Approvato il piano legalità dalla Commissione anti-ndrangheta

Approvato In Consiglio regionale dalla Commissione contro la ndrangheta, presieduta dall’on. Arturo Bova,  il Piano speciale legalità, antiracket e antiusura (Psla), previsto dall’art. 4 della legge regionale n.9/2018.  il piano contiene interventi per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno della ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile e della trasparenza, necessario per attivare i fondi previsti dalla legge.

L’organismo ha anche espresso parere positivo a due provvedimenti amministrativi di iniziativa del presidente della Commissione Arturo Bova, contenenti due proposte di legge al Parlamento nazionale: il primo, per ‘interventi a tutela e a favore delle imprese denuncianti fenomeni estorsivi e criminali’; il secondo, per il varo di ‘interventi a sostegno della prevenzione della marginalità sociale e culturale a favore dei minori provenienti da contesti famigliari pregiudizievoli e disgregati’, fenomeno conosciuto come ‘Liberi di scegliere’, avviato per la prima volta in Italia dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Reggio Calabria.
«La proposta di legge al Parlamento nazionale sulle imprese che denunciano fatti estorsivi e criminali ai loro danni – ha detto il presidente Bova a conclusione della seduta – è volta all’introduzione di elenchi di merito delle ditte che si oppongano alla criminalità organizzata, come circuito preferenziale di partecipazione agli affidamenti di lavori pubblici con procedura diretta, nelle more di una complessiva revisione del Codice dei contratti pubblici. La ‘ratio’ di questa proposta di legge è quella di creare un volano positivo – ha detto Bova – a supporto delle aziende che iniziano una collaborazione con lo Stato e che in un momento molto delicato necessitano di un concreto sostegno per non sentirsi abbandonate, o anche solo danneggiate, da un’azione coraggiosa e di alto valore civile, etico e morale, con ricadute positive per tutta la società».

«La seconda proposta di legge sugli ‘interventi in favore dei minori provenienti da contesti famigliari pregiudizievoli o disgregati – ha continuato Arturo Bova – provenienti e/o inseriti in contesti di criminalità organizzata’, ha come obiettivo la realizzazione di percorsi personalizzati di rieducazione, sostegno e reinserimento sociale. È assodato che il preminente interesse del minore d’età – ha sottolineato Bova – e la salvaguardia dei suoi diritti siano criteri guida per l’impostazione di politiche sociali nazionali ed internazionali per favorire i processi di sviluppo e di crescita della persona. Da qui, una forte iniziativa congiunta dello Stato e della Regione, nel solco già avviato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, per sviluppare un programma di prevenzione della marginalità sociale attraverso opportunità lavorative, ricreative e formative”.
Durante i lavori, inoltre, è stato ascoltato il presidente regionale di Legambiente Francesco Falcone sugli ecoreati in Calabria. Ai lavori della Commissione hanno contribuito i consiglieri Morrone, Battaglia, Nucera e Romeo. (rrc)

Nella foto di copertina, l’on. Arturo Bova

Tre talenti calabresi in gara a Sanremo Young 2019

C’è anche la Calabria al Sanremo Young 2019. Tre, i giovani talenti calabresi che, insieme agli altri partecipanti, si contenderanno il titolo in questa seconda edizione del Festival, ideato e condotto da Antonella Clerici, e che andrà in onda da stasera su Rai 1, in prima serata, fino a marzo.

Ospite d’onore della prima serata, John Travolta. I ragazzi, con il loro talento, dovranno convincere una giuria composta da 

Rita PavoneNoemiShel Shapiro e Maurizio VandelliBelen RodriguezAmanda Lear

Angelo Baiguini, EnricoRuggeriGigi D’AlessioGiovanni Vernia e BabyK.

Da Mirto Crosia, il sedicenne Antonio Vaglica, studente del terzo anno del Liceo Artistico, da Botricello, la quindicenne Giovanna Camastra, che frequenta il secondo anno del Liceo Scientifico, e da Cosenza la sedicenne Giovanna Perna, che frequenta il terzo anno del Liceo Scientifico.

