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Santa Caterina d'Aspromonte

Lettera a Spirlì dai cittadini di Santa Cristina d’Aspromonte: Riaprire la Sp ex Bovalino-Bagnara

Daniele Tedesco, a nome dei cittadini di Santa Cristina d’Aspromonte, ha inviato una lettera, tramite pec, al presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, e alla Giunta, chiedendo di intervenire per riaprire il tratto di strada della Sp ex 112 Bovalino-Bagnara, chiusa da ormai troppo tempo, e che «da tempo sta preoccupando i cittadini di Santa Cristina d’Aspromonte».

Tedesco, nella missiva, ha spiegato che «durante il periodo estivo, numerosi sono stati gli incendi che hanno colpito il citato Paese, tali eventi hanno portato alla chiusura del tratto di strada a causa della pericolosità, dettata anzitutto dalla mancata manutenzione della rete Metallica, disposta a protezione dei massi in caduta, come pure l’assenza di qualsivoglia tipo di barriera naturale, ovvero le radici degli alberi, le quali fungono da sostegno ad un terreno che, considerato anche l’approssimarsi della stagione invernale, inevitabilmente porterà al cedimento dello stesso».

«L’intento della precedente missiva, era e rimane – viene evidenziato – quello di suscitare l’attenzione del governo e dei rispettivi enti di competenza, i quali non possono continuare ad ignorare le insistenti richieste dei residenti, rimanendo inermi di fronte ad una situazione che come detto, rappresenta una grave problematica sotto molteplici profili, considerato che questa arteria stradale è l’unica via d’accesso ai numerosissimi terreni agricoli dei cittadini».

«Appare a dir poco illogico e paradossale – viene evidenziato ancora – se si pensa che detto tratto da 8 anni è interessato da chiusura che non permette la viabilità, ciò lede non solo i diritti costituzionali dei cittadini, i quali dovrebbero essere sempre garantiti, ma crea di fatto problemi di natura economica se si pensa che per molti, questi fondi agricoli, rappresentano l’unica fonte di sostentamento. Vittime della spiacevole situazione, ancora i cittadini, costretti ad utilizzare vie alternative e decisamente prolungate per sopraggiungere le scuole e le sedi di lavoro».

«Gli stessi commercianti della zona – viene spiegato – testimoniano una notevole diminuzione dei profitti, dovuta proprio al’’impossibilità di passaggio delle macchine agricole, che di fatto interrompono la lavorazione e la raccolta dei prodotti coltivati. Come se non bastasse, ad incentivare le preoccupazioni dei residenti, vi è l’imminente stagione autunnale che da il via al trasporto di legname per la vendita e per l’autoconsumo, oltre alla preparazione dei fondi per la raccolta delle olive, ed infatti l’ostacolo maggiore si presenta per l’appunto in questo periodo, in quanto è richiesta un’assiduità praticamente costante nelle settimane utili a tale scopo».

«Altro pilastro, la consapevolezza che la strada S.P2 ex 112, costituisce, da sempre – ha illustrato Tedesco – l’anello funzionale che lega i Paesi circostanti all’ospedale più vicino, ovvero il presidio ospedaliero di Oppido Mamertina “Maria Pia di Savoia”. In aggiunta è necessario sottolineare con decisione l’imminente inizio dell’anno scolastico che avverrà il 20 del corrente mese e, la mancata apertura della strada, costringerà chi frequenta le scuole, ad affrontare tragitti indubbiamente più lunghi, i quali inevitabilmente comporteranno disagi anche alle famiglie, costrette a conciliare il ritorno dei figli con l’orario di lavoro». 

«Dunque, Alla luce dei fatti appena esposti – conclude la lettera – considerata anche la denuncia inoltrata a mezzo pec, si ribadisce in data 24.08.2021, appare oltremodo irragionevole che ad oggi nessun ente, non solo non ha dato alcuna risposta in merito ad una problematica così urgente ed importante, ma addirittura nemmeno un cenno di avvenuta ricezione e protocollo, se non da parte della sola Città Metropolitana, con la quale si è riusciti quantomeno ad avere un contatto telefonico seppur informale, tuttavia lontano dall’ essere ufficiale.  Questa la lettera dei cittadini di Santa Cristina d’Aspromonte, i quali si sono rivolti alle Istituzioni per vedere riconosciuti i Diritti Costituzionalmente garantiti». (rrc)