Alitalia sconta il 20% per volare in Calabria e Trenitalia promuove Scilla

Sulla scia delle polemiche provocate dagli insulti di Easy-Jet, Alitalia lancia uno sconto del 20% per chi voglia andare in Calabria a Lamezia o Reggio. Lo sconto vale per i biglietti acquistati dal 24 al 29 giugno per i voli da e per la Calabria da Lamezia e Reggio Calabria. Il claim della campagna è uno spot a favore della Calabria e recita: «Una terra unica per i suoi abitanti, che ti accolgono sempre a braccia aperte.  Unica per i luoghi, incantevoli e suggestivi come il Parco Nazionale della Sila, sito di Eccellenza UNESCO. Unica per la sua storia segnata da opere senza tempo, come i Bronzi di Riace, e da personaggi che hanno reso famosa questa terra, come il Premio Nobel Renato Dulbecco. Unica per il suo mare che annovera ben 14 spiagge che hanno ottenuto, nel 2020, il riconoscimento della Bandiera Blu. Unica perché è la Calabria. E come te, non c’è nessuno. E per dimostrare il nostro amore verso questa terra, fino al 29 giugnosconto del 20% per visitare la Calabria. Vola in Calabria e scopri quanto è unica questa terra».

Per un ns errore avevamo segnalato che lo sconto si applicava solo per i voli entro il 29 giugno e avevamo evidenziato l’assenza, fino al 1° luglio, dell’operatività dell’aeroporto di Reggio. Siamo lieti di essere noi in torto e osservare l’intento “positivo” della campagna di amicizia dell’Alitalia nei confronti della Calabria. È un ottimo segnale per il futuro dello scalo reggino. Da ricordare, come ha annunciato il presidente della Sacal Arturo De Felice, che da settembre riprende il volo giornaliero mattutino che collega Reggio con Roma e permette il rientro in serata col volo notturno Roma-Reggio.

Intanto da segnalare anche Trenitalia che pensa a promuovere la Calabria, con una bellissima immagine di Scilla con il Castello dei Ruffo, scelta per la pubblicità. Chi non conosce l’incantevole angolo di paradiso che è Scilla si chiederà dov’è. Un Frecciarossa serve anche a scoprire la Calabria. (rrm)

Scilla per la pubblicità di Trenitalia

Dal 2 settembre torna il volo giornaliero mattino/sera Reggio-Roma

Buone notizie sul fronte aereo: dal 2 settembre saranno ripristinati i voli giornalieri Reggio Calabria – Roma, mentre sarà mantenuto il collegamento con Milano Malpensa fino alla riapertura dello scalo di  Milano Linate.

A renderlo noto, la Sacal, a seguito di accordo raggiunto nella tarda serata di ieri dal Presidente De Felice con i vertici della compagnia di bandiera.

Inoltre, restano confermati gli orari già comunicati dal prossimo 1 luglio ed in vendita sul sito www.alitalia.com, mentre i nuovi voli, che si possono già acquistare, avranno gli orari Reggio – Roma 06.35 e ritorno alle 21.35.

Per ragioni prevalentemente attribuibili alla ancora limitata richiesta dell’utenza e alla necessaria fase di transizione post-covid, non è stato possibile anticipare ai mesi estivi tale raddoppio delle frequenze.

Comunque, da alcuni giorni il presidente De Felice sta conducendo trattative riservate con una compagnia estera, interessata a collegare l’aeroporto di Reggio Calabria con il Nord-Ovest, basando un Aeromobile sull’aeroporto dello Stretto, a partire, probabilmente, dai prossimi mesi. (rrc)