Il Sindaco di Mirto Crosia Antonio Russo, nel sapere che un suo concittadino parteciperà alla prestigiosa kermesse, ha dichiarato che «è sempre un onore vedere i figli di questa terra che danno sfoggio del loro talento davanti ad una platea internazionale. Crosia è, da sempre, una terra di artisti che soprattutto in ambito musicale e nello spettacolo hanno dato prova di eccelsa qualità. Oggi è il turno del giovane Antonio Vaglica che con la sua voce ha sempre impreziosito gli eventi del nostro territorio».

«Oggi – ha concluso il sindaco Russo – si trova a poter far tesoro di questa opportunità che ha conquistato con tanto sacrificio e sicuramente con altrettanta dedizione e caparbietà. Gli auguriamo ogni bene, consapevoli che saprà fare tesoro di questa importante vetrina per farsi spazio nel mondo della musica».

Anche l’Amministrazione Comunale di Botricello, insieme alla comunità locale, ha voluto dare l’in bocca al lupo alla giovane concittadina Giovanna Camastra con una manifestazione svoltasi nella sala consiliare.

«Siamo orgogliosi – ha dichiarato il vicesindaco Patrizia Altilia – che tu oggi sia qui con noi, e lo saremo ancora di più venerdì quando ti vedremo cantare sul palco di Sanremo. Noi ti vogliamo fare un grosso in bocca al lupo, augurandoti di vivere il momento che hai sempre sognato».

«Questo – ha dichiarato il sindaco di Botricello, Michelangelo Ciurleo – è un punto di arrivo dopo tanti sacrifici ma, allo stesso tempo, è anche un nuovo punto di partenza. Noi ti sosterremo con forza, e tutta la comunità è orgogliosa di essere rappresentata da te».

Per la giovane cosentina Giovanna Perna, tantissimo l’affetto, il sostegno e l’orgoglio dimostrato sui social per la giovane pianista, che definisce, sempre su Facebook, questa esperienza «un sogno che diventa realtà». (rcs)

Ritratti di Poesia a Roma: il premio 2019 al giurista e poeta Corrado Calabrò

È la decima edizione del Premio Ritratti di Poesia, promosso dalla Fondazione Terzo Pilastro presieduta e diretta dall’economista Emmanuele Francesco Maria Emanuele: oggi a Roma (alle 11), nella suggestiva Sala del Tempio di Adriano, il poeta e giurista calabrese Corrado Calabrò ha ricevuto il prestigioso riconoscimento della Fondazione per la vastità della sua opera poetica. Calabrò, reggino di nascita, fine giurista ed eccelso poeta, ha pubblicato nei mesi scorsi una splendida raccolta di versi (Quinta dimensione, Mondadori) che raccoglie sessant’anni di liriche. Un libro che sta raccogliendo vasti consensi di pubblico e di critica.

Fondazione Terzo Pilastro

L’intervento del prof. Calabrò:

Premio arte e cultura 2019

Posted by Corrado Calabrò on Friday, 15 February 2019

L’intervento del cav. Emmanuele Emanuele:

Premio arte e cultura 2019

Posted by Corrado Calabrò on Friday, 15 February 2019

La manifestazione di Terzo Pilastro è, in realtà, una maratona poetica (dalle 9.30 alle 19.30) che offrirà insieme reading e confronto con gli autori (inclusi gli incontri con le scuole) dal mattino fino a sera. Un’impegnativa kermesse di poesia che vuole avvicinare soprattutto i più giovani all’universo poetico di poeti di grande levatura e personaggi poco conosciuti legati alle nuove tendenze della poesia di ogni parte del mondo.

Corrado Calabrò, alle 11, sarà il primo a ricevere l’ambito riconoscimento dalle mani del prof. Emanuele e intratterrà con una breve prolusione i presenti, oltre a presentare e recitare personalmente alcune sue liriche di grande suggestione.

