D’Ippolito (M5S): Oltre 15 milioni per interventi nel settore idrico

Uno specifico decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte prevede un finanziamento complessivo di 15milioni e 400mila euro in Calabria per il completamento funzionale degli schemi idrici Gioiosa (Zinni) e Locri (Lordo), nonché l’acquedotto della dorsale dell’invaso Alaco e della linea tirrenica per Palmi, come pure una nuova diramazione di collegamento sino a Rosarno da Campo pozzi Metramo a Campo pozzi Medma, per la dismissione degli emungimenti ed l’adduzione a gravità.

Ne dà notizia, in una nota, il deputato M5s Giuseppe d’Ippolito, della commissione Ambiente, che sottolinea: «Il provvedimento in questione riguarda il primo stralcio del piano nazionale invasi, proposto dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli. Nel merito parliamo di un primo stanziamento di 260milioni di euro, che sarà erogato alle Regioni per finanziare 57 interventi su tutto il territorio nazionale: 18 di progettazione e 29 anche di realizzazione». «Si tratta – spiega il deputato del Movimento Cinque Stelle – di interventi strategici per l’intero settore idrico. Alcune operazioni saranno di completamento o di adeguamento di alcune dighe, mentre altre di messa in sicurezza di acquedotti danneggiati e/o malfunzionanti. Finalmente mettiamo in sicurezza le nostre reti idriche, potenziando le strutture territoriali e prevenendo i rischi dei crescenti fenomeni di siccità, aggravati dal cambiamento climatico. Le Regioni si sono riservate di verificare e approfondire a livello tecnico alcuni interventi, che – conclude D’Ippolito – sono stati stabiliti in pieno accordo tra le amministrazioni in virtù di una totale sinergia tra i diversi livelli, risultato delle politiche avvedute condotte in questi mesi dal governo nazionale»

Furgiuele (Lega): Scuole sicure, ecco le risorse per la Calabria

Nell’ambito del progetto “Scuole sicure” i comuni di Catanzaro, Lamezia terme, Cosenza e Crotone beneficeranno per primi delle risorse stanziate. Ne dà notizia il deputato DomenicoFurgiuele (Lega) in una nota.

«È un risultato tangibile – afferma l’on. Furgiuele – che conferma l’attenzione del governo, e del ministro Salvini in particolare, sul fronte del contrasto al triste fenomeno della diffusione delle droghe nell’ambiente scolastico. Una piaga contro la quale si registra anche il mio impegno nella competente commissione istruzione e cultura della Camera dei Deputati. Alla Calabria, infatti, in questa prima fase, andranno 149mila euro così ripartiti: Catanzaro (41.403,67€), Lamezia Terme (36.898,59€), Cosenza (36.040,94€) e Crotone (35.254,15€). I comuni interessati dovranno presentare la richiesta di finanziamento alla Prefettura entro il prossimo 31 maggio».

I finanziamenti serviranno alla realizzazione di sistemi di videosorveglianza; all’assunzione a tempo determinato di agenti di Polizia locale, al pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario del personale della Polizia locale e alla promozione di campagne informative volte alla prevenzione e al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. (rp)

Marco Siclari (FI): azzerare il debito per risanare la Sanità in Calabria

Il senatore azzurro Marco Siclari, capogruppo in commissione Igiene e Salute, in una conferenza stampa a Palazzo Campanella a Reggio, ha fatto il punto sulla situazione della sanità in Calabria, alla luce del deludente Decreto Calabria varato giovedì scorso dal Consiglio dei Ministri convocato in via straordinaria a Reggio.

Secondo il sen. Siclari è previsto in Calabria un ammanco di 1.410 medici: le carenze principali riguarderanno la medicina d’urgenza con 245 medici, l’anestesia e rianimazione con 63 medici, la ginecologia con 51 medici, la chirurgia generale con 90 medici, la pediatria con 150 medici e la psichiatria con 90 medici (FNOMCeO-ENPAM-SUMAI-ANAAO). Occorre, dunque, prima di ogni cosa, sbloccare i concorsi, predisponendo i bandi che permettano di selezionare i medici sulla base del merito, della comprovata esperienza e della continua formazione professionale. Bandi che prevedano incentivi economici per i medici che vengono da strutture all’avanguardia delle regioni del nord o che dimostrano un numero importante di interventi nella loro specializzazione.

