Infrastrutture, Mit: Investimenti straordinari da 75 mld per Calabria e Sicilia

Sono 47 miliardi di euro la somma con cui il ministero delle Infrastrutture vuole rilanciare le infrastrutture al Sud, anche in vista della realizzazione del Ponte sullo Stretto. Nello specifico, 28 mld saranno utilizzati per strade e autostrade di Calabria e Sicilia.

In Sicilia sono progettati investimenti per circa 15 miliardi di euro con particolare attenzione alle strade statali di collegamento, alle tangenziali di Palermo, Agrigento e Catania e ai lavori dell’autostrada Siracusa – Gela.

In Calabria è previsto un piano di investimenti complessivo pari a 12,8 miliardi per strade e autostrade, 3 dei quali già stanziati con decreto per la SS106 Jonica, su cui l’investimento complessivo è di circa 9 miliardi. Per la rete ferroviaria, in Sicilia sono programmati investimenti per 13 miliardi. Tra gli altri: il nuovo collegamento veloce Palermo – Catania – Messina, il ripristino ed elettrificazione della linea Palermo-Trapani via Milo, i collegamenti con gli aeroporti di Trapani Birgi e di Fontanarossa, la Caltagirone-Gela, per fare qualche esempio di opere attese da tempo.

In Calabria per la rete ferroviaria è previsto un piano di investimenti di 34,8 miliardi, di cui 16 miliardi di euro già finanziati: 15,9 miliardi per la Salerno – Reggio Calabria, 230 milioni per l’adeguamento tecnologico della linea Battipaglia e Reggio Calabria e ancora la Variante di Cannitello e la Linea Rosarno-S. Ferdinando. Salvini è determinato a utilizzare tutte le risorse europee pur di recuperare decenni di immobilismo. Al dicastero è vissuta con piena soddisfazione anche l’attenzione agli investimenti sulle opere da parte di quei partiti, ora all’opposizione, che hanno guidato il Mit nell’ultimo decennio e sono stati protagonisti in vari esecutivi nazionali senza rispondere alla fame di cantieri e sviluppo a cui Salvini sta invece dando risposte da Sud a Nord. (rrm)

Il Mit: Entro fine anno via tutte le limitazioni all’Aeroporto di Reggio

Entro fine anno saranno rimosse tutte le limitazioni dell’Aeroporto di Reggio Calabria. È quanto è emerso dalla riunione operativa al Ministero delle Infrastrutture, tra il ministro Matteo Salvini, e i vertici di Enac, Enav e della società di gestione aeroportuale (Sacal).

Intanto, sono state rimosse le limitazioni operative relative alla pista 15 che da oggi è a regime: risulta percorribile da tutti i vettori e gli equipaggi, mentre è stato studiato un piano di volo ad hoc per la pista 33, attualmente sottoposta a restrizioni. La nuova procedura di volo tracciata da Enav  e in fase di approvazione da parte di Enac permetterà, previo addestramento dei piloti, il superamento delle limitazioni ai voli. Enac, inoltre, ha assunto l’impegno a coprire i costi di noleggio di un simulatore di volo, con i percorsi di avvicinamento dello scalo reggino, da mettere a disposizione delle compagnie interessate per l’addestramento dei propri equipaggi.

Nel corso della riunione è stato discusso anche il progetto di intermodalità mare-aereo con la Sicilia nord-orientale, così da ampliare il bacino di utenza dell’aeroporto e rispondere alla domanda di trasporto di tutta l’area dello Stretto.

«L’aeroporto, attualmente – ha rilevato il Mit – ha un traffico di 200mila passeggeri con una previsione di crescita entro quattro anno fino a un milione». (rrm)

Dal Mit 9 mln per la riapertura della Sila-Mare

Sono 9 milioni di euro la somma che il Ministero delle Infrastrutture ha destinato per la riapertura del tratto a monte della strada statale 177 direzione “Sila Mare” in Calabria.

Questa sezione della strada era stata chiusa in via precauzionale da Anas, a seguito del crollo del viadotto di Longobucco avvenuto lo scorso 3 maggio. Ora la concessionaria in collaborazione con la Regione Calabria, sta effettuando le verifiche necessarie per la ricostruzione del viadotto.

