l’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, i segretari generali di CGIL Calabria, Gianfranco Trotta, CISL Calabria, Giuseppe Lavia, e UIL Calabria, Mariaelena Senese, insieme ai rappresenti di Spi Cgil, Carmelo Gullì, Fp Cgil, Bruno Schipano, Cisl Fnp, Salvatore Mancuso, Fp Cisl, Luciana Giordano, Uilp, Francesco De Biase, Uil Fp, Walter Bloise, hanno siglato, oggi nella sala oro della Cittadella regionale, un protocollo di intesa per un modello strutturato di confronto destinato a incidere sulla programmazione, attuazione e monitoraggio delle politiche sociali regionali.
“L’intesa – ha dichiarato l’assessore Straface – consolida un metodo stabile di relazione tra Regione e parti sociali che scelgono di mettere a sistema competenze, conoscenza dei territori e capacità di intercettare i bisogni delle persone per rendere le politiche sociali più vicine alle comunità, ridurre le disuguaglianze e trasformare le risorse disponibili in servizi concreti per famiglie, anziani, persone con disabilità, caregiver e cittadini in condizioni di fragilità. Con la sottoscrizione di questo Protocollo si concretizza un principio nel quale ho sempre creduto: le politiche sociali si costruiscono con l’ascolto, la partecipazione e una responsabilità condivisa”.
“Le organizzazioni sindacali – ha proseguito l’assessore Straface – sono vere e proprie antenne sociali del territorio. Attraverso delegati, patronati e Caf hanno un contatto quotidiano con lavoratori, pensionati, famiglie, persone non autosufficienti, caregiver e nuclei che vivono condizioni di vulnerabilità economica. Il loro contributo ci consente di intercettare i bisogni reali, calibrare meglio i servizi e contribuire a colmare gli squilibri territoriali ancora esistenti”.
Per l’assessore, partecipazione e qualità dei servizi devono procedere insieme alla tutela del lavoro: “Dietro ogni servizio ci sono assistenti sociali, educatori, psicologi, cooperative sociali, imprese ed enti del Terzo settore. Parliamo di un sistema che, secondo una prima stima, conta circa 21.500 occupati negli enti del Terzo settore e oltre 80 mila volontari. Per questo abbiamo voluto inserire nel Protocollo anche il monitoraggio delle condizioni di lavoro e del rispetto dei contratti collettivi nazionali: la qualità della prestazione passa anche dalla qualità del lavoro delle persone”.
Il metodo che ha portato alla sottoscrizione del protocollo ha raccolto il convinto apprezzamento delle organizzazioni sindacali per il dialogo promosso dall’assessore Straface, alla quale è stato rivolto un ringraziamento per la volontà di costruire insieme una nuova stagione di programmazione sociale regionale.
“Un passo importante – ha evidenziato Giuseppe Lavia – per costruire un sistema di welfare più partecipato, inclusivo e attento sia ai bisogni delle persone sia alla qualità del lavoro e per rendere le politiche sociali più efficaci e vicine alle comunità. Come CISL Calabria ringrazio l’Assessore Straface per la volontà di lavorare insieme a partire dal nuovo piano sociale regionale. Parte da oggi un lavoro nel quale, come CISL, vogliamo essere antenne sociali rispetto alla lettura dei bisogni e alla costruzione di risposte alle esigenze dei piu fragili”.
“Non firmiamo un atto formale – ha spiegato Mariaelena Senese – ma ci assumiamo un impegno comune, una responsabilità collettiva. Con questo accordo definiamo un metodo, quello della partecipazione, con cui si definisce anche la qualità di una comunità che si misura dalla sua capacità di non lasciare indietro nessuno. Il welfare non è fatto di numeri, di voci di bilancio, ma di bisogni reali di persone vere: questo protocollo, da oggi, deve uscire da queste stanze e arrivare dove ci sono solitudine, emarginazione, difficoltà per intercettarle prima che tali fragilità diventino emergenza e disperazione. Insomma, non firmiamo un protocollo, ma costruiamo un impegno collettivo”.
“Daremo il nostro contributo – ha sottolineato Gianfranco Trotta – all’elaborazione e all’attuazione del Piano sociale regionale, mettendo a disposizione esperienza, competenze e conoscenza delle comunità locali. Nel protocollo è stato inoltre sancito il rispetto dei contratti collettivi nazionali maggiormente rappresentativi, un principio fondamentale per la tutela dei lavoratori in un comparto nel quale il fenomeno del dumping contrattuale è particolarmente diffuso. Accogliamo quindi con soddisfazione questo accordo e siamo pronti a fare la nostra parte in un percorso che punta a garantire risposte concrete alle persone più fragili, agli anziani e a quanti necessitano di sostegno, rafforzando un welfare che rappresenta un elemento essenziale per la qualità della vita dei cittadini”.
Il Protocollo, di durata triennale, prevede, momenti di confronto oltre agli incontri in occasione dell’adozione dei Piani sociali regionali e delle principali linee di indirizzo. Sarà inoltre possibile condividere dati ed elementi conoscitivi sull’attuazione delle misure regionali, così da favorire una lettura partecipata dei bisogni dei territori e dell’impatto degli interventi.
Particolare attenzione viene riservata al welfare di prossimità e alla programmazione partecipata negli Ambiti territoriali sociali, al ruolo di patronati e Caf nell’informazione e nell’accompagnamento dei cittadini, nonché alla qualità e alla sicurezza dei servizi accreditati. (rcz)