Partono i lavori per l’Aeroporto dello Stretto
ma l’Alitalia scoraggia a volare da e per Reggio

di SANTO STRATI – Arriva la bella notizia che finalmente il presidente della Sacal (la società di gestione dei tre aeroporti calabresi) ha firmato la convenzione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Enac, per dare il via ai lavori previsti per l’Aeroporto dello Stretto. Evviva, nuova vita per lo scalo reggino. Ci sono da spendere i 25 milioni di euro “strappati” abilmente dal deputato reggino Francesco Cannizzaro nell’abituale corsa alla diligenza di fine anno, nella finanziaria di due anni fa. Una nota positiva che va a cancellare l’onta del finanziamento europeo perduto per mancanza di progetti destinato all’aerostazione di Lamezia Terme (che rimane brutta, “provinciale” e trascurata). E giunge, con una nota dello stesso Cannizzaro, la notizia che l’Alitalia «conferma la centralità della Regione Calabria riprendendo gli operativi sugli aeroporti di Lamezia Terme e Reggio Calabria a partire dal mese di luglio». Poi si guarda l’orario dei voli da e per Reggio e si è presi dallo sconforto. Con la netta sensazione che l’ex Compagnia di bandiera (che in un certo senso ritornerà tale, visti i soldi dei contribuenti che continua a consumare) voglia scoraggiare reggini e messinesi a utilizzare l’aeroporto di Reggio, proponendo orari che non servono a nessuno e che rendono inutile il ricorso all’aereo.

La firma di Arturo De Felice, presidente Sacal, della Convenzione per “interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza dell’aeroporto di Reggio Calabria” è molto importante, perché sblocca un impasse imbarazzante. La somma prevista dalla finanziaria 2018 (25milioni a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione Infrastrutture 2014-202) era immediatamente disponibile già ai primi mesi del 2019, ma mancavano le procedure di autorizzazione per cominciare a lavorare. Lo scorso agosto, proprio a Reggio, De Felice e Cannizzaro avevano presentato con grande entusiasmo nove interventi «indispensabili per il miglioramento dell’Aeroporto di Reggio Calabria» consentendo di «adeguare lo stesso ai requisiti del Regolamento Europeo», ma si erano poi perse le tracce degli investimenti in programma.

Considerato che da più parti si erano sollevate molte perplessità sul futuro dello scalo (che il senatore Marco Siclari aveva cercato di far qualificare come “strategico”), l’idea di mettere mano all’aeroporto aveva aperto nella calda mattinata agostana dello scorso anno, nuove prospettive. I tempi, si sa, sono lunghi, una pratica per passare da una stanza all’altra a volte impiega tempi biblici (se le stanze sono sullo stesso piano) quando non immaginabili (se per caso deve passare da un palazzo all’altro). Ma non è di storie di ordinaria burocrazia che vogliamo parlare. Parliamo di qualcosa che si muove, a vantaggio dei calabresi. La Sacal diventa la Stazione Appaltante  e avvierà (speriamo subito) tutte le «procedure necessarie, a iniziare dalle progettazioni definitive degli interventi, già preliminarmente definite dai propri uffici tecnici». Peccato che accanto ai progetti di “ristrutturazione” nessuno (né Sacal, né Città Metropolitana, né Regione) abbia avuto il garbo o sentito il dovere di dare almeno un’occhiata a un progetto gratuito (ripetiamo gratuito) offerto da un un gruppo di giovani progettisti (tra cui alcuni calabresi innamorati della propria terra che fanno riferimento a Porto Bolaro, l’avveniristico centro commerciale alle porte di Reggio). È un’idea che, forse, poteva costituire un punto di grande rilancio per lo scalo, oltre che a creare molta più occupazione e lavoro indotto.

Non abbiamo competenza per valutare la realizzabilità del progetto Zicourat, ma i tanti reggini che sono rimasti affascinati dall’idea dell’Aeroporto del Mediterraneo avrebbero avuto il diritto di sapere se era valido o irrealizzabile. Se è un semplice esercizio di stile, oppure i numeri indicati sono corretti e meritavano di essere valutati. Il fatto è che, mentre i lavori da 25 milioni che la Sacal andrà ad appaltare riguarderanno soltanto un’“ammodernamento” della struttura, dimenticando ogni altro lavoro utile al rilancio anche strutturale dell’aeroporto, l’idea dei giovani progettisti calabro-milanesi prendeva in considerazione tutta l’area aeroportuale e i collegamenti esistenti ma abbandonati, ossia la stazione ferroviaria e il pontile di attracco per gli aliscafi. Visto che il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà sta portando avanti l’idea del Parco lineare sud, quale migliore occasione per inglobare anche l’aeroporto e le strade di accesso? Ma anche da lui non è venuto il minimo riscontro al progetto offerto gratuitamente alla MetroCity. Niente, nessun commento, nessun rifiuto motivato. Niente di niente.