Il finanziamento da parte del Mit, rappresenta un importante sostegno per la Calabria: l’obiettivo principale è assicurare la sicurezza delle persone e dei veicoli che utilizzano la strada. (rrm)

Infrastrutture, Salvini incontra Anas: Si accelera per la Statale 106

C’è una decisiva accelerazione per la Strada Statale 106. È quanto è emerso dall’incontro tra il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini con i commissari straordinari di Anas per fare il punto della situazione.

La Statale 106 fa parte dei sei cantieri pronti a partire o appena partiti, su cui si è deciso di accelerare. Compresi anche SS20 Tunnel del Tenda (Piemonte); Raccordo autostradale tra l’A4 e la Val Trompia (Lombardia); Aurelia-bis a La Spezia (Liguria); Grosseto-Fano (Toscana); SS4 Salaria (Lazio-Marche).

«Nelle ultime settimane – si legge in una nota del Ministero – i tecnici del MIT hanno anche lavorato ininterrottamente per evitare che gli interventi di ANAS destinatari dei fondi FSC 2014-2020 fossero definanziati. 24 gli interventi prioritari, per un valore di 4,5 mld di euro, per salvare quelli a rischio definanziamento e mettendo in sicurezza “pezzi” importanti di opere come la “Orte-Civitavecchia”, l’Aurelia-bis in Liguria, la Garganica in Puglia e  alcuni interventi sulla Salerno-Reggio Calabria». 

«La proposta di Anas andrà al Cipess – conclude la nota – entro la fine dell’anno e questo consentirà alla stessa Anas di appaltare tante opere stradali entro la primavera del 2023». (rrm)

2,85 milioni per i Porti di Calabria e Sicilia

Sono 2 milioni e 850 mila euro la somma destinata dal Ministero delle Infrastrutture per i Porti di Calabria e Sicilia. La somma fa parte dei 41 milioni stanziati per i porti italiani per la realizzazione di opere infrastrutturali nonché per il potenziamento dei servizi e dei collegamenti stradali e ferroviari.

Ciò è frutto del decreto firmato al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti e prevede tra l’altro la ripartizione dei fondi». È quanto si legge in una nota diffusa dall’ufficio stampa del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili.

«Si tratta – spiega la nota – di una quota parte dell’Iva dovuta per l’importazione di merci che transitano nei porti italiani, che alimenta un apposito Fondo per il finanziamento e l’adeguamento dei porti. Per il 2021 la quota spettante, come detto, è pari a 41 milioni di euro: l’80%, 32 milioni e 800 mila euro, saranno suddivisi per Autorità portuale, tenuto conto del volume delle importazioni dei porti; il restante 20% in misura perequativa sulla base dei piani operativi triennali e dei piani regolatori portuali. Saranno finanziate prioritariamente le iniziative immediatamente cantierabili. Entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto le Autorità di sistema portuale dovranno presentare il piano degli interventi al Mit.»​ (rrc)

ORA DIVENUTI TUTTI ESPERTI DEL PONTE
MA SERVONO FATTI, NON PAROLE INUTILI

di PIETRO MASSIMO BUSETTA – Quando si parla di Ponte sullo Stretto si scatenano tutti. “Ed un Marcel diventa ogni villa anche passeggiando viene”, come diceva il sommo poeta. 

Che Eni investa miliardi per il metanodotto che porta il metano dalla Libia a Gela, o Terna, che ha  come maggior azionista Cassa Depositi e Prestiti Reti con il 29 8%, investa 8,9 miliardi per lo sviluppo delle reti non è argomento di dibattito. Che le ferrovie dello Stato investano decine di miliardi nell’alta velocità ferroviaria e tutto questo si decida in un consiglio di amministrazione composto 3-5 elementi non interessa nessuno. Ma se si riparla del Ponte sullo stretto di Messina che dovrebbe costare attorno ai tre 4 miliardi più le opere a terra allora si scatenano tutti.

Dal disoccupato al professionista, dal notaio al giurista tutti diventano immediatamente competenti per dire il loro parere sull’opportunità che quest’opera venga fatta.

Eppure giustamente Dario Franceschini, già ministro della cultura e certamente un protagonista del PD, aveva dichiarato che se vogliamo che l’alta velocità arrivi fino ad Augusta è necessario che i fiumi e gli stretti vengano superati con dei ponti. Così come è normale che le montagne vengano scavate con dei tunnel. 

