Al via collaborazione tra Lions e la senatrice Vono per servire la comunità

Il Distretto Lions 108Ya ha avviato una collaborazione con la senatrice di Forza Italia, Silvia Vono, per la «condivisione orizzontale con la pubblica amministrazione, mettendo in comune idee e professionalità».

La collaborazione è stata avviata in occasione della presentazione dell’anno sociale 22/23 – dedicato al tema “Unità e impegno. Passione e ragione” – che si è svolta nei giorni scorsi a Catanzaro. La parlamentare di Forza Italia, ha partecipato all’incontro che si è tenuto nel Teatro Politeama e ha avuto l’occasione di confrontarsi con il Governatore assicurando l’avvio di una collaborazione con il Distretto per “servire la comunità”.

«Oggi il Lionismo interagisce con la pubblica amministrazione in un regime di cooperazione – ha detto il Governatore Franco Scarpino –. Non dobbiamo mai perdere di vista che è nostro dovere incoraggiare le persone, che ne hanno la vocazione, a servire la loro comunità, senza scopo personale di lucro ed a favorire e promuovere efficienza ed alto livello morale nel commercio, nell’industria, nelle professioni, negli incarichi pubblici e nel comportamento privato».

«La senatrice Vono ha consegnato al Governatore Scarpino una edizione preziosissima sulla storia di Palazzo Giustiniani.

«Sono poche copie, che provengono direttamente dalla Biblioteca del Senato, la Costituzione con le firme originali del primo presidente della Repubblica e le immagini di Palazzo Giustiniani», ha spiegato la senatrice Vono, che ha inviato il Governatore a fare visita al Senato assieme agli altri soci (visita che potrebbe tenersi il 4 settembre).

Significativa la dedica riportata sul volume: «Una ragione illuminata ha guidato i nostri Padri costituenti. Certa che tu in questo anno sociale ci guiderai verso un servizio solidale di alto profilo per un vero passaggio dall’io al noi secondo i quattro pilastri che contraddistingueranno la tua azione: unità, impegno, passione e ragione. Ti auguro buon lavoro». (rcz)

Memoria e Futuro: presentato in Senato Armonie d’Arte Festival 2021

Due le parole chiavi dell’edizione XXI di Armonie d’Arte Festival, la felice intuizione di Chiara Giordano, Memoria e Futuro. La Giordano, che ha lanciato in tutto il mondo lo spettacolare Parco Scolacium, quest’anno raddoppia e coinvolge il Parco della Biodiversità di Catanzaro: se Roccelletta di Borgia rappresenta il passato, la memoria storica, il parco catanzarese invece simboleggia il futuro, con le sue straordinarie installazioni d’arte e il suo potenziale di pubblico del capoluogo che aspetta solo di essere coinvolto. Sarà un’edizione ricca che farà dimenticare quella mancata della passata stagione, quando la pandemia ha impedito di svolgere alcunché.

Secondo quanto ha dichiarato la direttrice del Festival occorre puntare sulla creatività e ricevere il sostegno di tutti perché il mondo guarda alla Calabria e ogni volta la riscopre sempre più bella e culturalmente più ricca grazie anche a questo Festival.

 

La presentazione è avvenuta ieri mattina in Senato con la sen. Silvia Vono che ha fatto gli onori di casa affiancata dal presidente della Commissione Cultura Riccardo Nencini, il quale ha sottolineato il grande bacino culturale che la Calabria custodisce e che va utilizzato per promuovere il territorio in maniera adeguata: «Questa estate – ha detto – segnerà la vera ripartenza in un settore che ha sofferto tanto e la Calabria ha un’occasione preziosa per tornare alla ribalta fuori dai propri confini. La vera scommessa per il futuro è quella di puntare sulla creatività e sulle nuove generazioni: ogni risorsa investita in questa direzione sarà ben spesa, perché il tema della conoscenza è sempre più decisivo per migliorare la competitività».

