L’appello di Pippo Callipo: ripartiamo con responsabilità senza mollare adesso

Dobbiamo stare attenti, non bisogna mollare proprio adesso. Con queste due parole d’ordine, se così le vogliamo chiamare, Pippo Callipo, leader di Io resto in Calabria, ribadisce come la Calabria abbia bisogno di ripartire, e di come la Regione e il Governo debbano aiutare chi è «messo in ginocchio dalla crisi».

Per Callipo, infatti, non bisogna vanificare i sacrifici fatti finora: «Da oggi – ha dichiarato il capogruppo di Io resto in Calabria – anche molti calabresi, studenti, lavoratori, precari, potranno rientrare a casa. Bentornati, ragazzi. Sono sicuro che il vostro primo pensiero è tutelare la salute dei vostri cari».

«Per farlo, come sapete – ha proseguito Callipo – è necessario che osserviate rigorosamente le regole e i protocolli predisposti per il vostro rientro. Se è necessario so che andrete anche oltre ciò che vi viene imposto per legge. Vi consiglio di farlo, nell’interesse di tutti. Impedirvi di tornare, prendendo tutte le precauzioni del caso, sarebbe stata una grave ingiustizia. La politica ha il dovere di non seminare paure, creare caos o additare nemici. Deve, piuttosto, trovare le soluzioni affinché i nostri giovani non siano più costretti a partire. Sappiate che la Calabria non dimentica i suoi figli. Per questa terra non sarete mai un problema ma sempre e solo una grande, inesauribile risorsa. Contiamo su di voi».

«Tutti da oggi – ha concluso Callipo – siamo chiamati a una grande prova di responsabilità. La nostra terra ha bisogno dell’amore e del rispetto di tutti noi per dimostrare anche al resto dell’Italia che il nostro senso civico sta facendo la differenza in questa guerra contro un nemico subdolo e invisibile. Finora abbiamo dimostrato di potercela fare, non molliamo proprio adesso». (rp)

L’opposizione: «Subito le commissioni in Consiglio regionale». La replica del presidente Tallini

Viene dall’opposizione in Consiglio regionale un pressante appello al presidente Mimmo Tallini perché l’Assemblea di Palazzo Campanella proceda «con urgenza e tempestività agli ulteriori adempimenti dettati dallo Statuto della Regione Calabria e dal Regolamento interno del Consiglio regionale». La lettera è firmata dai presidenti dei gruppi consiliari di Io resto in Calabria e del Pd, Pippo Callipo e Domenico Bevacqua.

La risposta del presidente Tallini non si è fatta attendere: «Stiano tranquilli – ha replicato – i capigruppo Bevaqua e Callipo: il Consiglio  sta adempiendo, nei termini previsti, ogni incombenza necessaria per entrare a pieno regime. Nonostante l’emergenza da Covid-19 abbiamo tenuto la prima seduta consiliare e presto, una volta eletti i Presidenti dei Gruppi, terremo la seduta per eleggere gli Uffici di Presidenza delle Commissioni permanenti e speciali e soprattutto per approvare, non avendolo fatto la maggioranza che ha governato nella scorsa legislatura, il bilancio della Regione, approntando provvedimenti utili a fronteggiare la crisi che la Calabria sta attraversando. Il punto su cui vorrei richiamare l’attenzione – sottolinea il presidente Tallini – è che il mutamento del contesto politico e sociale intervenuto con la pandemia, richiede alla politica ed a ciascuno di noi un rinnovamento anche nell’approccio ai problemi, più sostanziale e meno formalistico. In tal senso, stiamo anche lavorando per  approntare una proposta organica che, utilizzando i risparmi ottenuti con il bilancio del Consiglio, possa dare subito una risposta cospicua alle tante famiglie in difficoltà. Circa le osservazioni sulla nuova Commissione che si vuole  istituire, intendo chiarire che l’idea, da me formulata per dare rilevanza ai rapporti con l’Unione Europea e non certo per avere nuove poltrone, è aperta ad ogni valutazione e ad ogni confronto. Tenendo presente, tuttavia, che se l’opposizione è legittimata a non condividerla, la stessa libertà d’orientamento è in capo alla maggioranza che, qualora la ritenesse utile per concretizzare il proprio programma, pur  nella massima correttezza e lealtà istituzionale, non potrà che prenderne atto e determinarsi in merito».

