Tre mesi di respiro per il Comune di Reggio, per il dissesto c’è tempo

È un buon segnale, non è la soluzione, ma i tre mesi di respiro accordati al Comune di Reggio permettono di bypassare la grave situazione amministrativa col differimento dell’approvazione del bilancio di previsione che era prevista entro il 30 aprile. La Conferenza Stato-regioni di stamattina, alla quale ha preso parte anche il sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà, ha difatti approvato la richiesta di proroga dei termini degli adempimenti contabili per gli Enti Locali colpiti dalla sentenza della Corte Costituzionale che revocava la dilazione trentennale del debito.

In verità, l’Amministrazione di Falcomatà spera che il Governo nel decreto Salva-Roma trovi i fondi da destinare anche agli altri comuni in fase di pre-dissesto (e sono tanti). Una soluzione che agevolerebbe il Comuni spiazzati dalla sentenza della Corte Costituzionale: c’è naturalmente un punto interrogativo grande quanto un palazzo, vista la disputa che si è accesa nell’Esecutivo sul decreto che dovrà azzerare il debito della Capitale e non è possibile fare previsioni a breve termine. Per questo l’allungamento dei termini è stato accolto come una boccata d’ossigeno che apre tanti scenari per evitare la dichiarazione di dissesto.

«Ci aspettiamo – ha dichiarato Falcomatà, dopo la riunione di oggi al Ministero dell’Interno – che alle parole seguano i fatti. Il vice-ministro Laura Castelli, che sta dimostrando una costante attenzione alle esigenze rappresentate dai sindaci, ha espresso chiaramente l’intenzione di voler dare seguito già in una delle prossime riunioni del Consiglio dei Ministri, al pacchetto di norme per i Comuni che abbiamo condiviso, insieme ai sindaci e grazie alla positiva interlocuzione avviata con l’ANCI. Continueremo a monitorare la situazione nei prossimi giorni affinché si possa arrivare in breve tempo, ben prima della scadenza fissata, ad una soluzione definitiva di una vicenda che avrebbe pesanti conseguenze su decine di Comuni italiano e soprattutto sui loro cittadini incolpevoli». (rrm)

Al Teatro Cilea di Reggio Peter Pan il musical, con le musiche di Bennato

Arriva stasera per la prima volta al teatro Cilea di Reggio Peter Pan il Musical con le musiche di Edoardo Bennato e la regia di Maurizio Colombi. Il pluripremiato spettacolo è nel ricco cartellone della “Cooperativa Polis Cultura” e sabato prossimo, 27 aprile, sarà al Teatro Rendano di Cosenza nel programma di “Fatti di Musica 2019”, il Festival del Miglior Live d’Autore ideato e diretto da Ruggero Pegna.

Con Peter Pan Il Musical, grazie agli spettacolari effetti speciali che richiedono due giorni di allestimento, il pubblico vedrà Peter Pan volare per davvero. Un musical in grado di coinvolgere adulti e bambini, da un lato rievocando la magia della fantasia e, dall’altro, coinvolgendo i più grandi con la musica di Bennato. Il rock di Capitan Uncino, La fata, Viva la mamma fino a L’isola che non c’è sono solo alcuni dei celebri brani parte integrante di questo musical tutto italiano e di grande successo.

Oltre alla regia di Colombile coreografie sono firmate da Rita Pivano, la direzione musicale da Davide Magnabosco, mentre il disegno luci è di Amilcare Canali. Direzione voci e coro di Alex Procacci. Il responsabile del volo di Peter Pan e di altri protagonisti è Pierfrancesco Martinotti.

Bravissimi tutti gli attori, cantanti e ballerini del ricco cast: Giorgio Camandona (Peter Pan), Emiliano Geppetti (Capitan Uncino), Martha Rossi (Wendy), Jacopo Pelliccia (Spugna), Raffaella Alterio (Micheal), Ilaria Antinori (Pennino), Samantha Bellaria (Bombolone), Giuseppe Brancato (John), Simone Carbone (Pirata/Indiano), Marco Di Palma (Pirata/Indiano), Valeria Ianni (Gemello), Luca Laconi (Pirata/Indiano), Federica Laganà (Gemello), Christian Maesani (Pirata/Indiano), Silvia Scartozzoni (Giglio Tigrato/Mamma), Viola Zanotti (Pochino).

