Furgiuele (Lega): Fondi per la sicurezza antincendio nelle scuole

Il deputato leghista Domenico Furgiuele – con una nota – comunica che anche la Calabria beneficerà di un primo finanziamento destinato alla sicurezza antincendio degli istituti scolastici. Una tranche di oltre 6 milioni di euro è infatti già prevista nel decreto con il quale il ministro all’istruzione e alla ricerca scientifica, Marco Bussetti, ha già reso disponibili 114 mln proprio per interventi finalizzati alla sicurezza delle scuole.

In Calabria si partirà con 49 interventi, cui ne seguiranno altri. «In questa prima fase – afferma l’on. Furgiuele – era in effetti importante liberare fondi utili all’adeguamento alla normativa antincendio degli istituti. Si tratta dunque di una prima concreta risposta del governo ad un problema, quello della non aderenza di numerose scuole a determinati standard di sicurezza, che si trascina da anni e che espone non pochi istituti a rischi da non sottovalutare. Gli Enti Locali che beneficeranno di queste risorse avranno 12 mesi di tempo per aggiudicare i lavori di adeguamento alla normativa antincendio e potranno richiedere subito, all’atto del finanziamento, l’anticipazione del 20% dei fondi». (rp)

 

Siclari (FI) attacca il ministro della Salute sull’Ospedale di Locri

Sulla grave situazione dell’Ospedale di Locri dura presa di posizione del senatore azzurro Marco Siclari contro il ministro della Salute Giulia Grillo ascoltata in Commissione Sanità.

In un post su Facebook, il senatore ha scritto al ministro Grillo: «Glielo dico con il cuore in mano: esca da questa Commissione del Senato della Repubblica e vada al Ministero della Salute a nome di tutti noi calabresi, di tutti noi cittadini del Sud e di tutti gli italiani, e risolva immediatamente il problema dell’Ospedale di #Locri, della TAC, degli ascensori… ecc. Sono 9 mesi che denuncio, ogni giorno, il problema in Senato e ad oggi non avete risolto NULLA e non proponete soluzioni concrete… Occuperemo pacificamente il Ministero della Salute…». (rp)

Melicchio (M5S): «Reintrodotti i vitalizi alla Regione Calabria»

Il portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera dei deputati Alessandro Melicchio attacca la reintroduzione dei vitalizi attuata dalla Regione Calabria. «I consiglieri regionali della Commissione Affari Costituzionali della Regione Calabria, – ha scritto in una nota – all’unanimità, hanno approvato la reintroduzione dei vitalizi. È semplicemente vergognoso. La casta vuole prendersi tutti i privilegi possibili e immaginabili prima di essere buttata fuori dai cittadini alle prossime elezioni di novembre».

«Sono arrabbiato. – dice Melicchio – Quest’atto è di una gravità assoluta. Invece di diminuire i costi della politica regionale come indicato dai calabresi che hanno firmato e sottoscritto in massa la nostra proposta di legge regionale di iniziativa popolare ‘Taglio Privilegi’, accantonata in fretta da questi politicanti, oggi la prima Commissione ha approvato la proposta di legge Morrone ‘Introduzione del Metodo Previdenziale Contributivo per i Consiglieri regionali eletti nelle legislature decima e successive’ che prevede, come si può leggere nella tabella dei costi allegata alla stessa proposta di legge, un costo per le tasche dei calabresi di 2 milioni e mezzo di euro in più all’anno».

Il parlamentare pentastellato continua a raccontare gli effetti di questa proposta. «Si introducono nuovamente i vitalizi aboliti nel 2011, per la somma di 100 mila euro a testa, che verrà erogato dal 2019 in poi a questi vergognosi consiglieri regionali. Di questi contributi ben 72 mila verranno versati dalla regione. Come se non bastasse nella proposta approvata si prevede anche il trattamento di fine mandato, di 15 mila euro l’uno, per una spesa complessiva di 2 milioni e mezzo. La classe politica regionale peggiore di sempre – conclude Melicchio – sta sfidando impunemente tutti i cittadini. Dovrebbero solo vergognarsi di aver pensato ad un simile schiaffo sferrato a tutta la Calabria e invece all’unanimità hanno votato per autoassegnarsi più soldi, l’unico loro interesse in questo scorcio di fine mandato».(rp)

Enza Bruno Bossio (PD): Per la crisi del Porto di Gioia Tauro dov’è il Governo?