I lavori del Consiglio, avevano scritto i due capigruppo, ancora oggi «appaiono in una fase di preoccupante ed inspiegabile stallo» visto che «non sono stati ancora formalizzati tutti i Presidenti dei gruppi consiliari, nonostante il regolamento del Consiglio preveda che la loro costituzione avvenga entro un termine di 7 giorni dalla prima seduta consiliare». Di conseguenza, «non è mai stata convocata la Conferenza dei capigruppo, strumento di confronto fondamentale per esaminare e approvare il programma dei lavori consiliari».
«Un altro tassello istituzionale fondamentale per l’attività legislativa – si legge nel documento firmato da Callipo e Bevacqua – è l’immediata costituzione delle Commissioni consiliari che devono essere votate in Consiglio regionale» e, a questo proposito, nella missiva si sottolinea come sia «inaccettabile l’eventualità dell’istituzione di una nuova commissione consiliare con relativo aggravio di spesa sul bilancio regionale».
«La Regione Calabria – affermano i due capigruppo – ha bisogno di un’azione di governo e di un’attività legislativa tempestiva ed all’altezza della situazione di emergenza che si è venuta a creare in questo particolare momento storico. Bisogna dunque convocare al più presto il Consiglio regionale che deve ancora esaminare la relazione programmatica della Presidente della Giunta, un passaggio politico che con l’emergenza in corso appare di fondamentale importanza per il futuro della Calabria».
Per quanto concerne il Bilancio, i capigruppo di Iric e Pd ritengono «necessario conoscere nel più breve tempo possibile i contenuti del provvedimento approvato dalla Giunta in modo da porre la minoranza nelle condizioni di concorrere, con le proprie proposte, alla definizione e all’approvazione di una manovra finanziaria che, mai come in questo momento, appare cruciale per il destino economico e sociale della Regione».
Callipo e Bevacqua auspicano inoltre l’intervento del presidente del Consiglio regionale «al fine di sollecitare la Presidente della Regione a relazionare periodicamente in Consiglio sulla situazione dell’emergenza in Calabria ed in particolare sulla vicenda della Rsa di Chiaravalle».
«Un ulteriore rallentamento delle attività consiliari – concludono i capigruppo di Iric e Pd – soprattutto se motivato da questioni di ordine politico interne alla maggioranza, non sarebbe più accettabile e avrebbe conseguenze rovinose per i cittadini calabresi che attendono risposte ed azioni di aiuto e sostegno concreto a fronte di disagi economici e sociali sempre più gravi». (rp)

A Callipo non piace la Santelli dalla D’Urso in tv: parli direttamente ai calabresi

Al cav. Pippo Callipo, capo dell’opposizione in Regione, non piacciono le apparizioni della presidente Jole Santelli in tv, ospite di Barbara D’Urso. In una nota il capogruppo in Consiglio regionale di Io resto in Calabria chiede «meno collegamenti con la D’Urso e più informazioni ai calabresi». Considerando che le apparizioni della Santelli in tv danno molta visibilità alla Regione, non si capisce il motivo di tale disappunto. È semmai da apprezzare che si riesca a far parlare della Calabria su programmi con larga audience: i problemi trovano eco e rilevanza che possono tornare utili. Le opinioni di Callipo sono da rispettare, ma in questo momento, sembra inutile e privo di efficacia occuparsi del salotto pomeridiano della Barbara nazionale: meglio pensare all’emergenza e alle inadempienze del governo centrale nei confronti della Calabria.

Callipo ha detto: «Prendiamo atto della decisione della Regione di non far divulgare più alle Asp calabresi i dati riguardanti il Coronavirus e condividiamo il fatto che possa essere controproducente avere informazioni frammentate, ma a questo punto pretendiamo che la presidente della Giunta regionale dia un’informazione puntuale e aggiornata su numeri e luoghi del contagio e su cosa la Regione stia facendo per contenerlo. Non un semplice bollettino come quello attuale, ma una videoconferenza stampa da tenere almeno tre volte la settimana, con dati specifici riferiti ai singoli Comuni e, soprattutto, con la possibilità di sottoporsi alle domande dei giornalisti».

E quindi contesta le apparizioni televisive nella seguitissima trasmissione di Canale 5: «Non è possibile che la presidente della Regione intenda comunicare solo attraverso collegamenti con programmi delle tv nazionali come quello condotto da Barbara D’Urso e che, invece, ai cittadini e ai giornalisti calabresi venga negato il diritto all’informazione. Se si vuole che sia solo la Regione a rendere note le informazioni sull’emergenza Covid-19 lo si faccia fornendo un’informazione completa che, nel rispetto della privacy di ognuno, contempli anche dati geografici più precisi di quelli relativi alle aree provinciali e che sia quanto più possibile aggiornata. Se si vuole accentrare tutto, specie in un momento come quello attuale, si deve garantire la massima trasparenza». (rrm)

 

Callipo dona tutta la sua indennità di consigliere regionale. E gli altri?

L’appello di Pippo Callipo ai consiglieri regionali di donare almeno 6000 euro della propria indennità sta raccogliendo sempre nuovi consensi, anche se ancora manca l’unanimità. Dal canto suo l’imprenditore di Vibo ha deciso di devolvere l’intero importo del mese di febbraio (15 gg.) e marzo a iniziative per l’emergenza. «E noi consiglieri regionali della Calabria? – dice Callipo – Il 28 marzo ci arriveranno i compensi relativi a metà del mese di febbraio e all’intero mese di marzo. Circa 18.000,00 (diciottomila) euro di cui circa il 50% esentasse perché relativi al rimborso spese di esercizio del mandato. Dalle elezioni del 26 gennaio non abbiamo fatto sostanzialmente nessuna attività a parte una istanza firmata da una parte dei consiglieri per chiedere la sconvocazione dell’ultima seduta del Consiglio. Cari elettori, vi ringrazio di questa ricca opportunità che mi avete dato votandomi ma non riesco, in coscienza, a trattenere per me queste somme. Una quota la donerò alla Protezione civile regionale e un’altra quota andrà ad un’associazione che raccoglie fondi a sostegno dell’ospedale di Vibo Valentia. Un grande abbraccio (virtuale) a tutti.
Restiamo a casa e contribuiamo con senso di responsabilità alla lotta contro il Coronavirus». (rrm)