Peter Pan il Musical

Tra rock, letteratura e filosofia, Peter Pan Il Musical riunisce in due ore e quaranta minuti di spettacolo i magici personaggi di James Matthew Barrie che, con Peter e Wendy, romanzo del 1911 ambientato nei giardini di Kensington, ha creato un mito ancora oggi attualissimo capace di toccare tante sfere della nostra società: da quella psicologica a quella filosofica, entrando pure nel mondo della musica grazie a Edoardo Bennato e il famosissimo album Sono solo canzonette, che ha consacrato Peter Pan e tutto il suo mondo nell’olimpo della musica non solo italiana.

Spugnae tutta la ciurma sono grotteschi nella loro cattiveria, comandati da un pirata egocentrico e narcisista ma a tratti quasi misericordioso, Giacomo Uncinoossessionato dal tempo rappresentato dal Coccodrillo che un giorno divorò la sua mano insieme ad una sveglia. Non sono da meno i diversi personaggi femminili: Wendy, Trilly e Giglio Tigrato, eternamente innamorate del giovane Peter Pan, sono in realtà donne dalla forza incredibile, capaci di sacrificare anche se stesse in virtù dei loro ideali. Peter Pan, il ragazzo che non voleva crescere mai, non cresce mai davvero ed è sempre vivente, che sia fiaba o realtà.

A confermare la sua eterna fama sono le 950 repliche dal 2006 e i prestigiosi premi ricevuti, come il Premio Gassman e il Biglietto d’Oro dell’Agis in varie stagioni, che hanno contribuito quest’anno al suo debutto all’estero. Uno straordinario spettacolo che, con la sua avvincente storia, i numerosi costumi, luci ed effetti speciali da autentica fiaba, nei suoi dodici anni di record ha incantato più di 800 mila spettatori. (rs)

Quando l’impresa in Calabria è donna: la bella storia di Federica Geria

di MARIA D’AMICO – Pensare che la parola “impresa” sia al femminile perché ha in sé la forza e la determinazione di una donna, è un’idea facile da abbracciare quando si incontrano imprenditrici con un forte carisma e una buona dose di coraggio. Abbiamo incontrato Federica Geria, una delle vincitrici del premio “Noi donne imprenditrici 2019” indetto da Confcommercio. L’ imprenditrice si racconta a Calabria live come donna e calabrese doc che, nonostante la giovanissima età, è riuscita a creare un’attività amata e fiorente nel business della ristorazione reggina.

Cosa vuol dire fare imprenditoria in un territorio come Reggio Calabria? Quali sono i punti di forza e di debolezza di questa città nel “fare impresa”?

«Essere imprenditori nella mia città equivale ad affrontare una grande e molto spesso complicata avventura. A volte chi sceglie di investire qui, senza raggiungere poi alcun successo, tende ad attribuire la colpa alla città stessa. Io non penso sia così. Reggio Calabria ha davvero tanti difetti, come ogni località del mondo, ma è una città affamata, che ha voglia di innovazione e di bellezze. Noi imprenditori dobbiamo essere pronti ogni giorno ad offrire il massimo, a proporre qualcosa di diverso e di nuovo. Penso che sia necessario convincerci del fatto che il punto di forza della nostra città siano proprio i cittadini. Dobbiamo cogliere i loro bisogni, i loro sogni, e offrirglieli poi con un prodotto creato ad hoc. Dunque per me fare impresa nel nostro territorio significa affrontare giorno per giorno una emozionantissima sfida».

In una realtà piuttosto complessa come quella di Reggio, essere una donna imprenditrice e per di più giovane, è un valore aggiunto o le ha creato delle difficoltà?