Ma mentre se buchiamo le Alpi come fossero un formaggio groviera pochi, tranne coloro che abitano le vallate che sono interessate, come nel caso della Tav, esprimono il loro parere, quando si tratta del Ponte sullo stretto dai comici ai ministri, dagli ambientalisti all’ultimo sindaco di periferia diventano tutti pianificatori economici, come quando l’Italia gioca i campionati del mondo di calcio diventano tutti coach. 

È bastato che il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini, che farebbe bene a mandare avanti sottotraccia se vuole veramente arrivare all’obiettivo, dichiarasse di voler dare una tempificazione alla ripresa del progetto, che era stato già appaltato a Impregilo, che aveva vinto una gara internazionale, e che inopinatamente con grande leggerezza Mario Monti cancellò per spostare le risorse destinate ad esso ad investimenti in Liguria, per far scatenare la clack degli oppositori.

Essi si distinguono in tante tipologie: in prima linea  gli ideologi, coloro che per partito preso non vogliono che questa opera si faccia, in genere si tratta della sinistra del PD che si trova in buona compagnia con molti  dei cinque stelle, che sulla scia del loro fondatore ritengono che lo stretto vada attraversato a nuoto. 

Poi ci sono gli ambientalisti e, i difensori del l’equilibrio eco ambientale dello stretto, che si preoccupano degli uccelli migratori piuttosto che dell’ombra dei piloni che potrebbe dare fastidio agli eventuali  cetacei che passano dal Tirreno allo Ionio. E poi una gran massa di benaltristi; coloro che si accorgono adesso che Sicilia e Calabria hanno bisogno di tante cose, e che con i soldi del ponte vogliono fare le fogne del paesino di periferia, piuttosto che i marciapiedi di tante città, tappare le buche delle autostrade esistenti insomma tutto quello che serve. 

C’è ben altro che il ponte di cui abbisogna  la Sicilia e il Paese dice con la sua solita verve Fiorello trasformatosi in attento gestore delle risorse pubbliche secondo una visione di una casalinga. Poi ci sono la massa di aspiranti ingegneri che di fronte ad un progetto validato da un gruppo di esperti internazionali e immaginato in 10 anni di studi e ricerche, con verifiche in tunnel del vento d’avanguardia,  sostengono che siccome non si è mai costruito un ponte sospeso di 3 km non si possa fare.

E poi che le faglie dello stretto si allontanano e quindi il ponte crollerebbe inevitabilmente. Oppure che sarebbe chiuso per metà dell’anno per il vento. O  ancora che è stato progettato non per la ferrovia ma soltanto per auto, pedoni e ciclisti.

Insomma quello che ha detto in migliaia di pagine in anni di studio la comunità scientifica internazionale che ha adottato il sistema “bridge of Messina” come un esempio virtuoso del progresso scientifico nel campo dei degli attraversamenti stabili, peraltro realizzato in scala minore in Turchia, viene ritenuto cartastraccia. Giochi che sono serviti a spendere una cifra importante, all’incirca 300 milioni, per far divertire un po’ di professori universitari, grandi società internazionali esperti nella costruzione di ponti, la nostra Impregilo, adesso We Build, che costruisce ponti in tutto il mondo. 

Poi ci sono quelli che non serve: da Vittorio Feltri, che dice che lui in Sicilia viene in in aereo e quindi non ha bisogno del ponte, alla Loretta Forelli imprenditrice di Brescia che sostiene che oggi gli imprenditori hanno bisogno dell’aiuto per i costi dell’energia e che non ci possiamo permettere questo impegno così gravoso in un momento così difficile.

E poi i giornaloni, la grande stampa nazionale, che un giorno si è un giorno no cerca di demolire l’ipotesi ponte, che dà spazio a improvvisati ricercatori che dicono e dimostrano perché l’unico ponte costruibile ecologico e per veicoli elettrici o che le tre campate sono più belle. Per finire con Sgarbi che che dichiara «il ponte sullo stretto non si farà, è un miraggio».

Che il centrodestra continui a sostenere questo progetto diventa non complicato ma anche rischioso, perché il fuoco di fila scatenato contro potrà far cambiare idea a chiunque voglia razionalmente approcciare il tema. 

Il fatto per cui il Ponte è utile perché collega Hong Kong a Berlino, perché mette a regime un porto come quello di Augusta che è frontaliero di Suez e dovrebbe evitare che le navi porta container facciano il giro di tutto il Mediterraneo e poi dell’Atlantico per arrivare a Rotterdam con un carico di emissione di CO2 incredibile, che i porti del Nord Africa come Tangermed in Marocco ma porti anche in Tunisia si stanno attrezzando per attrarre il traffico che arriva da Suez ininfluente.