 

La sen. Vono parlando di Armonie d’Arte Festival ha detto che si tratta di «un evento che mette in risalto le professionalità calabresi e che offre grande visibilità al nostro territorio, attraverso un programma di qualità e dal notevole richiamo nazionale ed internazionale. Proposte come quella di Armonie d’Arte Festival meritano di essere incentivate e sostenute, perché fanno ben comprendere il valore che la cultura può portare al Sud e alla sua nobile storia da raccontare. Un’iniziativa che innalza il livello culturale in Calabria, dando spazio a talenti provenienti da tutto il mondo. Un esempio positivo che dimostra come lo sviluppo e la crescita del Paese possano partire proprio dal profondo Sud. L’auspicio è che progetti di questo genere possano ricevere sempre più attenzione, sia da parte della Regione Calabria che in ambito ministeriale».

Importante la partnership offerta dalla Consulta dei Calabresi nel mondo, guidata dal vicepresidente Salvatore Tolomeo che punta a coinvolgere le comunità calabresi all’estero.Alla presentazione ha preso parte anche Edoardo Moretti di MyWorld Italia con cui il Festival ha instaurato un proficuo programma di collaborazione per la distribuzione dei biglietti, attraverso una piattaforma conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Presenta anche l’assessore alla Cultura del Comune di Borgia Giovanni Nobile che ha sottolineato come nonostante le mille difficoltà, il tradizionale Festival ideato da Chiara Giordano sia riuscito a mettere su un cartellone di grande suggestione. In collegamento streaming l’assessore alla Cultura del Comune di Catanzaro Ivan Cardamone  ha sottolineato la necessità di fare rete per sostenere realtà importanti come Armonie d’Arte, in un’ottica di crescita e di offerta culturale. Il presidente di Italia Festival Francesco Maria Perrotta ha voluto mettere in evidenza la rilevanza raggiunta, a livello internazionale, dal Festival ideato dalla Giordano e la necessità di supportare adeguatamente tutte le iniziative destinate a far crescere ulteriormente la manifestazione. Da ultimo, il presidente di Banca Centro Calabria Giuseppe Spagnuolo ha spiegato l’appoggio dato all’evento: «È un progetto che non guarda solo al Sud ma tutto il Mediterraneo e che proietta il nostro territorio in una dimensione di respiro internazionale». (rs)

 

Fondazione Mediterranea: impegno per sostenere la Fondazione Noel

Lo studio del moto ondoso nello Stretto ha suggerito una simulazione sperimentale dell’Università Mediterranea per la produzione energetica. Su questo tema la Fondazione Mediterranea ha organizzato un meeting informativo coordinato dal prof. Felice Arena che ha suscitato l’attenzione e l’interesse della senatrice Silvia Vono (Italia Viva)

Tutto è nato sul finire degli anni Ottanta del trascorso secolo da un’intuizione del prof. Paolo Boccotti, oggi professore emerito dell’Università Mediterranea, successivamente confermata sperimentalmente nei primi anni Novanta. In termini poco scientifici, ma utili dal punto di vista divulgativo, si può dire che sulla sponda reggina dello Stretto di Messina, per una serie di particolari caratteristiche (grande stabilità del vento locale, tipo di vento di canale, che spira da Messina verso Reggio; orientamento della costa su cui agisce il vento di canale e sua estensione limitata a 10 km), si crei un moto ondoso che simula in scala quello oceanico. Luogo ideale, quindi, per lo studio sperimentale su come questo moto ondoso possa essere sfruttato per la produzione energetica. Nasce così il laboratorio NOEL (Natural Ocean Engineering Laboratory), inaugurato nei primi anni di questo millennio dal rettore Alessandro Bianchi, e oggi diretto dal prof. Felice Arena del Dipartimento DICEAM dell’Università Mediterranea.