Con i treni del Nord è forte il rischio contagio
Chiuso lo Stretto, ma c’è ancora chi passeggia

di ANTONIETTA MARIA STRATI – Sul treno Roma-Reggio, qualche giorno fa un operatore del 118, armato di termometro-scanner ha scoperto nove passeggeri con febbre oltre i 37,5 e tosse forte. Dai treni del Nord continua ad arrivare gente del Sud che, irresponsabilmente, porta con sé il virus. La situazione è gravemente seria, ma sono ancora troppi a non averlo capito. Tanti irresponsabili che si mettono ugualmente in viaggio per raggiungere (e probabilmente) infettare le famiglie rimaste al Sud, troppi incoscienti (ma forse soltanto stupidi) che non rinunciano alla “passeggiatina”. Non è uno scherzo, non è un gioco, qui si sta rischiando di prolungare all’infinito un’epidemia che invece va stoppata al più presto, limitando le possibilità di contagio e di alzare, in modo spropositato, il numero dei positivi. A molti dei quali servirà il ricovero in terapia intensiva, ma i posti sono limitati. Come #celafaremo se stuoli di cretini continuano a sottovalutare il rischio e non capiscono che questi sacrifici – la rinuncia della propria libertà di movimento – funzionano solo se siamo tutti a farli?

Grazie al cielo, il numero dei positivi nella regione è di gran lunga limitato rispetto alle cifre spaventose di intere aree della Lombardia, ma non c’è da stare allegri, le nostre strutture sanitarie non sono in grado di fronteggiare un’epidemia in larga scala, bisogna agire, responsabilmente, tutti, nel comune personale impegno di rispettare le disposizioni del Governo. Anche se non ci piacciono, anche se ci sembrano stupide o poco efficaci: le norme non si discutono, si osservano. «Sono ancora troppe le persone che continuano a spostarsi su tutto il territorio nazionale» – da detto la deputata Wanda Ferro presentando un’interrogazione parlamentare per conoscere l’entità dei flussi.

Da oggi pomeriggio sono interrotti i collegamenti nello Stretto, solo per le persone, non per le merci, i controlli alle stazioni, negli aeroporti, nelle autostazioni sono capillari, ma evidentemente non bastano. E allora si prenda esempio dal sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà che, a fronte di pochi irrequieti “riggitani” che non rinunciano alla passeggiata in via Marina o sul Corso, ha drasticamente chiuso le strade principali. Stop al passeggio irresponsabile, stop (forse) ad ulteriori contagi. Non appaia una misura che neanche in guerra, la verità è che siamo in guerra e il nemico, purtroppo, è invisibile e subdolo e ancora non è stato individuato prima che possa fare i danni che sta provocando. Basta un esempio: il sindaco di Montebello Jonico risulta positivo: è di Montebello la prima vittima calabrese, un geometra del Comune, ma il sindaco Ugo Suraci non ha avuto alcun contatto, eppure è rimasto contagiato. E nemmeno il dipendente comunale aveva avuto contatti con persone provenienti dal Nord. Allora – ha scritto il sindaco – vuol dire che c’è un focolaio locale, bisogna rimanere a casa.

Restare a casa è un imperativo categorico se si vuole aiutare a risolvere il problema. La presidente Jole Santelli, che si sta muovendo con polso in questa drammatica situazione, ha fatto sapere che sta lavorando in squadra, senza esautorare nessuno e ha annunciato per domani la fine dei lavori di adeguamento del secondo padiglione del Policlinico universitario di Germaneto. Non ha escluso di chiedere l’intervento dell’esercito, se necessario: l’obiettivo è riuscire a contenere il contagio. Il riferimento, quando parla di squadra, è in risposta al segretario generale della Cgil calabra Angelo Sposato e al capo dell’opposizione Pippo Callipo che chiedevano dove fosse finito il generale Cotticelli, attuale commissario straordinario della Sanità in Calabria. Per la verità, in molti si domandano perché non si faccia sentire, vista la responsabilità che ricade sulla sua persona.

Callipo, con un filo di ironia, si era permesso «sommessamente di far notare che il flusso degli arrivi dal Nord forse andava arginato prima e, adesso, quando già in migliaia sono rientrati in Calabria, evocare l’intervento dell’Esercito è inutile, anche perché i militari sono già impegnati sul territorio nell’operazione “Strade sicure”. Semmai, abbiamo bisogno di un esercito di medici, di infermieri e di operatori sanitari. E abbiamo bisogno che chi governa, piuttosto che mandare messaggi poco rassicuranti, dia delle risposte e metta chi lavora nella Sanità nelle condizioni di operare in sicurezza».

Angelo Sposato
Angelo Sposato, segretario regionale Cgil Calabria

«La stragrande maggioranza dei calabresi – ha detto il cav. Callipo – sta osservando con dedizione le norme disposte dal decreto “Io resto a casa”, dunque non serve militarizzare ulteriormente il territorio. Serve invece essere pronti a fronteggiare dal punto di vista sanitario un eventuale aumento dei contagi. Servono strutture, personale e strumenti. Servono le assunzioni e serve reperire subito i dispositivi di protezione per chi lavora negli ospedali con grande spirito di sacrificio. Serve – conclude Callipo – che il commissario alla Sanità, gen. Saverio Cotticelli, faccia sentire concretamente la sua presenza perché di lui al momento non abbiamo notizie. È ora di svegliarsi».