La deputata Enza Bruno Bossio (PD) ha espresso la propria preoccupazione sull’assenza dell’azione di Governo sulla grave crisi che sta investendo il Porto di Gioia Tauro. «Il Governo – dice la deputata – batta un colpo sulla grave crisi del porto di Gioia Tauro, che in queste ore sta producendo drammatiche ricadute sul fronte occupazionale, con centinaia di lettere di licenziamento in partenza. Dopo aver lasciato l’Autorità portuale monca di un responsabile e sotto commissariamento, dopo aver tagliato fuori dalle decisioni le istituzioni regionali, dopo aver ideato lo spacchettamento dei terminal calabresi in una riforma dei porti insulsa e illegale tanto da costringere la Regione Calabria a far ricorso alla Corte costituzionale per affermare il proprio diritto a essere consultata in scelte così strategiche: oggi i vari ministri competenti (Toninelli, Di Maio e Lezzi), non senza inutili promesse e passerelle a Gioia Tauro, non sono in grado di pronunciare una parola sul futuro sempre più incerto del più importante terminal del Mediterraneo; non hanno neanche ipotizzato una trattativa con i due azionisti privati che, al di là della crisi economica, vanno indirizzati verso soluzioni che tutelino il futuro del porto e dell’intera area industriale e, soprattutto, mettano al riparo i lavoratori e le loro famiglie».

«La Calabria – sottolinea l’on. Bruno Bossio non può pagare il costo della completa insipienza e mancanza di autorevolezza del Governo: non lo permetteremo e non solo ci uniamo ai sindacati nella richiesta di un tavolo urgente presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, quanto attiverò tutti gli strumenti possibili – a partire da un’interrogazione urgente – per chiamare il Governo alle proprie responsabilità». (rp)

Furgiuele (Lega): La tragedia delle foibe a lungo tenuta nascosta

In occasione della giornata del ricordo, il deputato della Lega Domenico Furgiuele ha diffuso una nota per onorare i tanti caduti nelle foibe istriane. «Le foibe – ha scritto Furgiuele – rappresentano una tragedia coperta a lungo dalle miserabili ricostruzioni di quanti – ed erano tanti anche da pulpiti accademici e istituzionali – avevano l’interesse a divulgare, sia nelle scuole che nella società civile, un’altra storia.
«Una storia infame che adesso la verità – anch’essa a lungo infoibata – sta finalmente demolendo. Noi vogliamo continuare a dare il nostro contributo alla memoria recandoci anche quest’anno in Via Martiri delle foibe di Lamezia, per la cui intitolazione nel 2008 intrapresi una battaglia politica durata quattro anni». Oggi abbracciamo la memoria dei caduti per mano dei crimini orrendi perpetrati dal fanatismo titino, che – ha sottolineato l’esponente leghista – anche in Italia aveva fior di sostenitori.
Oggi e domani l’Italia tutta è chiamata a saldare un debito di coscienza verso quei morti bandendo ogni forma di negazionismo». (rp)

Sapia e Nesci (M5S) su dimissioni Mauro commissario ASP a Cosenza

I deputati M5s Francesco Sapia e Dalila Nesci, della commissione Sanità, in nota osservano che «Le dimissioni di Raffaele Mauro dalla carica di commissario dell’Asp di Cosenza indicano la sconfitta definitiva del presidente Mario Oliverio, che per rinominarlo a tutti i costi aveva aperto un conflitto inedito quanto temerario con il ministro della Salute, Giulia Grillo, e con i nuovi delegati del governo alla Sanità calabrese, Saverio Cotticelli e Thomas Schael».

I deputati pentastellati spiegano: «Più volte avevamo ribadito l’assoluta inopportunità della riconferma di Mauro, per il quale Oliverio avrebbe dovuto avviare per legge la procedura di decadenza dall’incarico di direttore generale dell’Asp di Cosenza, in quanto il manager si era reso protagonista di continui e pesanti disavanzi di bilancio, nonché di riconosciute violazioni delle norme sul reclutamento di personale. Mauro – proseguono i parlamentari 5stelle – se n’è andato a meno di un mese dal rinnovo da parte della giunta regionale, il che apre un grosso problema politico sull’affidabilità, la credibilità e la volontà di cambiare rotta di Oliverio e dei “suoi” assessori, i quali negano a oltranza il disastro che hanno causato nella sanità calabrese, il cui disavanzo ha superato i 160milioni ed è dovuto in larga misura alla gestione dei soggetti chiamati a guidare le aziende del Servizio sanitario regionale».