Oggi questo laboratorio, unico al mondo per le sue specifiche caratteristiche, in base ai cui studi si stanno realizzando in Italia (a Roccella, Salerno e Civitavecchia) strutture portuali in grado di generare energia elettrica con la particolare struttura dei loro moli foranei, si è lanciato in un’altra avventura sperimentale: la creazione di strutture galleggianti per itticoltura in grado di essere completamente autosufficienti e, inoltre, di produrre energia elettrica, tramite lo sfruttamento dell’energia eolica, con le classiche pale, e di quella ondosa, secondo il Modello Boncotti.
La ratio di questi esperimenti, in base ai quali grandi strutture fino a 2 ettari di superficie (il modello sperimentale reggino, visibile sul lungomare, è in scala 1/15) possono essere utilizzate in alto mare con opportuno ancoraggio al fondo marino, è che nei pressi delle coste ulteriori insediamenti di itticoltura non sono più sostenibili (inquinamento ambientale, eutrofizzazione costiera, concorrenza con le attività ricettive e turistiche, etc) pur essendo ormai indispensabili a soddisfare il fabbisogno alimentare di una popolazione mondiale che nel 2050 raggiungerà i 9 miliardi di unità.
La senatrice Vono, perplessa dalla scarsa attenzione attribuita dai politici reggini alle attività di ricerca dell’Università Mediterranea, si è dichiarata disponibile ad aiutare e sostenere con i mezzi a sua disposizione le attività del NOEL, soprattutto in previsione delle positive ricadute che l’implementazione sul territorio della ricerca scientifica può avere sull’emigrazione intellettuale e in generale sull’occupazione giovanile del Sud.
La senatrice Vono ha assicurato che riferirà in Senato su quanto osservato e annotato in riva allo Stretto ovvero sulla presenza di laboratori universitari che svolgono attività di ricerca che non hanno nulla da invidiare a quelle svolte da ben più antiche e blasonate e ricche Università. Sollecitata in tal senso dal dott. Vincenzo Vitale, presidente della Fondazione Mediterranea, la senatrice si è dichiarata ampiamente disponibile ad appoggiare, per quanto di sua competenza, il percorso integrativo dell’Area dello Stretto, ritenendo che nel terzo millennio non si possa ormai più parlare di città vicine e con comuni interessi che non facciano anche sistema. (rrc)
Nella foto, da sinistra: il prof. Felice Arena; la senatrice Silvia Vono; il dott. Vincenzo Vitale. Sullo sfondo il prototipo sperimentale in scala 1/15

Ponte sullo Stretto, la Vono in Commissione: se ne parli nel parere sul PNRR

La senatrice Silvia Vono (Italia Viva) crede molto nel Ponte sullo Stretto , come infrastruttura strategica per il mezzogiorno ed è convinta che sia necessario un grande lavoro di squadra. «Con mille difficoltà di superare i pregiudizi ideologici di chi non vuole nemmeno sentir nominare il Ponte sullo Stretto di Messina – ha dichiarato –, sono riuscita, in Commissione a far inserire nel parere al PNRR, approvato nel pomeriggio, qualche nota che apre la strada alla necessità di realizzazione di questa grande opera. Il Governo dovrà valutare un’ accelerazione dei piani di avanzamento lavori delle opere prioritarie, con particolare attenzione alle linee che si inseriscono nei Corridoi TEN-T … con particolare riferimento alla velocizzazione della tratta Salerno-Reggio Calabria” senza però trascurare di “verificare la fattibilità di un nuovo tracciato della linea Salerno-Reggio Calabria, finalizzato alla realizzazione dell’Alta Velocità”. Ho ribadito la necessità di “valorizzare il ruolo dei Porti italiani, in particolare quelli del Mezzogiorno, rafforzandone la capacità di intercettare i traffici merci intercontinentali prevedendo, inoltre, interventi specifici per l’intermodalità e la logistica integrata nei porti di Augusta, Gioia Tauro, Taranto e Napoli, al fine di potenziare in particolare il ramo occidentale del Corridoio scandinavo mediterraneo».
La senatrice ha aggiunto: «Mi piace a sottolineare come, per la prima volta, è stato possibile evidenziare la necessità di trasformare gli scali del Meridione – cioè i meglio posizionati strategicamente e prossimi ai grandi flussi mercantili che solcano il Mediterraneo – in Gateway per la Nuova Via della Seta, superando il pregiudizio che vedeva gli scali dell’Arco ligure e dell’Alto Adriatico come gli unici terminali per le merci provenienti oggi dall’Estremo Oriente e domani dal continente africano.
C’è ancora moltissimo lavoro da fare, sia a livello di affinamento e diffusione di una concezione del Sud parte attiva della ripresa del Paese, coeso e sinergico all’industria manifatturiera settentrionale che tanto merito ha avuto nel tenere in piedi l’Italia in questi anni difficili, sia ai fini di trasformazione dei grandi Assi della Rete TEN-T in armature infrastrutturali in grado di irradiare sviluppo nei territori attraversati, ma oggi è stato compiuto un primo importante passo». (rp).