Angelo Sposato, invece, aveva messo in evidenza in un post su Facebook che la presidente Santelli «avoca a sé ogni decisione sull’emergenza COVID-19, di fatto, esautorando il Commissario ad acta Cotticelli, di cui non abbiamo traccia, ed i Commissari delle Asp, che in questi giorni si stanno prodigando per individuare soluzioni, medici, infermieri e posti letto. Un atto di grave responsabilità che pone il presidente Santelli come unico responsabile dell’emergenza, senza tentare di costituire una cabina di regia per il governo di questa fase delicatissima. Ci preoccupano le dichiarazioni del Presidente Santelli di questi giorni, nelle varie apparizioni televisive Nazionali, nel ribadire che la nostra regione non sia pronta ad affrontare l’emergenza COVID-19, né quanto potrebbe essere il contenimento del virus». E, ancora, Sposato aveva sottolineato che «in Calabria siamo senza una guida dell’emergenza, nonostante sia passato un mese, navighiamo a vista. Intervenga il Governo centrale per ripristinare un minimo di coordinamento che garantisca la Calabria».

Tra due giorni ci sarà la prima seduta del Consiglio regionale da cui deve uscire il nuovo presidente, i due vice (uno andrà all’opposizione) e due segretari-questori (anche qui uno va all’opposizione). E contestualmente la Santelli dovrebbe sciogliere il nodo Giunta. Di certo serve urgentemente l’assessore alla Sanità, dal cui profilo devono emergere competenze scientifiche e capacità manageriali. Tra gli attuali aspiranti alle cinque deleghe rimaste libere non appare nessuno con queste caratteristiche. Sarà un altro esterno (in tutti i sensi)? Lo scopriremo presto. (ams)

Il video del sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà “Buongiorno reggini”

Covid-19 – Callipo ai consiglieri regionali: ognuno doni 6000 euro. Molinaro dice sì

Il cav. Pippo Callipo, capo dell’opposizione in Consiglio regionale, ha lanciato un appello a tutti i nuovi consiglieri per devolvere parte dello stipendio di marzo all’emergenza coronavirus. Il primo ad accogliere la proposta è stato Pietro Santo Molinaro (Lega).

L’altro ieri, Callipo aveva fatto una proposta precisa: «In un momento difficile e straordinario come quello che l’Italia tutta sta vivendo è necessario dimostrare una concreta sensibilità istituzionale verso le esigenze pressanti che pervengono soprattutto dal mondo della Sanità. Ed è per questo che voglio lanciare una proposta che spero ardentemente sia accolta. In considerazione del fatto che dalla proclamazione fino ad oggi il Consiglio regionale non si è mai riunito, propongo che tutti i consiglieri regionali donino, alle strutture sanitarie pubbliche calabresi, la quota mensile relativa alle “spese di esercizio del mandato”, corrispondente a 6mila euro, senza intaccare l’indennità di carica. Ove questa proposta venisse accolta dai miei colleghi potrei occuparmi personalmente di coordinare la donazione alla Task force istituita dalla Regione per l’emergenza Covid-19, garantendo la massima trasparenza di ogni passaggio, con un conto corrente appositamente aperto e dedicato. È doveroso che la politica calabrese dia un pur minimo segnale di sacrificio e di sobrietà».

Come già detto, Molinaro della Lega ha accolto subito la proposta. E il cav. Callipo ha voluto mostrare il suo apprezzamento, rinnovando l’invito agli altri consiglieri regionali. «Ringrazio – ha scritto sul suo profilo  Facebook – il collega Pietro Molinaro per aver accolto la mia proposta. Donare una quota del nostro compenso mensile per sostenere chi fronteggia l’emergenza Coronavirus rappresenta un gesto concreto di sensibilità istituzionale. Mi auguro che gli altri consiglieri regionali non abbiano ancora risposto al mio appello solo perché distratti da altre notizie che riguardano l’emergenza e non perché non siano pronti a fare la loro parte. Forza, uniti ce la faremo». (rp)

Callipo contrario a Governo di salute pubblica
Pregiudiziali distinguo sul ruolo di opposizione

di SANTO STRATI – Si sarebbe potuto definire ottimisticamente “tentativo di prova tecnica” per un governo di salute pubblica l’incontro svoltosi ieri a Germaneto per fare il punto sull’emergenza coronavirus, ma l’esperienza insegna che l’ottimismo in politica difficilmente aiuta. La presidente Jole Santelli ha avuto l’ottima idea di convocare nella Cittadella regionale i rappresentanti di tutte le forze politiche calabresi e chi non ha potuto ha partecipato in teleconferenza via telefono: un segnale di come, davanti a una crisi emergenziale come questa del Covid-19, sia necessario unire gli sforzi, al di là dei singoli schieramenti, per un impegno anche trasversale.

