ALTOMONTE (CS) – Tornano al Museo Civico le opere restaurate del Convento Domenicano

Sono tornate al Museo Civico di Altomonte, dopo l’opera di restauro a cura della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, le croci processionali, i reliquari e gli stemmi in legno intagliati, tracce preziose del passaggio e del rapporto di Altomonte con l’ordine dei domenicani.

Lo hanno reso noto il sindaco di Altomonte, Gianpietro Coppola e l’assessore alla cultura Elvira Berlingieri, esprimendo soddisfazione per il ritorno a casa di opere che contribuiscono ad impreziosire il presidio culturale sul quale l’Amministrazione Comunale continua ad investire attenzione.

Il sindaco Coppola, inoltre, coglie ha ringraziato il neo soprintendente Fabrizio Sudano e la responsabile dell’area storico – artistica Enrichetta Salerno.
«La valorizzazione dell’intero polo museale – ha detto il sindaco – è per noi di rilevanza strategica nel percorso di promozione della Città quale destinazione turistica a 360 gradi. Attraverso i suoi marcatori identitari, Altomonte, che è da considerarsi, dopo Catanzaro, la seconda fondazione Domenicana calabrese, ha tutte le carte in regola per puntare anche sul turismo religioso e culturale».
Le sette opere erano da tempo custodite nel laboratorio di restauro della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone. Dalla croce processionale del XVII secolo in lamina di rame sbalzata ed intarsiato, con il cristo realizzato a tutto tondo in bronzo dorato e l’incisione sul retro della figura di San Domenico; alla croce processionale del 1640, donazione di un devoto altomontese, in lamina d’argento con elementi terminali in bronzo dorato.
Realizzato a tutto tondo in argento, il Cristo presenta una base a forma sferica decorata con elmetti naturali. Sul retro sono incisi la dedica della donazione e alcuni motivi floreali. Tra le 7 opere ci sono anche 3 reliquari in lamina di argento con lavorazione a sbalzo.
Una di queste contiene anche le reliquie di San Tommaso d’Aquino. Sono due, infine, gli stemmi in legno, intagliati con i simboli dell’ordine dei domenicani restaurati e nuovamente custoditi nel Museo Civico. Uno dei quali di pregevole fattura, dorato e dipinto. (rcs)

Altomonte tra i protagonisti del calendario dei Borghi più belli d’Italia

Altomonte è tra i 12 centri storici selezionati, tra i 308 presenti presenti nella guida dall’Associazione Borghi più Belli d’Italia per la prima edizione del calendario ufficiale della prestigiosa rete nazionale.

Ad esprimere soddisfazione per questo importante risultato è, insieme al sindaco Giampietro Coppola, l’assessore al turismo Mario Pancaro per il quale, attraverso questo progetto viene rilanciato in Italia e nel mondo il messaggio e l’immagine non solo di Altomonte ma dell’intera Calabria come terra di bellezza, accoglienza e qualità della vita, fruibile 365 giorni l’anno.
Borgo, bellezza ed Italia. Sono, queste, le tre parole chiave con le quali si apre la prima pagina del calendario ispirato – cosi come spiega il Presidente dell’associazione, Fiorello Primi – a chi crede che il patrimonio artistico e culturale custodito nell’entroterra del nostro Bel Paese vada, per responsabilità collettiva, diffuso come eredità di valori intrinsechi ed universali.
L’assessore coglie l’occasione per informare inoltre che, per richiedere una copia del calendario dei Borghi più Belli d’Italia, è necessario collegarsi alla piattaforma ufficiale. (rcs)

Ad Altomonte inaugurata “Eye in Color”, la mostra del Maestro Franco Azzinari

di FRANCO BARTUCCI – Eyes in Color, Gli occhi nel colore, la mostra dell’artista calabrese di fama internazionale, Franco Azzinari,  ospitata ed inaugurata nel Museo dell’Alimentazione di Altomonte, è  visitabile on-line sul sito del comune per tutto il mese di febbraio ed anche in presenza tutti i giorni a partire da lunedì, quando la Calabria diverrà area gialla. 

«Questa è la nuova sfida che Altomonte – ha dichiarato il sindaco Gianpiero Coppola – grazie al genio, all’arte e generosità del Maestro Franco Azzinari, grande e nobile amico del nostro paese, lancia al mondo culturale  della Calabria e dell’Italia, per dimostrare che colori, arte e solidarietà, anche nei tempi bui e terribili del Covid, sono fari e luce di speranza di un percorso di ricostruzione e di nuova crescita, che non può non affondare le sue radici nei valori primari della nostra regione: la cultura, l’arte, la sensibilità a tutte le tematiche sociali pregnanti, anche se si verificano lontane da noi».