Il sen. Siclari ha snocciolato . i numeri che riguardano il suo impegno in Commissione Sanità: in un anno 16 interrogazioni sulla sanità; una mozione per ridiscutere sul regolamento che disciplina il commissariamento; due  importanti audizioni sulla sanità calabrese (Scura e Oliverio); un’audizione del ministro Grillo sul decreto Calabria; oltre 60 comunicati stampa per stigmatizzare la grave situazione della sanità in Calabria. «Sono soddisfatto, in minima parte, – ha detto Siclari – ma sono contento da medico prima e da calabrese dopo perché questo lavoro che ho perseguito con costanza in Senato come mai fatto da nessun parlamentare calabrese di qualunque partito per il diritto alla salute, ha determinato o sicuramente contribuito a portare l’attenzione delle tv nazionali Le iene e Striscia la notizia che ringrazio, a nome dei calabresi, per aver portato a conoscenza con le immagini quanto ho denunciato (gli ascensori rotti a Locri e altro) ed ha costretto il Governo a dichiarare l’emergenza sanitaria in Calabria».

Siclari contesta il Decreto Sanità: «Non si parla minimamente di come faranno a ripianare il debito, a migliorare l’assistenza sanitaria, a migliorare l’organico ridotto all’osso, a migliorare l’edilizia ospedaliera che è fondamentale negli ospedali calabresi (abbiamo strutture senza agibilità e improponibili in alcune zone). Non dicono come faranno rispettare il piano di rientro (non è riuscito nessun commissario), perché dovrebbero ammettere ulteriori tagli all’assistenza sanitaria che porteranno un aumento del numero di calabresi che si cureranno fuori Calabria. Hanno pensato solo a come nominare nuovi direttori generali e commissari».

La proposta che viene da Siclari è un Decreto “Salva Calabria” dove lo Stato deve accollarsi il debito perché c’è la responsabilità anche dello Stato che con il commissario ha creato l’emergenza sanitaria, ha creato nuovo debito e soprattutto perché il tavolo tecnico dell’Agenas non si è accorto che mancano i bilanci dal 2012, ovvero da 6 anni. Disponibilità ad ipotecare l’aumento  delle imposte regionali che già paghiamo (nessuna tassa aggiuntiva). Noi calabresi vogliamo pagare il debito, non vogliamo elemosinare nulla a nessuno. «Siamo disponibili – dice Siclari – persino a pagare tutto il debito in una sola generazione. Dilazionare il debito in 30 anni pagando 1,50 euro al mese a cittadino. Il costo di un cappuccino al mese. Piuttosto che pagare il cappuccio da subito per il piano di rientro con la certezza scientifica che tra 10 anni siamo punto e da capo come già accaduto. Una volta azzerato il debito sarà possibile sbloccare i concorsi, incentivare la formazione continua, investire nel rinnovo degli strumenti tecnologici, programmare e organizzare la nuova rete ospedaliera e sanitaria in Calabria». Il risultato – sostiene Siclari – sarà di avere un maggior numero di pazienti che possono curarsi in Calabria e recuperare almeno il 70% dei 360 milioni che i calabresi spendono per curarsi fuori regione. Un progetto del genere vedrà 1500 posti di lavoro per i medici e oltre 5000 posti di lavoro nelle nuove strutture ospedaliere, tra infermieri, operatori sanitari, addetti ai servizi. (rp)

Wanda Ferro (FdI): Accolto un ordine del giorno per gli agricoltori

Il governo ha accolto un ordine del giorno presentato dal vice capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, on. Wanda Ferro, sul decreto in via di conversione in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi e di sostegno alle imprese agroalimentari colpite da eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale, che prevede tra l’altro interventi destinati a migliorare la qualità del latte ovino finanziati attraverso un istituendo fondo.

L’ordine del giorno  impegna il Governo a valutare l’opportunità di intervenire in sede di Unione Europea al fine di modificare i regolamenti che definiscono il limite dei contributi elargibili nel regime del de minimis del settore agricolo, innalzandone il massimale di aiuto concedibile da 25 mila euro a 50.000 mila euro alle imprese agroalimentari colpite da eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale.

Il regime de minimis ha infatti dimostrato di essere particolarmente efficace in tempi di crisi in quanto permette una reazione veloce per aiutare gli agricoltori a superare emergenze come le carenze temporanee di liquidità.