La Santelli aveva, in mattinata, raccolto l’endorsement da alcuni parlamentari Cinque Stelle, del Pd e di Leu. Un appello a supportare le azioni messe in campo dalla regione Calabria per fronteggiare il rischio contagio, firmato dai pentastellati Massimo Misiti, Anna Laura Orrico, Federica Dieni, Elisa Scutellà, Giuseppe D’Ippolito, Riccardo Tucci, e dai dem Enza Bruno Bossio e Antonio Viscomi e da Nico Stumpo (Liberi e uguali). «L’emergenza epidemiologica – si legge nell’appello – sta dimostrando, in modo pregnante e significativo, la radicale interconnessione tra le azioni individuali ed il benessere della comunità di riferimento. Mai come ora dovrebbe essere a tutti evidente quanto sia necessario vivere la politica come ricerca del bene comune al di là e oltre le differenti opinioni e scelte di schieramento». Una chiara dichiarazione di disponibilità che la stessa Presidente non si sarebbe mai aspettata.

L’aver riunito tutte le forze politiche, inclusi i due candidati a presidente bocciati dal voto Carlo Tansi (Tesoro di Calabria, Calabria Libera e Calabria Pulita) e Francesco Aiello (M5S e Calabria Civica), è stato un gesto apprezzato da tutti, anche se con alcuni distinguo. In particolare, Pippo Callipo, capo dell’opposizione e guida di Io resto in Calabria, pur mostrando apprezzamento, difende il ruolo di opposizione assegnato dagli elettori al suo schieramento politico. «Proprio nelle scorse ore – ha dichiarato a Calabria.Live – ho apprezzato e accettato di buon grado l’invito rivolto dalla presidente della Regione Jole Santelli a tutte le forze politiche regionali per un confronto sull’emergenza Coronavirus. In questa fase storica particolarmente difficile è necessario che tutti facciano la loro parte, non è evidentemente il momento in cui ci si può permettere di perdersi in polemiche sterili. Ma è altrettanto chiaro che la maggioranza dei calabresi che hanno votato alle elezioni regionali ha dato fiducia al centrodestra e alla presidente Santelli e quindi a loro adesso spetta il compito di governare la Regione. A noi gli elettori hanno assegnato il ruolo di opposizione ed è ciò che faremo con fermezza, senso di responsabilità e spirito costruttivo. Se ci saranno provvedimenti della maggioranza che a nostro giudizio vanno nell’interesse della collettività non avremo problemi a sostenerli, ma sempre mantenendo ben chiaro il rispetto dei rapporti istituzionali e continuando a esercitare il ruolo di opposizione che il mandato popolare ci ha conferito».

In poche parole, il cavaliere Callipo non si scalda più di tanto a una qualsiasi ipotesi di governo di salute pubblica, idea che però viene accarezzata da molte teste pensanti in Calabria. È evidente che il momento spinge a considerare la formazione del nuovo governo regionale al di là delle tradizionali logiche di partito e che la scelta dei responsabili di assessorati chiave come Sanità, Turismo e Attività produttive debba rispondere a criteri di assoluta competenza e capacità. È necessario fare squadra, magari in modo trasversale ove ci siano i presupposti, per garantire solidità alle scelte strategiche che la Regione è inderogabilmente chiamata a indicare, sia per affrontare dal punto di vista sanitario la crisi del coronavirus (che, grazie a Dio, in Calabria è limitata a poche decine di casi), sia per pianificare le opportune iniziative per poter gestire la conseguente, ugualmente spaventosa, crisi economica che deriva e deriverà dall’emergenza. Non si tratta di gestire l’emergenza, cosa che la presidente Santelli sta mostrando di saper fare in modo egregio, ma di programmare il futuro, pensando che niente sarà più come prima.

Occorre tener presente, però, che le crisi economiche aprono un ventaglio di opportunità e un’adeguata programmazione di risorse, investimenti e strategie di sviluppo, possono efficacemente ricevere, post-crisi, una spinta in più. I progetti di rilancio della Calabria del 26 gennaio, da qualunque parte venissero, non stanno più in piedi: c’è da fronteggiare una crisi emergenziale che ha sconvolto qualsiasi idea di sviluppo: superata la drammatica situazione sanitaria – #celafaremo, non va considerato solo un hastag ottimistico – bisognerà rimboccarsi le maniche a ricostruire aziende, attività commerciali, progetti di crescita stoppati o annientati dalla crisi del coronavirus. Che, ricordiamolo, non è un problema solo italiano, ma mondiale.

E allora, più che mai urge gettare le fondamenta per una cabina di regia che governi non soltanto l’emergenza, ma anche il futuro. Il presidente del Consiglio Nicola Irto, come abbiamo riferito ieri, ha riconvocato per il 18-19 marzo la prima seduta dell’assemblea regionale uscita dalle urne del 26 gennaio. Ci auguriamo che l’emergenza non faccia trovare ulteriori intralci alle importanti scadenze che incombono: va eletto il presidente del Consiglio regionale, due vicepresidenti (un posto va all’opposizione) e due consiglieri segretari-questori (anche qui un posto va all’opposizione). La base per organizzare il lavoro dell’assemblea che dovrà, per prima cosa varare entro il 30 aprile il bilancio, e quindi legiferare, approvare le scelte della giunta, ratificare provvedimenti e pianificare il lavoro attraverso le varie commissioni.