La mostra, che ha ottenuto il patrocinio della sede Rai Calabria, guidata da Demetrio Crucitti, ha visto nella serata d’inaugurazione, oltre che la presenza del sindaco, anche e soprattutto delle figure femminili interpreti della cultura e natura dell’Amazzonia, come Maria Francesca Guido, Miss Calabria 2017, che ha indossato un abito raffigurante l’orchidea nera, simbolo di quella popolazione, con accanto la modella Debora Caruso, quale “testimonial” del Brasile e della nostra amata Italia. Ospiti particolari della serata, sono stati la stilista croata Sladana Krstic, la modella romana Claudia Ricci, il fotografo personale di Franco Azzinari, Massimiliano Marino.

«Il viaggio di Franco Azzinari tra i più poveri della terra, fatto per rendere onore alle parole ed alla figura di Papa Francesco, sostenuto dall’Unicef e da personaggi del mondo della cultura internazionale – ha detto ancora il sindaco Coppola – rende omaggio a questo grande figlio di Calabria che porta ovunque, nel mondo, l’immagine migliore e più bella della nostra terra. Le opere ispirate ai colori e alla gente dell’Amazzonia che ritraggono i bambini indios, come l’immenso lavoro di Franco Azzinari e la sua passione artistica, ci dimostrano – anche in un momento di grave pandemia e di chiusura totale – che le ali forti e libere dell’arte e della cultura sollevano l’animo umano dalle miserie terrene alle vette della spiritualità e dei nobili ideali. Un esempio di resilienza e resistenza spirituale senza pari».

Il lavoro e la mostra di Franco Azzinari hanno raccolto una testimonianza ed una presentazione della poetessa, scrittrice, antropologa dell’Amazzonia, Màrcia Theòphilo, candidata al Premio Nobel del 2005, che a proposito dei bambini dipinti dal “pittore del vento” così si esprime: «I bambini guerrieri/ ciascuno incarna un mito/hanno cinture di paglia intrecciata/ornate di penne di arara/orecchini di Penne di arara/ collane di unghie di giaguaro/bracciali di conchiglie di fiume…».

«Bambini ultimi del mondo – ha aggiunto – bambini lontani anni luce dalla civiltà dei popoli occidentali, bambini guerrieri sin dalla nascita, con una fierezza e una forza d’animo che è difficile immaginare o anche solo raccontare, ma che Azzinari ha colto e riprodotto meravigliosamente bene nei loro sguardi e nel loro saper essere icone della resistenza di un popolo disposto a rinunciare a tutto tranne che alla bellezza dei suoi paesaggi incontaminati e baciati dal sole».

«Negli affreschi del Maestro ritrovo, oggi – ha detto ancora – i colori più autentici della mia Amazzonia, la mia “patria”. Bambini che Azzinari ci racconta oggi nelle sue tele, bambini affogati di luce e di colori, la luce e i colori straordinari che solo la mia terra sa ancora preservare difendere e offrire al resto del mondo, in maniera quasi religiosa».

«I bambini indios che Azzinari ha incontrato – ha detto ancora Màrcia Theòphilo – e a cui mi dicono abbia anche insegnato a dipingere, portando loro dalla lontana Europa le tele e i colori giusti per farlo, i bambini indios con cui Azzinari ha trascorso lunghi mesi della sua permanenza in Amazzonia, hanno insegnato anche a lui il vero grande segreto del mio popolo. Che è la semplicità della vita quotidiana, la serenità con cui si affronta il tempo che scorre, la voglia di crescere felici ma restando in terra indios, sorridendo agli animali e parlando con gli animali. Dalla nascita alla morte. Nelle tele di Franco Azzinari si coglie con mano la forza dei sogni e delle illusioni fantastiche dei nostri bambini Indios». (rcs)

Ad Altomonte arriva la mostra di Franco Azzinari dedicata ai bambini indios dell’Amazzonia

di FRANCO BARTUCCI – Dopo tanti annunci, viene  inaugurata lunedì 25 gennaio ad Altomonte in provincia di Cosenza, alle ore 18, presso il Museo dell’Alimentazione, la mostra che Franco Azzinari ha dedicato ai bambini indios dell’Amazzonia, con il titolo Eyes in Color, tradotto Gli occhi nel colore.