Che diminuirebbe moltissimo l’inquinamento nell’area dello stretto per cui come dice Salvini il ponte diventerebbe l’opera più green che ci possa essere, che l’alta velocità in Sicilia non può arrivare se non c’è il ponte, che solo collegare 5 milioni di abitanti è una buona ragione per farlo, che la Regione siciliana spende 6 miliardi e mezzo ogni anno per la mancanza del collegamento come sostenuto in un studio di Prometeia e dall’assessorato all’economia della regione siciliana, che la Sicilia è l’unica isola nel mondo con un numero di abitanti cosi elevato così vicina ad un continente non collegata stabilmente, che puntare sullo stivale come piattaforma logistica è un un’opportunità che il Paese deve sfruttare, che si creerebbero 120.000 posti di lavoro, non c’è nulla che può convincere questa massa rumorosa ma poco numerosa di contrari a farsene una ragione. (pmb)

Salvini, Occhiuto e Schifani accelerano sul Ponte: Presto incontro con Rfi

Il Ponte sullo Stretto s’ha da fare. Per questo il ministro delle Infrastrutture e i governatori di Calabria e Sicilia, Roberto Occhiuto e Renato Schifani, hanno deciso di accelerare per realizzare questa infrastruttura che è un’opera prioritaria sia per il governo che per le Regioni coinvolte.

Concetto che è stato ribadito nel corso dell’incontro avvenuto al Ministero tra Salvini, Occhiuto e Schifani dedicato proprio al Ponte, in cui è stato ricordato come la sua realizzazione avrà ricadute positive per tutta Europa e servirà per incentivare il miglioramento generale delle infrastrutture come già successo, in passato, con l’Autostrada del Sole.

È stato fatto il punto della situazione, per riannodare i fili della questione-Ponte, anche in relazione a tutte le opere commissariate in Calabria e in Sicilia su cui c’è stato un approfondimento tecnico: Salvini è determinato a sbloccarle. Sul tavolo ci sono progetti significativi, come la Statale Jonica in Calabria, l’Alta Velocità o la ferrovia Palermo-Catania. Per una maggiore concretezza e operatività, è stato deciso di creare una regia permanente tra Regioni e Ministero.

Per quanto riguarda il Ponte, ci sarà al più presto un incontro istituzionale con Rfi, che ha avuto l’incarico dal precedente esecutivo di organizzare un ulteriore studio di fattibilità.

«Diamo atto al ministro Salvini –  ha detto il Governatore prima dell’incontro – di aver riportato il ponte sullo Stretto al centro dell’agenda politica del governo. Io presiedo una Regione che ha al suo interno il primo porto d’Italia, quello di Gioia Tauro, quindi ho sotto gli occhi quanto stia diventando importante il Mediterraneo. Un’infrastruttura strategica rappresenta un modo per rendere il Mezzogiorno l’hub dell’Europa nel Mediterraneo».

«Valutiamo l’adozione o meno del modello Genova – ha detto il Governatore Schifani – per velocizzare quei lavori che con quel modello hanno dato ottimi risultati il clima è perfetto e ottimo credo che ci siano tutti i presupposti» per il Ponte sullo Stretto. (rrm)

Pnrr, al via i treni a idrogeno: Tra gli investimenti anche la Cosenza-Catanzaro

La Cosenza-Catanzaro sarà tra le tratte ferroviarie su cui circolerà il treno a idrogeno, grazie a due decreti firmati dal ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, che fissano le modalità per lo sviluppo della filiera dell’idrogeno nel trasporto ferroviario e la realizzazione di 40 stazioni di rifornimento dei mezzi di trasporto a idrogeno sulla rete stradale.

Nello specifico, sono stati stanziati 530 milioni di euro dal Pnrr per realizzare la sperimentazione dell’uso dell’idrogeno nel trasporto ferroviario, in ambito locale e regionale, e nel trasporto stradale, con particolare riferimento al trasporto pesante. Per entrambi gli interventi, una quota pari ad almeno il 40% è destinata a progetti da realizzare nelle Regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).