C’è un altro delicato punto all’ordine del giorno che prevede la temporanea sostituzione del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Domenico Creazzo (8033 voti), che – come si sa – è ancora agli arresti domiciliari a seguito dell’inchiesta Eyphemos sul voto di scambio: secondo la prassi subentrerà il consigliere Raffaele Sainato (3897 voti). Senza contare che la presidente Santelli con le dimissioni dalla Camera dei Deputati lascerà il posto libero a Mimmo Giannetta, che, peraltro, è stato eletto consigliere regionale e dovrà scegliere tra Montecitorio e Palazzo Campanella.

A norma dello statuto (art. 20) per eleggere il presidente del Consiglio regionale, a scrutinio segreto, serve la maggioranza dei due terzi nelle prime due votazioni; se serve un terzo scrutinio, da tenersi il giorno successivo, è sufficiente la maggioranza dei votanti, con eventuale ballottaggio se nessuno raccoglie la maggioranza richiesta tra i due candidati che hanno ottenuto più voti nel precedente scrutinio. In quest’ultimo caso, a parità di voti, viene eletto il consigliere con più anni d’età.

La prima seduta del 18 marzo – salvo imprevisti da Covid-19 – sarà presieduta da Pippo Callipo, in quanto consigliere più anziano. Non è in tale occasione che la Presidente Santelli è obbligata dalla statuto (art. 33) a presentare il programma di governo e comunicare la composizione della Giunta, ma nella prima seduta successiva all’elezione del Presidente del Consiglio. Qui, la pur solerte ed efficientissima Presidente Santelli è, per la verità, in torto: lo statuto richiede entro dieci giorni dall’insediamento (avvenuto il 17 febbraio) la nomina del vicepresidente e degli altri componenti della Giunta. La presidente ha nominato, con un colpo di teatro, l’assessore all’Ambiente Sergio De Caprio, alias Capitano Ultimo, e quello all’Università, Ricerca scientifica e Istruzione (con delega anche alla Cultura?), ovvero l’astrofisica cosentina Sandra Savaglio. Poi si è fermata, fermata dalle beghe partitiche e dall’irrefrenabile litigiosità degli alleati o presunti tali.

Adesso, però, non c’è più tempo da perdere: va scelto subito l’assessore alla Sanità, una personalità che racchiuda competenza, capacità ed esperienza in organizzazione sanitaria. Per quanto ci si sforzi con l’immaginazione, ci rendiamo conto che non è un compito facile. Per questo, cercare larghe intese potrebbe aiutare non poco a una scelta indovinata. Dieci anni di commissariamento nella sanità sono anche il frutto di una politica che ha fallito il suo mandato, è il momento di invertire la rotta. (s)

Callipo: «La presidente della Regione non è il nemico da abbattere ma l’amico da aiutare»

Il cav. Pippo Callipo ribadisce il suo intento “rivoluzionario” di fare politica in Calabria e non smette di stupire, mostrando come l’opposizione possa ritagliarsi un ruolo determinante per il futuro della regione. Nell’incontro di Catanzaro di Io resto in Calabria, promosso dal neoconsigliere regionale Francesco Pitaro, non ha risparmiato un ulteriore endorsement nei confronti di Jole Santelli, dopo l’apprezzamento espresso per la scelta dei due primi assessori, Sergio De Caprio (il Capitano Ultimo( e l’astrofisica Sandra Savaglio.

«È stata – ha detto Callipo – una campagna elettorale molto intensa, ho visitato quasi tutta la Calabria e non è stato certo un giro turistico, ma una presa di coscienza, ho visto tante piccole isole, ognuna con le sue peculiarità ed esigenze. Non è stato certo tempo perso perché ora sento di poter affrontare con coscienza il ruolo di opposizione. Stare all’opposizione non vuole dire fare la guerra, bocciare ogni cosa per partito preso. Noi vogliamo essere un pungolo per chi governa perché proprio così pensiamo di essere d’aiuto alla Calabria. Lo faremo esercitando le prerogative legislative dei consiglieri regionali ma lo faremo anche sul territorio, continuando ad ascoltare le persone e portando alle Regione i loro bisogni. Questo ruolo mi affascina e ora vogliamo farlo nel migliore dei modi. Abbiamo detto di voler rivoluzionare il modo di fare politica in Calabria e possiamo farlo anche dall’opposizione. La presidente della Regione non è il nemico da abbattere ma l’amico da aiutare».

All’incontro di Catanzaro, moderato dalla giornalista Rosita Mercatante, hanno partecipato alcuni candidati della circoscrizione Centro tra cui Mario Deonofrio e Danilo Ferrara.  (rp)

