Dimissioni Cotticelli-Crocco, Sapia (M5S) scrive al ministro Speranza e al suo vice Sileri

Il deputato del Movimento 5 StelleFrancesco Sapia, ha scritto una lettera indirizzata al ministro alla Salute, Roberto Speranza e al viceministro Pierpaolo Sileri, sulle incerte dimissioni del Commissari alla Sanità Saverio CotticelliMaria Crocco.

«La vicenda – ha esordito il deputato – si sta trasformando in una commedia in più atti. Infatti, dalle dimissioni annunciate si è passati alle dimissioni ritirate, sino alla pretesa, dei commissari Cotticelli e Crocco, di rispondere in un secondo momento alle contestazioni mosse loro nel recente Tavolo di verifica, cioè quando tra qualche settimana uscirà il verbale della relativa seduta».

«Ma come, i commissari – ha chiesto Sapia – non dovevano replicare durante la riunione, come finora sempre avvenuto? Pertanto la motivazione di rispondere alle contestazioni a sipario calato, avanzata sulla stampa dal generale Cotticelli, è strumentale e non aderente alle prassi dei tavoli di verifica per come svoltisi negli ultimi dieci anni, a meno che i dirigenti ministeriali Adduce ed Urbani non abbiano espresso, per otto ore, rilievi non aderenti alla realtà, con l’intento di nuocere al duo Cotticelli-Crocco. In tal caso, egregi ministri, le soluzioni sono due: rimuovere Adduce e Urbani o rimuovere Cotticelli e Crocco. Tertium non datur, salvo che non vogliate protrarre all’infinito questo squallido teatrino inscenato sulla pelle dei calabresi».

«Ad ulteriore dimostrazione della inadeguatezza del duo Cotticelli-Crocco, vi segnalo – ha scritto Sapia a Speranza e Sileri – che i due delegati hanno richiesto un report sull’attività dei commissari straordinari delle Aziende, per la valutazione prevista dal decreto Calabria. Premetto che ogni valutazione, secondo le norme di legge vigenti in ogni settore lavorativo, va condotta su specifici obiettivi assegnati al momento dell’incarico e che il duo Cotticelli-Crocco non ha compiuto questo semplicissimo adempimento. Anzi, i due, ad ulteriore dimostrazione della loro inadeguatezza, hanno scambiato i criteri con gli obiettivi».

«Infatti – ha precisato il deputato M5S – nella richiesta avanzata ai commissari aziendali vi è una ricopiatura dei criteri di legge sui quali il duo Cotticelli-Crocco avrebbe dovuto individuare specifici obiettivi e assegnarli formalmente ai medesimi. Queste sono le procedure di legge nella pubblica amministrazione e non le fantasiose invenzioni del duo in argomento. Evidenzio, fra l’altro, che molto stranamente tale prassi non è stata seguita per l’attuale commissaria straordinaria dell’ospedale di Cosenza, la quale si è vista assegnare, nel settembre 2019, obiettivi che nulla hanno a che vedere con i criteri oggi utilizzati per gli altri commissari aziendali».

«Soprattutto – ha proseguito il deputato Sapia – l’attività della commissaria dell’ospedale cosentino, sulla base di criteri letteralmente inventati, è già stata giudicata positiva. Perché? Infine, esterno tutto il mio stupore per il “marchio” Covid-free del duo Cotticelli-Crocco che, nei criteri (scambiati per obiettivi) indicati per la valutazione dei commissari delle Aziende sono riusciti a non citare mai la parola “Covid”».

«Oggi la valutazione – ha concluso Sapia – più pertinente e prioritaria per considerare l’attività di un commissario aziendale dovrebbe essere relativa alle attività di contrasto all’emergenza Covid, mentre per il duo Cotticelli-Crocco, Covid-free, ciò non ha alcun interesse, così come dimostrato anche dalla totale assenza di direttive specifiche ai commissari aziendali dall’inizio della pandemia ad oggi. Grazie per l’attenzione e un cordiale saluto, con immutabile speranza». (rp)

L’ex assessore Fragomeni: management a supporto delle Asp commissariate

L’ex assessore regionale al Bilancio e Programmazione economica Maria Teresa Fragomeni, in una lettera aperta alla Presidente Jole Santelli, suggerisce di affiancare un management specializzato agli organi di gestione delle Asp commissariate, anche alfine di velocizzare le evidenti difficoltà burocratiche che sono un controsenso in questa grave situazione emergenziale.

«Gent.ma Presidente – scrive la Fragomeni –, Le scrivo perché preoccupata per la drammatica situazione che stiamo vivendo in queste settimane. Una situazione che ha messo ancora più a nudo le criticità del sistema sanitario su base regionale e che ha fatto capire come ogni regione dovrebbe essere all’altezza di una sanità adeguata a quanto prescrive la nostra Carta Costituzionale. Le scrivo da ex amministratrice, ma anche da cittadina della Locride, zona in cui i servizi sanitari risultano carenti perfino rispetto al non elevatissimo standard calabrese e dove, per giunta, l’ASP di riferimento è stata sciolta per infiltrazioni mafiose.