Le risorse previste per la sperimentazione dell’idrogeno per il trasporto ferroviario, pari a 300 milioni di euro, sono destinate a trasformare i servizi regionali o locali che attualmente vengono effettuati con treni a gasolio o altri idrocarburi di origine fossile altamente inquinanti. Il passaggio all’idrogeno consente, peraltro, di saltare la fase di elettrificazione delle linee, con un notevole risparmio sui costi per nuove infrastrutture, evitando anche la sospensione del servizio. L’investimento interessa tutta la filiera: produzione dell’idrogeno green, trasporto, stoccaggio, realizzazione delle stazioni di servizio, acquisto dei treni.

Le dieci stazioni di rifornimento di idrogeno dovranno essere ultimate entro il 30 giugno 2026 e l’assegnazione delle risorse per la loro realizzazione dovrà avvenire entro il 31 marzo 2023. La localizzazione degli investimenti tiene conto, in via prioritaria, delle aree e delle esigenze già individuate nel Pnrr e in altri provvedimenti per l’implementazione dell’idrogeno, tra cui la Valcamonica e il Salento, la ferrovia Circumetnea e quella Adriatico Sangritana, le linee ferroviarie regionali Cosenza-Catanzaro, il collegamento ferroviario tra la città di Alghero e l’aeroporto, la tratta Terni-Rieti-L’Aquila-Sulmona. I beneficiari delle risorse sono le Regioni e le Province Autonome che svolgono il servizio ferroviario oggetto degli interventi innovativi.

Le proposte progettuali allegate alle richieste di finanziamento, la cui modalità di presentazione sarà definita con un decreto della Direzione generale per il trasporto pubblico locale e la mobilità pubblica sostenibile del Mims, devono prevedere una valutazione quantitativa integrata della filiera industriale e di quella operativa relativa alla conversione a idrogeno della linea ferroviaria, e includere un’analisi di fattibilità tecnico-economica della trasformazione dei servizi di trasporto locale e/o regionale con alimentazioni alternative.

La sperimentazione dell’idrogeno per il trasporto stradale, oggetto dell’altro decreto del Ministro Giovannini, stabilisce le modalità per attuare gli investimenti, che ammontano a 230 milioni di euro. L’obiettivo è quello di sviluppare la sperimentazione dell’idrogeno attraverso la realizzazione di almeno 40 stazioni di rifornimento per veicoli leggeri e pesanti entro il 30 giugno 2026, prevedendo la notifica dell’aggiudicazione degli appalti entro il 31 marzo 2023.

«Per la localizzazione delle stazioni di rifornimento – si legge in una nota del ministero – si considerano come prioritarie le aree strategiche per i trasporti stradali pesanti, come le zone vicine a terminal interni, le rotte più interessate al passaggio di mezzi per il trasporto delle merci a lungo raggio e i collegamenti ai sistemi di trasporto pubblico locale con mezzi alimentati a idrogeno. In particolare, le stazioni di rifornimento dovranno soprattutto rispondere alle esigenze dell’asse stradale del Brennero, del corridoio est-ovest da Torino a Trieste, dei corridoi delle reti europee Ten-T».

«Anche per i progetti delle stazioni di servizio sulla rete stradale – continua il ministero – le proposte progettuali dovranno presentare un’analisi quantitativa integrata delle filiere industriale e operativa. Con un successivo decreto della Direzione generale per le strade e le autostrade l’alta sorveglianza sulle infrastrutture stradali e la vigilanza sui contratti concessori autostradali del Mims, verranno definite le modalità di presentazione delle domande di accesso ai finanziamenti». (rrm)

Dal Cipess 465 milioni per le infrastrutture calabresi

Il Comitato per gli Investimenti e lo Sviluppo Sostenibile ha deliberato lo stanziamento di 465 milioni di euro a favore della Calabria. Lo ha reso noto la ministra per il Sud, Mara Carfagna, spiegando che per il Sud sono stati stanziati 5,1 miliardi per le opere stradali, ferroviarie e idriche.

Tali risorse «saranno impiegate per interventi riguardanti la Ss 106, la strada di collegamento per San Luca e l’elettrificazione della linea jonica. Investimenti massicci che consentiranno di affrontare le criticità e dare impulso allo sviluppo della nostra Regione» ha spiegato la sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci.

