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Angelo Sposato

Sposato (Cgil) a Calderoli: in Italia non ci sono cittadini di serie B

di ANGELO SPOSATO – Il Ministro Calderoli è nuovamente in Calabria con i suoi sostenitori della lega.Noi siamo stati a Crotone, con la Segretaria nazionale Cgil Daniela Barbaresi per un diritto fondamentale, il diritto alla salute che è negato in Calabria. Gli ricorderemo che c’è un altro Paese, un’altra Calabria che non vuole la divisione tra regioni di serie A e regioni di serie B, che non vuole la divisione del Paese, che vuole investimenti e lavoro, che vuole buona sanità e istruzione, che vuole dare un futuro a giovani e anziani, che vuole una regione normale. Lo ricorderemo anche al Presidente della regione Roberto Occhiuto al quale chiediamo di rivedere la sua posizione sull’autonomia differenziata. Il suo voto favorevole al DDL Calderoli nella conferenza delle regioni non è in sintonia e non rappresenta il popolo calabrese ed è un grave errore commesso dal suo isediamento. Il 24 giugno saremo a Roma alla manifestazione per la salute, diritto fondamentale. (asp)

PER IL MINISTRO LEGHISTA L’AUTONOMIA È UN’OPPORTUNITÀ PER IL SUD

Ritengo sia un’opportunità soprattutto per il Mezzogiorno, perché l’autonomia da una parte dà più possibilità di crescita, ma, soprattutto, perché per la prima volta si stabilisce che tutti i diritti civili e sociali, che devono essere garantiti sul tutto il territorio nazionale, si mantengano veramente, cosa che oggi non avviene», ha detto il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli a Vibo Valentia.

«Puntiamo a far diminuire drasticamente i viaggi della speranza dal Sud al Nord del Paese, ed è questo il mio obiettivo. Tutti dovranno essere curati e bene a casa propria», ha spiegato ancora il ministro, sottolineando come «questa riforma responsabilizzerà gli amministratori nell’utilizzo delle risorse che hanno a disposizione».

Intanto l’autonomia ha ripreso il suo percorso in commissione Affari Costituzionali

«Il provvedimento – ha spiegato Calderoli – ha iniziato l’esame in discussione generale, cui poi seguirà la fase emendativa e successivamente l’approdo in Aula».

«In un’ottica di massima e costruttiva collaborazione – ha continuato – si è stabilito di garantire 6 giorni in più per la presentazione degli emendamenti. Una scelta che testimonia la buona volontà dell’Esecutivo sulle riforme, affinché la discussione si strutturi nel merito e sui contenuti, senza ideologie preconcette o contrarietà a priori».

«C’è tutto il tempo – ha concluso – per fare un buon lavoro e regalare al Paese una riforma che fa rima con responsabilità, trasparenza e buongoverno. Il nostro lavoro prosegue, l’impegno della Lega e del centrodestra è concreto. Avanti così!». (rrm)