Il successo della mostra “Percorso Umberto Boccioni” al Museo dei Bronzi a Reggio

Dato il successo riscontrato, si sta rivelando una felice intuizione la mostra Il percorso di Umberto Boccioni al Museo Archeologico di Reggio Calabria, curata da Marisa Cagliostro e Antonella Cuciniello. È un piccolo ma suggestivo viaggio intorno al grande pittore futurista nato proprio a Reggio Calabria, che si realizza attraverso cinque opere grafiche e una scultura in bronzo. Le grafiche appartengono alla Collezione Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, e sono in atto in deposito presso la Galleria Nazionale di Palazzo Arnone a Cosenza: è un modo inedito di presentare il Boccioni grafico del primo decennio del Novecento. Ancor più interessanti sono la scultura Sviluppo di una bottiglia nello spazio, che proviene sempre dalla collezione Bilotti, e lo Studio preparatorio al dipinto La città che sale, realizzato tra il 1910 e il 1911, conservato al Moma, il Museum of Modern Art di New York, considerata la prima opera futurista di Boccioni.

Sviluppo di una bottiglia nello spazio (1912, bronzo)
Sviluppo di una bottiglia nello spazio (1912, bronzo, collezione Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona)

L’iniziativa è stata caldeggiata dal direttore del Museo Archeologico di Reggio Carmelo Malacrino: «Con quest’esposizione dedicata a Umberto Boccioni, l’artista cui la città di Reggio Calabria diede i natali il 19 ottobre 1882, il Museo avvia, così, un nuovo percorso di valorizzazione rivolto all’arte contemporanea e ai suoi legami con le più profonde radici culturali del territorio calabrese. Con questo progetto, il MArRC entra a far parte della rete dei luoghi dell’arte contemporanea in Italia sulla piattaforma del MiBACT dedicata, appunto, al progetto “Luoghi del Contemporaneo”, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea e Rigenerazione Urbana. Prezioso cammeo di questa mostra è lo Sviluppo di una bottiglia nello spazio, copia in bronzo di un modello in gesso realizzato dall’artista nel 1912, anch’essa appartenente alla collezione Bilotti. Si tratta di un vorticoso esempio di natura morta, tema assai raro nella poetica futurista di Boccioni e per questo significativa nel percorso espositivo».

La mostra sarà aperta fino al 7 marzo: è una grande opportunità non solo per i reggini, ma per tutti i calabresi. L’ultima mostra dedicata a Boccioni risale a 15 anni fa. La curatrice del progetto Marisa Cagliostro all’inaugurazione ha spiegato il significato e il valore di questo mostra-evento: «Dopo oltre quindici anni dall’ultima occasione espositiva, si presenta un nuovo omaggio a Umberto Boccioni, nella città che, per una fortunata contingenza dovuta agli spostamenti per lavoro del padre, gli diede i natali da genitori romagnoli. L’occasione si offre a giovani studenti e studiosi e ai visitatori tutti del nostro grande Museo, perché possano godere di piccoli brani della sua opera originale, per meglio comprenderne l’importanza nella storiografia artistica contemporanea e il suo personale contributo al sorgere e formarsi del Movimento Futurista, a fianco dei suoi maggiori esponenti, firmatari del primo Manifesto di Marinetti nel 1909, con Balla, Severini, Russolo e altri contemporanei e proseliti. Ci auguriamo che questa nostra proposta espositiva sia utile non solo per riportare alla memoria una delle personalità di maggiore rilievo mondiale dell’arte contemporanea, che ha portato il nome di Reggio Calabria nei maggiori musei del mondo, ma anche per sanare la “dimenticanza” di commemorare, nel 2016, il Centenario della morte di Boccioni. Vorremmo che questa mostra segnasse l’inizio di un rinnovato interesse per la storia della città di Reggio in quegli anni e per il ruolo nazionale del gruppo dei futuristi reggini». (rrc)

Nella foto: Il direttore Carmelo Malacrino, Antonella Cucciniello, Maria Cagliostro e l’assessore comunale al Patrimonio Irene Calabrò