«Ho quasi 27 anni e la mia età anagrafica non è mai stata né un ostacolo né un trampolino di lancio. Penso che siano altri i valori essenziali per fare impresa, ma soprattutto per andare avanti lungo questo cammino: forza, volontà, impegno, e tanti sacrifici, di qualunque età si tratti».

«L’essere donna, invece, credo sia una marcia in più. In una società dove la figura di imprenditore è prettamente maschile, affermarsi come donna imprenditrice, è difficile, ma allo stesso tempo bellissimo e soddisfacente. C’è una forza motrice che mi spinge a dare il massimo, oltre che per orgoglio personale, anche per alimentare l’immagine di donna capace di raggiungere conquiste lavorative, e non solo amorose e familiari, come purtroppo ancora i luoghi comuni e gli stereotipi raccontano. Penso che noi donne grazie alla grinta, all’intelligenza e alla sensibilità che ci contraddistinguono, possiamo raggiungere le vette di ogni cosa. Oscar Wilde diceva: “Date alle donne occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto”».

Attualmente opera nel business della ristorazione, ha mai pensato di affacciarsi anche ad altri mercati?

«Al momento le mie forze e i miei progetti (in arrivo qualche novità di cui ancora non svelo nulla) sono impegnati nella mia attività ristorativa. In futuro chissà… nella vita mai dire mai!”

Federica Geria
Federica Geria

Lei è sempre un passo avanti alle iniziative che intendono attuare i suoi concorrenti diretti e non, dalle promozioni alle collaborazioni, fino ai contest. I clienti sono soddisfatti sia sotto l’aspetto culinario che sociale: cosa c’è dietro tutto questo? Su cosa si basa per realizzare queste iniziative? Sono idee che nascono da un’ispirazione improvvisa o sono scelte ponderate che seguono particolari indagini di mercato?

«Dietro tutto questo c’è la voglia e la necessità di coinvolgere i clienti online e offline, sentirli vicini, creando una specie di famiglia, gratificarli e fidelizzarli. Per creare qualsiasi iniziativa, che sia un contest, una collaborazione, una proposta culinaria o un evento, mi baso sempre e solo su un aspetto: i bisogni dei miei clienti. Le idee nascono spesso all’improvviso, quando meno te lo aspetti arriva il cosiddetto lampo di genio, ma dietro ogni mossa o strategia c’è davvero tanto lavoro, tanto studio ed è assolutamente tutto ponderato, nei minimi dettagli».

Quando sceglie i suoi partner per le collaborazioni cerca sempre di dare risalto alle attività locali, difatti ha creato un’ottima sinergia tra i piccoli imprenditori reggini. È una scelta etica, quasi come voler prendere posizione in un panorama socio-economico in cui il Sud sembra risultare sempre come perdente, oppure è una scelta di convenienza relazionale: è più semplice collaborare con imprese geograficamente vicine o dipende dal tipo di collaborazione?

«Le collaborazioni sul nostro territorio sono fondamentali. Negli ultimi tempi ho stretto legami con imprese reggine creando splendide partnership. Abbiamo dato vita ad una t-shirt esclusiva insieme al brand Sudup dei Fratelli De Stefano, creato un gustosissimo hamburger in edizione limitata con Fattoria della Piana, senza dimenticare la centenaria Gelateria Cesare che ha dedicato un gusto di gelato al mio locale, a cui sono davvero grata per questo omaggio. Le sinergie tra le imprese di Reggio Calabria non dovrebbero essere l’eccezione, bensì la regola. Da una piccola collaborazione possono nascere grandi cose»

Nell’epoca definita “always on” i social hanno un ruolo cruciale nelle dinamiche imprenditoriali, quanto è importante instaurare un rapporto con il cliente tramite questi canali?

«I social network giocano un ruolo importantissimo. Credo che attraverso un post, apparentemente semplice, ma attentamente curato, nell’immagine e nel messaggio, si possano influenzare le persone, creando legami virtuali con loro. Viviamo in un mondo iperconnesso dove questi canali ci danno la possibilità di raggiungere centinaia di utenti online e di comprendere i loro bisogni, in tempi brevi e a costi bassissimi. I social per me sono un potentissimo mezzo, che tutti noi abbiamo a disposizione, e se usati in ambito aziendale con consapevolezza, coscienza e competenza, possono portare solo a grandi e sorprendenti risultati».