«Oltre l’80% della somma, circa 5,1 miliardi di euro – ha spiegato – è destinato al Sud confermando ancora una volta la grande attenzione del Governo nei confronti del Mezzogiorno. Alla Calabria sarà destinato quasi mezzo miliardo di euro per finanziare opere strategiche e di primaria importanza. Alla statale Jonica 106 vengono  destinati 220 milioni di euro, in particolare per la tratta Catanzaro – Crotone, con immediata cantierabilità. Alla strada di collegamento per San Luca sono assegnati 65 milioni di euro, mentre altro 180 milioni serviranno a finanziare il progetto di completamento dell’elettrificazione della linea jonica. Risorse che consentiranno lo sviluppo infrastrutturale della Calabria dando impulso alla crescita, all’occupazione e alla competitività del nostro territorio».
«Grazie a questo importante finanziamento – ha concluso Nesci – i collegamenti saranno sempre più rapidi ed efficaci, migliorando il tessuto economico-produttivo del territorio e la qualità della vita dei cittadini».
«Questa delibera del Cipess che potenzia gli investimenti in infrastrutture sostenibili realizza quanto previsto dalla recente Direttiva del Presidente Draghi, secondo la quale gli investimenti pubblici devono contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, in linea con il Next Generation EU», ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini.
«Fondamentali per il successo di questa operazione – ha concluso – sono state le positive interlocuzioni con i presidenti di tutte Regioni, che hanno collaborato attivamente con il Mims per individuare le opere strategiche finanziabili tramite il FSC 2021-2017 tenendo conto di quanto previsto dal Pnrr e dal Pnc. La coerenza delle politiche nazionali e regionali invocata per molto tempo diventa realtà grazie al lavoro congiunto svolto nei mesi scorsi con le Regioni».
«Siamo pienamente soddisfatti – ha dichiarato il ministro Carfagna –. Si tratta di un grande piano di investimenti pubblici che darà impulso alla crescita, allo sviluppo e all’occupazione in aree importanti del Mezzogiorno».
«L’elemento chiave di questa delibera – ha concluso – è l’immediata cantierabilità di ogni singola opera. È stato il criterio guida delle nostre scelte, anche per battere il vizio di impegnare risorse in opere che poi non si realizzano. Con la delibera di oggi cominciamo a realizzare la nostra visione dei Fondi nazionali per la coesione come una sorta di “Pnrr permanente”, fatto di investimenti con un cronoprogramma definito e dettagliato; di obiettivi specifici; di incentivi e disincentivi per un corretto utilizzo delle risorse da parte di tutti i soggetti attuatori».
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, sottolineando che i 465 milioni di euro stanziati per la Calabria dal Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile sono una buona notizia, e soprattutto sono il frutto positivo di un costante lavoro fatto in questi mesi da Mauro Dolce».
«Nelle proiezioni iniziali del Governo, infatti – ha proseguito – alla nostra Regione sarebbero andati circa 350 milioni di euro: con l’iniziativa del nostro assessore ai Lavori pubblici abbiamo incrementato questa cifra di 115 milioni di euro, atterrando a 465.
Siamo soddisfatti per quanto raggiunto, ma dal governo nazionale ci aspettiamo di più. Soprattutto pretendiamo che anche per la nostra Regione il Piano nazionale di ripresa e resilienza possa concorrere a finanziare le infrastrutture strategiche, indispensabili per lo sviluppo del nostro territorio».
«Le risorse del Fondo sviluppo e coesione – periodo 2021-2027 – destinate dal Cipess – ha detto ancora – riguarderanno la Strada Statale 106, nella tratta Catanzaro-Crotone (220 milioni di euro), la strada di collegamento San Luca (65 milioni di euro), e l’elettrificazione della linea ferroviaria jonica calabrese (180 milioni di euro). Conosciamo il prezioso lavoro che stanno facendo il ministro Carfagna e il ministro Giovannini, ma la Calabria è una terra che chiede opportunità e che vuole riscattarsi, costruendo un futuro migliore per la sua gente e per i suoi giovani. Anche per noi il Pnrr dovrà essere una reale occasione di rilancio». (rrm)

Pnrr, completata progettazione opere principali delle ferrovie, tra cui AV SA-RC

È stata completata la progettazione delle principali opere ferroviarie finanziate con i fondi del Pnrr, per un costo complessivo di 4,3 milioni di euro. Lo ha reso noto il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, spiegando che tali progetti «sono presenti nell’Allegato IV della legge 108/2021, che contiene le dieci opere strategiche nazionali, votate dal Parlamento, per le quali è prevista una procedura speciale di valutazione e approvazione».