Da Santa Trada l’appello per il Ponte: chi si oppone non vuole il bene del Sud

Conclusa a Santa Trada, nello splendido Borgo al Pilone, con un affaccio sullo Stretto davvero straordinario, la due giorni dedicata al Ponte sullo Stretto. Un’iniziativa dei senatori Silvia Vono e Davide Faraone che ha chiamato esperti, progettisti e docenti che hanno esposto la necessità della realizzazione del Ponte, soprattutto alla luce dell’opportunità di finanziamento offerta dal Recovery Fund.

Oggi il progetto c’è, è già pronto – ha sintetizzato Faraone –, i lavori possono partire domani. Parlare di tunnel significa solo voler solo far perdere tempo. Zingaretti è in errore: il Ponte è strategico per il rilancio del Sud e gli ambientalisti – secondo il senatore palermitano, capogruppo Italia Viva-Psi – dovrebbero essere favorevoli alla realizzazione perché significherebbe eliminare camion e smog dalle autostrade, convogliando sull’alta velocità ferroviaria i trasporti da e per la Sicilia. E l’Alta Velocità si può realizzare solo se c’è il Ponte. Dobbiamo rilanciare il Mezzogiorno puntando proprio sul Ponte. Tutte le altre infrastrutture – facendo il Ponte – si dovranno adeguare, quindi è un volano di sviluppo.

Il prof. Alberto Prestininzi – docente di rischi geologici, Honorary Chairman NAAZCa dell’Università La Sapienza – ha sottolineato che ci sono 40 anni di studi autorevolissimi dei maggiori specialisti del mondo e stiamo ancora a discutere sul nulla. Il Ponte nasce proprio per contrastare queste ipotesi di non fattibilità e infatti in tutto il mondo stanno costruendo ponti detti Messina Type perché riescono a superare i problemi sismici e di vento facendo proprio riferimento agli studi sul Ponte sullo Stretto. Il problema – avverte Prestininzi – è ovviamente soltanto politico, ma il popolo meridionale è stanco di essere preso in giro. Serve una risposta precisa e immediata, senza ulteriori pretesti di nuovi studi di fattibilità che non servono a nulla se non a far perdere tempo e rinviare all’infinito la realizzazione del Ponte.

Alla seconda giornata del convegno hanno preso parte il sottosegretario a Infrastrutture e Trasporti Salvatore Margiotta, Enzo Siviero, rettore di e-Campus, il presidente di Confassociazioni Angelo Deiana ed è intervenuto telefonicamente Matteo Renzi leader di Italia Viva: «Costa più non farlo che farlo  ha detto –: noi abbiamo un problema, che è assurdo, l’ideologia deve essere bloccata. Questa cosa libera dall’isolamento la Calabria e mette al centro un grande investimento sul futuro». Prima di lui, la sen. Vono aveva stigmatizzato l’urgenza della scelta: «È arrivato il momento di decidere. La politica non può più tentennare. Abbiamo un progetto già definito che ha avuto le autorizzazioni. È impensabile prendere in considerazione idee strambe come quelle del parlare di tunnel e usare questa proposta per prendere tempo. È un’opera prioritaria per l’Italia anche a livello internazionale. Entro il 15 ottobre noi dobbiamo presentare necessariamente le richieste del Recovery Fund con progetti validi e quale miglior progetto di quello del ponte?»