Cosa vorrebbe dire ai giovani della sua città e della Calabria?

«Da giovane non mi sento nella posizione di lanciare un messaggio ad altri giovani. Sono in questo campo da circa cinque anni e ho davvero tanta strada ancora da percorrere e senz’altro moltissimo ancora da imparare. Penso che un giovane, con la sua voglia di fare e con tanta volontà può raggiungere ogni obiettivo, senza dimenticare mai l’umiltà e la riflessività: “Occhi al cielo e piedi per terra, sempre”». (mda)

MotorShow di Saline (RC): un grande evento, da domani la prevendita dei biglietti

Da domani parte la prevendita dei biglietti di quello che si annuncia come il più importante evento motoristico dell’anno: il MotorShow 2Mari, che si terrà a Saline Joniche, dal 1° al 9 maggio, sarà popolare anche nei prezzi con ingressi a partire da 10 euro.

Il parco, a ridosso del mare prospiciente il piazzale del porto di Saline, ospiterà decine di vetture turismo e sport prototipo impegnate in sfide avvincenti, sulla pista da 875 metri. Ed ancora drifting, stuntman, off road, Museo Targa Florio, marchi di primo piano e nobili sport car esposte. Il set up è in fase di completamento proprio in queste settimane nei 350mila metri quadrati che assicureranno divertimento allo stato puro.

MotorShow 2Mari

Presenza costante, nel corso della manifestazione, sarà anche quella degli action stuntman, grazie alla partecipazione di una realtà d’eccellenza italiana: Folco Team, infatti, è da anni leader incontrastato e collabora con le maggiori case di produzioni cinematografiche e televisive per lo sviluppo di film d’azione e spot commerciali.

Lo show potrà contare anche su Emanuele Festival e il suo straordinario team, pluricampione italiano di drifting. Toccherà ai funambolici driver disegnare, su potenti autovetture, incredibili traiettorie in sovrasterzo di potenza ed a ruote fumanti.

Non mancheranno neppure i trofei destinati alle vetture turismo, divise in classi di appartenenza, spazi dedicati alle compatte turbo degli anni ’80 e gare ad inviti di Formula Challenge, con il format che garantisce emozioni uniche: la sfida incrociata. La Federazione italiana Fuoristrada ha accordato l’iscrizione di un evento di campionato italiano all’interno del percorso off road interno al Motorshow, con la presenza di decine di potenti e spettacoli mezzi a ruote artigliate.

Previsti, inoltre, eventi culturali, spettacoli e premiazioni. Ogni sera concerti, gruppi musicali, divertimento e intrattenimento firmato da Studio54Network.

Il tutto con un occhio di riguardo per la sicurezza stradale, in collaborazione con Anas, partner ufficiale dell’evento, ed una attenzione alla legalità, grazie alla presenza dell’associazione Libera, di cui Motorshow 2Mari è parte integrante.

Il Motorshow sarà inaugurato sabato 1° giugno. Gli orari: dal lunedì al giovedì dalle 16 a mezzanotte, da venerdì a domenica, dalle 10.30 a mezzanotte. Nelle giornate del 3 e 4 giugno, vi sarà un’apertura mattutina esclusivamente dedicata agli studenti, in occasione dell’incontro con Luca Abete ed il suo tour motivazionale sul tema della legalità e della sicurezza stradale.

L’acquisto in prevendita per un solo ingresso è di 10 euro (al botteghino il costo sarà di 15 euro). Previsti anche abbonamenti di tre giorni in prevendita a soli 24 euro. L’acquisto in prevendita garantirà l’accesso senza code ai varchi d’ingresso. Per i primi 400 biglietti venduti previste sorprese destinate agli acquirenti. (rrc)

 

Ancora polemiche per il Consiglio dei Ministri a Reggio: critiche dal centrodestra

Ancora polemiche sulla riunione del Consiglio dei Ministri convocata a Reggio Calabria. Da parte dei consiglieri regionali del Centrodestra (CdL- FdI/Gruppo Misto-FI-Moderati per la Calabria-Ncd) viene un giudizio tranciante sull’occasione mancata da parte dell’Esecutivo di lanciare segnali concreti per la crescita e lo sviluppo.

