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REGGIO – Con AiParC si è parlato di “Impression Soleil Levant”

Nei giorni scorsi, al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, si è svolto l’incontro Impression Soleil Levant Nel 150° anniversario della prima mostra dell’Impressionismo nello studio parigino di Nadar.

L’evento rientra nell’ambito del ciclo di incontri Radici, ideato e coordinato dal presidente nazionale di AiParC, Salvatore Timpano, che è anche espressione di una convenzione stipulata con il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria,  finalizzato alla promozione e valorizzazione delle fondamenta della cultura con la  prospettiva di unire fatti del passato e del presente, contribuendo, altresì,  ad inquadrare le vicende del prossimo futuro. 

Ha introdotto la consigliera nazionale A.I.Par.C., dott.ssa Emira Dal Moro che, ha poi ceduto la parola al dott Salvatore Timpano che ha portato i saluti del direttore del Museo, Fabrizio Sudano, assente per sopravvenuti ed improcrastinabili impegni.

Con l’aiuto di slides proiettate su di un maxi schermo il dott. Timpano si è prodotto in un suggestivo excursus sulla storia dell’Impressionismo dagli albori fino alla prima metà del secolo scorso.

Da quel 15 aprile del 1874, quando presso lo studio del fotografo Nadar al numero 35 di Boulevard des Capucines, Monet ed un gruppo di suoi amici pittori allestirono una mostra collettiva, presentando al pubblico oltre 160 delle loro opere.

Proprio in quell’occasione  fu coniata la parola “Impressionismo”, usata in senso dispregiativo dal critico d’arte del “Charivari” Louis Leroy.

Il dott. Timpano ha voluto scandire il suo affascinante racconto in tre distinti momenti: le fonti, i soggetti ed infine la tecnica.

Si è spaziato da “La spiaggia di Trouville” di Eugene Boudin che ad ogni buon titolo può essere considerato tra i precursori della nuova arte al “Porto di Le Havre immerso nella foschia dell’alba dipinto da Monet.

Interessante il raffronto tra Impressionismo  ed arte giapponese, e la comparazione tra l’ “Incontro di gatti” di Manet e “Gatti in varie pose” di Utagawa Kuniyoshi.

Una attenta disamina che ha preso in considerazione l’avvento dei primi pigmenti inorganici derivati da processi industriali che contribuirà all’affermarsi della nuova e rivoluzionaria tecnica pittorica, i nudi di Manet, “Olympia” e “Le dejeunier sur l’erbe” giudicati scandalosi, il genere del ritratto in cui tutti i membri del gruppo si sono cimentati, soffermandosi in maniera particolare su “La famiglia Bellelli” di Degas.

Spazio anche alla realtà urbana della Parigi dell’epoca raffigurata da Caillebotte in opere quali “Pont de l’Europe” e “Strada di Parigi, tempo piovoso” o nel “Moulin de la Gallette” di Renoir.

Non potevano mancare le ballerine, le modiste e le prostitute di Degas che ne avrebbero caratterizzato la pittura.

Durante l’ incontro ci si è soffermati sulla nascita della pittura “En plein-air” anziché nel chiuso degli studi con Monet che ne fu tra i più convinti assertori arrivando a farsi costruire addirittura un battello-studio. Un pubblico numeroso ed attento ha partecipato attivamente grazie al coinvolgimento ed alla suggestione ingenerata dall’analisi effettuata dal relatore. 

A conclusione della splendida ed avvincente serata il presidente Timpano ha annunciato il prossimo appuntamento, che si terrà lunedì 20 maggio nella sala Gilda Grisolini di Palazzo Alvaro e che avrà come tema I Macchiaioli“. (rrc)