Il Premio di Poesia Terso Pilastro nel suo albo d’oro conta Andrea Zanzotto (2010), Maria Luisa Spaziani (2011), Pier Luigi Bacchini (20129, Giovanna Bemporad (2013, ad memoriam), Giampiero Neri (2014), Elio Pecora (2015), Giancarlo Majorino (2016), Giuseppe Conte (2017), Donatella Bisutti (2018) e quest’anno Corrado Calabrò. (rrm)

Nella foto di copertina Emmanuele Francesco Maria Emanuele e Corrado Calabrò

Aeroporto di Lamezia: il sindacato USB contesta la Sacal

Continua il braccio di ferro tra sindacato USB e la Sacal società di gestione dell’aeroporto di Lamezia Terme. La USB, all’interno dell’aeroporto internazionale di Lamezia in una nota sottolinea che «vorremmo che i “più” sappiano che non è un affare privato tra amministratori e alcune parti sindacali che sottoscrivono accordi capestro!! Non ultimo quello del 6 febbraio 2019. Ci riferiamo – dice la nota sindacale – ad accordi in “ sede protetta” cioè una “cupola” dove nessuno deve sapere altrimenti Cgil · Confindustria e Sacal non possono procedere alla schiavizzazione e precarizzare,  ancora di più il lavoro precario/stagionale  e quello stabile, esistente da anni in aeroporto!!  Non possiamo prendercela con i padroni calabresi, perché è logico fanno i loro interessi da anni,  ma ci complimentiamo con i sindacati che hanno raggiunto con l’ accordo, per schiavizzarli sul piano stagionale, il top del top!! E dulcis in fundo: gli viene vietato nel  verbale di NON mettere in azione richieste di alcun genere nemmeno per un ora fatta in più!!!

«Un accordo che da anni si caratterizza per l’assoluto disprezzo della dignità dei lavoratori, costretti a tollerare un regime di vita insostenibile per garantire la propria sopravvivenza, costretti a svolgere attività lavorativa non  proprie dal contratto di lavoro sottoscritto, percependo la solita misera retribuzione e subendo la lesione di diritti primari, quali il diritto alle ferie e alla malattia retribuita, al trattamento di fine rapporto ed alla tredicesima, il tutto sotto la costante minaccia, sovente esplicita e violenta, di ripercussioni o di licenziamento!!!

«I lavoratori – si legge nella nota dell’USB – continuamente minacciati soggiogati dalla precarietà imposta dai sindacati e dalla Sacal, soprattutto quando si lamentano dello sfruttamento di cui sono vittime e reclamano il rispetto dei propri diritti.  (infatti adesso svolgono riunioni in sedi protette!!!)  – La stabilizzazione è uno sproposito per questi !!  Ma c’è di più anche per i lavoratori cosiddetti stabili:  una contrattazione di 2° livello ormai scaduta dal lontano 2008.

Questi i punti contestati dall’USB:

— Continuo ricorso alla banca ore con richieste al personale di prosecuzione dell’orario di lavoro motivate come “emergenza” che di emergenza hanno ben poco; si tratta di carenza di personale;   

— Utilizzo ricorrente ad assunzioni di personale con agenzie interinali, completamente disinteressandosi di tutto il personale stagionale e delle proprie rivendicazioni, con tutte le complicazioni familiari e socio-economiche che questo comporta;   

— Ritardo nella distribuzione delle buste paga e nell’erogazione degli stipendi, di pochi giorni ma raramente successo negli anni precedenti;

— Mancanza di vestiario (ultima fornitura di quello estivo anno 2014, quello invernale attualmente in attesa di fornitura !!!);

— Carenza di mezzi aeroportuali e quei pochi esistenti sono ormai obsoleti sicurezza negli ambienti di lavoro zero.

«Attueremo conclude la nota – tutte le nostre prerogative sindacali a tutela di tutti nei prossimi giorni». (rcz)

Il sindaco di Reggio Falcomatà: Il Porto di Gioia Tauro priorità nazionale

Il Sindaco Metropolitano Giuseppe Falcomatà è intervenuto sulla grave crisi del Porto di Gioia Tauro e il rischio di perdita di numerosi posti di lavoro:  «Deve essere – ha detto Falcomatà – una priorità nazionale. Il Governo ascolti l’allarme dei lavoratori».