«Inoltre – si legge in una nota del Ministero – oggi è stato presentato anche il progetto per il raddoppio della galleria Santomarco (tratta Cosenza-Paola della “AV/AC Salerno-Reggio Calabria”). L’intervento, del valore di 1,2 miliardi di euro, è finanziato con il Fondo nazionale complementare e si sviluppa per un’estensione di circa 22,2 km, di cui circa 17 km in sotterraneo».

Il progetto, che si aggiunge ai cinque Pfte già presentati, riguardano: l’Alta velocità/Alta capacità Salerno-Reggio Calabria (Lotto 1 – Battipaglia-Praja, compresa Interconnessione Bretella per Potenza, e Sublotto 1° – Battipaglia-Romagnano) il potenziamento Orte-Falconara” (Lotto 2 – Genga-Serra San Quirico) il raddoppio della Roma-Pescara (Lotto 1 – Raddoppio Manoppello Interporto d’Abruzzo, Lotto 2 – Raddoppio Scafa–Manoppello) il potenziamento delle linee di accesso al Brennero (Lotto 3°-Circonvallazione di Trento).

«È un risultato molto importante che manifesta la volontà e la capacità di RFI di raggiungere gli obiettivi nei tempi richiesti dal programma europeo», ha sottolineato il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, che esprime la propria soddisfazione per il forte impegno dimostrato da RFI nel velocizzare la realizzazione delle opere previste nel Pnrr.

«I progetti finanziati dal Pnrr rispondono a una strategia di potenziamento della rete ferroviaria, soprattutto al Sud, per vedere sempre più interconnesso il Paese – ha aggiunto Giovannini – superare le disuguaglianze territoriali, migliorare la qualità dei servizi per i cittadini».

«Con la consegna dei progetti di fattibilità tecnico-economica, proseguiamo l’impegno di realizzare gli investimenti per le opere infrastrutturali inserite nel Pnrr. Lavori che consentiranno il miglioramento della mobilità in tutto il Paese tenendo sempre presente i principi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica», ha dichiarato l’Amministratrice Delegata e Direttrice Generale di RFI, Vera Fiorani.

«Adesso – ha proseguito – inizieranno le procedure autorizzative, per gli interventi da eseguire, che saranno oggetto di un costante confronto con tutte le comunità locali, anche attraverso l’indizione del Dibattito Pubblico, così come già fatto per gli altri progetti presentati».

Le dieci opere presenti nell’Allegato IV della legge 108/2021 beneficiano, in ragione della loro complessità e rilevanza, di una procedura autorizzativa innovativa da parte del Comitato speciale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (Csllpp). Questo organismo, guidato dal presidente del Csllpp, di cui fanno parte anche esperti del mondo accademico e rappresentanti dei ministeri competenti, valuta i progetti dal punto di vista tecnico, ambientale e paesaggistico in tempi definiti, riunendo in un’unica sede le singole procedure autorizzative, come la Valutazione di impatto ambientale (VIA), superando il complesso iter autorizzativo precedente.

Nei mesi scorsi il Comitato speciale ha già autorizzato nelle varie fasi previste dalla legge 108 (con prescrizioni) i progetti relativi alla circonvallazione di Trento, i due lotti della Roma-Pescara e già esaminato quelli per il 1° lotto della Salerno-Reggio Calabria e del Lotto 2-Genga–Serra San Quirico della Orte-Falconara. Sei sono i progetti per i quali è stato avviato da RFI il dibattito pubblico, secondo le procedure previste dalla medesima legge, mentre per gli altri interventi questa fase verrà avviata nelle prossime settimane. Per tutti i progetti presentati da RFI al Comitato speciale è previsto l’avvio delle relative gare entro il secondo semestre del 2022, in linea con i cronoprogrammi definiti in sede di Pnrr.

«Le nuove procedure di progettazione e approvazione dei progetti ferroviari di particolare complessità inseriti dal Pnrr – ha sottolineato Giovannini – stanno funzionando molto bene, consentendo il rispetto dei tempi, coerentemente con quella operazione di ‘reingegnerizzazione’ dei processi autorizzativi che abbiamo definito nel maggio 2021. Inoltre, i progetti presentati seguono le nuove linee guida emanate per realizzare infrastrutture sostenibili, coerentemente con il cambio di nome del Ministero».

«Si tratta – ha concluso – di innovazioni profonde nel modo di disegnare e realizzare le nuove infrastrutture del nostro Paese, condividendole con il territorio, che rispondono in modo efficace a problemi che hanno caratterizzato per anni il dibattito nazionale su questo tema». (rrm)