Come ha detto lo stesso autore non è altro che: «L’Amazzonia vista attraverso i ritratti dei bambini indios».

La mostra, con taglio internazionale, è stata patrocinata dalla sede Rai calabrese, grazie all’impegno personale del suo direttore Demetrio Crucitti. Mentre Franco Azzinari, in coincidenza del suo settantaduesimo compleanno, ha inteso dedicare questo suo lavoro a Papa Francesco e all’Unicef che svolge da sempre  un servizio a favore dell’infanzia nel mondo. Una circostanza che coincide con la scomparsa del suo presidente nazionale, Francesco Samengo, di Cassano Jonio scomparso nel mese di novembre dello scorso anno per effetto del covid-19.

A causa della pandemia e dell’inclusione del Comune di Altomonte come zona rossa, la cerimonia inaugurale della mostra ci sarà ed in forma molto ristretta per ragioni di sicurezza. Ci sarà il sindaco Gianpiero Coppola e il direttore della sede calabrese della Rai, Demetrio Crucitti, che hanno fatto il possibile per dare lustro a questo ultimo lavoro del “pittore del vento”, maturato nell’arco di due anni  di lavoro e ricerca in Amazzonia.

Mentre il Maestro Franco Azzinari avrà in sala Maria Francesca Guido, Miss Calabria 2017, che indosserà un particolare abito raffigurante l’orchidea nera, simbolo della popolazione dell’Amazzonia, con accanto la modella Deborah Caruso. Come ospiti della cerimonia, ci saranno la stilista Sladana Krstic ed il fotografo personale di Azzinari, Massimiliano Marino.

La cerimonia inaugurale della mostra sarà il compendio per il maestro Franco Azzinari di un legame forte tra il suo passato ed il futuro, passando dai due viaggi fatti in Brasile tra il 2018 e il 2019 per studiare le tribù  indigene lungo il Matogrosso, alla ricerca della purezza e del candore umano attraverso le espressioni e gli atteggiamenti dei fanciulli che vivevano in quel contesto naturale selvaggio e vergine. 

Con la collaborazione ed assistenza di un anziano poliziotto del posto, Franco Azzinari ha potuto visitare e soffermarsi in quattro tribù indigene, su 380 collocate lungo il Matogrosso,  per studiare usi e costumi, portandolo a creare una collezione di quadri, la cui mostra, che verrà inaugurata domenica prossima ad Altomonte, gli renderà onore e visibilità per essere portata in forma itinerante nel mondo.  

Così dopo gli studi e i lavori dedicati ai  luoghi del mito e ai personaggi della mitologia, della storia e del popolo arbërësche, passando dallo spirito di avventura di Ernest Hemingway e della sua Cuba, dal mistero rivoluzionario di Fidel Castro, dalla poesia di Gabriel Garcia Marquez, dal racconto cinematografico di Francis Ford Coppola, il pittore del vento  si è addentrato in quest’altra avventura /racconto per dimostrare che solo attraverso la bellezza e l’innocenza dello spirito l’uomo può trovare la sua giusta dimensione per una vita sociale serena.

A rafforzare il lavoro di Franco Azzinari c’è, oggi, una grande poetessa, scrittrice, antropologa dell’Amazzonia, Màrcia Theòphìlo, candidata al Premio Nobel del 2005, che dice: «Devo riconoscere che oggi, nelle tele del maestro Franco Azzinari, resiste forte lo spirito dei versi che negli anni io ho dedicato alla mia meravigliosa terra di Amazzonia. Nei ritratti che l’artista italiano dedica oggi alla mia Amazzonia, non ci sono solo i colori accesi della mia gente, i caratteri forti dei loro volti, la forza espressiva di un popolo eternamente in fuga e depredato, la bellezza dei paesaggi che hanno accompagnato la mia esistenza e la mia formazione culturale, ma ci sono soprattutto i bambini indios della mia terra, e che Azzinari racconta e rappresenta con una luce negli occhi che è quanto di più vero e di più reale si possa cogliere lungo le mille foreste verdi e lussureggianti della mia gente». (rcs)                                                           