«La Calabria faccia sentire forte la sua voce al fianco dei lavoratori del porto di Gioia Tauro. Dobbiamo scongiurare l’ipotesi nefasta dei licenziamenti annunciati da Medcenter che sarebbe un colpo mortale per i piani di sviluppo dell’area portuale, sulla quale ora è operativa la Zone Economica Speciale». Il Sindaco metropolitano ha manifestato la sua vicinanza ai lavoratori che hanno proclamato lo stato di agitazione trasmettendo una lettera unitaria, firmata dalle segreterie nazionali e calabresi di Cgil, Cisl e Uil, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ai Ministri Danilo Toninelli e Barbara Lezzi.

«Il porto di Gioia Tauro è la più grande infrastruttura trasportistica del sud Italia, uno dei sistemi portuali più grandi del mondo. Il Governo ha il dovere di considerarlo come una priorità nell’agenda politica nazionale – ha aggiunto il sindaco – non si può continuare a trascinare in avanti una fase di crisi infinita che evidentemente sta generando una perdita di volumi accompagnata da continue minacce di tagli e riduzioni del personale. Riteniamo grave che gli accordi firmati con il precedente Governo siano stati disattesi, soprattutto rispetto al piano di investimenti già programmato e condiviso. Oggi non possono essere i lavoratori a pagare gli effetti di uno scontro irresponsabile tra i due colossi Mct e Msc che si contendono la governance del porto».

«Il Premier ascolti le richieste dei lavoratori e dimostri concretamente che questo Governo non è nemico del Sud. Le avvisaglie di questi primi mesi della compagine giallo-verde alla guida del Paese non lasciano ben sperare, ma Conte è ancora in tempo ad imprimere il necessario e dovuto cambio di rotta, a partire da un tema centrale come quello del rilancio del porto di Gioia Tauro. L’istituzione della Zes, recentemente entrata in funzione dopo anni di chiacchiere e tentativi malriusciti, può essere un’occasione di rilancio dell’area portuale, anche in virtù di un piano di sviluppo delle attività industriali che ruotano attorno ad esso. Ma è necessario che il Governo si faccia promotore di un’iniziativa forte e decisa, con l’obiettivo di attrarre su Gioia Tauro investitori in grado di implementare l’attività industriale ed aumentare i livelli occupazionali». (rrc)

Reggio Metrocity illustrerà al Governo la riforma della legge Delrio

A presentare al Governo la riforma della Legge Delrio sarà la Città Metropolitana di Reggio: il mandato è stata affidato nel corso dell’assemblea dell’ANCI a Roma al sindaco Giuseppe Falcomatà e al vicesindaco Riccardo Mauro. La delega dà mandato di illustrare all’Esecutivo l’ammodernamento della legge n. 56 del 2014 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni). Un riconoscimento importante, dunque, che esalta il territorio reggino per credibilità, autorevolezza e prestigio istituzionale.

«Sia dal punto di vista tecnico sia da quello politico – hanno commentato Giuseppe Falcomatà e Riccardo Mauro – la Città Metropolitana di Reggio Calabria esce fortemente rafforzata, imponendosi sul palcoscenico della politica nazionale quale guida di un progetto legislativo molto importante per l’architrave amministrativa dell’intero Paese».

Il nuovo risultato va, quindi, a coronare il percorso intrapreso lo scorso 28 gennaio a Milano quando, da un primo faccia a faccia fra gli amministratori metropolitani, proprio i rappresentanti di Palazzo Alvaro vennero incaricati di redigere la proposta normativa. Da qui, si è arrivati all’ultimo appuntamento nella Capitale, dove il sindaco ed il vicesindaco metropolitano di Reggio Calabria, hanno potuto ricevere ed apprezzare il sostegno dei colleghi amministratori: «Ovviamente, la determinazione dei 14 primi cittadini ci responsabilizza e ci fortifica nella convinzione che la strada intrapresa negli ultimi quattro anni sia davvero quella giusta. E sembrano distanti anni luce anche le polemiche che seguirono il riconoscimento della nostra città fra le 14 Metropolitane d’Italia».