«Qui nella Locride, storicamente, ma negli ultimi anni ancora di più, la soluzione più diffusa, quando si avevano dei seri problemi di salute, era quella di curarsi fuori ASP, se non fuori regione. In questa situazione di emergenza però, è venuta a mancare anche quest’unica “valvola di sfogo” e, al clima di confusione generato dalle molteplici e non univoche informazioni in tema di profilassi e diffusione del virus, si è aggiunto anche un comprensibile sentimento di angoscia per via del picco di contagi annunciato per fine mese.  Una delle principali fonti di preoccupazione deriva dal fatto che, a guidare tutti i percorsi di prevenzione, contenimento e gestione dell’emergenza, a livello provinciale, ci siano degli organi nominati per (e competenti a) fronteggiare un altro tipo di situazioni, anch’esse gravi, ma di tutt’altra natura. Senza voler entrare minimamente nel dibattito sullo scioglimento degli enti locali, bisogna prendere atto che una situazione eccezionale richiede delle misure eccezionali ed inoltre che, ciò che può andar bene per una regione o per una provincia, potrebbe non funzionare in un’altra realtà territoriale.

«In linea con ciò che è stato fatto a livello regionale (Task force), potrebbe essere d’aiuto affiancare un management specializzato agli organi di gestione delle ASP commissariate e, contemporaneamente, adottare una serie di protocolli che snelliscano e velocizzino sia la filiera gerarchica che le procedure burocratiche. Ciò sarebbe utile soprattutto nei casi delle Aziende del Servizio Sanitario Regionale sciolte per ‘ndrangheta (come attualmente le ASP di Reggio Calabria e Catanzaro) nelle quali, gli organi di gestione straordinaria, individuati per al fine di arginare e combattere fenomeni di corruzione, potrebbero non avere, per evidenti ragioni, equivalenti competenze nella gestione di un’emergenza sanitaria di questa portata.

Ripeto, al netto di ogni altra valutazione, sappiamo bene che, nella la lotta contro questa pandemia, il fattore tempo ha un peso decisivo. La Calabria – la Locride in particolare – ha un ritardo strutturale ed organizzativo ultradecennale, mentre il virus, purtroppo, è maledettamente veloce. Serve quindi un piano anti crisi elaborato da personale specializzato ed in tempi brevissimi, in modo da rendere i percorsi ancora più sicuri nelle emergenze e tranquillizzare la cittadinanza.

«Accanto a richieste come quella dell’esercito (che personalmente ritengo necessaria per il supporto logistico e di personale) sarebbe utile avere un piano che preveda ad esempio la riapertura (o comunque la riqualificazione) di strutture chiuse di recente (nella provincia di RC, ad esempio, come Gioia Tauro o come l’ex ospedale di Siderno) l’utilizzo dei laboratori e delle strutture sanitarie private (e del relativo personale) in sinergia e supporto a quelle pubbliche. Un percorso più chiaro e definito potrebbe mettere in condizione, il personale sanitario, che già in questi giorni sta facendo degli autentici miracoli, di poter operare con maggiore efficienza e sicurezza, dando anche più tranquillità ai cittadini». (dc)

Siclari (FI): Sanità, a Reggio abbandonati gli ammalati psichiatrici

Il senatore forzista Marco Siclari si dichiara indignato per l’ennesimo capitolo fallimentare della gestione sanitaria in Calabria che riguarda i citatdini che necessitano di cure psichiatriche.  «A Reggio Calabria – afferma il sen. Siclari – i diritti di chi soffre di disturbi psichiatrici, da oltre 4 anni, vengono calpestati. Il tutto perché, da tutto questo, tempo non è possibile ricoverare gli ammalati poiché le poche residenze sanitarie esistenti non sono accreditate e le famiglie sono costrette a portare i propri cari fuori provincia e, in casi più gravi fuori regione, con un significativo aumento dei costi e allentamento dei legami. Esistono diverse strutture nel territorio reggino in attesa di accreditamento, eppure le Asp, pur avendo acquisito parere favorevole, non completano l’iter di accreditamento. Questa situazione assume proporzioni notevoli se si considera la ricaduta sociale fondamentale di queste strutture. Ho raccolto le diverse istanze presentate dalle strutture operanti sul territorio e non posso che appellarmi alle Asp calabresi e, in particolare, a i commissari dellAsp di Reggio Calabria affinché pongano massima attenzione a questa situazione portando avanti gli accreditamenti. Queste strutture sono l’unica realtà che può dare speranza e sollievo a chi vive già disagi enormi dettati dalla prigione che le malattie mentali spesso rappresentano e, soprattutto, alle famiglie. Si arrivi prima possibile alla soluzione dei problemi» – ha concluso il senatore azzurro. (rp)

Siclari (FI): Tutti i mali della sanità in Calabria in un’intervista tv

Il senatore azzurro Marco Siclari in un’intervista video di Giovanni Cedrone per Sanità Informazione spiega la difficile situazione della sanità in Calabria e della costante emigrazione nel resto d’Italia cui sono sottoposti i pazienti calabresi per potersi curare in maniera adeguata.
«Serve un tavolo tecnico – spiega Siclari a Sanità Informazione – composto dal Ministero della Salute, dal Ministero Economia e Finanze e i direttori delle strutture sanitarie regionali calabresi, a partire dal Dipartimento della sanità calabrese. Dobbiamo far capire che c’è una emergenza e che deve essere affrontata prima che arrivino le disgrazie». E, con rammarico, ammette: «Da medico non faccio altro che trasferire i pazienti dalla Calabria al resto d’Italia».

L’intervista a Marco Siclari di Sanità Informazione