Il ritorno in Calabria dell’artista Franco Azzinari: ad Altomonte i colori d’Amazzonia

di FRANCO BARTUCCI – L’artista Franco Azzinari ritorna in Calabria con l’esposizione di un nuovo progetto dedicato all’Amazzonia e ai suoi ragazzi. Definito il grande “pittore del vento” dal compianto Sergio Zavoli, Azzinari si appresta a dare lustro al suo lavoro degli ultimi tempi, in giro per il mondo, alla ricerca di sempre nuovi stimoli per la sua arte dedicata in fondo alla bellezza della natura e degli uomini, che appartengono all’universalismo del patrimonio culturale ed antropologico. Le sue mete, oltre alle nostre meravigliose regioni, paesi come la Francia, Germania, Russia, Svizzera, Grecia, Albania, Cuba,  Stati Uniti, Africa in Kenia, Amazzonia in Brasile ed altri ancora, per appropriarsi di radici e culture tali da farne oggetto di progetti e lavori esplicativi.

Lavorare su progetto è stata la caratteristica di Franco Azzinari per entrare nella storia e nella conoscenza degli uomini per meditare sulle loro peculiarità e dimensione sociale e culturale dentro un contesto ambientale. Vale la pena ricordarne alcuni: Venti anni con la natura calabrese, I luoghi del mito, Cuba, Cercando Hemingway, Gabriel Garcia Marquez, Fidel Castro, Il pittore del vento, ed ecco il prossimo dedicato ai bambini indios dell’Amazonia, che verrà alla luce a giorni.

Infatti il prossimo 25  gennaio Franco Azzinari  presenterà ad Altomonte  il lavoro del suo ultimo progetto iniziato all’incirca due anni fa. Sarà una  grande Rassegna Internazionale dedicata ai “Bimbi Indios dell’Amazzonia”, con il titolo “Eyes in Color” o meglio “Gli occhi nel colore”, ovvero il racconto dei bambini dell’Amazzonia, e ancora di più: l’Amazzonia vista attraverso i ritratti dei bambini indios.

Una rassegna internazionale patrocinata dalla Sede RAI della Calabria, grazie all’impegno personale del suo Direttore Demetrio Crucitti. Un lavoro che il grande paesaggista italiano dedica oggi a Papa Francesco e all’Unicef per il lavoro che l’Unicef svolge da sempre al servizio dell’infanzia nel mondo.

Questa mostra di Azzinari coincide quest’anno con il suo settantaduesimo compleanno e per certi aspetti festeggia il suo rientro in Calabria dopo alcuni anni di vita trascorsi in America.  Avrà come madrina d’eccezione una icona della poesia mondiale, Marcia Theòfilo,  antropologa, nata a Fortaleza in Brasile, famosissima poetessa Indios candidata al Premio Nobel del 2005,  che ha di fatto “cantato” l’Amazzonia in ogni parte del mondo.  Attualmente rappresenta l’Unione Brasiliana di Scittori in Italia, una intellettuale brasiliana che ha pubblicato decine di poemi dedicati all’Amazzonia, tradotti in varie lingue fra cui si segnalano alcune edizioni italiane, con note di poeti come Rafael Alberti e Mario Luzi.

La RAI ha concesso, invece, il suo patrocinio morale per l’alto valore culturale della manifestazione, che dal 25 gennaio sarà ospitata nel Museo dell’Alimentazione di Altomonte. Poi da qui, in giro per il mondo, questa l’intenzione espressa dall’autore.

Il Maestro Franco Azzinari, per lunghissimi anni ritrattista ufficiale di Gabriel Garcia Marquez, Premio Nobel per la Letteratura, e amico personale di Fidel Castro, a cui ha dedicato una delle sue rassegne più belle della storia dei ritratti in bianco e nero, torna dunque ora in Italia ad Altomonte  con una rassegna interamente dedicata ai “Bambini dell’Amazzonia” .  Lo fa in uno dei borghi più suggestivi della Calabria settentrionale, e che per il grande paesaggista è una sorta anche di “paese ombra”, perché Altomonte – dice il sindaco Giampiero Coppola- in tutti questi anni ha adottato Franco Azzinari come fosse figlio naturale di questa comunità.

Per il “Pittore del Vento”, così lo chiamava e lo raccontava il grande Sergio Zavoli, sarà dunque un rientro trionfale in patria, a casa sua, perché Altomonte è a due passi soltanto dal paese dove Franco Azzinari è nato, San Demetrio Corone, e da dove poi poverissimo e ancora adolescente è partito in giro per il mondo per ritornarci solo dopo essere diventato un protagonista famoso della storia dell’arte moderna.