Da questo punto di vista, appare ancora più rilevante la circostanza che l’indicazione di Reggio Calabria quale “Metropolitana guida” sia arrivata dall’unanimità delle Metrocity che, politicamente, si differenziano nelle rispettive amministrazioni. Destra, centro, sinistra e Movimento 5 stelle hanno così dimostrato di apprezzare l’attività degli amministratori reggini nell’elaborare una modifica di legge che, fra i punti cardine, riconosce al sindaco metropolitano la possibilità di dotarsi di una Giunta. «L’assenza di un esecutivo – hanno ribadito Falcomatà e Mauro – limita l’azione amministrativa dell’ente. È francamente impossibile poter governare esclusivamente con atti monocratici di un sindaco che, nella maniera in cui la legge è stata concepita, rischia di rimanere isolato rispetto all’azione della macchina burocratica». A questa, si aggiunge la questione relativa alle deleghe: «Al Governo chiediamo una forte spinta che conceda autonomia assoluta con la differenziazione chiara ed univoca delle deleghe oggi in capo alle Regioni così da poter pianificare e gestire ambiti essenziali per lo sviluppo di un territorio quali possono essere il trasporto pubblico locale, il turismo, il lavoro o la cultura».

L’intervento riguarderà anche l’aspetto finanziario vista e considerata la richiesta di «interventi economici strutturali e pluriennali soprattutto per le due funzioni fondamentali: strade e scuole».

«Il legislatore nel 2014 – hanno ricordato i vertici di Palazzo Alvaro – ha di fatto dato vita ad un nuovo ente tagliando drasticamente le risorse». Un esempio su tutti il contributo dello Stato per le strade: «Nel 2018 è stato di poco superiore al milione di euro a fronte dei quasi 15 milioni appannaggio della vecchia Provincia fino a qualche anno fa. Le conseguenze di una riduzione tanto cospicua dei trasferimenti comporta, ovviamente, l’impraticabilità delle strade esponendo a seri rischi l’incolumità pubblica». (rrc)

Nella foto di copertina: Riccardo Mauro e Giuseppe Falcomatà

Cinque nuove opere d’arte al Museo all’aperto Bilotti di Cosenza

Cinque nuove opere d’arte, donate da Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, andranno presto ad arricchire il Museo all’aperto Bilotti (MAB) di Cosenza. SI tratta di opere di affermati e apprezzatissimi artisti italiani del Novecento: Pericle Fazzini, Gino Severini e Arturo Martini.

La formalizzazione di accettazione della donazione è stata ratificata dalla Gunta comunale di Cosenza, presieduta dal sindaco Mario Occhiuto. Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona è figlio di Enzo Bilotti e nipote di Carlo Bilotti, ideatori del MAB.

Delle cinque opere d’arte che arricchiranno il Museo all’aperto Bilotti fanno parte la Sibilla di Pericle Fazzini, Fouettè (Danseuse), il Giano Bifronte e l’Arlecchino di Gino Severini e, infine, la Dormiente di Arturo Martini.
Tutte e cinque le opere d’arte saranno vincolate in modo permanente al Museo all’aperto Bilotti e rappresentano un’importante occasione per consolidare ed arricchire il MAB e la sua collezione en plein air che fa ormai parte, a tutti gli effetti, del patrimonio storico, artistico e identitario di Cosenza.

I tre autori delle cinque opere figurano tra i più importanti artisti nazionali del Novecento, internazionalmente riconosciuti grazie ad una produzione ospitata nelle esposizioni permanenti dei maggiori musei e con quotazioni di mercato quanto mai significative.

Entrando nel dettaglio delle nuove opere donate al MAB, la Sibilla di Pericle Fazzini è una statua realizzata mediante fusione in bronzo, delle dimensioni di cm.98x67x32. Realizzata mediante fusione in bronzo patinato è la statua Fouettè (Danseuse) di Gino Severini. Si tratta di un unico esemplare in misura monumentale dal modello del 1962 delle dimensioni di cm.190x73x48. Ancora di Gino Severini è il Giano Bifronte, scultura in bronzo, unico esemplare in misura monumentale tratto dal bozzetto eseguito, su disegno dell’autore, nel 1962 a Parigi, dalle dimensioni di cm.170x65x42. Terza ed ultima opera di Gino Severini è l’Arlecchino, statua in terracotta colorata delle dimensioni di cm.215x80x90. A completare il lotto delle nuove donazioni di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona all’Amministrazione comunale, la Dormiente di Arturo Martini, in marmo statuario, delle dimensioni di cm.120x70x100. (rcs)