«Sulle funzioni dirigenziali – sottolineano i 5stelle – affidate dall’Asp di Cosenza, i nostri senatori Nicola Morra e Pierpaolo Sileri, presidenti della commissione bicamerale Antimafia e della commissione Sanità di Palazzo Madama, hanno presentato un dettagliato esposto alla magistratura penale, al fine di accertare fatti e responsabilità». (rp)

 

D’Ippolito (M5S): Semplificazioni, ecco le misure per le imprese e d’aiuto ai pignorati

Il deputato pentastellato Giuseppe D’Ippolito, a proposito del decreto Semplificazioni, ha voluto mettere in evidenza le misure a favore di imprese e cittadini sotto procedimento esecutivo. «Il decreto legge Semplificazioni, appena convertito in legge, – afferma in una nota D’Ippolito – aiuterà i cittadini con case pignorate, le piccole e medie imprese, il lavoro, lo sviluppo tecnologico e l’economia».

«Intanto – fa notare – abbiamo cambiato l’articolo 560 del Codice di procedura civile. Perciò il debitore potrà abitare nell’immobile pignorato fino al decreto di trasferimento del bene, anche se non avesse crediti nei confronti della pubblica amministrazione. In pratica abbiamo cancellato una norma, scritta da Maria Elena Boschi e Matteo Renzi sotto dettatura delle banche, che danneggiava e umiliava gli indebitati, lasciandoli di colpo senza tetto».

«Inoltre – prosegue il parlamentare 5stelle – abbiamo riconosciuto valore legale alla Blockchain, tecnologia che favorisce le transazioni e dunque i pagamenti. Ricordo che nella legge di Bilancio avevamo già creato un fondo di 45 milioni per alimentare lo sviluppo e la sperimentazione delle tecnologie emergenti».

«Ancora, grazie al decreto Semplificazioni – continua il deputato 5stelle – l’Italia sarà il primo paese dell’Unione europea ad equiparare uno smart contract ad un contratto scritto. Crediamo nella digitalizzazione del Paese, che ha bisogno delle reti 5G. Dunque in questo decreto abbiamo introdotto un iter semplificato per le autorizzazioni a realizzare reti ad alta velocità, il che darà una spinta decisiva alla diffusione della banda ultralarga».

«Infine – conclude D’Ippolito – abbiamo istituito una sezione speciale del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, al fine di agevolare chi, per insolvenze della pubblica amministrazione, non riesce a restituire alle banche i finanziamenti ricevuti. Si tratta di misure concrete e necessarie per l’innovazione e la crescita». (rp)

Cannizzaro (FI): Interpellanza per la morte dell’agente penitenziario Sissy Trovato Mazza

L’on. Francesco Cannizzaro (FI) ha ritenuto opportuno presentare un’interpellanza per i troppi misteri che circondano la morte dell’agente penitenziario calabrese Sissy Trovato Mazza. «Un atto dovuto alla memoria di una integerrima servitrice dello stato che, nel compimento del proprio dovere, è caduta per mano vile e criminale. – ha detto l’on. Cannizzaro – Un atto dovuto verso una famiglia che con onore e dignità encomiabili non hanno mai smesso di urlare alle istituzioni che il loro dolore immenso non è frutto di un gesto disperato ma la conseguenza di un vero e proprio delitto, con tanto di mandanti ed esecutori. Un atto dovuto verso le istituzioni dello stato che protagoniste di questa triste vicenda devono ritrovare la fiducia dei cittadini nelle loro azioni a tutela della sicurezza e della legalità dell’intero Paese».

«L’interpellanza depositata venerdì scorso alla Camera dei Deputati, come già anticipato personalmente ai genitori, ha una direzione univoca: la ricerca della verità sull’omicidio dell’agente penitenziario calabrese Sissy Trovato Mazza, avvenuto in circostanze misteriose e che, vergognosamente, dopo due anni è ancora insoluto. Dopo l’iniziale superficialità e negligenza con cui sono state avviate le indagini su quanto accaduto, la tesi del suicidio ha lasciato posto a quello che la famiglia della sfortunata agente ha sempre sostenuto iniziando a verificare, con la dovuta attenzione, le dettagliate e puntuali denunce fatte dalla Trovato Mazza su vicende riguardanti colleghe e detenute. Gli ultimi elementi emersi della vicenda mostrano responsabilità di una gravità inaudita verso chi sapeva e non ha agito, forse per negligenza o forse no, ed una dinamica di quel tragico giorno che sembra condurre il ragionamento inquirente verso una vera e propria trappola mortale».