Bambini dell’Amazzonia for ever”. Questa rassegna di Franzo Azzinari è un inno meraviglioso a questa terra dove le foreste devastate dall’uomo sono forse il segno più evidente della violenza dei tempi moderni, della industrializzazione a tutti  i costi, della rapina sistematica del territorio, della modernità, e dove i bambini sono ancora i testimoni privilegiati dei colori dell’Amazzonia, e delle meraviglie paesaggistiche di questa lingua di terra ai margini del mondo.

Un lavoro che Franco Azzinari ha avviato ispirato dalle parole di Papa Francesco, attraverso i suoi tanti messaggi dedicati ai bambini dell’Amazzonia, ultimi del mondo. Lo hanno  convinto ad  affrontare un lungo viaggio in queste lande inesplorate alla ricerca di nuove emozioni oltre che di colori. E qui, nel cuore dell’America Latina, Azzinari ha preso casa, ha imparato a vivere sulle barche, ai margini della foresta, lungo i fiumi, sotto le sequoie, dove ha condiviso per lunghissimi mesi la sua vita con quella degli indios, ha sposato la loro causa, e alla fine ha scelto di dipingere i volti dei bambini indios per farne un manifesto-denuncia sulla fame nel mondo, manifesto simbolico della immensa miseria dell’Amazzonia, dove il senso della ribellione e della protesta contro il resto del mondo civile lo si coglie nella luce e negli sguardi di questi bambini ritratti dal grande artista italiano.

«Il mio primo grazie va alla RAI – dice oggi Azzinari – va al Direttore della Sede RAI della Calabria Demetrio Crucitti, per aver fortemente creduto nel mio “manifesto in difesa dell’Amazzonia”, e va al sindaco di Altomonte Giampiero Coppola che ha sposato il mio progetto, e che dopo Altomonte approderà poi nelle grandi capitali straniere. Perché il tema dell’Amazzonia che muore è un tema di interesse mondiale.

«Spero – aggiunge Azzinari – che i bambini da me ritratti possano col tempo diventare anche un manifesto ufficiale dell’UNICEF, a cui non chiederò nulla in cambio, se non di divulgare le facce sorridenti di questi piccoli eroi della foresta, che nascono in mezzo ai colori più disparati della natura e che da grandi muoiono, senza mai aver conosciuto il grigio. È questa la cosa che arrivato in Amazzonia mi ha fatto di più impazzire. C’è un popolo nel mondo, che non conosce cosa sia il grigio, tanti sono i colori accecanti e bellissimi che sono la loro casa e il loro mondo naturale» (fb)

 

 

 

ALTOMONTE (CS) – Il Comune dona tablet ai ragazzi con bisogni speciali

L’Amministrazione comunale di Altomonte, guidato da Gianpiero Coppola, ha acquistato 7 tablet che saranno utilizzati dai ragazzi che frequentano il centro diurno e l’assegnazione di un contributo simbolico che servirà ad avviare un progetto di educativa a distanza.

«Il grande lavoro sotteso – si legge in una nota – al percorso di inclusione sociale di persone con bisogni speciali non può conoscere discontinuità. L’impegno e l’attenzione verso le persone con disabilità ha bisogno di essere praticato con costanza, 365 giorni l’anno, per non vedere vanificati tutti gli sforzi messi in campo».

«È a partire da questa evidenza che l’Amministrazione Comunale ha inteso manifestare la propria vicinanza e prossimità concrete al progetto promosso dall’Associazione Oltre le barriere» ha spiegato il sindaco Coppola, esprimendo gratitudine e soddisfazione viva per l’impegno ed il proficuo lavoro fatto dall’assessore alle politiche sociali, Emilia Romeo, che nei giorni scorsi ha consegnato materialmente, insieme ai rappresentanti dell’Associazione, i dispositivi tecnologici ai ragazzi, che ne faranno uso per incontrarsi virtualmente con colleghi, operatori, professionisti e volontari.

«Abbiamo da subito condiviso – ha detto l’assessore Romeo – nei metodi e negli obiettivi l’idea progettuale dell’Associazione Oltre le barriere che nelle scorse settimane ha proposto di sostenere un’attività di inclusione sociale, rivolta a persone adulte con disabilità, attraverso formazione on-line, con il supporto di strumenti tecnologici (computer e tablet)».