«L’innalzamento del limite finanziario – ha spiegato Wanda Ferro – è un primo passo in tale direzione, ma occorre un ulteriore sforzo, e questa sarà una battaglia che Fratelli d’Italia condurrà all’interno del Parlamento Europeo, affinché le istituzioni europee consentano allo Stato di concedere contributi eccezionali alle aziende agricole, soprattutto in situazioni di emergenza». (rp)

Siclari (FI): Prerefenza di genere? Imperdonabili in Calabria

Sulla mancata approvazione da parte del Consiglio regionale della Calabria della legge Sculco sulla preferenza di genere, il sen. azzurro Marco Siclari ha stigmatizzato l’incapacità della classe politica calabrese di guardare in avanti.

«Ho sempre detto  – ha affermato il sen. Siclari – che le donne non hanno bisogno di noi uomini per farsi valere, anche perché è riconosciuta la loro grande capacità, professionalità e senso di responsabilità nei diversi ruoli che ricoprono. Ma quando i politici devono pronunciarsi sulla preferenza di genere devono farlo con rispetto verso tutte le donne e tutti gli uomini che rappresentano. Viviamo in una terra matriarcale eppure la politica ha fallito mostrando l’incapacità di incentivare, a mio avviso, le donne a partecipare alla vita politica calabrese valorizzando il loro ruolo anche nelle istituzioni e, sono sicuro, avrebbero dato un contributo importante alla Calabria».

«È una pecca imperdonabile che mortifica le donne della nostra terra e tutta la Calabria che, agli occhi di chi ci osserva fuori regione, dimostra che la classe politica ha fallito anche in questo. Ci sono tanti cittadini calabresi che possono e vogliono dare un contributo importante alla Calabria oramai massacrata da decenni da una classe politica miope ed incapace di guardare al nostro potenziale. Dalla sanità ai trasporti la politica ha mostrato il peggio, adesso si distingue anche con questi pessimi messaggi sulla preferenza di genere. Noi calabresi non possiamo più accettare di essere rappresentati così, da una classe politica calabrese che non perde occasione per mettere in discussione una nostra migliore reputazione», ha concluso il senatore azzurro. (rp)

Bruno Bossio (PD): Radio Radicale, il Governo vuole oscurare una voce libera

L’on. Enza Bruno Bossio (PD) ha lanciato un appello contro la chiusura di Radio Radicale. «Oggi – ha dichiarato la deputata democrat – l’ineffabile sottosegretario all’editoria Vito Crimi ci spiega che la convenzione con Radio Radicale non sarà rinnovata perché non è transitata da una procedura pubblica. Allora perché non ha il coraggio di indire la gara, visto che ne ha la competenza?. La verità è che il Governo vuole solo che una voce autorevole, libera e dalla specchiata funzione informativa possa interrompere i suoi servizi per la collettività. Questa di Crimi è l’ennesima scusa per nascondere la sua reali intenzioni. Il Governo ha in mente solo l’assillo di imbavagliare Radio Radicale e oscurare una fonte di verità che, evidentemente, per un Governo di incompetenti, bugiardi e irresponsabili, può essere solo foriera di guai e problemi».

Bruno Bossio (PD): incostituzionali i decreti Sanità del ministro Grillo?

Duro attacco della deputata Enza Bruno Bossio (PD contro i provvedimenti annunciati dal dicastero della sanità. «Il ministro della Salute – afferma l’on. Bruno Bossio – gioca con la sanità calabrese, annunciando decreti speciali che da una parte potrebbero presentare profili di incostituzionalità e, dall’altra, non hanno alcuna efficacia per ridurre i costi ed elevare l’efficienza del sistema sanitario calabrese. La sanità calabrese è da oltre dieci anni commissariata, senza che dalla gestione straordinaria abbia tratto alcun giovamento. Semmai la Calabria assiste per via del commissariamento a un abbassamento dei livelli quantitativi e qualitativi delle prestazioni e un aumento di tasse e costi di funzionamento. Ecco perché, insieme al collega De Filippo, abbiamo presentato una interrogazione ai ministri alla Salute, all’Economia e agli Affari regionali affinché si possano accendere nelle sedi parlamentari i riflettori su una vicenda oscura e dai risvolti assai preoccupanti. Sono dieci anni che ai calabresi è negato il diritto alla salute mentre è imposto loro pagare le tasse più alte d’Italia. Ma al peggio non c’è mai fine: invece di lavorare per il superamento del commissariamento e, magari, provvedere al risarcimento del danno».