«Una parata elettorale, tra molto fumo e niente arrosto. Noi guardiamo ai fatti – dicono i consiglieri regionali del centrodestra – ed i fatti ci dicono di una grande delusione rispetto alle aspettative della vigilia». Nel mirino, anzitutto, le scelte in materia di sanità: «La decisione di togliere alla Regione ogni competenza in fatto di sanità fino a tutto il 2020, se da un lato certifica il fallimento dell’operato della giunta Oliverio, peraltro secondo quanto anni andiamo denunciando noi, dall’altro segna l’avanzare di un atteggiamento per molti versi speculare a quello di Oliverio: incapacità di puntare sul dialogo e di accompagnare la Calabria, nel confronto col Governo, verso la perduta normalità, con LEA almeno vicini alla media e servizi efficienti. Nulla di tutto ciò. Si fa esattamente quel che si rimprovera ad Oliverio ed in questo c’è la mortificazione della democrazia e delle istituzioni. Non bastasse, si affidano le chiavi del comparto ad Invitalia, nuova stazione unica, ed Agenas, l’agenzia dei conti della salute che fin qui è stata una delle protagoniste del lungo inverno sanitario calabrese, e che ora terrà la contabilità delle aziende sanitarie. Insomma, altro che novità e cambiamento: per questo vigileremo ad ogni livello per impedire che questo scontro, che di certo approderà davanti alla Corte costituzionale, non venga pagato, come al solito, dai calabresi».

A non convincere sono anche altre misure, ovvero «i tanti silenzi di un Consiglio dei Ministri convocato a Reggio per dare un segno tangibile dell’opera di contrasto alle tante emergenze calabresi ma in realtà conclusosi senza alcun provvedimento concreto in tale direzione». Lo proverebbero, secondo il centrodestra calabrese, «le battute fuori luogo riservate ai lavoratori precari dal premier Conte, con l’invito a richiedere il reddito di cittadinanza. Probabilmente tra qualche settimana il presidente del consiglio, come già fatto in riferimento alla sua affermazione secondo la quale il 2019 sarebbe stato un anno bellissimo, si rimangerà le sue parole. Restano, intanto, la sgradevole e per nulla rassicurante sensazione di un premier completamente all’oscuro della questione del precariato e delle normative di riferimento, ma pure l’insopportabile aria di sufficienza con la quale si è affrontato un problema ancora senza soluzione». E se nessun cenno è arrivato sui temi del lavoro, calma piatta anche sul versante delle infrastrutture.

«Ci si riunisce in Calabria per approvare il decreto sbloccacantieri – attaccano i gruppi consiliari regionali del centrodestra – e non si trova modo di spendere una parola chiara e definitiva sull’ammodernamento della statale 106, tra Roseto e Sibari, e da Sibari in giù? Nulla di più se non un generico impegno sul destino del porto di Gioia Tauro? Nemmeno un pensiero al Patto per la Calabria ed ai suoi finanziamenti, congelati come i fondi che servirebbero per far decollare le Zone economiche speciali? Distrazioni e silenzi che fanno male: senza infrastrutture, investimenti e lavoro non si estirperà mai la malapianta della ‘ndrangheta, pure presente in tutti i discorsi di presidente e ministri».

Concludono i consiglieri regionali del centrodestra: «Poco, troppo poco è emerso da un CdM presentato come epocale ma chiusosi senza grandi sussulti. Di ben altro, che non dei soliti finanziamenti già promessi dal Governo precedente, ha bisogno la Calabria per risollevarsi. Ed il Governo guidato dal M5S, che qui ha fatto incetta di voti, ha la grande responsabilità non solo di attuare le promesse, ma di essere davvero altra cosa rispetto all’era renziana. A giudicare da quel che s’è visto ieri, l’annuncite non è ancora passata di moda. E questo, per la nostra terra, non è affatto una buona notizia».