Anche il sottosegretario Margiotta «da sempre affascinato da quest’opera» ha espresso un’opinione favorevole alla sua realizzazione: «Il Ponte sullo Stretto serve all’Italia, al Mezzogiorno e serve ad una generazione politica che vuole avere l’ambizione di lasciare un segno di sé per dimostrare che, in quanto a tecnologia e tecnica possiamo essere i primi del mondo perché questo sarebbe anche il valore simbolico di questo ponte. C’è la solita polemica un po’ stantia sul fatto che non bisogna fare il ponte se prima non si fanno le altre cose ed è parzialmente vero, bisogna fare tutto e tutto insieme. C’è una discussione su un tunnel o sul ponte e qui esprimo un parere del tutto personale perché il ministero si esprimerà attraverso la commissione che ha insediato. Io sono convintissimo che si arriverà nuovamente, come già successe 30-40 anni fa, a dire che la soluzione giusta è quella del ponte. Le pendenze richieste dai treni richiederebbero tratti di galleria in Calabria per entrare e in Sicilia per uscire di decine di chilometri sottoterra, il che porterebbe a spese forti e porterebbe anche a tagliare fuori le città principali dalla possibilità di accedere alle stazioni. L’importante è non perdere quest’occasione che le forze riformiste di governo devono saper sfruttare fino in fondo». (ed)

Il video della seconda giornata del Convegno sul Ponte a Santa Trada

Oggi a Santa Trada la seconda giornata del convegno dedicato al Ponte sullo Stretto

Seconda giornata di lavori del convegno dedicato al Ponte sullo Stretto “verso un rilancio per l’economia italiana”. Oggi l’appuntamento è al Borgo Santa Trada, una straordinaria terrazza sullo Stretto, accanto al Pilone, dove alle 10 dibatteranno Salvatore Margiotta, sottosegretario al Ministero delle infrastrutture e trasporti, il capogruppo a Palazzo Madama di Italia Viva Davide Faraone, Gianluca Ievolella provveditore alle opere pubbliche per la Sicilia e la Calabria, Domenico Passarelli Presidente INU Calabria, Enzo Enzo Siviero, docente straordinario ed esperto internazionale di ponti nonché Rettore della eCampus University, e l’economista Angelo Deiana.

«Ci incontriamo a Reggio Calabria e Santa Trada – dice la sen. Silvia Vono, vicepresidente della VIII Commissione Trasporti e Infrastrutture e organizzatrice dell’evento –  senza velleità di alcun genere, per condividere proposte concrete con il mondo imprenditoriale, accademico e le associazioni professionali e ordinistiche da presentare proprio al MIT in vista del giusto utilizzo anche delle risorse del Recovery Fund». (rrc)

Il video dell’incontro di ieri: https://www.facebook.com/gsilviavono/videos/388559242125758

Prima giornata di lavori del convegno: Ponte sullo Stretto, verso un rilancio per l’economia italiana

Posted by Silvia Vono on Sunday, 6 September 2020

SIlvia Vono: da M5S a Italia Viva di Renzi. Ecco le ragioni dell’addio

La sen. Silvia Vono, eletta in Calabria con i Cinque Stelle al Senato, è passata al gruppo di Italia Viva con Matteo Renzi. La senatrice ha spiegato a Calabria.Live le ragioni della sua scelta. «La ragione principale – ha spiegato la sen. Vono – è che non c’è una vera organizzazione, non c’è una leadership, non c’è una vera guida. E quindi mi mi è sembrato opportuno, necessario per il rispetto ai cittadini italiani e per rispetto a me stessa passare, aderire al nuovo gruppo di Matteo Renzi, una persona che ha dimostrato di avere un’intelligenza e una lungimiranza politica».

