;
A Crotone si torna a votare in primavera del 2026

CROTONE – Trocino presenta interrogazione sul cantiere ex piscina Coni

Giuseppe Trocino, consigliere Comunale di Crotone, ha depositato una interrogazione a risposta scritta indirizzata al Sindaco e agli Assessori competenti per fare piena luce sulla gestione del cantiere di riqualificazione dell’area “Ex Piscina Coni” (Molo Sanità) e sullo stoccaggio dei materiali sul nostro territorio.

La vicenda riguarda l’estrazione e la movimentazione dal Molo Sanità di circa 4.300 metri cubi di materiale, attualmente stoccati nell’area comunale di Via G. Di Vittorio al cui interno sorge ed è pienamente operativo un campetto di calcio a 5 frequentato dai ragazzi del quartiere e dalle famiglie. Un intervento che presenta serie criticità amministrative ed ambientali sulle quali la cittadinanza merita risposte chiare. 

La preoccupazione principale è e rimane la protezione della salute pubblica. Dal Piano di Lavoro ufficialmente trasmesso allo S.P.I.S.A.L. dell’ASP di Crotone dalla ditta sub-appaltatrice emerge infatti che, all’interno delle strutture dell’Ex Piscina CONI prima della loro demolizione, è stata accertata la presenza di 500 kg di materiali contenenti amianto (Eternit), dichiarati dagli stessi tecnici “in cattivo stato” e successivamente avviati a rimozione. 

Con l’interrogazione «ho chiesto di sapere – spiega – se siano stati eseguiti idonei campionamenti aerometrici ed analisi analitiche specifiche (tramite MOCF o SEM) durante e dopo i lavori di bonifica per escludere la presenza di fibre aerodisperse, e quali garanzie ufficiali di decontaminazione siano state rilasciate prima di depositare 4.300 metri cubi di materiale proprio nell’area che ospita il campetto di calcio in Via Di Vittorio». 

Inoltre, la Dichiarazione di Utilizzo (DUA) presentata ad ARPACAL dal Settore Ambiente prevedeva che il materiale scavato rimanesse in stoccaggio provvisorio in Via Di Vittorio come “sottoprodotto” entro e non oltre la data del 31 dicembre 2025. Trascorsa infruttuosamente quella data senza che sia stata rilasciata o approvata alcuna formale proroga, la norma stabilisce chiaramente che il cumulo perda la qualifica di sottoprodotto e riespanda la sua natura giuridica di rifiuto. Il persistere di questo ingente volume sul suolo pubblico di Via Di Vittorio rischia così di integrare un deposito incontrollato di rifiuti: una situazione in palese contrasto sia con le analisi di laboratorio che qualificavano la matrice come “Rifiuto speciale non pericoloso” (CER 17 05 04), sia con i progetti di demolizione esecutivi dell’Ente (Tavole 1 e 4) che prevedevano la macinazione in loco delle strutture in cemento armato. 

Alla luce di ciò, quando verranno liberati i campetti di via G. Di Vittorio e chi pagherà l’eventuale smaltimento straordinario in discarica dei 4.300 metri cubi di materiale come rifiuto: il Comune o l’impresa?

«Ho chiesto di sapere se il Comune intenda attivare immediatamente le procedure di addebito in danno o azione di rivalsa verso i soggetti (tecnici, dirigenti, progettisti o imprese) le cui omissioni o errori procedurali hanno causato il blocco dei lavori, i ritardi nella consegna dell’opera, i contenziosi ed il declassamento del materiale in rifiuto», aggiunge. 

«Una serie di quesiti dovuti ed urgenti – conclude – soprattutto considerando che, al netto dei tagli di nastro e delle inaugurazioni in pompa magna dell’Amministrazione sui vari stati d’avanzamento, l’opera sconta ritardi ingiustificati e i lavori non risultano ancora completati». (rkr)