Anche la deputata azzurra Maria Tripodi  ha stigmatizzato l’iniziativa dell’Esecutivo: «Il dl Sanità approvato dal Cdm – ha detto la Tripodi – non è altro che l’ennesimo slogan del governo gialloverde, con l’aggravante di una sequela di sprechi che vanno sotto il nome di compensi maggiorati per i manager del settore, un’autentico schiaffo ai calabresi gravati già da costi esorbitanti per i servizi sanitari basilari. Il tema della Sanità non può essere derubricato ad una semplice passerella negli ospedali a favore di telecamera, il decreto è privo delle soluzioni che invece necessiterebbero, non è un caso che alcuni sindaci chiedano strutture ospedaliere adeguate ai bisogni del territorio. L’esecutivo di Conte e Company dà l’ennesima dimostrazione di approssimazione, pressapochismo e inadeguatezza». (rp)

Doppia preferenza: da Catanzaro un appello per approvare la legge

Dopo la clamorosa bocciatura in Consiglio regionale della proposta di legge di Flora Sculco sulla doppia preferenza nelle prossime consultazioni elettorali della Regione, da ogni parte si levano appelli perché il provvedimento – ovviamente riformulato – venga di nuovo sottoposto all’Assemblea.

Giovedì scorso, a Germaneto, alla Cittadella regionale la consigliera Flora Sculco ha invitato sindacati, associazioni e istituzioni alla mobilitazione più larga possibile «per aumentare – ha spiegato – il grado di compartecipazione e sensibilizzazione verso una questione che non è più soltanto un mero fatto legislativo, ma sta diventando qualcosa di molto più importante. Quello che adesso è in gioco è l’emancipazione democratica della nostra regione. Dopo la dolorosa pagina consumata nell’ultimo consiglio, la vera sfida è abbattere un sottofondo culturale maschilista che alberga in Calabria nel mondo della politica, paragonabile soltanto alle barriere architettoniche. Voglio solo ricordare che in trent’anni di regionalismo su 4.800 consiglieri eletti soltanto il 2,3% cento appartiene al genere femminile. Dobbiamo andare avanti».

Anche il governatore Mario Oliverio è intervenuto all’incontro e ha manifestato il propio sostegno. «Non ci sono vie d’uscita, – ha detto il presidente Oliverio – la legge sulla doppia preferenza di genere va approvata. Non si tratta di una battaglia che appartiene a una sola parte politica, ma attiene alla sfera democratica e civile della nostra regione e alla sua proiezione verso l’esterno che è molto più positiva di quella che invece oggi si tenta di far passare».

Il presidente ha auspicato una maggiore convergenza sull’iniziativa di legge. «“Ben venga – ha detto – la mobilitazione da parte di tutti e in tutte le sedi, affinché si riesca a dare seguito a un ulteriore spinta verso l’approvazione di questa legge che non è coercitiva rispetto al voto alle donne, lo ricordo, ma espressione di una facoltà democratica nei confronti dell’elettorato. Sono disponibile a ogni confronto su eventuali modifiche statutarie da apportare, ma non si può sfuggire dall’approvazione della riforma. Discutiamo di tutto, non ci sono pregiudizi di sorta, ma non utilizziamo a pretesto altri argomenti per impedire che ciò avvenga. Si tratta di principi democratici a cui non si può più derogare». (rcz)

La Settimana Santa in Calabria, gli eventi tradizionali del Sabato di Pasqua

Sono tantissime, in Calabria, le celebrazioni organizzate in occasione della Settimana Santa. Ecco i principali appuntamenti del Sabato Santo:

Catanzaro, tutto pronto per la processione Naca, che partirà alle 18.30 dalla Basilica dell’Immacolata, per percorrere, poi, tutto il centro storico. Ad accompagnare la processione, la Banda Musicale “Città di Catanzaro”;