Gli interventi previsti da Sacal riguardano anche l’adeguamento antisismico. Ci viene un dubbio: ma l’Aeroporto dello Stretto, in piena area a rischio, è stato forse costruito senza le necessarie strutture a prova di terremoto? Attenzione, non abbiamo alcuna riserva nei confronti della Sacal, calabria.live fa solo gli interessi dei calabresi e difende le buone idee di tutti, esprimendo le legittime perplessità che certe scelte possono suscitare tra i cittadini. E un giornalista ha il dovere di raccogliere e riferire. Quindi, lo chiediamo per la terza volta: perché è stato scartato un progetto gratuito che prevedeva un investimento complessivo di 31 milioni per il completo rifacimento dello scalo (a fronte dei 25 milioni destinati solo a lavori di “adeguamento”)? Se l’idea avesse qualche validità, andrebbe avviato lo studio preliminare, appaltata e assegnata non necessariamente ai progettisti che l’hanno proposta e regalata, ma ai migliori constructor del mercato in grado di vincere l’eventuale gara. Invece, continua il silenzio e si pensa solo a incensare l’investimento dei 25 milioni. Così che – come capita abitualmente dalle nostre parti – finiti i soldi e rimasta un’aerostazione inadeguata qualcuno potrà rinfacciare che gli investimenti sono stati fatti ed è il traffico (assente) che porterà alla chiusura dello scalo.

E, a proposito del traffico, proprio ieri il deputato Cannizzaro ha riferito del suo «proficuo» incontro con i vertici Alitalia, sottolineando che «la prevedibile crescita della domanda consentirà inoltre di incrementare i servizi e distribuire gli orari di partenza in modo da intercettare i diversi segmenti di traffico, in particolar modo per quanto riguarda Reggio Calabria anche verso le popolari attrattive circostanti durante il periodo estivo».

Cannizzaro ha sottolineato «il pragmatismo dell’incontro con il Direttore Generale di Alitalia, Giancarlo Zeni, e il responsabile dei rapporti istituzionali della compagnia, Pietro Calderoni: abbiamo parlato a lungo – ha detto l’on. Cannizzaro – e abbiamo discusso a 360° del futuro dell’Aeroporto di Reggio Calabria e del rinnovato impegno di Alitalia al ‘Tito Minniti’. Ho chiesto la continuità dell’impegno di Alitalia a Reggio Calabria, non solo per il mantenimento dei voli pregressi ma anche per adattarli alle esigenze dei viaggiatori, affinché si possano avere collegamenti giornalieri con Roma e Milano che partano al mattino e rientrino la sera. Hanno recepito l’istanza e sono contento che Alitalia continui a dare grande considerazione all’Aeroporto di Reggio Calabria. Ci siamo soffermati sul post-emergenza Coronavirus, in modo particolare sul ripristino dei voli con le principali città d’Italia, Roma e Milano, e sugli orari degli stessi. Dal 1° Luglio Alitalia torna operativa, ma non in tutti gli scali quindi questo risultato non era scontato».

Abbiamo buona stima del deputato Cannizzaro, ma vorremmo chiedergli se, quando è andato a parlare “proficuamente” con l’Alitalia, avesse sott’occhio gli orari dei voli da e per Reggio. Li trova nelle schermate che corredano questo testo.

