas Calabria ci sarà il nuovo commissario per la Statale 106 ionica, Francesco Caporaso».

«Come stabilito nel corso della riunione operativa – ha concluso il sindaco Cagliuso – chiederemo ai nostri interlocutori che il nuovo tracciato della variante della Statale 106 di Caulonia sia spostato più a monte possibile rispetto a quanto finora previsto e che, comunque, si realizzi un doppio senso di marcia per ogni direzione, per garantire una viabilità funzionale alle esigenze e ai bisogni dei cittadini e del territorio». (rrc)

Erosione Costiera, finanziato lo studio specialistico al Comune di Villa San Giovanni

La Regione ha finanziato, al Comune di Villa San Giovanni, lo studio specialistico sugli aspetti morfo-dinamici e sui fenomeni di erosione costiera.

Lo ha reso noto l’assessore ai Lavori pubblici della Regione Calabria, Maria Stefania Caracciolo, spiegando come «il provvedimento nasce da una collaborazione istituzionale con il Comune di Villa San Giovanni e la Città Metropolitana di Reggio Calabria, sviluppatasi nel corso di riunioni tecniche tenute anche presso la Prefettura di Reggio Calabria alla presenza di tutti i soggetti coinvolti al fine di superare le criticità riscontrate nel tratto di litorale in esame, soggetto da tempo ad un forte fenomeno di erosione costiera».

«Lo studio – ha spiegato – si propone di seguire una valutazione altamente specialistica dei fenomeni morfo-dinamici e dei processi erosivi in atto, tramite il rilievo e la modellazione matematica del litorale interessato in considerazione delle evidenti complessità di questa situazione che necessita di approfondimenti specialistici su più sub-unità, al fine di indirizzare le progettazioni verso una efficace soluzione delle problematiche che interessano quell’area».

«Un’azione, quella messa in campo, che – ha concluso l’assessore Caracciolo – testimonia l’impegno del governo regionale guidato dal presidente Occhiuto ad affrontare in modo incisivo le criticità che interessano da tempo un tratto di costa tra i più suggestivi del territorio calabrese». (rrc)