Sette calabresi nella Commissione Parlamentare Antimafia

2 novembre 2018 – Sono sei i parlamentari eletti in Calabria chiamati a far parte della Commissione Parlamentare Antimafia, tre senatori: Margherita Corrado (M5S), Giuseppe Mangialavori (FI) e Nicola Morra (M5S) e tre deputati: Wanda Ferro (FdI), Dalila Nesci (M5S) e Jole Santelli (FI). A questi va aggiunta la deputata Vittoria Baldino, originaria di Rosarno, eletta però nella Circoscrizione Lazio. Sono quindi in totale 7 i “rappresentanti” calabresi in Commissione, che si compone in tutto di 25 deputati e 25 senatori. La Commissione Antimafia è stata istituita con la legge 20 dicembre 1962 e viene ricomposta ad ogni inizio di legislatura. Secondo i rumors raccolti a Montecitorio e a Palazzo Madama, uno dei candidati più probabili alla presidenza è il sen. Morra. Non è ancora stata fissata la data della prima convocazione durante la quale sarà votato il presidente.
Diversi i commenti dei prescelti e di esponenti politici. «Sono stata – ha detto in un post su FB la Nesci – ufficialmente designata dal mio gruppo parlamentare come componente della Commissione Antimafia. Lavorerò con spirito di servizio e con l’intento di continuare a contribuire ad una rivoluzione culturale-democratica-non violenta, che ha ispirato la mia attività pregressa. Mi sono occupata di problemi di ‘ndrangheta, in Calabria, passata alla ribalta mondiale per la sua recrudescenza per esempio a proposito dell’assassinio, il 16 ottobre 2005, del vicepresidente del Consiglio regionale, Francesco Fortugno, e della strage di Duisburg del 15 agosto 2007. Nei mesi scorsi, a Limbadi (Vv), si è verificato un nuovo episodio di sangue provocato dalla ‘ndrangheta: l’esplosione di un’autobomba per finalità ritorsive ha portato alla morte del giovane Matteo Vinci, vicenda che ho ricordato alla Camera dei Deputati.
«Molta attenzione ha destato e desta, in ordine alla pericolosità della ‘ndrangheta, il processo «Gotha», che  riunisce le più importanti inchieste antimafia della Dda di Reggio Calabria («Mammasantissima», «Reghion», «Fata Morgana», «Alchimia», e «Sistema Reggio»). A riguardo, nel marzo 2017 il gup di Reggio Calabria ha rinviato a giudizio 40 imputati, tra cui politici di spicco e uomini di Chiesa, accusati di avere fatto parte della cupola degli “invisibili” della ‘ndrangheta. Nello specifico, per la prima volta lo Stato italiano processa quegli “invisibili” legati ad ambienti massonici, che, secondo l’accusa, avrebbero dettato la linea strategica alle cosche della ‘ndrangheta sin dagli anni ’70.
«Particolare attenzione – dice la Nesci – ho dedicato, con numerosi atti di sindacato ispettivo al controllo della gestione dei Comuni contro infiltrazioni criminali. La Calabria dal ‘91 ad oggi ha avuto lo scioglimento di più di 100 Comuni per infiltrazioni mafiose, condividendo il relativo primato, in termini storici assoluti, con la Campania. Infatti, sia nella passata che in questa legislatura, sono firmataria di una Pdl che riforma le modalità di scioglimento dei consigli degli enti locali per infiltrazione mafiosa, l’attività dei commissari inviati sul territorio e rende effettiva l’incandidabilità. Ancora, il 24 luglio del 2016 sono stata la promotrice, a Reggio Calabria, dell’iniziativa pubblica “La notte che spazza il sistema”, a seguito dell’uscita dell’ordinanza di custodia cautelare relativa all’operazione “Mammasantissima”, della competente Dda, con la partecipazione, tra gli altri, dei colleghi Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Giulia SartiQui altre info su interrogazione redatta a riguardo. Non ho mai taciuto sulla gestione mafiosa di sanità e ambiente in Calabria, depositando corrispondenti atti di sindacato ispettivo e denunce in tutte le Procure. Ho contribuito, con un duro intervento alla Camera, a impedire l’ingresso in commissione Antimafia del senatore Antonio Caridi, poi arrestato perché accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Sono intervenuta, con specifici atti di sindacato ispettivo, a tutela della sicurezza e incolumità di importanti magistrati in trincea contro la ”ndrangheta: Nicola Gratteri, Marisa Manzini e Pierpaolo Bruni. Infine, ho difeso con specifici atti parlamentari imprenditori vessati come Nino De MasiNello Ruello e testimoni di giustizia come Rocco Mangiardi, nonché, con costante sostegno politico, familiari di vittime di ‘ndrangheta: Mario Congiusta, padre del giovane Gianluca, ammazzato dalla ‘ndrangheta, e Martino Ceravolo, genitore del giovanissimo Martino, ucciso dalla criminalità del Vibonese. Inoltre sono stata la relatrice e prima firmataria della Legge che in questa legislatura hai istituito la Commissione Bicamerale Antimafia attribuendole nuove funzioni, poteri ed ambiti di inchiesta http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2018;99
«Non mi resta che ribadire un pensiero, un’esortazione, un’eredità di Paolo Borsellino: «la lotta alla mafia deve essere un movimento culturale – aggiungo alimentato dall’esempio della politica e delle istituzioni, chiamate a una scelta netta e radicale – in grado di coinvolgere tutti, specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità, quindi complicità».
Il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo si è congratulato con Wanda Ferro, Jole Santelli e Giuseppe Mangialavori, designati dai rispettivi partiti come componenti della commissione parlamentare antimafia. «Sono tre nomine che mi fanno sentire orgoglioso di essere calabrese e di far parte dello schieramento politico che ha puntato proprio su di loro nell’ultima tornata elettorale. Che Forza Italia e Fratelli d’Italia abbiano scelto Jole Santelli, Giuseppe Mangialavori e Wanda Ferro in  qualità di propri rappresentanti all’interno della commissione antimafia, è il segno dell’autorevolezza che questi tre esponenti politici hanno acquisito con il loro lavoro all’interno di Camera e Senato. Sono sicuro che, come hanno sempre fatto, sapranno ancora una volta dare un contributo concreto, attivo e preciso, che potrà essere fondamentale per il funzionamento di questa importantissima commissione, ancora più importante per una regione, come la Calabria, nella quale la presenza della mafia è soffocante da sempre». Abramo si è congratulato anche con gli altri tre calabresi indicati per l’organismo interparlamentare, Margherita Corrado, Dalila Nesci e Nicola Morra: «La commissione antimafia va al di là del colore politico e degli steccati ideologici, è uno strumento pensato per contrastare un fenomeno, quello della criminalità organizzata, che è assolutamente distruttivo per i territori. L’apporto di tutti, la capacità di fare rete, la conoscenza di alcune dinamiche che solo chi vive in certe regioni può conoscere, sono strumenti essenziali per provare a schiacciare le mafie». (rp)