«Il ministro, oggi, – conclude la deputata PD – propone di intensificare la cura attraverso misure di rafforzamento dei poteri commissariali. Si andrebbe, in sostanza, non a rimuovere le ragioni che hanno reso, in questo decennio, strutturale la crisi del sistema sanitario regionale ma a potenziare i termini del fallimento della gestione commissariale. Tutto ciò avviene in forma incostituzionale. Insomma, volere insistere e perseverare in uno sperimentato fallimento che oltretutto impone un ulteriore prelievo fiscale dalle tasche dei calabresi, è come far svolgere a danno dei calabresi una vera e propria vicenda fraudolenta. Chiediamo, pertanto, di evitare che il governo approvi atti abnormi e ai limiti della legalità e che, anche sulla sanità calabrese, ogni decisione venga assunta previa intesa nella conferenza Stato – Regioni». (rp)

Siclari (FI): Onore e apprezzamento per la Polizia di Stato (167 anni di attività)

In occasione della Festa della Polizia, che celebra i 167 anni, il senatore azzurro Marco Siclari ha voluto sottolineare in una nota l’impegno delle Forze di Polizia. «“Oggi più che mai – ha detto il sen. Siclari – è importante ricordare e onorare il grande lavoro svolto dagli uomini e dalle donne della Polizia di Stato. Sempre presenti sul territorio per garantire sicurezza e stabilità. A loro va il mio grazie per il sacrificio giornaliero nella consapevolezza che sempre di più dovrebbero essere gli interventi a favore e tutela di questo corpo che quotidianamente mette a rischi la vita di chi ne fa parte».

«Oggi va ricordato ogni poliziotto che ha perso la vita per difendere il nostro paese. A tutti questi eroi e alle loro famiglie va la gratitudine di tutti gli italiani. Colgo l’occasione per rinnovare gli auguri di buon lavoro al nuovo Questore di Reggio Calabria, Maurizio Vallone, del quale abbiamo già imparato ad apprezzare le doti professionali nei suoi precedenti incarichi. La Polizia di Stato è ormai un’istituzione molto vicina ai cittadini reggini, che trovano nei suoi appartenenti un punto di riferimento imprescindibile non soltanto nella lotta alla criminalità comune ed organizzata, ma anche nell’eccellente lavoro di controllo del territorio e supporto alle sempre più crescenti esigenze di sicurezza della cittadinanza. Avrei voluto essere presente per festeggiare assieme alle donne ed agli uomini della Questura di Reggio Calabria, una giornata così importante, ma impegni istituzionali legati all’attività parlamentare me lo impediscono. Invio a tutti un abbraccio ideale ringraziandovi per il lavoro svolto quotidianamente». (rp)

D’Ippolito (M5S): Ecomafie, la Calabria in testa fra le regioni per i reati ambientali

Secondo il deputato pentastellato Giuseppe d’Ippolito «La Calabria è tra le prime regioni italiane nelle classifiche dei reati in campo ambientale». D’Ippolito è un componente della commissione Ambiente. «È quanto confermato nel corso delle audizioni a Reggio Calabria della commissione d’inchiesta sul Ciclo illegale dei rifiuti, che hanno acceso i riflettori su fenomeni che denunciamo da anni, nella totale indifferenza degli ultimi governi regionali, di centrosinistra e centrodestra. Inoltre, nelle stesse audizioni sono stati ribaditi il livello disastroso della depurazione delle acque, la gravissima emergenza in atto nella gestione del ciclo legale dei rifiuti, che a mio avviso va commissariata, e i pericoli dei roghi, ancora molto ignorati per via del solito negazionismo politico in ambito locale».

«Come ha detto – aggiunge D’Ippolito – il presidente della commissione bicamerale d’inchiesta, il collega di gruppo Stefano Vignaroli, la situazione della Calabria è drammatica. Voglio evidenziare che la carenza di personale nelle Procure rende difficile e poco incisiva l’attività di prevenzione e controllo. Inoltre, sul fronte dei rifiuti la Regione Calabria consente modalità di smaltimento che aggirano le regole. È urgente – conclude il deputato 5Stelle – rimettere in carreggiata la Calabria e salvaguardare la salute dei cittadini e l’economia del territorio, messa in ginocchio da continue aggressioni all’ambiente che, nel silenzio e nell’immobilismo del governo regionale, si ripercuotono in maniera pesante sulla qualità della vita».