Girifalco (CZ),  si potrà assistere, nel Centro Storico, alla tradizionale Cunfrunta. Si tratta dell’incontro tra le statue dei Santi: quella di Gesù risorto che, accompagnato da San Giovanni, incontra la Madonna in lutto al centro della Piazza San Rocco. L’evento trova il suo culmine con il volo delle colombe e la caduta, per terra, del velo nero della Madonna, che indica la fine del lutto e l’inizio della Pasqua;

Badolato (CZ), suggestiva la Cumprùnta, una processione organizzata dalle Confraternite del SS Rosario e di Santa Caterina d’Alessandria, che si snoda per tutto il centro storico e che culmina in Piazza Santa Barbara. Durante la processione vengono portate a spalla le statue di San Giovanni, della Madonna Addolorata e del Cristo Risorto.

A Laino Borgo (CS), si trasformerà ne La Giudaica, un evento che vede coinvolti oltre cento attori del luogo, e che propone, un modo puntuale, il Processo a Gesù a partire dall’Ultima Cena fino alla Crocifissione;

L'immagine può contenere: 4 persone, persone in piedi e spazio all'aperto
Un momento de “La Giudaica” a Laino Borgo (CS)

Cassano allo Ionio (CS), la Processione delle Varette. Un rituale molto antico, nel corso del quale sfilano delle statue di cartapesta che rappresentano il mistero di Cristo legato alla colonna, coronato di spine, che prega nell’orto, deposto dalla croce, morto nella bara, asciugato dalla Veronica, Pilato, Giuda, la Maddalena, e i “disciplìni, incappucciati per voto, spesso scalzi che si battono con catene e corde, per penitenza;

Nei paesi Arberëshë, c’è la  La Vallja, una danza popolare che si esegue cantando un’antica canzone cadenzata. Il martedì di Pasqua, nei paesi di origine arbëreshë, gruppi di donne, vestiti con abiti tradizionali, si muovono a ritmo di questa danza, che è molto più che un ballo folkloristico, ma una vera e propria rivendicazione delle proprie origini, usi e costumi;

A Caulonia (RC), si celebrano il Caracolo, una suggestiva processione pasquale che si svolge dopo tanti giorni di preghiera intensa.

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La processione, dunque, è composta da due “gruppi”, le Confraternite, vestiti di saio bianco e incappucciati, con una corona di spine sul capo, si incontrano in una zona del paese, “U  Buveri”, dalla quale unitamente si dipartono per percorrere le principali vie di Caulonia, accompagnate da una folla mesta ed orante, a lume di fiaccole al vento.

La Processione, dunque, è una meditazione sulla Passione di Gesù, ed è arricchita da Statue che raffigurano gli ultimi momenti della vita terrena di Gesù;

Stilo (RC), da 400 anni si ripropone il rito della Passione di Cristo, organizzato dai Fratelli della Chiesa dell’Immacolata San Pietro. Cerimonie liturgiche si snodano lungo il centro storico, davanti ai sagrati, nelle Chiese o per le vie del paese;

Mesoraca (KR), subito prima della processione, la croce viene assegnata a un devoto, che la trasporterà per le vie del paese, soffermandosi davanti alle chiese per la visita ai sepolcri. Durante la processione del venerdì santo di Mesoraca vengono emessi dei suoni davvero particolari e suggestivi, riprodotti con degli strumenti musicali come la troccola, la trombetta e la raganella. (rrm)

(La foto di copertina della processione della “Naca” è dell’antropologo Sergio Straface, tratta dal suo blog www.sergiostraface.it)

A Nocera Terinese il rito più cruento di Pasqua: la processione dei Vattienti

Si ripete, come ogni anno, il sabato di Pasqua il rito dei Vattienti a Nocera Terinese, uno dei più cruenti e suggestivi della Settimana Santa. I Vattienti (quelli che si battono) sono dei flagellanti che percorrono le vie del paese battendosi le gambe con una spugna (il cardo) con 13 pezzi di vetro con cui si procurano ferite alle cosce e ai polpacci. È un rito di espiazione che segue la processione della Madonna addolorata. Un rito secolare che richiama mmigliaia di fedeli, curiosi e visitatori, nel piccolo borgo vicino a Falerna.