«In un momento così difficile per tutti – ha proseguito l’assessore – comprendiamo il disagio delle famiglie e vogliamo essere loro vicini attraverso piccoli gesti che facciano sentire l’attenzione delle istituzioni e diano ai ragazzi opportunità di crescita personale e culturale e di positiva interazione. Questa è una prima esperienza, a cui seguiranno altre iniziative, a cui stiamo attivamente lavorando». (rcs)

ALTOMONTE (CS) – Un calendario per raccontare la bellezza di Altomonte

Un calendario per raccontare la bellezza del patrimonio culturale di Altomonte. Lo ha reso noto l’assessore al Turismo Mario Pancaro, anticipando l’attività promossa e condivisa dall’Esecutivo comunale, finalizzata a promuovere il territorio con le immagini del borgo raccolte in un calendario del 2021.

«I 12 scatti – ha spiegato Pancaro – quanti sono i mesi dell’anno, sono stati realizzati dai due fotografi professionisti Pasquale Avolio e Francesco Pacenza ai quali va il ringraziamento per la disponibilità di mettersi al servizio della comunità ed il vivo apprezzamento per la creatività che hanno trasfuso nel progetto».

«In copertina – ha proseguito l’assessore – saranno riportati tutti i loghi relativi ai riconoscimenti e alle adesioni di Altomonte ad associazioni e sodalizi come la Città dell’Olio ed i Borghi più Belli d’Italia, espressione e testimonianza dell’attività incessante che risponde alla vocazione turistica di Altomonte».
«Gli speciali almanacchi – ha concluso Pancaro – che saranno stampati inizialmente in 800 copie, saranno distribuiti a tutte le famiglie che ne faranno richiesta e alle associazioni locali e del territorio. L’obiettivo è quello di incentivare il turismo di prossimità e promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e paesaggistico anche tra i residenti delle comunità vicine». (rcs)

ALTOMONTE (CS) – Al via il progetto dedicato agli studenti per aiutarli nella Dad

L’Amministrazione comunale di Altomonte, guidato da Gianpiero Coppola, ha promosso un progetto rivolto agli studenti per rendere più semplice ed efficace la didattica a distanza.

Lo ha reso noto l’assessore alla Pubblica Istruzione, Elvira Berlingeri, sottolineando, con il sindaco Coppola, che attraverso il progetto condiviso con l’Associazione Caros si vuole intervenire nelle situazioni di particolare difficoltà, rimuovendo eventuali ostacoli determinati dalle modalità di studio.

Il progetto, di tipo pedagogico e didattico, oltre ad indicare ai ragazzi come utilizzare al meglio gli strumenti tecnologici, prevede il sostegno scolastico durante la DaD, prevedendo la collaborazione con il docente curriculare ed eventualmente con il docente di sostegno; un supporto extra-scolastico nel caso in cui il contesto socioculturale non sia favorevole a seguire con tranquillità le lezioni ed un sostegno psicologico mirato a gestire le difficoltà quotidiane, migliorare la qualità di vita del singolo e del contesto.
«L’obbligo scolastico di frequenza – ha aggiunto la Berlingeri – può far registrare molteplici impedimenti. Nella risoluzione di alcuni di questi, come ad esempio la fornitura dei dispositivi necessari alla realizzazione della DaD e la dotazione di due fotocopiatori e cassa bluetooth alle scuole, siamo intervenuti come istituzione. Molti altri, invece, ancora da risolvere, solo legati alla possibilità di accesso e alle competenze necessarie alla gestione dei dispositivi, alla disponibilità di ambienti adeguati a consentire lo svolgimento della DaD, nonché alle difficoltà del singolo bambino nell’apprendimento da uno schermo. Se questi aspetti non vengono gestiti, si rischia che l’assolvimento dell’obbligo scolastico diventi irrealizzabile e che la qualità della DaD per i bambini con difficoltà si abbassi notevolmente, rendendo vani tutti gli sforzi delle istituzioni e dei docenti».
In concreto il progetto si propone di organizzare degli incontri in presenza con i bambini in difficoltà, opportunamente segnalati dalle istituzioni competenti, in locali messi a disposizione dall’Amministrazione Comunale e nel pieno rispetto delle norme anti-Covid-19. (rcs)