Con il sen. Ernesto Magorno (ex Pd) e il deputato Nicola Carè (eletto nella circoscrizione estera per il Pd) sono ora tre i parlamentari che hanno aderito a Italia Viva. La prossima settimana – come annuncia la sen. Vono – il gruppo deciderà la posizione da tenere in occasione delle prossime elezioni regionali in Umbria, Emilia e Calabria. (rp)

SALVINI IN ASPROMONTE: SAN LUCA AVRÀ UN SINDACO, PAROLA DI MINISTRO

16 agosto – Nonostante la tragedia di Genova, il ministro Salvini non è mancato all’appuntamento previsto a San Luca per mostrare la presenza dello Stato nel giorno di ferragosto, in quella che – a torto – viene spesso identificata come “capitale della ‘ndrangheta”. A San Luca Salvini ha trovato una popolazione che lo ha accolto con calore, a volte con entusiasmo e non ha mancato di rimarcarlo: «L’accoglienza che ho trovato a San Luca – ha detto – è stata inaspettata e commovente anche per la storia del movimento che rappresento».

Foto di Franco Cufari, dalla sua pagina Facebook

Pochi i rappresentanti istituzionali presenti: il sen. Marco Siclari (FI) e la sen. Gelsomina Silvia Vono (M5S), il consigliere regionale Mimmo Tallini (FI) e il coordinatore regionale della Lega on. Domenico Furgiuele. Il ministro è stato accolto dal prefetto di Reggio Michele di Bari. Tra le autorità presenti anche il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri.

Il ministro Salvini, il prefetto di Reggio Michele di Bari e la sen. Silvia Vono

Parlando alla popolazione Salvini ha detto: «La ‘ndrangheta è una schifezza e rappresenta il passato. San Luca e la Calabria possiedono tante energie positive ed è su queste che bisogna puntare per dare un futuro a questa terra bellissima e ricca di cultura ed arte». Ha poi sottolineato la situazione di un paese “dove non si vota mai”: «A San Luca  – ha detto – la mia non è una toccata e fuga. Ci torno e ci tornerò, perché il mio obiettivo è quello di permettere che qui ci siano elezioni comunali normali. Dopo anni di mancate elezioni è giunto il momento che a San Luca ci siano consultazioni regolari. Verrò personalmente a seguire la campagna elettorale e parteciperò alle elezioni comunali di San Luca. E questo vuole essere un segno. C’è un commissario prefettizio che ha fatto tanto, ma i cittadini meritano di avere quello che hanno tutti gli altri italiani».


Il ministro ha reso omaggio a Carmine Tripodi, Brigadiere dell’Arma dei Carabinieri, vittima della ‘ndrangheta, con la deposizione di una corona d’alloro alla stele di Ponte Cucuzza che ricorda il valoroso carabiniere. «Onore agli uomini e alle donne che hanno sacrificato la loro vita per lo Stato» ha detto Salvini visibilmente commosso.
Quindi ha provveduto a consegnato nelle mani del vescovo Francesco Oliva una villa sequestrata alla ‘ndrangheta: «Sono particolarmente orgoglioso di annunciare, – ha detto – proprio in questo edificio confiscato ad una cosca di ‘ndrangheta, che nell’ultimo anno sono triplicati gli arresti di mafiosi in Calabria. Abbiamo valutato – ha aggiunto Salvini – che nel corso dell’ultimo anno le azioni di contrasto contro la criminalità organizzata hanno portato, in Calabria ed in tutto il territorio nazionale, a risultati lusinghieri». Per correre a Genova, Salvini ha rinunciato alla visita al Santuario di Polsi. (rrc)