Callipo sui due neoassessori: premiato il merito
Santelli apprezza e punta su impegno comune

di SANTO STRATI – Non è soltanto fair play, ma un segnale di dialogo che non va sottovalutato. Il capo dell’opposizione in Regione Pippo Callipo plaude alle prime due nomine della neopresidente Jole Santelli e la governatrice ringrazia, rilanciando sull’esigenza di un impegno comune. È evidente che ciascuno dovrà svolgere al meglio il suo ruolo, ma è importante che l’opportuna dialettica maggioranza-opposizione non debba ridursi a continui scambi di insulti, insinuazioni e attacchi reciproci (come sta avvenendo ogni giorno a livello nazionale). L’undicesima consiliatura calabrese non è ancora iniziata (entro due settimane la prima convocazione del Consiglio regionale) e i segnali, consentiteci l’ottimismo, non sono cattivi. Sarebbe magnifico che, soprattutto sulle importanti iniziative che dovranno urgentemente essere adottate, prevalga la voglia di fare per un comune obiettivo: quello di rendere la Calabria una “regione normale”, quello di aiutare i calabresi a uscire dalla profonda crisi che non è irreversibile, quello di pensare finalmente e unicamente al bene comune. Se il merito sarà il segno distintivo di questa consiliatura tutta la Calabria avrà davvero serie opportunità di crescita e di sviluppo. Quello che serve a questa nostra terra è un impegno a “fare”: servono concrete azioni per sbloccare ciò che burocrazia e indifferenza hanno fino ad oggi mortificato o addirittura bloccato. L’agenda del fare è stracarica di punti, ma non ci si fermi all’elencazione delle cose che si dovranno fare: si facciano, e in fretta. A cominciare dal risanamento della sanità e dalla realizzazione del binario di Gioia Tauro che permetta l’intermodalità del Porto, per il serio utilizzo della Zona economica speciale (Zes) per finire alle opportunità di formazione, lavoro e occupazione per i giovani, senza dimenticare che crescita e sviluppo in Calabria si realizzano attraverso cultura, turismo, agricoltura e innovazione tecnologica.

«Quando si premiano il merito e la competenza, – ha dichiarato il cav. Callipo – quando si dà lustro alla propria terra, chi vuole davvero bene alla Calabria non può che essere contento. Per questo apprezzo la nomina della professoressa Sandra Savaglio ad assessore regionale all’Università, alla Ricerca scientifica e all’Istruzione, che, al pari di quella del colonnello Sergio De Caprio all’Ambiente, è garanzia assoluta di capacità e rigore. Ora però la presidente della Regione Jole Santelli riconosca che non si può governare da Roma e abbia il coraggio di continuare a volare alto».
«In campagna elettorale – prosegue Callipo – ho ribadito più volte quello che è stato un principio cardine di tutta la mia storia personale e imprenditoriale: il merito, la qualità, il valore acquisito sul campo devono avere sempre la meglio. Penso che ciò valga ancora di più nella gestione della cosa pubblica. Per questo – ha detto – non ho difficoltà a riconoscere che le prime due scelte della presidente Santelli per la Giunta vanno nella direzione opposta alle logiche della vecchia politica perché affidano settori importanti della Regione a personalità di riconosciuto prestigio. D’altronde, avevo promesso di fare proprio questo se fossi stato eletto alla guida della Regione e non cambio idea ora solo perché sono all’opposizione. Anzi, proprio in questa ottica costruttiva – è l’appello di Callipo – invito la presidente Santelli ad andare avanti su questa strada anche per gli altri assessorati e a non cedere alle pretese dei gruppi di potere indirizzate a premiare i portatori di voti e non la qualità. Se lo farà, se nominerà una giunta che sia tutta al livello di Savaglio e De Caprio – conclude – dimostrerà di agire solo nell’interesse della collettività, l’unico che, seppur da opposti ruoli, siamo chiamati a tutelare»

È un discorso, questo di Callipo, che merita attenzione e rispetto. La presidente Santelli gli ha immediatamente replicato, per ringraziarlo. «Ho apprezzato  – ha detto la neopresidente – le parole di plauso espresse da Filippo Callipo rispetto alle nomine di Sandra Savaglio e Sergio De Caprio. Un commento positivo che riguarda due personalità importanti che hanno deciso di impegnarsi per la Calabria. Relativamente alle mie parole circa l’impegno romano, credo che sia ovvio che la Calabria non possa essere governata da Roma, altrettanto vero è, però, che è indispensabile che la Calabria partecipi ai processi decisionali, abbia un ruolo in Conferenza Stato-Regioni e nei luoghi di concertazione negoziale in cui la Regione deve poter far valere la propria voce ed i propri diritti. Altrettanto necessario è il raccordo con il Governo nelle sue diverse articolazioni. Insomma, il governo di una Regione è materia complessa, che necessariamente impone un lavoro sul territorio, a Roma e Bruxelles. Dobbiamo tutti impegnarci affinché la Calabria riconquisti il ruolo che merita».