Nella foto di copertina: a sinistra la Danseuse di Gino Severini e a destra la Sibilla di Pericle Fazzini

La Calabria ancora una volta protagonista alla BIT 2019

Chiusa con successo anche questa partecipazione della Regione Calabria alla BIT Borsa Internazionale del Turismo di Milano che per tre giorni ha fatto il punto dell’offerta turistica italiana. Lo stand della Regione è stato presidiato dal delegato del presidente Mario Oliverio il consigliere regionale Michele Mirabello che è stato a fianco dei 60 operatori calabresi impegnati in tre intense giornate di incontri con buyers internazionali e visitatori.

Nel corso della kermesse milanese la Regione ha anche dato spazio a showcooking, diversi momenti di approfondimento e degustazioni curate dallo chef Antonio De Fazio dell’Unione regionale cuochi Calabria – FIC.

In occasione della conferenza stampa inaugurale sono stati esposti i dati raccolti dall’Osservatorio regionale sul turismo circa le presenze relative all’anno 2018, che ha registrato un incremento del 2,7 %, ovvero 239.000 pernottamenti in più rispetto all’anno precedente. Bene anche il turismo straniero che ancora una volta attesta un aumento (+5,8 %). La Calabria si conferma inoltre seconda regione italiana per numero di pernottamenti: 4,92 è il numero medio di notti per cliente, dato che supera decisamente la media su scala nazionale, che si ferma a 3,37.

Inoltre, nella prima giornata è stato presentato il “2 meeting internazionale sulla Dieta Mediterranea”, istituito nel 2018 per tutelare e valorizzare quello che in Calabria è considerato un vero e proprio patrimonio, nonché il segreto della longevità dei calabresi. Sull’argomento, nei prossimi mesi è previsto un grande evento che radunerà chef stellati, rappresentanti del mondo medico-scientifico, ospiti internazionali e il nuovo testimonial, lo chef anti-spreco Francesco Mazzei che proprio in occasione di BIT ha offerto ai presenti uno speciale showcooking, in cui ha preparato spaghetti al “Garum” da sardella crucolese, con cime di rapa e cavolo nero.

Durante la tre giorni milanese si sono tenute anche diverse conferenze stampa dedicate agli itinerari turistici delle terre vibonesi, al turismo lento ed esperienziale della Riviera e Borghi degli Angeli e all’offerta per il turismo della città di Cosenza. In tema di food è stato infine presentato il Peperoncino Festival, evento dedicato al prodotto piccante più amato dai calabresi che si svolgerà a Diamante a settembre 2019.

La cucina calabrese, le cui specialità sono sempre più apprezzate in tutto il mondo, e più in generale l’enogastronomia, sia in prospettiva di promozione del modello nutrizionale, sia come calamita per i turisti, si conferma uno dei cardini dell’offerta calabrese, insieme al turismo esperienziale e alla valorizzazione dei borghi: nel cuore delle regione, dove la vita ha ancora un ritmo lento e scorre in sintonia con la terra, è infatti custodita l’identità più autentica del calabrian lifestyle ed è quel valore aggiunto che il turista di oggi apprezza e ricerca. (rrm)

“Io sono Mia”, il film sull’indimenticabile Mimì su Rai 1

Dopo la sua proiezione – per tre giorni – nel mese di gennaio al cinema, il film sulla vita e carriera di Mia Martini è andato in onda su Rai 1. La pellicola, a firma di Riccardo Donna e prodotto da Luca Barbareschi, ripercorre la storia dell’indimenticabile Mia Martina, conosciuta anche come Mimì.

Nei panni di Mimì, una bravissima Serena Rossi che, nel corso della 69esima edizione del Festival della Musica Italiana di Sanremo, ha voluto rendere omaggio all’artista calabrese scomparsa nel ’95, duettando con Claudio Baglioni  sulle note di Almeno tu nell’universo, brano – scritto da Bruno LauziMaurizio Fabrizio nel 1972. Un’esibizione magistrale, in cui Serena Rossi riesce ad interpretare uno dei più belli, quanto difficili, brani dell’indimenticabile artista.