Carè (PD): aiuti ai connazionali all’estero, forza trainante dell’economia

L’on. Nicola Carè (PD, circoscrizione estera), in una nota, sottolinea l’importanza che rivestono gli italiani all’estero e la necessità da parte delle istituzioni di prevedere gli adeguati provvedimenti a favore dei più svantaggiati, come previsto dalla sua proposta di legge depositata a fine marzo.

«Secondo il censimento del 2017 ed i dati pubblicati dall’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), – osserva l’on. Carè – la popolazione italiana residente oltre i confini nazionali ha raggiunto oltre 6 milioni: un trend migratorio in costante crescita a cui si contrappone un quadro nazionale in costante declino demografico.

I nostri connazionali all’estero sono una forza trainante determinante per l’economia del Paese, promuovendo il Sistema-Italia, stabilendo primati nei più svariati campi  e contribuendo, inoltre, ad inviare costantemente un ingente flusso di liquidità in valuta pregiata attraverso le rimesse. Compito delle Istituzioni è sì rilevare il potenziale e l’apporto da essi assicurato,  sostenendolo ed incentivandolo, ma altresì  ricordarsi dei concittadini in stato di bisogno. Dall’osservazione di  tali circostanze, parti costitutive di ogni mandato parlamentare, nasce la mia proposta di legge n. 1712, dal titolo ‘Disposizioni in materia di corresponsione dell’assegno sociale ai cittadini italiani residenti all’estero’, presentata il 28 marzo, per l’estensione della sua erogazione a favore di tutti coloro che ne presentino i requisiti.

«Da sempre la storia della emigrazione italiana ha affascinato intere generazioni, per la sua complessità e le mille sfaccettature. Tanti italiani hanno realizzato i propri sogni, si sono inseriti perfettamente nel nuovo mondo che li accoglieva: con sacrifici ed impegno hanno creato floride aziende e costruito un avvenire radioso per sé ed i propri figli,  conferendo prestigio al Paese. Altri, invece, nonostante sacrifici, costanza e fatiche si sono scontrati con oggettive difficoltà e, dopo anni di duro lavoro, non hanno avuto la possibilità di raggiungere il benessere agognato e crearsi un’adeguata copertura previdenziale, per affrontare con serenità la terza età.

«Spesso, in molti si sono trovati a risiedere in paesi privi di accordi bilaterali con il nostro:  hanno subito discriminazioni lavorative e sociali. La creazione di un adeguato sistema previdenziale per le fasce di popolazione più deboli, è la conseguenza di un periodo storico, principalmente legato agli anni Sessanta, in cui tanto doveva ancora compiersi in materia di diritti civili. L’Unione Europea appariva ancora in divenire e molti provvedimenti erano affidati ai singolo stati: concertazione e collaborazione a livello internazionale erano lontane da raggiungersi. Il problema è spesso stato ignorato e per molti anni nulla è stato fatto, nonostante le proteste e gli inviti giungessero da più fronti.

«La nostra Costituzione – afferma Carè – supporta la necessità di garantire ai cittadini italiani un’esistenza libera e dignitosa: essa può raggiungersi solo attraverso opportuni mezzi di sostentamento. Questa proposta di legge è un imperativo categorico: un obiettivo della buona politica per sostentare le fasce di popolazione più fragili.  Un essenziale principio di civiltà democratica è dunque introdurre quanto prima questo emolumento sociale minimo, estendendolo ai cittadini italiani residenti all’estero che ne posseggano i requisiti. In un quadro economico e sociale globale, in cui si coopera affinché siano garantiti i diritti inviolabili ed essenziali di tutti gli esseri umani, prescindendo da cittadinanza e territorio, è impensabile ignorare i bisogni primari della propria popolazione.

«Gli artt. 2, 3, 35 e 38 della Costituzione garantiscono libertà e uguaglianza: tutta la nostra Carta Costituzionale, in realtà, è pregna dei principi di solidarietà e collaborazione. L’uguaglianza sostanziale è conditio sine qua non dell’operato del legislatore: è, pertanto, doveroso consentire una assistenza previdenziale più vasta. L’assegno sociale così come sancito dalla legge 21 luglio 1965 n. 903, privo degli opportuni cambiamenti dettati dalle esigenze dei tempi, priverebbe la normativa della sua stessa ratio». (rp)