È una buona base di partenza, lo ribadiamo. Certo, non si pensi a un improvviso “innamoramento” reciproco tra i due avversari, ma è un buon inizio perché la maggioranza ascolti le proposte di chi sta dall’altra parte e la minoranza non faccia vuoto ostruzionismo su qualunque tema. Indubbiamente, il discorso Roma merita qualche annotazione aggiuntiva: la Regione Calabria ha due sedi fuori dal territorio, a Roma e a Bruxelles (anzi ne aveva anche una a Milano di cui si sono perse le tracce, ma magari si continua a pagare l’affitto dei locali) ed è corretto immaginare che possano svolgere quel ruolo di congiunzione con il governo centrale e l’Unione Europea. L’intento della Santelli, per Roma, è quello di approfittare di una sede pressoché inutilizzata, fino ad oggi, al di là di qualche impegno di rappresentanza, per avviare un processo di costante monitoraggio degli impegni governativi. Alla luce del nuovo Piano per il Sud la scelta di rendere finalmente utile la sede di piazza Campitelli non è da considerare banale: non si porti avanti il discorso della residenza romana della Santelli e quindi della “comodità” di governare da Roma, sarebbe semplicemente miserabile. Non è la presenza fisica a Germaneto o in qualunque altro posto a dettare l’agenda operativa, salvo a non volere un Presidente arroccato giorno e notte nel palazzone della Regione, il che – oltretutto – non sarebbe nemmeno produttivo. La Santelli, a ben vedere, punta a sfruttare la profonda conoscenza della politica (romana) per portare innegabili vantaggi alla Calabria, dando nuovo vigore agli uffici romani. Inutile stare a questionare sulle dichiarazioni («governerò tre giorni da Roma») ma si guardi e si verifichi l’azione del governo regionale e l’impegno del nuovo presidente. I calabresi non staranno solo a guardare, esigono concretezza e soluzioni, non parole e promesse da campagna elettorale. Avremo tutti modo di riscontrarlo, senza indulgenze o favoritismi: la Calabria si deve svegliare, il tempo delle attese è finito: lo tengano a mente i nuovi consiglieri regionali, non lo dimentichino i parlamentari mandati a Roma e a Bruxelles.

E, a proposito, non va trascurato l’impegno con l’Europa: l’eurodeputata grillina Laura Ferrara ha lanciato l’allarme sul mancato utilizzo della sede di Bruxelles che costa comunque 50mila euro l’anno di soli affitti. Occorre una presenza della Regione Calabria con una sede in Europa? Se sì, mettiamola in condizione di essere utile. (s)

Piano per il Sud / Una lettera di Pippo Callipo a Conte: assicurare legalità ed efficienza

L’imprenditore Pippo Callipo, capo dell’opposizione in Regione col movimento Io resto in Calabria, ha fatto pervenire al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dopo la presentazione del Piano per il Sud, una lettera con cui richiede siano assicurate legalità ed efficienza.

«Durante la recente campagna elettorale per le Regionali – scrive Callipo – ho detto più volte, in vari incontri pubblici in cui mi hanno affiancato diversi esponenti del governo venuti in Calabria a sostenere la coalizione che ho avuto l’onore di guidare, che apprezzavamo tale vicinanza ma che avremmo avuto bisogno di atti concreti da parte dell’esecutivo nazionale soprattutto dopo le elezioni. Come non indugiavo in quella fase nella retorica elettorale, così mi tengo alla larga dai trionfalismi adesso, ma è indubbio che il Piano Sud 2030 che è stato presentato oggi a Gioia Tauro da Lei e dai ministri Lucia Azzolina e Giuseppe Provenzano rappresenti un’occasione unica che non può non destare speranza in chi crede in una Calabria nuova, libera dalla vecchia politica e dalle pastoie di quella parte malata di burocrazia che da anni definisco “mafia con la penna”.

«Si sta investendo moltissimo sui giovani, sull’inclusione, sull’innovazione, sull’occupazione femminile, sulle aree interne, sulle infrastrutture. Si stanno combattendo i luoghi comuni con i fatti. È insomma finalmente realtà un piano strutturale decennale basato su un investimento che il governo sta facendo per far rialzare il Paese attraverso il Mezzogiorno. Si tratta di una vera e propria svolta, io però non Le scrivo per manifestare mera gratitudine, bensì per sollecitare un impegno altrettanto serio e concreto nella gestione dei fondi assegnati alla Calabria in termini di rispetto della legalità, di efficienza e di snellimento burocratico. Le Sue parole sincere sul Sud e la competenza pragmatica dimostrata dai ministri Azzolina e Provenzano ci consegnano un’attenzione nuova di cui siamo contenti ma a ciò, comunque, va aggiunta la consapevolezza che tutti noi per primi dobbiamo fare la nostra parte per far sì che non sia l’ennesima occasione sprecata. Perché ciò avvenga occorre però da un lato vigilare sull’intero percorso degli investimenti del Piano Sud mantenendo dritta la barra della legalità, dall’altro garantire la piena efficienza e celerità delle procedure affinché tutto non rimanga imbrigliato in lentezze burocratiche, come quasi sempre è successo nella storia della Repubblica quando sono state stanziate misure straordinarie per il Mezzogiorno. In un Paese e in una Regione normale non ci sarebbe neanche bisogno di sottolineare queste esigenze, ma è inutile nascondere che non è normale la nostra situazione e che anzi viviamo in una condizione di emergenza sociale dovuta alla pervasività dei metodi criminali infiltratisi fin dentro il cuore delle articolazioni dello Stato».

«Abbiamo grande fiducia nell’operato di questo governo e sappiamo già quanto l’amore verso il Sud di cui Lei ha parlato venendo in Calabria non sia un mero esercizio retorico ma una dimostrazione concreta di sostegno che apprezziamo con altrettanto vigore. Ciò però non ci esime, guardando anche ai prossimi appuntamenti legislativi relativi all’Autonomia differenziata, dall’essere propositivi e vigili nel dare voce ai tanti calabresi onesti che, troppo spesso, hanno subìto decisioni politiche calate dall’alto che hanno contribuito ad aumentare il gap del Sud rispetto alle altre aree del Paese». (rp)