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Pietrapaola entra nella Comunità energetica Magna Grecia

La città di Pietrapaola è entrata nel modello delle Comunità Energetiche Rinnovabili: mettere insieme Comune, cittadini, associazioni e attività economiche per produrre, consumare e condividere energia e rendere la transizione ecologica un’opportunità concreta per la comunità.

È questo il percorso indicato dalla sindaca Manuela Labonia e formalizzato dal Consiglio comunale con l’approvazione dell’adesione alla Comunità Energetica Rinnovabile CER Magna Grecia – Società Cooperativa, con sede a Corigliano-Rossano. Il Comune entrerà nella compagine attraverso la sottoscrizione di due quote sociali da 25 euro ciascuna, per una partecipazione complessiva di 50 euro. L’atto è stato approvato con 6 voti favorevoli e 4 astensioni.

L’adesione apre alla possibilità di valorizzare anche il patrimonio immobiliare comunale. Sarà possibile valutare tecnicamente l’utilizzo delle coperture del Municipio, delle scuole, degli impianti sportivi e di altri immobili pubblici per eventuali installazioni fotovoltaiche. Il Comune potrà assumere il ruolo di consumatore, inserendo nella configurazione le proprie utenze elettriche, e di produttore e consumatore qualora vengano realizzati impianti sugli edifici dell’Ente.

La sostenibilità – sottolinea il Primo cittadino – acquista maggiore forza quando non rimane un principio astratto, ma riesce ad incidere sulla vita delle persone. Entrare in una Comunità Energetica significa costruire le condizioni perché pubblico e privato possano collaborare, utilizzare meglio le risorse disponibili e fare dell’energia rinnovabile uno strumento capace di generare ricadute sul territorio. È questa la direzione che vogliamo seguire.

Il modello non è riservato a chi possiede pannelli fotovoltaici. Potranno partecipare alla Comunità anche cittadini come semplici consumatori, comprese famiglie che vivono in appartamento o non dispongono di superfici idonee o delle risorse necessarie per installare autonomamente un impianto. La partecipazione potrà coinvolgere inoltre associazioni e piccole attività economiche locali, ampliando la platea dei soggetti interessati alla condivisione dell’energia.

Per i Comuni con meno di 5 mila abitanti, come Pietrapaola, il regolamento della CER contempla inoltre la possibilità di accedere, nei limiti e alle condizioni delle misure applicabili, a contributi in conto capitale fino al 40% dei costi ammissibili per la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili, compresi eventuali sistemi di accumulo. Una possibilità che consentirebbe all’Ente di valutare nuovi investimenti riducendone l’incidenza finanziaria.

Particolare rilievo assume la funzione sociale prevista dal modello. Il regolamento stabilisce infatti che una parte degli eventuali benefici eccedenti determinate soglie possa essere destinata alle famiglie in condizioni di fragilità, al contrasto della povertà energetica, a nuovi investimenti nelle rinnovabili, a progetti sociali e ad azioni di sviluppo locale. La CER – conclude Labonia – rappresenta un punto di partenza. Saranno i progetti, gli impianti che riusciremo concretamente a realizzare e la partecipazione della comunità a determinarne i risultati. La scelta politica, però, è già chiara: Pietrapaola vuole essere protagonista della transizione energetica e fare in modo che innovazione e sostenibilità diventino nuove occasioni di crescita per il territorio. (rcs)