Accanto ai vattienti ci sono i volontari (gli “acciomu”, che in dialetto significa “ecce homo”) che portano una croce rossa come il telo che avvolge i loro fianchi. Sono loro che cospargono le ferite di vino bollito con rosmarino per disinfettare i tagli. Non sono ferite profonde, ma il sangue scorre copioso lungo le gambe. Il corteo è molto suggestivo, pur nella sua cruda violenza: il “vattiente” porta una corona di spine sulla testa avvolta da un panno nero (in realtà non sono spine insidiose, è un ramo di sparaconga che non provoca ferite al capo) e veste di nero con calzoncini corti che lasciano le gambe esposte ai colpi del cardo e quindi mostrate mentre sanguinano. È una corsa di gambe sanguinanti dietro la statua lignea della Madonna, cui viene offerto il sangue. (rcz)

Mimì Lucano non può ritornare a Riace. Confermato dai giudici il divieto di dimora

L’ex sindaco di Riace, Mimì Lucano, simbolo dell’integrazione e dell’accoglienza, non può ritornare al suo paese: il tribunale del riesame ha confermato il provvedimento di divieto di dimora a Riace. La Cassazione aveva in gran parte smontato l’impianto accusatorio rinviando al Tribunale del riesame il domicilio coatto al contrario, inflitto a Lucano. Per i giudici reggini, però, non sono cambiate le esigenze cautelari che impongono di tenere lontano dal paese che ha amministrato per tre mandati l’ex sindaco.

Mimì Lucano, come si ricorderà, la scorsa settimana è stato rinviato a giudizio con altri 26 indagati (prima udienza l’11 giugno), ma contava di poter rientrare a Riace, a casa sua. Curiosamente può andare dove vuole, può stare dove vuole, tranne che a Riace. Le decisioni dei giudici non si commentano, come le sentenze che vanno accolte e applicate una volta emesse, però l’accanimento nei confronti dell’ex sindaco di tenerlo lontano dalla città che ha saputo trasformare in simbolo di accoglienza, appare quantomeno contraddittorio.

Lucano dovrà rispondere di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e i giudici decideranno la sua posizione, assolvendolo o condannandolo, ma, visto che sono passati un bel po’ di anni dai fatti contestati, perché imporre un confino all’incontrario? Attendiamo le motivazioni, ma sarebbe bello che qualcuno, al di là del linguaggio giuridico, spiegasse quali ragioni obbligano a tenere lontano il sindaco Mimì dalla sua gente. (s)

Il Governo dai Bronzi: bagno di cultura millenaria al Museo di Reggio

L’occasione della riunione de Consiglio dei Ministri a Reggio ha dato il pretesto ai componenti dell’Esecutivo di fare un “bagno” di cultura magno-greca con una visita al Museo Archeologico Nazionale.

Guida d’eccezione il direttore arch. Carmelo Malacrino che ha accompagnato, in una lunga visita, i ministri lungo tutto il percorso espositivo che si snoda sui quattro livelli. La suggestione delle meraviglie ospitate dal MArRC era palpabile: dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli e tutta la compagine governativa, incluso il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, non hanno potuto che esprimere apprezzamenti e ammirazione.

Il MArRC è un patrimonio della Calabria, non solo di Reggio: su di esso devono convergere le attenzioni di qualunque progetto di sviluppo turistico e culturale che il Governo vorrà intraprendere sulla Calabria. Se ne ricorderanno?

Ad accogliere al Museo l’Esecutivo, accompagnato dal prefetto di Reggio Michele di Bari, il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto, e il vicesindaco di Reggio Armando Neri. (rrc)

Il direttore Carmelo Malacrino col Presidente Giuseppe Conte
Carmelo Malacrino e Alberto Bonisoli
Il direttore Malacrino col ministro Bonisoli