Altomonte celebra l’artista Franco Azzinari che ha dipinto i bimbi dell’Amazzonia

di PINO NANO

Eyes in color, Gli occhi nel colore, è il tema di grande suggestione con cui il Maestro Franco Azzinari lancia e anticipa alla stampa specializzata di Montecarlo la sua prossima mostra, che subito dopo Natale verrà inaugurata in Calabria, al Museo dell’Alimentazione di Altomonte, in onore del grande artista di origini calabresi, per poi fare il giro delle principali capitali stranieri. Una grande rassegna d’arte dedicata ai bambini dell’Amazzonia, e a Papa Francesco a cui Azzinari, nel corso del suo ultimo incontro con il Pontefice, aveva promesso che nelle sue tele avrebbe raccontato la bellezza dei bambini indios.

«Spero diventi un grande evento internazionale – spiega Franco Azzinari – perché la rassegna ospiterà i ritratti di decine di bambini che in questi anni ho incontrato in Amazzonia, dove ho trascorso lunghi periodi della mia vita, alla ricerca di una realtà molto lontana da tutti noi cittadini europei».

AzzinariIl famoso ritrattista di Gabriel Garcia Marquez aggiunge ancora: «I bambini che io ho incontrato in Amazzonia, e a cui tante volte ha fatto riferimento il santo Padre nei suoi discorsi ufficiali sui “più poveri del mondo”, non sono come tutti i nostri bambini. Forse sono più poveri degli altri, ma sono anche più fortunati, perché sono bimbi che nascono crescono e vivono con negli occhi i colori bellissimi della loro terra».

«Ho attraversato migliaia di chilometri – ha detto ancora – e ho visto che laggiù non ci sono grandi città, grandi palazzi, grandi ponti in acciaio: non ci sono macchine. Questi bimbi, per tutta la loro vita, vedono allora soltanto i colori del mare, della foresta, dei fiumi, delle cascate, delle orchidee, delle strelitzie, della natura incontaminata che hanno intorno. Non vedono nient’altro. E io spero che le mie tele possano ben raccontare la loro vita e la loro meravigliosa semplicità».

Franco Azzinari è un uomo che sorride sempre. 

È vero che alle spalle ha una storia tutta sua, avvolgente e affascinante, e che come artista vanta un patrimonio pittorico assolutamente invidiabile, ma è anche vero che in Oriente ha imparato a vivere il suo tempo con le “giuste pause”, e una saggezza fuori dal comune.

Ancora una volta, dunque, Franco Azzinari. 

 Raccontato da Sergio Zavoli come “il pittore del vento”, paesaggista unico al mondo, meravigliosamente accolto da Vittorio Sgarbi, per i suoi dettagli carichi di colore, ginestre e papaveri rossi bellissimi, ammirato e adorato da Gabriel Garcia Marquez che alla fine lo aveva scelto come suo ritrattista personale, inseguito e Azzinari e Fidel Castrocorteggiato da Fidel Castro, a cui alla fine ha dedicato un compendio di ritratti in bianco e nero entrato nella storia dell’isola, ospite esclusivo a Los Angeles di Francis Ford Coppola per i ritratti a lui dedicati, Franco Azzinari continua ad essere coccolato dal jet set internazionale non solo per la magia della sua pittura, forte, innovativa, viva, accecante, avvolgente, ma soprattutto per questo suo carattere dolce ed eternamente accondiscendente.

A 70 anni compiuti, dopo aver girato il mondo in lungo e in largo per almeno venti volte nella sua vita, dopo aver vissuto stabilmente intere stagioni dell’anno nei paesi dell’America Latina, oggi Franco Azzinari è tornato per qualche mese in Calabria, tra i laghi di Sibari e Altomonte, per ritrovare parte del suo passato, ma soprattutto per organizzare questa sua prossima rassegna di Altomonte dedicata ai bambini indios dell’Amazzonia.

Quasi una sfida culturale al mondo della pandemia, in pieno look down, con la complicità di Giampiero Coppola, il sindaco di Altomonte, suo vecchio amico di sempre, e del direttore della Sede Rai della Calabria, Demetrio Crucitti, a cui Altomonte ha chiesto un “patto di collaborazione” per poter permettere una videoinstallazione fissa  all’interno del Museo dove poter far vedere parte del suo lungo viaggio nella terra di Márcia Theóphilo, poetessa e antropologa brasiliana che dopo aver studiato a Rio De Janeiro e San Paolo, si è laureata a Roma in antropologia dove vive dal 1971,e che non ha mai smesso di decantare e raccontare la foresta amazzonica.