(Mia Martini vinse il premio della critica – inventato dai giornalisti Giò Alajmo del Gazzettino di Venezia, Cristina Berretta di Famiglia Cristiana e Santo Strati della Gazzetta del Popolo – assegnato dalla stampa accreditata a Sanremo con E non finisce mica il cielo nel Festival del 1982. Il premio dal 1996 porta il suo nome)

Il film, scritto da Monica Rametta e prodotto da Eliseo Fiction, comincia proprio nel 1989, con Mia Martini pronta a salire sul palco dell’Ariston, dopo sei anni di abbandono e auto-esilio, causato da una forte depressione, in parte causata dalle cattive voci che giravano sul suo conto. In una intervista con Sandra, interpretata da Lucia Mascino, che in realtà voleva incontrare Ray Charles, Mia Martini ripercorre, così, la sua vita.

Nel film, inoltre, è compreso un brano inedito, registrato e mai pubblicato dall’artista, che arricchisce, ulteriormente, l’intera colonna sonora del film, prodotta da un collettivo di musicisti torinesi, Mattia Donna& La Femme Piège, che hanno dato un tocco di originalità ai brani di Mia Martini. (rrc)

Arriva il nuovo romanzo di Mimmo Gangemi, la Calabria è protagonista

Da oggi, 12 febbraio, in libreria, per le edizioni Piemme, il nuovo attesissimo romanzo di Mimmo Gangemi, l’ingegnere di Santa Cristina d’Aspromonte, apprezzato autore de Il giudice meschino (da cui è stata tratta la serie tv con Luca Zingaretti) e soprattutto del bellissimo La signora di Ellis Island (Einaudi).

«Ognuno – si legge nelle note dell’editore – ha con il destino un appuntamento che non è in grado di dirottare.
Quello di Giorgio Marro, brillante avvocato penalista, si è compiuto nel momento in cui un dramma ha colpito la sua famiglia in diversi modi, tutti disastrosi: il figlio piccolo ora in un’immagine sorridente da una lapide, il maggiore in sospensione tra un inganno di vita e la morte che se la prende comoda, sbeffeggia anche, la moglie in un delirio doloroso che l’ha indotta a scendere dal mondo, lui impaziente che si consumi la caduta interminabile e giunga il tonfo.
Mentre annaspa tra limacciosi pensieri di distruzione, Giorgio intravede i bagliori di una battaglia che è disposto a combattere solo chi non ha più niente da perdere, solo chi, dopo aver vissuto con le spalle voltate a non vedere, può smettere di avere paura: c’è la ‘ndrangheta dietro la pressante richiesta di acquistare un suo terreno a picco sul mare dello Stretto, brullo e arso dal sole, e che non vale nulla; c’è la ‘ndrangheta dietro la scomparsa di due malavitosi, padre e figlio, che lui è stato l’ultimo a vedere vivi, lassù nella proprietà contesa, e che immagina incappati nella lupara bianca; c’è la ‘ndrangheta dietro le prepotenze per convincerlo a vendere. E da quelle parti la ‘ndrangheta è zi’ Masi, un capobastone che non sa rinunciare all’antico, la ‘ndrangheta sono i Survara, che hanno abbracciato la modernità delittuosa e le nefandezze a essa appiccicate.

Marro indaga. Si spinge lontano, fino a disturbare l’avidità feroce, fino a restare ingabbiato nei contrasti tra le due ‘ndrine, fino a impattare nella brutalità della violenza criminale, fino a stagliarsi ombra solitaria, lunga di un sole già basso».

Un romanzo che non deluderà i fans di Gangemi, colonna portante della nuova narrativa calabrese che conquista sempre più  lettori in tutt’Italia ed oltre confine. Gangemi ha uno stile asciutto, avvincente, che “colpisce” senza indugi i suoi lettori, li incatena al racconto e, amabilmente, li affascina fino all’ultima pagina, conquistandoli. (dl)

Oggi su La Stampa (giornale al quale collabora Gangemi) ua bella presentazione a firma di Giuseppe Salvaggiulo