«Il Governo – ha detto ancora l’on. Cannizzaro – oggi viene chiamato con i suoi ministeri competenti a fare tutto il possibile affinché la verità venga raggiunta e che i responsabili materiali e morali di questo orrendo omicidio siano assicurati alla giustizia con pene esemplari. Ho chiesto, inevitabilmente, anche una doverosa ed attenta verifica su eventuali elementi di incompatibilità ambientale che sembrano emergere nei confronti di addetti ai lavori della Procura di Venezia, competente per le indagini del caso, e che, se confermati, dovranno determinare uno spostamento del processo ad altro distretto. E’ dovere delle istituzioni rispondere al dolore dei familiari con la ricerca della verità, una risposta che non può alleviare un dolore così grande ma che può restituire la dignità che merita ad una servitrice dello Stato caduta in servizio per mano vigliacca, forse “amica”». (rp)

Nella foto: Il deputato Francesco Cannizzaro col padre di Sissy, Salvatore Trovato Mazza

Sapia (M5S): Addio radiologia all’Ospedale di Corigliano

«Continua l’opera di smantellamento e di depauperamento assistenziale nell’ospedale di Corigliano. È di oggi la notizia della disposizione organizzativa, adottata dal direttore del dipartimento Radiologico dell’Asp di Cosenza, dottor Giusti, che cancella dall’Agenda CUP della struttura sanitaria tutte le prestazioni radiologiche in ragione di una presunta carenza di figure mediche e tecniche». Lo afferma, in una nota, il deputato M5s Francesco Sapia, della commissione Sanità, aggiungendo: «Si tratta di un altro grave atto organizzativo assunto dal management aziendale che penalizza ulteriormente le aspettative ed i diritti assistenziali della popolazione afferente al relativo bacino d’utenza».

«Va contestata energicamente – continua il parlamentare – l’asserita carenza di personale, posta a base di tale decisione, essendo noto, nel caso in specie, che il direttore dell’U.O.C. di Radiologia dello Spoke Corigliano-Rossano continua ad avvalersi di un incongruo utilizzo del personale assegnato che penalizza l’ospedale di Corigliano creando sperequazione. Infatti, a fronte di tre dirigenti medici a 38 ore settimanali e di otto tecnici di radiologica medica in servizio in quest’ultima struttura – obietta Sapia – presso la struttura di Rossano risultano in servizio ben sette medici radiologi e 13 tecnici di radiologia medica».

«È appena il caso di ribadire – conclude il deputato – che la dotazione di personale medico e tecnico, per quanto riguarda le strutture afferenti al medesimo Spoke, dev’essere utilizzata secondo esigenze di funzionalità e congruità pertanto è indispensabile ripristinare da subito l’Agenda CUP concernente le prestazioni di radiologia dell’ospedale di Corigliano”. (rp)

Cannizzaro (FI): Affrontare subito la crisi agrumicola

Il deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro ha presentato una interpellanza al ministro Centinaio per chiedere che venga convocato al più presto un tavolo di confronto presso il Ministero, con sindaci, sindacati e operatori di settore, per discutere della grave crisi che sta colpendo gli agrumicoltori della Piana di Rosarno-Gioia Tauro che non riescono più a vendere le loro clementine.

«La crisi – spiega il deputato azzurro – dipende principalmente dalla concorrenza sleale di alcuni paesi dell’Africa settentrionale e della Spagna, che immette sul mercato clementine provenienti dai Paesi del Maghreb a costi stracciati e di bassa qualità. Gli agrumi coltivati in Africa spuntano prezzi di mercato notevolmente più bassi rispetto a quelli calabresi e, in generale, a quelli italiani, anche per via dell’utilizzo di pesticidi illegali in tutta l’UE e grazie al costo di manodopera assolutamente inferiore a quello sostenuto dai nostri agricoltori.   

«Alla luce di questa situazione che sta portando sul lastrico migliaia di famiglie e dopo il grido d’allarme lanciato dai sindaci del territorio e in particolare da quello di Rosarno, Giuseppe Idà, chiediamo che vengano assunte iniziative a difesa del comparto in questione, incrementando le risorse del Fondo Agrumicolo previsto in Legge Stabilità 2018. Chiediamo inoltre che vengano attivate iniziative urgenti per incrementare controlli e indagini capillari al fine di evitare frodi e false denominazioni di provenienza e per testare l’aderenza degli agrumi in ingresso sul territorio nazionale ai criteri di qualità richiesti dall’Unione». (rp)