Instancabile, eternamente solo, salvo che non sia affiancato e accompagnato dalle sue modelle preferite, bellissime ed eteree, subito dopo Altomonte Franco Azzinari esporrà  le sue tele più belle, in una sorta di rassegna antologica, tra New York Boston e Chicago, dove i suoi “prati in fiore” e le “ginestre al vento” attirano ogni anno migliaia di visitatori diversi, soprattutto il cuore del Made in Italy che vive in Nord America, e che nelle sue tele ritrova immancabilmente le proprie radici, e soprattutto i colori della propria terra di origine. 

Prima dell’estate il Maestro Franco Azzinari era qui a Roma, dove lo abbiamo incontrato, alla Casa del Cinema, e dove ci ha confidato il suo sogno più intimo: “Sarebbe bello”- ci ha detto – se la nuova Giunta Regionale possa sposare il mio progetto più ambizioso, che è quello che realizzare un’opera monografica che racconti dall’inizio alla fine la mia vita, e il valore reale dei miei capolavori. Vede, dopo di me- sorride il maestro- sono certo che rimarranno le mie tele, e non vi è una sola tela che non racconti il sole di Calabria o i paesaggi della costa ionica dove io sono cresciuto da bambino e dove, quando posso, torno a portare un fiore ai miei cari”.

Maestro, quanto si sente ancora calabrese? 

«Allo stesso modo di come mi sento oggi cubano o brasiliano, o anche cittadino di Montecarlo. Ormai la mia casa è per il mondo. Da quasi 60 anni questa è la mia condizione di apolide, e la sola certezza che oggi io ho è che sono nato a San Demetrio Corone, un piccolissimo paesino del Pollino, in Calabria. Il dopo, lo racconterete voi altri giornalisti, quando magari io non ci sarò più. Ho già fatto però testamento, vorrei che le mie ceneri venissero sparse in uno dei campi di ginestre di Cerchiara di Calabria, mi creda sono immensi e bellissimi, sono campi fioriti che io tanto ho amato, e che tanta pace interiore mi hanno dato. Soprattutto, nei momenti di maggiore solitudine della mia vita». 

Maestro, che programmi immediati ha per i prossimi giorni? 

«Sono appena diventato nonno, e prima di ripartire per Cuba e il Nord America vado a riabbracciare mio nipote. Ma questo per favore non lo scriva, non ha nulla a che fare con la mia storia di artista. E poi, forse, alla gente neanche interessa». (rrm)

In copertina, Azzinari insieme a Gabriel Garcia Marquez

È ad Altomonte che si trova il più grande disegno del mondo: è Guinness dei Primati

Il «disegno più grande del mondo realizzato a mano da una sola persona» si trova in Calabria, per la precisione ad Altomonte, ed è stato realizzato da Fra!, nome d’arte di Francesco Caporale.

L’artista, altomontese doc trapiantato a Milano dove lavora come grafico per importantissimi brand internazionali, ha realizzato, nell’ambito del progetto Doodle Dream, realizzato dall’artista in collaborazione con Xiaomi, in cinque giorni di lavoro, il disegno su una tela di  568,47 mq, grande quanto piazza San Francesco di Altomonte, facendosi ‘aiutare’ da un’immagine, una foto o un disegno ispirazionale che tanti utenti appassionati hanno caricato su DoodleDream.it, una speciale piattaforma creata appositamente da Xiaomi che, poi, sono stati inglobati nell’opera dall’artista.

«Il sogno – ha dichiarato l’artista all’Ansa – è l’ingrediente perfetto su cui si fonda l’arte. Visioni oniriche fuori dal tempo e dallo spazio che si concedono alla libera interpretazione del nostro inconscio e della nostra sensibilità. Ecco cos’è per me la doodle art: improvvisazione e libertà. E con DoodleDream abbiamo sottolineato un ulteriore valore fondamentale per la società contemporanea: quello della collettività».

L’assessore alla Pubblica Istruzione e ai Beni e Attività Culturali, Elvira Berlingier, che ha ringraziato insieme al sindaco Giampietro Coppola l’artista per «l’attenzione e la sensibilità verso la sua comunità di origine», ha spiegato che l’opera, una volta terminata, sarà «sarà scomposta in tante piccole illustrazioni e messa all’asta», il cui ricavato sarà utilizzato per realizzare un asilo comunale. (mp)