Reggio-MIlano Alitalia

Ci permettiamo – a beneficio dei poveri volatori mancati – di esporre la situazione che viene proposta dal 1° luglio. Non ci sono più i voli del mattino per Roma e Milano (operativi invece da Lamezia), in modo che le centinaia di passeggeri che riuscivano a fare tutto in una giornata (sia per Roma che per Milano) dal 1° luglio, quando riprende l’operatività dello scalo, avranno un inutile aereo delle 15.15 per Roma Fiumicino: arriva alle 16.30, quindi lo sventurato avio-viaggiatore non sarà a Roma centro prima delle 18/18.30. In tempo per un aperitivo e magari a seguire due rigatoni con la pajata e andare a dormire. Salvo che non sia Superman, dovrebbe riuscire a sbrigare il suo daffare entro le ore 11 del mattino dopo, per riuscire a prendere il volo per Reggio alle 13.15. Peggio le cose per Milano: da Reggio il volo parte alle 17.40 (quando a Milano hanno smesso da oltre mezz’ora di lavorare) e arriva a Malpensa (MPX) – attenzione non più a Linate – alle 19.25. L’avventato viaggiatore, che sarà così in centro a Milano non prima delle 20,30/21, si potrà rifare con una ricca cena e una buona dormita. Al mattino dopo per riprendere il volo Malpensa-Reggio delle 13.55 dovrà avere concluso i propri impegni almeno entro le 11. Diversamente, in entrambi i casi, sia per Roma sia per Milano, prevedere due pernottamenti. E con questi orari si pensa di attrarre traffico?

Il buon Andreotti diceva che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci s’azzecca: non è che questi orari “assurdi” siano in realtà un modo velato di spostare a Lamezia tutto il traffico con la capitale  e il capoluogo lombardo? Già, perché Lamezia offre “comodi” voli (quelli che prima c’erano a Reggio, con grande soddisfazione di professionisti, avvocati, giudici, pazienti con visite specialistiche, etc) che permettono di sbrogliare agevolmente entro la giornata gli impegni e tornare la sera a casa. Ma perché un messinese o un reggino (inteso come cittadini metropolitani) dovrebbero sobbarcarsi un’ora e mezza o due e più ore (dalla Sicilia) per partire alle 6,35 da Lamezia (in codice aeroportuale SUF) (dopo una levataccia nel cuore della notte) per avere un aereo “comodo” per Roma? E lo stesso per tornare in Calabria col volo delle 21.35 (arrivo a Lamezia 22.40)? Questo equivale a un chiaro invito a non prendere i voli da e per Reggio, con buona pace di chi da anni finge di strapparsi le vesti per lo sfortunato scalo reggino. L’idea di un’unica società di gestione per tutt’e tre gli aeroporti della Calabria, sarebbe di sé molto apprezzabile, perché consentirebbe di fare rete, ma la crescita esponenziale (e ne siamo felici) dello scalo lametino anche a livello esponenziale non deve avvenire ai danni di Crotone e di Reggio. Un buon collegamento aereo è il presupposto inderogabile per qualsiasi piano di attrazione turistica.

Ma come si pensa di far crescere il già desolante numero di arrivi e partenze di vacanzieri, se già si deprimono le esigenze di chi vorrebbe viaggiare da e per Reggio? Ci piacerebbe una risposta da parte di Alitalia e dell’onorevole Cannizzaro che, probabilmente, tutto preso dall’entusiasmo per la Reggina in B non ha guardato l’orario estivo di Alitalia da e per l’Aeroporto dello Stretto. E poi dicono che i reggini s’incazzano per poco… (s)

 

C’era una volta l’Aeroporto a Reggio: una lettera al ministro Provenzano

Chissà se il ministro per il Sud, Peppe Provenzano avrà tempo e voglia di leggere questa bella lettera che Maria Zagari, una hostess di terra di Alitalia che lavora (lavorava) all’Aeroporto dello Stretto, a Reggio Calabria gli ha scritto. È lo sfogo di una lavoratrice delusa, ma va considerato come il comune sentire di tanti, tantissimi calabresi, reggini, che – ancora una volta – si sentono defraudati, beffati e delusi dal Governo centrale. Caro Ministro, se vorrà rispondere Calabria.Live è a sua disposizione. (s)

_____

Caro Ministro Provenzano,

sono una dipendente di Alitalia, lavoro in qualità di hostess di terra per l’aeroporto ‘Tito Minniti’ di Reggio Calabria da più di venti anni. Forse sarebbe stato meglio scrivere ‘lavoravo’, visto che, oggi più che mai, il mio futuro è incerto e avviluppato da una fitta coltre di nebulosa, al pari di quello dello scalo aeroportuale, a tal punto che sussistono dubbi giganteschi sulla sopravvivenza fattuale e sulla continuità funzionale dell’Infrastruttura.

Non le farò l’elenco dei sacrifici sostenuti durante il mio percorso professionale (una laurea e un’infinità di corsi e attestazioni da appendere con dignità al mio curriculum vitae) e di sofferenze familiari e personali attraversate in questo lasso di tempo.

La presente lettera aperta non vuole suscitare pietismo compassionevole, non fa parte della pubblicistica della cultura del lamento, di cui sono infarcite certe narrazioni sul nostro Mezzogiorno.

Una cosa però vorrei ribadirla: ho avuto spesso la possibilità di cambiare aria, avrei potuto abbandonare la mia terra, il mio mare, i miei tramonti. Ma se ce ne andiamo tutti, questo territorio, già sottoposto a devastazioni predatorie secolari, non potrà mai rialzare la testa, mi sono sempre detta. E l’ho ripetuto ancora adesso, più che mai determinata, per rivitalizzare la mia testardaggine anche nei momenti più cupi e avvilenti. Lo devo ai miei figli, in primo luogo.

Maria V. Zagari
L’hostess Alitalia Maria V. Zagari

Oggi più che mai, avverto però anche un sentimento di desolazione, misto a sconforto e sfiducia nelle Istituzioni, in tutte le articolazioni territoriali. Assisto a stucchevoli palleggi di responsabilità tra Enti e politici che fanno a gara di visibilità, in primo luogo sui social network, a fare proclami, senza avere piani di intervento ben definiti. Non mi sento rassicurata da chi tenta in ogni modo di fare finta che non ci siano problemi all’orizzonte e che andrà tutto bene, o vuole indurre me e i miei colleghi al silenzio. Anzi, tutto ciò fa aumentare la mia indignazione a livelli esponenziali.

Per i 40 lavoratori dell’hub aeroportuale le speranze di tornare al lavoro, quando avremo ‘preso le misure’ alla pandemia sembrano ridotte al lumicino. Vorremmo essere persuasi del contrario. Oggi non è possibile prenotare alcun volo da Reggio Calabria per qualsiasi altra destinazione italiana per un arco temporale indefinito e, quest’aspetto, tradotto in soldoni, significherebbe sancire la fine di un aeroporto, già boccheggiante. È come se fossimo stati usurpati del nostro diritto alla mobilità, unitamente a quello alla dignità. Approfittando perlopiù del favore delle tenebre del Coronavirus, per usare una locuzione del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte. Con una lettera asettica siamo stati messi in cassa integrazione.

Capisco che di garanzie all’orizzonte ve ne siano ben poche, per milioni di lavoratori, ma chiudere un aeroporto o azzopparlo in maniera definitiva, equivarrebbe a lanciare un segnale di inequivocabile rassegnazione in una delle aree più depresse d’Europa, nonché un messaggio di disattenzione da parte dello Stato nei confronti di un bacino di quasi un milione di abitanti, che si sentono atavicamente cittadini di serie B.

A seguito delle disposizioni introdotte dai vari decreti legge per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Coronavirus, l’attività aeroportuale è completamente azzerata, bloccata. Come ribadito, sono perfettamente consapevole che la situazione di paralisi accomuna moltissime imprese su tutto il territorio nazionale, a livello globale e che l’Italia, soprattutto il Settentrione del Paese, abbia pagato un prezzo altissimo per questa emergenza di carattere sanitario.

È superfluo, per chi si è occupato di Svimez, sottolineare cosa rappresenti nella percezione globale e nella realtà effettuale vivere in una città problematica (eufemismo) e in un contesto caratterizzato da forti squilibri e da servizi ridotti all’osso, con lo strapotere tentacolare delle organizzazioni criminali e un clientelismo asfissiante, che impedisce qualsiasi forma di sviluppo.

Sono altrettanto consapevole del fatto che non sia lei il titolare del Ministero competente (da quanto mi risulta, la sua collega del Ministero dei Trasporti è stata costantemente informata nei minimi dettagli sul caso), ma mi rivolgo a Lei, benché non titolare del ministro competente, in quanto da Ministro del Sud, ha mostrato di comprendere la complessità della partita in atto a queste latitudini, come manifestato in più occasioni. Che fare?”

Con stima, Maria V. Zagari

 guarda il video